10.2009.15
Opera protetta, art. 2 LDA
13 agosto 2012Italiano20 min
Source ti.ch
AIUTO
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Numero d'incarto:
10.2009.15
Data decisione, Autorità:
13.08.2012, IIICC
Titolo:
Opera protetta, art. 2 LDA
AZIONE DI ACCERTAMENTO
NOZIONE O DEFINIZIONE DI OPERA
OPERA DI SECONDA MANO
OPERA NON PROTETTA
art. 2 LDA
art. 2 cpv. 2 let. e LDA
art. 3 LDA
art. 10 LDA
Q
Lugano
13 agosto
2012
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La terza Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Walser, presidente,
Pellegrini e Celio
vicecancelliera:
Meyer
sedente per giudicare nella causa promossa
direttamente in appello con petizione 27 agosto 2009 da
AT 1
AT 2
entrambi rappr. dall’ RA 2
contro
CV 1
rappr. dall’ RA 1
chiedente di accertare che AT 2 - socio e gerente di AT
1 - è l’autore dell’opera “Casa con atelier a __________”, che CV 1 ha edificato l’opera sul fondo part. __________ RFD di __________ in violazione dell’art. 10 LDA, e
di condannare CV 1 al pagamento di fr. 40'572.- oltre interessi a AT 1 a titolo di risarcimento danni e fr. 3'000.- a AT 2 a titolo di risarcimento per torto morale;
domande alle quali il convenuto si è opposto con
risposta 4 novembre 2009;
citate le parti all’udienza preliminare del 21 giugno
2010;
esperita l'istruttoria;
preso atto della rinuncia delle parti ad essere
convocate per il dibattimento finale e viste le rispettive conclusioni scritte
di data 28 rispettivamente 29 febbraio 2012;
letti ed esaminati gli atti prodotti e posti a
giudizio i seguenti quesiti:
1. Dev’essere accolta la suddetta petizione?
2. Il giudizio su tassa, spese di giustizia e
ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. Con
rogito 21 novembre 2005 del notaio avv. __________, __________ e __________ A__________,
proprietari del fondo n. __________ RFD di __________, hanno concesso un
diritto di compera su detto fondo a CV 1 e __________ P__________, i quali
erano intenzionati a edificarvi una casa, e meglio una costruzione secondo il
sistema modulare ideato dalla società austriaca O__________.
Nel corso
del 2005 O__________ ha incaricato AT 1 - di cui l’arch. AT 2 è socio e gerente
(doc. B) - della progettazione, della richiesta di rilascio della licenza
edilizia e della direzione lavori per una casa con atelier sul mappale in
questione. Sorte delle differenze in merito alle pretese per onorari esposte
da AT 1 e AT 2, di cui CV 1 ha rifiutato il pagamento, con lettera 12 aprile
2006 AT 1 ha ritirato, in qualità di progettista, la domanda di licenza
edilizia da essa inoltrata il 17 gennaio 2006.
Nel corso
del mese di aprile 2006 CV 1 e __________ P__________ hanno inoltrato una nuova
domanda di costruzione, nella quale era indicato quale progettista l’ing. TE 1.
Il Municipio di __________ ha rilasciato la licenza edilizia il 19 luglio 2006.
CV 1 e __________ P__________ hanno esercitato il diritto di compera il 12
settembre 2006, diventando così proprietari del fondo in questione.
Nel
novembre 2008 AT 2, rilevato che sul mappale n. __________ RFD di __________
era stata edificata una casa con atelier che a suo dire rispecchiava i piani da
lui a suo tempo allestiti, ha inviato a CV 1 una nota d’onorario di fr. 40'572.-
per il lavoro svolto. Preso atto che CV 1 non intendeva onorare la fattura, AT 1 ha inoltrato nei suoi confronti, il 28 gennaio 2009, una querela penale per violazione dell’art. 67
cpv. 1 LDA.
B. Con
petizione 27 agosto 2009 AT 1 e AT 2 hanno convenuto in giudizio CV 1 chiedendo
di accertare che AT 2, socio e gerente di AT 1l, è
l’autore dell’opera “Casa con atelier a __________”, di accertare che CV 1 ha edificato la menzionata opera sul fondo part. __________ RFD di __________ in violazione
dell’art. 10 LDA, nonché di condannare CV 1 al pagamento di
fr. 40'572.- oltre interessi a AT 1 a titolo di risarcimento danni e fr. 3'000.- a AT 2 a titolo di risarcimento per torto morale.
