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Decisione

11.2004.102

Accertamento di una lesione della personalità da parte di un organo di stampa

22 maggio 2007Italiano76 min

Source ti.ch

Fatti

i singoli fatti imputatigli, spiegando le ragioni per le quali essi sono

sostanzialmente falsi, ciò che non giustifica il minimo interesse pubblico alla

loro divulgazione. L'appellante sostanzia infine il danno materiale e morale

arrecatogli da tali pubblicazioni, sottolineando la colpa intenzionale o, in

subordine, la negligenza grave dei convenuti, e spiegando perché postula la

riconsegna dell'utile conseguito dalla rivista e la pubblicazione del dispositivo o di un testo di

rettifica.

7. Secondo

l'art. 28 cpv. 1 CC chi è illecitamente leso nella sua per­sonalità può, a sua

tutela, sollecitare l'intervento del giudice contro chiunque partecipi

all'offesa. La lesione è illecita quando non appare giustificata dal consenso della vittima, da

un interes­se preponderante pubblico o privato, oppure

dalla legge (cpv. 2). Concretamente l'attore può chiedere al giudice di

proibire una lesione imminente, di far cessare una lesione attuale, di

accertare l'illiceità di una lesione che con­tinua a produrre effetti molesti

(art. 28a cpv. 1 CC), così come può chiedere che si comunichi la sentenza

a terzi o che la sentenza sia pubblicata (art. 28a cpv. 2 CC). Rimangono

salve le azioni di risarcimento del danno e di riparazione del torto morale,

disciplinate dagli art. 41 segg. CO, così come l'azione di riconsegna

dell'utile conformemente alle norme della gestione d'affari senza mandato (art. 28a cpv. 3

CC).

Vi è

offesa alla personalità, in particolare, quando una persona è lesa nell'onore,

ovvero nella considerazione morale, sociale o professionale di cui gode (DTF

127 III 487 consid. 2b/aa). Deter­minante è l'impressione suscitata

nell'ascoltatore o nel lettore medio dalla dichiarazione nella sua globalità (DTF

132 III 644 consid. 3.1 con riferimenti). La pubblicazione di uno scritto può

essere lesiva della personalità o per i fatti esposti o per l'apprezzamento di

quei fatti (DTF 126 III 306 consid. 4b). Un'asserzione inesatta è già di per sé

illecita (DTF 126 III 213 consid. 3a, 307 consid. 4b/aa), ma non tutti gli

errori, le imprecisioni, le generalizzazioni o le approssimazioni sono

sufficienti per far apparire lo scritto come errato nel suo insieme. A tal fine

occorre che questo sia viziato nei suoi tratti essenziali e desti nel pubblico

un'immagine sfavorevole della persona fisica cui si riferisce, ponendola in una

luce equi­voca o sminuendone sensibilmente la reputazione (DTF 129 III 51

consid. 2.2, 126 III 307 consid. 4b/aa). Se i fatti sono veri, la loro

diffusione è generalmente giustificata dal mandato di informazione della

stampa, salvo che si tratti di fatti attinenti alla sfera segreta o privata,

oppure quando la persona toccata sia svilita in modo inammissibile poiché la

forma usata è inutilmente pregiudizievole (DTF 129 III 531 consid. 3.1 con riferimenti).

8. Per

quanto riguarda l'interesse attuale all'accertamento della lesione, i

convenuti sostengono che l'attore non ha dimostrato il perdurare di una

situazione molesta. Sottolineano che i testi in questione sono apparsi quasi

vent'anni or sono, mentre il fatto che il periodico risulti conservato in

qualche archivio non rende

verosimile l'ipotesi che la lesione si rinnovi, tanto meno ove si consideri che

eventuali effetti molesti sono stati eliminati o, per lo meno, attenuati

dall'esercizio del diritto di risposta. L'appellante obietta che il lungo tempo

trascorso poco importa, la gravità delle accuse facendo persistere effetti

molesti, anche perché egli è ancora attivo come scrittore, relatore e

presidente di associazioni culturali e di fondazioni. Il Pretore ha rilevato,

da parte sua, che l'attore conserva un interesse degno di protezione a far accertare

la lesione della sua personalità, fosse solo per il fatto che i convenuti

insistono nel negare ogni illecito.

a) L'azione

di accertamento prevista dall'art. 28a cpv. 1 n. 3 CC tende a far constatare

il carattere illecito di una lesione che – come detto (consid. 7) – “continua a

produrre effetti molesti”. Stando alla giurisprudenza meno recente, incombeva all'attore

illustrare in che modo il pregiudizio dovuto alla lesio­ne continuasse a

esplicare tali effetti al momento del giudizio (DTF 120 II 373 consid. 3),

salvo che la lesione fosse tanto grave da far presumere il sussistere della

turbativa (DTF 122 III 453 consid. 2b e 2c, 123 III 389 consid. 4c). La prassi

attuale prescinde dalla gravità della lesione (I CCA, sentenza inc. 11.2994.36

del 20 marzo 2006 consid. 4a). L'azione di accertamento è proponibile – oggi –

ogni qual volta l'attore dimostri un interesse degno di pro­tezione a far

eliminare una situazio­ne pregiudizievole che continua a sussistere, indipen­dentemente

dalla gravità della turbativa (DTF 127 III 486 consid. 1c/bb), purché le

circostanze non siano mutate al punto che l'atto lesivo abbia perso ogni

attualità e significato (DTF 127 III 485 consid. 1c/aa).

Incombe alla vittima rendere verosimile l'interesse all'accerta­mento di una

lesione della personalità avvenuta nel passato (v. Lüchin­ger, Die weiter­hin störende Auswir­kung einer Per­sönlichkeit­verletzung

als Voraussetzung der Feststellungs­klage nach Art. 28a Abs. 1 Ziff. 3

ZGB, in: Privat­recht im Spannungsfeld zwischen ge­sell­schaftlichem Wandel und

ethischer Verantwortung, Fest­schrift für Heinz Hausheer zum 65. Geburtstag, Berna 2002, pag. 126 in alto).

b) Nella fattispecie è notorio che l'attore, pur avendo lasciato da

anni la politica attiva, opera tuttora in ambienti professionali e

socioculturali non solo nel Cantone, ma anche a livello svizzero. È quindi

verosimile che l'impressione negativa destata dall'articolo continui a produrre

effetti molesti e che le circostanze non siano mutate al punto da far apparire la

lesione priva di ogni interesse o conseguenza. Ciò pre­messo, non è di rilievo

che una nuova pubblicazione sull'argomento sia inverosimile o che difficilmente

nuovi lettori possano capitare sull'articolo consultando copie archiviate della rivista, per altro viepiù

accessibili grazie ai nuovi mezzi infor­matici (ad esempio: ‹www.swissdox.ch›). In casi siffatti l'azio­ne di accertamento serve, se non altro, a

riabilitare la personalità della vittima (Deschenaux/Stei­nauer,

Personnes physiques et tutelle, 4ª edizione, pag. 205 seg. n. 606). Del

resto, la giurisprudenza ammette che un incon­veniente può sussistere anche a

distanza d'anni (DTF 104 II 4 nel mezzo, 234 consid. 5a;

cfr. Bucher, Personnes physiques

et protection de la personnalité, 3ª edizione, pag. 154 n. 580). Non per

nulla l'azione di accertamento è imprescrittibile (Deschenaux/Stei­nauer, op. cit., pag.

206 n. 607a).

9. L'appellante

fa valere che la sua personalità è stata lesa sia dai passaggi dell'articolo

principale analizzati dal Pretore sia dall'insieme del servizio, data la

metodica perfidia usata dagli autori. Egli si duole in specie che l'articolo

riesumi vicende vecchie di 30 o 40 anni, deformate nella sostanza e messe in

relazione tra loro con collegamenti fasulli al solo scopo di disonorarlo,

suggellate per di più con la firma di uno pseudonimo (__________), il quale

mistifica deliberatamente un'origine ticinese per dare maggiore credibilità al

testo. L'attore lamenta altresì che l'articolo abbia creato l'attesa di una sua

risposta nel numero seguente, salvo poi procrastinarla per sminuirne l'effetto

sui lettori.

a) Taluni

avvenimenti evocati dall'articolista risalgono invero a molti anni addietro. E

la giurisprudenza riconosce un cosiddetto diritto all'oblio, nel senso che più

il tempo passa, meno si giustifica l'interesse pubblico alla divulgazione di

determinati fatti rispetto alla protezione della personalità dell'individuo

(DTF 111 II 214 in alto). La situazione è diversa trattandosi di persone attive

nella vita pubblica, segnatamente in politica: sul conto loro è lecito

riferire, in effetti, anche per quanto riguarda il passato, sempre che i fatti

narrati siano connessi all'attività pubblica (Meili

in: Basler Kommentar, ZGB II, 3ª edizione, n. 52 ad art. 28). Le cosiddette “personalità pubbliche”,

quelle che per la loro attività hanno acqui­sito notorietà durevole o anche solo

temporanea, sono tenute a sopportare maggiori ingerenze nella loro personalità

rispetto ai privati cittadini, in particolare per quanto attiene agli avvenimenti della loro vita pubblica

(DTF 127 III 488 consid. 2c/aa;

Desche­naux/Stei­nauer, op. cit.,

pag. 180 n. 561 e 561a). Nella fattispecie l'attore è indubbiamente

un uomo conosciuto a livello nazionale e, al momento della pubblicazione, era

prossimo ad assumere la presidenza del Consiglio degli Stati. Non può dunque

invocare una lesione della sua personalità per la sola circostanza che

l'articolo riportasse alla luce vecchie storie.

b) L'uso di uno pseudonimo come quello di __________ è verosimilmente un accorgimento

adottato dal giornalista per dare maggiore credibilità all'articolo, che

riferisce essenzialmente di vicende ticinesi. Di per sé, tuttavia, tale

espediente non lede la personalità dell'attore. Né appare offensivo lasciar

credere a una prossima risposta da parte di lui (doc. A e B, pag. 11 in fondo),

salvo pubblicarla tre mesi dopo. Considerato che le parti sono addivenute a una

transazione giudiziale solo alla fine di giugno del 1986 (doc. V3 e V4) e che il testo di risposta previsto nell'accordo non coincide con

quello proposto dall'attore il 2 maggio 1986 (doc. D2) né con quello successivo del 20

maggio 1986 (doc. D5),

non si può dire nemmeno che l'iniziale rifiuto dei convenuti fosse dettato da

una tattica procrastinatrice intesa a sminuire la portata della risposta.

Quanto all'accusa di falsità rivolta agli avvenimenti riportati, essa sarà

esaminata per ogni singolo episodio in appresso (consid. 12 a 21).

