10.2008.483
Sferrare pugni al volto ed in altre parti del corpo
7 maggio 2009Italiano16 min
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Numero d'incarto:
10.2008.483
Data decisione, Autorità:
07.05.2009, PRPEN
Titolo:
Sferrare pugni al volto ed in altre parti del corpo
LESIONE SEMPLICE
art. 123 cf. 1 CPS
Incarto
n.
10.2008.483
DA
4384/2008
Bellinzona
7
maggio 2009
Sentenza
con motivazione
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Giudice della Pretura penale
Damiano Stefani
sedente con Marco
Agustoni in qualità di segretario per giudicare
ACCU 1 ,
prevenuto colpevole di lesioni semplici,
per avere, a __________ il 2
aprile 2008, colpito CIVI 1 con dei pugni al volto ed in altre parti del corpo,
procurandogli le lesioni menzionate nel certificato medico del 4 aprile 2008
rilasciato dal dr. __________;
fatti avvenuti nelle riferite
circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto dall’art. 123
cifra 1 CPS;
perseguito con decreto d’accusa del 17 novembre
2008 n. 4384/2008 del AINQ 1 che propone la condanna:
1. Alla pena pecuniaria di fr.
360.-- (trecentosessanta) corrispondente a 9 aliquote da fr. 40.-- (art. 34 e
seg. CPS).
L’esecuzione della pena
viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni (art. 42
e seg. CPS)
2. Si rinvia la parte civile
al competente foro per le pretese di natura civile (art. 94 cpv. 2 CPP).
3. Alla multa di fr. 200.--
(duecento), con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà
sostituita con una pena detentiva di giorni 2 (art. 106 cpv. 12 CPS).
4. Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 100.--.
5. La condanna verrà iscritta
a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo previsto
dall’art. 369 CPS;
vista l’opposizione al decreto
d’accusa interposta tempestivamente in data 24 novembre 2008
dall’accusato;
indetto il dibattimento 7 maggio 2009, al
quale ha partecipato l’accusato, mentre la parte civile ha rinunciato a
presenziare, così come la Procuratore Pubblico __________, la quale ha postulato
la conferma del decreto d’accusa impugnato;
accertate le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;
prospettato all’imputato, ai sensi dell’art. 250
cpv. 1 e 2 CPP, la derubricazione del reato di lesioni semplici in quello di
vie di fatto;
sentito l'accusato, il quale chiede di
essere prosciolto in quanto non ha assolutamente commesso i fatti
addebitatigli, non avendo nemmeno visto il denunciante quella sera;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. L’imputato è autore
colpevole di lesioni semplici o, in subordine, di vie di fatto, per i fatti
commessi nelle circostanze descritte nel decreto d’accusa in questione?
2. Quale
deve essere l’eventuale pena?
3. L’imputato può beneficiare
della sospensione condizionale dell’eventuale pena e, se sì, a quali
condizioni?
4. A chi vanno caricate la
tassa e le spese di giudizio?
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
1. L’imputato, ACCU 1, nato a __________
il __________, è rimasto da poco vedovo e vive da solo, essendo i figli ormai
grandi ed indipendenti.
Attualmente egli percepisce un’indennità
di invalidità di fr. 1'900.-- mensili.
La parte civile, CIVI 1, nata a
__________ il __________, divorziata, è domiciliata a __________ ed è
pensionata.
2. Con scritto 7 aprile 2008
indirizzato al Ministero pubblico di Lugano (AI 1) CIVI 1 ha sporto denuncia
nei confronti del prevenuto per i titoli di violazione di domicilio e lesioni,
asserendo di essere stato da lui aggredito presso il suo domicilio in data 2 aprile
2008 verso le ore 19:45.
Alla querela egli ha allegato
un certificato medico, datato 4 aprile 2008, del dr. med. __________ dal
seguente contenuto: “Con il presente certifico che il paziente a margine è
stato visitato in data 4 aprile 2008: lamentava dolori residui al mento/denti,
braccio sinistro ed in sede lombare, dicendo di essere stato aggredito la sera
del 2 aprile 2008.
Clinicamente i reperti sono
discreti ma compatibili con interventi di terzi: ematoma al mento e al braccio
sinistro, dolenzia palpatoria alla dentizione inferiore a sinistra ed in sede
lombare vertebrale/paravertebrale.
Si tratta dunque di plurime
contusioni (mento, denti, braccio sinistro e lombare) con prognosi favorevole.
L’entità del danno dentario
viene valutata dalla dentista di fiducia.”.
3. Sulla scorta del rapporto di
polizia che ne ha fatto seguito, il Procuratore Pubblico, in data 17 novembre
2008, ha emanato il decreto d’accusa qui in esame, con il quale ha posto ACCU 1
in stato di accusa per il titolo di lesioni semplici.
