Gysin Greta · Nationalrat · 2025-06-18
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2025-06-18
Wortprotokoll
Da qualche tempo il cambiamento climatico ha smesso di essere un argomento solo per le conferenze accademiche. Non è più una teoria, è una realtà, e quando si manifesta non bussa, entra direttamente dalla finestra o sfonda la porta con una frana, e poi ci lascia il conto sul tavolo. Blatten, Vallemaggia, Grono, Bondo, La Chaux-de-Fonds - conosciamo i luoghi colpiti. Quello che non sappiamo è se, o forse ormai sarebbe meglio dire quando, anche la nostra località farà parte di questa lista che non fa che allungarsi. Perché le catastrofi naturali e gli eventi meteorologici estremi non fanno distinzioni politiche, linguistiche, geografiche o fra latitudine. Colpiscono chiunque e ovunque, con un dettaglio tutt'altro che irrilevante: le persone e le regioni più vulnerabili, chi ha meno risorse, meno tutele, meno voce, meno salute, queste persone e regioni non solo subiscono i danni e vengono colpite più duramente, ma hanno spesso anche più difficoltà a riprendersi, vengono insomma colpite [PAGE 1194] due volte. In questo contesto è arrivata da destra la proposta di creare un fondo catastrofi per sostenere finanziariamente le regioni colpite. Una misura d'emergenza, certo popolare, certo utile nell'immediato, ma anche una misura tardiva che corrisponde un po' a mettere l'estintore dopo che è scoppiato l'incendio.
Ecco allora l'alternativa migliore, che discutiamo oggi: l'iniziativa popolare "per un fondo per il clima". Un fondo che previene, non solo ripara, che cura le cause, non solo i sintomi, che agisce prima e non sempre solo dopo. Con il fondo per il clima installeremo più pannelli solari, risaneremo edifici, ridurremo le emissioni e le bollette, investiremo nella mobilità sostenibile, proteggeremo la biodiversità, che non è un vezzo, ma la condizione di vita sul nostro territorio. E tutto questo non è un costo, è prima un investimento, e poi un risparmio. Perché non dimentichiamo che i costi dell'inazione climatica sono enormi. Secondo stime prudenziali, per ogni franco investito oggi nella protezione del clima ne potremo risparmiare 4 o 5 in futuro.
Poi ci sono i costi che non si leggono in un bilancio, e che sono molto difficili da quantificare. La sicurezza delle nostre comunità, la perdita di vite umane, la salute delle persone più fragili, lo stress emotivo. Quanto vale un villaggio evacuato, un'anziana senza più casa, un bambino che cresce tra allerte meteo e aria irrespirabile? L'iniziativa "per il fondo per il clima" non è un capriccio ecologista, è un'assicurazione nazionale e una necessità, con misure concrete a favore della protezione del clima e dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Per voi, che siete seguaci della religione dell'equilibrio di bilancio e del freno alle spese, il sostegno all'iniziativa "per il fondo per il clima" dovrebbe essere un atto di fede. La realtà non si negozia. La realtà si influenza con certe politiche responsabili, lungimiranti e basate su metodi scientifici. Agiamo ora prima che sia la realtà ad agire per noi.