Farinelli Alex · Nationalrat · 2026-03-04
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-03-04
Wortprotokoll
Il blocco scienza, formazione e cultura tocca settori che sono centrali per il nostro Paese. Proprio per questo il nostro gruppo vuole affrontarlo con una lettura e una prospettiva temporale e strutturale. Non si tratta infatti di mettere in discussione questi importanti settori, ma di[NB]gestire[NB]quello[NB]che in realtà è un rallentamento temporaneo della crescita nell'ambito di un pacchetto di sgravio complessivo.
In generale, in questo blocco seguiremo il Consiglio federale ad eccezione della posizione riguardante lo sport dove, sia per le cifre assolute che relative al settore, gli impatti ci hanno spinto, insieme alla maggioranza della commissione, a respingere questa misura.
Tornando al settore della formazione e della ricerca va detto che negli ultimi dieci anni le risorse in questi ambiti sono aumentate significativamente. Infatti indicativamente si è passati da 7 a 9 miliardi di franchi all'anno, vale a dire 2 miliardi o circa un 30 per cento in più negli ultimi dieci anni. In questo contesto oggi l'idea è quella di introdurre una correzione limitata nel breve periodo per poi tornare progressivamente a crescere.
Per il settore dei politecnici federali il pacchetto prevede una maggiore partecipazione dei beneficiari, cioè degli studenti. Ricordo che oggi i costi degli ultimi sono coperti da circa il 3 per cento per quanto riguarda le tasse universitarie - questo con un effetto di sgravio di 78 milioni di franchi annui sui tre anni di piano finanziario. La logica segue un principio molto semplice: il finanziamento pubblico resta determinante, ma è ragionevole chiedere un contributo maggiore a chi in fondo beneficia di questa formazione, non dimenticandosi che una grossa fetta degli studenti vengono dall'estero e quindi non necessariamente sono a beneficio del mercato del lavoro svizzero.
La stessa impostazione vale per le scuole universitarie cantonali. Anche qui si punta ad una maggiore partecipazione ai costi da parte di chi usufruisce di questa formazione, con uno sgravio quantificato in circa 120 milioni di franchi annui.
La documentazione che ci è stata consegnata ha fatto ben capire come per esempio nell'ambito del fondo nazionale per la ricerca vi sia stato nell'arco di una quindicina d'anni un passaggio da 700 milioni a 1,2 miliardi di franchi all'anno di versamenti della Confederazione, quindi quasi un raddoppio degli stessi. Oggi una riduzione di 100 milioni di franchi risulta quindi giustificata per dare una correzione alla tendenza di crescita e tornare comunque a un livello elevato nel giro di pochi anni. [PAGE 133]
Da ultimo, per quanto riguarda il settore della cultura, l'approccio è analogo. Il progetto prevede un'impostazione per cui vi sia una crescita zero fino al 2030, adottando le misure già decise dal Parlamento nel 2025.
In conclusione, il nostro gruppo sostiene l'orientamento del Consiglio federale e ritiene che questo settore prioritario debba comunque continuare ad avere importanti risorse, parliamo di oltre 30 miliardi di franchi nell'arco di un quadriennio, ma che non per questo non debba contribuire allo sforzo di rientro nelle finanze federali. Ricordiamoci che se il pacchetto non dovesse avere successo, ad essere maggiormente toccati sarebbero i settori non legati, tra cui proprio la formazione e la ricerca.