Lexipedia

Decisione

10.2009.20

Proscioglimento dall'accusa di ripetuta appropriazione indebita di lieve entità e di ripetuta falsità in documenti

14 ottobre 2009Italiano57 min

Source ti.ch

Fatti

2 CP;

perseguita con decreto d’accusa n. 4877/2008 di

data 15 dicembre 2008 del AINQ 1 che

propone la condanna dell'accusata:

1. Alla pena pecuniaria di fr.

300.- (trecento), corrispondente a 10 (dieci) aliquote da fr. 30.- (trenta).

L'esecuzione della pena

viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.

Considerandi

2.

Alla multa di fr. 200.-

(duecento), con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà

sostituita con una pena detentiva di giorni 7 (sette) (art. 106 cpv. 2 CP).

3.

Al versamento

alla parte civile dell'importo di fr. 128.- a titolo di risarcimento (art. 208

cpv. 1 lett. b CPP); la parte civile è rinviata al competente foro civile per

il giudizio sulle altre pretese di risarcimento avanzate (art. 208 cpv. 1 lett.

b e 267 cpv. 1 CPP).

4.

Al pagamento della tassa di

giustizia di fr. 100.- e delle spese giudiziarie di fr. 100.-.

viste le opposizioni interposte

tempestivamente in data 17 dicembre 2008 dall'accusata e il 29 dicembre 2008

dalla parte civile;

indetto il dibattimento 14 ottobre 2009,

al quale sono comparsi l’accusata personalmente, il difensore e il

patrocinatore di parte civile mentre il Procuratore pubblico con lettera 15

aprile 2009 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando

nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato;

accertate le generalità dell'accusata, data

lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata e

sentiti i testi;

sentito il patrocinatore di parte civile,

il quale chiede la conferma del decreto di accusa e il versamento di fr.

15'250,35 (composti di fr. 128.- per risarcimento danno, fr. 4’357,75 per

perdita di guadagno dal __________ al __________, fr. 500.- di torto morale e

fr. 10’264,60 per spese legali) oltre interessi del 5% dal 27 settembre 2007;

sentito il difensore, il quale chiede il

proscioglimento dell’accusata e chiede l’assegnazione di ripetibili;

sentita da ultima l'accusata;

posti a giudizio i seguenti quesiti

1.

Se ACCU 1 è autrice colpevole

di:

1.1

ripetuta appropriazione

indebita di lieve entità

1.2

ripetuta falsità in

documenti (caso di lieve entità)

per i fatti descritti nel

decreto di accusa a suo carico.

2.

Sulla pena e sulle spese.

3.

Se deve essere accolta la

pretesa della parte civile, che chiede il versamento della somma di fr. 15’250,35.-

oltre interessi al 5% dal __________ a titolo di risarcimento.

letti ed esaminati gli atti;

considerato in fatto ed in diritto

1.

ACCU 1, cittadina

italiana nata nel __________, è estetista di professione e ha svolto la sua

attività lavorativa in alcuni istituti di bellezza di __________ prima di

essere assunta - poiché nel frattempo era diventata mamma e voleva continuare

comunque la sua attività part time - il mese di __________ del __________

presso l’istituto __________ di CIVI 1, sito a __________, che le aveva dato

questa possibilità con un onere lavorativo del 60%.

2.

Il Procuratore pubblico,

con decreto di accusa del 15 dicembre 2008, rimprovera a ACCU 1 di essersi

appropriata, in più occasioni, nel periodo compreso tra il __________ e il __________,

a __________, di valori patrimoniali di lieve entità a lei affidati, e meglio

per essersi in più occasi__________ appropriata di una parte degli incassi che

le erano stati consegnati a contanti, nella sua qualità di dipendente

dell’Istituto di bellezza __________ di CIVI 1, da alcune clienti a titolo di

pagamento per le prestazioni ricevute, e più precisamente di fr. 20.- il __________

(cliente __________), di fr. 20.- il __________ (cliente __________), di fr.

10.

- __________ (cliente __________), di fr. 20.- il __________ (cliente __________)

e di fr. 25.- il __________ (clienti __________ e __________), nonché per

essersi appropriata in due occasioni di una parte dell’incasso del predetto

istituto affidatole affinché lo versasse su un conto bancario, ossia di fr.

18.

- il ____________________ e di fr. 15.- il __________, appropriandosi quindi

indebitamente di una somma complessiva pari a

fr. 128.-.

Nell’ambito delle

circostanze testé descritte la pubblica accusa ritiene altresì l’accusata

autrice colpevole di ripetuta falsità in documenti per aver attestato in un

documento, contrariamente alla verità, un fatto d’importanza giuridica, e

meglio per avere iscritto, in sei occasioni, nelle schede contabili dell’Istituto

di bellezza __________, incassi inferiori a quelli effettivamente ricevuti in

contanti dalle clienti, indicando così complessivamente un incasso di fr. 760.-

in luogo di quello effettivo di fr. 855.-.

3.

Per l’art. 138 cpv. 1 CP

chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori

patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o

con una pena pecuniaria.

Se il reato concerne

soltanto un elemento patrimoniale di poco valore o un danno di lieve entità, il

colpevole è punito, a querela di parte, con la multa (art. 172 ter cpv. 1 CP).

Per l’art. 251 cpv. 1 CP

chiunque, al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o

di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, forma un documento falso

od altera un documento vero, oppure abusa dell’altrui firma autentica o

dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppositizio,

oppure attesta o fa attestare in un documento, contrariamente alla verità, un

fatto di importanza giuridica o fa uso, a scopo di inganno, di un tale

documento, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena

pecuniaria.

Nei casi di esigua gravità, può

essere pronunciata la pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria

(art. 252 cpv. 2 CP).

4a. Il presente procedimento

è stato avviato dalla CIVI 1 (questo il suo vero cognome, anche se spesso

nell’incarto si fa riferimento erroneamente a CIVI 1), titolare dell’istituto

di bellezza __________ di CIVI 1, che il __________ ha sporto denuncia penale

alla magistratura sulla scorta di segnalazioni riguardanti l’accusata da parte

di alcune clienti del suo salone di bellezza.

4b. Nell’evenienza

concreta - anche se si ritornerà più dettagliatamente in seguito (cfr. infra,

consid. 13a e seguenti) - è opportuno dapprima ricostruire la cronologia di

alcuni fatti importanti avvenuti nel corso del mese di __________. Si

trattava di un momento particolare per l’istituto in quanto verso la metà del

mese ACCU 1 aveva comunicato a voce a CIVI 1, sua datrice di lavoro, la sua

decisione di dare le dimissioni per la fine del mese visto che doveva

rispettare il termine di disdetta di 90 giorni previsto dal contratto. La

dipendente aveva infatti l’intenzione di aprire un suo istituto di bellezza con

l’inizio del __________, tanto è vero che aveva già sottoscritto un contratto

di locazione nel mese di agosto (cfr. act 24, verbale di interrogatorio di ACCU

1.

del __________, davanti al Ministero pubblico, pagina 1 in fine).

Fino ad allora il rapporto di

lavoro, come pure in generale l’ambiente instauratosi, era buono tanto è vero

che, oltre a non esserci la prova del contrario agli atti, la circostanza è

confermata dalla parte civile medesima (cfr. act 7, verbale di CIVI 1 del __________

davanti alla polizia).

A riprova della fiducia

reciproca e delle capacità professionali dell’accusata si rileva come la

titolare dell’istituto non era sempre presente nel salone in quanto era

impiegata part time alla __________ come truccatrice non senza dimenticare che la

ACCU 1 aveva pure l’incarico speciale, oltre a provvedere all’incasso dei singoli

trattamenti, di depositare a fine giornata l’incasso giornaliero presso il

tesoro notturno di un istituto bancario.

Nella seconda metà di settembre

la situazione tra le parti precipita improvvisamente e il __________ si

incrociano da un lato la lettera di dimissione - di cui si è fatto cenno sopra

- della ACCU 1, datata __________ ma spedita il __________ alle ore 09.46 dalla

posta di __________, e dall’altro la raccomandata a mano dello stesso giorno,

poi intimata l’indomani per posta, con cui la datrice di lavoro le comunicava

il licenziamento immediato per motivi gravi avendo riscontrato nei giorni

immediatamente precedenti in almeno 4 occasioni e con 4 clienti delle

appropriazioni indebite (cfr. __________ della Pretura di __________ agli atti,

in particolare doc. 37 di parte convenuta e doc. C e F di parte attrice).

Ritenuto come la CIVI 1, per la

motivazione testé esposta, non intendeva riconoscere da quel momento in poi

alcunché all’accusata a livello finanziario, quest’ultima in data __________ ha

introdotto presso la Pretura di __________ un’azione di salari e mercedi - ora

sospesa in attesa del presente giudizio - per farsi riconoscere il mancato

versamento dello stipendio in relazione ai tre mesi di regolare disdetta,

ritenendo completamente false le accuse della datrice di lavoro che sono

oggetto del presente procedimento.

