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Fonio Giorgio · Nationalrat · 2026-06-01

Fonio Giorgio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2026-06-01

Wortprotokoll

La mozione Stark 25.4187, "Introduzione di un freno ai costi della regolamentazione per tutelare le PMI", pone l'obiettivo di introdurre un freno ai costi della regolamentazione, con l'intento di tutelare le piccole e medie imprese.

Il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione il 16 dicembre 2025, nell'ambito della sessione straordinaria "Rafforzamento della piazza economica svizzera e mantenimento del potere d'acquisto", con 23 voti contro 19, nonostante il Consiglio federale ne avesse proposto il respingimento.

Che cosa chiede il testo oggi in discussione? In sostanza, l'atto parlamentare incarica il Consiglio federale di elaborare un progetto legislativo volto a introdurre un freno ai costi della regolamentazione per le PMI. Nel processo legislativo, le leggi federali e i trattati internazionali che generano costi aggiuntivi per le piccole e medie imprese dovrebbero quindi soddisfare requisiti più severi. Tali requisiti potrebbero consistere, ad esempio, nella necessità di una maggioranza qualificata in entrambe le Camere, oppure nell'obbligo di abrogare o modificare, almeno nella stessa misura, atti normativi esistenti, in modo da compensare l'onere supplementare.

La vostra commissione ha analizzato attentamente la proposta, anche perché tutti i suoi membri sono sensibili alle problematiche sollevate dal collega Stark. La tutela delle piccole e medie imprese, che rappresentano il motore della nostra economia, è una preoccupazione condivisa.

Tuttavia, la proposta non può essere sostenuta. L'introduzione di un meccanismo differenziato nella definizione delle maggioranze, in particolare attraverso il ricorso a una maggioranza qualificata, risulta insostenibile dal punto di vista dello Stato di diritto. Un simile approccio implicherebbe, infatti, una modifica delle regole del gioco parlamentare in funzione dei destinatari di una legge e non del suo contenuto. Si verrebbe così a creare una distinzione problematica tra atti legislativi con maggioranze diverse a seconda dell'impatto su un determinato gruppo, in questo caso appunto le PMI. Ciò mette in discussione la neutralità del procedimento legislativo e rischia di relegare sistematicamente in secondo piano altri interessi pubblici di pari dignità.

La commissione rileva inoltre che, nella pratica, le stime dei costi della regolamentazione sono spesso incerte e controverse, con il rischio concreto di spostare il dibattito parlamentare dal merito delle proposte a discussioni di natura procedurale. A ciò si aggiunge anche l'efficacia concreta di una maggioranza qualificata, che sarebbe verosimilmente molto limitata. Secondo stime del Consiglio federale, su circa 616 decisioni parlamentari analizzate, soltanto in 3 casi l'esito sarebbe stato diverso se fosse stata richiesta una maggioranza qualificata. Questo dato induce a ritenere che l'introduzione di un simile meccanismo non porterebbe a una reale riduzione dei costi della regolamentazione, ma comporterebbe piuttosto un appesantimento delle procedure del dibattito parlamentare, con benefici pratici molto contenuti.

Una minoranza della commissione ritiene invece che nell'ambito dell'elaborazione delle leggi gli obblighi di verifica oggi non siano sufficienti. A suo avviso, anche il Parlamento dovrebbe assumersi le proprie responsabilità inasprendo i quesiti per l'adozione delle leggi attraverso una forma di autolimitazione istituzionale. In caso contrario, l'economia rischierebbe di essere frenata da un eccesso di regolamentazione, come si osserva in altri Paesi.

La commissione vi propone, con 13 voti a favore e 12 contrari, di non approvare questa mozione.