Lexipedia

Decisione

10.2005.231

circolazione sotto l'influsso di alcool; durante il controllo minacciato gli agenti di polizia di morte e rifiutato di sottoporsi all'analisi del sangue e dell'alito.

2 settembre 2005Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

1. Alla pena di 75 (settantacinque) giorni di detenzione

sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 (quattro) anni.

2. Alla multa di fr. 1'000.-- (mille), con l’avvertenza

che la stessa deve essere pagata entro 3 mesi ritenuto che in caso di mancato

pagamento, sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS).

3. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e

delle spese giudiziarie di fr. 200.--.

La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata

trascorso il periodo fissasto dall’art. 80 CPS, rispettivamente dall’art. 41

cifra 4 CPS.

Vista l’opposizione

al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 28/29 aprile 2005 dal

difensore dell’imputato, nonché suo curatore;

indetto il dibattimento 2 settembre

2005, al quale hanno presenziato l’accusato, il difensore DI 1 ed il sostituto

AINQ 1;

accertate le generalità dell'accusato e

data lettura del decreto d'accusa;

acquisiti agli atti la documentazione

formante l’incarto DA 1441/2005;

proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

prospettato dal sostituto PP, e in via

subordinata al capo d’imputazione n. 3, il reato di atti commessi in stato di

irresponsabilità colposa (art. 263 CPS);

acquisite definitivamente agli atti ed

assunte tutte le prove risultanti dall’incarto della Pretura penale n.

10.2005.231;

sentito il sostituto

PP, il quale pone l’accento sugli elementi oggettivi dei reati imputati,

rilevando d’entrata come gli stessi sono da ritenere adempiuti. Tenuto conto di

quanto emerso in sede dibattimentale, in particolare il probabile stato

d’irresponsabilità dovuto alla forte dose di alcool assunta dall’accusato

chiede, in via subordinata al reato previsto dell’art. 285 CPS, la condanna per

atti commessi in stato di irresponsabilità colposa, art. 263 CPS. Per

quanto attiene alla pena, osserva che l’accusato è gravemente recidivo e che si

tratta pure di recidiva specifica. Nonostante ciò, nella commisurazione della

pena sottolinea di aver già tenuto conto delle particolarità del caso,

segnatamente dei modi rozzi di cui sarebbe stato vittima l’accusato da parte

degli agenti privati della società __________. La richiesta di pena è da

considerare siccome mite, ragion per la quale viene postulata la conferma

integrale del DA 1441/2005;

sentito il

difensore, il quale innanzitutto mette in risalto la situazione famigliare del

signor __________, caratterizzata da un padre molto esigente che ha fortemente

influenzato le sue scelte professionali. Ciò ha portato ad una rottura con la

propria famiglia agli inizi degli anni Novanta. Nel 2000 l’accusato ha poi

subito un gravissimo incidente stradale che gli ha procurato la rottura di

ambedue gli arti inferiori ed un’impossibilità di deambulazione per un periodo

di due anni. L’infortunio è avvenuto proprio allorquando il signor __________

aveva deciso di avviare una propria attività di massaggiatore indipendente,

dopo aver seguito i corsi di formazione ed ottenuto il relativo diploma. La

disgrazia ha vanificato i suoi sforzi ed ha pure successivamente minato la sua

situazione finanziaria atteso che egli aveva già effettuato una serie di

investimenti. Quanto successo lo ha portato ad un consumo eccessivo di alcool,

problematica a tutt’oggi non risolta completamente. Anche i postumi

dell’incidente del 2000 non sono ancora stati del tutto cancellati. Riguardo

alla prima imputazione rileva come la sua realizzazione sia data anche se non

appare vestita di una particolare gravità (utilizzo della via pubblica per

poche decine di metri). In punto all’art. 285 CPS, osserva che l’imputato non

aveva la benché minima intenzione di sottrarsi agli esami, egli era troppo

ubriaco per rendersi conto di quanto succeva, prova ne è che oggi ha dichiarato

di non ricordarsi di nulla a partire dallo scontro con gli agenti della __________.

Per quanto attiene alla commisurazione della pena sottolinea che il signor __________

ha già pagato in modo pesante gli sbagli commessi nel corso della sua esistenza,

inoltre, nei fatti in esame, egli ha subito l’atteggiamento violento ed

ingiustificato da parte degli agenti della __________. Alla luce di quanto

esposto, viene chiesta una riduzione della pena, soprattutto in merito alla

multa che assume il valore di una mazzata tenuto conto della sua disastrata

condizione finanziaria;

sentito per ultimo

l'accusato per la dichiarazione conclusiva (art. 252 CPP), il quale non intende

aggiungere nulla di particolare se non che ritiene di non aver fatto nulla di

particolarmente grave;

il giudice pone a

giudizio, col consenso delle parti, i seguenti quesiti:

1. E’ ACCU 1

autore colpevole di

1.1. Guida in stato di

inattitudine, art. 91 cpv. 1 LCStr;

per

aver condotto, a __________ in data 11 febbraio 2005 tra le 00.45 e le 02.00,

l’autovettura __________ targata __________ in stato di ebrietà (alcoolemia

rilevata alle ore 10.15 dell’11.02.2005 tramite analisi dell’alito: 1.07 g/kg),

nonostante fosse già stato condannato per lo stesso reato nel 1997 e nel 2000;

1.2. Elusione

di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida, art. 91a cpv. 1 LCStr;

per

essersi intenzionalmente opposto, a __________ in data 11 febbraio 2005 tra le

00.45 e le 02.00, alla prova del sangue, all’analisi dell’alito e a qualsiasi

esame sanitario per la determinazione dell’alcoolemia, misure ordinate

dall’autorità, e ciò malgrado l’avvertimento sulle conseguenze penali del suo

Considerandi

rifiuto;

1.3

Violenza

o minaccia contro le autorità e i funzionari, art. 285 cifra 1 CPS;

per

avere, a __________ in data 11 febbraio 2005 tra le 00.45 e le 02.00, commesso

violenza, passando a vie di fatto contro di loro, e per avere minacciato di

morte e ingiuriato i due agenti della Polizia cantonale intervenuti per

constatare le infrazioni di cui ai punti 1. e 2., e ciò nel tentativo di

impedire loro di svolgere gli atti d’indagine rientranti nei loro doveri, e

specificatamente di rilevare il suo tasso di alcoolemia;

1.3.1

Trattasi

invece di atti commessi in stato di irresponsabilità colposa ai sensi dell’art.

263.

CPS?

2.

In caso di

risposta affermativa ai quesiti di cui al punto 1, quale pena deve essergli

comminata?

3.

In caso di

pena privativa della libertà, deve essere concesso il beneficio della

sospensione condizionale della pena? Se sì, per quale lasso di tempo?

4.

In caso di

condanna, la pena deve essere iscritta a casellario giudiziale?

5.

A chi il

carico delle spese giudiziarie?

Letti ed esaminati gli atti formanti l’incarto n.

10.2005

;

preso atto che nessuna parte ha chiesto nel

termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza,

né ha formulato dichiarazione di ricorso;

visti gli artt. 91

cpv. 1, 91a cpv. 1 LCStr; 9 cpv. 2, 12, 18, 36, 41, 63, 68, 263 CPS; 9 e segg.,

273.

e segg CPP; 39 LTG;

rispondendo affermativamente

ai quesiti posti n. 1.1, 1.2, 1.3.1, 3, 4 e negativamente al quesito n. 1.3;

proscioglie ACCU 1

dall’imputazione

di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, art. 285 cifra 1 CPS,

dichiara ACCU

1.

autore colpevole

di:

1.

Guida in stato

di inattitudine, art. 91 cpv. 1 LCStr;

per

aver condotto, a __________ l’11 febbraio 2005, l’autovettura __________

targata __________ in stato di ebrietà (alcoolemia rilevata alle ore 10.15

dell’11.02.2005 tramite analisi dell’alito: 1.07 g/kg), nonostante fosse già

stato condannato per lo stesso reato nel 1997 e nel 2000;

2.

Elusione

di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida, art. 91a cpv. 1 LCStr;

per

essersi intenzionalmente opposto, a __________ e __________ l’11 febbraio 2005,

alla prova del sangue, all’analisi dell’alito e a qualsiasi esame sanitario per

la determinazione dell’alcoolemia, misure ordinate dall’autorità, e ciò

malgrado l’avvertimento sulle conseguenze penali del suo rifiuto;

3.

Atti

commessi in stato di irresponsabilità colposa, art. 263 CPS;

per avere,

a __________ e __________ l’11 febbraio 2005, in stato di irresponsabilità a

cagione di ebbrezza colposa, commesso violenza, minacce e per essere passato,

sempre nel predetto stato di irresponsabilità, a vie di fatto contro due due

agenti della Polizia cantonale intervenuti per constatare le infrazioni di cui

ai punti 1 e 2;

e condanna ACCU 1

1.

Alla

pena di 75 (settantacinque) giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per

un periodo di prova di 4 (quattro) anni.

2.

Alla

multa di fr. 500.- (cinquecento).

3.

Al

pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 600.- (seicento).

Ordina l'iscrizione

della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il

periodo fissato dagli artt. 80 e 41 cifra 4 CPS.

Assegna al

condannato il termine di tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che

in caso di mancato pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto

(art. 49 cifra 1 e 3 CPS).

Le parti sono state avvertite del

diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte

di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del

diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza

(art. 276 cpv. 2 CPP).

Intimazione

a:

Ministero pubblico della

Confederazione, Berna,

Comando

della Polizia cantonale, Bellinzona,

Sezione

esecuzione pene e misure, Torricella,

Servizio

di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

Ufficio

del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

La

sentenza è definitiva.

Il giudice

supplente: Il

segretario:

Distinta

spese a carico di ACCU 1:

fr. 500.00 multa

fr. 350.00 tassa

di giustizia

fr. 250.00 spese

giudiziarie

fr. 1100.00 totale

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster