EMARK-2006-28
EMARK - JICRA - GICRA 2006 28/304
1 gennaio 2006Italiano10 min
i quali sono vincolanti sia per l’UFM sia per la CRA (v. considerando 8.1. della
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EMARK - JICRA - GICRA
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Estratto della sentenza della CRA del 15 settembre 2006 nella
causa S. K. e D. K., Turchia
Art. 61 cpv. 1 PA, art. 29 Cost.: obbligo d’osservanza da
parte dell’UFM delle istruzioni contenute in una sentenza di cassazione; esame
della capacità d’essere interrogato quale corollario del diritto d’essere
sentito.
1. Nella misura in cui il dispositivo comprende un
inequivocabile rimando ai considerandi della sentenza di cassazione, questi
sono vincolanti sia per la CRA che per l’UFM. Detto Ufficio deve pertanto
procedere al completamento dell’istruttoria nel senso stabilito nella sentenza
di cassazione (consid. 8.1. e 8.2.).
2. Di principio, un’audizione incentrata sull’accertamento
di un allegato pregiudizio di natura sessuale è viziata se la richiedente è
sentita alla presenza di una figlia minorenne (consid. 8.3.).
3. Incombe all’autorità decidente di dimostrare la
validità dell’audizione nella misura in cui una richiedente dichiara durante
la stessa d’aver assunto dei medicamenti suscettibili d’influire sulla sua
capacità d’essere interrogata (consid. 8.4.).
Art. 61 Abs. 1 VwVG, Art. 29 BV: Verpflichtung des BFM,
Anweisungen in einem Kassationsentscheid vor dem Erlass der neuen Verfügung zu
berücksichtigen; Prüfung der Einvernahmefähigkeit unter dem Blickwinkel des
verfassungsmässigen Anspruchs auf rechtliches Gehör.
1. Verweist das Urteilsdispositiv eines
Kassationsentscheids ausdrücklich auf die Erwägungen, so sind diese sowohl für
die ARK als auch für das BFM bindend. Das Bundesamt hat demnach ergänzende
Abklärungen im Sinne des Kassationsentscheids vorzunehmen (Erw. 8.1. und
8.2.).
2. Die Tatsache, dass die Beschwerdeführerin in
Anwesenheit ihrer minderjährigen Tochter zu geltend gemachten sexuellen
Übergriffen befragt wurde, stellt einen Mangel dieser Anhörung dar (Erw.
8.3.).
3. Machen Asylsuchende während einer Anhörung geltend,
unter Einfluss von Medikamenten zu stehen, welche die Einvernahmefähigkeit
beeinflussen können, obliegt der Nachweis, dass die Befragung den
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rechtlichen Anforderungen trotzdem genügt, der verfügenden
Behörde (Erw. 8.4.).
Art. 61 al. 1 PA, art. 29 Cst. : obligation de l’ODM
d’observer les instructions contenues dans une décision de cassation ; examen de
la capacité à être interrogé comme corollaire du droit d’être entendu.
1. Dès lors que le dispositif renvoie sans équivoque aux
considérants de la décision de cassation, ceux-ci lient tant la CRA que l’ODM.
L’office doit, en conséquence, procéder aux mesures d’instruction
complémentaires dans le sens défini par cette décision (consid. 8.1 et 8.2.).
2. En principe, une audition centrée sur la vérification
d’allégations portant sur des préjudices d’ordre sexuel est viciée si la
personne concernée est interrogée en présence de sa fille mineure (consid.
8.3.).
3. Il incombe à l’autorité de décision de faire la preuve
de la régularité de l’audition si, durant celle-ci, la personne entendue
déclare avoir pris des médicaments susceptibles d’influer sur son aptitude à
être interrogée (consid. 8.4.).
Riassunto dei fatti:
Il 13 giugno 2005, la CRA ha accolto il gravame presentato dalle interessate
(madre e figlia minorenne), ha annullato la decisione impugnata resa dall’UFM
nonché rinviato gl’atti di causa all’autorità inferiore per il completamento
dell’istruttoria e la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi.
Nella sua sentenza di rinvio, la CRA ha, segnatamente, ritenuto fondata la
censura d’accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti
sollevata dalle ricorrenti. In particolare, l’autorità inferiore non ha posto
sufficienti e chiare domande sui maltrattamenti sessuali evocati dalla madre e
non ha tenuto sufficientemente conto delle plausibili spiegazioni da questa
fornite - nonostante la genericità e l’imprecisione delle domande poste al
riguardo dall’UFM - in merito alle divergenze rilevate con riferimento al numero
di volte ed ai luoghi degli interventi militari nei suoi confronti. Inoltre, la
CRA ha rilevato la mancata disamina da parte dell’UFM degli incarti concernenti
X e Y,
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nonché delle questioni sollevate dalle ricorrenti con riferimento agli art.