5.

A questo punto occorre

analizzare ogni singolo episodio penalmente rilevante rimproverato a ACCU 1. Il

tutto non senza sottacere la doverosa premessa che le persone che hanno

rilasciato le dichiarazioni in corso di istruttoria avevano quasi tutte - se si

eccettua __________, per la quale non è dato di sapere con certezza - un rapporto

particolare con la parte civile che va oltre a quello di un normale cliente; si

vedevano in effetti anche al di fuori dell’ambito professionale. Una conferma

al riguardo giunge sia dall’interrogatorio dibattimentale dell’accusata, sia -

perlomeno parzialmente - dall’audizione testimoniale di __________, oltre che

dalle dichiarazioni rilasciate dalle medesime clienti.

6a. Per quel che riguarda l’episodio

che ha dato il la a tutto, ovverosia quello concernente la cliente __________,

dalla denuncia si evince che “il giorno di sabato __________ la querelante

ha ricevuto da parte di una sua cliente, la signora __________, [...] una

telefonata. In sostanza la cliente ha informato la querelante di aver

constatato direttamente con i suoi occhi, in data __________ e a fine

trattamento, dopo aver consegnato alla querelata il prezzo del

trattamento ricevuto, come la querelata avesse iscritto nella sua scheda

cliente un importo che non corrispondeva assolutamente a quanto ricevuto dalla

cliente. Accortasi dell’incongruenza, la cliente, che già in data __________

aveva consegnato alla querelata per il trattamento ricevuto fr. 120.- mentre

che questa aveva iscritto nella sua scheda cliente un importo inferiore, cioè

fr. 100.- (a quel momento la cliente __________ non aveva ritenuto di dover dir

nulla alla querelante), ha chiesto spiegazioni alla querelata. Ella,

dinanzi a tale richiesta, ha poi svicolato iscrivendo la somma di fr. 20.- e

dicendo alla cliente che tale somma doveva essere consegnata alla querelante in

un secondo tempo. La signora __________, non convinta della spiegazione

fornitale dalla querelata, si è finalmente decisa, al secondo episodio cioè quello

del __________, ad avvertire la querelante in modo che ella potesse eseguire le

verifiche del caso” (cfr. act 1, querela e denuncia penale con costituzione

di parte civile del __________, pagina 2 in fine e 3, sottolineature nostre).

6b. CIVI 1 ha

dichiarato il __________ che “nel corso del mese di __________ una mia

cliente, la signora __________, una mia cliente da lunga data, mi ha telefonato

e mi disse che secondo lei la ACCU 1 faceva delle cose non giuste. Mi disse che

dopo un trattamento che la ACCU 1 le aveva fatto, trattamento per il quale le era

stata chiesta la somma di CHF 220.- vide la ACCU 1 scrivere nella scheda

della cliente la somma di CHF 200.-. Questo avvenne, a detta della __________,

nel mese di __________. In quell’occasione la signora __________ non diede peso

all’accaduto pensando fosse una svista della ACCU 1. Nel mese di settembre la

cosa si è però ripetuta. __________, dopo un trattamento aveva pagato alla ACCU

1.

la somma di CHF 220.- e anche in questa occasione si accorse che la ACCU 1 ne

aveva registrati solo CHF 200.-. A questo punto ha ritenuto di avvisarmi” (cfr.

act 7, verbale di interrogatorio di CIVI 1 del __________ davanti alla polizia,

sottolineature nostre).

6c. Da parte sua la ACCU 1 ha

dichiarato che “non ho mai registrato un importo inferiore a quello incassato.

Se ho segnato la somma di CHF 100.- è perché ne ho incassati 100.- e non 120.-

come sostiene la cliente” (cfr. act 7, verbale di interrogatorio di ACCU 1

del __________ davanti alla polizia, pagina 2).

Alcuni mesi più tardi ha

altresì aggiunto che “la registrazione degli incassi la eseguivo a

dipendenza delle clienti che avevo nel salone. Se avevo tempo la registrazione

la facevo subito altrimenti la rimandavo nei momenti morti. Comunque quanto vi

era in cassa doveva corrispondere con quello che veniva registrato” (act 7,

verbale di interrogatorio di ACCU 1 del __________ davanti alla polizia).

Inoltre ha pure affermato tra

l’altro che “non ricordo di aver fatto correzioni sulle schede riguardo agli

incassi”, che la correzione apportata sulla scheda __________ “non ho

provveduto a farla io” e che le era capitato “di segnare a parte che mi

dovevano dei soldi per completare l’importo dovuto” (cfr. ibidem).

Nell’ambito della già evocata causa

civile di salari e mercedi ACCU 1 è stata nuovamente interrogata il __________

e ha dichiarato che “ il __________ ho scritto che la signora __________

ha pagato un trattamento di fr. 120.-, versando fr. 100.- e lasciando scoperto

fr. 20.- come risultano annotati con la sigla D.P., ossia debito (sigla che

ho apposto come da indicazioni della signora __________). La stessa sigla

risulta indicata sulla medesima scheda in altre occasioni. Rispetto alla

domanda rispondo che se io ho segnato fr. 100.- è perché la signora __________

mi ha pagato questa somma (cfr. incarto __________ della Pretura di __________

agli atti, interrogatorio formale di ACCU 1 del __________, pagina 2,

sottolineature nostre).

L’accusata sentita ancora una

volta sull’argomento il __________ ha confermato “di aver ricevuto in

data __________ dalla signora __________ unicamente l’importo di CHF 100.-,

come da me contabilizzato sulla scheda. Faccio notare che é stato applicato uno

sconto al trattamento, in quanto non è stato pagato il trattamento baffetti.

Difatti, la volta dopo, lo stesso trattamento è costato CHF 120.-. Lo

sconto del __________ era stato espressamente autorizzato dalla CIVI 1” (cfr.

act 25, verbale di interrogatorio di ACCU 1 davanti al Ministero pubblico del __________,

pagina 2, sottolineature nostre).

6d. __________ ha affermato

in un primo tempo nel corso della sua audizione in Pretura, dove era pendente

la causa civile per mercedi e salari intentata dall’accusata, che “alla

fine del trattamento la signora ACCU 1 mi ha chiesto fr. 120.-, che io ho

pagato. Ho visto che però sulla tabella che mi concerne ha scritto fr. 100.-. A

questo punto ho chiesto spiegazioni della differenza alla signora ACCU 1 poiché

devo dire che anche in occasioni precedenti i prezzi che lei mi faceva non

erano mai uguali, una volta pagavo 100.-, una volta 90.- e questo

sostanzialmente per le medesime prestazioni. La risposta datami non me la

ricordo e comunque io non ci sono andata su più di quel tanto. Quello che

comunque a me interessava era chiarire il giusto prezzo per le prestazioni che

richiedevo: chiarire cioè se l’importo richiestomi era per esempio comprensivo

di uno sconto oppure no. La signora CIVI 1 so che infatti mi faceva uno sconto.

Chiesi quindi spiegazioni alla signora CIVI 1. Le chiesi in particolare quanto

era il prezzo per il trattamento __________ e lei mi disse che era di fr.

120.

-. A questo punto il Giudice mi mostra il doc 1. dopo averlo visionato

ricordo meglio come sono andate le cose: tutto è nato durante la seduta del __________,

al termine della quale ACCU 1 mi chiese il prezzo di fr. 120.- per mani + piedi

+ baffi, siccome mi mancavano fr. 20.- dissi che li avrei portati dopo e di

segnarli (infatti vedo che risultano segnati sulla scheda). Guardando la scheda

ho poi visto che il prezzo indicato per la seduta del __________ era di fr.

100.

-. Io ricordo però di aver pagato fr. 120.-. lì per li non ne parlai con la

ACCU 1 di questa incongruenza del __________. Ne parlai però con CIVI 1

chiedendo spiegazioni soprattutto per sapere quale era il prezzo effettivo

da pagare per una simile prestazione” (act 7, verbale di audizione di __________

davanti alla Pretura di __________ __________).

Il __________ interrogata dalla

polizia cantonale, __________ ha affermato che “fui io a segnalare a CIVI

1.

che ACCU 1 registrava sulla scheda clienti e sul libro contabile un

importo diverso da quello che incassava.[...] Nel corso del mese di __________

andai presso il salone __________ per un trattamento. Il trattamento me lo fece

ACCU 1. A fine trattamento la ACCU 1 mi chiese, se ben ricordo, la somma di fr.

120.

