Abate Fabio · Nationalrat · 2007-06-19
Abate Fabio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2007-06-19
Wortprotokoll
Il risultato 2006 ci presenta cifre veramente impressionanti: un saldo positivo di 2 miliardi e mezzo di franchi. Ciò corrisponde ad un aumento delle entrate di oltre il 7 per cento rispetto all'anno precedente. Mi sembra così più che giustificato ringraziare il consigliere federale e l'amministrazione per il lavoro svolto, un lavoro non certo facile.
Nel merito vi sono tre motivazioni all'origine di questo risultato: innanzitutto i benefici di due programmi di risparmio straordinari, che hanno consentito di ridurre le uscite per oltre 5 miliardi e mezzo di franchi; poi lo strumento del freno all'indebitamento, che ha contribuito a disciplinare il flusso delle uscite in modo determinante; infine, la congiuntura favorevole, che è all'origine dello sviluppo positivo del gettito fiscale.
Aggiungiamo qualche cifra. Per quanto riguarda le entrate dall'imposta sul valore aggiunto: 19 miliardi, ossia mezzo miliardo di franchi di più di quanto preventivato; imposta federale diretta: oltre 14 miliardi, anche qui mezzo miliardo di franchi di più di quanto registrato; imposta preventiva: quasi un miliardo di franchi in più. Queste entrate fiscali hanno avuto un importante effetto sul debito strutturale, che si è abbassato da 130 a 123 miliardi di franchi.
Mi permetto di aggiungere anche qualche considerazione in merito ad un conto speciale, ossia al fondo per i grandi progetti ferroviari, un tema di attualità. Si tratta del fondo alimentato dall'imposta sul valore aggiunto nella misura di un punto per mille. Vi contribuisce anche la tassa sul traffico pesante, che ha fruttato quasi 700 milioni franchi, ossia il 13 per cento in più di quanto preventivato. Vi è inoltre l'imposta sugli oli minerali con 350 milioni di franchi. Oggi costatiamo un anticipo prelevato da parte della Confederazione nella misura di 6,7 miliardi, ossia circa 400 milioni di franchi in più rispetto all'anno precedente, ma evidentemente è sempre meno del limite deciso da questo Parlamento.
Relativamente alle uscite, ossia ai beneficiari, costatiamo che la NFTA ha attinto al fondo meno di quanto preventivato. Infatti, le esigenze dell'asse del Lötschberg hanno condotto ad una spesa inferiore di 154 milioni, mentre per quanto riguarda l'asse del Gottardo esso ha richiesto circa 140 milioni di franchi in meno. Anche le esigenze della prima tappa di "Ferrovia 2000", quantificate a preventivo in 200 milioni di franchi, hanno in definitiva visto un fabbisogno minore. I costi dei raccordi alla rete internazionale sono stati preventivati in 140 milioni di franchi, ma solo 2,3 milioni sono stati consumati. Infine, le misure per il contenimento dell'inquinamento fonico erano state preventivate in 260 milioni ed ora registriamo una spesa consuntiva di soli 70 milioni di franchi.
Cosa significa tutto ciò? Significa che anche dal profilo degli investimenti vi è stata una correzione, ossia un rallentamento, che segue il solco tracciato da una politica finanziaria voluta da questo Parlamento, il quale a sua volta si è assunto le necessarie responsabilità per risanare le casse federali. Ora si tratta evidentemente di non abbassare la guardia, poiché il percorso del risanamento finanziario non si interrompe dinnanzi ad un risultato eccezionale come quello in esame.
Tuttavia, attenzione a non trasformare quest'attitudine prudente e realista in una vera e propria fobia, tale da non più consentire di lavorare serenamente a favore delle future generazioni. La politica di merito deve costantemente dialogare con quella finanziaria, cercando un equilibrio decisionale soprattutto per quanto riguarda investimenti determinanti per la crescita futura del Paese. Quando parliamo di formazione, di ricerca e di mobilità dobbiamo essere in grado di investire [PAGE 980] con fiducia e non di semplicemente manifestare paure che caratterizzano una totale mancanza di visioni. Il risultato sarebbe l'emarginazione e l'isolamento di coloro che in questo Parlamento propugnano semplicemente il rigore finanziario.