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Marchesi Piero · Nationalrat · 2023-06-13

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-06-13

Wortprotokoll

Sono sindaco del comune di Tresa, nato nell'aprile del 2021 a seguito dell'aggregazione degli ex comuni di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa. La mia mozione non si ispira dunque al comune di Bellinzona come ipotizzato dal Consiglio federale, ma a una situazione che ho vissuto in prima persona.

Ho proposto questa mozione malgrado la decisione di assoggettare tutto il personale del comune alla SUVA, all'assicurazione contro gli infortuni, per il mio comune sia oramai irreversibile. Ho proposto questa mozione per evitare ad altri comuni aggregati di finire nella stessa situazione.

Mi spiego meglio: in canton Ticino - immagino avvenga in modo simili anche negli altri cantoni - lo fanno attraverso un'istanza di aggregazione con l'elaborazione di un progetto, il quale si concretizza in un rapporto che viene poi messo all'attenzione della popolazione interessata che si esprime sull'aggregazione mediante votazione consultiva.

L'approvazione definitiva la decreta però il legislativo cantonale che decide sull'aggregazione e sulle varie condizioni in essa contenute. Da quel momento in poi, dopo la crescita in giudicato della decisione, i singoli comuni continuano la loro attività in modo indipendente sino alle elezioni comunali che oltre ad eleggere i poteri comunali danno il via, ufficialmente, alla vita del nuovo comune. Il comune aggregato nasce dunque in questo momento, non prima, non dopo.

L'articolo 75 capoverso 1 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni, Diritto di scelta delle amministrazioni pubbliche, recita quanto segue: "Entro un termine fissato dal Consiglio federale, i cantoni, distretti, circoli, comuni ed altre corporazioni di diritto pubblico possono scegliere, per il loro personale non già assicurato all'INSAI, tra quest'ultimo e un assicuratore ai sensi dell'articolo 68."

Detto termine è stato deciso dal Consiglio federale mediante ordinanza. Mi riferisco al capoverso 2 dell'articolo 98 dell'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni: "Nuove entità uniche amministrative e aziendali, che tengono una contabilità propria per la prima volta, segnatamente a seguito di creazioni o ristrutturazioni di unità esistenti, devono scegliere l'assicuratore al più tardi un mese prima di entrare in attività."

Ecco il problema: i comuni non ancora aggregati, essendo entità indipendenti, non possono far un concorso per la ricerca del nuovo assicuratore e tantomeno possono siglare un contratto a nome e per conto del nuovo comune, perché è un'entità che ancora non esiste. Nessuna compagnia assicurativa propone un contratto a un'entità giuridica di diritto pubblico-privato che ancora non esiste. Tantomeno lo possono fare i comuni non ancora aggregati per il nuovo comune che nascerà a breve, perché figurano entità separate e non hanno diritto di impegnare il nuovo comune con contratti sottoscritti prima del termine.

Il termine fissato per ordinanza dal Consiglio federale non permette dunque ai nuovi comuni aggregati di esercitare il diritto di scelta dell'assicuratore. In questo caso la SUVA interviene manu militari assicurando tutti i collaboratori sotto il proprio cappello, non solo quelli che hanno un rischio elevato di infortunio, come prescritto dalla legge - ad esempio le persone che lavorano sul territorio, gli operai comunali -, ma anche gli impiegati d'ufficio. Il costo della SUVA per questa ultima categoria è notoriamente più alto di quello delle assicurazioni private; e anche questo causa un danno economico ai comuni.

Con questa mozione chiedo pertanto al Consiglio federale di permettere ai comuni di esercitare davvero il diritto di scelta, fissando un termine congruo. Dai tre ai sei mesi dopo la nascita del nuovo comune potrebbe essere un termine adeguato, affinché gli intenti della legge non siano vanificati dall'ordinanza.

Vi ringrazio dunque per sostenere la mia mozione.