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Gianini Simone · Nationalrat · 2025-03-05

Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2025-03-05

Wortprotokoll

Siamo di fronte a un'iniziativa pericolosa, sin dal momento in cui è stata presentata, perché ha un effetto destabilizzante, rivelandosi un perfetto boomerang già prima del voto popolare. Auspico che il voto popolare la respinga, come chiedo a voi di respingerla qui in aula.

Non pochi sono infatti i potenziali grandi contribuenti che stanno evitando di trasferirsi nel nostro Paese, proprio perché vi è la spada di Damocle dell'iniziativa dei Giovani socialisti, che vorrebbero introdurre un'imposta espropriativa sulle successioni con un'aliquota fissa del 50 per cento. Tanti saranno anche quelli che se ne andranno se una simile iniziativa fosse accolta, sottraendosi così al pagamento delle imposte in Svizzera, malgrado l'intento degli autori dell'iniziativa di farla valere retroattivamente, il che sarebbe anticostituzionale. Ma peggio andrà a chi non se ne andrà e si troverà a dover lasciare metà del proprio patrimonio allo Stato per finalità tutt'altro che chiare, arrivando a dover vendere la propria attività per poter pagare l'imposta.

Si dirà, da parte dei sostenitori dell'iniziativa, che in fin dei conti concerne soltanto successioni e donazioni superiori a 50 milioni di franchi. Oltre a bloccare l'arrivo e a comportare la partenza di importanti contribuenti fisici - misure che potrebbero causare una perdita fiscale calcolata fino a 3,6 miliardi di franchi che dovranno poi essere recuperati aumentando le imposte ordinarie di tutti quelli che oggi le pagano -, guardiamo concretamente cosa vorrebbe dire tassare per oltre il 50 per cento patrimoni superiori a 50 milioni di franchi. Non si tratterebbe infatti unicamente dei mitici superricchi, la cui mobilità tra l'altro permette loro di sottrarsi facilmente a simili intenti. Circa l'80 per cento delle imprese svizzere sono imprese familiari e quasi la metà di esse sta pianificando una [PAGE 118] successione all'interno della famiglia. L'introduzione di un'imposta del 50 per cento su eredità e donazioni superiori a 50 milioni di franchi colpirebbe soprattutto le imprese familiari di medie e grandi dimensioni. Nel caso di industrie, aziende artigianali, aziende tecnologiche, banche di proprietà familiare, con la maggior parte del valore investito in macchinari, edifici, brevetti o veicoli, gli eredi si troverebbero costretti a vendere l'intera azienda o parte di essa per pagare l'imposta, pena il fallimento o l'interruzione dell'attività.

Eccoli quindi, ben messi in fila, i boomerang di una simile iniziativa: perdita dell'importante substrato di aziende familiari, perdita di posti di lavoro, perdita di contribuenti, perdita di entrate fiscali e quindi perdita di risorse dello Stato per adempiere ai propri compiti anche di politica ambientale e sociale, rispettivamente necessità di aumentare le imposte a tutti. Proprio il contrario di ciò che l'iniziativa si prefigge di raggiungere. E di questo è già oggi responsabile chi l'ha lanciata, ma anche il partito madre che l'ha assecondata, e i parlamentari che qui in aula dichiarano di sostenerla. Va bene avere degli ideali giovani, va bene avere proprie convinzioni politiche, ma qui si sta giocando con la stabilità e il benessere del nostro Paese e quindi con il futuro delle giovani generazioni che gli autori dell'iniziativa fanno credere di voler promuovere.

Il benessere e il successo della Svizzera sono dati dal suo equilibrio e dalla sua stabilità. Non sacrifichiamoli sull'altare dell'ideologia, in questo caso di sinistra.