10. Secondo l'attore la lesione della sua personalità si ravvisa già nel

titolo in copertina, nel sommario e nella rubrica introduttiva del

caporedattore. Ora, si conviene con l'appellante che il titolo di copertina “Sonnenstube

Tessin – Gratta gratta, esce AP 1” (doc. A e B, copertina) è senz'altro

intrigante, come si addice a una copertina da rotocalco. Nondimeno, la

circostanza che l'attore sia designato come la persona cui si riconducono

svariate vicende ticinesi non è di per sé offensiva. Né è lesivo il trafiletto

“Mann der Macht” nel sommario (doc. A e B, pag. 5), in cui si legge che egli è

un uomo dalle molte attività e dalle altrettante ambizioni (“mit vielen

Aktivitäten und ebenso vielen Ambitionen”), uno che detiene numerosi mandati in

consigli di amministrazione e che sa come attuare la propria volontà (“Inhaber

zahlreicher Verwaltungsratsmandate weiss, wie er seinen Willen durchsetzt”). La presentazione del pezzo lascia presumere, certo, il contenuto

critico dell'articolo, ma il semplice fatto di descrivere un politico come una

figura potente nella professione e nell'economia non può dirsi disonorevole.

Quanto alla presentazione “Geheime Grössen” (doc. A e B, pag. 11), a cura del

sostituto caporedattore, essa anticipa effettivamente un articolo di stampo

polemico, in cui si accusa l'interessato di condurre dietro le quinte una dura

politica nel Ticino (“macht er harte Politik, hinter den Kulissen und

weitgehend unter Ausschluss der Öffentlichkeit”), fuori della normale struttura

partitica (“AP 1 gilt als graue Eminenz einer Politszene, die das übliche

Parteiengefüge überlappt und weit in die Verästelungen des lokalen Wirt­schafts-

und Gesellschaftslebens reicht”). Contrariamente all'opi­nione dell'attore,

tuttavia, nell'ottica di un lettore spassionato non si ravvisano per ciò solo

allusioni al fenomeno mafioso. Più dubbia esce l'immagine dell'attore in

relazione alle diffusioni – definite illegali, secondo il diritto svizzero – di

__________, alla bancarotta miliardaria del fondo __________ e alle dimissioni

del Procuratore pubblico __________. La questione sarà tuttavia di valutare a

tale riguardo, analizzando l'articolo principale, se tali connessioni siano

giustificate da fatti concreti e veritieri (sotto, consid. 12 a 21).

11. L'appellante

censura inoltre la scelta della fotografia che accompagna l'articolo e il

sommario, sostenendo che l'immagine è stata ritoccata per dare un piglio losco

e falso al suo volto. Ora, un' immagine può anche essere lesiva della

personalità (DTF 130 III 11, 112 II 469), tanto più nel mondo d'oggi, che alla

comunicazione visiva tributa grande importanza. L'uso di riprese eseguite nel

corso di manifestazioni pubbliche è tuttavia lecito, sempre che non risulti

fuorviante, per esempio immortalando la persona in un atteggiamento

particolarmente ridicolo, che non riflette la realtà (Barrelet, Droit de la communication, Berna 1998, pag. 386 n.

1330). In concreto nulla suffraga la tesi di un ritratto manipolato. Per il

resto, nella fotografia l'attore mostra un sorriso poco naturale, ma la sua

espressione non è buffa né risibile. L'immagine non ne lede dunque la sua

personalità.

12. In

merito alle singole notizie riportate nel servizio, l'attore lamenta in primo

luogo che l'articolista lo abbia messo in relazione, distorcendo la realtà, con

la bancarotta del fondo __________ e del __________. Per il Pretore il

resoconto del ruolo svolto dalla __________ nella liquidazione del fondo è

invece sostanzialmente compatibile con quanto emerge dai documenti agli atti.

Nell'articolo

si legge (doc. A e B, pag. 63, 3ª colonna da metà e seg.) che quando, nel 1985,

il fondo __________ si era venuto a trovare in difficoltà e se ne era decisa la

liquidazione, la __________, affiliata alla __________, del cui consiglio di amministrazione

l'attore era presidente, aveva offerto i suoi servigi quale liquidatrice (“bot

eine gewisse __________ ihr Dienste als Liquidatorin an”). La Commissione federale

delle banche tuttavia aveva rifiutato l'offerta, perché la __________ sem­brava

essere la lunga mano dell'__________

(“in Wirklich­keit ein verlängerter Arm”). Era sorto così il

sospetto che __________, presidente del fondo,

intendesse assumere la regia della liquidazione del fondo stesso per il tramite

della __________ (“über die __________ die Liquidation seines Fonds in eigener

Regie betrieben wollte”). L'appellante definisce tali asser­zioni lesive della

sua onorabilità, affermando che in realtà la __________ non aveva sollecitato

quel mandato e aveva dettato, anzi, chiare condizioni per garantire una vera

indipendenza da __________, senza dimenticare che non la Commissione federale

delle banche, bensì la medesima __________ aveva posto il veto a tale

collaborazione per evitare ogni possibile conflitto d'interessi.

Dagli

atti sembrerebbe in effetti che l'iniziativa di affidare alla __________ un

“incarico di gestione libera dell'intero pacchetto azionario della__________”

si debba all'ing. __________, presidente del fondo, anche se dalla lettera

della __________ non è dato di sapere in quali circostanze le due società

abbiano co­minciato a collaborare (doc. S1, pag. 1). Le proposte agli atti confermano che la società teneva a

garantire una gestione del mandato indipendente dagli interessi del mandante

(doc. S1, pag. 3

lett. c, pag. 4 lett. f, pag. 5 lett. e, pag. 6 lett. g2, pag. 7 lett. b) e che

l'accettazione dell'incarico è stata vincolata all'ottenimento di garanzie in

tal senso (doc. S1,

pag. 2 n. 2, pag. 9). Per finire, reputando di non poter assicurare la

necessaria indipendenza, la __________ aveva rinunciato al mandato (doc. S2 e S3). Ciò è stato ribadito anche da __________ azionista della __________,

per il quale l'attore stesso aveva fatto rinunciare al mandato la __________

(verbale del 23 aprile 1991, pag. 2 in fondo e a retro, in alto).

Come ha

accertato il Pretore, è pacifico che il mandato si inseriva nella liquidazione

del fondo __________. I convenuti non hanno dimostrato tuttavia che l'incarico

sia stato sollecitato dalla __________, né tanto meno che la Commissione

federale delle banche abbia posto un veto. Certo, semplici errori o

imprecisioni di un giornale non bastano a viziare una notizia di falso (DTF 126

Considerandi

II 307 verso il basso), ma nella fattispecie l'inesattezza non può dirsi

secondaria, giacché attribuendo la mancata stipulazione del mandato all'intervento

della Commissione federale delle banche (e non a una scelta spontanea della

società) l'articolo sottintende la disponibilità della __________ a un'operazione

vietata poi dall'organo di vigilanza, un'operazione contraria alla legge e alle

norme deontologiche della piazza finanziaria svizzera. Tale insinuazione è

rafforzata dal seguito dell'articolo, nel quale __________, sospettato

di voler dirigere la liquidazione del suo fondo attraverso la __________, è messo in relazione con il fallimento del __________ e con le

inchieste penali conseguenti a tale bancarotta (doc. A e B, pag. 64, 1ª colonna).

È invero

possibile che la presenza, nel consiglio di amministrazione della __________,

di __________ definito – senza contestazioni nemmeno da parte dell'attore – un

uomo di fiducia di __________, così come gli articoli di lui sulla __________

circa l'operato del Procuratore pubblico __________, potessero destare sospetti

sulla società. In mancanza di prove, tuttavia, tali sospetti potevano essere

evocati solo facendo capire in modo sufficientemente

chiaro a un lettore medio che si trattava di

supposizioni (sentenza del Tribunale federale 5C.179/2004 del 3 febbraio

2005, consid. 4.2.2, commentata in: Medialex 2005 pag.

111). Nell'articolo manca ogni precisazione in tal senso.

Quanto

alla posizione dell'attore, è vero che nell'articolo egli è citato solo come presidente

della __________, né si afferma che egli abbia avuto un ruolo attivo nella vicenda

descritta o che la __________ gli appartenesse o si identificasse con lui. Tuttavia

è fuori dubbio che, incentrando tutto il servizio sulla sua persona, un lettore

medio (cioè non prevenuto e di adeguata cultura) era indotto a trarre l'ovvia

conclusione che dietro la vicenda “__________si celasse l'AP 1. Senza

dimenticare che nell'articolo la __________ è definita l'organo esecutivo della

__________ (presieduta dall'attore), oltre che l'organizzazione supporto di __________

(di cui l'attore aveva preso in mano il destino), della quale condivideva il

recapito e della quale avrebbe dovuto assumere i debiti. Vicepresidente

esecutivo della __________ era inoltre l'arch. __________, di cui l'attore

aveva preso ripetutamente le difese davanti al comitato del Partito __________

per una questione legata a un conflitto d'interessi nella vicenda dell'__________

a __________. Altra attività della __________ era la gestione dell'emittente

televisiva privata __________, diretta di fatto da __________, redattore capo

della __________, e di cui le PTT avevano chiesto ufficialmente alle autorità

italiane la chiusura, senza che ciò turbasse l'attore, “difensore dello Stato e

tenente colonnello, altrimenti così preoccupato del bene della Svizzera”. E per

finire, come ha accertato il Pretore (e i convenuti non contestano), “la partecipante

totalitaria di __________ era la __________ (sentenza, pag. 10 in alto).

Che

l'intento poi fosse quello di mettere l'attore in una luce particolarmente

equivoca per sminuirne la reputazione appare ancor più evidente ove si pensi

che invece – secondo l'articolo – “il consigliere nazionale __________ __________,

accortosi tempestivamente del pericolo, si era dimesso da vicepresidente della __________,

poiché la questione dell'emittente a __________ gli appariva troppo politica”

(doc. A e B, pag. 63, 3ª colonna a metà). Così com'è esposto, il resoconto del

ruolo svolto dalla __________ nella liquidazione del fondo __________ risulta

dunque ledere la personalità dell'attore.

13.

