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Decisione

10.2006.196

minaccia

3 novembre 2006Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

2005 n. 4197/2005 del Sost. Procuratore pubblico AINQ 1, che propone la

condanna:

1. Alla multa di fr. 500.--

(cinquecento).

Considerandi

2.

Al pagamento delal tassa di

giustizia di fr. 100.-- (cento) e delle spese

giudiziarie di fr.

100.

-- (cento);

ACCU 2

prevenuto colpevole di minaccia,

per avere, a __________, in via

__________, in data 17 giugno 2005, usando grave minaccia incusso spavento a CIVI

1, CIVI 2 e CIVI 3 (minorenne) e meglio esprimendosi nella seguente maniera: cerchiamo

CIVI 1 e vogliamo incassare il debito e non vogliamo più aspettare, lei vedrà

cosa succede se non viene pagato il debito”

fatti avvenuti nelle riferite circostanze di

tempo e di luogo;

reato previsto dall’art. 180 cpv. 1 CP;

perseguito con decreto d’accusa del 14 novembre

2005.

n. 4194/2005 del Sost. Procuratore pubblico AINQ 1, che propone la

condanna:

1.

Alla multa di

fr. 500.-- (cinquecento)

2.

Al pagamento

della tassa di giustizia di fr. 100.-- (cento) e delle spese

giudiziarie

di fr. 100.-- (cento);

viste le opposizioni ai decreti

d’accusa interposte tempestivamente in data 18 aprile 2006 e 10 maggio 2006;

indetto il dibattimento 3 novembre 2006,

al quale sono comparsi gli accusati personalmente con il loro difensore DI 1,

il patrocinatore di parte civile PR 1, l’interprete della lingua olandese

signora __________, mentre il Procuratore pubblico con lettera 14 agosto 2006 ha

rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la

conferma del decreto d'accusa impugnato;

accertate le generalità degli accusati, data

lettura dei decreti d'accusa, proceduto all'interrogatorio degli accusati;

sentito un teste;

sentito il patrocinatore, il quale chiede

la conferma del decreto d’accusa;

sentito il difensore, il quale chiede il

proscioglimento degli imputati;

sentiti da ultimo gli accusati;

posti a giudizio i seguenti quesiti

1.

Se ACCU 1 è autore colpevole di

minaccia per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.

2.

Se ACCU 2 è autore colpevole di

minaccia per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.

3.

Sulla pena e sulle spese a

carico di ciascun accusato.

letti ed esaminati gli atti;

considerato in fatto ed in diritto

1.

ACCU 1, dopo aver fatto

l’esercente, e ACCU 2, dopo aver lavorato come venditore di scarpe, hanno

costituito nel 2004 una società di incasso, che si occupa di mediare i

conflitti esistenti tra due parti al fine di ottenere l’incasso di pretese

dell’una nei confronti dell’altra.

A detta dei titolari la

ditta __________ di __________ è iscritta alla Camera di commercio e viene da

questa vigilata.

Le modalità di intervento sono

duplici: o prima di una causa giudiziaria o quando la stessa, per un motivo o

l’altro, non va avanti o i suoi costi lievitano sensibilmente.

L’attività viene retribuita con

il versamento di una percentuale in caso di successo, ritenuto che le spese

vive sono rimborsate.

2.

Con atto non datato la

ditta di costruzioni e di gestione __________ di __________ in Olanda ha

conferito procura alla __________ per ottenere dalla __________. il pagamento

del saldo di un contratto concernente la costruzione di un centro commerciale,

il __________ Center, a __________ in Germania.

