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10.2007.165

Tentata estorsione; guida in stato di inattitudine

15 gennaio 2008Italiano44 min

Source ti.ch

Fatti

I tre si conoscevano, come si

evince dagli atti (cfr. act 57, verbale di interrogatorio di __________ del 3

agosto 2005, pagina 1 e act 6, verbale di interrogatorio di ACCU 1 del 15

luglio 2005, pagina 6); anche CIVI 1 ha affermato di conoscerli, “uno di

nome __________, che so stare di casa a __________, mentre l’altro lo conosco

solo come ACCU 1. Questo è il suo nome. Entrambe queste persone le conosco da

tempo, da quando sto a __________, quindi da tredici anni. È una conoscenza che

io definisco da bar. Non é che siamo amici” (cfr. act 6, verbale di

interrogatorio di CIVI 1 del 13 luglio 2005, pagina 3).

5c. Durante il suo secondo

interrogatorio avvenuto il 14 luglio 2005 CIVI 1 ha dichiarato davanti alla polizia

che la sera dei fatti ha avuto il primo contatto a carattere sessuale con ACCU

1; infatti mentre era nell’esercizio pubblico è stato raggiunto da quest’ultimo

e dal __________.

In particolare ha

riferito che ACCU 1 ha cominciato a toccargli le parti intime.

Dal momento che non aveva mai

dichiarato la propria omosessualità se non a __________ (sua persona di fiducia

presente a quell’interrogatorio e che lo aveva spinto a denunciare l’episodio) e

alla di lui moglie, non voleva che la gente presente al bar in quel momento

venisse a conoscenza che era gay. Ciò premesso i toccamenti da parte dell’accusato

comunque lo eccitavano (cfr. act 6, verbale di interrogatorio di CIVI 1 del 14

luglio 2005, pagine 2 e seguenti).

Ad un certo momento ha deposto tra

l’altro che si è appartato con ACCU 1 nella cucina dell’esercizio pubblico, a quell’ora

ormai deserta; si sono toccati eccitandosi a vicenda le parti intime, avendo

entrambi un erezione, e hanno cominciato a baciarsi e a limonare per alcuni

minuti.

CIVI 1 rammenta che la cosa gli piaceva,

ma aveva il terrore di essere scoperto; ad un certo punto ACCU 1 gli ha chiesto

dei soldi per fare sesso insieme, ottenendo risposta negativa. Ritenuto che comunque,

pagamento a parte, aveva voglia di fare sesso con l’accusato, gli ha proposto

di andare in un luogo più consono e cioè a casa sua. Essendo anche l’accusato

d’accordo ha lasciato la cucina e si è recato nella toilette dell’esercizio

pubblico, dove però è stato seguito dall’imputato, il quale ha cominciato nuovamente

ad abbracciarlo e a baciarlo; successivamente l’accusato si è calato i calzoni

e si è fatto praticare da CIVI 1 un coito orale per qualche minuto prima di

ritornare, come se nulla fosse per non essere scoperti, nel bar, in attesa di

andare poi a casa di quest’ultimo (cfr. ibidem).

Al momento di lasciare il bar

con la propria bicicletta CIVI 1 ha poi affermato che ha atteso di essere

seguito dal veicolo dell’accusato, sul quale era salito anche __________. La

presenza di quest’ultimo non gli era per nulla gradita, in quanto non voleva

avere un rapporto sessuale con l’accusato alla presenza di una terza persona;

tuttavia dal momento che l’imputato gli ha detto che avrebbe bevuto solo una

birra e poi se ne sarebbe andato ha acconsentito l’entrata in casa (cfr. act 6,

verbale di interrogatorio di CIVI 1 del 13 luglio 2005, pagine da 5 a 7).

Secondo CIVI 1 all’interno

dell’abitazione i tre, seduti sul divano, hanno cominciato a visionare un film

porno di tipo omosessuale, durante il quale, minacciato da __________ con un

coltello, è stato costretto a praticare un coito orale a ACCU 1, prima di

salire al piano superiore con quest’ultimo per avere un rapporto sessuale

completo ed in particolare una penetrazione anale. Più o meno al termine dell’atto

sessuale è poi sopraggiunto in camera il __________ con il telefonino in mano

per scattare fotografie (cfr. ibidem).

Scesi al piano inferiore CIVI 1

ricorda che __________ gli ha chiesto il pagamento della prestazione sessuale

come concordato al ristorante; dapprima ha parlato di fr. 300.- pattuiti, poi

ha aumentato la cifra a fr. 700.- nel mentre che ACCU 1 assisteva in silenzio

alla scena, seduto sul divano.

Vista la risposta negativa da

parte sua, __________ l’ha minacciato di nuovo con il coltellino e poi si é

messo a picchiarlo e a prenderlo a cinghiate sulla schiena (cfr. ibidem).

In sostanza CIVI 1 ha dichiarato

che avrebbe dovuto pagare entro il giorno seguente la somma di denaro,

altrimenti sarebbe stato oggetto di violenza fisica e che ha preso sul serio le

minacce in quanto, conoscendoli, aveva paura di ACCU 1 e del __________, a

maggior ragione ove si consideri che la sua omosessualità sarebbe stata

scoperta. Di conseguenza non avendo tale somma con sé ha promesso che avrebbe

chiesto i soldi in prestito al gerente del bar __________ e il giorno dopo li

avrebbe consegnati a __________; è a questo punto che l’accusato è intervenuto

dicendo a __________ di lasciarlo stare, ma ha ricevuto da quest’ultimo una

botta in testa e ha picchiato il capo (cfr. act 36, verbale di interrogatorio

di CIVI 1 del 25 luglio 2005, pagina 4).