-. Io le diedi la somma. Mentre stavo pagando invitai ACCU 1 a registrare

nella mia scheda personale, oltre al trattamento ricevuto, anche la somma che

dovevo pagare. Ricordo che in quell’occasione avrei dovuto dare la somma di

CHF 120.-. Io avevo però solo franchi 100.-. ACCU 1 registrò l’incasso di CHF

100.

- e a parte mise una nota per rammentarsi che avrei dovuto darne ancora

CHF 20.- [...]. Mentre ACCU 1 stava scrivendo quello che io le chiesi di

scrivere, vidi che sulla scheda non erano stati registrati i trattamenti che

avevo ricevuto in precedenza ed in particolare quello del __________. In

effetti ricordavo che quella data avevo pagato la somma di CHF 120.- somma che

nella scheda non era stata registrata. Notato questo lo feci notare a ACCU 1

la quale sviò il discorso senza darmi una risposta concreta. [...] In data __________

vidi la ACCU 1 registrare la somma di CHF 100.-, per un trattamento di CHF

120.

-. Io le feci notare che le dovevo ancora CHF 20.- e lei li segnò a parte. Nel

medesimo frangente mi accorsi che per il trattamento del __________ trattamento

fattomi dalla ACCU 1, sulla mia scheda figurava un incasso di CHF 100.- mentre

sono sicura di aver dato CHF 120.-“ (act 7, verbale di

interrogatorio di __________ del __________ davanti alla polizia,

sottolineature nostre).

Interrogata ancora una volta

dal Ministero pubblico __________ ha dichiarato fra l’altro di ricordarsi “di

aver chiesto a CIVI 1 chiarimenti in merito al fatto che avevo pagato l’importo

di fr. 120.- in data __________, mentre sulla scheda era stato riportato un

incasso di fr. 100.-. Di ciò mi ero accorta in occasione del trattamento del __________,

quando cioè ho avuto modo di vedere la scheda che era appoggiata sul bancone.

Siccome il __________ ho effettuato il medesimo trattamento di cui avevo

beneficiato il mese prima e meglio il __________, che era d’altronde il

trattamento che facevo regolarmente presso il salone __________, mi sono resa

conto della differenza di prezzo. Che comunque non vi erano prezzi fissi per

le prestazioni e gli stessi potevano variare. Quando era la CIVI 1 a

compiere il trattamento, non mi sono mai posta il problema. Anche la CIVI 1

mi faceva prezzi diversi, ma mi precisava espressamente se si trattava di uno

sconto o di un trattamento omaggio. Per quanto attiene all’iscrizione del __________,

sono stata io a segnalare a ACCU 1 che l’importo segnato inizialmente non era

corretto, in quanto il trattamento costava CHF 120.-, per cui ero debitrice di

CHF 20.- [...] Il listino prezzi del centro estetico __________ sinceramente

non ricordo di averlo mai visto” (cfr. act 25, verbale di

interrogatorio di __________ davanti al Ministero pubblico del __________,

pagina 2, sottolineature nostre).

6e. Ad un’attenta analisi

degli stralci riportati si possono fare le seguenti considerazioni.

Innanzitutto la versione

della ACCU 1 - del resto confermata pure al pubblico dibattimento - è lineare e

logica, mentre le altre e in particolare quella di __________, sono

contraddittorie su diversi aspetti.

Dalla denuncia si evince

che l’accusata, il __________, avrebbe iscritto sulla scheda cliente un importo

che non corrispondeva a quanto ricevuto dalla cliente: tale circostanza è

smentita dalla __________ medesima che ad un certo punto dell’istruttoria ha

detto che quel giorno non aveva soldi a sufficienza per saldare il totale e ha

quindi pagato fr.100.-, mentre che per i restanti fr. 20.- è stata messa sulla

scheda clienti la sigla D.P., cioè importo ancora da pagare.

Che quest’ultima sia la

versione corretta, a prescindere dal fatto che sulla scheda clienti non

figurano effettivamente manomissioni o alterazioni di sorta, emerge pure dal

riassunto giornaliero degli incassi del __________ dove, in relazione alla

citata cliente, risultano entrati effettivamente fr. 100.-.

Dalla scheda clienti si evince

pure che la prestazione per i baffetti del __________ è indicata tra parentesi,

indizio ulteriore che la stessa - il cui costo del resto è proprio di fr. 20.-

(cfr. doc. A, listino prezzi allegato ad act 24) - era stata condonata alla

cliente, ritenuto oltretutto come la pratica di sconti era usuale, per stessa

ammissione della __________, che ad onor del vero ha altresì affermato di non

aver mai visto il listino prezzi dell’istituto __________.

Non va nemmeno dimenticato che

la __________ nel corso dell’istruttoria ha cambiato diverse volte la sua

versione dei fatti: in un primo tempo ha affermato di aver pagato il __________

fr. 120.-, ma di aver visto la ACCU 1 annotare solo l’importo di fr. 100.-, successivamente

dice che le mancavano fr. 20.-, poi il __________ afferma di aver notato che il

__________, in occasione del precedente trattamento, figurava sulla sua scheda

clienti l’importo di fr. 100.- e non fr. 120.- ma che, nonostante fosse sicura

di aver pagato l’intera somma, lì per lì non ha detto niente alla ACCU 1, ma

solo - anche qui contraddicendo sé stessa (cfr. act 7, verbale di audizione di __________

__________ davanti alla Pretura di __________ __________) - alla CIVI 1.

Infine dopo aver detto che il __________

ha visto che sulla sua scheda clienti non era riportata la prestazione del __________

precedente - cosa assolutamente non vera, in quanto figura pure nel riassunto

degli incassi giornalieri - si contraddice di nuovo subito dopo nel corso del

medesimo interrogatorio.

Il fatto che sia impossibile

che l’accusata abbia omesso in un primo tempo l’iscrizione del __________, si

evince pure dalla circostanza che nel foglio di riporto degli incassi

giornalieri l’importo relativo alla prestazione fornita alla __________ non è

l’ultimo della giornata e che in ogni caso non possono essere effettuate

aggiunte o correzioni a posteriori, pena divergenze con il saldo versato al

tesoro notturno ogni sera e risultante dall’estratto conto bancario (cfr.

incarto della Pretura di __________ agli atti, documenti di parte convenuta con

le schede clienti e i riassunti giornalieri).

Abbondanzialmente altre domande

sorgono spontanee: ammesso e non concesso che la __________ abbia visto la sua

scheda clienti, come faceva a sapere - come dichiarato il __________ - che sul

libro contabile, ovverosia il riassunto giornaliero degli incassi, l’accusata

aveva messo un importo sbagliato?

Con riferimento all’ultima

deposizione presso il Ministero pubblico, dal momento che non vi erano prezzi

fissi e gli stessi potevano variare, perché non ha chiesto alla ACCU 1 – come

faceva con la CIVI 1 – se era normale, se le era stato applicato uno sconto e

era un trattamento omaggio?

È poi normale che la __________,

che ha affermato in tutte le sue deposizioni di ricordare benissimo di aver

pagato fr. 120.-, si confonde e contraddice sul resto?

Da ultimo anche la CIVI 1 cade

in contraddizione nel corso dell’istruttoria: in effetti non è possibile che

affermi che in gioco ci fossero fr. 200.-, rispettivamente fr. 220.-; a parte

tale questione, ribadita tuttavia a più riprese nel corso di un interrogatorio

per il quale ha poi firmato il relativo verbale, non è vero - e del resto il

fatto è smentito dalla stessa __________ - che il __________ la stessa abbia

pagato l’importo intero che doveva alla ACCU 1 per la prestazione effettuata quel

giorno da quest’ultima.

Alla luce delle considerazioni

espresse, non vi è in ogni caso prova certa agli atti che la ACCU 1 si sia

appropriata della somma di fr. 20.- in relazione alla cliente __________ il __________

7a. Quo all’accusa di appropriazione

indebita per l’importo di fr. 5 .- in relazione alla cliente __________, classe

__________, si rileva preliminarmente come quest’ultima abbia sottoscritto una

dichiarazione nella quale ha affermato di aver pagato in data __________

franchi 75 per una ceretta (cfr. doc. 8, allegato ad act 1), mentre sulla sua

scheda cliente figura l’importo di fr. 70.-, così come sul riassunto

giornaliero degli incassi (cfr. doc. 10 e 11, allegati ad act 1).

7b. La __________, nel corso

dell’interrogatorio di polizia, dopo che in un primo tempo aveva sostenuto di

essere sicura di aver pagato con una banconota da fr. 100.- e di aver ricevuto

25.

- di resto composti da una banconota da 20.- e una moneta da 5.-, successivamente

ha dichiarato che “a questo punto devo precisare che mi sorge un dubbio

sulle modalità di pagamento. Non mi ricordo bene se pagai con una banconota da CHF

100.

- come detto più sopra o se pagai dando la somma di CHF 80.-. Ricordo per

contro in modo perfetto il fatto che ACCU 1 non avesse in cassa moneta per CHF

5.