Relativamente

alla vicenda di __________, l'articolo riferiva che fra le attività della __________

v'era la gestione di tale emittente, la quale secondo la Svizzera inondava

illegalmente la regione di __________ di pubblicità, intrattenimenti ed emissioni

politiche (“für schweizerische Begriffe illegal in die

Eidgenossenschaft sendet”). Soggiungeva che le PTT ne avevano chiesto ufficialmente

in Italia la chiusura, ma che ciò non sembrava turbare

l'attore, difensore dello Stato e tenente colonnello, altrimenti così preoccupato

del bene nazionale (doc. A e B, pag. 63, 3ª colonna in alto). L'appellante

ritiene che tali affermazioni siano lesive della sua personalità e rileva che

in realtà la __________ deteneva sì una quota dell'emittente per il tramite di una

società estera, ma che la società non gli apparteneva e che la diffusione non

era illegale né vietata dalle PTT, ma frutto di un vuoto giuridico nella

legislazione italiana. Per il Pretore la notizia nulla muta all'onorabilità

dell'attore, a prescindere dal fatto che l'emittente trasmetteva effettivamente

su frequenze non preventivamente concordate con le autorità elvetiche.

Ora, nell'articolo

non si affermava che la citata società appartenesse all'appellante. Si diceva

che l'attore era presidente del consiglio di amministrazione della __________,

di cui la affiliata __________ era l'organo esecutivo (doc. A e B, pag. 63, 1ª

colonna in basso e 2ª colonna in alto). D'altro lato, l'appellante medesimo riconosce

che la stazione televisiva profittava di un vuoto giuridico esistente in quegli

anni in Italia e che le frequenze usate, pur non disturbando le emissioni

svizzere, non erano state concordate con la Confederazione. Per di più, una

simile emittente sarebbe stata illegale in Svizzera, così come sarebbe stato

illegale l'uso senza concessione nazionale o estera di un impianto

radiotelevisivo fuori dei confini nazionali che trasmettesse in Svizzera (doc.

U4, 1ª colonna nel

mezzo). Che la normativa svizzera restasse lettera morta per la mancanza di

accordi transfrontalieri o per il citato “vuoto giuridico” in Italia poco muta

alla sostanza dell'informazione, la quale precisava appunto che la situazione

di illegalità era da intendersi secondo la concezione svizzera (“für schweizerische Begriffe illegal”).

I

convenuti non hanno dimostrato invero che le PTT avessero chiesto la chiusura

dell'emittente. Anzi, agli atti figura una lettera del 20 aprile 1983 con cui

la Direzione di circondario delle telecomunicazioni a Bellinzona confermava che

fino a quel giorno __________ non aveva perturbato la ricezione dei programmi

nazionali, non senza precisare che se ciò fosse avvenuto i disturbi sarebbero

stati segnalati all'autorità italiana (doc. U5). Se non che, come già si è visto, semplici errori o imprecisioni

di giornale non bastano a rendere falsa una notizia (sopra, consid. 13). Il

resoconto delle attività della __________ nell'emittente privata italiana non

può dirsi di conseguenza, in ultima analisi, lesiva della personalità dell'attore.

14.

Per l'appellante

è lesiva della sua personalità anche la fallace accusa di estremismo politico

rivolta a lui e al giornale __________, da lui presieduto e animato. Egli ribadisce

di non essere stato membro né dell'__________ né dell'associazione __________ e

che la sua posizione era solo quella di incoraggiare gli aderenti al dialogo.

L'attore ricorda di essersi espres­so nel senso che appartenere all'__________

non è motivo di esclusione dal Partito __________ e di avere lasciato spazi di

espressione sulla __________ a tutte le correnti del partito. Il Pretore ha

ritenuto, da parte sua, che definire l'attore all'estrema destra del Partito __________

costituisca un apprezzamento giornalistico non censurabile, mentre la relazione

di lui con l'__________, oltre che vera, non ledeva la sua personalità. A

parere del primo giudice, inoltre, non appariva offendere l'onorabilità

dell'attore nemmeno affermare che __________ aveva sostenuto la causa di persone

imputate in processi penali.

a) Nel

sottotitolo dell'articolo si legge che l'attore conduceva nel Ticino le sue battaglie

di estrema destra politica con metodi e scopi non al di sopra di ogni sospetto

(“auf der äussersten Recht”: doc. A e B, pag. 59). Si legge inoltre che, giunto

alla presidenza della __________, egli aveva tramutato il giornale in portavoce

dell'__________, neocostituita associazione di inquietanti patrioti (“unheimliche Patrioten”) provenienti dalla destra

e dall'estrema destra del __________ e del __________.

Per l'articolista tale associazione è una lobby pronta a battersi contro tutto quanto è in odore di

sinistra e che trovava appoggi anche nel settimanale italiano neofascista __________.

Egli adduce inoltre che, quando l'allora Consigliere di Stato __________ __________

aveva definito l'associazione un “movimento reazionario finanche maccartista”,

l'__________ aveva trovato nel Consigliere agli Stati PA 2 uno zelante

difensore (“einen eifrigen Verteidiger”), ancorché a Berna la posizione estrema

di AP 1 (“die extreme Position AP 1”: doc. A e B, pag. 60, 3ª colonna) non

abbia mai mietuto successi.

b) Attribuire

a una persona opinioni politiche estremistiche può ledere la considerazione che

di lei ha il pubblico. Chi tuttavia si espone pubblicamente in politica, non

può poi ritenersi leso nella personalità se la sua posizione politica è resa nota

(DTF 107 II 5 consid. b con rimando). Nella fattispecie l'articolista ha

rivolto a due riprese il termine “estremo” all'attore, ma non ha posto in

dubbio la di lui appartenenza al Partito __________, che è notoriamente di

ispirazione centrista. Non si può dire perciò che egli abbia accusato l'attore

di estremismo o lo abbia collocato in uno schieramento del tutto estraneo al

suo credo. Inoltre dal profilo politico l'attore può definirsi nei modi più

diversi: aderente all'“area moderata del __________” (deposizione __________

del 14 dicembre 1990, pag. 3 a retro verso il basso), “anticonformista di destra”

(act. deposizione __________ del 28 gennaio 1992, pag. 2 in basso), “anticonformista

(anticomunista) […] di destra” (deposizione __________ del 7 luglio 1993, pag.

1), appartenente all'“area di destra” (deposizione __________ del 10 febbraio

1995, pag. 1) o all'“ala di destra” (deposizione __________ del 9 luglio 1996,

pag. 3) o alla “destra più spinta” (deposizione __________ del 27 maggio 1997,

pag. 4 in mezzo). Il giudizio dipende anche dal punto di vista dell'interpellato,

di modo che di per sé l'ottica dell'articolista non può reputarsi offensiva.

c) Per

altro l'attore non può ergersi a patrocinatore dell'__________, di cui l'articolo

non pretende che fosse membro. Certo, il giornalista ha omesso di spiegare perché

egli abbia appoggiato i membri di tale __________ all'interno del Partito __________ e ha tralasciato di riferire che la __________ aveva ospitato sulle sue pagine anche l'espressione di altre correnti di pensiero (doc. R1–11; deposizione __________ del 14

dicembre 1990, pag. 3 a retro in alto). E una lesione illecita della

personalità può verificarsi anche nel caso in cui siano sottaciuti fatti

essenziali, sempre che ciò metta il soggetto in una luce equivoca (Werro, Chronique de la jurisprudence

2000.

et 2001: Le droit de la personnalité, in: Medialex 2002 pag. 21 con

rimandi). Rimane il fatto che in concreto l'appellante aveva effettivamente

preso le difese dell'__________ (deposizione __________ del 18 ottobre 1996,

pag. 1), lasciando spazio anche a membri del movimento sulla __________ (deposizione

__________ del 14 dicembre 1990, pag. 3 a retro in alto; deposizione __________

del 7 luglio 1993, pag. 1 a retro). L'interessato può quindi denunciare un

resoconto dei fatti tendenzioso, malevolo e fors'anche prevenuto, ma non può

dolersi della circostanza che la sua filosofia politica sia stata fraintesa.

Tutto considerato, l'articolista si è espresso ancora nei limiti della –

talvolta dura e partigiana – critica politica.

15.

A

dire dell'appellante, lesivo della sua personalità è pure l'asserto inveritiero

secondo cui egli si è accanito contro l'allora Procuratore pubblico __________

per biechi motivi. Il Pretore ha posto in evidenza che l'articolo non imputava

all'attore losche intenzioni, mentre dagli atti si desume chiaramente che la __________

aveva osteggiato la rielezione del magistrato.

a) L'articolista

è partito dall'idea (“angenommen wird …”) che nel 1972 l'attore avesse agito

dietro le quinte perché l'allora Procuratore pubblico __________ non fosse

rieletto. Le prime tensioni – egli ha scritto – erano nate quando il magistrato

aveva rifiutato di versare alla cassa del partito una percentuale dello stipendio,

ciò che era dispiaciuto non solo all'attore, ma anche a numerosi esponenti __________

luganesi. La misura era poi risultata colma per l'AP 1 e il suo entourage (“war

für AP 1 und seine Entourage das Mass voll”) – egli ha continuato – quando il

Procuratore aveva tradotto in giustizia taluni notabili luganesi, senza

riguardo all'appartenenza politica. In una campagna senza precedenti (“In einer

beispiellosen Hetzkampagne”) la __________, di cui l'AP 1 aveva preso in mano

il destino, aveva incolpato allora il Procuratore pubblico di avere coperto il

sostituto Procuratore pubblico __________, cui AP 1 rimproverava una violazione

della “Lex von Moos”. Il Tribunale federale aveva poi accertato

la prescrizione dell'asserito illecito ancor prima che il Procuratore ne avesse

avuto notizia, ma i due erano rimasti nel mirino della __________, la quale nel

lasso di un anno aveva aperto un fuoco di sbarramento contro entrambi (“in

Visier der __________, die innerhalb eines Einzigen Jahres

ein Sperrfeure von Artikel gegen die beiden abschoss”: doc. A e B, pag. 60, 1ª

colonna in basso e 2ª colonna).

b) L'appellante

assevera che affermazioni del genere suscitano nel lettore medio l'impressione

che egli abbia avversato __________ per astio e vendetta, animato da motivi

bassi e disonorevoli. Egli ricorda di avere appoggiato la candidatura di __________

due volte consecutive, opponendosi solo alla terza in nome del Distretto di __________

per motivi politici, di non avere condiviso il biasimo al Procuratore per non

versare contributi al partito, di non avere incoraggiato la pubblicazione di

articoli critici nei confronti di lui, tanto meno in difesa di propri clienti,

e sottolinea che la Corte penale federale aveva poi condiviso le critiche mosse

dalla __________. L'attore mette in dubbio altresì l'attendibilità delle

deposizioni rilasciate da __________ e dallo stesso __________, il primo

essendosi dichiarato per altro suo “fiero avversario” e il secondo avendo risposto

alle domande in modo contraddittorio o evasivo.

c) L'attore

rimprovera nuovamente all'articolista, in sostanza, l'omissione di elementi che

giudica essenziali nella cronaca della diatriba fra lui e l'avv. __________.