C. Con
risposta 4 novembre 2009 CV 1 si è opposto alla petizione, sottolineando
innanzitutto di aver edificato la casa con atelier così come progettata
dall’arch. K__________, secondo il sistema modulare ideato dalla società O__________,
la quale deve essere considerata autrice dell’opera. Ha quindi rilevato che AT
2 (o AT 1) ha unicamente ricevuto da O__________ l’incarico di ottenere il
rilascio della licenza edilizia per il progetto da quest’ultima creato,
evidenziando che la domanda di costruzione è successivamente stata presentata
dall’ing. TE 1 su incarico di O__________. In assenza di un rapporto
contrattuale fra le parti in causa, nulla è dovuto agli attori, il convenuto
neppure essendo a conoscenza del contenuto degli accordi intercorsi tra parte
attrice e O__________. Il convenuto ha altresì contestato l’applicabilità della
norma SIA e l’ammontare dell’onorario di cui è chiesto il pagamento.
D. Con
replica 10 dicembre 2009 la parte attrice ha confermato le proprie domande,
contestando le argomentazioni di controparte. Ha in particolare rilevato che le
case raffigurate nel doc. 1, che a mente del convenuto sarebbero state
all’origine del progetto, non corrispondono a quella poi edificata dal
convenuto. I progetti datati aprile/giugno 2006 dell’ing. TE 1 sarebbero poi
identici a quelli del gennaio 2006 di AT 1.
E. Nell’allegato
in duplica 7 gennaio 2010 il convenuto ha ribadito quanto indicato in risposta,
osservando che gli attori avrebbero dovuto rivolgere le proprie pretese
direttamente a O__________, dalla quale hanno ricevuto l’incarico di ottenere
il rilascio della licenza edilizia.
F. Con
le conclusioni le parti hanno entrambe confermato le rispettive domande di
causa.
Considerato
in diritto: 1. Il
1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile
svizzero (CPC). L’art. 404 CPC prevede che fino alla loro conclusione davanti
alla giurisdizione adita, ai procedimenti già pendenti al momento dell’entrata
in vigore del nuovo codice si applica il diritto procedurale previgente. Di
conseguenza al procedimento in esame continua ad essere applicabile il CPC-TI. Per
quanto concerne la competenza per materia, si osserva che con l’entrata in
vigore della nuova Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), dal 1° gennaio
2011 la competenza a dirimere le cause proposte direttamente in appello è
passata dalla seconda alla terza Camera civile del Tribunale d’appello
(art. 48 lett. c cifra 5), circostanza di cui le parti sono state rese
edotte con ordinanza 14 febbraio 2011.
2. La
prima questione da esaminare è se in concreto il progetto allestito dall’arch. AT
2 costituisce un’opera protetta ai sensi dell’art. 2 LDA, più precisamente se i
piani da lui elaborati nell’ambito del progetto “Casa con atelier a __________”
presentano un’attività creatrice che si distingue da realizzazioni dello stesso
tipo, tenuto conto delle limitazioni imposte dai dati tecnici, giuridici e
topografici (Tissot, in: La
proprieté intellectuelle des architectes e des ingénieuers, Journées suisses du
droit de la construction 2007, pag. 293).
