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Chiesa Marco · Ständerat · 2023-06-15

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-06-15

Wortprotokoll

La situazione è preoccupante, credo che ognuno di noi ne sia perfettamente a conoscenza. L'afflusso di immigranti in Svizzera non si arresta, anzi, è destinato ad aumentare durante l'estate; si prevedono fino a 40[NB]000 richieste d'asilo per quest'anno. Il fatto che l'Italia - il collega lo ha già evocato - non collabori nell'ambito delle procedure previste dall'accordo di Dublino, pone il nostro paese in una situazione pericolosa e difficile. Cantoni come Argovia e Lucerna hanno da tempo decretato lo stato di emergenza e si profilano proposte di allestire dei container, per la modica spesa di 130 milioni di franchi, destinati ad ospitare i richiedenti l'asilo. E sottolineo di come uso la parola "richiedenti", dato che in buona parte di questi casi si tratta di migranti economici e non di persone bisognose di protezione ai sensi della legge sull'asilo. Ma queste persone riceveranno comunque lo statuto di ammissione provvisoria e andranno ad aggiungersi agli oltre 45[NB]000 attualmente ammessi in via provvisoria in Svizzera. Si tratta di migranti economici che non lasceranno mai il nostro paese, ottenendo pertanto un diritto di restare che non spetterebbe loro.

Negli ultimi vent'anni, in Svizzera sono stati ammessi provvisoriamente poco più di 100[NB]000 persone. Alla fine di maggio 2023 il 31 per cento di queste 100[NB]000 persone aveva ottenuto un permesso di soggiorno B, il 5 per cento un permesso di residenza C e il 7 per cento era addirittura stato naturalizzato.

I richiedenti l'asilo di determinati paesi quale l'Eritrea beneficiano di una quota di protezione dell'85 per cento. Se questa non è una libera circolazione delle persone di fatto, be', allora no, francamente non saprei come definirla.

Molti comuni e cantoni sono allo stremo non soltanto sul piano degli alloggi, delle scuole, degli ospedali e delle infrastrutture, ma anche su quello finanziario. I costi stanno esplodendo. Solo il governo federale ha stanziato qualcosa come 4 miliardi di franchi dei contribuenti svizzeri per il settore dell'asilo nel 2023, senza contare la spesa da parte dei comuni e dei cantoni.

Non dobbiamo attendere che la barca sia piena per reagire. Si tratta di agire preventivamente, prima che essa coli a picco. Dobbiamo essere lungimiranti e porre in atto tutte le misure necessarie per arginare il flusso dell'immigrazione clandestina, per contenere questo fenomeno ed accogliere solo le persone che realmente hanno diritto all'asilo in Svizzera, ai sensi del nostro ordinamento interno come pure ai sensi dell'accordo di Dublino.

Le proposte contenute nelle mie mozioni vanno proprio in questa direzione. Non si può e non si deve permettere che la nostra tradizione umanitaria venga abusata, ne va della sua e della nostra credibilità come paese. Dobbiamo prendere sul serio lo Stato di diritto e dobbiamo anche prendere sul serio gli accordi che abbiamo sottoscritto.

Con la proposta di istituire delle aree di transito ai nostri confini, dove i richiedenti sarebbero autorizzati a presentare la loro domanda d'asilo, garantiamo che tutti coloro che vengono respinti possano essere espulsi direttamente nel paese [PAGE 644] terzo sicuro dal quale sono giunti; questo in linea con quanto previsto dall'accordo di Dublino.

Tutto ciò che dobbiamo fare è applicare l'articolo 22 della legge sull'asilo, come avviene già nell'area di transito dei nostri aeroporti. Quando i migranti atterrano e giungono in queste zone, infatti, non sono ancora sul suolo elvetico bensì sono solo in transito. Si tratta di istituire delle zone analoghe anche lungo il confine, sempre in territorio svizzero. Queste persone vi possono essere accolte con alloggi adeguati, al fine di garantire loro una sistemazione dignitosa durante tutta la procedura. Coloro che ricevono un responso positivo, una volta completata la procedura, potranno poi accedere al nostro paese senza ostacoli e saranno accolti, se possibile temporaneamente, come è previsto dalla legge sull'asilo.

Tutti gli altri devono assolutamente essere rinviati nel paese terzo sicuro dal quale sono giunti.

Per quanto riguarda la mozione 23.2085, le richieste sono semplici e applicabili. Si chiede di rallentare il flusso dei richiedenti l'asilo e di ripristinare i controlli alle frontiere. Ci sono le basi per farlo sia nella legge sull'asilo che nel codice delle frontiere Schengen.

La situazione oggi è sempre più lacunosa e lo Stato di diritto non può più essere rispettato. Queste conclusioni non sono affatto nuove e non sono neanche mie. Urs Winkler, l'allora vicedirettore dell'Ufficio federale per i rifugiati lo aveva detto chiaramente: il 90 per cento dei richiedenti entra in Svizzera attraverso la porta dell'asilo, anche se questo ingresso non è in realtà destinato a loro. Nella "Neue Zürcher Zeitung" del 12 febbraio 2003 - sto parlando del 2003 - è stato scritto che non sono nemmeno persone in fuga dalla povertà bensì gente semplicemente determinata a sfruttare le opportunità offerte dalle società benestanti.

Basti guardare un dato che purtroppo viene discusso troppo poco in pubblico: l'anno scorso le autorità doganali hanno fermato più di 52[NB]000 persone entrate in Svizzera illegalmente e che vi soggiornavano illegalmente. Ripeto: più di 52[NB]000 persone, praticamente la città di Bellinzona. Calcolando bene, si tratta di oltre mille persone a settimana, circa 143 al giorno, 6 all'ora. In altre parole, ogni 10 minuti viene fermata una persona che si trova in Svizzera illegalmente. Si tratta di un reato penale ai sensi della legge sugli stranieri e non mi risulta che siano stati avviati procedimenti penali contro nessuna di queste persone. Le autorità non potrebbero nemmeno farlo perché andrebbe ben oltre le loro capacità.

Per tale motivo, vi invito ad approvare le mozioni in questione.