Già si è detto (consid. 14c) che l'omissione di fatti essenziali può costituire

una lesione della personalità. In concreto la narrativa dell'articolo è sicuramente

di parte, per non dire faziosa, ma la que­relle era intricata e non si poteva

pretendere che il giornalista specificasse ogni affermazione. Anche volendo

prescindere dalle testimonianze di __________ e __________, nella sostanza

dell'articolo poco muta che l'attore avesse appoggiato in due precedenti occasioni

la candidatura di quest' ultimo

(doc. O13, O14; deposizione __________ del 23 aprile 1991, pag. 3 a retro nel mezzo) o avesse dissentito dal rimprovero

indirizzato a costui per il mancato pagamento di contributi al partito (nota

manoscritta dell'attore doc. O22 in fondo). A

poco rileva altresì che egli si fosse astenuto dal sostenere la campagna stampa

contro di lui (deposizione __________, pag. 3 nel mezzo; deposizione __________

del 30 maggio 1996, pag. 2) o che la posizione del Tribunale federale sul caso __________

fosse più articolata (doc. N3 e N5). Determinante è che, come si deduce chiaramente dagli atti, nel

1972.

l'appellante ha effettivamente avversato la ricandidatura di __________

(doc. O7, O13 e

O17), oggetto di una dura campagna stampa

dalle pagine di __________ con articoli critici firmati anche

dall'attore (fascicolo doc. M). Questi può legittimamente pretendere che un

giornalista non racconti falsità e non sottaccia fatti essenziali, ma non che

descriva una vicenda nel modo da lui voluto, esponendo le sue motivazioni

personali. E in concreto non può dirsi che l'articolo contenga falsità né che

sottaccia fatti essenziali.

16.

Nell'articolo

figura dipoi che l'attore era intenzionato a cogliere allori accademici (“akademische

Lorbeeren holen”) scrivendo una tesi di dottorato su “Problemi

attuali della tutela dell'ordinamento costituzionale contro movimenti

estremisti”, proposito che tuttavia non aveva trovato grazia in alto loco,

sicché del dottorato non se n'era fatto nulla (“fand jedoch höheren Orts keine

Gnade, und aus dem Doktorhut wurde nichts”). Il testo era poi stato pubblicato

nel __________, ma trattava ben poco di problemi giuridici e molto invece di

sovversione o infiltrazio­ne di “infami” marxisti (“der infamen Marxisten”:

doc. A e B, pag. 59, 3ª colonna).

Il

Pretore ha ritenuto che il racconto in questione sia – a grandi linee –

veritiero. L'appellante obietta che tale descrizione

dei fatti lo pone in una falsa luce, giacché il testo era stato redatto per un

numero speciale del __________ in onore del prof. __________ e solo in seguito

era stato trasmesso al prof. __________, su consiglio di terzi, per sapere se

potesse entrare in linea di conto come tesi di dottorato. Egli aveva rinunciato

all'impresa dopo avere saputo che per ottenere il predicato summa cum laude

sarebbero occorsi sei mesi di lavoro. L'attore contesta altresì che il saggio,

giudicato positivamente da specialisti, trattasse i marxisti da “infami” e non

contenesse una sufficiente componente giuridica.

I

convenuti ammettono che il contributo pubblicato nel __________ 1972, pag. 151,

non era stato concepito come lavoro di dottorato (risposta, pag. 11), ma

sottolineano che l'attore medesimo, pur su consiglio di terzi, lo aveva

sottoposto al prof. __________ per sapere se potesse divenire una tesi (doc. I1) e che, per finire, egli non ha

ottenuto il dottorato. In effetti l'informazione non può definirsi fallace. È,

una volta ancora, malevolmente unilaterale. Quanto alla valutazione dello

studio, giovi ricordare che opinioni, commenti o giudizi di valore sono leciti

nella misura in cui appaiono fondati alla luce della fattispecie cui si

riferiscono. Essi non sono soggetti a una verifica di veridicità, salvo che si

tratti di giudizi commisti ad asserzioni di fatto, le quali devono essere

verificate. Lesive del­la personalità sono le opinioni che, per la forma,

appaiono inutilmente vessatorie. I commenti poi devono essere riconoscibili dal

lettore (DTF 126 III 308 consid. bb). Nella fattispecie l'appellante medesimo

dà atto che il suo contributo denota, a tratti, carattere più politico che

giuridico (doc. I1).

La critica dell'articolista, per quanto rozza e provocatoria, rientra nondimeno

nei margini della libertà d'opinione.

17.

Quanto

al diboscamento di __________, nell'articolo si legge che al momento di erigere

la propria villa l'attore aveva fatto tagliare un bosco protetto di castagni, a

lui di intralcio, senza curarsi di qual­sivoglia prescrizione (“er unbekümmert um irgend­welche

Vorschriften kurzerhand abholzen liess”). La giustizia

ticinese lo

aveva

multato, ma egli aveva continuato a battersi ostinatamente perché nella sentenza

fosse riconosciuta la sua buona fede (“kämpfte aber verbissen weiter”). Senza

esito. Onde forse, a mente dell'articolista, il cattivo rapporto di lui con la

Procura pubblica (“vielleicht”: doc. A e B, pag. 60, 1ª colonna).

Il

Pretore ha considerato che quand'anche la vicenda fosse più complessa, nella sostanza

la notizia di una multa inflitta all'attore per diboscamento abusivo era

veritiera, mentre l'ipotesi di rapporti tesi con la Procura pubblica a causa di

ciò costituiva una mera imprecisione temporale. Per l'appellante l'articolo

riporta l'episodio, peraltro remoto, in modo volutamente disonorevole. Egli

sostiene di aver fatto ripulire non una selva protetta, bensì terreni

inselvatichiti sulla base di affidamenti inizialmente ottenuti dal Comune e da

forestali, ma che a causa di una modifica della prassi gli era stata inflitta

una multa amministrativa. Osserva che il giudice relatore aveva riconosciuto la

sua buona fede e che l'autorizzazione a costruire gli era stata concessa tre

anni dopo, allorché __________ era ancora studente, ragion per cui l'episodio è

senza nesso con la diatriba che lo ha opposto a quest'ultimo.

Dagli

atti risulta in effetti che l'attore aveva notificato al competente ispettorato

forestale i lavori di dissodamento sulle sue proprietà di __________ (doc. Q1, Q2, Q3, Q8).

Egli disponeva inoltre della licenza edilizia comunale (doc. Q9), ma non aveva atteso l'autorizzazione

delle autorità forestali per procedere al taglio di alcuni castagni e robinie (doc.

Q11). Ciò gli era

costato una multa, che egli aveva impugnato, salvo ritirare poi il ricorso. Certo,

la questione era piuttosto complessa (doc. Q12, Q14),

ma – contrariamente a quanto egli afferma – non risulta che un giudice aves­se

riconosciuto la sua buona fede (doc. Q13). L'area disso­data poi non riguardava direttamente la costruzione

della villa, per la quale egli ha ottenuto in seguito la necessaria autorizzazione

(doc. Q16, Q17, Q18), ma serviva pur sempre per costruire una strada sulla sua

proprietà (doc. Q3,

Q9) e non era quindi

estranea all'edificazione del fondo. Tutto considerato pertanto, benché esposta

con toni critici, nella sostanza la notizia non può dirsi inveritiera. Quanto

alla gratuita correlazione tra quell'episodio e i suoi difficili rapporti con

la Procura pubblica, si tratta di una congettura formulata dall'articolista,

per altro espressa in termini ipotetici e in modo sufficientemente riconoscibile

(cfr. DTF 126 III 308 consid. bb).

18.

Circa

l'assunzione della presidenza della __________, l'articolo riferisce che all'attore

era riuscito “un colpo grosso” nel 1976, quando era divenuto presidente

del consiglio di amministrazione del giornale, ricco di tradizione liberale

(“Einen grossen Coup hatte AP 1 gelandet”: doc. A e B, pag. 60, 2ª colonna).

Riporta che alcune sue prese di posizione in Parlamento non erano una sorpresa,

ove appena si considerasse che cosa fosse divenuta la __________ dopo la

ripresa da parte sua (“kein Wunder ist, wenn man sieht, was seit seiner

Übernahme der __________ aus diesem Blatt geworden

ist”: doc. A e B, pag. 63, 1ª colonna). Soggiunge che un membro dell'__________,

il dott. __________, aveva raccomandato a chiunque fosse in conflitto con la

giustizia ticinese di rivolgersi all'__________ medesima o alla sua portavoce,

la __________ (“Sprach­rohr”). Tale disponi­bilità – continuava l'articolista –

era diventata prassi dacché l'attore dirigeva le sorti del giornale, come dimostravano

i casi della __________, della __________, della __________ e il processo __________

(doc. A e B, pag. 63, 1ª colonna).

Secondo

l'appellante le citate asserzioni sono lesive della sua personalità perché lo mettevano in

cattiva luce, avvalorando l'idea che egli volesse

raggiungere i propri fini facendo capo a metodi poco ortodossi, come quello di

usare le pagine di un gior­nale per difendere sistematicamente criminali di cui

era difensore. Per il Pretore, si tratta invece di argomenti che non ledono

l'onore e che, quantunque imprecisi, non mutano l'immagine generale dell'interessato.

Che

assumere la presidenza dell'associazione __________ non fosse “un colpo grosso”, ma un tentativo di salvataggio perché il giornale versava in

pessime condizioni finanziarie e nessuno era disposto a raccoglierne le sorti,

trova riscontro agli atti (doc. P; deposizioni __________ del 23 aprile 1991,

pag. 2 a retro in mezzo, __________ dell'8 febbraio 1995, pag. 2 e __________

del 27 maggio 1997, pag. 1). L'insinuazione dell'articolista, che del resto

accenna esplicitamente alle difficoltà in cui si trovava il foglio nel 1976 (doc.

A e B, pag. 60, 2ª colonna in alto), non basta ad ogni modo per ledere la

personalità dell'attore. Certo, questi nega di avere imposto il proprio

orientamento politico e di aver fatto piegare la testata a destra. Dall'istruttoria

si evince inoltre che la __________ ha avuto modo di pubblicare opinioni di

estrazione diversa. Sta di fatto però che essa rimaneva posizionata nell'ala

destra del Partito __________ (doc. HH, pag. 23; deposizioni __________ del 14

dicembre 1990, pag. 3 a retro e __________ del 27 maggio 1997 pag. 2 verso l'alto)

e che le sue pagine hanno ospitato ripetute prese di posizioni di esponenti dell'__________.

