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Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2009-06-04

Wortprotokoll

Lo sviluppo territoriale svizzero non soddisfa i criteri dello sviluppo sostenibile che la nostra Costituzione federale definisce all'articolo 73 quale "rapporto durevolmente equilibrato tra la natura, la sua capacità di rinnovamento e la sua utilizzazione da parte dell'uomo" - un rapporto equilibrato, a favore del quale Confederazione e cantoni devono operare.

Il ruolo principale della pianificazione del territorio deve essere quello di garantire a lunga scadenza la funzionalità delle strutture insediative e di tutti gli altri elementi che ne fanno da supporto o che presentano anche un proprio carattere autonomo: le diverse infrastrutture, lo spazio rurale, il paesaggio e l'ambiente, le risorse naturali in generale.

Fra i problemi impellenti che la pianificazione territoriale deve affrontare e risolvere vedo prioritariamente i seguenti: una diversa gestione degli spazi funzionali, un ridimensionamento ed un riassetto qualitativo delle zone edificabili, quindi non solo interventi volti ad arginare semplicemente la dispersione insediativa - in questo contesto, spunti interessanti sono forniti dal programma nazionale di ricerca 54, "Sviluppo sostenibile dell'ambiente costruito", di recente presentazione - come pure una nuova concezione dell'edificazione nel cosiddetto fuori zona, che porti ad una ricostruzione e valorizzazione degli spazi rurali, una precisazione dei contenuti dei piani direttori cantonali e un rafforzamento dei piani settoriali della Confederazione, una regolamentazione direttamente applicabile della compensazione dei plusvalori derivanti dalla pianificazione - e mi fermo qui.

In questo contesto le due iniziative promosse ed inoltrate da Franz Weber reagiscono su due aspetti puntuali, ritenuti clamorosi, di un certo rilievo, ma che a mio avviso non sono neanche i più importanti: da un lato l'eccessiva crescita delle residenze secondarie, dall'altro la realizzazione di grossi impianti aventi impatti rilevanti sull'ambiente e sul paesaggio.

Le modalità di soluzione prefigurate dalle iniziative sono la fissazione di limitazioni e vincoli aventi carattere nazionale: per le residenze secondarie stabilendo una quota massima del 20 per cento per ogni comune svizzero, per i grandi impianti ammettendoli solo in caso di bisogno urgente sotto il profilo della politica nazionale della sanità o della formazione, della protezione della natura e del paesaggio. Le disposizioni andrebbero poi codificate pianificatoriamente tramite una specifica legge nazionale.

Ora, queste soluzioni proposte nelle iniziative sono purtroppo schematiche e troppo poco differenziate, problematiche nella loro formulazione e nell'applicazione, e contemplano inoltre l'elevato rischio di danni collaterali inauspicabili, che andrebbero ad intaccare proprio la qualità del territorio di chi lo abita. Il tempo limitato a disposizione mi impedisce di entrare nei dettagli.

Al momento, purtroppo, non sono ancora conosciuti gli elementi superstiti della proposta di revisione generale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) attraverso la nuova legge federale sullo sviluppo territoriale (LSTe), elementi, che saranno perciò ripresi nella preannunciata revisione parziale della vigente legge sulla pianificazione del territorio. Ma oggi abbiamo un altro punto fisso da tener ben presente e cioè l'iniziativa popolare "spazio per l'uomo e la natura" - in breve: iniziativa per il paesaggio -, che mira a salvaguardare i paesaggi, le aree agricole e le zone di svago per lasciare spazio all'uomo e alla natura attraverso un approccio di carattere generale, con soluzioni meglio articolate e più incisive nel complesso.

In considerazione di questo preciso elemento concludo, dicendo che evidentemente non mi batto contro queste due iniziative di Franz Weber, ma non mi spingo neppure a sostenerle tiepidamente; questo per i motivi che ho addotto poc'anzi. Credo sia piuttosto importante che le forze di chi condivide le preoccupazioni che ho sollevato riguardo ad un uso non accorto e non sufficientemente parsimonioso di un bene come il suolo - preoccupazioni, le mie, che in parte coincidono con il grido di allarme lanciato anche da Franz Weber con le sue iniziative - vadano concentrate nel mettere le ali all'iniziativa popolare per il paesaggio, sostenuta da un ampio spettro di organizzazioni ambientaliste e da altre forze politiche.

In questo senso mi permetto di suggerire al promotore delle due iniziative oggi in discussione di ritirarle e di mettere la notevole forza ideale e finanziaria sua e della sua organizzazione Helvetia Nostra al servizio della causa comune in un altro modo, ben più promettente ed efficace. "Rückzug im Interesse der Sache" - questa è la mia conclusione - e sostegno all'iniziativa per il paesaggio ed a una revisione della legge sulla pianificazione del territorio, che portino ad una migliore protezione del nostro territorio e ad una migliore qualità di vita per noi e per i nostri figli.