10.2004.247
incidente a causa dell'alcool
14 giugno 2006Italiano12 min
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Numero d'incarto:
10.2004.247
Data decisione, Autorità:
14.06.2006, PRPEN
Titolo:
incidente a causa dell'alcool
EBRIETÀ AL VOLANTE O ALCOL
art. 90 cf. 1 LCSTR
art. 91 cpv. 1 LCSTR
LESA 1
Incarto
n.
10.2004.247
DA
2182/2004
Bellinzona
14
giugno 2006
Sentenza
con motivazione
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con Frida
Andreotti in qualità di segretaria, per giudicare
ACCU 1
prevenuto colpevole di 1. circolazione in stato di ebrietà,
per aver condotto l'autovettura
Toyota targata __________ essendo in stato di ubriachezza (alcolemia: min. 1.09 - max. 1.28 grammi per mille);
fatti avvenuti a __________ il___________;
reato previsto dall’art. 91 cpv. 1 vLCStr;
Fatti
2. infrazione alle norme della
circolazione,
per avere, circolando nello
stato psico-fisico surriferito, negligentemente omesso di mantenere la
necessaria distanza di sicurezza e di avvistare per tempo l’antistante
motoveicolo Yamaha targato TI __________ condotto da LESA 1 , urtandolo così da
tergo;
fatti avvenuti a __________ il _________;
reato previsto dall’art. 90 cifra 1 LCStr in
relazione con gli art. 26 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 32 cpv. 1, 34 cpv. 4 LCStr,
art. 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 4 cpv. 1, 12 cpv. 1 ONC;
perseguito con decreto d’accusa n. 2182/2004 di
data 30 giugno 2004 del AINQ 1 che
propone la condanna dell'accusato:
1. Alla pena di 10 (dieci)
giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di 3 (tre) anni.
Considerandi
2.
Alla multa di fr. 1'000.--.
3.
Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 300.--.
vista l'opposizione interposta
tempestivamente in data 12 luglio 2004 dall'accusato, limitatamente al punto 2;
indetto il dibattimento 14 giugno 2006,
al quale è comparso l’accusato personalmente, mentre il Procuratore pubblico
con lettera 16 settembre 2005 ha rinunciato ad intervenire al pubblico
dibattimento, postulando nel contempo la conferma del decreto d'accusa
impugnato;
accertate le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato,
sentiti i testi;
sentito da ultimo l'accusato;
posti a giudizio i seguenti quesiti
1.
Se ACCU 1 è autore colpevole di
infrazione alle norme della circolazione per i fatti descritti nel decreto di
accusa a suo carico.
2.
Sulla pena e sulle spese.
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
1.
Il 24 aprile 2004 ACCU 1
è stato protagonista di un infortunio della circolazione stradale che egli
stesso ha così descritto nel verbale redatto dalla polizia subito dopo i fatti:
“Questa sera verso le 19.30
cenavo con patate fritte e agnello, durante il pasto sorbivo circa tre
bicchieri di vino rosso da 1 dl l’uno. Al termine della cena rimanevo a casa a
guardare la televisione fino alle ore 21.15, momento in cui mi mettevo al
volante della mia autovettura. Uscivo dal posteggio della mia abitazione
e mi immettevo su Via __________ in direzione di __________ con l’intenzione di
recarmi presso la Pizzeria __________ per bere un caffè. Al volante ero solo,
con le cinture di sicurezza regolarmente allacciate e i fari anabbaglianti
accesi.
Giunto su Via __________
circolavo ad una velocità di circa 40 Km/h, non vi erano altri veicolo o
motocicli che mi precedevano. Arrivato all’altezza della chiesa __________,
sempre in Via __________, mi abbassavo un istante verso la radio della mia
autovettura per poter inserire una cassetta musicale, distraendomi così
momentaneamente dalla guida.
In quel momento,
all’improvviso, sentivo un colpo provenire dall’esterno dell’auto, non mi sono
reso conto di cosa potesse trattarsi, tengo a precisare che davanti a me non vi
erano altri veicoli. Come ho già detto non mi sono reso conto di cosa possa
essere successo, non sapevo se frenare o continuare, solamente quando ho visto
la motoleggera in terra vicino alla ruota anteriore sinistra ho frenato
accostandomi sul marciapiede.
Sceso dal veicolo mi sono
subito apprestato a prestare soccorso al giovane, che nel frattempo si era già
rialzato.
Subito dopo è giunta una
pattuglia della Polizia Cantonale di __________ per la constatazione. La quale
mi sottoponeva alla prova preliminare dell’alito che ha dato esito positivo
nella misura delle 0.90 gr/kg alle ore 21.40.”
