10.2006.412
lesioni semplici e danneggiamento
27 marzo 2007Italiano31 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
10.2006.412
Data decisione, Autorità:
27.03.2007, PRPEN
Titolo:
lesioni semplici e danneggiamento
DANNEGGIAMENTO
LESIONE SEMPLICE
art. 123 cf. 1 e 2 CPS
art. 144 cpv. 1 e 3 CPS
1. CIVI 1
2. CIVI 2
3. LESA 1
rappr. da: RA
1
4. CIVI 3
5. CIVI 4
6. CIVI 5
7. CIVI 6
8. LESA 2
9. LESA 3
10. LESA 4
11. LESA 5
12. CIVI 7
Incarto
n.
10.2006.412
DA
3080/2006
Bellinzona
27
marzo 2007
Sentenza
con motivazione
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con Petra
Vanoni in qualità di segretaria per giudicare
ACCU 1, ,
(difeso da: Avv. DI 1,)
detenuto dal 05 al 06
ottobre 2002
prevenuto colpevole di 1. lesioni semplici,
per avere, il 9 settembre 2001,
verso le ore 02.40, a __________, all’interno del __________, agendo in
correità e per il tramite di __________ e __________ (contro i quali si è
proceduto separatamente), intenzionalmente cagionato un danno al corpo o alla
salute di più persone facendo uso di un lacrimogeno e meglio per avere, dopo
aver incaricato __________ di “creare casino” in questo esercizio
pubblico, in cambio di fr. 3'000.-, __________, procurato un lacrimogeno che
aveva importato dalla Bosnia, nel corso dell’estate 2001, consegnandolo a __________,
il quale, in cambio di fr. 1'500.-, lo innescò all’interno del __________,
lasciandolo cadere sul pavimento al piano terreno vicino al bar, provocando con
il denso fumo ed il gas irritante esalato, ai numerosi avventori presenti nel
locale, delle intossicazioni da fumo alle vie respiratorie, nonché delle ferite
mentre abbandonavano di corsa il locale, e meglio a __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________ e __________, alcuni
dei quali dovettero essere ricoverati presso l’Ospedale Regionale di __________,
come risulta dai certificati medici agli atti;
2. danneggiamento,
per avere, il 9 settembre 2001,
verso le ore 02.40, a __________, agendo in correità e per il tramite di __________
e __________, nelle circostanze descritte in precedenza, intenzionalmente
deteriorato, distrutto o reso inservibile una cosa altrui, e meglio
l’arredamento e l’infrastruttura interna del __________, cagionando al gerente
del locale ed al proprietario dell’immobile, un danno considerevole
(quantificato dalle parti lese in circa fr. 44'780.-);
fatti avvenuti nelle riferite
circostanze di tempo e di luogo;
reati previsti dagli art. 123
cifra 1 e 2 CP, 144 cpv. 1 e 3 CP;
perseguito con decreto d’accusa del 30 agosto
2006 n. 3080/2006 del Procuratore pubblico AINQ 1, , che propone la
condanna:
1. Alla pena di 90 (novanta)
giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3
(tre) anni, da dedurre il carcere preventivo sofferto.
2. Per ogni pretesa le parti
civili __________, __________, __________, __________, __________ e __________
sono rinviate al competente foro civile.
3. Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 300.--.
4. Non revoca il beneficio
della sospensione condizionale concesso alla pena di 5 (cinque) giorni di
detenzione decretata nei suoi confronti dalla Pretura di __________ il
14.03.2000, ma l’ammonisce formalmente mantenendo la cancellazione nel
frattempo intervenuta (art. 41 cifra 3 cpv. 2 CPS).
vista l’opposizione al decreto
d’accusa interposta tempestivamente in data 1°settembre 2006;
indetto il dibattimento 27 marzo 2007, al
quale sono comparsi l’accusato personalmente assistito dal suo difensore e il
Procuratore pubblico;
accertate le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato, sentiti
un testimone e due co-indiziati;
sentito il Procuratore, il quale chiede
la conferma dei capi d’imputazione e propone la condanna a 90 aliquote
giornaliere di fr. 100.-, sospese condizionalmente per un periodo di prova di
tre anni e alla multa di fr. 2'000.-, confermando per il resto la non revoca
della sospensione condizionale della precedente pena detentiva;
sentito il difensore, il quale chiede il
proscioglimento in ossequio al principio in dubio pro reo; contesta
l’attendibilità della chiamata in correità di __________, sottolineando che
ancora oggi in sede dibattimentale ha modificato la propria versione; evidenzia
inoltre che vi sono troppi dubbi sul reale svolgimento dei fatti e che numerosi
riscontri oggettivi agli atti sostengono la tesi di un complotto nei confronti
dell’imputato; rileva dal punto di vista soggettivo che l’accusato non aveva
l’intenzione né accettava l’eventualità che fossero compiuti danneggiamenti o
lesioni semplici;
sentito da ultimo l'accusato;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. Se ACCU 1 è autore colpevole
di:
1.1. lesioni semplici
1.2. danneggiamento
per i fatti descritti nel
decreto di accusa a suo carico.