5d. ACCU 1 nel corso

dell’interrogatorio del 15 luglio 2005 non ricorda che la sera incriminata sia

successo qualcosa di particolare con CIVI 1 al ristorante __________ di __________;

rammenta unicamente che quest’ultimo gli ha detto di andare a casa sua a fare

l’amore, che erano state acquistate due birre per berle nella sua abitazione e

di aver, insieme a __________, seguito in auto l’ACCU 1 che indicava la strada

per casa sua in sella alla bicicletta. Infine appena entrato a casa della parte

civile ha sentito una spinta alle spalle ed è caduto avanti sbattendo la testa

contro un muro; a seguito dello svenimento si è svegliato verso le 06.30/7.00

della mattina seguente ritrovandosi sdraiato su un divano (cfr. act 6, verbale

di interrogatorio di ACCU 1 del 15 luglio 2005, pagine 6 e 7).

Nel corso del medesimo

interrogatorio ha poi precisato di ricordarsi che prima di esser stato spinto

si è recato al gabinetto e quando ne è uscito ha visto che la televisione era

stata accesa in quanto si vedeva un film porno omosessuale, che a lui però non

interessava in quanto gli uomini non gli piacciono (cfr. ibidem, pagine 8 e 9

in alto).

L’accusato il giorno

seguente ha poi confermato la versione sopra esposta anche davanti al GIAR,

negando inoltre di aver avuto rapporti sessuali con CIVI 1 (cfr. act 8, verbale

di notifica di arresto e di decisione del 16 luglio 2005, pagina 2) e pure all’inizio

del secondo e del terzo interrogatorio ha dichiarato di aver detto fino a quel

momento tutta la verità e di non sapere più cos’altro aggiungere (cfr. act 33,

verbale di interrogatorio di ACCU 1 del 17 luglio 2005, pagina 1 e act 12,

verbale di interrogatorio dell’accusato del 18 luglio 2005, pagina 1).

Anche all’inizio del quarto

interrogatorio l’accusato ha detto di non aver nulla da aggiungere spontaneamente

rispetto a quanto già raccontato (cfr. act 37, verbale di interrogatorio di ACCU

1 del 23 luglio 2005, pagina 1).

Poi però si ricorda di alcuni

particolari in più: che è andato insieme ad CIVI 1 alla toilette del bar __________,

che questi gli ha detto di andare a casa sua – senza il __________, del quale

aveva paura – a far l’amore, che avrebbe preso due birre da portare a casa, non

escludendo pure di aver fatto l’amore con questi a casa sua (cfr. ibidem,

pagina 2 e seguenti).

Inoltre gli viene in mente la

questione del “penalero”, ovverosia che __________, forse già prima di entrare

a casa di CIVI 1 (altrimenti all’interno dell’abitazione), ha detto a quest’ultimo

- mediante quest’espressione portoghese - che se lui avesse fatto sesso con ACCU

1 avrebbe dovuto pagarlo, poiché, come ha detto l’accusato medesimo, chi “viene

inculato deve pagare ...in portoghese è così, anche qua deve essere uguale”

(cfr. ibidem, pagine 5 e 6, sottolineatura nostra).

In seguito __________ ha

ribadito per l’ennesima volta di esser andato a casa dell’CIVI 1 unicamente per

bere una birra e di non aver mai parlato di soldi in cambio di una prestazione

(cfr. ibidem, pagina 11).

L’accusato ha altresì affermato

che è stato __________ a parlare di soldi con la parte civile e di non c’entrare

nulla in quanto si ritiene una persona molto brava ed educata, rispettosa di

tutte le persone, alle quali non ha mai arrecato del male; al riguardo ha

precisato di non aver mai fatto casino da nessuna parte, di non aver mai avuto

problemi con la polizia e di non aver l’abitudine di bere alcolici, tant’è che

prima di quel giorno non era mai stato ubriaco (cfr. ibidem, pagine da 14 a 16).

Sentito per la quinta volta il

27 luglio 2005 l’accusato ha in particolare confermato le dichiarazioni rese in

precedenza senza avere ulteriori aggiunte spontanee da fare (cfr. act 39, verbale

di interrogatorio di ACCU 1 del 27 luglio 2005, pagina 19); successivamente di

fronte all’incalzare delle domande ha risposto di avere perso i sensi dopo

essere intervenuto per il fatto che __________ e CIVI 1 litigavano, di

rammentarsi delle scale e del fatto che __________ faceva vedere il cellulare a

CIVI 1, per poi finalmente ammettere il rapporto sessuale avuto con CIVI 1 (cfr.

ibidem, pagine 5 e 6).

In seguito l’accusato ha ripreso

dall’inizio il racconto dei fatti verificatisi quella sera, senza accennare a

coiti orali (né al ristorante e nemmeno sul divano), né a quanto successo al

piano superiore dell’abitazione della parte civile; ha ribadito la storia del “penalero”,

ossia del fatto che __________ ha detto a CIVI 1 minacciandolo in modo

aggressivo che se voleva fare l'amore avrebbe dovuto pagare (cfr. ibidem,

pagina 7 in fine).

Infine ha ripetutamente

affermato di aver fatto sesso con CIVI 1 in quanto è stato ingannato, giungendo

perfino ad affermare di esser stato violentato da quest’ultimo (cfr. ibidem,

pagina 9 e seguenti).

Nel corso del sesto

interrogatorio ha fra l’altro ribadito di aver avuto il rapporto sessuale con CIVI

1 poiché era stato imbrogliato e di non aver chiesto soldi per la prestazione;

di fronte a precise domande ha poi risposto di non aver provocato la vittima al

ristorante e - messo a confronto con i verbali - di ritenere inveritiere tutte

le dichiarazioni rese da quest’ultima (cfr. act 40, verbale di interrogatorio di

ACCU 1 del 28 luglio 2005).