2.1 La Legge
federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini (LDA) –
contrariamente alla formulazione dell’art. 1 cpv. 1 lett. a LDA – non
disciplina la protezione dell’autore di un’opera, bensì la protezione del
diritto dell’autore su un’opera (Hilty,
Urheberrecht, 2011, n. 79, 95). Per l’art. 2 cpv. 1 LDA, sono opere, indipendentemente
dal valore o dalla destinazione, le creazioni dell’ingegno, letterarie o
artistiche, che presentano un carattere originale. Entrambe le premesse devono
essere date cumulativamente affinché vi possa essere protezione ai sensi della
LDA. Il termine “ingegno” evidenzia che l’opera deve basare sulla volontà
umana, ossia sull’esternazione di un pensiero da parte di una persona fisica (Hilty, op. cit., n. 83). Dal criterio
della “creazione” emerge che qualcosa di non ancora esistente, una novità
oggettiva, deve essere creata (Hilty,
op. cit., n. 85). Inoltre deve essere dato un “carattere individuale” che
sussiste quando è data un’idea originale, quale creazione caratteristica
dell’ingegno con impronta individuale e quale incarnazione di un pensiero per
il quale era necessaria un’idea individuale dell’intelletto. In altre
parole l’opera protetta dalla LDA è esclusivamente un’opera intellettuale che
porta l’impronta di un’attività creatrice originale caratterizzata dalla
personalità dell’autore. Una mera novità soggettiva non basta,
ma quanto creato deve sufficientemente e oggettivamente differire da creazioni
già esistenti. L’individualità dipende inoltre dalla libertà di manovra
dell’autore: laddove questa libertà è ristretta, un’attività indipendente
ridotta può essere sufficiente a concedere la protezione (DTF 130 III 168
consid. 4.1, 4.5 e 5; 125 III 328, consid. 4b; 110 IV 102, consid. 2; 113
II 190, consid. I.2.a; 117 II 466, consid. 2a; Hilty, op. cit., n. 91-92; Barrelet/Egloff,
Le nouveau droit d’auteur, 2000, n. 4-6, 8, 16-17; Rehbinder, Schweizerisches Urheberrecht, 2000, n. 73, 74,
76; Dessemontet, in Dessemontet/Cherpillod/Perret/
Liechti/Lutz, La nouvelle loi fédérale sur le droit d’auteur, 1994, pag. 28-42;
Cherpillod, Le droit d’auteur des
architectes, Plädoyer 6/1994, pag. 50 e segg.).
2.2 In
particolare anche le opere architettoniche (art. 2 cpv. 2
lett. e LDA) godono della protezione della LDA se costituiscono creazioni
dell’ingegno che presentano un carattere originale. Il piano di costruzione non
è invece considerato un’opera architettonica, bensì rientra sotto i disegni
tecnici di cui all’art. 2 cpv. 2 lett. d LDA. Ritenuto che le premesse della
protezione e gli effetti della stessa sono i medesimi sia per l’opera sia per i
piani, la differenza non appare di per sé di rilievo. Si pone nondimeno il
quesito a sapere in che misura occorra costruire secondo i piani
dell’architetto e meglio in che misura sia possibile differire dal progetto
affinché si possa ritenere di essere in presenza di un semplice adattamento,
rispettivamente quando invece – se il progetto utilizzato fungeva unicamente
quale ispirazione – la costruzione assume un’impronta individuale (Hilty, op. cit., n. 107, 184). La
giurisprudenza è restrittiva nel riconoscere protezione a opere
architettoniche. L’architetto che disegna piani e progetti può godere
della protezione della LDA, anche se non crea qualcosa di assolutamente nuovo
ed originale (Tissot, op. cit.,
pag. 291). È però necessario che egli applichi le sue conoscenze professionali
in modo da creare con il proprio ingegno qualcosa di individuale. Non è
sufficiente invece che contribuisca unicamente con le sue
abilità tecniche o combini elementi stilistici conosciuti (DTF 117 II 466,
consid. 2a, 5d; Tissot,
op. cit., pag. 292-293; Thies/Spauschus,
Quo vadis Baukultur? Der Schutz der
Urheberpersönlichkeit von Architekten in Deutschland und der Schweiz, sic!
2007, 883 e segg.; Wenger Berger,
Quo Vadis Baukultur? Eine Präzisierung, sic! 2008, 320 e segg.; Rehbinder, op. cit., n. 84).
2.3 Come visto sopra, non è
contestato che l’arch. AT 2 abbia allestito i piani di cui ai
doc. B1-B15. Controverso è per contro se tali piani possono costituire un’opera
ai sensi della LDA, gli stessi essendo basati su sistemi modulari ideati da O__________,
rispettivamente sulle istruzioni ricevute dal convenuto che gli ha sottoposto
delle idee già elaborate da altri. La dottrina differenzia tra elaborazione
(Bearbeitung), rielaborazione (Neugestaltung) e trasformazione
non creativa (nicht-schöpferische Umgestaltung). Una elaborazione o una
cosiddetta “opera di seconda mano” (art. 3 LDA) é data quando elementi o una
combinazione di elementi di un’opera esistente vengono riportati in una nuova
opera in modo tale che resti riconoscibile il carattere originale dell’opera
preesistente. Si è invece in presenza di una rielaborazione se la nuova
creazione è a tal punto indipendente che gli elementi dell’opera preesistente
non sono più oggettivamente riconoscibili. Una trasformazione non creativa
invece è data se le modifiche implicano una semplice alterazione dell’opera
preesistente che di per sé non ha carattere individuale (Hilty, op. cit., n. 123; Rehbinder, op. cit. n. 94-101).
