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Marchesi Piero · Nationalrat · 2024-09-18

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-09-18

Wortprotokoll

La modifica della legge sull'asilo che trattiamo oggi rappresenta l'occasione per apportare un cambiamento cruciale e per migliorare la sicurezza nei centri d'accoglienza della Confederazione, rispondere alla crescente preoccupazione pubblica e dare finalmente ai cittadini maggiore sicurezza. Gli episodi di violenza commessi dai richiedenti l'asilo, come quelli avvenuti a Chiasso ma anche in molte altre località della Svizzera, hanno evidenziato le attuali carenze normative e reso evidente la necessità di un approccio più rigido e determinato.

Le modifiche che oggi trattiamo in questa legge sono in parte già adottate per ordinanza del Consiglio federale, pertanto si ritiene corretto innalzare nella legge le disposizioni previste. È però anche l'occasione per fare un passo nella giusta direzione di un irrigidimento della legge per rispondere alle problematiche che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. In[NB]caso[NB]contrario[NB]nulla cambierà e rimarremo ai piedi della scala.

Tra le proposte più rilevanti dell'UDC ci sono quelle che chiedono di introdurre modifiche stringenti agli articoli 25a e 25b, che prevedono l'applicazione di misure disciplinari e del fermo di breve durata nei confronti dei richiedenti l'asilo. Le modifiche proposte dalle varie minoranze del gruppo dell'UDC permetterebbero di rendere la legge sull'asilo finalmente efficace, trasformandola da quella che è oggi, che mi permetto di definire un efficace sistema di tutela dei richiedenti l'asilo, ad una legge seria capace di rispondere alle richieste di ordine e sicurezza formulate dalle autorità locali e dai cittadini. A chi sostiene che le modifiche proposte dal mio partito sarebbero troppo rigide ed eccessive, ricordo che i veri richiedenti l'asilo, cioè quelli che davvero sono in pericolo di vita, quelli che necessitano di protezione e la ottengono nel nostro paese e che rispettano le regole, non hanno proprio nulla di cui temere.

I recenti fatti di criminalità e di sangue avvenuti in molte città e comuni della Svizzera dimostrano che la situazione attuale non può più essere tollerata. Sostenere queste proposte significa garantire la sicurezza dei cittadini e preservare l'integrità del sistema di asilo, che deve restare uno strumento di protezione per chi fugge da situazioni di reale pericolo e non un rifugio per chi intende violare le leggi del nostro paese. Chi viene in Svizzera per creare disordini e commettere reati non ha il suo posto qui. D'altro canto, molti paesi a noi vicini stanno correndo ai ripari per cercare di mettere una pezza al problema, perché quello degli asilanti che commettono reati e non rispettano le regole non è unicamente un problema svizzero. In molti paesi a noi vicini, si è da tempo tornati a reintrodurre i controlli sistematici alle frontiere e al rimpatrio immediato dei migranti illegali al confine.

Tuttavia, il responsabile dell'asilo, il consigliere federale Beat Jans, continua a rifiutarsi di controllare sistematicamente le nostre frontiere, nonostante numerosi paesi dell'Unione europea, e dal 16 settembre anche la Germania, abbiano reintrodotto tali controlli per combattere l'immigrazione illegale. E tutto ciò ha prodotto risultati interessanti. Oltre a migliaia di arresti e catture di trafficanti che speculano sulla pelle dei migranti economici, la Germania dallo scorso ottobre, ha respinto 30[NB]000 migranti illegali al confine.

In Svizzera, abbiamo oggi l'occasione di correggere la rotta, a partire da questa legge che si concentra ovviamente sulla gestione dei centri d'asilo. Abbiamo l'occasione di adottare regole più severe, che dovranno presto toccare tutti gli altri ambiti dell'asilo per avere finalmente una gestione del tema che si basa sul pragmatismo e sulla ragionevolezza, e non più sulla strategia tipica dello struzzo, conosciuto per mettere la testa sotto la sabbia quando arrivano i problemi.

Vi informo che, visto le numerose minoranze bocciate nel blocco 1, qualora anche nel blocco 2 le nostre minoranze non avessero la possibilità di essere accolte, il nostro gruppo rifiuterà l'aggiornamento della legge.