Infine sentito per la settima

volta il 4 agosto 2005 l’imputato ha nuovamente ribadito le sue precedenti

dichiarazioni ed in particolare ha ancora negato di aver praticato un coito

orale a CIVI 1 sia all’interno dell’esercizio pubblico sia nella sua

abitazione; inoltre ha dichiarato che __________ sapeva solo che sarebbero

andati a casa di CIVI 1 a bere la birra. L’accusato ha poi riaffermato di

essere stato imbrogliato, mentre per la prima volta ha ammesso di essere salito

nella camera da letto della parte civile; ha successivamente affermato di aver

ricevuto un colpo in fronte e di aver battuto la testa allorquando è

intervenuto per separare il __________, che nel frattempo aveva messo le mani

addosso a CIVI 1, da quest’ultimo. Infine ha dichiarato di dover dei soldi al __________,

più precisamente fr. 200.-, a seguito di un prestito ottenuto la settimana

precedente allorquando si trovava a corto di denaro (cfr. act 41, verbale di

interrogatorio di ACCU 1 del 4 agosto 2005).

5f. Al dibattimento

l’accusato - che non ha certo brillato per chiarezza e linearità, come

rettamente ha ammesso la difesa medesima - ha fra l’altro affermato che a lui

piacciono le donne e che in quell’occasione, con CIVI 1, ha avuto l’unico

rapporto sessuale con un uomo; ha pure riferito che prima dell’arrivo di quest’ultimo

si è toccato nelle parti intime per scherzo con __________. Poi CIVI 1 li ha

raggiunti al bancone.

L’imputato ha detto che

quel giorno voleva fare sesso con uomini, senza sapersi spiegare il perché di

questo cambiamento di abitudini sessuali; poi ha proposto a CIVI 1 di fare

sesso e hanno avuto un coito orale nel gabinetto. È possibile che i due possano

esser stati anche in cucina, dove potrebbe esser avvenuto qualche toccamento,

così come plausibile può essere il fatto che CIVI 1 abbia detto di non farlo

lì, per paura di venir scoperti. L’accusato non ricorda di aver chiesto fr.

300.- ad CIVI 1 (cfr. verbale del dibattimento).

Una volta lasciato il bar __________,

ACCU 1 ha dichiarato che lui, accompagnato da __________ in auto, ha seguito in

bici CIVI 1, il quale avendo paura del __________ - che poi è entrato quasi di

forza - non voleva farlo entrare nella sua abitazione (cfr. ibidem).

In casa dapprima tutti e tre hanno

visto il film porno, poi, dopo che __________ aveva detto a CIVI 1 di fare a

questi un pompino, unitamente alla parte civile è salito eccitato al piano

superiore. Al termine del rapporto sessuale rammenta che __________ è salito di

sopra, ma non si ricorda se avesse in mano qualcosa, che quando sono scesi

tutti di sotto __________ ha detto all’CIVI 1 che doveva dei soldi perché il “penalero”

deve pagare e che in seguito __________ ha aggredito CIVI 1 e lui si é messo in

mezzo (cfr. ibidem).

5g. __________, dopo essere

sparito dalla circolazione per alcune settimane, è stato interrogato davanti alla

polizia cantonale il 3 agosto 2005; egli ha dichiarato che la sera dell’11

luglio dopo aver lasciato il bar __________ all’orario di chiusura è andato, su

richiesta dell’accusato, a casa di CIVI 1 a bere una birra. Nel mentre che bevevano

al piano inferiore, per scherzo gli altri due hanno cominciato a toccarsi e a

baciarsi, dopo di che CIVI 1 ha messo, suscitando il suo disappunto, un video

pornografico con soli uomini (cfr. allegato 22 ad act 57, verbale di

interrogatorio di __________ del 3 agosto 2005, pagina 2).

Ricorda che i due si sono

pure spogliati ed avevano il pene in erezione, che è possibile che abbia detto a

CIVI 1 di fare all’altro un pompino (pagina 19), circostanza ammessa più in là

nell’interrogatorio “quando gli ho detto di fare il pompino l’ho fatto

gridando” (pagina 22) e che nel frattempo egli è andato al gabinetto (cfr.

ibidem, pagina 8).

In seguito ha deposto di aver

visto i due fare sesso nella camera sita al piano superiore dell’abitazione e

poi, dopo aver terminato il rapporto, scender di nuovo di sotto; in quel

momento, schifato per ciò che aveva visto, ha chiesto a ACCU 1 i motivi e

questi gli ha risposto “che era venuto per soldi, trecento e passa franchi,

non ricordo più il montante”. (cfr. ibidem, pagina 2). Spiegandosi nel

dettaglio __________ ha altresì dichiarato che “ACCU 1 mi ha parlato di

questi soldi. Mi ha detto che lo aveva fatto per soldi, perché aveva cose da

pagare, che non riusciva a pagare i debiti. Non ricordo le parole esatte che ACCU

1 mi ha detto, ma mi ha detto che lo aveva fatto per soldi, non per amore, per

una cifra di fr. 300.- o più, adesso non ricordo più” (cfr. ibidem, pagina

9).

Visto che CIVI 1 non voleva dare

niente __________ ha poi affermato di aver estratto un coltellino e di averlo

minacciato (cfr. ibidem, pagina 2 e 3); __________ ha altresì aggiunto che

mentre gli puntava il coltello ha detto a CIVI 1 che “doveva dare al ACCU 1

più di fr. 300.-, mi sembra che gli ho detto fr. 500.- o 600.-, comunque queste

cifre, non alte. Ho maggiorato la cifra perché potevo guadagnarci qualcosa

anche io, a tempo perso” (cfr. ibidem, pagina 10); inoltre “per

rafforzare la minaccia nei confronti del CIVI 1 gli avevo detto che gli avevo

fatto delle fotografie con il telefonino, e che, se non pagava, le avrei fatte

vedere in giro, per sputtanarlo” (cfr. ibidem, pagina 17).