Inoltre, talune scelte architettoniche sono dettate all’architetto da elementi
esterni, indipendenti dalla sua volontà, ad esempio le disposizioni di
pianificazione del territorio, le norme di polizia o la configurazione
particolare della particella, o ancora i desideri del committente. Soluzioni
architettoniche dipendenti da siffatti elementi non sono sufficienti a
conferire un carattere individuale alla creazione, l’architetto non potendo fondare
l’originalità della sua opera su elementi che gli sono stati imposti (Tissot, op. cit., pag. 292).
Occorre esaminare per ciascun caso concreto, in che misura l’architetto abbia
scartato le scelte e le soluzioni consuete, al fine di determinare se la
creazione possa essere considerata individuale (Tissot,
op. cit., pag. 293).
2.4 È indiscusso che gli attori
sono stati incaricati di progettare una casa di sistema, consistente in
elementi modulari, dalle dimensioni definite in 62.5 cm (conclusioni di parte attrice pag. 4). Il progetto dell’arch. AT 2 si basa dunque su pannelli
modulari predefiniti dal sistema di O__________, ossia su un’idea
(abitazione/costruzione modulabile) della società austriaca. Gli attori stessi “non
pretendono di aver inventato le componenti di costruzione modulari della O__________”
(replica pag. 10). Questo tipo di costruzione è stato notato dal convenuto che
ha deciso di edificare la propria casa in base al modello O__________. Inoltre
egli ha dato chiare istruzioni circa la tipologia della costruzione, fondata su
un progetto già realizzato da O__________. Così CV 1 dinnanzi al Procuratore
pubblico: “La nostra idea, mia e di mia moglie, era quella di costruire una
nuova casa una volta giunto alla pensione. Avevamo ben in chiaro il tipo di
casa che volevamo costruire, ossia una casa su un piano, divisa in due parti
(piano abitativo e atelier, visto che mia moglie, come detto, è un’artista).
Avevo infatti visto in televisione, nel 2002/2003, una trasmissione sulla ditta
austriaca O__________ e sulle costruzioni che questa ditta effettuava, ossia
costruzioni con un sistema modulare e con costi fissi, chiavi in mano. Ho
quindi preso contatto con la ditta O__________ poco tempo dopo la trasmissione
televisiva e con mia moglie abbiamo visitato la ditta in Austria, nonché alcuni
edifici che la O__________ aveva costruito nei dintorni della sua sede. Con mia
moglie abbiamo subito individuato il modello di casa che ci sarebbe piaciuto
costruire. Produco a questo proposito un’immagine del modello che avevamo
scelto (doc. A)” (verbale di interrogatorio 9 giugno 2009, inc. 2009.956
del Ministero pubblico, pag. 2). La casa raffigurata nel menzionato doc. A (due
blocchi color nero, col tetto piano e grandi vetrate di vetro) corrisponde a quella
ritratta sul doc. 1 prodotta dalla parte convenuta.
Quanto dichiarato dal
convenuto è stato confermato dalla testimonianza di H__________, dipendente
venditore e amministratore di O__________: “Die Firma O__________ plant
Häuser und setzt diese Planungen auch um […]. Der
Name O__________ bedeutet “Offenes Architektursystem”. Wir haben
systematisierte technische Grundlagen für die Umsetzung von Häusern entwickelt.