A tal fine l’impresa ha invero

in corso da oltre nove anni un procedimento giudiziario a Monaco di Baviera,

nell’ambito del quale il committente ha avanzato contropretese. Non è dato di

sapere in che stadio si trovi il processo e non si sa se vi siano problemi

particolari che ne differiscano ancora la conclusione. Secondo l’accusato ACCU

1.

uno degli ostacoli sarebbe costituito dal fatto che la parte CIVI 1

proporrebbe in continuazione nuove contropretese che allungherebbero a

dismisura i tempi dell’azione giudiziaria e i relativi costi. L’accusato ACCU 2

ha inoltre precisato che il direttore __________ della __________ ha dichiarato

che sia da parte loro sia da parte CIVI 1 erano stati commessi errori e che era

sua intenzione giungere a un compromesso che soddisfacesse entrambe le parti.

3.

Il 15 giugno 2005 verso

mezzanotte i due accusati, accompagnati da un altro collaboratore, sono partiti

in automobile dall’Olanda alla volta del Ticino, dove sono giunti il 16 giugno

2005.

in mattinata. A dire di ACCU 1, l’apprendista aveva contattato

telefonicamente il signor CIVI 1 per preannunciare l’arrivo ottenendo come

risposta che il giorno seguente sarebbe stato in casa.

Come prima cosa essi hanno

preso alloggio al __________ di __________, fermandosi a riposare fin verso le

14.

, quando si sono ritrovati nella hall dell’albergo. ACCU 1 e ACCU 2 si

sono allora avviati a piedi verso l’abitazione della famiglia CIVI 1. Il loro

veicolo nel frattempo sarebbe stato portato in garage da qualcuno chiamato dai

responsabili del garni per la riparazione di un asserto problema ai freni. Il

collaboratore infine sarebbe rimasto in albergo.

Giunti all’entrata della villa CIVI

1.

si sono fermati all’esterno del cancello che dà accesso al giardino e hanno

suonato il campanello. Si è presentata la domestica alla quale ACCU 1 ha

chiesto di poter parlare con il signor CIVI 1, sono poi sopraggiunti dapprima

il di lui figlio e in seguito la moglie, ai quali è stata ripetuta la richiesta

precisando che erano stati mandati dalla ditta __________.

La risposta è stata che il

signor CIVI 1 non era in casa, benché in realtà si trovava all’interno

dell’abitazione. Gli accusati hanno allora comunicato – a loro dire in modo del

tutto normale e tranquillo – che avrebbero atteso il suo arrivo e visto che la

moglie ha detto loro prima di allontanarsi che allora potevano divertirsi hanno

deciso di tornare all’albergo segnalando che sarebbero tornati in seguito. A

questo momento è intervenuto anche ACCU 2, il quale era rimasto leggermente in

disparte, dicendo alla signora CIVI 2 che si stava allontanando, che l’avrebbe

contattata telefonicamente per fissare un appuntamento.

In effetti circa 5 minuti più

tardi la signora ha risposto a una telefonata degli accusati (cfr. verbale di

interrogatorio CIVI 2 pag. 4).

4.

La signora CIVI 2 per

contro ha dato una versione diversa dei fatti e ha affermato:

“Da parte mia dichiaro che

mentre mi trovavo in cucina hanno suonato al campanello del cancello superiore

dell’entrata principale. Dallo schermo collegato con la video-sorveglianza,

avevo modo di notare che al cancello vi era un uomo, vestito di scuro, con

occhiali da sole neri. L’uomo suonava il campanello una seconda volta, in modo

insistente e quindi io ho chiamato la domestica __________, e invitandola a

raggiungere personalmente il cancello e per chiedere dall’uomo cosa volesse.

La donna poco dopo rientrava

in casa e mi informava che l’uomo le aveva detto testuali parole,

esprimendosi in tedesco:

- io voglio parlare con CIVI

1!

La signora __________

chiedeva all’uomo il motivo per il quale voleva parlare con mio marito e questo

uomo le rispondeva, sempre in tedesco:

- siamo una ditta olandese

che lavora con il signor CIVI 1 a un progetto di costruzione.

La signora __________

chiedeva quindi se l’uomo avesse un appuntamento e l’uomo rispondeva, sempre in

tedesco:

- Ho telefonato ieri ed ho

parlato con il sig. CIVI 1.