Dal momento che quest’ultimo,

non avendo soldi con sè, aveva promesso che sarebbe andato al ristorante dove

si erano trovati quella sera a procurarsi il denaro per poi consegnarlo a ACCU

1 la situazione si è calmata per alcuni minuti (cfr. ibidem, pagina 2 e 3).

Tuttavia poiché CIVI 1 gli

girava nudo attorno __________ ha dichiarato di aver preso la cintura e di

avergli tirato una paio di cinghiate sulla schiena e sul sedere, suscitando in

tal modo la reazione del ACCU 1 che si è messo in mezzo (cfr. ibidem, pagina 3

e 10).

Ha detto inoltre che ha tirato

un pugno in faccia a ACCU 1, il quale dopo aver picchiato la testa contro il

muro è caduto a terra svenuto, per poi essere adagiato sul divano (cfr. ibidem,

pagina 3 e 11).

Alla fine dell’interrogatorio,

incalzato dagli agenti a raccontare veramente ed in modo completo come fosse

andata la storia, ha aggiunto che “prima io pensavo solo di andare a bere

una birra. Poi ACCU 1, mentre eravamo in casa del CIVI 1, mi aveva detto

“questo è panalero”. Avevo a quel punto capito che andava a fare soldi. Perché

chi lo prende nel culo paga. La conferma l’ho avuta quando il CIVI 1 ha messo

il film porno gay. È per quello che quando ho capito questa cosa ho pensato che

anche io potevo fare qualche soldino. Quando ACCU 1 mi ha detto questa storia

del panalero avevo capito che ACCU 1, anche se non me lo aveva detto

direttamente, mi avrebbe portato con lui perché sapeva che, con me, CIVI 1

avrebbe pagato senza difficoltà, vista la mia reputazione e il fatto che gli

facevo paura. Sta di fatto che poi io gli ho detto di fargli questo pompino,

gridando, e questo ha sbloccato tutta la situazione. [...] Ho pensato che

potevo farmi anche io un po’ di soldi, che potevo rifarmi delle spese della

giornata, vista anche la mia pessima situazione finanziaria. Anche se ero a

disagio, dall’altra parte pensavo ai soldi. Ho visto che all’inizio CIVI 1

faceva un po’ fatica a cominciare e allora gli ho urlato di fare il pompino, in

tono deciso. L’idea era quella che prima si iniziava, prima si finiva. E così è

stato. È per i soldi che sono rimasto fino alla fine. Al termine del rapporto

sessuale, io ho minacciato il CIVI 1, come detto, e gli ho detto delle foto,

con l’intenzione di farmi dare i soldi. Io dai 300.- proposti dal ACCU 1, ho

aumentato la cifra. Mi sembra che era attorno ai fr. 700.-. Era per guadagnare

qualcosa. È una cifra che mi è venuta fuori così. Era meno di fr. 1000.-. È

vero che l’ho minacciato dicendogli che se non avesse pagato avrei mandato

degli Jugoslavi a picchiarlo, ma questo faceva parte della minaccia, non

corrisponde a verità. Non sarebbe mai successo. Ho picchiato il CIVI 1 perché

continuava a girarmi attorno, mezzo nudo, e mi dava fastidio” (cfr. ibidem,

pagine 23 e 24).

5h. Sentito al dibattimento

come testimone __________ ha dapprima confermato le sue dichiarazioni rese a

verbale il 3 agosto 2005, nel senso che in quell’occasione ha detto la verità (cfr.

verbale del dibattimento del 15 gennaio 2008).

In particolare il teste,

dopo aver dichiarato che si tratta di una conclusione sua il fatto di aver

ritenuto che l’accusato l’avesse portato con sé per fare pressione sulla

vittima, ha affermato – dopo che gli sono stati letti alcuni stralci delle sue

dichiarazioni rese in polizia – di non rammentarsi più i fatti ritenuto che

sono due anni che cerca di dimenticare questa storia, per la quale sapendo di

aver sbagliato ha già pagato il conto avendo accettato il decreto di accusa a

suo carico per tentata estorsione.

6a. Tutto ciò posto occorre

ora valutare le singole versioni rese dalle persone coinvolte nella vicenda e

in particolare la loro credibilità.

6b. L’accusato ha fino

all’ultimo cercato di negare i fatti ed è stato evasivo di fronte alle precise domande

postegli dagli agenti; in sostanza è stato reticente ad ammettere quanto in

realtà successo quella sera, tanto è vero che ci sono voluti ben sette

interrogatori per avere un quadro un po’ più preciso della situazione.

ACCU 1 ha ammesso alcune azioni

- a titolo esplicativo si pensi al pompino avvenuto nella toilette

dell’esercizio pubblico o al rapporto sessuale completo avuto con CIVI 1

nell’abitazione di quest’ultimo - unicamente quando, messo alle strette, non

poteva più negare l’evidenza.

Che le versioni da lui via via fornite

fossero poco credibili è stato evidenziato già in polizia nel corso degli

interrogatori (cfr. tutti i verbali di interrogatorio dell’accusato): infatti

come mai ad esempio una persona cui non piacciono gli uomini va a bere una birra

nella casa di un uomo che poco prima gli ha manifestato il desiderio di far

l’amore insieme? Come mai allora, fatte queste premesse, si sono spogliati e

hanno avuto un rapporto sessuale completo? E poi, anche ritenendo per buona

l’affermazione fatta dall’accusato al dibattimento secondo cui quel giorno

voleva (per la prima volta) avere un rapporto omosessuale, perché mai allora si

è portato dietro __________ (all’oscuro di tutto e per giunta per nulla gradito

a CIVI 1) a casa di quest’ultimo? Tutti interrogativi senza risposta.

