Fonio Giorgio · Nationalrat · 2025-03-06
Fonio Giorgio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2025-03-06
Wortprotokoll
Vi presento la minoranza relativa alla modifica dell'articolo 10 della legge sul personale federale che tratta la fine del rapporto di lavoro. Nel dettaglio la nostra minoranza riguarda il capoverso 3 alla lettera e. Il diritto vigente stabilisce che il datore di lavoro può disdire in via ordinaria il rapporto di lavoro di durata indeterminata per motivi oggettivi sufficienti, in particolare in seguito a gravi motivi di ordine economico o aziendale.
Il Consiglio federale e la maggioranza della commissione propongono di eliminare il termine "gravi motivi", trasformando la disposizione in "a motivi di ordine economico o aziendale".
Nel messaggio che accompagna il disegno di legge il Consiglio federale riconosce che si tratta di un cambiamento sostanziale. Fino ad oggi i tribunali hanno interpretato la disposizione nel senso che il licenziamento era possibile solo in caso di ristrutturazioni di grande portata. La nuova formulazione, invece, consentirebbe licenziamenti anche in caso di riorganizzazioni minori, come la soppressione di pochi posti di lavoro. Questa modifica solleva seri problemi. In futuro la Confederazione potrebbe procedere con licenziamenti per ragioni economico-aziendali anche in assenza di una ristrutturazione significativa, snaturando il concetto di stabilità occupazionale nel settore pubblico.
Der wahre Kern der Problematik liegt in der Herangehensweise und in der Wertschätzung des Personals des Bundes. Der Bund muss ein vorbildlicher und attraktiver Arbeitgeber bleiben, der in der Lage ist, die besten Fachkräfte des Landes zu gewinnen, indem er hohe Standards beibehält und sich klar vom privaten Sektor abhebt.
Non vediamo quindi nessun motivo valido per questa modifica che rappresenta un allineamento a logiche tipiche dell'economia privata, dove i lavoratori sono spesso esposti a una minore tutela.
Per queste ragioni vi invito a sostenere la proposta della minoranza. [PAGE 147]