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Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2007-12-05

Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP/EVP/glp · 2007-12-05

Wortprotokoll

La mia sarà una riflessione di carattere molto generale. Siamo infatti di fronte ad una scelta che ha evidenti implicazioni sulla collettività. Perché? Perché la linea indicata da questa iniziativa è in fondo una dichiarazione di resa, è un cedimento della collettività rispetto al singolo individuo - un individuo che viene elevato a perno e misura stessa di ciò che è bene e di ciò che è male. Sia ben chiaro: non si tratta tanto di negare l'importanza dell'individuo né di sottrargli degli spazi di manovra e di scelta. Però, la collettività non è una semplice somma di individui, bensì una comunità di persone legate da strette relazioni, che devono poter poggiare su una piattaforma comune di norme e di valori. Il legislatore, da parte sua, non può rimanere indifferente e non può estraniarsi, non può ritirarsi su una posizione di neutralità o di accondiscendenza verso tutte le concezioni, come se fossero su uno stesso piano ed avessero lo stesso valore.

Il legislatore è chiamato a definire ed a tutelare questa piattaforma di valori e di norme. Esso deve potere e sapere indicare che il consumo di droga - in questo caso particolare il consumo di canapa - nuoce sia alla persona e, attraverso di essa, alla collettività intera. Quindi l'interesse della collettività deve essere preminente rispetto al desiderio del singolo individuo. Nessuno mette oggi in dubbio che il consumo di canapa esercita effetti indiscutibilmente negativi e nocivi, sia sulla persona, che è toccata dal profilo della sua salute e del suo cammino di sviluppo intellettivo e sociale, sia sulla collettività intera, dal profilo della salute pubblica, dal profilo del grado di partecipazione ed integrazione degli individui nella vita collettiva, dal profilo del comportamento delle persone e dal profilo della cultura sociale stessa che va formandosi. [PAGE 1817]

Da questo profilo evidentemente è molto ambiguo e persino ipocrita cercare di introdurre una distinzione tra giovani e adulti. I valori devono valere per tutti, indistintamente dall'età. Affermare questo non significa criminalizzare chicchessia in maniera cieca. Evidentemente ci sono delle considerazioni di misura, di opportunità, che indurranno a modulare quelli che sono gli interventi anche di carattere repressivo. Però, significa affermare il primato dell'etica collettiva sui desideri dei singoli individui. La collettività ha il dovere e la responsabilità di porre un limite alle scelte individuali in funzione del bene comune.

È per questo che vi invito a respingere con convinzione questa iniziativa.

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