7, 9 e 10 Conv. diritto del fanciullo.
Il 20 gennaio 2006, l’UFM ha nuovamente respinto la domanda d’asilo in esame,
pronunciato l’allontanamento delle interessate dalla Svizzera, nonché
l’esecuzione dell’allontanamento medesimo. Il 20 febbraio 2006, le interessate
hanno inoltrato ricorso dinanzi alla CRA contro la succitata decisione dell’UFM.
Detto Ufficio ha proposto la reiezione del gravame.
La CRA ha nuovamente accolto il gravame, annullato la decisione impugnata e
rinviato gl’atti di causa all’UFM per il completamento dell’istruttoria e la
pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi.
Dai considerandi :
8.
8.1. Ai sensi dell’art. 61 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso decide la causa o
eccezionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all’autorità inferiore.
Quest’ul-tima è pertanto vincolata, nella misura in cui il dispositivo vi
rimandi, dai considerandi della sentenza di rinvio (A. Kölz / I. Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1993, n.
304, pag. 179 e seg.), così come vi è vincolata l’autorità di ricorso (cfr. A.
Grisel, Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, Vol. II, pag. 936 e seg.).
Invero, l’autorità inferiore cui è stata rimandata la causa può tenere conto di
nuove allegazioni, ma deve porre a fondamento della sua nuova decisione i
considerandi di diritto contenuti nella sentenza di rinvio (art. 61 cpv. 1 PA e
31 cpv. 1 OCRA nonché art. 66 cpv. 1 OG). L’autorità inferiore non può pertanto
fondare la sua nuova decisione su motivi espressamente o implicitamente
disattesi dall’autorità di ricorso nella sentenza di rinvio, ma può fondarla su
un nuovo motivo supplementare non invocato nella sua decisione precedente e sul
quale la CRA non ebbe a pronunciarsi o su fatti complementari posteriori alla
sentenza di rinvio medesima (DTF 128 III 4 consid. 4c aa nonché DTF 112 Ia 353 e
segg.). Tuttavia, il punto litigioso delimitato dal rinvio non può essere esteso
né fondato su di una nuova base giuridica (DTF 122 I 250, consid. 2; 116 II 220
e segg.). Pertanto, allorquando la CRA ha pronunciato un annullamento totale
della decisione impugnata e l’UFM è astretto a statuire nuovamente sull’insieme,
esso non può ritornare su punti già risolti dalla giurisdizione nei considerandi
della sentenza di rinvio, ma deve per contro conformarvisi (J.F. Poudret / S.
Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciarie, Berna
1990, Vol. II, ad art. 66 OG, n. 1.3.2, pag. 598 e relativi riferimenti).
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8.2. La CRA rileva che il dispositivo n. 2 della sua sentenza di cassazione
del 13 giugno 2005 sancisce: “Gli atti sono rinviati all’UFM per completazione
dell’istruttoria e l’emissione di un nuovo giudizio ai sensi dei considerandi”.
Vi è dunque un inequivocabile rimando ai considerandi della sentenza di rinvio,
Fatti
i quali sono vincolanti sia per l’UFM sia per la CRA (v. considerando 8.1. della
presente sentenza e relativi riferimenti). Premesso ciò, la CRA rileva che
l’autorità inferiore non ha proceduto al completamento dell’istruttoria nel
senso stabilito inequivocabilmente nella precitata sentenza di rinvio della CRA
(v. …). Per contro, detto Ufficio si è limitato a qualificare come non decisivi
i pregiudizi allegati dalle ricorrenti e ad esprimere dei dubbi sul fatto che
questi si siano mai effettivamente verificati, senza però motivare in modo
adeguato né l’una né l’altra delle conclusioni formulate. In particolare, non è
dato sapere per quale ragione delle molestie sessuali da parte d’agenti statali
possano apoditticamente e semplicisticamente essere qualificate d’irrilevanti.
Nulla cambia alla sostanza delle cose che l’UFM abbia, nella risposta al ricorso,
citato un esempio di divergenze nelle allegazioni della ricorrente. In effetti,
la ricorrente neppure è stata confrontata nell’audizione federale complementare
- molto carente anche per i motivi di cui si dirà di seguito - alle differenti
versioni fornite sul luogo e il numero delle visite dei militari, confronto
tanto più importante ove si pensi che la CRA, nella sua sentenza di rinvio del
13 giugno 2005, già aveva ritenuto come insufficienti tali divergenze per
giustificare la pronuncia, nel caso concreto, di una decisione negativa da parte
dell’autorità e valide le giustificazioni fornite in precedenza dalla ricorrente
al riguardo (cfr. …).
8.3. Peraltro, e come rettamente rilevato nel ricorso, l’audizione federale,
gravemente viziata, non può essere utilizzata ai fini del giudizio. La stessa
verteva, in particolare, sui pregiudizi di natura sessuale evocati dalla
ricorrente ed è stata fortemente compromessa dalla presenza della figlia.
Infatti, in tali circostanze non erano manifestamente garantite le condizioni
necessarie affinché la ricorrente potesse esprimersi il più liberamente
possibile sui pregiudizi di natura sessuale da lei invocati. In tale ambito, è
irrilevante il fatto che quest’ultima abbia dichiarato d’essere in grado di
rispondere correttamente alle domande nonostante la presenza della figlia.
Infatti, date le premesse, non si può ragionevolmente escludere che la
ricorrente abbia fornito tale risposta perché comprensibilmente preoccupata
dalla prospettiva di vedersi nuovamente confrontata con il ricordo ed il
racconto degli evocati pregiudizi di natura sessuale subiti in patria,
eventualità confermata dalla risposta fornita dalla ricorrente stessa: “Je ne
veux pas revenir à une autre audition” (v. …). Inoltre, l’UFM sembra
rimproverare alla ricorrente d’essersi presentata all’audizione in compagnia
della figlia, nonostante la natura dell’audizione. Al proposito, la CRA rileva
che spetta all’autorità, e non certo alla parte, di prendere i provvedimenti
Considerandi
organizzativi necessari alfine di garantire lo svolgimento delle audizioni nelle
migliori condi-
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zioni possibili. Peraltro, l’UFM non poteva escludere che la ricorrente si
sarebbe presentata all’audizione in compagnia della figlia. Inoltre, detto
Ufficio avrebbe potuto facilmente risolvere la problematica invece di suggerire
alla ricorrente di continuare l’audizione alla presenza della figlia allorquando
andava ancora approfondita la questione delle molestie sessuali. Su questo punto,
altresì, l’UFM si è accontentato di superficiali e generiche domande sul tipo di
molestie sessuali subite e non ha approfondito la questione delle conseguenze
sulla ricorrente delle molestie medesime.
8.4
Permangono altresì dei seri e concreti dubbi sulla capacità della
ricorrente ad essere interrogata il 18 ottobre 2005. Al riguardo la CRA rileva
che, nonostante la ricorrente abbia esplicitamente dichiarato d’aver assunto dei
medicamenti su prescrizione medica (calmanti / sonniferi ?), l’UFM non ha in
alcun modo accertato che tipo di medicamenti la ricorrente avesse assunto e se
questi potessero influire sulla sua capacità ad essere interrogata (v.
GICRA 1993 n. 15). In siffatte circostanze
(accertamento insufficiente della fattispecie), a nulla soccorrono l’UFM le
generiche ed imprecise considerazioni al riguardo di cui alla risposta al
ricorso.
8.5
Peraltro, l’UFM fa valere nella risposta al ricorso che la persecuzione
riflessa è ipotizzabile solo allorquando sussiste tra le persone interessate un
legame di parentela. La ricorrente non potrebbe, però, vantare un siffatto
legame con Y. Sennonché, l’UFM non può escludere aprioristicamente, e senza
effettuare alcun serio accertamento e valutazione in merito, che una persona che
abbia avuto un legame con un noto attivista politico possa nutrire giustificati
timori d’esposizione a future persecuzioni statali, indipendentemente dal
quesito di sapere se l’esame debba essere fatto attraverso la nozione di
“persecuzione riflessa”. Anche da questo profilo, l’UFM dovrà dunque completare
l’istruttoria del caso.
8.6
Inoltre, l’UFM dovrà rispettare integralmente i considerandi della prima
sentenza di cassazione della CRA del 13 giugno 2005 alfine di potere valutare
compiutamente l’eventuale rischio per le ricorrenti di un’esposizione a future
persecuzioni in caso di rimpatrio, nonché esaminare le questioni sollevate dalle
ricorrenti con riferimento agli art. 7, 9 e 10 Conv. diritto del fanciullo (v.
…).
8.7
Visto quanto precede, può esser lasciata indecisa nel caso concreto la
questione di sapere se l’UFM, pronunciando la decisione impugnata, abbia
commesso o meno una violazione dell’art. 8 CEDU. L’autorità inferiore dovrà,
comunque, prendere posizione pure su tale questione prima di emanare un nuovo
giudizio, e ciò tenendo conto della giurisprudenza della CRA (v.
GICRA 2001 n. 21).
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8.8
Da quanto sopra esposto, discende che la decisione impugnata, che viola
il diritto federale, incorre pertanto nell'annullamento.
© 05.12.06