- da darmi di resto e che andò a prenderlo in una sala attigua” (cfr. act

7, verbale di interrogatorio di __________ del __________ davanti alla polizia,

pagina 2 in fine e 3, sottolineature nostre).

Inoltre vi è una

contraddizione fra la __________ e la CIVI 1: infatti la prima ha

affermato che la dichiarazione di cui al doc 8 “è stata scritta da me

personalmente di mio pugno. La testimonianza è stata da me redatta presso il

salone __________ e questo su richiesta della signora CIVI 1. CIVI 1 mi disse

che sospettava che ACCU 1 aveva sottratto dei soldi. Mi disse di ricordare se

in data __________, dopo che avevo fatto un trattamento di ceretta avessi

pagato la somma di fr. 70.- o di CHF 75 come da listino” (cfr. ibidem,

pagina 2, sottolineature nostre).

Tale versione trova conferma

pure dalle risultanze dell’interrogatorio di __________ del __________ davanti

alla Pretura di __________, durante il quale dichiarò pure che “CIVI 1 mi

spiegò che aveva dei dubbi sul fatto che venissero prelevati dei soldi da parte

di ACCU 1, ed era per questo motivo che mi chiedeva di confermare per iscritto

che avevo pagato fr. 75.--. Confermo che questi fr. 75.- si riferiscono ad

una ceretta di un’intera gamba” (cfr. incarto __________ della Pretura di __________

agli atti, verbale di interrogatorio di __________ del __________, pagina 7,

sottolineature nostre).

7c. La CIVI 1

invece ha da parte sua dichiarato che “per essere sicura che quanto dettomi

dalla signora __________ corrispondesse a verità e anche per sapere se ad altre

clienti era successo di vedere la ACCU 1 registrare un importo inferiore a

quello da loro versato, ho dovuto assumere informazioni presso le clienti

stesse, senza comunque dir loro perché lo facevo. A questo proposito devo

dire che ad alcune clienti il mio avvocato ha provveduto a far sottoscrivere

delle dichiarazioni di testimonianza, dichiarazioni che sono allegate alla

querela, con i relativi nominativi.” (cfr. act 7, verbale di interrogatorio

di CIVI 1 del __________ davanti alla polizia, pagina 3, sottolineature

nostre).

7d. Si osserva prima

di tutto come dal listino prezzi dell’istituto __________ non si evince una

prestazione per ceretta dell’importo di fr. 75.-, contrariamente a quanto

sostenuto dalla parte civile (cfr. allegato ad act 23).

Appare poi molto strano che la __________

si ricordi precisamente di aver pagato per quella prestazione fr. 75 .-, ma nel

corso del medesimo interrogatorio del 25 febbraio avesse dei dubbi su quale

banconota avesse utilizzato per pagare e non fosse in grado di ricordarsi quando

- circostanza temporalmente a lei più vicina - la CIVI 1 le ha detto o fatto firmare

la sua dichiarazione.

Inoltre nel successivo

interrogatorio nell’ambito della vertenza civile non accenna minimamente alla

questione del costo della prestazione, del taglio delle banconote e del resto,

ma anzi sembra che la - e ci si chiede come faceva a saperlo dal momento che

sulla scheda personale e sul riassunto degli incassi figurava l’importo di 70

franchi - le avesse chiesto esplicitamente ed in modo mirato se aveva pagato l’importo

di fr. 75.-.

Per tutti questi motivi anche

la versione di __________ è inattendibile e quindi poco credibile;

indipendentemente da ciò anche in questa circostanza non vi è la prova che

l’accusata si sia effettivamente appropriata indebitamente (e del resto a che

pro ?) di fr 5.-.

8a. __________ ha sottoscritto

una dichiarazione secondo cui “in data __________ ho pagato fr. 40.- per un

trattamento eseguito dalla signora ACCU 1” (cfr. doc. 6, allegato ad act 1)

con conseguente presunta appropriazione indebita da parte dell’accusata

dell’importo di fr. 20.-, in quanto sulla scheda cliente è stata riportata

unicamente la cifra di fr. 20.-.

8b. La __________ ha

affermato dapprima che “il __________ ho subito un trattamento da parte

della signora ACCU 1: ho fatto ceretta, bikini e ascelle. Io ho pagato fr.

40.

-. Devo dire che di solito faccio un trattamento completo e il __________ è

stato piuttosto eccezionale. Ricordo comunque che la volta successiva per il

medesimo prezzo di fr. 40.- ho fatto braccia, bikini e ascelle. In confronto

anche a precedenti prestazioni ricevute devo dire che quanto pagato il __________

mi sembrava un po’ alto. Io di questi miei dubbi ne ho parlato con CIVI 1

qualche giorno dopo, la quale mi disse che effettivamente fr. 40.- le sembravano

un po’ tanti. Comunque è andata a controllare la mia cartella e da lì si è

visto che per la prestazione ricevuta il __________ erano stati indicati

unicamente fr. 20.-.[...] Mi si chiede perché non ho reagito subito con ACCU 1

quando ho pagato fr. 40.-: rispondo che lì per lì effettivamente non ci ho

pensato. Come detto è solo in seguito che vedendo CIVI 1 le ho esternato i miei

dubbi” (cfr. incarto della Pretura di __________ agli atti, verbale di interrogatorio

di __________ __________).

Nel corso del suo secondo

interrogatorio ha dichiarato che “una sera, durante una cena avuta con __________,

siamo venute a parlare della situazione che si era creata tra lei e la ACCU 1. CIVI

1.

mi disse che aveva licenziato ACCU 1 perché si era accorta che ACCU 1 le

aveva sottratto dei soldi degli incassi. Da parte mia le dissi che il

giorno __________, dopo aver ricevuto un trattamento bikini + ascelle, avevo

dato a ACCU 1 la somma di CHF 40.-. Dissi a CIVI 1 che per il trattamento mi

sembrava un po’ eccessivo una simile spesa, rispetto alle altre volte. A

seguito del mio dire CIVI 1 ha provveduto ad una verifica sulla mia scheda

personale ed ha costatato che ACCU 1 aveva segnato l’importo di CHF 20.- come

era mio solito pagare per un simile trattamento. A questo punto CIVI 1 mi

chiese se ero disposta a rilasciare una testimonianza scritta nella quale

dicevo che quella data avevo dato a ACCU 1 la somma di CHF 40.-. Io acconsentii

e da lì la mia testimonianza scritta. Sono sicura [di aver dato il __________

fr. 40.- a ACCU 1] perché diedi a ACCU 1 due pezzi da CHF 20.-. Sul momento

non le feci notare che solitamente pagavo solo CHF 20.-. Solo in un secondo

tempo mi resi conto di aver pagato il doppio del solito e ne parlai con CIVI 1,

la quale andò a verificare e costatò l’iscrizione sulla scheda inferiore a

quello che io avevo pagato. Devo aggiungere che sulla scheda originale, ora

presso il Pretore di __________, si nota che vi è stata una cancellatura sulla

cifra segnata a mio nome il giorno __________. Si nota che il 4 è stato

cancellato e scritto il 2” (cfr. act 7, verbale di

interrogatorio di __________ del __________ davanti alla polizia,

sottolineature nostre).

Alla domanda se fosse

sicura che la cancellatura del 4 sulla sua cartella fosse stata eseguita da ACCU

1.

ha risposto di non essere “in grado di dare una risposta precisa perché io

non ho visto ACCU 1 eseguire la cancellatura,” ritenuto che non ha

avuto modo nemmeno di vedere la sua cartella personale prima che venisse

eseguita la cancellatura (cfr. ibidem, pagina 2, sottolineature nostre).

In un secondo tempo, il __________

nel corso dell’interrogatorio davanti al Ministero pubblico, __________ ha

precisato che la sera della cena con CIVI 1 non è stata in effetti informata del licenziamento di ACCU 1, circostanza che ha appreso qualche settimana dopo (cfr.

act 27, verbale di interrogatorio di __________ del __________, pagina 2). Ha

altresì aggiunto di non aver mai visto il listino prezzi del salone __________

e ribadito di essere “amica di da circa una decina d’anni e ci frequentiamo

anche al di fuori dal centro estetico” (cfr. ibidem, sottolineature nostre).