Con scritto di data 24 novembre
2008, l’imputato ha interposto regolare opposizione allo stesso. Da qui la
presente procedura.
4. Le versioni fornite dalle parti
sull’accaduto sono discordanti, per cui val la pena riprenderle testualmente.
CIVI 1 ha così esposto i fatti:
“ (…) La sera del 2 aprile
2008 mi trovavo solo a casa.
Nella zona in cui abito ci
sono varie case; in una di queste, si trovava pure il ACCU 1 di __________.
Questo, ogni tanto, raggiunge l’abitazione della cognata, abitazione disabitata
siccome la stessa da diverso tempo non viene più. (…)
Il giorno dei fatti, ricordo
che ACCU 1 aveva aperto la casa della cognata e aveva pure aperto, unicamente
le gelosie della finestra che guarda nella mia direzione. Quindi, dopo quanto
successo in seguito, posso presumere che mi stesse controllando.
Verso le ore 19:45 del
giorno sopraccitato, uscivo da casa per prendere della legna dalla legnaia. Qui
notavo sul sentiero il ACCU 1, il quale mi diceva, con fare molto cattivo: …
Quello che mi hai detto la volta prima, cioè che ero molto responsabile sul
problema sorto tra i coniugi __________, mi è stato confermato dalla __________
(moglie del gerente del ristorante __________) …
Io gli rispondevo che ero
già stato esaustivo nelle spiegazioni la volta precedente e che non ne volevo
più parlare. Lui a quel momento si trovava a circa m 4 da me.
Mi giravo quindi per
raccogliere la legna.
Mentre ero girato di schiena,
accovacciato a terra, venivo colpito dal ACCU 1 con un potente calcio, alla
parte sinistra della schiena.
Di seguito probabilmente
perché ACCU 1 notava che l’abitazione sopra di noi aveva le luci accese e,
pensando che qualcuno lo potesse vedere, si ritirava.
Da parte mia, siccome anche
malato, mi ritiravo a casa.
Mentre mi trovavo ancora
sulla porta d’entrata, venivo colpito nuovamente con un forte calcione dal ACCU
1, sempre sul fondoschiena parte sinistra.
Nello stesso momento mi
prendeva di striscio con un pugno, all’altezza della spalla sinistra. A seguito
di questi colpi perdevo l’equilibrio e cadevo a terra, all’interno della mia
abitazione.
Mi sono subito rialzato per
difendermi e nello stesso momento, il ACCU 1 mi colpiva con vari pugni sul
volto. Preciso che ero ancora di schiena e mai ci siamo trovati faccia a
faccia. Quindi presumo che mi abbia sempre colpito con il pugno sinistro
(mancino?). Con il primo mi prendeva di striscio sulla mandibola sinistra; con
il secondo e il terzo mi colpiva fortemente sempre alla parte sinistra del
viso.
Dopo questi colpi se ne
andava. Fatti pochi passi, ritornava indietro e mi diceva: … io questa sera
dormo qua e se chiami qualcuno ti uccido … (…).
Dopo avermi detto quanto
sopra rientrava nell’abitazione di sua cognata.
Io, a questo punto, mi
mettevo una giacca e scendevo a chiedere spiegazioni alla __________. Non
chiamavo subito la Polizia.
Il ristorante era chiuso e
quindi non potevo parlare con lei.
In quel momento giungeva con
il Postale il __________, il quale si fermava a chiedermi cosa fosse successo,
siccome avevo tutto il volto insanguinato.
Sono salito con lui sul
postale e siamo andati assieme sino a __________.” (cfr. suo verbale di
interrogatorio 24 aprile 2008).
Il prevenuto, dal canto suo, ha
ammesso di essersi trovato in zona la sera del 2 aprile 2008. In effetti egli
si era recato presso la casa della cognata __________ per accendere il camino e
togliere un po’ di umidità dalla stessa.
Per contro ha respinto con
veemenza le accuse del denunciante, affermando: “Io quella sera non ho avuto
alcun contatto con il CIVI 1 E’ vero che qualche tempo prima gli avevo detto di
piantarla di andare in giro a raccontare frottole sul mio conto.” e “Confermo
ancora che quella sera io non ho avuto nulla a che fare con il CIVI 1. Se è poi
inciampato da solo e si è fatto male alla schiena, che non venga a dare la
colpa a me.” Oltre a ciò, a precisa domanda, ha negato di essere mancino. Chiamato
infine a chiarire quali fossero le voci che CIVI 1 aveva messo in giro, il
prevenuto ha dichiarato: “Lui andava in giro a dire che io avevo avuto una
relazione con la moglie di __________.” (cfr. suo verbale di interrogatorio
30 aprile 2008).
5. I testi sentiti, nessuno dei
quali ha assistito ai fatti, hanno potuto fornire solo indicazioni marginali.
__________, gerente del
ristorante, ha dichiarato che il signor CIVI 1 si era recato presso il suo
esercizio pubblico il 3 aprile 2008, asserendo di essere stato picchiato la
sera prima dal signor ACCU 1 e chiedendo di parlare con la signora __________.
Quest’ultima ha poi detto alla parte civile che avrebbe chiesto all’imputato di
raggiungerli per verificare se quanto detto corrispondeva al vero: “Per
tornare al mio discorso posso dire che dopo aver chiamato il ACCU 1, il CIVI 1
terminava di bere il suo caffè e poi se ne andava, dicendo che non aveva tempo.
Nello stesso momento che il CIVI 1 se ne stava andando, giungeva il ACCU 1. In
quel momento __________ chiamava a voce il CIVI 1, dicendogli di tornare
indietro che il ACCU 1 era arrivato. CIVI 1 non tornava indietro, mimando che
doveva andare a telefonare e se ne andava verso casa.” (cfr. verbale di
interrogatorio 6 maggio 2008 del teste __________).
Alla domanda se il denunciante
presentava delle ferite visibili, l’esercente ha risposto: ”Da parte mia ho
notato unicamente dei piccoli graffi sulle labbra; non saprei precisare se
sulla parte destra o sinistra.”. Su quanto avvenuto il giorno dei fatti
egli ha avuto modo di chiarire: “Ricordo che verso le ore 20:00 il ACCU 1
era giunto presso il mio ristorante e si era fermato a bere un caffè. Poi se ne
andava dicendo che si sarebbe recato presso il rustico della sua cognata per
accendere il camino e quindi togliere un po’ di umidità alla casa.”. Infine
egli ha confermato che l’accusato, la sera del 2 aprile 2008, appariva in uno
stato psicofisico normale (cfr. suo verbale di interrogatorio 6 maggio 2008).
La signora __________ ha
anzitutto dichiarato che CIVI 1 il giorno dopo i fatti si è recato presso il
ristorante dicendo che era stato picchiato da ACCU 1. Anche lei, a precisa
domanda degli inquirenti, ha confermato che il denunciante “era leggermente
segnato sulle labbra”. Ella ha poi precisato: “Da parte mia dichiaro che
effettivamente della storia tra ACCU 1 e la __________ ne avevo parlato con ACCU
1. Con CIVI 1 non ne ho mai parlato. Preciso pure che a ACCU 1 non ho mai detto
che il CIVI 1 andava in giro a parlare male di lui. Quindi non saprei spiegarmi
perché ACCU 1 ha detto quella frase a CIVI 1.”. Inoltre la teste ha avuto
modo di confermare che ACCU 1 la sera del 2 aprile 2008 è andato via dal loro
ristorante poco prima delle 20:00 e che egli era in uno stato psicofisico
normale (cfr. suo verbale di interrogatorio 6 maggio 2008).
Il teste __________,
verbalizzato dalla Polizia il 14 maggio 2008, ha illustrato i fatti come segue:
“(…) Quella sera verso le 20:12 circa, mi sono fermato alla __________ di __________
per prendere a bordo il CIVI 1. Quando è salito gli ho chiesto cosa si era fatto,
siccome era pieno di sangue. Aveva la faccia e le mani, come detto, sporche di
sangue. Si lamentava pure che gli faceva male la schiena. Quando gli chiesi
nuovamente cosa fosse successo, quasi piangente mi rispondeva che era stato
picchiato dal ACCU 1.
Il CIVI 1 mi chiedeva di
portarlo al __________ perché aveva paura d’incontrare nuovamente il ACCU 1. Da
parte mia, visto il suo stato, lo convincevo a seguirmi sino a __________, dove
al termine del mio servizio, con la mia macchina, l’avrei riaccompagnato a
casa.
Al ritorno da __________ ci
siamo fermati a bere qualche cosa assieme al ristorante __________ di __________.
D2: CIVI 1 le ha spiegato il
perché è stato picchiato dal ACCU 1?
R2: A quanto sembra il ACCU
1 lo aveva picchiato perché sembrerebbe che CIVI 1 andava in giro a dire che
lui aveva una relazione con mia moglie. Preciso in primo luogo che quando sono
capitati i fatti in cui hanno visto coinvolti mia moglie e ACCU 1 (gennaio
2008), il CIVI 1 era in __________ e quindi non ne sapeva nulla.”.