Non vanno dimenticate neppure

tutte le bugie raccontate dall’accusato nel corso dell’istruttoria; si pensi ad

esempio al fatto che ha asserito di non aver l’abitudine di bere alcolici e che

non si è mai ubriacato prima di allora (cfr. invece i verbali agli atti delle

altre persone e il precedente per circolazione in stato di ebrietà), al fatto

che si considera una brava persona che non ha mai “fatto casini” (cfr. invece al

riguardo i verbali agli atti delle altre persone), al fatto che non ha mai

avuto pistole e più in generale armi da fuoco (cfr. invece allegato 66 ad act

57 pag. 4, verbale della ex moglie di __________), al fatto che non ha mai fatto

sesso con le prostitute (mentre in realtà risulta addirittura una sua

fotografia agli atti intento in un rapporto sessuale con una di loro), eccetera

eccetera.

Al riguardo, se da un lato

occorre ricordare che l’accusato ha il diritto di non dire la verità, dall’altro

- senza volerlo a priori condannare per tale motivo – non si può non rilevare

che così facendo ha minato la sua credibilità.

Fatte queste premesse l’accusato

ha però sostanzialmente ammesso tutta la trama tranne l’aspetto riguardante la

richiesta di pagamento, l’unico elemento che porta alla commissione del reato

di estorsione.

6c. La versione della parte

civile è per contro lineare e coerente, fatto salvo per la disponibilità

all’atto sessuale ammessa solo in un secondo tempo, la limonata avvenuta in

cucina e qualche altro particolare; un tale agire è tuttavia comprensibile ove

appena si tiene conto della fatica ad ammettere la propria omosessualità, del

resto riconosciuta da CIVI 1 medesimo all’inizio del secondo interrogatorio, al

quale ha assistito una persona di sua fiducia: “devo dire che ieri non ho

detto tutto. Mi dispiace, ma non ce la facevo” (cfr. act 6, verbale di

interrogatorio di CIVI 1 del 14 luglio 2005, pagina 1).

Un’ulteriore conferma al

riguardo sono le parole di CIVI 1 al termine dell’interrogatorio davanti al

magistrato inquirente: “sono contento di essere venuto qui e di aver parlato

con la Procuratrice. La stessa mi ha messo a mio agio anche se devo dire che

all’inizio ero agitato e lo ero anche durante il viaggio per arrivare qua. Sono

arrivato in treno perché non guido. Man mano poi parlando con la PP e mi sono

tranquillizzato e ho potuto raccontare cose che non ho detto in precedenza

anche per un po’ di pudore personale. Ribadisco che quello che ho detto è

puramente la sincera verità. Con il verbale di oggi ritengo di aver precisato

tutta la verità dei fatti, spiegandoli meglio alla PP e dicendo anche cose che

non avevo mai detto in precedenza e che servono per chiarire meglio i fatti.

Dichiaro a questo punto di manifestare apertamente la mia vera identità e cioè

di essere omosessuale” (cfr. act 36, verbale di interrogatorio di CIVI 1

del 25 luglio 2005, pagine 9 in fine e 10).

Ciò posto la parte

civile, già dal primo interrogatorio e non solo una volta sbloccatasi

psicologicamente, ha parlato quantomeno della richiesta di denaro fattagli dal __________

precisando pure gli importi di fr. 300.- e l’aumento operato da quest’ultimo a

fr. 700.- (cfr. act. 6, verbale di interrogatorio di CIVI 1 del 13 luglio 2005,

pagina 7 a metà).

Oltre a tutta una serie di

particolari rilevanti e non - del resto confermati anche dallo stesso __________,

come ad esempio il ritorno di quest’ultimo a casa di CIVI 1 per poter recuperare

le chiavi di casa rimaste nella macchina dell’accusato (cfr act 36, verbale di

interrogatorio di CIVI 1 del 25 luglio 2005, pagine 5 in alto e allegato 22 ad act

57, verbale di interrogatorio di __________ del 3 agosto 2005, pagina 3, 11 in

fine e 12) - altre domande sono atte a dimostrare la veridicità di quanto

raccontato da CIVI 1: perché stavolta dopo gli atti sessuali verificatisi quella

sera (per i quali in sé ha provato piacere) era visibilmente scosso e

intimorito, ritenuto oltretutto che aveva avuto - sin da giovane - rapporti sessuali

completi con uomini?

E che motivo aveva di denunciare

i fatti, se non si fossero svolti come da lui dichiarato, considerata la sua difficoltà

a manifestare la propria omosessualità? Se non fosse stato veramente

intimorito, perché ha sentito l’esigenza di dormire per alcuni giorni dopo i

fatti dall’amico __________, avendo paura di tornare a casa (cfr. allegato 60

all’act 57, verbale di interrogatorio __________ del 13 luglio 2005, pag. 4)?

Per tutte le ragioni addotte non

vi è motivo per non credere alla sua versione, del resto sostanzialmente confermata

da __________, che non va dimenticato ha accettato il decreto di accusa per

tentata estorsione emesso a suo carico.

6d. __________ è stato

sentito quale teste al dibattimento anche in funzione dell’opposizione all’uso

delle risultanze dell’istruzione formale sollevata dalla difesa riguardo al suo

interrogatorio del 3 agosto 2005 (cfr. lettera del difensore del 25 maggio

2007).

In sostanza, anche se non si

ricorda più i fatti nel dettaglio, ha confermato di aver detto la verità

allorquando è stato interrogato due anni e mezzo or sono; del resto è

comprensibile che a distanza di così tanto tempo non si ricordi tutti i

particolari, oltretutto di una vicenda per la quale ha saldato il conto con la

giustizia.

