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Pamini Paolo · Nationalrat · 2024-03-13

Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-03-13

Wortprotokoll

Premesso che il gruppo UDC è storicamente critico riguardo alla libera circolazione delle persone, in particolare nella fascia di confine, compresa quella dalla quale provengo, per via della pressione sul mercato del lavoro che le forze lavorative residenti all'estero esercitano - penso soltanto alla pressione sui salari dei posti di lavoro dei residenti svizzeri; premesso anche il fatto che il gruppo UDC è comunque favorevole a un'economia aperta che si relaziona con il mondo, ed è anche cosciente del contributo dei frontalieri; premesso che preferiremmo tornare ad un sistema di contingenti che permette proprio di regolare il mercato del lavoro come un tempo, per evitare certe distorsioni; tutto ciò premesso, il nostro gruppo sosterrà e vi invita a sostenere l'Accordo aggiuntivo alla Convenzione del 9 settembre[NB]1966[NB]tra[NB]la[NB]Svizzera e la Francia per evitare la doppia imposizione.

Il motivo che ci porta a sostenere l'oggetto in questione è essenzialmente il fatto che, grazie alle buone negoziazioni condotte l'anno scorso, sarà possibile preservare del substrato fiscale a favore della Svizzera e dei cantoni che impiegano personale frontaliere proveniente dalla Francia.

Ricordiamo infatti che, in generale, i principi di doppia imposizione in materia internazionale prevedono la tassazione nel luogo di lavoro e non di domicilio. Con l'aumento del telelavoro in ambito frontaliere, vi è il concreto rischio che i frontalieri vengano tassati in Francia, nel loro paese di residenza, dove svolgerebbero il lavoro di home office, anziché in Svizzera. Grazie alle negoziazioni si è raggiunta questa soglia del 40 per cento di telelavoro che potrà essere realizzato in Francia, senza che vi siano alcune conseguenze ai fini della qualifica fiscale, secondo tutte le regole in vigore.

La Svizzera dovrà riversare alla Francia il 40 per cento del gettito d'imposta, da non confondere con il 40 per cento della prima soglia, per tener conto del fatto che la persona in questione abbia svolto del lavoro dal suolo francese. Questo però non comporterà appunto uno spostamento della possibilità di imposizione in Francia. Anche il canton Ginevra, che conosce una regola speciale nei rapporti con la Francia, si è detto d'accordo con questa soluzione. Tra l'altro, per i frontalieri francesi che lavorano a Ginevra, il primo 15 per cento del tempo non sarà determinante nemmeno per questo ristorno aggiuntivo.

Per tutti questi motivi vi invitiamo a sostenere il messaggio del Consiglio federale e ad approvare il disegno di decreto federale che approva e attua l'accordo aggiuntivo. Siamo felici che il substrato fiscale svizzero sia stato mantenuto.