Alla domanda se avesse notato
l’imputato a __________, zona __________, __________ ha risposto: “Per
quanto ricordo, quando ho fatto la corsa __________, ho notato la vettura del ACCU
1 parcheggiata __________, verso le ore 15:15. Al mio ritorno, verso le ore
18:00 notavo che la vettura si trovava ancora nello stesso parcheggio. Di
seguito, ripartito per un’altra corsa da __________ a __________, passando
verso le 18:50 davanti __________, non notavo più il veicolo del ACCU 1. Sono
comunque venuto a conoscenza che il ACCU 1 aveva spostato la sua vettura nel
parcheggio dell’__________, in cima alla stradina che porta al nucleo di case
in cui abita il CIVI 1 e dove c’è una casa di vacanza nella quale il ACCU 1
ogni tanto sale per accendere il camino (in affitto a sua cognata). E’ per
questo che non l’avevo notata nelle ultime due corse.” (cfr. suo
verbale di interrogatorio 14 maggio 2008).
6. Giusta l’art. 123 cifra 1 CPS,
chiunque intenzionalmente cagiona un danno al corpo o alla salute di una persona
che non raggiunga gli estremi di una lesione grave ai sensi dell’art. 122 CPS,
è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con un
pena pecuniaria.
L’imputato non contesta che la
parte civile abbia subìto le lesioni documentate dai certificati medici. Pure
incontestato è che le stesse siano da qualificare come lesioni semplici ai
sensi del predetto disposto di legge.
Il signor ACCU 1 chiede
tuttavia il proscioglimento per non aver commesso il fatto.
7. Ben ponderate le risultanze
dell’istruttoria dibattimentale non sussistono, a mente dello scrivente
giudice, sufficienti elementi probatori per poter concludere che le lesioni
subite dalla parte civile siano da ricondurre ai colpi inferti proprio
dall’imputato.
Nel ambito del diritto penale la
presunzione di innocenza rappresenta un punto fermo che si fonda sugli art. 32
cpv. 1 Cost, art. 6 n. 2 CEDU e 14 n. 2 Patto ONU II. Il suo corollario è il
principio “in dubio pro reo”, in base al quale nella valutazione delle prove il
giudice non può dichiararsi convinto di una ricostruzione dei fatti sfavorevole
all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del materiale
probatorio, sussistono ragionevoli dubbi che i fatti si siano verificati in
quel modo.
Incombe alla pubblica accusa
l’onere di provare la colpevolezza dell’imputato, non a questi dimostrare la
sua innocenza.
Nella fattispecie ci troviamo
di fronte a due versioni dei fatti completamente opposte, ove l’imputato
contesta addirittura di avere visto la parte civile il giorno in cui sarebbero
avvenuti i fatti. Nessuno è stato in grado di confermare che tra i due vi sia
stato un diverbio sfociato in vie di fatto.
Fatti
I due testi gerenti del
ristorante hanno riferito che l’accusato era assolutamente normale quella sera.
Il teste __________ ha, dal
canto suo, asserito che la vittima, pochi minuti dopo i fatti, aveva il volto e
le mani coperte di sangue. Questa affermazione non è però neppure confermata
dal certificato medico prodotto, che parla solo di contusioni, ma non cita
alcuna ferita lacero-contusa dalla quale avrebbe potuto uscire sangue. I
signori __________ e __________ non hanno visto alcuna particolare lesione, se
non dei taglietti al labbro, la cui origine e natura è sconosciuta.
La deposizione di __________ è
pure più debole delle altre, ritenuto che ha un grave motivo di inimicizia con
Considerandi
l’accusato, avendo quest’ultimo, come da lui stesso candidamente riconosciuto
al dibattimento, avuto una relazione sessuale con sua moglie.
In tal senso va rilevato, di
transenna, come appaia comunque strano che l’autista di un’autopostale abbia
avuto modo di notare il veicolo del signor ACCU 1 ad ogni suo passaggio nella
zona e di accorgersi che ad un certo punto esso non era più parcheggiato
davanti al ristorante.
A fronte di simili lacune
probatorie non è possibile dare più peso ad una versione dei fatti piuttosto
che all’altra, per cui, in applicazione del principio summenzionato, non si può
far altro che prosciogliere l’imputato dall’accusa formulatagli con il decreto
in oggetto.
8.
Preso atto dell’esito della
procedura, gli oneri della stessa vanno addebitati allo Stato.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli art. 123 cifra 1, 126 CPS;
9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
proscioglie ACCU 1
dall’accusa di:
lesioni semplici, art. 123
cifra 1 CPS,
per i fatti descritti nel
decreto di accusa n. 4384/2008 del 17 novembre 2008;
carica la tassa e le spese allo
Stato;
le parti sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni dal
dibattimento e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione
della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
e, alla crescita in giudicato
della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale,
Bellinzona,
Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il giudice: Il
segretario:
Distinta spese a carico dello StatoACCU 1
fr. 200.00 tassa
di giustizia
fr. 170.00 spese
giudiziarie
fr. 370.00 totale
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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