Wir fertigen auch Module vor mit einem hohen Vorfertigungsgrad, insbesondere
was den Rohbau angeht” (verbale di audizione testimoniale 19 gennaio 2011, risposta alla
domanda nr. 2 di parte convenuta). “Wenn mir Dokument Nr 1 der Prozessakten
vorgehalten wird, so erkenne ich darin eine Seite unserer Homepage. Dieses
Dokument zeigt ein Projekt von uns, das wir seinerzeit entwickelt haben. Dieses
Projekt steht als Beispiel auf der Homepage. Dieses auf dem Dokument Nr 1
gezeigte Haus war das erste oder zweite Haus, das wir nach diesem O__________-__________
gebaut haben” (verbale di audizione testimoniale 19 gennaio 2011, risposta
alla domanda nr. 3 di parte convenuta). “CV 1 kam seinerzeit zu uns mit sehr
klaren Vorstellungen, wie sein haus aussehen sollte. Seine Vorstellungen
lehnten sich sehr stark an das auf Dokument Nr 1 abgebildete Haus an” (verbale
di audizione testimoniale 19 gennaio 2011, risposta alla domanda nr. 4 di parte
convenuta). In merito al progetto doc. B1-B15 emerge inoltre che “Die Firma
O__________ hat dieses Projekt ausgeführt und wir wurden vom Bauherrn
diesbezüglich beauftragt. Die Zeichnungen, die dem Dokument beiliegen, wurden
nicht von der Firma O__________ erstellt. Gezeichnet wurde das Projekt von
Architekt AT 2. Es ist so, CV 1 ist zu uns gekommen, der Firma O__________, und
hatte klare Vorstellungen von einem Projekt. Er hatte ein Projekt, das von uns
bereits im __________ erstellt wurde, als Vorstellung zugrunde gelegt. Er (CV 1)
hatte auch selber klare Vorstellungen skizziert gehabt, wie das Projekt
aussehen sollte. Der Grund, dass wir uns an Herrn AT 2 gewendet haben, war,
dass das Projekt im Tessin ausgeführt werden sollte und wir baten ihn, auf
Basis der Skizzen des CV 1 einen Entwurf zu erstellen” (verbale di
audizione testimoniale 13 maggio 2011, risposta alle controdomande nr. 2 e 3 di
parte attrice).
2.5 Gli attori
stessi rilevano di aver avanzato le proprie proposte architettoniche in base
alla situazione morfologica del terreno (in forte pendenza) e ai desideri e
alle esigenze dei coniugi CV 1 (replica pag. 6), nonché di aver progettato una
casa di sistema, consistente in elementi modulari (conclusioni di parte
attrice, pag. 4). Già si è detto sopra che, quando le scelte architettoniche
sono dettate all’architetto da elementi esterni, indipendenti dalla sua
volontà, come le disposizioni di pianificazione del territorio, la configurazione
della particella e i desideri del committente, la creazione non può presentare
un carattere individuale, l’architetto non potendo fondare l’originalità della
sua opera su elementi che gli sono stati imposti.
In petizione gli attori si
sono limitati a sostenere che il progetto architettonico così
creato costituisce un’opera architettonica protetta dalla LDA perché manifesta
un carattere originale, senza però minimamente spiegare in cosa consisterebbe
questa originalità (petizione, pag. 5, punto 4). In replica e con le
conclusioni scritte, essi hanno poi per contro individuato il carattere
originale del progetto architettonico nell’aver studiato le possibili
soluzioni architettoniche sul terreno, elaborato il progetto di massima e
quelli definitivi rispettando la volontà e le esigenze dei coniugi CV 1,
orientando la parte abitativa verso valle in modo da permettere la vista sul
lago e posizionando l’atelier verso nord per ottenere un’illuminazione naturale
tutto il giorno (replica pag. 6 e 10 con riferimento al doc. 5,
conclusioni attore pag. 5-6).
Quanto - superficialmente
- addotto dagli attori non è però sufficiente a dimostrare l’esistenza di un’opera protetta ai sensi dell’art. 2 LDA. Quanto asserito dagli
attori rientra o dovrebbe perlomeno rientrare nelle abilità tecniche e
conoscenze professionali di qualsiasi architetto. Incombeva agli attori l’onere
di spiegare e dimostrare in base a quali elementi i piani elaborati dall’arch. AT
2 presentano un’attività creativa che si distingue da realizzazioni dello
stesso tipo, anche tenuto conto non solo delle limitazioni imposte dai dati
tecnici, giuridici e topografici, ma anche dei desideri e delle indicazioni
ricevute, in particolare fornendo i dati oggettivi e gli elementi tecnici utili
al giudizio sulla qualità di “opera". I documenti agli atti, segnatamente
Fatti
i piani della costruzione e l’indicazione della documentazione fotografica non
permettono di dedurre in cosa consiste il carattere originale del progetto
oggetto di causa.