8c. Da parte sua l’accusata

ha affermato di non ricordare di aver apportato correzioni sulle schede dei

clienti riguardo agli incassi, di non essere stata lei a modificare la cifra

originale di fr. 40.- in fr. 20.- della cliente __________, pur confermando che

in linea di massima la scrittura con la quale sono registrati gli importi era

la sua (cfr. act 7, verbale di interrogatorio di ACCU 1 del __________ davanti

alla polizia, pagina 2)

Interrogata nuovamente nell’ambito

della vertenza civile ha detto che “é assurda questa differenza di fr. 20.-

poiché per il bikini e ascelle il prezzo era di fr. 20.-. Era di fr. 40.- se a

ciò si aggiungevano anche le braccia. ricordo che la signora __________ aveva

fatto braccia + bikini + ascelle in passato. Essa aveva richiesto anche altre

prestazioni. A questo punto mi viene mostrato il doc. 1. Sono io che ho scritto

le prestazioni e i prezzi del 24.9 e anche della data precedente in cui si vede

che in aggiunta a bikini e ascelle c’era anche la cera delle braccia. Rilevo

inoltre che la signora __________ era da tempo cliente della signora __________:

veniva abbastanza regolarmente e quindi mi stupisce che non abbia detto nulla

se veramente io le avessi fatto pagare fr. 40.- per una prestazione di cui essa

non poteva non conoscere il prezzo” (cfr. incarto __________ della Pretura

di __________ agli atti, verbale di interrogatorio del __________, pagina 3).

Infine la ACCU 1 ha

confermato di aver ricevuto unicamente l’importo di fr. 20.-, da lei riportato

sulla scheda, e di non aver effettuato alcuna cancellatura sulla stessa (cfr.

act 27, verbale di interrogatorio di __________ del __________ davanti al

Ministero pubblico, pagina 2).

8d. Anche in questa

situazione particolare emergono diversi punti poco chiari: innanzitutto la

tariffa dell’istituto __________ per il trattamento bikini e ascelle è di fr.

40.

- e non di fr. 20.-, come risulta dal tariffario agli atti, che peraltro

risulta essere sconosciuto sia all’accusata sia anche alle clienti che, non

essendo mai stato esposto, ne ignoravano addirittura l’esistenza (cfr. allegato

A ad act 23).

In secondo luogo la __________

afferma che era solita pagare 20.- per una prestazione di questo tipo, ma dagli

atti non risulta nulla del genere: in effetti sulla sua scheda cliente prima

del __________ non risultano trattamenti di quel tipo e nemmeno che la cliente

abbia mai pagato fr. 20.- per precedenti prestazioni.

Inoltre se effettivamente in

quella circostanza ha dovuto pagare il doppio rispetto al solito mal si

comprende come mai non abbia detto nulla sul momento. È altrettanto strano che

la __________, cliente da lunga data, proprio in quei giorni è assalita dal

dubbio di aver pagato troppo e ne parla con la CIVI 1.

In terzo luogo a mente

di questo giudice l’affermazione perentoria della cliente secondo cui sulla sua

scheda “si nota che il 4 è stato cancellato e scritto il 2” non può

essere condivisa nemmeno ad un attento esame con la lente, ritenuto come una

tale ipotesi è tutt’altro che evidente.

Infine una domanda sorge

spontanea: dal momento che la __________ ha dichiarato di non aver visto la sua

scheda prima della cancellazione in questione, perché mai inserire - anche

ammesso che fosse stata la ACCU 1 a commettere l’illecito - dapprima l’importo

di fr. 40.- e poi modificarlo in fr. 20.-, con il rischio di esser scoperta per

il fatto che ad un controllo incrociato appariva qualcosa di strano tra la

scheda personale e il riassunto degli incassi della giornata?

Per tutti questi motivi

non è in alcun modo provato nemmeno in questa occasione che ACCU 1 abbia

cancellato o manomesso i dati e si sia appropriata indebitamente di fr. 20.-.

9a. __________ ha dichiarato

che in data __________ a seguito del trattamento eseguito da ACCU 1 presso

l’istituto __________ ha consegnato fr. 400.- (cfr. doc. 10 allegato ad act 1).

La parte civile sostiene

che l’accusata si sia intascata indebitamente l’importo di fr. 10.- in quanto

ha iscritto sulla scheda clienti solo l’importo di fr. 390.- versati dalla

cliente quel giorno. (cfr. doc. 19 allegato ad act 1).

9b. La dichiarazione di cui

al precedente considerando è stata redatta - per ammissione della __________ -

“presso il salone __________, in data che non ricordo. Poteva essere agli

inizi di __________. Ricordo che CIVI 1 mi disse che sospettava che ACCU 1

le aveva sottratto dei soldi. Mi chiese se in data __________ avevo pagato la

somma di CHF 390.-, come registrato nella mia scheda personale o se avevo

pagato una somma superiore. Alla richiesta di CIVI 1 io dissi che

quel giorno avevo pagato a ACCU 1 la somma di fr. 400.- e questo a saldo di un

trattamento estetico ricevuto e a saldo di alcuni prodotti che avevo comperato

in precedenza e che non avevo ancora pagato. Ricordavo di aver dato a ACCU

1.

4 banconote da 100 CHF. Ricordavo questo fatto perché avevo prelevato le

4.

banconote da 100 CHF dal bancomat appositamente per pagare lo scoperto che avevo

verso il salone __________. [...] Sono sicura che in data __________ ho dato a ACCU

1.

la somma di CHF 400.-. Ora non sono in grado di dire se in seguito gli ho

dato altri CHF 50.-. È possibile che li abbia pagati in data __________. In

effetti sulla mia scheda, che mi viene mostrata in fotocopia, è riportata una

freccia che indica la somma di fr. 390.- CHF e lo scoperto di CHF 50.- è

cancellato. Ricordo che il __________ il trattamento me lo fece CIVI 1. Alla

fine le chiesi se avevo scoperti da saldare e lei mi disse che dovevo ancora

pagare, oltre al costo del trattamento fatto quel giorno, altri 50.- CHF di

scoperto del giorno __________. Ora non ne sono assolutamente sicura. Credo

comunque di aver detto a CIVI 1 che il giorno __________ avevo dato 400.- CHF a

ACCU 1 e quindi lo scoperto era di solo 40.- CHF e non 50.- CHF come

risultava dalla mia cartella. Ora non ricordo se ho poi dato la somma di

CHF 40.- o se diedi CHF 50.-. Ripeto però di essere sicura che a ACCU 1, il __________,

diedi CHF 400.- e non 390.- come da lei registrato” (cfr. act 7, verbale di

interrogatorio di __________ del __________, pagine 2 e 3, sottolineature

nostre).

Pochi giorni prima di questa

verbalizzazione la stessa __________ aveva dichiarato davanti alla Pretura di __________,

nell’ambito della vertenza di natura civile sorta tra le parti di cui già si è

fatto cenno, che “l’importo di fr. 400.- comprendeva oltre alle prestazioni

effettuate a mio favore nella seduta del __________, anche il pagamento di

alcuni prodotti che avevo acquistato e non pagato la volta precedente. Nella

seduta successiva a quella del __________, dopo aver pagato, ho chiesto alla

signora CIVI 1 se le dovevo ancora qualche cosa oppure se avessi in abbuono

qualche cosa in relazione alle prestazioni di cui avevo usufruito nelle

precedenti sedute: lei mi rispose che non c’era nulla in sospeso, che la

volta precedente avevo pagato fr. 390.- e che quindi era tutto a posto. Al che

rilevai che il __________ avevo versato fr. 400.-. Da qui è poi nata la richiesta

di stendere la dichiarazione di cui al doc. 7. La dichiarazione l’ho

redatta dopo qualche settimana, non ricordo esattamente quando. È capitato

che io abbia anche lasciato delle mance, chiaramente non sempre lo stesso

importo, importo che situo tra i fr. 5.- e fr. 10.-. Questo è capitato anche a

favore di ACCU 1. Sinceramente al termine del trattamento del __________

ricordo di non aver lasciato la mancia. Ricordo che ero di fretta (salvo

errore ero anche al telefono), che prima avevo prelevato fr. 500.- dal

bancomat e che, come detto, dovevo saldare anche il prezzo per un prodotto

acquistato nella seduta precedente, di cui anche per la fretta non ricordavo

l’entità. Ciò premesso ho dunque lasciato la somma di fr. 400.-, senza però

veramente controllare se l’importo corrispondesse esattamente a quanto da me

dovuto. Da qui la mia richiesta alla signora CIVI 1 durante il trattamento

successivo se tutto fosse a posto o se le dovessi ancora qualche cosa. Al che,

come detto, lei rispose: “ tutto a posto, hai pagato fr. 390.-“. Chiaramente mi

è stata data una spiegazione per la richiesta di rilascio della dichiarazione.

Precisamente mi è stato detto che erano in corso degli accertamenti, dei controlli

perché risultavano degli ammanchi. Di preciso non ricordo l’importo che la

signora ACCU 1 mi chiese di pagare al termine della seduta. Presumo però che

lei mi abbia chiesto una certa cifra. Non ricordo bene perché come detto ero di

fretta e anche al telefono, né sono sicura. Non ricordo il taglio delle

banconote per il pagamento dei fr. 400.-. Probabilmente erano da fr. 100.-

visto venivano direttamente dal bancomat. ACCU 1 non mi ha dato fr. 10.- di

resto” (cfr. incarto __________ della Pretura di __________ agli atti,

verbale di interrogatorio di __________ del __________, pagina 2,

sottolineature nostre).