(cfr. verbale di interrogatorio
ACCU 1 del 24 aprile 2004, pag. 1 e 2)
2.
L’altro protagonista ha
invece descritto gli avvenimenti nel seguente modo:
“Nelle circostanze di tempo
e di luogo di cui sopra, mi trovavo a circolare in sella alla mia motoleggera.
Al momento dei fatti ero solo con le luci anabbaglianti accese e con indosso il
casco di protezione.
Provenivo dal mio domicilio
ed ero diretto in centro __________. Così, dopo aver percorso la Via __________,
imboccavo Via __________. Giunto in prossimità del cimitero notavo, guardando
lo specchietto retrovisore, che ero seguito da un veicolo, tengo a precisare
che suddetto veicolo giungeva ad una velocità che ritenevo sostenuta. Così da
parte mia ero intenzionato a farmi sorpassare. Ad un dato momento sentivo un
forte colpo provenire da dietro e così mi ritrovavo al suolo con la mia
motoleggera. Dopodiché strisciavo al suolo per diversi metri.”
(cfr. verbale di
interrogatorio LESA 1 del 25 aprile 2005, pag. 1)
3.
Per questi fatti, e dopo
aver preso atto dell’esito dell’analisi del sangue, il Procuratore pubblico ha
ritenuto l’accusato autore colpevole di circolazione in stato di ebrietà e di
infrazione alle norme della circolazione, proponendo come pena la detenzione
per 10 giorni sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni e una
multa di fr. 1'000.-.
Contro il decreto di accusa è
stata interposta opposizione limitatamente al reato di infrazione alle norme
della circolazione.
4.
Nella fase precedente il
dibattimento ACCU 1 ha scritto una lettera nella quale ha precisato che alcuni
giorni dopo i fatti ha incontrato sul bus che da __________ porta a __________
una conoscente, la quale, dopo aver sentito che era stato coinvolto in un
incidente, gli avrebbe detto “sarà mica quello dove mio marito ha
raccontato di avere visto una moto tagliare la strada ad un autoveicolo
arancione?”
E’ quindi stata chiesta
l’audizione sia della signora sia del marito.
5.
Al dibattimento
l’imputato ha sostenuto di aver visto prima dell’impatto come un flash sulla
sinistra e che doveva trattarsi dello scooter che proveniente in senso obliquo dalla
parte opposta della strada stava immettendosi sulla sua corsia di marcia con
l’intenzione, sempre secondo l’accusato, di raggiungere alcuni giovani che si
trovavano a destra della carreggiata (direzione centro).
Egli ha inoltre osservato che
non era così distratto nella guida come indicato nel verbale di polizia,
essendosi limitato a spingere all’interno dell’autoradio una cassetta che già
si trovava nella sua sede, ma che non voleva restare inserita.
6.
Per l’art. 31 cpv. 1 LCStr
il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi
conformare ai suoi doveri di prudenza. L’art. 3 cpv. 1 ONC precisa poi che il
conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada e alla circolazione;
egli non deve compiere movimenti che impediscono la manovra sicura del veicolo;
inoltre la sua attenzione non deve essere distratta in particolare né da
apparecchi riproduttori del suono né da sistemi di comunicazione o di informazione.
Giusta l’art. 34 cpv. 4 LCStr
il conducente deve tenersi a una distanza sufficiente da tutti gli utenti della
strada, in particolare nell’incrociare, sorpassare e circolare affiancato o in
colonna. Il conducente deve infine circolare a una velocità che gli permetta di
fermarsi nello spazio visibile (art. 4 cpv. 1 ONC).
Chiunque contravviene alle
norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di
esecuzione del Consiglio federale è punito con l’arresto o con la multa.
7.
In concreto ACCU 1, oltre
a essere sotto influsso alcolico, non ha prestato alla guida tutta l’attenzione
dovuta. Egli stesso ha ammesso di avere distolto lo sguardo dal campo stradale
per armeggiare con l’autoradio. E la distrazione non poteva essere di breve
durata o praticamente inesistente come ha voluto far credere al dibattimento,
perché, pur avendo colpito lo scooter con il frontale del suo veicolo, non si è
minimamente reso conto di quanto era successo, non sapendo neppure se frenare o
continuare (cfr. verbale di interrogatorio, pag. 2).
Se l’accusato avesse rivolto
alla circolazione l’attenzione necessaria avrebbe potuto notare il motociclo
sia che questo circolasse normalmente davanti a lui, sia che si fosse appena
immesso sul campo stradale come sostiene, ritenuto che per sua stessa
affermazione lo scooter sarebbe provenuto obliquamente da sinistra e doveva
quindi aver percorso, vista la larghezza della carreggiata, diversi metri prima
di posizionarsi sulla corsia direzione centro di __________.
Il non aver notato lo scooter
in queste circostanze costituisce una negligente infrazione alle norme della
circolazione stradale.
L’attenzione dovuta avrebbe
permesso di reagire alla presenza del motociclista e, se la velocità era
adeguata, di evitare con ogni verosimiglianza la collisione.
8.
ACCU 1 sostiene che lo
scooterista sarebbe l’unico responsabile dell’incidente. In sostanza egli si
sarebbe immesso sul campo stradale senza rispettare la precedenza
dell’automobilista.
Va detto che si tratta di
un’ipotesi formulata in un secondo tempo dall’accusato che non ne aveva
accennato durante l’interrogatorio di polizia, così come non aveva menzionato
l’asserto flash sulla sinistra. Una tesi che non trova alcun riscontro (salvo
forse il fatto che è stato danneggiato il faro sinistro dell’autoveicolo) e che
non è stato confermato dai testimoni al dibattimento.
La signora chiamata
dall’accusato ha negato categoricamente di aver detto che il marito aveva visto
una motocicletta tagliare la strada a un’automobile arancione, affermando solo
che il marito le aveva comunicato di essere transitato in un luogo in cui vi
era stato un incidente tra un automobile e uno scooter. Il marito dal canto suo
ha confermato di essere passato dal luogo della collisione e di aver notato i
veicoli coinvolti che erano già stati spostati; ha aggiunto di non essersi
neppure fermato perché vi era già diversa gente.
In definitiva non vi sono
elementi a comprova dell’ipotesi formulata dall’accusato. In particolare non vi
è nulla che permetta di poter ascrivere al motociclista un’infrazione così
grave da far apparire irrilevante l’infrazione commessa da ACCU 1.
La questione non merita
comunque ulteriore disamina, occorrendo precisare che un’eventuale colpa dello
scooterista non escluderebbe quella dell’accusato, perché in materia penale
ognuno risponde delle proprie azioni e omissioni, sicché il comportamento
antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una
violazione di prescrizioni imputabili a propria colpa.
L’imputato deve dunque
rispondere della sua negligenza, che ha comportato un accresciuto pericolo
nella circolazione stradale, indipendentemente dall’eventuale manovra scorretta
dell’altro protagonista.
9.
Per quanto concerne la
pena si osserva che il reato più grave è senza dubbio quello rimasto
incontestato di circolazione in stato di ebrietà, ovvero un delitto, che da
solo può giustificare una pena detentiva anche alla prima infrazione,
soprattutto se concomitante con un incidente, come avvenuto in concreto.
Il secondo reato è per contro
una contravvenzione che se fosse stata commessa da sola avrebbe comportato la
pena della multa. Il suo peso nella valutazione complessiva è quindi molto
limitato.
Ciò posto la pena proposta dal
Procuratore pubblico, che tiene in giusta considerazione il grave pericolo
causato dall’accusato e la gravità della sua colpa, merita conferma.
visti gli art. 90 cifra 1 LCStr in
relazione con gli art. 26 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 32 cpv. 1, 34 cpv. 4 LCStr,
art. 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 4 cpv. 1, 12 cpv. 1 ONC; 91 cpv. 1 vLCStr; 41, 63,
68.
CP; 9 segg., 273 segg. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
dichiara ACCU 1
autore colpevole di infrazione
alle norme della circolazione per i fatti compiuti nelle circostanze descritte
nel decreto di accusa n. 2182/2004 del 30 giugno 2004.
dà atto che per il reato di
circolazione in stato di ebrietà non è stata interposta opposizione.
condanna ACCU 1
1.
alla pena di 10 (dieci) giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 3
(tre) anni;
2.
alla multa di fr. 1’000.-;
3.
al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie di complessivi fr. 1’070.-.
ordina l'iscrizione della condanna
a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli
art. 80 e 41 cifra 4 CP.
assegna al condannato il termine di
tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato
pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto.
le parti sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
Ministero pubblico della
Confederazione, Berna
e, alla crescita in giudicato della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale,
Bellinzona,
Sezione esecuzione pene e
misure, Torricella,
Servizio di coordinamento
cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,
Sezione della circolazione,
Ufficio giuridico, Camorino,
Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il presidente: La
segretaria:
Distinta spese a carico di ACCU 1
fr. 1000.00 multa
fr. 650.00 tassa
di giustizia
fr. 350.00 spese
giudiziarie
fr. 70.00 testi
fr. 2'070.00 totale
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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