Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2007-09-26
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2007-09-26
Wortprotokoll
Parlo la mia lingua; se volete, potete sentire la traduzione simultanea. Parlo la mia lingua anche perché mi sembra giusto che quando si parla della legge sulle lingue si parli anche la terza lingua - purtroppo non so il romancio, cara amica.
Intervengo per dirvi ancora una volta perché vi proponiamo caldamente di votare questa soluzione, che sicuramente non soddisfa quei 115 membri del Consiglio nazionale, che l'altra volta avevano votato con convinzione per la proposta della maggioranza, e cioè che bisognerebbe apprendere come seconda lingua dapprima una lingua nazionale - questo proprio per migliorare la comprensione tra le comunità, per capirci meglio, per capire e valorizzare le differenze culturali, il che, in un momento come questo, è molto importante. Purtroppo il Consiglio degli Stati ha votato molto chiaramente contro questa soluzione e addirittura non vuole nulla.
Per questa ragione noi vi diciamo che non si può e non si deve fare una legge sulle lingue nazionali e sulla comprensione tra le comunità linguistiche senza un articolo che parli dell'insegnamento delle lingue. È vero che c'è il concordato Harmos, ma sono delle misure concrete, dove i cantoni si mettono d'accordo su questioni pratiche. Adesso vanno d'accordo su un certo tipo di organizzazione, domani andranno d'accordo su altri tipi di organizzazione. Il concordato Harmos è uno strumento per raggiungere degli scopi. Lo scopo lo dobbiamo scrivere nella legge, se vogliamo veramente fare una legge di applicazione dell'articolo 70 della Costituzione federale. Lo scopo sarebbe quello che i cantoni, insieme alla Confederazione, incoraggiano l'insegnamento delle lingue. Noi prima dicevamo di incoraggiare innanzitutto le lingue nazionali, adesso, per una questione di "Realpolitik", diciamo di incoraggiare le lingue straniere - non si dovrebbe dire lingue straniere, ma lingue seconde. Non diciamo quali lingue bisogna incoraggiare, diciamo che alla fine della scolarità i giovani devono conoscere almeno due lingue "seconde" di cui almeno una deve essere una lingua nazionale.
Certo, è sicuramente un obiettivo minimo, che non ci soddisfa. Però, guardate che è meglio avere questo obiettivo minimo dentro questa legge che non avere nulla. Per cui vi esorto veramente ancora una volta a pensarci su e a votare per la proposta della maggioranza.