Né l'articolo sostiene che l'attore abbia imposto la sua opinione al giornale;

si legge solo che sotto la sua direzione la testata si è dimostrata pronta ad

accogliere articoli in difesa di persone aventi problemi con la giustizia

(“Verteidigungsbereitschaft”: doc. A e B, pag. 63, 1ª colonna), ciò che

l'appellante non nega. Tutto considerato, di conseguenza, non può dirsi che

l'articolo, ancorché di parte, contenga falsità. Né comporta una lesione della

personalità affermare che un direttore imponga la propria linea politica a un

giornale.

19.

L'appellante

lamenta come lesiva della personalità anche la tattica “dentro e fuori del partito” che l'articolo gli ha attribuito. Il Pretore ha ritenuto tali

affermazioni inidonee a ledere l'onorabilità, tanto più che in quegli anni le

due ali del Partito __________ si confrontavano apertamente, mentre nulla di

disdicevole pervade il desiderio di “salire in alto”, ossia di mirare al

Consiglio federale.

L'appellante

censura in particolare le affermazioni, secondo cui egli si batteva all'estrema

destra liberale con metodi e obiettivi che non erano al di sopra di ogni sospetto

(“mit Methoden und Zielen, die nicht über jeden Zweifel erhaben sind”: doc. A e

B, pag. 59, sottotitolo), lanciava colpi di striscio al fronte provocando un

grande strepito per poi entrare in scena e apparire un modello di

ragionevolezza (“Die Taktik… Er schickt einige Quer­schläger

an die Front, die ein grosses Hallo veranstalten und mit extremen Auftritten

und Kam­pagnen die Leuten nerven, um sich dann als Ausbund der Ver­nuft in

Szene zu setzen, als Mann, der die Extremisten halbwegs auf den Boden zurückholt und so zu dem

kommt, was er ursprüng­lich eingeplant hatte”: doc. A e

B, pag. 59, 1ª colonna), aveva abbandonato la corrente progressi­sta del

partito per difendere gli interessi di petrolieri e commer­cianti d'immobili

(“Den Bruch mit dieser kurzfristigen ‛linken'

Vergangenheit… dass er die Interes­sen jener grossen Erdöl­gesellschaften

vertrat”: doc. A e B, pag. 59, 2ª colonna; “Immobi­lien­händler-Kreisen

nahestehend”: doc. A e B, pag. 60, 3ª colonna in basso), si

mostrava conciliante e ragionevole a Berna mentre agiva dietro le quinte nel

Ticino (doc. A, pag. 11: sopra, consid. 10).

Per l'attore i comportamenti testé descritti sono disdicevoli e atti

a dimostrare come egli mirasse a “salire in alto” con ogni mezzo (doc. A e B,

pag. 59, titolo e sottotitolo). Inoltre egli censura di

falsità tali rimproveri, facendo valere di non avere mai agito per mezzo di

“letteracce, minacce, (…) buttafuori per apparire la quintessenza della

ragione”. Egli nega inoltre di essersi adoperato per far eleggere __________ in

governo, illustrando il suo ruolo nell'ambito del cosiddetto “documento

di Lugano” e la sua posizione nei confronti della sinistra. Se non che,

l'articolo non parlava né dell'elezione di __________ in Consiglio di Stato né

del “documento di Lugano”. Nemmeno menzionava “letteracce” o “minacce”. Quanto

alla posizione dell'attore verso la sinistra, è pacifico che egli non condivida

– allora come ora – l'idea comunista (deposizione __________ del 7 luglio 1993,

pag. 1; Rep. 1972 pag. 151 segg.). L'articolo non descriveva invero tutte le

sue sfaccettature politiche o le sue motivazioni (deposizioni __________ del 9

luglio 1996, pag. 3 in basso e seg. e __________ del 10 febbraio 1995, pag. 2),

ma tale semplicismo nulla muta la sostanza delle cose, ovvero che l'attore è

sostanzialmente un uomo di destra. È senz'altro possibile che egli si sia

sforzato di temperare alcuni articoli pubblicati dalla __________ sotto la sua

presidenza (deposizioni __________ del 30 maggio 1996, pag. 2 e __________ del

23.

aprile 1991, pag. 3 nel mezzo). Ciò non toglie però che le campagne stampa e

i confronti all'interno del partito fossero duri (deposizione __________ del 18

ottobre 1996, pag. 1 seg.), quantunque l'attore si identificasse nel ruolo di

mediatore (sopra, consid. 14). Tutto considerato, in definitiva, l'articolo non

contiene falsità né viola la personalità dell'attore.

20.

Quanto

al progetto del cosiddetto oleodotto del Reno, nell'articolo si leggeva che,

secondo i conoscitori della scena politica ticinese di allora, l'attore aveva

rotto con il breve passato di sinistra quando si era profilato come oppositore

a quel progetto, risultan­do in seguito rappresentare gli interessi di grosse

compagnie petrolifere, le quali non vedevano di buon occhio l'ente parastatale

italiano __________ estendere i propri affari nel nord dell'Europa (“dass

er die Interessen jener grossen Erdölgesellschaften vertrat”: doc. A e B, pag.

59, 2ª colonna). L'appellante fa valere che l'affermazione è falsa, ribadendo

che, pur a distanza d'anni, la notizia lede la sua personalità, poiché lo

descrive come una persona

“oleosa”

animata non da idealismo, bensì da interessi reconditi. Per il

Pretore si tratta di fatti talmente lontani nel tempo da non più costituire,

oggi, una violazione della personalità.

Già si è detto che l'interesse

all'accertamento dell'illiceità di una lesione

non dipende solo dal tempo trascorso (sopra, consid. 8b). Anzi, quest'ultimo

fattore potrebbe al limite – dandosi le circostanze – far apparire illecita la

divulgazione di una vecchia notizia, l'interessato avendo “diritto all'oblio” (consid.

9a). Il solo fatto che sulla questione dell'oleodotto l'articolo incriminato

rievochi fatti del 1962 non basta dunque, di per sé, a escludere una lesio­ne

della personalità, tanto meno ove si consideri che l'affermazione tocca la vita

politica di un parlamentare nel pieno, al momento della pubblicazione, della

sua carriera politica. E la notizia dà indubbiamente un'immagine negativa del

soggetto, il lettore medio essendo indotto a credere che l'opposizione al

progetto fosse dettata da interessi economici inizialmente occulti e solo in seguito

scoperti. Rispetto alle vicende sopra descritte (consid. 14 e 15), in questo caso

l'articolista non attacca solo l'orientamento e le motivazioni politiche

dell'appellante, ma attribuisce alla di lui azione politica sottaciute finalità

pecuniarie.

L'appellante

ripete inoltre che l'affermazione è falsa, tant'è che nel 1963 la medesima

accusa era già stata ritrattata. Ora, la circostanza che uno studente,

querelato dall'attore per calunnia e diffamazione, abbia ritirato analoghe

asserzioni (doc. K) non è determinante. Compito della stampa è anche quello di

rendere pubbliche interdipendenze economiche (DTF 122 III 456 consid. 3b),

purché siano vere. Nella fattispecie i convenuti, cui incombeva l'onere di

dimostrare la veridicità della loro affermazione (Deschenaux/Steinauer, op. cit., pag. 230 n. 672; Meili, op. cit., n. 56 ad art. 28 CC),

non hanno recato però alcuna prova. __________, per altro, ha escluso che l'attore

rappresentasse interessi diretti o indiretti nella lotta all'oleodotto, la sua

opposizione essendo dettata piuttosto da preoccupazioni per la falda freatica

delle zone attraversate (deposizione del 14 dicembre 1990, pag. 4 a metà). L'affermazione

giornalistica, falsa, costituisce dunque una lesione illecita della personalità

dell'appellante.

21.

In

merito agli addebiti riguardanti la posizione dell'attore verso la “Lex von

Moos” e la “Lex Furgler”, nell'articolo si legge che, come

ticinese vicino alle cerchie dei commercianti immobiliari (“Im­mobilienhändler-Kreisen

nahestehend”), l'interessato era interve­nuto per far togliere le disposizioni

penali dai disegni di legge (doc. A e B: pag. 60, 3ª colonna in basso e pag.

61, 1ª colonna in alto). L'interessato fa valere di avere agito così nel segno

di una coerente politica liberale, non come difensore dei commercianti

professionali d'immobili, cui egli non è legato in alcun modo. Secondo il

Pretore, invece, l'asserzione giornalistica è un semplice giudizio di valore,

irrilevante sotto il profilo degli art. 28 seg. CC.

In

realtà, contrariamente all'opinione dal Pretore, la notizia contiene

essenzialmente fatti, non giudizi di valore. Avesse inteso formulare un'ipotesi

personale, del resto, l'articolista avrebbe dovuto rendere il suo convincimento

riconoscibile al lettore (DTF 126 III 308 consid. bb). Ciò premesso, non si può

ritenere tuttavia che la notizia connoti negativamente la persona dell'appellante,

attribuendogli come parlamentare finalità estranee a quelle da lui dichiarate

pubblicamente. Il termine “vicino” (alle cerchie degli agenti immobiliari) è

ben più vago rispetto a quello di “rappresentante”

(degli interessi di società petrolifere: sopra, consid. 20) e non adombra alcun

conflitto d'interessi. Non mette dunque in cattiva luce l'appellante per ciò

solo. Come su altri punti, l'informazione è ostile e sfiora l'invettiva, ma

rientra ancora nei limiti della libertà di stampa.

22.

L'appellante

chiede inoltre di accertare che la sua persona è stata lesa per il modo in cui

è stata pubblicata la nota risposta su __________ dell'agosto 1986, con una

presa di posizione firmata da __________ sulla pagina a fronte. Il Pretore ha

ritenuto che la risposta concernesse anche l'ex Procuratore pubblico, di modo

che la rivista doveva lasciargli lo spazio necessario per espri­mere il suo

punto di vista.

Nella

transazione giudiziale del 27 giugno 1986 che ha posto fine alla causa sul diritto

di risposta per l'articolo in oggetto, i convenuti si erano assunti l'obbligo

di pubblicare determinati testi di risposta a firma dell'attore, della __________

e della __________ “possibilmente su un'unica pagina”, “senza la presenza

di altri testi nelle pagine tra la numero 6 e 15”, “senza aggiunta di

alcun commento” e senza “l'espressione Gegendarstellung” (doc. V3, pag. 1 e V4, pag. 2). Le risposte erano poi

state pubblicate nel

numero di agosto della rivista, a tutta pagina e senza l'espressione indicata, ma con una rubrica Schreiben an __________ sulla

mezza pagina accanto in cui figurava, accompagnata da una fotografia, una presa

di posizione dell'avv. __________, intitolata “Minenfeld” (doc. V5, pag. 6 e 7). In tale scritto l'ex

Procuratore pubblico esponeva il suo punto di vista sulla campagna stampa

orchestrata a suo tempo dalla __________, cui l'attore alludeva nel punto 7

della sua risposta.