Infine non è vero, come a torto

ha sollevato la difesa, che la versione di __________ non regge; infatti ricalca

in sostanza quella resa dalla parte civile, come si è visto in precedenza (cfr.

supra, consid. 6c e 5g).

7a. Ciò che non è del tutto

chiaro è il momento in cui __________ è stato coinvolto attivamente nel reato,

ma la questione può restare indecisa.

Tale circostanza può anche

essere avvenuta solo una volta giunti nell’abitazione della parte civile; ciò anzi

spiegherebbe il motivo per il quale __________ si è detto sorpreso e pensava stessero

scherzando allorquando l’imputato e la parte civile si sono spogliati (circostanza

questa che aveva già ribadito in polizia nel corso del suo interrogatorio).

Fatto sta che ad un certo punto

è venuto a sapere che l’accusato ha chiesto del denaro, e meglio fr. 300.-, per

la prestazione sessuale; la conoscenza di tale importo, guarda caso identico a

quello riferito dalla parte civile, è la dimostrazione che i fatti si sono

svolti così come descritti dettagliatamente da lui stesso e da CIVI 1.

In definitiva l’idea di fare

sesso a pagamento è dello stesso accusato, ritenuto che in seguito __________

ci ha messo del suo aumentando la pretesa per guadagnarci a sua volta qualcosa;

in proposito le dichiarazioni di quest’ultimo sono eloquenti e non abbisognano

certo di ulteriori approfondimenti, ove appena si consideri la sua situazione

finanziaria disastrosa, il fatto che aveva speso (come l’accusato) parecchi

soldi quel giorno, le affermazioni fatte sul “penalero”, non senza dimenticare che

aveva prestato fr. 200.- allo stesso imputato (cfr. allegato 22 ad act 57,

verbale di interrogatorio di __________). Ulteriori elementi che suffragano

questa conclusione sono la presenza, altrimenti inspiegabile, di __________ a

casa di CIVI 1 e il fatto che il primo fosse conosciuto dai frequentatori dei

bar della regione come persona spaccona e violenta, soprattutto se alticcia.

7b. A questo punto occorre

verificare se l’estorsione è stata messa in atto solo da __________, il quale -

come già riferito in precedenza - ha accettato la condanna non opponendosi al

decreto di accusa (cfr. documento prodotto al dibattimento). Se da un lato è

assodato che l’azione vera e propria di richiedere il pagamento della

prestazione sotto la minaccia di violenza, è stata da lui commessa, è altrettanto

vero che l’accusato era d’accordo con questo modo di agire in quanto in quei

frangenti non ha fatto assolutamente nulla, bensì è rimasto impassibile come se

niente fosse (cfr. allegato 22 ad act 57, verbale di interrogatorio di __________,

pagina 10 in fine e 11): ciò è sufficiente per la correità, a prescindere dal

suo ruolo avuto in precedenza.

A riprova di ciò non va infine

dimenticato che se la storia dei 300 franchi - chiesti dall’accusato per la

prestazione sessuale ed esternata sottoforma di minaccia da __________ - non

fosse stata vera, il primo sarebbe dovuto intervenire per opporsi al modo di

agire del suo amico. E invece non si è verificato nulla di tutto ciò: anzi secondo

l’CIVI 1, dopo che aveva detto che avrebbe chiesto l’indomani un prestito al

gerente del bar __________, “ACCU 1 è intervenuto dicendo che lui credeva

alla parola del CIVI 1, cioè alla mia parola e quindi alla promessa che

l’indomani gli avrei dato i soldi” (cfr. act 36, verbale di interrogatorio

di CIVI 1 del 25 luglio 2005, pagina 5 in fine).

Nulla mutano, per quanto attiene

alla qualità di correo, le argomentazioni sollevate dalla difesa. Infatti la

decisione comune di delinquere può anche essere avvenuta in forma tacita nel

corso della serata e non necessitava certo di un esplicito accordo preliminare.

Secondariamente con il suo

agire l’imputato non ha certo avuto un ruolo secondario nella vicenda, neppure

in funzione del fatto che non vi era intesa sulla spartizione del denaro

estorto.

Infine anche il fatto che non

ci fosse accordo preventivo tra lui e __________ in merito all’aspetto delle fotografie

è ininfluente in quanto la minaccia si sarebbe realizzata altrimenti anche

senza questo particolare.

Di conseguenza non vi è alcun

elemento che possa far concludere che ACCU 1 non ha partecipato alla

commissione del reato in questione.

8. La difesa, nel caso

fosse dato il reato nell’evenienza concreta, ha sollevato l’eccezione secondo

sui l’imputato ha desistito spontaneamente nel senso dell’art. 23 CP dal

commettere il tentativo di estorsione. A torto.

Infatti l’intervento

dell’accusato è avvenuto solo in un secondo tempo come si evince chiaramente

dalla eloquente dichiarazione di __________ (cfr. supra, consid. 5g e allegato

22 ad act 57, verbale di interrogatorio di __________, pagina 2 in fine e 3; 10

in fine e 11): egli si è messo in mezzo ai due allorquando la situazione è

trascesa verosimilmente per il fatto che a __________ non piaceva avere vicino a

sé omosessuali nudi, tant’è che ha iniziato a picchiarlo e a colpirlo anche con

la cinghia.

Di conseguenza l’accusato è

intervenuto unicamente per far desistere __________ dal picchiare l’CIVI 1 e

non per evitare l’estorsione (cfr. supra, consid. 7b); pertanto non vi è

desistenza nel caso in esame.

9. Per tutte le ragioni

addotte ACCU 1 è autore colpevole, dal momento che - circostanza incontestata

- il danno al patrimonio della vittima non si è verificato, di tentata

estorsione.