2. Sulla pena e sulle spese.
3. Se deve essere revocato il
beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena di 5 (cinque)
giorni di detenzione decretata nei suoi confronti dalla Pretura di __________ il
14.03.2000.
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
1. ACCU 1 è accusato di
essere il mandante di un reato compiuto all’interno della Discoteca __________
di __________.
Al punto 5 della sentenza
emessa il 13 aprile 2006 nei confronti dei correi __________ e __________,
condannati anche per altri reati, si legge:
“L’atto
di accusa imputa ai due prevenuti anche i reati di lesioni semplici (…) e di
danneggiamento (…) conseguenti all’innesco di un lacrimogeno all’interno del __________
__________ di __________, avvenuto il 9 settembre 2001.
Interrogato
al riguardo, __________ ha ammesso rapidamente (già nel corso del secondo
verbale, reso il 14 settembre 2002; …) le proprie responsabilità. Egli ha
dichiarato di aver incontrato, nel corso del mese di agosto 2001, ACCU 1,
gerente della discoteca __________ di __________, il quale gli avrebbe
proposto, dietro compenso, di creare ‘casino’ all’interno del __________ __________,
in modo da far chiudere questo locale o comunque di ridurne la clientela, cosa
che __________ si è dichiarato pronto a fare.
Per
comprendere il movente dell’operazione va detto che i due esercizi pubblici
erano rivolti allo stesso genere di clientela, prevalentemente persone di etnia
slava, ragione per cui, nonostante ubicati in località differenti e relativamente
distanti tra loro, i due locali erano in diretta concorrenza. Oltretutto l’__________
avrebbe all’epoca sofferto un calo dei suoi avventori a causa del trasferimento
del suo Disc Jockey proprio al __________.
__________
nell’occasione [avrebbe] detto al ACCU 1 di essere in possesso di un
lacrimogeno –ricevuto in Bosnia alcuni anni prima da un conoscente e da lui
importato in Svizzera e conservato al domicilio (…)- che avrebbe potuto servire
allo scopo. Lo stesso __________ si sarebbe incaricato di trovare qualcuno
disposto ad innescarlo all’interno del locale. Nei primi interrogatori __________
ha indicato questa persona in tale ‘__________’, poi identificato in __________.
Messo a confronto con le risultanze dell’inchiesta, che sembravano escludere il
coinvolgimento di __________, __________ ha modificato la propria versione
chiamando in causa __________ e affermando di aver incolpato ‘__________’ in
quanto riteneva
–erroneamente– che lo stesso avesse abbandonato la Svizzera, e che perciò non
sarebbe stato raggiunto dall’eventuale procedimento a suo carico conseguente
alla chiamata in correità. Questo al fine di coprire l’amico __________, che
invece risiedeva stabilmente in Svizzera e che già aveva avuto problemi con la
giustizia (…).
Oltre
alla chiamata di correo dello __________, invero non totalmente limpida,
__________, che nega ogni addebito, è collegato ai fatti avvenuti all’interno
dello __________ anche dalla deposizione della testimone oculare __________, il
cui primo verbale sul tema merita di essere qui parzialmente trascritto, dopo
essere stato contestato in aula all’accusato (…):
‘Sono
a conoscenza di quanto avvenuto il 09.09.2002 [recte: 2001] all’interno
della discoteca Zoo. In quel periodo lavoravo al bar __________ a __________ come
cameriera. Quella sera, alla chiusura del bar dopo le ore 0100, sono andata
alla discoteca __________ con una mia amica che si trovava in Svizzera per
vacanza il cui nome è __________. Con la mia autovettura VW Golf targata TI __________
abbiamo raggiunto Piazza __________ dove abbiamo parcheggiato l’auto
all’interno dell’autosilo. Entrate in discoteca ci siamo piazzate in fondo al
bancone del bar al piano terra dove erano già presenti alcuni nostri amici e
segnatamente __________, __________ che attualmente fa il pizzaiolo al
Ristorante __________ di __________, __________ che abita a __________. In un
secondo tempo siamo stati raggiunti dalla cameriera del Bar __________ di __________
che si chiama __________. Ad un certo punto __________ ha ricevuto una
telefonata sul suo cellulare. Continuando la discussione telefonica usciva
dalla discoteca facendo rientro pochi istanti dopo. Trascorsi circa 10/15
minuti dal suo rientro in discoteca dopo la sopraccitata telefonata, mi
domandava se potevo prestargli la mia autovettura perché doveva andare a casa
sua a prendere un suo amico. Sapevo che presso il suo domicilio ospitava un suo
conoscente che avevo avuto modo di vedere sia al bar __________ che in città.