D1: E’ vero che questo

signore mercoledì ha preso contatto con suo marito.

R1: Non è vero.

Dopo aver assunto queste informazioni

dalla domestica, chiedevo a mio figlio CIVI 3 di uscire al cancello per vedere

se conosceva questa persona. Mio figlio è uscito ed ha chiesto a questo uomo [che]

cosa volesse. L’uomo ha ripetuto che voleva parlare con il sig. CIVI 1.

A questo punto sono uscita

anche io al cancello ed ho chiesto all’uomo, in olandese, chi fosse. Qui si

seguito riporto la traduzione delle frasi che ci siamo scambiati:

- Veniamo dalla ditta __________

e vogliamo i soldi.

○ Come

prego?

- E non aspettiamo a

lungo!

○ Allora buona

fortuna.

Dopo aver detto questa frase

mi sono allontanata ed ho potuto sentire l’uomo che ad alta voce diceva: -

torneremo questa sera e poi vedrete …

Quando poi li ho visti che

si allontanavano a piedi dal cancello della nostra abitazione, l’uomo ha ancora

gridato: - torneremo questa sera …

Preciso che durante il

nostro breve dialogo, si era presentato un secondo uomo al cancello, il quale

si è affiancato al primo uomo, mantenendo una postura minacciosa, ma non ha

proferito parola. L’uomo era vestito anche di nero, aveva occhiali da sole

neri, ed appeso al braccio sinistro aveva un indumento che nascondeva la mano.

Una volta lasciato gli

uomini al cancello, ho raggiunto immediatamente mio marito nel suo studio, al

piano inferiore della nostra villa, ed ho chiuso immediatamente tutte le porte

e le finestre. Ho invitato mio figlio a chiamare immediatamente la Polizia per informarli

sull’accaduto.

Preciso che mio marito stava

lavorando nel suo studio e non si è accorto di nulla. L’ho unicamente informato

una volta queste persone se ne erano andate.

Mentre eravamo all’interno

della nostra abitazione, ca. 5 minuti dopo i fatti, abbiamo ricevuto una

telefonata da un uomo. Questa persona, che si è espressa in olandese, mi

chiedeva se vedevo il suo numero di telefono sul display ed io rispondevo di

sì. Allora mi diceva di prendere nota dei questo numero e che lui voleva

parlare al più presto con mio marito, dicendomi: con il Sig. CIVI 1.

Dopo questa telefonata ho

chiamato il nostro fiduciario in Olanda, sig. __________, ed ho chiesto di

assumere informazioni sul proprietario di questo numero

telefonico. Lui ha effettuato la telefonata al numero da me indicato ed ha risposto

uno dei tre uomini che si era presentato a casa mia, dicendo di aver ricevuto

l’incarico da parte della ditta __________.”

(cfr. verbale di

interrogatorio CIVI 2, pag. 2, 3 e 4)

5.

Dopo il rientro in casa

il figlio ha chiamato la polizia, la quale è subito intervenuta e alla quale è

stato consegnato il dischetto del sistema di video sorveglianza (con 26

videocamere) allacciato alla centrale di allarme della __________ SA di cui è

dotata la villa. Questo dischetto dopo estrazione delle due fotografie agli

atti è scomparso e, nonostante le ricerche di questo giudice, non è più

rintracciabile.

La parte civile in seguito ha

contattato la __________ SA per chiedere che cosa si potesse ancora fare, oltre

all’impianto di allarme, per avere maggiore sicurezza. Gli è stato risposto che

sarebbero subito stati inviati due agenti Securitas con il compito di

sorvegliare la villa e chiamare la polizia al minimo segnale di pericolo. Alle

17.00

del 16 giugno 2006 sono entrati in servizio i primi due agenti che sono

poi regolarmente stati sostituiti da colleghi e questo sino alle 21.30 del 20

giugno 2006.

6.

Il giorno seguente,

attorno alle 9.30, i due accusati e il loro collega si sono recati alla villa

in automobile. Giunti in loco sono scesi ACCU 1 e il terzo uomo, mentre ACCU 2

è rimasto sul veicolo allontanandosi un poco.

ACCU 1 ha notato l’agente Securitas

che si era appostato nelle vicinanze di una casa confinante e gli ha chiesto se

c’era qualcuno in casa. L’agente gli ha comunicato di non sapere e, per non

destare sospetti, di essere lì per controllare un altro oggetto. L’accusato si

è allora diretto verso il cancello e ha suonato ripetutamente e a lungo senza

ottenere risposta. Lo stesso è avvenuto ad un secondo cancello.

Anche un tentativo di telefonata

non ha avuto esito positivo, perché la famiglia CIVI 1, che si trovava

all’interno dell’abitazione, non ha risposto avendo notato che il numero di

telefono era il medesimo del giorno precedente.

Gli accusati se ne sono quindi

andati con l’automobile.

Poco dopo è giunta al domicilio

della parte civile la signora __________, architetto della famiglia CIVI 1, che

è stata fatta entrare da uno dei due cancelli dal custode, che l’aveva

riconosciuta. In quel mentre il veicolo olandese ritornava a velocità sostenuta

e ACCU 1, che aveva notato un uomo e una donna é sceso dall’automobile e si è

rivolto all’uomo (verosimilmente al custode) chiedendogli se fosse il signor CIVI

1.

Non avendo ottenuto risposta è

ritornato sui suoi passi lasciando poi definitivamente i luoghi assieme ai

colleghi.

Poco più tardi i tre sono stati

fermati dalla polizia nei pressi dell’albergo __________.

7.

Anche per questo

episodio la versione della signora CIVI 2 è leggermente diversa:

“Questa mattina, verso le

ore 10.00, si è presentato nuovamente l’uomo che ieri sera mi ha minacciata. Ha

suonato insistentemente il campanello del cancello grande, poi quello del

cancello piccolo, poi, non contento ha provato a telefonare, ma sul display

usciva il numero di ieri e quindi noi non abbiamo risposto.

Visto che nessuno rispondeva

né al campanello né al telefono, l’uomo si metteva a gridare ad alta voce che ‘vogliamo

il signor CIVI 1.

In quel momento giungeva

presso la nostra abitazione il nostro architetto, signora __________, suonava

al campanello del cancello sotto ed il custode, vedendo la donna le apriva il

cancello. Proprio nel momento in cui al donna stava entrando nel nostro

giardino, anche l’uomo che poco prima stava suonando il campanello, ha tentato

di entrare nel nostro giardino, ma prontamente un agente della Securitas lo ha

bloccato.

(cfr. verbale di

interrogatorio CIVI 2, pag. 5)

La signora ha poi descritto nel

seguente modo l’effetto che ha avuto su di lei e sulla famiglia la presenza di

queste persone:

“D.10: Oggi avete ricevuto

ancora minacce?

R.10: No. Non

abbiamo risposto né al campanello né al telefono quindi non siamo stati

minacciati, ma ci siamo sentiti minacciati dalla presenza di questa persona.

D.11: Secondo

lei, per quale motivo queste persone si sono presentate presso il vostro

domicilio?

R.11: Per

impaurirmi.

D.12: Secondo

lei erano veramente intenzionati a commettere qualsiasi cosa pur di riaver il

proprio denaro?

R.12: Sì, ho

avuto questa impressione.

D.13: L’hanno

minacciata direttamente?

R.13: Sì con la

frase ‘se no vedrete’ mi ha fatto intendere che sarebbe stato disposto a tutto

pur di arrivare al suo scopo.

D.14: Con le

minacce che sono state espresse, lei come si é sentita?

R.14: Mi

sono sentita terrorizzata.”

(cfr.

verbale di interrogatorio CIVI 2, pag. 6)

8.