10a. In relazione ai fatti di

cui ai precedenti considerandi all’accusato è stato pure ascritto il reato di

guida in stato di inattitudine per aver condotto l’11 e il 12 luglio 2005 il

veicolo Opel targato TI __________ in stato di ubriachezza ai sensi dell’art.

91 cpv. 1 prima frase LCStr.

Tale reato non era stato

prospettato sin dall’inizio dell’inchiesta all’accusato in quanto le indagini

si erano concentrate in primis sui delicati risvolti dell’estorsione a sfondo

sessuale di cui in precedenza.

Come si evince dagli atti la

difesa era comunque a conoscenza che ACCU 1 sarebbe stato denunciato al

Ministero pubblico anche per la circolazione in stato di ebrietà (cfr. allegato

ad act 65, lettera della Polizia cantonale alla Sezione della circolazione del

28 luglio 2005, pagina 2 in fine).

10b. L’11 luglio 2005

l’accusato si è recato a __________ con il proprio veicolo nel primo pomeriggio

e ha incontrato per il pranzo __________ al bar __________; l’imputato ha

dichiarato che “se ben ricordo sono giunto in luogo poco prima delle ore

14.00. La cucina era già chiusa, così abbiamo mangiato un piatto freddo.

Durante il pasto abbiamo bevuto un litro di vino (due volte mezzo

litro). Questo circa dalle ore 14.00 alle ore 14.30. Dopo io e __________

abbiamo iniziato a bere dei bicchieri di birra alla spina da 2 decilitri. Devo

dire che al bar __________ io e __________ siamo rimasti fino circa alle 17.00.

Durante la nostra permanenza non ricordo quanti bicchieri di birra abbiamo

bevuto, ma secondo me erano diversi. [...] Alle ore 17.00 io e __________

ce ne siamo andati momentaneamente dal bar __________. Con il mio veicolo

siamo andati a __________ presso il cantiere Alp Transit a rendere visita ad un

amico di __________. [...] Siamo poi tornati al bar __________ di __________

verso le ore 18.00. Nell’esercizio pubblico abbiamo poi continuato a bere

bevande alcoliche, per l’esattezza bicchieri di birra da due decilitri. [...]

Mi rammento che durante la nostra permanenza nell’esercizio pubblico io e __________

abbiamo sorbito innumerevoli bicchieri di birra. (cfr. act 6, verbale

di interrogatorio di ACCU 1 del 15 luglio 2005, pagine 5 e 6, sottolineature

nostre).

Anche __________, presente

quella sera verso le 22.00 al bar __________ ha affermato che l’accusato e __________

“erano molto alticci e rognosi“, giungendo perfino ad affermare

che il primo era ubriaco (cfr. ibidem, verbale di interrogatorio di __________

del 13 luglio 2005, pagine 2 e 3, sottolineature nostre).

Pure il gerente del Bar __________

ha riferito che il cuoco dell’esercizio pubblico gli aveva detto che già verso

le 18 __________ e l’accusato “erano già ben imbenzinati” e ha

confermato che in seguito nel corso della serata “__________e ACCU 1

erano praticamente ubriachi” (cfr. act 6, verbale di interrogatorio di __________

pagina 3, sottolineature nostre).

Lo stesso __________, a precisa

domanda su chi avesse guidato quel giorno la Opel __________ di proprietà

dell’accusato, ha risposto eloquentemente; “tutto il tempo ACCU 1. Io

gli ho detto di fare attenzione, che era ciocco, ma lui se ne sbatte le

palle” (cfr. allegato 22 ad act 57, verbale di interrogatorio di __________

del 3 agosto 2005, pagina 5 in fine).

In ogni caso riguardo a quella

sera l’accusato, che si è recato - dopo aver lasciato l’esercizio pubblico più

volte menzionato - a casa di CIVI 1 (cfr. supra) ha dichiarato inequivocabilmente

che “avevo bevuto un po’. O meglio ero ubriaco fradicio. Devo precisare

che la mia auto non dovevo guidarla. C’era un’altra persona che doveva venirci

a prendere, visto che ero ubriaco. Poi alla fine, comunque, ho guidato” (cfr.

allegato 40 ad act 57, verbale di interrogatorio di ACCU 1 del 28 luglio 2005,

pagina 2 in alto).

10c. Alla luce delle

considerazioni dell’imputato medesimo e delle eloquenti testimonianze è chiaro

- sebbene non vi sia agli atti il tasso alcolemico riscontrato nel suo sangue

in quanto non ha potuto esser rilevato - che l’accusato ha guidato il proprio

veicolo nonostante avesse bevuto oltre il consentito.

Pertanto ACCU 1 è autore

colpevole di guida in stato di inattitudine.

11a. Per l’episodio verificatosi

l’11 febbraio 2006 a __________ il Sostituto Procuratore pubblico rimprovera

all’accusato di aver circolato alla guida della vettura Opel targata TI __________

in stato d’ebrietà (tenore min. 2.13 g/kg, tenore max 2.52 g/kg).

11b. Chiunque conduce un veicolo

a motore in stato di ebrietà è punito con la multa. Una pena detentiva sino a

tre anni o una pena pecuniaria è inflitta quando è rilevata una concentrazione

qualificata di alcol nel sangue (art. 91 cpv. 1 LCStr).

11c. I fatti sono chiari e del

resto non sono nemmeno stati contestati dalla difesa (cfr. supra, sintesi

dell’arringa).

In sostanza ACCU 1,

dopo aver cenato e consumato diverse bevande alcoliche, alla guida della sua

vettura è transitato dall’intersezione stradale __________ __________ -Via __________

in territorio di __________ diretto verso __________; giunto all’impianto

semaforico è passato col rosso provocando la collisione con il veicolo condotto

da __________ che, con il semaforo commutato sul verde, correttamente stava

svoltando in direzione del centro città.