Non conosco il suo nome e di lui posso solo dire che era bosniaco. Gli
consegnavo le chiavi della mia auto e il biglietto dell’autosilo. Dopo circa
20/30 minuti rivedevo __________ all’interno della discoteca posizionato in
fondo al bancone del bar al piano terra. Mi sono avvicinata a lui per riavere
le chiavi. Me le consegnava unitamente al biglietto dell’autosilo. Il suo
comportamento, dopo la telefonata di cui sopra e dopo il suo ritorno in
discoteca, era diventato più serio, preoccupato e più nervoso. Gli chiedevo
dove fosse il suo amico e lui mi rispondeva che non aveva voluto venire perché
nel frattempo si sarebbe incontrato con la sua ragazza che non sapevo minimante
chi fosse. Gli dicevo che lo avevo visto cambiato e quindi gli chiedevo se
stava bene e se gli fosse accaduto qualcosa. Lui mi rispondeva che non c’era
niente. Ad un certo punto ho iniziato a ballare davanti a lui cercando di farlo
partecipare al ballo invitandolo in pista. In quel mio comportamento gli posavo
le mie mani sui fianchi sotto la giacca ed in quel momento toccavo, all’altezza
della cintura, qualcosa di duro. Non ho toccato questo oggetto direttamente
perché si trovava sotto la camicia o maglietta che indossava __________. Mi
sono subito resa conto che non era un telefonino e gli chiedevo se fosse una
pistola.
Lui
mi rispondeva di no e che non mi riguardava. Io ho continuato a domandargli
cosa fosse perché avevo paura che potesse capitare qualcosa. Lui continuava a
dirmi che non mi riguardava. Gli domandavo se fosse sua intenzione litigare con
qualcuno e lui mi rispondeva che a me non doveva interessare. __________ era
nervoso. Io gli dicevo chiaramente che avevo paura di lui perché ritenevo
avesse una pistola. Dopo diversi tentativi smettevo di porgli domande e mi
sedevo al banco.
(…)
Il
comportamento di __________ e le parole che aveva detto mi avevano turbato e
per questo motivo sono rimasta seduta al bancone a fumarmi una sigaretta.
Ricordo che potevano essere circa le ore 0200/0215.
Poco
dopo vedevo __________ in piedi fra il bancone e la rampa di scale che conduce
al piano superiore, nei pressi dell’apparecchio automatico delle sigarette. Io
e __________ eravamo vicini e lui era girato verso di me. Le sue mani erano
dietro la schiena e le braccia tenevano leggermente sollevata la sua giacca. Io
non vedevo cosa stesse facendo con le mani ma pochi attimi dopo ho udito un
‘clic’. Non ho ben capito cosa potesse essere questo rumore comunque era la
prima volta che lo sentivo. Dopo aver dato uno sguardo in giro ho visto __________
che tenendo sempre le mani dietro la schiena e appoggiato alla rampa della
scala, si accovacciava. Subito dopo si rialzava ed ho notato che non aveva più
le mani e le braccia dietro la schiena. __________ prendeva nuovamente
posizione al mio fianco nei pressi del bancone di mescita. In quel mentre guardavo
il punto dove __________ si era chinato e vedevo che vi era un oggetto che
‘zigzagando’ veniva verso di me. Con il piede toccavo questo oggetto cercando
di allontanarlo da me. Nel contempo lo mostravo all’amica __________
chiedendole cosa fosse. Lei mi rispondeva che forse era una di quelle scatole
contenenti giochini vari che si usa far scoppiare durante compleanni o feste.
Pensando che esplodesse __________ si era tappata le orecchie. Prendevo con
decisione il braccio di __________ e girandolo verso di me gli chiedevo cosa
fosse quell’oggetto. Lui mi rispondeva che non lo sapeva ma nel contempo,
guardando bene l’oggetto, afferrava il mio braccio e quello di __________,
urlandoci di uscire subito all’esterno. Prima di essere spinta fuori quando
ancora mi trovavo al bancone, ho visto che l’oggetto si stava muovendo più
velocemente. Mentre mi dirigevo verso l’uscita spinta da __________ ho iniziato
a lacrimare fortissimo e mi mancavano le forze per camminare. Spinta dalle
altre persone che nel frattempo cercavano di uscire, mi sono ritrovata per
terra all’esterno della discoteca. Una volta all’esterno della discoteca mi
sono girata per cercare sia __________ che __________.
(…)
Guardavo
pure se riuscivo a vedere __________. Dopo un po’ l’ho visto arrivare
dall’autosilo. Mi sono avvicinata a lui e mi sono messa a gridare dicendogli
che era uno stronzo, un bastardo ritenendolo responsabile di quanto era
accaduto. Lui mi rispondeva che non era stato lui e malgrado ciò apertamente
gli dissi che i miei sospetti erano verso di lui. __________ continuava a dirmi
di stare zitta. Per avvalorare i miei sospetti ponevo le mie mani sui suoi
fianchi per verificare se vi fosse ancora l’oggetto toccato all’interno della
discoteca. L’oggetto era sparito e questo mi faceva ulteriormente arrabbiare
avvalorando ancor di più i miei sospetti su di lui. Io l’ho incolpato di aver
buttato lui quella cosa all’interno della discoteca perché sicuramente era
l’oggetto che avevo toccato e che lui teneva sotto la giacca subito prima dei
fatti. __________ continuava a dirmi di stare zitta e alla mia insistenza a
sapere dove era andato a finire quello che aveva sotto la giacca, mi rispondeva
che non era niente. A quel punto mi sono allontanata interessandomi di trovare
le persone che conoscevo per vedere come stavano.’