Ora, che

la rivista fosse tenuta a concedere uno spazio di risposta all'avvocato __________

è possibile. Così com'è stato disposto, tale spazio viola però quanto le parti

avevano concordato in buona fede nella transazione giudiziale. Un'altra questione

è sapere se ciò abbia leso anche la personalità dell'attore. Questi fa valere

che lo scritto dell'ex Procuratore pubblico ribadisce le falsità riportate

nell'articolo giornalistico del maggio del 1986. Già si è detto però che nella

sostanza quell'articolo non riportava falsità né sorvolava su fatti essenziali

(consid. 15c). Quanto al ritardo nella pubblicazione della risposta, lo

stralcio della causa dai ruoli da parte del Pretore è avvenuto il 2 luglio 1986

(doc. V4), di modo

che la pubblicazione sul numero di agosto di __________ appare comprensibile.

Al riguardo l'appello manca di consistenza.

23.

I

convenuti eccepiscono che i fatti e i giudizi contenuti nel loro articolo, pur

toccando per certi versi la considerazione sociale dell'attore, evitano

volutamente ingerenze nella sfera personale riservata e connotazioni

scandalistiche o offensive, basando ogni apprezza­mento su circostanze precise.

A parer loro, dovendosi ponderare i contrapposti interessi, stante l'imminenza

delle elezioni nazionali l'interesse della stampa all'informazione critica

giustificava ampiamente che la rivista mettesse in luce anche gli aspetti

discutibili di un personaggio pubblico. Il problema è che, come si è spiegato,

la stampa non ha il diritto di diffondere notizie inveritiere (sopra, consid.

7). Ove ecceda tali limiti, deve assumere le proprie responsabilità.

L'appellante, dal canto suo, chiede che sia accertata l'illiceità dell'intero

servizio. Ora, non fa dubbio che l'articolo dia dell'attore un'immagine molto

critica, se non livorosa. Non tutte le affermazioni contenute nel pezzo tuttavia

sono lesive della personalità (sopra, consid. 12 a 22). Censurare in blocco un

intero articolo presuppone, per di più, grande cautela, dato il mandato

d'informazione che svolge la stampa (art. 28 cpv. 2 CC; sopra, consid. 7).

Considerata poi la varietà delle notizie riportate nella fattispecie, non

sarebbe giustificato condannare indistintamente l'insieme del servizio.

24.

Se ne

conclude che i convenuti hanno leso illecitamente la personalità dell'attore nella

misura in cui hanno descritto in modo inveritiero il ruolo della __________,

affiliata della __________ (del cui consiglio di amministrazione l'attore era

presidente) nel fallimento del fondo __________. In specie essi hanno disatteso

l'art. 28 CC affermando che quando, nel 1985, il fondo __________ era venuto a

trovarsi in difficoltà e se ne era decisa la liquidazione, la __________ aveva

offerto i suoi servigi quale liquidatrice (sopra, consid. 12), ma che la

Commissione federale delle banche aveva rifiutato l'offerta perché la __________

sembrava la lunga mano dello stesso __________ (loc. cit.). Lesive sono pure le

affermazioni secondo cui, avversando a suo tempo il progetto di oleodotto del __________,

l'attore rappresentava gli interessi di grosse compagnie petrolifere (sopra,

consid. 20).

25.

L'appellante

chiede di accertare che in seguito alla pubblicazione dell'articolo egli ha subìto

danni per almeno fr. 300 000.– e postula la condanna dei convenuti a rifondergli solidalmente

tale importo con interessi al 5% dal 1° luglio 1987. Il Pretore ha respinto la

richiesta, non ravvisando lesione illecita della personalità (consid. 9).

a) Non

a torto i convenuti contestano l'ammissibilità della domanda di accertamento.

Salvo ipotesi estranee alla fattispecie, invero, un'azione di accerta­mento ha

natura sussidiaria rispetto a un'azione di condanna (RtiD I-2004 pag. 456 consid.

3.

con richiami). Nella misura in cui postula l'accertamento del danno subìto,

l'attore avanza dunque una domanda irricevibile, potendo egli chiedere la

rifusione del pregiudizio. I convenuti censurano altresì l'ammissibilità

della richiesta di condanna, l'appellante avendo omesso di quantificare la pretesa

nella petizione e avendo indicato l'importo solo nell'appello. In realtà

l'attore ha definito la domanda di risarcimento in “almeno fr. 300 000.–” e

addotto le varie poste del calcolo già nel memoriale conclusivo (act. XXVIII,

pag. 2 e 23). Se i convenuti hanno rinunciato al dibattimento finale, precludendosi

il diritto di esprimersi sulle conclusioni avversarie, ciò non può essere

imputato all'attore. Fino a concorrenza di fr. 300 000.– la richiesta di

quest'ultimo non può pertanto dirsi “nuova” nel senso

dell'art. 321 cpv. 1 lett. a CPC.

È

vero che nella petizione l'attore non ha cifrato le sue pretese. È altrettanto

vero però che egli si è giustificato, spiegando che il danno era “ancora in

corso”, gli effetti negativi dell'articolo non essendo terminati (act. I, pag.

26). Nel memoriale di risposta i convenuti hanno eccepito l'irricevibilità

della richiesta sotto il profilo dell'art. 165 cpv. 2 lett. g CPC (act. II,

pag. 1 e seg.) e nell'ambito del successivo scambio di allegati, limitato alle

eccezioni processuali da loro sollevate, l'attore ha ribadito la propria

spiegazione (act. III, pag. 5), mentre i convenuti hanno chiesto al Pretore di

diffidare l'attore a specificare le richieste (act. IV, pag. 2). A ragione

tuttavia il Pretore non li ha seguiti. Per diritto federale domande indeterminate

sono ammissibili, segnatamente, quando il leso non sia ancora in grado di

determinare il danno subìto o quando possa cifrare le sue pretese solo dopo

l'istruttoria (DTF 131 III 245 consid. 5.1 con rimandi). Nella fattispecie

l'attore non poteva sapere subito, nell'aprile del 1987, se e per quanto tempo

le conseguenze negative dell'articolo pubblicato dieci mesi prima sarebbero

perdurate e quanti mandati di amministratore o di patrocinatore egli avrebbe

perduto in pendenza di causa. Proprio il caso della __________

(sotto, consid. 26a) – l'unico, si vedrà oltre, di rilievo ai fini del giudizio

– dimostra come solo l'istruttoria abbia consentito di accertare la

retribuzione che l'attore avrebbe potuto riscuotere quale membro del consiglio

di amministrazione. E nemmeno i convenuti pretendono che tale cifra potesse già

essere quantificata con sufficiente approssimazione nell'aprile del 1987. Che l'attore,

quindi, abbia cifrato quella posta

del danno solo nel memoriale conclusivo è

comprensibile. Esigere il contrario trascenderebbe

nel formalismo eccessivo.

b) L'azione

di risarcimento per atto illecito riservata all'art. 28a cpv. 3 CC è

retta dagli art. 41 segg. CO e presuppone l'illiceità della lesione, una colpa

dell'autore (commessa se non altro per negligenza: Meili, op. cit., n. 16 ad art. 28a), l'esistenza di un

danno (diminuzione del patrimonio della vittima) e un nesso di causalità fra la

lesione e il danno (Deschenaux/ Stei­nauer,

op. cit., pag. 208 n. 611 e 612). Il giudice determina l'entità del

risarcimento con equo apprezzamento delle circostanze e della gravità della

colpa (art. 43 cpv. 1 CO). Egli può ridurre o anche negare il risarcimento se

il danneggiato ha consentito all'atto o se circostanze per le quali il danneggiato

è responsabile hanno contribuito a cagionare o ad aggravare il danno, ovvero a

peggiorare la posizione dell'obbligato (art. 44 cpv. 1 CO). Anche la misura

della riduzione sottostà all'equo apprezzamento del giudice (DTF 128 III 399

consid. 4.5 con riferimenti).

c) Per

quanto concerne la colpa, l'appellante fa valere che, pubblicando asserzioni

unilaterali e aggressive in forma inutilmente offensiva senza alcuna verifica

del fondamento, i convenuti hanno agito con intenzione o – per lo meno – con grave

negligenza, come risulta anche dal modo in cui è stata pubblicata la risposta.

I convenuti oppongono di avere rispettato scrupolosamente le norme deontologiche

e professionali, sostenendo di avere condotto un'inchiesta accurata e di non

avere pubblicato notizie senza verifica o di cui potesse essere revocato in dubbio

il pubblico interesse. Se non che, a suffragio di tali giustificazioni essi si

sono limitati a produrre copie di articoli pubblicati da altri giornali (doc. 1

a 7, 9 a 11). __________, già parlamentare e giornalista di professione, ha

dichiarato inoltre che il suo incontro con un inviato della rivista è durato

solo pochi minuti ed è stato poco approfondito (deposizione del 28 gennaio

1992, pag. 1 e seg.). __________ ha riconosciuto che i giornalisti con cui

aveva parlato potevano essersi ispirati a impressioni di lui, soggiun­gendo

tuttavia che a quel momento egli era notoriamente “un fiero avversario della

linea politica dell'AP 1” (deposizione del 27 maggio 1997, pag. 4 seg.). Altri

testimoni hanno negato di essere stati interpellati dall'articolista in

relazione ai fatti riportati

nel servizio (deposizioni __________ del 26 febbraio

1992, pag. 1 a retro; __________ del 28 febbraio 1994, pag. 4; __________

dell'8 febbraio 1995, pag. 1; __________ ed __________ del 10 febbraio 1995,

pag. 1 e pag. 3; __________ del 10 maggio 1995, pag. 5; __________ del 29 novembre

1996, pag. 2).

Non

risulta pertanto che i convenuti abbiano verificato con qualche accuratezza le

notizie pubblicate. Essi si sono limitati a riprendere precedenti articoli e le

impressioni di un “fiero avversario” dell'attore, sottovalutando il pericolo –

e accomodandosi con ciò del rischio – di riportare notizie inveritiere (Tercier, Le nouveau droit de la

personnalité, Zurigo 1984, pag. 253 n. 1909). Il modo in cui essi hanno posto

in atto la transazione giudiziaria sul diritto di risposta ancora non dimostra

l'intenzionalità della lesione, ma conferma per lo meno una chiara negligenza.

I convenuti non negano per altro la loro comune responsabilità nella stesura

del servizio, respon­sabilità che la giurisprudenza ammette segnatamente fra redattore,

editore e casa editrice di un articolo lesivo della personalità (DTF 126 III

165.

consid. 5a/aa, 104 II 225). I convenuti sono quindi tenuti solidalmente al

risarcimento del danno occasionato (DTF 126 III 166 consid. 5a/aa; Tercier, op. cit., pag. 256 n. 1938

seg.).

