Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2003-09-25
Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2003-09-25
Wortprotokoll
Il nostro gruppo parlamentare sostiene con convinzione questo credito e, così facendo, sostiene il lavoro di Pro Helvetia e soprattutto la sua missione di sostenere la creazione artistica nel nostro paese, con particolare attenzione alle minoranze linguistiche e culturali e agli scambi tra queste regioni linguistiche e culturali. È proprio su questo tema che vorrei esprimere alcune considerazioni e anche un auspicio: prossimamente avremo la possibilità di fare due leggi importanti, la legge sull'incoraggiamento della cultura e la legge sulla fondazione Pro Helvetia. Saranno leggi importanti, perché dovranno chiarire esattamente chi farà cosa, quale sarà la suddivisione dei compiti tra l'ufficio e la fondazione.
Qui entro nella tematica di un mio primo auspicio: il primo auspicio è che si dovrà chiarire molto bene il concetto di cultura. Sarà un sostegno alla cultura intesa in senso stretto - cioè la creatività degli artisti nei vari campi - o sarà un sostegno alla cultura in senso lato - cultura intesa come acquisizione di conoscenze e competenze culturali da parte di tutta la popolazione, cultura come strumento di analisi della realtà, come strumento di analisi dei cambiamenti che ci sono nel nostro paese, come strumento di comprensione di cos'è il nostro paese, fatto, come voi sapete, di quattro lingue e di quattro culture? Evidentemente, il mio auspicio è che non ci si dimentichi di sostenere la cultura proprio in senso lato. Questo per il tramite di sostegni alle persone, agli enti ed ai progetti, che hanno l'obiettivo di permettere ai nostri concittadini di migliorare la loro comprensione della realtà delle differenze culturali che ci sono nel nostro paese e che sono parte fondante del nostro paese. Si tratta di valorizzare queste differenze e di vederle come una ricchezza del nostro paese.
Quale rappresentante della più piccola minoranza tra le grandi minoranze - faccio parte della minoranza della Svizzera italiana -, devo dire che sono abbastanza preoccupata per quello che succede negli ultimi tempi nel nostro paese. Vedo crescere l'indifferenza tra le nostre comunità linguistico-culturali. Per esempio, non ci si preoccupa più di studiare e praticare le lingue nazionali, che sono un veicolo di cultura ma anche uno strumento di comprensione e di dialogo. Si preferisce accomodarsi sulle mode del momento e studiare e praticare solo la lingua inglese accanto alla propria lingua. Non si guarda più al plurilinguismo con orgoglio. Non ci si accorge che, tra le altre cose, così si perdono non solo gli strumenti privilegiati per costruire il dialogo e la coesione interna nel nostro paese, bensì pure delle capacità, delle qualifiche che gli altri paesi ci invidiavano. Tutti noi eravamo orgogliosi quando ci chiedevano se noi parlavamo lo svizzero e noi dicevamo, no, noi parliamo l'italiano, il francese e il tedesco. Ecco, questo orgoglio non c'è più. È una perdita di conoscenze e competenze che nuoce agli individui, allo scambio tra le culture, ma che nuoce anche all'economia. Questa è una mia profonda convinzione, poiché le conoscenze linguistiche fanno parte delle "Kernkompetenzen" che ogni persona dovrebbe avere.
Ecco dunque che i progetti per la comprensione interculturale promossi da Pro Helvetia, ma anche dall'Ufficio federale della cultura sono importanti e vanno sostenuti con forza se vogliamo mantenere una Svizzera pluriculturale e multilinguistica, così come vanno sostenute tutte quelle associazioni senza scopo di lucro che si preoccupano di promuovere questi progetti e che tramite manifestazioni, corsi, conferenze coinvolgono la popolazione tutta a queste riflessioni.
Ecco dunque che sarà importante ricordarci, in occasione delle prossime leggi che faremo, di dare i mezzi necessari all'Ufficio federale della cultura e a Pro Helvetia per fare questo lavoro sul terreno. Non siamo dunque d'accordo con il gruppo UDC che, come al solito, fa i conti del pizzicagnolo, "des comptes d'épicier", togliando un milione di qua e un milione di là. Noi sappiamo che i milioni per queste missioni importanti sono pochi. Sicuramente vanno spesi bene, senza doppioni e senza sprechi, ma sono importanti se vogliamo sostenere davvero la cultura, la produzione culturale e lo scambio interculturale.