Sulla base della predetta
testimonianza, la Corte delle assise criminali ha consolidato definitivamente
il proprio convincimento della colpevolezza di __________, basato sulla
chiamata in correità di __________.
2. Dalle dichiarazioni
rilasciate da __________ durante l’odierno dibattimento, come pure dalle altre
risultanze del fascicolo processuale, emerge invero che vi sono alcuni aspetti
poco chiari sullo svolgimento dei fatti all’interno della discoteca.
In particolare __________,
ripercorrendo le gesta di __________ __________, ha affermato di essere stata
lei a mostrargli l’oggetto che stava “zigzagando” sul pavimento e di aver
notato che egli aveva reagito in modo sorpreso. Dopo aver guardato bene
l’oggetto, la afferrava per un braccio e la esortava a uscire dal locale,
unitamente all’amica __________, affermando con toni concitati che era
pericoloso.
Il comportamento assunto da __________
dopo il presunto movimento sospetto, segnatamente il fatto che sia rimasto al
bar accanto a __________ e soprattutto la sorpresa mostrata alla vista
dell’oggetto, appaiono tuttavia perlomeno strani. Se egli avesse realmente
innescato il fumogeno, v’è da credere che non si sarebbe trattenuto proprio nel
punto in cui lo aveva lasciato cadere, ma si sarebbe avvicinato quanto prima
all’uscita, spostandosi verso l’estremità del bancone più prossima alla soglia.
Inoltre, considerato che all’epoca dei fatti era legato sentimentalmente a __________,
non avrebbe esposto inutilmente quest’ultima a un’intossicazione dovuta al fumo
sprigionato dal lacrimogeno. Anche dal punto di vista della tempistica,
l’esposto di __________ non è del tutto attendibile, in quanto il lasso di
tempo intercorso tra il rumore da lei percepito (“clic”) e il momento in cui ha
lasciato la sala, appare incompatibile con il tempo di azione di simili oggetti
bellici. I dubbi espressi sul possibile coinvolgimento dell’amico, confortati
dall’atteggiamento nervoso assunto dopo che si era assentato brevemente dal locale
e dalla presenza di uno strano oggetto sotto la cintura dei pantaloni di cui
non c’era più traccia dopo i fatti, inducono a credere che egli fosse
effettivamente coinvolto nella vicenda. Tuttavia, non vi è una chiarezza
assoluta su come si sono realmente svolti i fatti all’interno della discoteca,
né sul ruolo giocato da __________, il cui nervosismo era magari dovuto al motivo
che era andato a prendere l’ordigno per consegnarlo a __________, detto __________,
pure presente quella sera allo __________ (cfr. verbale di interrogatorio __________
25 ottobre 2002, pag. 1) e inizialmente chiamato in correità da __________.
L’unica certezza è che
nell’ambiente, costituito prevalentemente da cittadini di origine slava, legato
alle discoteche __________ e __________ e al Bar __________ di __________
(gestito da __________), caratterizzati da musica etnica, era noto che si
sarebbe verificato un evento non meglio precisato ai danni della discoteca __________.
Sintomatica in proposito è l’affermazione di __________, il quale ha asserito
che “nel nostro ambiente sono subito circolate insistenti voci annuncianti
che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa alla discoteca __________” (cfr.
verbale d’interrogatorio 18 settembre 2002, pag. 2).
Nondimeno, come detto, le
dichiarazioni agli atti, costituite principalmente da testimonianze indirette,
non permettono di ricostruire con precisione la cronologia degli eventi, né
tanto meno di definire chiaramente i ruoli delle persone implicate: le diverse
versioni fornite si sovrappongono, si distanziano e si contraddicono. Basti
pensare, ad esempio, che __________ - il solo personaggio ad aver fornito una
testimonianza diretta, decisiva ai fini del castello accusatorio eretto contro
l’imputato - ha in un primo tempo chiamato in correità quale esecutore
materiale __________ (__________), scagionandolo in seguito con giustificazioni
alquanto dubbie (da un lato poiché convinto che questi avesse lasciato la
Svizzera, dall’altro spinto da motivi onorevoli nei confronti di __________ che
aveva già avuto problemi con la giustizia). In un secondo tempo ha
definitivamente accusato __________. Dulcis in fundo, in sede di
dibattimento, ha nuovamente affermato che __________, al quale aveva dato
l’oggetto bellico ricevuto in Bosnia due anni prima da un conoscente
(rivelatosi essere __________), doveva consegnare lo stesso a __________
affinché lo innescasse. Non ha comunque saputo indicare chi dei due sia passato
all’atto. Ciò che potrebbe invero riaprire le possibilità che non sia stato __________,
nonostante i dubbi espressi dall’allora amica __________.
Certo è che, come detto,
all’interno della discoteca, oltre a __________ e a __________, vi era pure __________
(__________), la cui presenza sul luogo dei fatti è emersa solo successivamente,
nell’ambito di un’inchiesta legata al mondo degli stupefacenti (cfr. verbale di
interrogatorio 25 ottobre 2002, pag. 1, in cui ha ammesso di essersi trovato
all’interno della discoteca quando avvenne il fatto e di essere uscito di tutta
fretta dal locale, tant’è vero che nessuno l’ha più visto all’esterno). La sua
collocazione sul luogo del reato assume una particolare importanza alla luce
delle predette affermazioni di __________, seppur non totalmente lineari,
motivo per cui non è possibile escludere che sia stato lui a innescare il
lacrimogeno.