26.

L'attore

lamenta un danno materiale di fr. 2 447 000.–, facendo valere di

avere perduto un compenso di fr. 317 000.– come membro del consiglio di

amministrazione della __________ per

8.

anni, di fr. 350 000.– come membro del consiglio di amministrazione

della __________ per 7 anni, di fr. 600 000.– come membro del consiglio di

amministrazione della __________ per 6 anni, di fr. 300 000.– come membro del

consiglio di amministrazione di un'ipotetica terza società per 6 anni, di fr.

80.

000.– come legale della __________ per 8 anni, di fr. 100 000.– come

legale di ipotetici privati e di avere perso altresì fr. 700 000.– di

contributi a __________, precedentemente raccolti e poi da lui assunti

direttamente per 3 anni e mezzo. Per l'appellante tali pregiudizi sono invero

riconducibili anche ad articoli apparsi sullo __________, oggetto di una causa

parallela, di modo che valuta in definitiva le sue pretese in fr. 300 000.–, non

senza ricordare che nel 1989 il Pretore aveva proposto ai convenuti di comporre

la lite nelle vie ami­chevoli versandogli un risarcimento di fr. 100 000.–. I

convenuti negano, da parte loro, ogni lesione illecita della personalità e rifiutano

qualsiasi risarcimento.

a) Quanto

al mancato guadagno dell'attore come membro del consiglio di amministrazione

della __________, dagli atti risulta che il 3 aprile 1986 il dott. __________,

presidente del consiglio di amministrazione di quella società, aveva comunicato

all'attore le date dell'assemblea generale e delle prime sedute, esprimendo la

propria soddisfazione per la disponibilità di lui a entrare in quel gremio (doc.

CC1). Se non che,

egli aveva revocato l'offerta l'11 giugno 1986 per le polemiche sorte in

seguito alla pubblicazione su __________ (doc. CC3). Il dott. __________, parlamentare e membro del consiglio di

amministrazione, ha confermato tale circostanza, precisando di avere rinun­ciato

a proporre l'attore come candidato al consiglio di amministrazione per il

timore che a causa dell'articolo apparso su __________ scoppiasse una polemica all'assemblea

generale. A parer suo l'articolo ha avuto un influsso determinante. In

definitiva, all'assemblea del 1987 l'attore non è stato proposto (rogatoria del

7.

gennaio 1990, risposte n. 1, 2, 5, 6 a 9). Il dott. __________ ha indicato l'onorario

dei membri del consiglio

di amministrazione della __________ in fr. 37 000.– per il 1986 e in fr.

40.

000.– annui dopo di allora, più un rimborso spese fisso di fr. 12 000.– annui, il

tutto fino a un massimo di 70 anni d'età (rogatoria del 17 aprile 1990, risposte

n. 4, 5b, 6 e 8). Non consta che l'assemblea generale della __________

abbia mai rifiutato di eleggere un candidato proposto al consiglio di

amministrazione o di rinnovarne il mandato annuo. Se fosse stato eletto nel

consiglio di amministrazione per otto anni (come pretende nell’appello, pag. 30),

l’attore avrebbe guadagnato così fr. 317 000.–. Resta da verificare

in che misura tale pretesa sia fondata (sotto, consid. f).

b) L'appellante

sostiene inoltre che secondo l'uso ogni personalità pubblica sedesse in non più

di sei gruppi quotati in borsa. E siccome egli già apparteneva, allora, ai consigli

di amministrazione di tre grossi gruppi e con ogni probabilità sarebbe stato eletto

in almeno altri tre, egli prospetta danni per fr. 350 000.–, fr. 600 000.– e fr.

300.

000.–. Il dott. __________ ha invero spiegato che l'attore era già

membro del consiglio di amministrazione della __________ e sarebbe stato verosimilmente

proposto per il consiglio di amministrazione della società capogruppo, ossia

della __________, esprimendo l'opinione che gli articoli possano avere avuto un

influsso negativo (rogatoria del 27 febbraio 1990, risposta a pag. 4). Altri

testimoni, invece, hanno negato di essere a conoscenza di analoghe circostanze

(deposizione del dott. __________, rogatoria del 3 aprile 1990, risposta n. 6 e

del dott. __________, rogatoria del 13 marzo 1990, risposta n. 6). Dagli atti,

in realtà, nulla risulta circa l'uso evocato dall'appellante, né esso può

reputarsi notorio. Neppure è dato di sapere con un minimo di certezza quale potesse

essere l'onorario per simili attività, che l'interessato medesimo situa in un'ampia

gamma tra fr. 50 000.– e fr. 100 000.– annui. Sostanzialmente ipotetiche, tali poste del danno non

possono dunque ritenersi sufficientemente attendibili.

c) L'appellante

sostiene altresì che, a causa della mancata nomina, egli ha perduto introiti di

almeno fr. 10 000.– annui per

8.

anni a causa dei mandati di patrocinio non conferitigli dal “gruppo sud” della __________. Il dott. __________ fa invero risalire alla

pubblicazione dell'articolo e alla sfumata elezione nel consiglio di

amministrazione la decisione di non più far capo allo studio legale dell'attore

per le necessità del gruppo “sud” (rogatoria del 17 aprile 1990, risposta n.

6c), nonostante le assicurazioni date all'attore con lettera dell'11 giugno

1986.

(doc. CC3 in

fondo). Sta di fatto che l'appellante non ha saputo sostanziare la presumibile

consistenza di tali mandati. Né la prova di tale danno poteva dirsi impossibile

o molto difficile da recare, vista la possibilità di interpellare almeno i responsabili

del gruppo __________. Ciò non lascia spazio a un apprezzamento da parte del

giudice (Werro in: Commentaire

romand, CO I, Basilea 2003, n. 26 ad art. 42). Altrettanto vale per i mandati

revocati e perduti dallo studio legale, che l'appellante stima in complessivi

fr. 100 000.–. Nulla risulta dagli atti, invero, sulle entrate dello studio

dell'attore.

d) L'interessato

lamenta anche mancati introiti di fr. 200 000.– annui, per tre anni

e mezzo, che egli raccoglieva presso amici e clienti a sostegno della __________

e che invece aveva dovuto elargire personalmente. __________, già

presidente della cooperativa “__________”, ha confermato per vero che in seguito alla pubblicazione degli

articoli su __________ e sullo __________ era intervenuto un calo di pubblicità

e di appoggi finanziari, quantificabili per la Svizzera interna in fr. 200 000.– annui

(deposizione del 23 aprile 1991, pag. 1 a retro in alto). Il danno tuttavia ha

toccato la cooperativa, di cui non consta che l'attore fosse tenuto a coprire

gli ammanchi. Anche al proposito la domanda di risarcimento manca perciò di

consistenza.

e) L'attore

fa valere infine le spese da lui sopportate e l'impegno personale, oltre a

quello profuso dai legali del suo studio, per rispondere e dare chiarimenti

circa la sua appartenenza a consigli di amministrazione, associazioni, ditte e

enti di ogni genere. Se non che, gli oneri processuali e le ripetibili riguardanti

il diritto di risposta sono già stati regolati definitivamente nel quadro della

transazione giudiziale. L'appellante non quantifica la maggior spesa che gli è

derivata dalla causa

odierna. In proposito l'appello non è destinato perciò a miglior

sorte.

f) L'unico

danno sufficientemente sostanziato risulta, ciò posto, quello relativo alla

mancata nomina nel consiglio di amministrazione di __________. Che tale pregiudizio

sia dovuto alla pubblicazione dell'articolo non è seriamente contestabile (sopra,

consid. a). D'altro lato non si deve scordare che, come si è visto, non tutte le

notizie riportate nel servizio giornalistico costituiscono una lesione illecita

della personalità. Anzi la maggior parte delle asserzioni, benché atte a

mettere in cattiva luce l'interessato, non è giuridicamente illecita (sopra,

consid. 12 a 24). Né appare trascurabile l'influsso, evocato dall'appellante

medesimo, degli articoli pubblicati successivamente sullo __________ (deposizione

dott. __________, rogatoria del 7 gennaio 1990, risposta n. 9), a prescindere

dal giudizio sull'eventuale illiceità dei medesimi. Per converso non si può

disconoscere nemmeno che le due affermazioni lesive della personalità citate

dianzi sono di peso, considerato il carattere economico della notizia sul ruolo

della __________ nel fallimento del fondo __________. Tutto considerato,

pertanto, equitativamente si giustifica di riconoscere all'appellante un

risarcimento di fr. 50 000.–. Quanto agli interessi del 5% che l'appellante chiede dal 1°

luglio 1987 (art. 73 cpv. 1 CO), trattandosi di mancato guadagno essi decorrono

da una data mediana fra l'atto illecito e la sentenza (Deschenaux/Tercier, La responsabilité civile,

2ª edizione, pag. 227 n. 11). Nella fattispecie il mancato guadagno

è stato calcolato sugli 8 anni successivi alla pubblicazione illecita. Si

giustifica pertanto di far decorrere gli interessi dal 1° luglio 1990.

27.

L'attore

postula dipoi l'accertamento e la rifusione di un'indennità per torto morale di

fr. 10 000.–, facendo valere che davanti a simili affermazioni chiunque

sarebbe stato danneggiato moralmente. Egli spiega che l'articolo ha leso la sua

fama d'integrità e one­stà quale professionista e politico, obbligandolo a

imbarazzanti spiegazioni. I convenuti osservano che l'attore è un uomo di carattere,

aduso alle lotte politiche, economiche e giudiziarie, di modo che l'articolo ha

se mai avuto per effetto di stimolarne la combattività.

a) Già

si è detto che la richiesta di accertamento è irricevibile (consid. 25a). Quanto

al versamento di fr. 10 000.–, per volontà del legislatore “il pagamen­to di una somma a

titolo di riparazione morale può essere chiesto solo quando le sofferenze

subìte superano per intensità quel­le che, secondo le concezioni attuali, una

persona deve essere in grado di sopportare senza rivolgersi al giudice” (FF

1982.