Per i fatti citati il

Procuratore pubblico ha ritenuto gli accusati autori colpevoli di minaccia. Ha

rimproverato loro di avere incusso spavento alla famiglia CIVI 1 con

l’espressione “cerchiamo CIVI 1 e vogliamo incassare il debito e non

vogliamo più aspettare, lei vedrà [che] cosa succede se non viene pagato

il debito”.

9.

Il patrocinatore di

parte civile ha chiesto la conferma del decreto di accusa. Ha evidenziato come

sia strano che l’asserto mandato di mediazione sia stato conferito a una

piccola società appena creata che guadagna solo se ottiene un risultato e non a

una grossa ditta di incasso o meglio ancora agli avvocati attivi nel processo,

che già conoscono i dettagli della fattispecie.

La __________ è una ditta con

metodi non chiari: si fa avanti con una presenza fisica importante, senza

neppure un appuntamento, tentando di entrare in casa.

Peraltro non risulta che il

signor CIVI 1 abbia chiesto una mediazione.

Oltre alla presenza fisica che

incuteva timore vi è pure stata la minaccia verbale, che trova conferma nella

deposizione del figlio. Si tratta di una frase volutamente ambigua e quindi

pericolosa, una frase che notifica un male futuro indefinito. E’ una minaccia

grave perché fatta di sottintesi.

In sostanza gli accusati hanno

utilizzato metodi non tollerabili in Svizzera che devono essere adeguatamente

repressi.

10.

La difesa sostiene che

dal comportamento della moglie e del figlio si possa desumere che la famiglia CIVI

1.

era già pronta a non accogliere i visitatori.

Nega poi categoricamente che ci

sia stata minaccia, evidenziando come non ci sia alcuna prova che la frase

riportata nel decreto di accusa sia stata pronunciata dal momento che i

dischetti della video sorveglianza sono scomparsi. Nel dubbio occorre

concludere che le espressioni minacciose non sono state espresse.

Ne segue che se la parte civile

si è sentita minacciata ciò è il frutto di autosuggestione. D’altronde dal

fatto che la villa è dotata di un sistema di sorveglianza imponente collegato

con una centrale di allarme si può dedurre che la famiglia CIVI 1 ha una fobia

di persecuzione. Non vi è quindi nesso di causalità tra l’agire degli accusati

e il timore palesato dalla parte civile.

Inoltre l’asserita frase non

riporta che cosa sarebbe successo, va quindi interpretata a favore degli

imputati.

Rileva che l’audizione

testimoniale ha permesso di provare che ACCU 1 non ha tentato di entrare nella

proprietà CIVI 1.

In sostanza a mente della

difesa non vi sarebbe l’espressione di una grave minaccia, non sarebbe stato

ingenerato timore nei destinatari (ritenuto che una persona normalmente

resistente avrebbe a sua volta dovuto restare intimorita), non sarebbe dato un

nesso di causalità e gli accusati non avrebbero agito con intenzione.

Chiede in definitiva il

proscioglimento degli imputati.

11.

Per l’art. 180 cpv. 1 CP

chiunque, usando grave minaccia, incute spavento o timore a una persona, è

punito, a querela di parte, con la detenzione o con la multa.

Si tratta di un delitto

materiale (o d’evento) che è consumato solo quando la grave minaccia causa nel

destinatario spavento o timore.

La minaccia, come detto, deve

essere grave, ossia oggettivamente di natura tale da incutere paura nella

vittima. Ciò significa che la stessa non deve essere valutata in funzione della

sensibilità del destinatario, ma secondo criteri generali (Corboz, Les infractions en droit suisse,

vol. 1, N. 6 all’art. 180 CP).

Per determinare se l’autore ha

proferito una minaccia grave, non ci si deve fondare esclusivamente sui termini

utilizzati, ma si deve anche tenere conto dell’insieme delle circostanze,

perché una minaccia può risultare anche da un gesto o da una allusione (cfr.

DTF 99 IV 215). In altre parole occorre analizzare il comportamento dell’autore

nel suo insieme per stabilire che cosa il destinatario poteva comprendere.

12.

In concreto la vicenda si

presenta alquanto singolare. Innanzitutto appare strano che per la mediazione

si sia incaricata una ditta di incasso, per di più - vista l’importanza

dell’importo in gioco - di recente costituzione, piuttosto che tentare di

raggiungere un accordo bonale in sede giudiziaria o extragiudiziaria con

l’ausilio degli avvocati già impegnati nel processo e perfettamente cogniti

della fattispecie.

Risulta poi inusuale, perlomeno

per le nostre consuetudini, il modus operandi dei mediatori, i quali si sono

presentati direttamente al domicilio di una parte senza avere in precedenza

scritto una lettera o concordato un vero e proprio appuntamento. Se l’avessero

fatto avrebbero avuto un altro tipo di reazione di fronte al rifiuto di

incontrarsi. Dagli atti si evince infatti che, salvo le asserite frasi

minacciose di cui si dirà in seguito, il tono della conversazione è rimasto

normale e non vi è stata nessuna particolare rimostranza per il fatto che non

si voleva dar seguito a un appuntamento.

E’ altresì anomalo che i

mediatori non fossero al corrente dei dettagli della contesa (così ha detto ACCU

1, anche se in sede di interrogatorio ACCU 2 aveva dichiarato di avere avuto un

colloquio di mezza giornata con il direttore della __________ signor __________,

senza però ricordare nulla al riguardo al dibattimento). Oltre a non sapere

delle contropretese di CIVI 1 non sapevano neppure che la moglie dirige con il

marito la ditta e che è lei stessa che si occupa del processo in Germania (cfr.

verbale di interrogatorio CIVI 1, pag. 4 e verbale di interrogatorio CIVI 3,

pag. 1). A ben vedere la persona con la quale dovevano parlare si trovava

quindi già davanti a loro quando si sono presentati al cancello.

Può anche apparire strano che

uno dei due uomini si sia inizialmente tenuto in disparte.

In sostanza, tutto questo

potrebbe anche far sorgere qualche dubbio sulle reali intenzioni del terzetto.

13.

La prova definitiva che

erano male intenzionati potrebbe risultare dalle frasi minacciose proferite e

dal tentativo di entrare in casa anche contro la volontà degli abitanti.

Tuttavia al riguardo le

dichiarazioni dei membri della famiglia CIVI 3 risultano parecchio

contraddittorie. La moglie ha dichiarato che il marito non si è accorto di

nulla per quanto concerne i fatti del 16 giugno e di averlo informato solo dopo

che i due visitatori se ne erano andati (cfr. verbale pag. 4), il marito per

contro ha asserito di aver udito il campanello, di aver visto chi era e di aver

detto alle moglie di comunicare ai due uomini che non era in casa (cfr. verbale

pag. 1).

Il marito alla domanda se il 17

giugno i due uomini che si erano presentati erano entrati nella loro proprietà

ha risposto che avevano solo raggiunto il cancello esterno ed erano poi stati

bloccati dagli agenti Securitas (cfr. verbale pag. 4), la moglie invece

sostiene che solo l’uomo che aveva suonato il campanello ha tentato di entrare

ed è stato fermato da un solo agente (cfr. verbale pag. 5).

Il figlio in merito

all’episodio del tentativo di penetrare nella proprietà ha riferito:

“Verso le 10.00 arrivava a

casa nostra un’amica di famiglia che suonava per entrare. Conoscendola abbiamo

aperto il cancello della casa. Appena la donna entrava in giardino, l’uomo

vestito di nero si buttava sul cancello per tentare di entrare. Veniva però

bloccato dagli agenti della Securitas che riuscivano a chiudere il cancello

senza che l’uomo entrasse sulla nostra proprietà.

Appena il cancello si è

chiuso, l’uomo in olandese urlava ‘Signor CIVI 1 e non diceva altro. Gli agenti

Securitas si avvicinavano dicendo loro di smettere e di andarsene. Questi due

uomini si allontanavano quindi in direzione di __________ e poco dopo giungeva

la Polizia che riusciva a fermare la vettura con tre persone a bordo

compresi i due che si erano presentati a casa nostra.”

(cfr. verbale di

interrogatorio CIVI 3., pag. 4)

14.

Questa descrizione del

fatto, come pure quella del padre e della madre, è tuttavia clamorosamente e

totalmente sconfessata dalla dichiarazione dell’unico testimone neutro (dal

momento che l’autorità inquirente non ha ritenuto di dover interrogare la

domestica e il custode), ossia l’agente Securitas, il quale ha dichiarato di

non essersi mai spostato dalla sua posizione di controllo in prossimità di una

casa confinante, confermando ripetutamente che né lui né il suo collega sono

intervenuti per bloccare qualcuno che tentava di entrare nella proprietà CIVI 1

(cfr. verbale del dibattimento). Lo stesso agente ha affermato di non avere

notato un atteggiamento minaccioso da parte degli accusati.

Di fronte a una discrepanza

così netta in merito ad una circostanza centrale sorgono seri dubbi sulla

credibilità di tutte le, peraltro contraddittorie, affermazioni dei membri

della famiglia CIVI 1. In particolare non si può fare pieno affidamento neppure

sulle dichiarazioni del figlio, non essendo chiaro a questo punto se

corrispondono a quanto da lui vissuto o a quanto sentito, perlomeno in parte,

dai genitori.

Sembrerebbe, vista la

testimonianza dell’agente Securitas, che la parte civile abbia voluto, per

motivi che non si sono potuti appurare (anche perché i signori CIVI 2 non hanno

ritenuto opportuno presenziare al dibattimento), mostrare i fatti con una

connotazione più negativa di quella reale e far apparire i visitatori olandesi

sotto una luce non corretta. Non si è fra l’altro potuto comprendere se il

timore che la famiglia CIVI 1 sostiene di aver avuto sia da ricondurre al

comportamento degli accusati o a paure dovute a informazioni ricevute

dall’Olanda (a seguito della telefonata al contabile il 16 giugno 2005) e/o a

circostanze non note a questo giudice, ma alla parte civile, sempre legate a

conoscenze nei Paesi Bassi (cfr. dichiarazioni di CIVI 1 a proposito di certo __________,

verbale di interrogatorio pag. 3 e 4). Fatti che possono aver indotto il signor

CIVI 1 a desumere che i due uomini presentatisi a casa sua fossero venuti con

cattive intenzioni, tanto da dover approntare misure di sicurezza che forse non

erano neppure giustificate.

15.

In conclusione non è

stato possibile accertare quanto successo con sufficiente chiarezza.

Di fronte all’incertezza e ai

ragionevoli dubbi che sorgono gli accusati non possono che essere prosciolti.

visti gli art. 180 cpv. 1 CP; 9 e segg.,

273.

e segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti;

proscioglie ACCU 1

dall’imputazione di minaccia

per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4197/2005 del 14 novembre 2005.

proscioglie ACCU 2

dall’imputazione di minaccia

per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4194/2005 del 14 novembre

2005.

carica le spese allo Stato.

le parti sono state avvertite del diritto

di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di

cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto

di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276

cpv. 2 CPP).

La motivazione del ricorso per

cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20

giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione

dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

Ministero

pubblico della Confederazione, Berna,

e, alla crescita in giudicato della sentenza,

intimazione a: Comando della Polizia Cantonale,

Lugano,

Ufficio del Giudice

dell'istruzione e dell'arresto, Lugano,

Sezione dei permessi e

dell’immigrazione, Bellinzona.

Il presidente: La

segretaria:

Distinta spese a carico dello Stato:

fr. 400.00 tassa di giustizia

fr. 300.00 spese giudiziarie

fr. 90.00 teste

fr. 790.00 totale

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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