Tale circostanza, oltre ad

essere suffragata dalla scarsa - per non dir nulla -verosimiglianza della

versione resa dall’accusato (con particolare riferimento alla velocità di 20

km/h, soprattutto se riferita alla commutazione dal verde al giallo del

semaforo, rispettivamente alla possibilità di evitare l’impatto a tale andatura),

è del resto confermata inequivocabilmente da un testimone (cfr. inc. 2006/2028,

act 1, verbale di interrogatorio di __________ __________ dell’11 febbraio

2006).

Pacifico e incontestato pure il

tasso alcolico riscontrato nel sangue dell’accusato al momento dell’incidente,

abbondantemente oltre i limiti prescritti dalla legge (cfr. ibidem, analisi del

laboratorio Bioanalitico SA e documenti annessi).

Ciò posto anche il reato

di infrazione alle norme della circolazione, prospettato all’accusato

all’inizio del dibattimento, per aver omesso di arrestarsi dinnanzi al semaforo

rosso è dato nell’evenienza concreta; di conseguenza ACCU 1 è punibile anche

per questa imputazione.

11d. Alla luce di tutte le

considerazioni espresse l’accusato è autore colpevole di circolazione in stato

di inattitudine e di infrazione alle norme della circolazione.

12. Nella commisurazione

della pena va considerato che l’accusato ha tentato di commettere il reato dopo

aver generato nella vittima il desiderio e aver poi cercato di abusare della

sua fragilità, così come il fatto di aver ricercato la collaborazione di

persona notoriamente violenta e tale da incutere timore, che non si è fatta

scrupolo di usare armi e forza fisica per minacciare.

La pena proposta dalla pubblica

accusa, ritenuta pure l’estensione delle imputazioni a carico dell’accusato, va

quindi sostanzialmente confermata.

Se è vero che, come ha

sottolineato la difesa, ACCU 1 dal febbraio 2006 si è sottoposto e si sottopone

tutt’ora ai controlli presso il centro Ingrado (peraltro necessari nel caso

volesse riottenere la patente), d’altro canto non va dimenticato che è già

stato condannato nel 2001 per aver condotto in stato di ebrietà (cfr. estratto

del casellario giudiziale agli atti) e che la stessa Sezione della circolazione

gli ha ritirato la licenza di condurre a tempo indeterminato perché dal

rapporto peritale di Ingrado ”risulta che l’interessato presenta una forma

di dipendenza dall’alcol nonché un quadro della personalità che lo rende

inidoneo dal profilo caratteriale a condurre con sicurezza veicoli a motore”

(cfr. act 71, decisione della Sezione della circolazione del 10 agosto 2006).

Tutto ben ponderato (cfr.

situazione patrimoniale dell’accusato agli atti e discussa in aula), alla luce

degli accertamenti economici e personali effettuati, si giustifica una sanzione

pecuniaria - già dedotto il carcere preventivo sofferto di 21 giorni - di 69

aliquote giornaliere da fr. 30.- l’una, oltre alla multa effettiva da pagare di

fr. 1'500.- che tiene conto pure dell’estensione del decreto di accusa.

Non vi è alcun motivo per non

concedere la sospensione condizionale della pena pecuniaria, ritenuto che il

periodo di prova deve essere fissato in anni tre vista la recidiva specifica in

ambito di circolazione in stato di ebrietà.

13. Nulla osta, né del resto

la difesa si è opposta, alla confisca da parte dello Stato del paio di mutande

e dell’asciugamano sequestrati all’accusato.

14. Infine si dà atto del

rinvio della parte civile al competente foro civile per eventuali pretese di

corrispondente natura.

visti gli art. 22, 24, 34, 42, 47,

49, 106, 156 CP; 90 e 91 LCStr ; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti;

dichiara ACCU 1

autore colpevole di tentata

estorsione, guida in stato di inattitudine e infrazione alle norme della

circolazione per i fatti compiuti nelle circostanze descritte nel decreto di

accusa n. 928/2007 del 4 aprile 2007 con le aggiunte odierne.

condanna ACCU 1

1. alla pena pecuniaria di 69

(sessantanove) aliquote giornaliere di fr. 30.- (trenta), per un totale di fr.

2'070.- (duemilasettanta), già dedotto il carcere preventivo sofferto di

giorni 21;

1.1. l’esecuzione

della pena è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni.

Considerandi

2.

alla multa di fr. 1'500.-

(millecinquecento);

2.1

in caso

di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata

in 15 (quindici) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

3.

al pagamento delle tasse e

spese giudiziarie di complessivi fr. 1’570.-.

comunica che la condanna sarà iscritta a

casellario giudiziale e cancellata trascorso il periodo fissato dall’art. 369

CP.

ordina la confisca di un paio di

mutande e di un asciugamano sequestrati all'accusato.

dà atto che la parte civile è stata

rinviata al competente foro civile per eventuali pretese di corrispondente

natura.

le parti sono state avvertite del diritto

di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di

cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto

di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276

cpv. 2 CPP).

La motivazione del ricorso per

cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20

giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione

dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

Ministero

pubblico della Confederazione, Berna

e, alla crescita in giudicato

della sentenza,

intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

Sezione esecuzione pene e

misure, Torricella,

Sezione della circolazione,

Camorino

Servizio di coordinamento

cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

Sezione dei permessi e

dell’immigrazione, Bellinzona,

Ufficio del Giudice

dell'istruzione e dell'arresto, Lugano,

Ufficio reperti, Bellinzona.

Il presidente: Il

segretario:

Distinta spese a carico di ACCU 1

fr. 1500.- multa

fr. 1000.- tassa

di giustizia

fr. 570.- spese

giudiziarie

fr. 3070.- totale

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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