Farinelli Alex · Nationalrat · 2023-06-01
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2023-06-01
Wortprotokoll
Il 29 marzo il Consiglio federale ha adottato il messaggio all'attenzione del Parlamento. Le Commissioni delle finanze hanno analizzato lo stesso nei mesi di aprile e maggio, sia in seno alle loro sottocommissioni che al plenum. Nell'ambito dei nostri lavori abbiamo preso atto anche del rapporto del Controllo federale delle finanze, che conclude con la raccomandazione di approvare i conti annuali della Confederazione e dei due fondi che vi sono allegati.
Per quanto concerne invece le indicazioni commissionali, il decreto federale sul consuntivo è stato approvato con 18 voti contro 7. Il decreto federale II sul fondo per l'infrastruttura ferroviaria per l'anno 2022 e il decreto federale III sul fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato per l'anno 2022 sono invece stati approvati all'unanimità.
Entrando nelle cifre nel 2022, la Confederazione ha registrato un deficit finanziario di 4,3 miliardi di franchi. La metà di questo deficit riguarda il bilancio ordinario mentre l'altra metà riguarda il bilancio straordinario. Per quanto concerne il freno all'indebitamento, nel 2022 la produzione economica svizzera è stata inferiore al suo potenziale. Il corrispondente sottoutilizzo dell'economia consente quindi un deficit stimato a 0,3 miliardi di franchi, mentre invece il deficit di finanziamento ordinario è stato di 1,9 miliardi di franchi. La differenza si traduce quindi in un disavanzo strutturale pari a 1,6 miliardi di franchi. Questo disavanzo strutturale viene addebitato al conto di compensazione, la statistica di controllo del bilancio ordinario, che conta quindi ora un saldo positivo di 21,9 miliardi di franchi.
Per quanto concerne il bilancio straordinario, il deficit di finanziamento è stato invece di 2,4 miliardi di franchi. Le entrate straordinarie sono ammontate a 1,6 miliardi di franchi provenienti prevalentemente dalla BNS, mentre le spese straordinarie sono state di 4 miliardi di franchi di cui 0,7 miliardi imputabili ai profughi provenienti dall'Ucraina, in particolare in relazione agli importi forfettari per l'assistenza sociale versati ai cantoni, e i restanti 3,3 miliardi alle misure legate alla pandemia.
Vale la pena ricordare che le spese legate alla crisi del coronavirus per gli anni 2020-2022 sono state finora di circa 35 miliardi di franchi, inclusi gli accantonamenti per ulteriori perdite derivanti dalle garanzie covid, laddove la Confederazione ha concesso delle fideiussioni. Vi sono invece ancora aperti dei punti riguardanti l'indennità di lavoro ridotto rispettivamente il finanziamento dei test per il 2022. Nel contesto delle indennità di lavoro ridotto, che sono state oggetto di una discussione in questo consiglio nelle scorse sessioni, vi è stata la questione del pagamento delle indennità per ferie e giorni festivi per i dipendenti con salario mensile. A seguito di una sentenza del Tribunale federale emessa nel 2021, che per il 2022 ha causato spese di 380 milioni di franchi, è stato costituito un accantonamento di 505 milioni per delle richieste non ancora vagliate dalla Segreteria di Stato.
Il deficit del finanziamento straordinario viene addebitato al conto di ammortamento, la statistica di controllo del bilancio straordinario, che sale a 22,7 miliardi di franchi. Così come deciso dal Parlamento, questo andrà ripianato nei prossimi dodici anni.
Tornando al bilancio ordinario, i ricavi sono cresciuti complessivamente di 0,8 miliardi di franchi rispetto allo scorso anno. Ciò corrisponde a una crescita di circa l'1 per cento. Si tratta quindi di una crescita significativamente più debole della crescita del prodotto interno lordo nominale, che è stata pari a circa il 5,4 per cento. Le entrate dell'imposta sul valore aggiunto sono cresciute quasi del 5 per cento rispetto all'anno precedente, riflettendo quindi la crescita economica, mentre il gettito dell'imposta federale diretta è aumentato del 3,7 per cento. L'imposta sul reddito non ha subito variazioni, mentre le entrate derivanti dall'imposta sugli utili sono aumentate del 7 per cento. Bisogna considerare - e questo è sempre buona cosa tenerlo presente - che circa il 60 per cento del gettito fiscale proveniente dal 2022 riflette la crescita economica del 2021.
Il tema dell'imposta preventiva negli anni scorsi è stato toccato più volte. Si tratta di una imposta per sua natura difficilmente stimabile. Ha avuto un gettito di 3,9 miliardi, inferiore a [PAGE 1003] quanto preventivato. Questo ha portato obbligatoriamente a una correzione delle stime e a una diminuzione delle entrate.
Passo al capitolo delle spese. Queste sono diminuite di 7,1 miliardi di franchi rispetto all'anno precedente che era comunque stato condizionato ancora fortemente dalle spese legate alla pandemia. Il suo deficit, come detto, ammontava grosso modo a 2 miliardi. Escludendo le misure legate alla pandemia, la spesa è aumentata di 3,2 miliardi. L'aumento si è registrato in particolare nel settore dell'assistenza sociale per via della crisi dei profughi ucraini - circa 1 miliardo di franchi - rispettivamente l'aumento delle richieste d'asilo ordinario. Le spese riguardanti la previdenza, fondamentalmente l'AVS, il primo pilastro, sono aumentate a causa della quota parte attribuita dell'IVA. A quest'assicurazione sociale quindi l'aumento delle entrate dell'IVA ha causato anche un aumento automatico delle uscite.
Le spese della sicurezza sono cresciute di 0,5 miliardi. La maggior parte di questo aumento è dovuto alle spese aggiuntive per gli armamenti, in particolare per l'acquisto dei nuovi aerei e la difesa aerea terrestre. Anche le spese per l'istruzione e la ricerca sono aumentate, di 0,4 miliardi; è un aumento dovuto principalmente ai contributi per le misure transitorie a causa della mancata associazione della Svizzera al pacchetto Horizon.
Le spese per le relazioni con l'estero infine sono aumentate di circa 300 milioni di franchi. Ciò è dovuto in particolare alle spese di sostegno all'Ucraina.
La Confederazione, questo è anche un capitolo importante di cui si è discusso a più riprese nel corso del 2022, ha speso complessivamente circa 1,2 miliardi di franchi per le conseguenze dirette della guerra in Ucraina. Le spese generali sono cresciute di circa 600 milioni di franchi.
L'ultimo capitolo riguarda il debito. La Confederazione ha coperto nel 2022 il suo fabbisogno finanziario aumentando le passività, quindi indebitandosi. Il debito lordo è aumentato di 11,4 miliardi di franchi, raggiungendo i 120 miliardi di franchi e quindi ritrovando il livello precedente all'introduzione del freno all'indebitamento. Questo causerà nei prossimi anni delle spese aggiuntive perché l'aumento dei tassi e degli interessi farà sì che questo debito sarà più costoso per la Confederazione. Già oggi si incominciano a sentire gli effetti di questi aumenti dei tassi sulle spese correnti dello Stato federale. Il rapporto debito/PIL - tenendo in considerazione solo la Confederazione, quindi senza assicurazioni sociali, cantoni e comuni - è ora pari al 15,6 per cento.
Come detto, la Commissione delle finanze invita, con 18 voti contro 7, a sostenere il consuntivo dello Stato rispettivamente, all'unanimità, ad approvare i conti del fondo per l'infrastruttura ferroviaria e del fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato.