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Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2007-10-04

Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2007-10-04

Wortprotokoll

Interverrò brevemente per sottolineare la necessità di legiferare a questo livello, proprio perché il canton Ticino - lo sapete - è stato pioniere in questo settore, dotandosi nel 2006 di una legislazione che è stata votata dall'80 per cento della popolazione. La decisione ticinese ha suscitato interesse, al punto che oggi altri due cantoni hanno introdotto o stanno per introdurre regole per esercizi pubblici liberi da fumo, e ben 16 cantoni ne stanno discutendo o hanno proposte in tal senso.

Ma è soprattutto la popolazione che chiede alla politica di muoversi in questa direzione. Infatti, secondo un'indagine della KONSO, l'istituto di Basilea per l'analisi sociale e dei consumi, l'89 per cento della popolazione vuole una regolamentazione che protegga dal fumo passivo. Anzitutto bisogna sbarazzare il campo da qualsiasi strumentalizzazione. Non si tratta di combattere i fumatori, bensì di difendere i diritti dei non fumatori, introducendo una base legale per [PAGE 1672] proteggere la popolazione dal fumo passivo, in particolare i lavoratori e le lavoratrici che subiscono il fumo passivo, soprattutto nel settore della ristorazione.

Oggi parliamo di un tema che si inserisce nel campo della promozione della salute, della "Gesundheitsförderung". Non entrare in materia, come chiede la minoranza della commissione, e lasciare il sistema attuale con regole diverse fra i vari cantoni, significa dunque non tener conto della volontà della stragrande maggioranza della popolazione svizzera. Proteggere dal fumo passivo non giova soltanto alla salute, ma ha anche un effetto economico. Prima di tutto per i costi sanitari dovuti alle conseguenze del fumo passivo che sono stimati a mezzo miliardo di franchi, secondariamente anche perché proprio il settore della ristorazione e dell'albergheria trarrà beneficio da queste limitazioni; lo abbiamo visto in Ticino.

Sempre secondo lo studio effettuato dalla KONSO, più del 25 per cento della popolazione svizzera si recherebbe di più in bar e ristoranti se fosse proibito fumare.

Come dicevo prima, con questa proposta di legge si vuole proteggere chi subisce il fumo passivo, in particolare coloro che lavorano nel settore della gastronomia. Escluderli, come si chiede con delle proposte di minoranza, significherebbe attenuare la proposta della commissione e dell'autore dell'iniziativa e non riconoscere gli effetti di chi respira il fumo degli altri tutti i giorni perché vi è costretto. Ricordo un solo dato - ce ne sarebbero molti -: il fumo passivo aumenta del 24 per cento il rischio di ammalarsi di un tumore polmonare. Nei soggetti esposti al fumo passivo sia a domicilio che sul posto di lavoro questo rischio aumenta al 39 per cento. Der Schutz der Arbeiterinnen und Arbeiter in Gastronomiebetrieben hat nichts mit Markt und Konkurrenz zu tun, sondern er ist ein Beitrag zur Gesundheitsförderung.

Vi invito quindi a entrare in materia ed a seguire le indicazioni della commissione.