Non può poi essere disatteso
che nel noto ritrovo vi era anche __________ (detto __________) - compagno di
sventura di __________ - il quale per sua stessa ammissione, avrebbe proposto a
__________ di registrare una conversazione con l’accusato nella quale emergesse
il suo coinvolgimento, al fine di estorcergli una somma di denaro vantata nei
suoi confronti (cfr. verbale di interrogatorio 20 settembre 2002 __________,
pag. 3).
Quanto a __________, questi ha
negato, seppur per la prima volta in sede di dibattimento, di essersi recato
alla discoteca __________ la sera del 9 settembre 2001, ancorché in precedenza
avesse ammesso di esservi giunto in compagnia dell’amico __________ a fatti
avvenuti. Quest’ultimo sembrerebbe scagionarlo dalla presenza al momento
dell’episodio incriminato. Tuttavia la testimonianza dell’amico appare ad ogni
effetto come una testimonianza di compiacenza, quindi inattendibile, ritenuto
che riferisce circostanze che risultano incompatibili con le altre emergenze
processuali.
In particolare, laddove
dichiara di aver trascorso la serata alla discoteca __________ a __________, in
compagnia dell’accusato, il quale era appena stato dimesso dall’Ospedale civico
di Lugano a seguito di un grave infortunio occorsogli alcuni giorni prima alla
schiena, perciò appare inverosimile che abbia trascorso tutta la serata alla
discoteca come preteso dal teste (cfr. dichiarazione 1° luglio 2003 Dr. med. __________;
AI 42). Egli afferma di aver fatto tappa alla discoteca __________ alle ore
3.15 e in seguito di essersi recato al __________, unitamente all’amico __________,
dove sono stati raggiunti da __________ e __________, circostanza smentita da quest’ultima
e che appare comunque improbabile, tenuto conto degli effetti provocati sulla
stessa dal lacrimogeno. Così stando le cose non è neppure possibile escludere
la presenza di __________ al momento dei fatti perlomeno nelle adiacenze, il
quale potrebbe aver consegnato il lacrimogeno a __________ affinché lo portasse
all’interno della discoteca e lo azionasse oppure lo consegnasse a __________ o
ad altri, così come potrebbe essere stato alla guida della vettura uscita a
velocità sostenuta dall’autosilo di __________ in direzione di __________ - circostanza
riferita dal teste __________ (cfr. verbale di interrogatorio 9 settembre 2001,
pag. 4) - accompagnando magari l’autore del disinnesco che aveva abbandonato in
fretta la scena del reato e che a quell’epoca, se si trattava di __________, soggiornava
illegalmente presso le baracche della ditta __________ a __________ (cfr.
rapporto di arresto 25 ottobre 2002, pag. 1; cfr. inoltre verbale di
interrogatorio __________ 18 settembre 2002, pag. 4; verbale __________ 14
settembre 2002, pag. 2).
3. In questo contesto di dubbi
e incertezze si inserisce la chiamata in correità di __________, come pure le
varie chiamate in causa degli altri personaggi testé citati, che, seppure
indirettamente e solo per sentito dire, hanno indicato nell’accusato il
mandante dell’episodio incriminato.
Considerato che questi nega sin
dall’inizio ogni coinvolgimento nella vicenda, è incontroverso che ci troviamo
confrontati con un processo di tipo indiziario.
Fra i
principi che lo reggono vi è il precetto “in dubio pro reo” che ha la
seguente duplice portata: come norma sulla valutazione delle prove esso fa sì
che il giudice non possa dichiararsi convinto di una fattispecie più
sfavorevole all'imputato quando un apprezzamento oggettivo delle risultanze
istruttorie nel loro complesso lasci sussistere dubbi insopprimibili sulla
colpevolezza; come norma sull'onere della prova, per converso, esso fa carico
allo Stato di dimostrare la colpevolezza dell'accusato, nel senso che non tocca
a quest'ultimo comprovare la propria innocenza (DTF 120 Ia 36 consid. 2c con
richiami di dottrina).
Occorre pertanto analizzare se
le uniche affermazioni lineari e costanti che emergono dal fascicolo
processuale a carico dell’accusato, ossia la sua identificazione quale mandante
del reato e l’importo di fr. 3'000.- versato quale mercede, siano sufficienti a
giustificare il castello accusatorio.
4. Il procuratore pubblico,
pur dando atto in sede di dibattimento dei continui cambiamenti di versione, ha
ritenuto decisiva la chiamata in correità di __________, il quale ha dichiarato
sin dal secondo verbale di interrogatorio che l’imputato gli aveva chiesto di “fare
casino” all’interno del discoteca, dietro compenso di fr. 3'000.- (cfr.
verbale 14 settembre 2002, pag. 2).
A suo giudizio, le
affermazioni di __________ sono di per sé attendibili, considerato che aveva
già abbastanza problemi e che avrebbe pertanto potuto ritrattare, evitando di
farsi carico di un’ulteriore imputazione. Di diverso avviso la difesa, che ha
contestato l’attendibilità delle dichiarazioni del correo siccome
contraddittorie, scostanti, non disinteressate e comunque non suffragate da
altri riscontri oggettivi.
Nella fattispecie, va premesso
che __________, pur negando inizialmente ogni implicazione, era gravemente
coinvolto nella vicenda tant’è vero che, come da lui stesso ammesso, “le
voci che giravano fra i miei connazionali mi davano la colpa di quanto avvenuto
all’interno della discoteca e segnatamente dicevano che ero stato io a lanciare
il lacrimogeno per ragioni di concorrenza”, voci che circolavano
addirittura nel suo Paese di origine (cfr. verbale di interrogatorio 12
settembre 2002, pag. 2 e 3). In questo senso, le sue ammissioni non risultano
essere del tutto spontanee. Inoltre, considerata la situazione personale di __________,
pesantemente tossicomane fino al 2005 e pertanto disponibile a tutto, come pure
la sua posizione di gerente di un esercizio pubblico concorrente a __________,
le sue affermazioni non appaiono certo disinteressate.
Ciò posto, per quanto qui
interessa, occorre evidenziare gli innumerevoli e repentini cambiamenti di
versione, nonché le contraddizioni e le incongruenze in cui cade il correo nel
prosieguo delle audizioni e, non da ultimo, in sede di dibattimento, quando si
tratta di specificare le accuse mosse nei confronti dell’imputato, con
particolare riferimento alle circostanze che hanno preceduto e condotto al disinnesco
del lacrimogeno, come pure le modalità di pagamento del compenso pattuito,
contraddizioni che mettono senz’altro in dubbio la sua credibilità.
Già si è detto del cambiamento
di versione legato al nominativo dell’esecutore materiale, da lui identificato
dapprima in __________ (verbale 14 settembre 2002), in seguito in __________
(verbale 25 ottobre 2002) e per finire di nuovo in __________ (dibattimento),
senza tuttavia chiarire chi dei due abbia azionato il lacrimogeno (cfr.
considerando 2).
Neppure univoca l’esposizione
sul lacrimogeno importato illegalmente dalla Bosnia, dapprima acquistato
unitamente a un mitragliatore (come emerge dal verbale di confronto 20 febbraio
2003) e in seguito ricevuto senza compenso da un conoscente (verbale 14
settembre 2002), rivelatosi essere __________ (verbale 20 febbraio 2003).
Di notevole importanza per
l’analisi della chiamata in correità è senz’altro la versione fornita sui
motivi, sui modi e sui tempi legati al presunto mandato ricevuto dall’accusato.
In occasione del verbale di interrogatorio 14 settembre 2002, egli asseriva
che:
“Due o tre settimane prima
dei fatti avvenuti alla discoteca __________, mi ero recato a __________ presso
la discoteca __________ per chiedere al gerente __________ la possibilità di
utilizzare due dei suoi musicisti per suonare nel mio bar la domenica sera dopo
le partite di calcio della mia squadra __________ composta esclusivamente da
miei connazionali. (…)
Nella discussione abbiamo
iniziato a parlare della discoteca __________ gestita da __________. __________
mi chiedeva come andava questo locale. __________ mi diceva che da quando era
stato aperto lo __________ il suo locale aveva perso diversi clienti. Ad un
certo punto mi chiedeva se non fosse possibile fare casino in questo locale in
modo da fare chiudere la discoteca o quanto meno diminuire la clientela. Informavo
__________ di essere in possesso di un lacrimogeno ma che comunque non l’avrei
mai disinnescato all’interno della discoteca __________. Quando mi chiese se
conoscessi qualcuno in grado di farlo, mi venne in mente [__________] cittadino
bosniaco ricercato in __________ per aver lanciato un razzo anticarro contro
una casa occupata dai caschi blu. Chiesi a __________ se fosse stato in grado
di pagare e lui mi rispose che avrebbe messo a disposizione fr. 3'000.-.
Trovai [__________] a
__________ e gli chiesi se fosse stato disposto a disinnescare un lacrimogeno.
Mi sono quindi recato nuovamente da __________ comunicandogli che avevo trovato
la persona in grado di compiere il casino aggiungendo che sarebbe stato
disinnescato un lacrimogeno. __________ mi consegnò la somma di fr. 3'000.-.
Due o tre giorni dopo consegnai a [__________] fr. 2'000.- e il
lacrimogeno”.
Dalle predette affermazioni si
evince che la proposta di fare casino è partita dall’accusato per motivi legati
alla concorrenza, ritenuto che la consegna dell’importo di fr. 3'000.-, e del
corrispettivo di fr. 2'000.-, al correo è avvenuta prima del disinnesco del
lacrimogeno.
Sennonché, nel successivo
verbale del 25 ottobre 2002, in cui cambiava la propria versione in merito
all’esecutore materiale dell’atto, egli affermava, con riferimento a __________,
che “il denaro gliel’ho consegnato qualche giorno dopo i fatti, dopo che io
lo avevo ricevuto da __________. Confermo che erano fr. 1'500.-” (pag.
2). In sostanza, oltre a rettificare l’importo da lui effettivamente
trattenuto, situa la consegna del denaro da parte dell’accusato dopo i fatti,
in palese contraddizione con quanto asserito in prima battuta con una certa dovizia
di particolari sulla tempistica. Da notare che secondo quanto riferito de re
lata da __________ in sede di dibattimento, __________ avrebbe ricevuto
l’importo in due tranches: la prima di 2'200.-, ritenuto che la
rimanenza sarebbe stata versata in seguito.
Ancora più interessante, poiché
manifestamente in opposizione con quanto asserito in precedenza, è quanto
emerge dal verbale di confronto 20 febbraio 2003 con l’accusato, a pag. 2,
laddove leggesi che:
“Dichiaro che è stato __________
a propormi di buttare il fumogeno all’interno della discoteca __________ di __________.
Non mi ha mai parlato di fare la stessa cosa nel mio locale di __________. __________
era arrabbiato con __________, gerente dello __________, perché non gli aveva
ceduto il locale.
È stato __________ a dirmi
di andare dal qui presente __________ dicendomi che sarebbe stato interessato
anche lui. Qualche settimana prima del 9 settembre 2001 sono stato alla
discoteca __________, dove ho incontrato __________.
ADR [che] ho chiesto a __________
se era interessato a pagare fr. 3'000.- ad un tipo per buttare il fumogeno all’interno
dello __________. (…) ADR che __________ mi ha detto di sì, che era interessato
a fare casino allo __________. Non ricordo se mi ha detto subito di sì in quel
primo incontro o solo successivamente. Se ben ricordo circa una settimana dopo
mi ha consegnato fr. 3'000.-. ADR [che] mi ha consegnato i soldi all’interno
del bar __________. (…) Mi sembra di ricordare che erano composti da biglietti
di fr. 200.-“.
In sede di dibattimento egli ha
indicato di aver ricevuto la somma pattuita in un’unica tranche,
precisando che il versamento del compenso è avvenuto nell’appartamento
dell’accusato ubicato sopra il Bar __________, ciò che risulta in
contraddizione con l’affermazione precedente. Egli ha inoltre confermato,
seppur con toni incerti, di aver preso l’iniziativa di contattare l’accusato,
su suggerimento di __________, figura quest’ultima che ha acquisito
progressivamente un peso non indifferente nella vicenda, considerato che
potrebbe aver procurato il lacrimogeno a __________ e che appare come una figura
sempre presente e a conoscenza dei fatti, sia prima del disinnesco (ritenuto
che, per suo stesso dire, ha avvertito __________ sul fatto che avrebbe avuto
problemi; cfr. verbale 18 settembre 2002, pag. 2), sia successivamente, in
particolare per quanto riguarda l’episodio della registrazione della
conversazione con l’accusato.
In sostanza, stante le
contraddizioni evidenziate in relazione ai punti salienti della chiamata di
correo, quali le modalità di consegna del compenso e i tempi dell’accordo, si
può tranquillamente affermare che __________ non è stato per nulla coerente: lo
è stato unicamente nel definire il presunto importo promesso dall’accusato,
affermazione tuttavia facilmente riproponibile in ogni tempo. In proposito, si
noti che l’estratto conto bancario dell’accusato presso la __________ __________,
__________ (cfr. AI 19), dal quale risulta che ha effettuato due prelevamenti
di fr. 3'000.- il 30 agosto e il 10 settembre 2001, non può essere ritenuto, a
mente di questo giudice, come un indizio di particolare rilievo a sostegno
della chiamata in correità e pertanto della tesi accusatoria: da un lato, come
detto, il correo non ha saputo specificare quando avrebbe ricevuto la sua
rimunerazione; dall’altro l’estratto in questione riporta una serie regolare di
prelevamenti (quasi uno al giorno), anche di importi considerevoli, che
l’accusato ha giustificato come spese legate all’attività della discoteca.
Considerato quindi che i due prelevamenti di cui sopra si inseriscono in un
movimento bancario costantemente al ribasso, non risultano essere anomali.
Alla luce di tutto quanto
precede, come rettamente sostenuto dalla difesa, le numerose contraddizioni e
incongruenze insite nelle dichiarazioni del correo sovvertono i criteri di
rigore e imparzialità cui deve attenersi un processo indiziario e non adempiono
Fatti
i criteri posti dalla dottrina e dalla giurisprudenza affinché possano essere
ritenute attendibili: le stesse, come visto, non sono per nulla lineari,
costanti e disinteressate.
5. Si noti di poi che __________
è legato agli altri chiamati in causa per tutta una serie di motivi,
concernenti in modo particolare il mondo degli stupefacenti.
Dalla sentenza __________ della
Corte delle assise criminali si evince infatti che ha fornito droga, per quanto
qui interessa, a __________ e a __________ (punto 4.1 AA), il quale in alcune
occasioni gli aveva venduto la sostanza, acquistata anche da __________ (punto
4.3 AA). Non solo. __________ è pure stato condannato per complicità in un
traffico di marijuana ad opera di una banda composta, tra gli altri, da __________
(punto 5 AA), e per aver personalmente trasportato e importato hashish
consegnato a __________ e __________ (detto __________) e poi venduta da quest’ultimo
a Lugano. In sede di dibattimento ha peraltro confermato il particolare legame
con __________ e __________, identificati da __________ come probabili autori
di furti di canapa.
Ciò premesso, non può essere
disatteso che ognuno dei personaggi testé citati - ad eccezione di __________,
che però è stato descritto da __________ come un mercenario, pertanto
disponibile a tutto, tant’è che ha pure lavorato nelle coltivazioni di canapa a
__________ per conto di __________ (cfr. verbale di interrogatorio 25 ottobre
2002, pag. 2) - aveva un motivo di disaccordo o di rancore nei confronti
dell’accusato: __________, per suo stesso dire, non era in buoni rapporti con quest’ultimo,
verosimilmente a causa di un episodio avvenuto nel 2001, prima dei fatti, in
cui era stato allontanato a seguito di una lite e diffidato a entrare nella
discoteca __________. Di più, __________ nutriva verosimilmente rancore anche
nei confronti di __________ poiché, come spiegato in sede di dibattimento, gli
aveva negato la possibilità di entrare in società nell’ambito della gestione
della discoteca __________. __________ (__________), dal canto suo, ha ammesso
che l’accusato gli doveva fr. 20'000.- e che aveva proposto a __________ di
registrare una conversazione con l’imputato che dimostrasse il suo
coinvolgimento, al fine di utilizzarla per estorcergli il denaro (cfr. verbale
di interrogatorio 20 settembre 2002, pag. 2). L’episodio dell’audio-cassetta
ritrovata in casa di __________ e spontaneamente consegnata alla Polizia - la
cui esistenza per un motivo o per l’altro era nota anche a __________ - è
sintomatico, in quanto la dice lunga sull’intento comune di nuocere
all’accusato.
Non da ultimo, va ricordato che
__________ era gerente di un esercizio pubblico frequentato da persone di etnia
slava in concorrenza con quello dell’accusato, ma soprattutto era fortemente
legato a __________ e __________, i quali orbitavano nel mondo della droga, da
cui egli era seriamente dipendente.
In siffatte evenienze, non si
può quindi ragionevolmente escludere l’ipotesi, fra le tante possibili, di un
complotto ordito dai predetti personaggi ai danni dell’accusato per il tramite
di __________, il quale - come ammesso durante il dibattimento odierno - aveva
costantemente necessità di denaro per procacciarsi la droga ed era, a non averne
dubbio, disposto a tutto.
Ne segue che, da una da una valutazione oggettiva delle risultanze istruttorie
nel loro insieme, questo giudice non addiviene al pieno convincimento della
colpevolezza dell’accusato, sussistendo più dubbi che certezze, dubbi rilevanti
che gli elementi portati dall’accusa non hanno saputo dissipare. La prova dell’esistenza dei fatti imputati all’accusato non
risultando fornita e sussistendo almeno una fattispecie a lui più favorevole,
Considerandi
egli dev’essere prosciolto in virtù del principio in dubio pro reo.
6.
Abbondanzialmente, per
quanto attiene l’aspetto soggettivo dei reati, entrambi intenzionali e, come
pretende l’accusa, in concreto commessi per dolo eventuale, si osserva che
durante il dibattimento odierno __________ ha più volte asserito - sconfessando
per l’ennesima volta le affermazioni rilasciate durante l’istruzione formale -
che l’accusato gli aveva chiesto di “fare casino” (espressione ripetuta da __________
nei vari interrogatori), senza tuttavia sapere che sarebbe stato utilizzato un
lacrimogeno.
Ora, anche nell’ipotesi in cui
questo giudice fosse giunto alla conclusione che l’accusato avesse incaricato
il correo di fare “casino” - nozione assai generica - non vi sarebbero comunque
indizi per giungere al convincimento che volesse o anche solo accettasse
l’eventualità che si compiessero le lesioni degli avventori e il danneggiamento
della discoteca, ritenuto che ignorava l’impiego del lacrimogeno. Ergo,
difettando l’intenzione, egli andrebbe in ogni caso prosciolto dagli addebiti
mossigli.
7.
Trattandosi di sentenza
di assoluzione le spese vanno poste a carico dello Stato.
visti gli art. 123 cifra 1 e 2, 144
cpv. 1 e 3 CP; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
proscioglie ACCU 1
dalle imputazioni di lesioni
semplici e danneggiamento per i fatti descritti nel decreto di accusa n. __________
del 30 agosto 2006.
carica le spese allo Stato, il
quale rifonderà all’accusato l’importo di fr. 3'000.- a titolo di ripetibili.
le parti sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
AINQ 1,
ACCU 1,
Avv. DI 1,
CIVI 1,
CIVI 3,
CIVI 4,
CIVI 6,
CIVI 7,
Ministero pubblico della
Confederazione, Berna
e, alla crescita in giudicato
della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,
Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il presidente: La
segretaria:
Distinta spese a carico dello Stato,
fr. 200.00 tassa
di giustizia
fr. 350.00 spese
giudiziarie
fr. 550.00 totale
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster