Pamini Paolo · Nationalrat · 2026-03-18
Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-18
Wortprotokoll
È proprio vero che i piaceri della vita o fanno male o sono proibiti. E quelli che non sono proibiti, c'è gente che li vuole proibire a distanza di pochi mesi. Iniziative come questa, che sono veramente talebane, vanno a scrivere nella carta fondamentale, che dovrebbe proteggere i diritti fondamentali di noi cittadini e residenti in[NB]Svizzera,[NB]delle[NB]specificità come una singola pietanza - che tra l'altro in Svizzera è già vietata. Quindi vogliamo andare a proibire l'importazione, violando anche degli accordi internazionali.
Soprattutto è un'iniziativa anticulturale che arriva dalla Svizzera tedesca contro la Svizzera latina; è una cosa scandalosa dal punto di vista dell'unità, di quello che ci tiene insieme, della nostra "Willensnation". Ve lo dico da ticinese che ama questa pietanza - perché anche nella nostra cultura il foie gras trova un suo spazio.
Allora, se siete tanto zelanti, perché non andate a proibire il sushi? Perché non andate a proibire il tonno? Voi pensate che un tonno, una volta pescato in altura, festeggia la sua morte agonizzante in mezzo alla rete? O perché non andate a dire ai sangallesi che non devono mangiare la "Kalbsbratwurst"? Perché la carne di vitello potrebbe essere il prossimo passo di questi estremi. Andatelo a dire ai sangallesi che non devono più mangiare la "Olma-Bratwurst". E magari andate a dire ai vallesani e ai friburghesi che devono smettere di mangiare la fondue, perché in fondo l'industria del latte è necessariamente connessa alla macellazione dei vitelli a cui si toglie il latte. Andate a dire a loro che soltanto il formaggio vegano è accettato, anche per la fondue.
Questa è un'iniziativa che rappresenta il parossismo dell'ideologia. È bene che ne parliamo, è bene che i cittadini e le cittadine si debbano confrontare con queste proposte. Ma andare a scrivere nella Costituzione argomenti del genere è veramente assurdo.
Tutt'al più bisognerebbe fare un'iniziativa legislativa. Lo so che la popolazione non può fare iniziative legislative, per quello c'è il Parlamento.
Ma poi rischia anche di avere effetti boomerang. Proibiamo l'importazione? Tutt'ad un tratto ci sarà un mercato nero delle importazioni di foie gras, rendetevi conto! È questa la priorità per le nostre guardie di confine? Controllare se stiamo importando del foie gras? Per non parlare del turismo verso i ristoranti oltreconfine, giusto per soddisfare qualche bisogno culinario.
Soprattutto è un precedente molto pericoloso, come detto, perché il prossimo passo può essere il caviale, può essere appunto la carne di vitello, può essere alla fine tutto quello che nella vita fa piacere e che non è ancora proibito e che i benpensanti della salute vogliono invece proibirci.
Il controprogetto può essere la via giusta, ma noi del gruppo UDC non lo sosteniamo. Naturalmente è più comprensibile dell'iniziativa, ma la vera risposta è semplicemente che si applica la responsabilità individuale anche in questo ambito. Abbiamo un divieto da 40 anni e lo si rispetta. Ognuno è libero di prendere le proprie decisioni.
Una battuta finale: anche se proibissimo le importazioni, non crediate che andiamo a salvare le vite delle oche. Di oche ce ne sono tante, anche in Svizzera, ma non è che le salviamo vietando l'importazione del foie gras. Quindi auguro un buon appetito a tutti! Continuiamo a goderci i piaceri di questa vita, che purtroppo è corta.