Sentita a confronto con ACCU 1

davanti al Ministero pubblico __________ t ha dichiarato di ricordare che “quel

giorno, al momento del pagamento, ero al telefono con una cliente

arrabbiata perché non aveva ricevuto un invito per evento organizzato da __________.

Ricordo che dovevo pagare CHF 440.- e che avevo nel portamonete unicamente

CHF 400.- .[...] Escludo di aver mai detto a ACCU 1 di tenersi CHF 10.-. Lasciavo

spesso una mancia, ma di certo non quando non avevo sufficiente denaro per

pagare il saldo scoperto, come nel caso concreto. [...] Escludo di essermi

accordata con la signora ACCU 1 nel senso da lei indicato. Io ero già al

telefono quando ho preso il denaro dal portamonete e l’ho consegnato a ACCU 1

D’altronde ero più attenta alla conversazione telefonica rispetto a quanto

mi ACCU 1 Consideravo i CHF 400.- a lei consegnati come acconto sul saldo

dovuto al centro __________ “ (cfr. act 26, verbale di interrogatorio di __________

del __________ davanti al Ministero pubblico, pagina 2, sottolineature nostre).

9c. Da parte sua l’accusata ha

in un primo tempo dichiarato, dopo che le è stato mostrato la scheda della

cliente in oggetto, che “l’importo di fr. 390.- risulta da me menzionato

sulla scheda come acconto il 5.9.2007. Dalla scheda risulta altresì che dopo il

trattamento del 5.9 lo scoperto della signora __________ era di 440.-. Risulta

altresì, alla medesima data, a fianco dell’acconto di fr. 390.- un D.P. di fr.

50.

-, ossia un debito di fr. 50.- che però è stato cancellato con due righe. È

quindi possibile che questo debito di fr. 50.- sia stato pagato

successivamente. Come detto ho ricevuto da __________ fr. 400.-. A questo

proposito confermo che dell’importo fr. 390.- sono andati a scalare lo scoperto

di fr. 440.- e fr. 10.- mi sono stati dati come mancia dalla signora __________,

la quale lo aveva specificato precisamente. Oltretutto quella di lasciare una

mancia era un’abitudine della signora __________” (cfr. incarto DI.2007.1366

della Pretura di __________ agli atti, verbale di interrogatorio del __________,

pagina 3).

In seguito ha confermato la sua

versione, ribadendo “di aver effettivamente ricevuto CHF 400.-. Tuttavia CHF

10.

- erano di mancia. [...]. Ricordo che, dopo averle comunicato l’importo

scoperto era di CHF 440.-, la signora __________ mi ha consegnato CHF 400.-,

dicendomi di tenere CHF 10.- per me. Ho quindi detto che rimaneva scoperto un

importo di CHF 50.-. [...] da parte mia ricordo che la questione dell’importo

scoperto e della mancia era stata discussa prima che la signora __________

rispondesse al telefono” (cfr. act 26, verbale di interrogatorio di ACCU 1

del __________ davanti al Ministero pubblico, pagina 2).

Al pubblico dibattimento oltre

a ribadire tale versione ha aggiunto che “era già successo altre volte che

la cliente __________ avesse ancora un saldo da pagare e che comunque lasciava

la mancia e che anche la di lei figlia era cliente dell’istituto. Era una buona

cliente e non sapeva nemmeno cosa aveva ancora di debito” (cfr. verbale del

dibattimento del __________).

9d. Ad un’attenta analisi

delle verbalizzazioni rese dalle protagoniste si evincono le seguenti considerazioni

e contraddizioni, ritenuto come anche in questo caso ci si trova confrontati a

due versioni differenti.

In primo luogo è emerso

il fatto che la __________, una buona cliente dell’istituto come si può del

resto dedurre dalla sua cartella clienti, lasciava spesso - anche all’accusata

- una mancia che variava tra i 5 e i 10 franchi; nell’evenienza concreta la __________

è però sicura di non averla lasciata, sebbene abbia affermato che era più concentrata

sulla telefonata che sul pagamento e non ricordasse esattamente a quali

prestazioni si riferisse l’importo da lei dovuto e quello ancora scoperto.

Al riguardo non va nemmeno

dimenticato che l’accusata, non dice - come avrebbe potuto fare - di aver

ricevuto solo fr. 390.-, bensì correttamente la somma di fr. 400.-, ma che fr.10.-

di questi fossero per la sua mancia e quindi non da riportare nella scheda,

come del resto avviene usualmente e come del resto avveniva con le mance

elargite dai clienti dell’istituto.

Anche in questa circostanza,

come del resto avvenuto con la cliente __________, vi è poi una contraddizione

tra la versione della parte civile, che nega di aver detto alle clienti (e

quindi anche alla __________) il motivo per il quale stava assumendo le informazioni su eventuali irregolarità commesse da ACCU 1 (cfr. supra 7b), e quella della

cliente in questione che invece sostiene il contrario. In proposito oltretutto

la __________ sembrerebbe far capire che la CIVI 1 in funzione dei sospetti che

aveva le avrebbe chiesto subito e in modo diretto se il __________ avesse o

meno pagato l’importo di fr. 390.-. Un’analogia con quanto successo con la

cliente __________ è evidente.

Un ulteriore aspetto importante

è che la __________ medesima si contraddice a più riprese: in un primo tempo

afferma di aver pagato tutto il saldo e di non ricordare l’ammontare di quanto

doveva pagare (cioè i ben noti 440.- franchi), mentre poi dichiara - contraddicendo

se stessa poiché il 13 febbraio aveva affermato che CIVI 1 le aveva detto che

non vi era nulla di sospeso - che al termine del trattamento del __________

effettuato dalla CIVI 1, alla domanda sulla somma ancora da pagare, le sarebbe

stato risposto dalla proprietaria stessa che avendo pagato fr. 390.- la volta

precedente erano ancora scoperti fr. 50.-.

A questo punto, nell’ipotesi

che sia vera l’affermazione della teste __________ da lei più volte pronunciata

di aver comunicato in quell’occasione di aver pagato il __________ la somma di

fr. 400.-, sorge spontanea la domanda sul perché CIVI 1 non si sia accorta già

allora che c’era qualcosa che non andava nell’annotazione degli incassi e non

abbia, se del caso, chiesto spiegazioni alla dipendente. È evidente che in tal

caso le presunte irregolarità non sarebbero venute alla luce il __________ dopo

la telefonata della __________, bensì 10 giorni prima.

Inoltre la __________ ha

prelevato fr. 400.- o, come dichiarato in un primo tempo, fr. 500.-? Se avesse

prelevato fr. 500.- avrebbe potuto saldare tutto l’importo di fr. 440.- che

doveva all’istituto!

Infine nell’interrogatorio

davanti al Ministero pubblico, l’ultimo della serie, la __________ ricorda il

particolare della telefonata con la cliente della __________, mai emerso prima,

e ricorda precisamente che doveva all’istituto fr. 440.-, particolare rilevante

ma anche in questo caso mai emerso nei precedenti interrogatori!

A fronte di tutte queste

incongruenze la versione dell’accusata risulta più lineare e trasparente.

10a. L’episodio di appropriazione

indebita riconducibile alla cliente __________ sarebbe avvenuto il __________,

allorquando per l’accusa ACCU 1 avrebbe incassato fr. 100.- e riportato nella

scheda cliente, e conseguentemente nel riassunto degli incassi della giornata, unicamente

l’importo di fr. 80.-.

10b. In proposito la __________

ha dichiarato che in data __________ ha pagato fr. 100.- a seguito del

trattamento eseguito da ACCU 1 (cfr. doc. 11 allegato ad act 1).

__________ la __________

ha confermato che “il __________ ho fatto un trattamento che ho pagato fr.

100.

-.[...] La dichiarazione l’ho rilasciata su richiesta della signora CIVI

1.

che voleva una conferma del prezzo che io ho pagato. Il prezzo di fr.

100.

- è quello che io ho sempre pagato anche in precedenza per le medesime

prestazioni. Le prestazioni del __________ sono state fatte da ACCU 1, a

cui ho consegnato i soldi. La signora CIVI 1 non c’era. [...] nella somma di

fr. 100.- che ho consegnato a ACCU 1 non era compresa nessuna mancia. Io non ho

mai lasciato mance. Inoltre un’eventuale mancia sarebbe stata data in più al

prezzo pagato di fr. 100.-. Non so perché sul doc. 19 alla data __________

non figuri la prestazione della ceretta all’inguine, da me richiesta e pagata”

(cfr. incarto della Pretura di __________ agli atti, verbale di

interrogatorio di __________ __________).

10c. ACCU 1, dopo che le è

stata ostensa la scheda della cliente ha affermato che “per il trattamento

fatto quel giorno alla signora __________ (mani + piedi) come ho registrato

sulla scheda, il costo e il prezzo fatto pagare sono stati fr. 80.-. Se ci

fossero state prestazioni in più come “ascelle” oppure “bikini”, allora il prezzo

sarebbe stato superiore. Posso inoltre dire che la signora __________ non ha

mai pagato l’importo di fr. 100.-. Essa infatti beneficiava di prestazioni per

fr. 80.- oppure per fr. 110.-. Questo emerge dalla scheda che mi viene mostrata

in cui si vede che queste due cifre compaiono nell’arco di circa un anno.

Confermo che la calligrafia sulla scheda è la mia” (cfr. incarto __________

della Pretura di __________ agli atti, verbale di interrogatorio del __________,

pagina 2).

Nel corso del dibattimento l’accusata

ha precisato che all’istituto di bellezza __________ il trattamento di mani e

piedi era solitamente fatturato a fr. 80.- (cfr. verbale del dibattimento del

14.

ottobre 2009).

10d. Anche in questo episodio l’accusa

non è per nulla chiara e provata, ritenuto come agli atti vi sono unicamente le

versioni divergenti delle due sole persone presenti in quel momento; a fronte

della versione lineare dell’accusata vi è una contraddizione in quella della __________.

Infatti contrariamente a quanto affermato dalla cliente in questione, la stessa

non ha mai effettuato dei pagamenti di fr. 100.- e questo anche volendo

considerare il trattamento all’inguine (bikini) che sostiene aver fatto.

Il tutto non senza

dimenticare che anche in questa circostanza è stata la CIVI 1 a farsi avanti con

la __________ e non la cliente medesima che avrebbe potuto farlo: in effetti se

il __________ avesse effettivamente pagato più soldi del dovuto per la stessa

prestazione effettuata le volte precedenti, si sarebbe dovuta attivare e

chiedere spiegazioni seduta stante o con la proprietaria e non aspettare

inspiegabilmente che la CIVI 1 le chiedesse di sottoscrivere una dichiarazione.

Di conseguenza ACCU 1

va prosciolta per mancanza di prove concrete anche da questa accusa.

11a. La cliente __________ ha

dichiarato che “in data __________ a seguito del trattamento eseguitomi

dalla signora ACCU 1 ho versato la cifra di fr. 120.-“ (cfr. doc. 9

allegato ad act 1), allorquando per l’accusa quest’ultima avrebbe riportato

nella scheda cliente, e conseguentemente nel riassunto degli incassi della

giornata, unicamente l’importo di fr. 100.-.

11b. Interrogata il __________

la __________ ha affermato che “il trattamento di quel giorno comprendeva

la ceretta completa della gamba e i piedi. In relazione a questa

dichiarazione __________ mi ha mostrato la mia scheda chiedendomi se l’ultimo

trattamento che avevo fatto (e cioè quello del __________) corrispondeva a

quanto era scritto. Ricordo che c’era scritto “mezza gamba + piedi”. L’importo

che era registrato mi sembra che fosse 80.-, ma non ne sono certissima. Io

risposi che invece avevo fatto la gamba intera + piedi e avevo pagato fr.

120.

-. La signora CIVI 1 mi chiese se ero disposta a rilasciare la

dichiarazione che poi ho rilasciato, così come, mi disse, avevano fatto anche

altre clienti. Mi spiegò che altre clienti si erano accorte che vi erano state

delle differenze e quindi se ero d’accordo di attestare anch’io questa

circostanza. Io non lascio mance; ricordo che in un’occasione, sotto Natale, ho

lasciato qualcosina a ACCU 1. Come detto sono certa di aver fatto la ceretta

alla gamba intera. Io non so il costo di questa prestazione. Alla fine si

paga il conto completo. Io a dire il vero non ho idea del costo dei singoli

trattamenti. Ricordo in proposito che due giorni dopo partivo per il mare e io

sono appunto solita fare questa ceretta prima di andare al mare in estate.

Non ricordo esattamente se con il passare degli anni il prezzo di questa

prestazione sia rimasto lo stesso oppure se CIVI 1 abbia aumentato i prezzi” (cfr.

act 7, verbale di interrogatorio di __________ del __________ davanti alla

Pretura di __________, sottolineature nostre).

11c. Dal canto suo ACCU 1 ha

affermato che “l’importo di fr. 100.- sulla scheda doc. 22 che mi viene

mostrata è spiegabile con il fatto che il __________ __________ ha fatto

soltanto la cera di mezza gamba più piedi. La sola cera mezza gamba costa fr.

55.

- (come era da abitudine)” (cfr. incarto __________ della Pretura di __________

agli atti, verbale di interrogatorio del __________, pagina 3).

Nuovamente sentita ha detto che

“quanto segnato sulla scheda corrisponde al trattamento effettuato e

all’importo ricevuto. A domanda del lic. iur. PR 1 rispondo che non mi ricordo

che la signora __________ sarebbe partita per le vacanze al mare, ma soltanto

che aveva acquistato di recente una casa in Sardegna. L’interrogante mi chiede

se l’annotazione a lato dell’iscrizione relativa al __________ sulla scheda

della signora __________ sia a me ascrivibile. Rispondo di no, di non averla

mai vista” (cfr. act 28, interrogatorio di ACCU 1 del __________ davanti al

Ministero pubblico, pagina 2).

Nel corso del dibattimento

l’imputata ha precisato che “se fosse stata effettuata una ceretta completa

l’importo sarebbe stato di fr. 120.-. Io sono sicurissima che fosse solo mezza

ceretta. Tutti i mesi partiva per la Sardegna, dove aveva comprato casa. A

ben vedere la scheda nel __________ solo il __________ risulta che le è stata

fatta una ceretta intera, mentre tutte le altre volte le è stata fatta solo la

mezza ceretta” (cfr. verbale del dibattimento del __________).

11d. Anche in questo caso la

versione della ACCU 1 è credibile, lineare e priva di contraddizioni, a

differenza di quella della cliente ove appena si consideri che ha affermato che

era solita fare la ceretta intera in estate prima di andare al mare in

Sardegna, ove aveva comperato casa ed era solita recarsi a più riprese nel

corso dell’anno. Orbene, come rettamente ha costatato l’accusata, in primavera

e estate del __________ ha sempre e solo fatto la mezza ceretta.

Inoltre anche qui la

cliente avrebbe potuto e dovuto reclamare subito sul prezzo se lo avesse

ritenuto eccessivo o quantomeno segnalare immediatamente alla __________ la

presunta maggiorazione di prezzo, visto che a suo dire faceva sempre il

medesimo trattamento; ma così non è stato.

Di conseguenza non è

provata alcuna appropriazione indebita a carico dell’imputata per i fatti

accaduti il __________.

12a. La pubblica accusa rimprovera

pure a ACCU 1 di essersi appropriata in due occasioni di una parte dell’incasso

del predetto istituto affidatole affinché lo versasse su un conto bancario,

ossia di fr. 18.- il 4 maggio 2007 e di fr. 15.- il 24 agosto 2007.

12b. In relazione a questi

fatti, ad eccezione della denuncia penale, non vi è riscontro dettagliato alcuno

negli atti dell’istruttoria predibattimentale; l’accusata nel corso del processo

ha dichiarato, a precisa domanda di questo giudice, che alla sera versava

l’incasso dell’istituto all’__________ e la mattina seguente portava il

relativo scontrino al salone. Alcune volte andava anche CIVI 1 oppure si effettuava

l’operazione l’indomani. Inoltre CIVI 1 le diceva talvolta di prendere dei

soldi o le dava un piccolo importo per andare ad acquistare dei prodotti necessari

e di uso corrente per l’istituto, in modo che poi risultava una differenza con

quanto iscritto sul riassunto giornaliero rispetto al totale versato sul conto

bancario. Effettivamente tali divergenze erano ricostruibili tramite gli

scontrini, ma non figuravano sul riassunto giornaliero e nemmeno sull’estratto

conto. Per i due ammanchi in questione nessuno le aveva mai detto niente in

precedenza ed inoltre in passato presso altri datori di lavoro aveva ricoperto anche

il ruolo di responsabile cassa e mai aveva avuto problemi di sorta per ammanchi

(cfr. verbale del dibattimento del __________).

12c. La versione resa

dall’imputata è credibile e del resto non confutabile da alcun elemento

contrario a disposizione di questo giudice; la ACCU 1 ha sempre risposto in

modo coerente e ha saputo spiegare in modo plausibile i due ammanchi di fr.

18.

- e 15.- in banca.

Del resto - se di

ammanco si fosse effettivamente trattato - mal si comprende come la prima

discrepanza, risalente al __________, non sia mai stata segnalata dalla persona

che si occupava della contabilità dell’istituto.

13a. Dall’esame dell’insieme

dei vari episodi emerge in modo chiaro la non attendibilità delle testimonianze

delle clienti dell’istituto __________, che peraltro - come si è visto in

precedenza - sono tutte amiche della parte civile, particolare certo non

decisivo in sé, ma comunque importante nell’evenienza concreta: le loro

versioni sono contraddittorie e poco lineari, salvo che per l’ostinazione con

la quale sostengono la sottrazione di un determinato importo in una precisa

situazione.

13b. Inoltre anche la signora CIVI

1.

non risulta univoca e cristallina nelle sue numerose dichiarazioni e nei suoi

comportamenti.

È infatti strana a dir poco

la tempistica con cui sono emerse le presunte malversazioni: a mente di questo

giudice quanto è successo appare in realtà come un espediente della parte

civile per giustificare il licenziamento in tronco, in particolare per evitare

di dover pagare ancora tre mesi la ACCU 1, che nel frattempo avrebbe potuto farle

“concorrenza” informando le clienti che sarebbe andata via dall’istituto __________.

Ciò è suffragato da diversi argomenti: avantutto prima del __________ non

risulta in alcun modo che ACCU 1 fosse stata ripresa per il suo comportamento,

anzi. Addirittura non è mai stata oggetto di critiche o richiesta di

spiegazioni riguardo il suo operato, ritenuto come le clienti fossero contente

delle sue prestazioni e del suo modo di fare.

Secondariamente CIVI 1 ha

preparato la lettera di licenziamento ancora prima di aver chiesto all’accusata

di giustificarsi; in effetti la missiva, datata __________, è stata anticipata

oralmente quel giorno alla dipendente e risulta dal successivo scritto del 3 ottobre

come unicamente in quel momento l’accusata avrebbe - il condizionale è

d’obbligo visto che é contestato dalla stessa ACCU 1 - potuto prendere

posizione e giustificarsi. Che la risoluzione del contratto per motivi gravi

fosse già pronta lo si evince dalle parole della stessa CIVI 1, secondo cui “ il

colloquio con la ACCU 1 l’ho avuto in data __________, data in cui ho

licenziato in tronco la ACCU 1. Già avevo provveduto, tramite il mio avvocato,

avv. __________, a preparare la lettera di licenziamento, lettera che consegnai

alla ACCU 1 in data __________” (cfr. act 7, verbale di interrogatorio di CIVI

1.

del __________, pagina 2 in fine); al riguardo è opportuno segnalare come a

quel momento solo una parte delle accuse fossero note alla parte civile, che il

3.

ottobre fa riferimento unicamente a quattro situazioni scoperte negli ultimi

giorni e quindi non si sa nemmeno se le fossero già note il __________,

ritenuto come alcune clienti hanno riferito di aver sottoscritto la

dichiarazione all’inizio del mese di ottobre (cfr. incarto __________ della

Pretura di __________, lettere raccomandate datate __________ e __________ di CIVI

1.

a ACCU 1).

In terzo luogo i precedenti che

hanno contraddistinto la parte civile, la quale ha avuto in passato spesso

problemi relazionali e di lavoro con le sue apprendiste e con le sue dipendenti,

tanto più che non è nuova a situazioni del genere, come risulta in modo

evidente dalla testimonianze di __________ e di __________, alle quali si

rinvia in extenso (cfr. verbale del dibattimento del __________).

CIVI 1 per quel che riguarda la

disdetta repentina - come un fulmine a ciel sereno - del rapporto di lavoro ha

agito in passato con modalità simili, oltre che con la __________, anche con la

sua ex dipendente __________, licenziata perché le aveva comunicato di mettersi

in proprio (cfr. incarto __________ della Pretura di __________, verbale di

udienza __________, pagine 4 e 5).

L’agire della parte civile,

anche nel caso qui in esame, sembra dettato dall’arrabbiatura, dal timore di

concorrenza e in sostanza dalla paura di perdere delle clienti, tanto è vero

che la ACCU 1 ha riferito che non appena verso metà settembre del __________ ha

comunicato verbalmente alla sua datrice di lavoro l’intenzione di dare le

dimissioni “questa ha reagito malissimo, pur senza chiederle altro,

comunicandole di non dire niente alle clienti”; in proposito sembra che una

certa abitudine delle estetiste di dare le dimissioni per mettersi in proprio e

in un certo senso “portare” via le clienti sia usuale nel settore, come risulta

esplicitamente anche dalla teste __________ (cfr. incarto __________ della

Pretura di __________, verbale di udienza __________, pagina 3 in fine). A

riprova di quanto sopra, nella risposta alla causa civile - peraltro attualmente

sospesa in attesa delle risultanze penali - si tocca la questione della

sottrazione di clienti, il che in ogni caso significa che era una

preoccupazione della datrice di lavoro (cfr. incarto __________ della Pretura

di __________, risposta __________ con domanda riconvenzionale)

Infine, particolare di per se

non decisivo, ma comunque significativo di tutta la vicenda, non va dimenticato

che la denuncia penale della parte civile è intervenuta unicamente a fine

novembre __________, dopo che l’accusata aveva introdotto in Pretura civile la

causa di salari e mercedi (cosa che __________ non aveva fatto). Nella lettera __________

all’accusata in relazione alla disdetta data da quest’ultima, CIVI 1 scrive: “colgo

infine l’occasione per rammentarle che qualora lei persistesse ad invocare dei

diritti che non le spettano da parte mia andrò fino in fondo nell’esercizio di

quelli che mi competono, segnatamente la denuncia penale con presentazione

delle prove a suo carico. Sperando di non dover giungere sino a questo punto,

nell’attesa delle sue osservazioni le porgo cordiali saluti” (cfr. incarto __________

della Pretura di __________ agli atti, doc. F di parte attrice).

14.

Peraltro non risulta in

alcun modo che l’accusata sia cleptomane o che abbia la necessità economica di

arrotondare il suo stipendio; si può quindi dire con tutta tranquillità che,

oltretutto essendo frontaliera, non ha certo bisogno di rubare quei pochi

soldi per migliorare la sua condizione finanziaria, caratterizzata - come da lei

stessa riferita in aula - da un lavoro fisso da parte del marito, proprietario

della ditta di piastrelle __________ a __________, che addirittura le

permetterebbe di restare a casa senza problemi (cfr. verbale del dibattimento

del __________).

E poi - domanda questa che non

trova risposta logica alcuna, soprattutto alla luce del fatto che la maggior

parte delle presunte malversazioni sono avvenute dopo la sua decisione di dare

le dimissioni - che motivo aveva l’accusata di rubare a più riprese pochi franchi

col rischio, se scoperta, di compromettere seriamente - le voci girano in

fretta ! - ancor prima di cominciare, la sua futura attività professionale?

15.

Ad un’attenta analisi di

tutta la documentazione agli atti, dalle risultanze dell’istruttoria

dibattimentale e per le considerazioni espresse sopra ACCU 1 va quindi

prosciolta dall’accusa di ripetuta appropriazione indebita di lieve entità e le

pretese di parte civile decadono di conseguenza.

16.

Non avendo commesso il

reato di appropriazione indebita cade anche l’ipotesi accusatoria connessa per

il titolo di ripetuta falsità in documenti di lieve entità; pertanto ACCU 1 va

prosciolta anche da questa imputazione, ritenuto che pertanto può restare

aperta ed indecisa la questione di sapere se le schede clienti abbiano

effettivamente la qualifica giuridica di documento.

17.

Stante il proscioglimento

le tasse e le spese vanno poste a carico dello Stato, il quale rifonderà a ACCU

1.

l’importo di fr. 2'000.- per ripetibili.

visti gli art. 138 cifra 1, 172 ter,

251.

cifra 2 CP; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 3, 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti;

proscioglie ACCU 1

dalle imputazioni di ripetuta

appropriazione indebita di lieve entità e di ripetuta falsità in documenti

(caso di lieve entità) per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4877/2008

del 15 dicembre 2008.

carica tasse e spese allo Stato,

il quale rifonderà a ACCU 1 la somma di fr. 2'000.- per ripetibili.

le parti sono state avvertite del diritto

di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di

cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto

di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276

cpv. 2 CPP).

La motivazione del ricorso per

cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20

giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione

dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

e, alla crescita in giudicato

della sentenza,

intimazione a: Comando della Polizia cantonale,

Bellinzona,

Ufficio del Giudice

dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

Il presidente: Il

segretario:

Distinta spese a carico dello Stato,

fr. 700.00 tassa

di giustizia

fr. 250.00 spese

giudiziarie

fr. 80.00 testi

fr. 1'030.00 totale

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster