Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-09-25
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-09-25
Wortprotokoll
Riprendere il controllo sull'immigrazione è una necessità per la Svizzera. Negli ultimi cinquant'anni la popolazione è aumentata del 40 per cento, negli ultimi vent'anni di oltre il 20 per cento, e la percentuale di stranieri residenti in Svizzera è raddoppiata dagli anni Settanta ad oggi.
L'immigrazione incontrollata ha effetti negativi praticamente in ogni ambito: sicurezza, Stato sociale, educazione, costi della salute, mercato dell'alloggio, traffico, inquinamento, fabbisogno energetico, presunta carenza di manodopera, ecc. [PAGE 1864]
Con l'accordo di sottomissione all'Unione europea di cui si discute di questi periodi, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente e non ci sarà evidentemente alcuna clausola di salvaguardia. La situazione della Svizzera ad occhi dell'UE non sarà mai abbastanza grave per giustificarne l'attivazione.
In questa sala non possono trovare posto 2000 persone. È una legge fisica. È curioso vedere come le stesse cerchie politiche, che si lamentano dell'eccessivo consumo di risorse, promuovano l'immigrazione incontrollata. Proprio per preservare le risorse naturali, una decina di anni fa, l'iniziativa Ecopop chiedeva di limitare l'immigrazione netta ad un massimo di circa 16[NB]000 persone all'anno e venne bollata come una follia ed uno scandalo.
Prima della votazione sugli accordi bilaterali, il Consiglio federale aveva detto che, a seguito della libera circolazione delle persone, sarebbero arrivate in Svizzera circa 8000 a 10[NB]000 persone all'anno di immigrazione netta. La cifra reale è di dieci volte superiore.
Il progetto sugli aerei F-35, sottoposto alla votazione del popolo, non è l'unico esempio in cui il Consiglio federale e il Parlamento hanno fornito ai cittadini delle cifre fasulle. Se bisognasse rifare tutte le votazioni in cui ciò è avvenuto, la prima votazione da rifare non sarebbe quella sugli aerei F-35, ma quella sulla libera circolazione delle persone e anche sugli accordi di Schengen.
Secondo lo studioso olandese Ruud Koopmans, in Europa le maggioranze sono particolarmente vulnerabili in due ambiti, nei quali meritano una protezione per legge, in quelli dell'immigrazione e della rappresentazione dell'identità nazionale nello spazio pubblico. Limitare l'immigrazione non è razzismo, è una necessità evidente. Allargando lo sguardo al panorama globale, si nota che la Svizzera si trova in una situazione eccezionale, perché nel mondo l'immigrazione di massa non è certo la regola.
Tutelarsi è legittimo. L'iniziativa popolare "No ad una Svizzera da 10 milioni" non è di per sé un'iniziativa contro la libera circolazione delle persone e quindi contro i Bilaterali, perché - il testo è chiaro - quando si raggiungono i limiti indicati si interviene sul settore dell'asilo e sui ricongiungimenti familiari, quindi in sostanza su quelle persone che nemmeno dovrebbero essere qui. La disdetta della libera circolazione delle persone sarebbe l'ultima ratio. In ogni caso, in un recente approfondimento, pubblicato nel mese di giugno su "Finanz und Wirtschaft", il professor Reiner Eichenberger dell'Università di Friburgo dimostra che l'apporto economico dei Bilaterali I alla Svizzera è pressoché inesistente e quindi una loro eventuale disdetta sarebbe facile da gestire.
Invito quindi a raccomandare di approvare questa iniziativa popolare, perché non c'è nessun motivo per non farlo.