2.6 L’esistenza
dell’asserito plagio era da valutare sulla base dei progetti in quanto tali ma,
non essendo dato di sapere quali siano gli elementi originali/individuali dai
quali si possa dedurre che l’arch. AT 2 abbia applicato le sue conoscenze professionali
in modo da creare con il proprio ingegno qualcosa di individuale, quindi
neppure essendovi un’opera protetta ai sensi della LDA, una tale valutazione
non è possibile. Benché CV 1 abbia confermato che “vi è sostanziale
identità trai piani allestiti dall’arch. AT 2 e quelli inoltrati dall’ing. TE 1”, egli ha però anche precisato che “per me si tratta comunque di piani sempre riconducibili a O__________
e quindi parte di un progetto unico […]. Per l’arch. AT 2 e poi l’ing. TE
1 rappresentavano sostanzialmente O__________ […]. Entrambi lavoravano per
conto della O__________ […]. Il costo delle prestazioni di O__________ è stato
pari a EUR 370'000.-; tali prestazioni comprendono la progettazione della
casa, la costruzione e i costi inerenti la procedura di licenza edilizia” (verbale
di interrogatorio 9 giugno 2009, inc. 2009.956 del Ministero pubblico, pag.
4-5).
Se anche
vi fosse totale identità tra la costruzione effettivamente edificata sul fondo
n. __________ RFD di __________ (doc. 2) e i piani allestiti da AT 1 per
mezzo dell’arch. AT 2 (doc. B1-B15 incarto penale) ciò non significa che
si è in presenza di una violazione ai sensi della LDA, in quanto non è comunque
provato che sussista un’opera degna di protezione.
2.7 Mancando
un’opera ai sensi della LDA, la domanda intesa all’accertamento di una
violazione dell’art. 10 LDA è respinta. Di conseguenza sono altresì respinte le
domande di riconoscere un’indennità per torto morale, così come la domanda di
risarcimento danni, con il rilievo che il danno, la cui entità è stata
contestata, neppure è stato dimostrato.
3. In definitiva, dall’esame complessivo della documentazione agli
atti e delle prove esperite risulta che, per i motivi sopra esposti, la
petizione deve essere respinta.
Giusta
l’art. 148 CPC-TI il giudice condanna la parte soccombente a
rimborsare all’altra le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili.
Per
quanto riguarda le spese processuali, il 1° gennaio 2011 è entrata in vigore la
nuova legge sulla tariffa giudiziaria (LTG), la quale dispone che nei
procedimenti condotti secondo le norme di procedura civile e penale cantonali
si applica la tariffa previgente (art. 33 LTG). È quindi ancora da applicare la
legge sulla tariffa giudiziaria del 14 dicembre 1965. Giusta l’art. 23 vLTG la
tariffa delle decisioni in istanza cantonale unica del Tribunale di appello è
il doppio di quella prevista per la prima istanza. Al proposito l’art. 17
vLTG prevede degli esborsi forfettari, stabiliti in modo scalare per differenti
fasce di valore di causa. Per valori litigiosi da fr. 20'001.- a fr.
50'000.- è prevista una tassa tra fr. 1'000.- a fr. 5'000.-. Nel caso in
rassegna le spese processuali per questa decisione, già anticipate in ragione
di fr. 2'000.- dalla parte attrice, sono fissate in complessivi fr. 8'000.-
e poste a carico degli attori in solido.
Per
quanto concerne le ripetibili, anch’esse sono regolate dal diritto previgente
(art. 16 cpv. 2 Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e
di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre
2007), quindi secondo la Tariffa dell’Ordine degli avvocati del Cantone Ticino
(TOA) del 7 dicembre 1984.
Motivi per i quali,
richiamati per le spese l'art. 148 CPC-TI e la
vLTG,
pronuncia:
1. La
petizione 27 agosto 2009 di AT 1 e AT 2 è respinta.
Considerandi
2.
La
tassa di giustizia fr. 6'500.--
e le
spese fr. 500.--
in totale
fr. 7'000.--
sono
poste integralmente a carico di AT 1 e AT 2 in solido, con l’obbligo di versare, sempre con il vincolo di solidarietà, fr. 6'500.- a titolo di ripetibili a CV 1.
3.
Notificazione:
-
-
Per la Terza Camera civile del Tribunale d'appello
Il presidente La
vicecancelliera
Rimedi
giuridici
Nelle cause a carattere pecuniario con un valore
litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF); se il valore litigioso
non raggiunge tale importo, il ricorso è pure ammissibile, se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge
federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non
sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte
che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un
ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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