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Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2007-12-05

Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2007-12-05

Wortprotokoll

Oggi parlerò interamente in italiano, a differenza di altre volte. Parliamo oggi di un problema che ci riguarda tutti e che secondo me purtroppo non è stato affrontato a sufficienza o che non si vuole affrontare.

Dopo che la maggioranza del Consiglio nazionale, nel giugno 2004, si era rifiutata di entrare nel merito della revisione della legge sugli stupefacenti, la quale chiedeva di regolamentare il consumo della canapa, è stata quindi lanciata l'iniziativa che oggi esaminiamo. Si tratta di un'iniziativa, che come sapete ha raccolto quasi 106 000 firme valide. L'iniziativa chiede di depenalizzare il consumo, il possesso e l'acquisto della canapa da parte di adulti e di regolamentarne la coltivazione e la vendita, nonché di assicurare tramite opportune misure la tutela dei giovani, di legiferare in materia sia [PAGE 1808] di proibizione della pubblicità agli stupefacenti, sia sui metodi d'uso dei medesimi.

Eppure, nonostante tutto questo, nonostante il problema reale che esiste, la commissione ha deciso, seppur a maggioranza stretta, di non proporre una soluzione a un problema che va affrontato. È questa, infatti, la sostanza della decisione: vogliamo oggi, sì o no, entrare nel merito dell'iniziativa o perlomeno proporre un controprogetto?

Secondo l'Ufficio federale di statistica la canapa è la sostanza illegale più frequentemente consumata in Svizzera e in Europa. 28 per cento dei giovani tra i 15 e 39 anni consumano occasionalmente o regolarmente canapa. Vogliamo perseguirli penalmente tutti? È una realtà che non possiamo non vedere. Soprattutto è una realtà che dobbiamo affrontare con coerenza, e, certo, con una maggiore prevenzione, che passa però anche tramite una depenalizzazione del consumo di canapa. Si tratta di avere un approccio realistico, di valutare i fatti e nella fattispecie il consumo di canapa per quello che è. Sappiamo, anche da studi scientifici recenti, che la canapa ha sì delle conseguenze sulla salute, in particolare sulla salute psichica: può, per esempio, provocare dei problemi di concentrazione, e può, in certi casi, a dire il vero, peggiorare delle malattie psichiche, pensiamo alla schizofrenia. Sono problemi che non vogliamo negare, pur sostenendo quest'iniziativa, ma sono problemi legati anche ad altre sostanze, oggi legali, come l'alcol o i farmaci; pensiamo per esempio al consumo e all'abuso delle benzodiazepine.

Qualsiasi droga - sia essa legale o illegale - comporta dei rischi, qualsiasi sostanza può provocare delle conseguenze sulla salute. Di fatto, tutte le sostanze dovrebbero invece essere considerate in modo analogo, ma così non è. Dovremmo parlare oggi di politica delle dipendenze ed avere un approccio globale. Nel caso della canapa, la proibizione non fa che rendere ancora più attraente questa sostanza e di fatto non fa che aumentare i problemi per i giovani e per la salute. Troppo facilmente si vuole accusare chi ritiene necessario un adattamento legislativo di non riconoscere i problemi. In realtà, la legge attuale che penalizza il consumo di canapa, causa molti più problemi. Invece di evitare l'aumento del consumo di canapa, favorisce il mercato nero. Una depenalizzazione della canapa non significa quindi che essa sia una sostanza inoffensiva; nessuna delle persone che si sono espresse a favore dell'iniziativa l'ha detto. Ma chi è a favore dell'iniziativa chiede una consumazione che deve essere regolamentata e una protezione della gioventù più efficace, con una prevenzione più effettiva e anche qui più efficace, dove appunto la consumazione di canapa non deve essere più punita.

Abbiamo bisogno di una regolamentazione differenziata, proprio per non banalizzare il problema e rendere più efficace la protezione dei giovani. Per questa ragione vi chiedo di sostenere l'iniziativa.