II 671 n. 272). Il versamento di un'indennità, in altri termini, non è la

regola: secondo il testo medesimo dell'art. 49 cpv. 1 CO, essa si giustifica

solo qualora all'offesa non possa rimediarsi altrimenti (Schnyder in: Basler Kommentar, OR I, 3ª

edizione, n. 3 ad art. 49). Incombe al richie­dente “al­legare e provare le

circostanze dalle quali si può dedurre, dalla grave lesione oggettiva, la sua

sofferenza morale” (RtiD II-2004 n. 19c pag. 527 consid. 7). La pubblicazione della sentenza può costituire, secondo

l'apprezzamento del giudice, "un altro modo di riparazione" nel senso

dell'art. 49 cpv. 2 CO, il quale può sostituirsi o aggiungersi al pagamento

dell'indennità (DTF 131 III 26).

b) Nella fattispecie l'avv. __________ ha dichiarato invero che i testi

pubblicati “hanno suscitato molta amarezza in AP 1 e nella sua famiglia, e ciò

in relazione anche all'immagine pubblica di AP 1, soprattutto nei confronti dei

suoi colleghi delle Camere federali” (deposizione del 14 dicembre 1990, pag. 2

a retro). Ciò tuttavia non basta per sostanziare una grave sofferenza

personale, tanto meno se si considera che l'indirizzo della giurisprudenza è

sostanzialmente restrittivo (Meili,

op. cit., n. 17 ad art. 28a). Considerato inoltre che, come si vedrà in

appresso (consid. 29), questa Camera disporrà la pubblicazione dei dispositivi

della senten­za, un'indennità pecuniaria per torto morale non si giustifica.

28.

L'appellante

sollecita inoltre l'accertamento di un importo indeterminato, ma di almeno fr.

5000.

–, quale utile conseguito dal­l'editore per la vendita della rivista __________

di maggio e agosto 1986, provento da rifondergli con interessi del 5% dal 1° luglio

1986.

In particolare egli postula “un'indennità corrispondente all'arricchimento

oggettivo (…), non avendo l'editore pagato l'indennità che sarebbe stata dovuta

per il consenso con la pubblicazione, cioè almeno l'indennità (incalcolabile,

ma certamente superiore a quella richiesta) che personalità e enti come

[l'attore] avrebbe avuto diritto di chiedere per tollerare l'apparizione di simili

obbrobriose fotografie e pubblicazioni”.

a) Già

si è detto che la domanda di accertamento è inammissibile (sopra, consid. 25a).

Ciò premesso, a norma dell'art. 28a cpv. 3 CC la persona che subisce una

lesione illecita della personalità può pretendere il versamento dell'utile che

l'autore ha realizzato grazie alla pubblicazione, secondo le regole della

gestione d'affari senza mandato (art. 423 cpv. 1 CO). Trattandosi di una

lesione della personalità per mezzo della stampa, l'utile corrisponde al provento

conseguito grazie al maggior numero di copie stampate, dedotti i costi (Desche­naux/Steinauer, op. cit., pag.

213.

seg. n. 631 e 633). Se non è in grado di recare tale prova, l'attore può

postulare la consegna dell'arricchimento a norma dell'art. 62 CO, ossia la

consegna dell'importo che l'editore avrebbe dovuto corrispondergli per ottenere

il consenso alla pubblicazione (Meili,

op. cit., n. 19 in fine ad art. 28a CC). In entrambi i casi il danno può

essere stabilito dal giudice secondo prudente criterio, a norma dell'art. 42

cpv. 2 CO (loc. cit.).

b) Nella

fattispecie l'interessato ha rinunciato alla perizia sull'utile conseguito

dall'editore grazie alla pubblicazione dell'articolo (sopra, consid. 4). La

commisurazione del guadagno non può dunque essere delegata all'apprezzamento

del giudice. Quanto alla consegna dell'arricchimento giusta l'art. 62 CO, la

norma è applicabile solo qualora il consenso alla lesione della personalità sia

prospettabile, segnatamente in caso di usurpazione di diritti attinenti alla

personalità del leso, come ad esempio in caso di uso del nome per una campagna

pubblicitaria (Tercier, op. cit.,

pag. 282 n. 2140 e pag. 279 e 2107). Tale ipotesi è palesemente estranea al

caso concreto.

29.

Da

ultimo l'attore chiede che sia ordinata, sotto comminatoria dell'art. 292 CP,

la pubblicazione di un suo testo di rettifica secondo il quale – in sintesi – i

convenuti “danno atto all'interessato di aver gravemente leso la sua

personalità con affermazioni inveriterie, distorte e lacunose”, porgendo le

loro scuse. Egli insta perché il testo sia pubblicato su tre numeri consecutivi

di __________, con “titolo, posizione, richiami in copertina, nel sommario e nella

rubrica Diesmal, corpo dei titoli e del testo corrispondenti a quelli

utilizzati per l'articolo lesivo” e come inserzione a pagamento in una delle

pagine di politica interna della __________, della __________,

del __________, del __________, della __________,

di __________, di __________ e di __________. Egli fa

valere che alla sua risposta non è stato dato il rilievo che si poteva

pretendere e che, essendo tuttora attivo in ambienti culturali e politici, egli

conserva un forte interesse alla rettifica delle gravi accuse che hanno fatto

il giro della Confederazione. I convenuti negano ogni lesione illecita della

personalità e il perdurare di qualsiasi effetto, facendo valere che – in ogni

modo – il testo di rettifica non è stato precisato nella petizione e non figura

neppure nell'allegato conclusivo.

a) Nella

petizione l'attore ha postulato la pubblicazione dei dispositivi della sentenza

e di una rettifica, il cui testo sarebbe stato precisato in sede di conclusioni

(pag. 2, n. 4). Nelle conclusioni egli ha ribadito tali richieste (pag. 2, n.

4), salvo riservare un separato testo di rettifica prodotto un mese dopo quale

doc. Zquater. Ora,

foss'anche ammissibile la formulazione di un testo di rettifica dopo la petizione,

nella fattispecie il testo in questione è stato proposto addirittura il 18

luglio 2003, quando era già scaduto anche il termine per il memoriale

conclusivo (decorso il 20 giugno 2003). Formulata la prima volta in appello, la

domanda intesa alla pubblicazione del testo di rettifica è dunque irricevibile

(art. 321 cpv. 1 lett. a CPC). Rimane da valutare la richiesta di pubblicazione

dei dispositivi della sentenza.

b) Giusta

l'art. 28a cpv. 2 CC chi è illecitamente leso nella sua personalità può

chiedere che una rettifica o che la sentenza sia comunicata a terzi o

pubblicata. La pubblicazione può essere ordinata solo se l'attore l'ha

postulata, se la lesione della per­sonalità è stata portata a conoscenza di

terzi e se la misura è idonea a raggiungere lo scopo prefisso, cioè l'eliminazione

del pregiudizio. Ove l'attore solleciti la pubblicazione del dispositivo,

spetta poi al giudice, che gode di ampio margine di apprezzamento, precisare

quando, dove e come ciò debba avvenire (RtiD II-2004 n. 19c pag. 527 consid. 3

e 4 con riferimenti).

c) Dato

tutto quanto precede, in concreto la pubblicazione del dispositivo sul settimanale

che ha leso la personalità dell'attore risulta senza dubbio un provvedimento

idoneo e proporzionato a riparare il torto. Dovendosi raggiungere nella misura

del possibile coloro che hanno letto l'articolo (DTF 126 III 216 consid. 5a),

nella fattispecie appare adeguato che il dispositivo sull'accertamento della lesione

della personalità sia pubblicato, in tedesco, nella medesima o in un'analoga

rubrica del settimanale __________ e che occupi almeno una pagina intera.

Non si giustifica invece una pubblicazione ripetuta su tre numeri, visto che il

servizio è stato pubblicato una sola volta, mentre la presa di posizione

dell'avv. __________ pubblicata nell'agosto del 1986 non contiene elementi

lesivi della personalità dell'attore (consid. 22). Né appare necessario che il

Dispositivo

dispositivo sia ripreso in copertina o nella rubrica Diesmal, i testi

pubblicati in tali posizioni non essendo stati giudicati

lesivi della personalità dell'appellante (sopra, consid. 10). Una menzione nel sommario appare sufficiente affinché i

lettori ritrovino la pagina della pubblicazione disposta da questa

Camera. La pubblicazione è da ordinare con la comminatoria dell'art. 292 CP

(per il diritto di risposta: DTF 119 II 109; Deschenaux/Steinauer,

op. cit, pag. 255 seg. n. 713).

d) Per

quel che è della postulata pubblicazione su altri quotidiani e riviste

svizzere, l'appellante non giustifica la richiesta, salvo far valere che le

accuse “fecero il giro della Confederazione”. È possibile che l'articolo abbia

avuto eco a livello nazionale. L'interessato non pretende tuttavia che le

accuse giudicate illecitamente lesive della sua personalità (sopra, consid. 24)

siano state riprese nei giornali elencati, né spetta a questa Camera compiere

verifiche d'ufficio nella voluminosa documentazione prodotta dall'interessato

(si vedano anzi i doc. F, G, DD, W1-2, W3-4, X2-5). Non è il caso dunque che i

dispositivi dell'attuale sentenza siano pubblicati anche su altri giornali.

30. Gli

oneri dell'attuale giudizio, commisurati all'importanza e all'ampiezza del

litigio, seguono la reciproca soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). L'appellante

risulta parzialmente vittorioso sull'accertamento relativo alla lesione della personalità,

sull'attribuzione di un risarcimento e sulla pubblicazione del­l'odierno dispositivo,

ma esce sconfitto sulla riparazione del torto morale e sulla consegna

dell'utile conseguito. Tutto ponderato, si giustifica pertanto di ripartire gli

oneri processuali a metà, compensando le ripetibili. L'esito dell'attuale

giudizio impone anche una riforma del dispositivo sulle spese e le ripetibili

di prima sede, che va riformato seguendo la stessa

chiave di riparto. Quanto agli eventuali rimedi giuridici esperibili contro la

presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore

litigioso ai fini dell' art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera verosimilmente, come

detto (con­sid. 1), la soglia dei fr. 30 000.– per un ricorso in

materia civile.

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: I.

Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è parzialmente accolto e la sentenza

impugnata è così riformata:

1. È accertato che AO 2, la AO 1, AO 4 e AO

3 han­no leso illecitamente la personalità di AP 1 pubblicando nell'articolo

apparso sul mensile __________ del maggio 1986, sotto il titolo “Will

(schon lange) nach oben” (pag. 59, 60, 63 e 64), le non provate affermazioni seguenti:

– in merito all'opposizione

di AP 1 al cosiddetto progetto di oleodotto sul Reno: “Es stellte sich dann

heraus, dass er die Interessen jener grossen Erdölgesellschaften vertrat,

die es nicht gerne sahen, dass die halbstaatliche italienische __________ mit

dieser Pipiline ihr Business in den Norden Europas ausdehnen wollte”;

– in merito al ruolo della __________,

affiliata della __________ (del cui consiglio di amministrazione AP 1 era presidente),

nel fallimento del fondo __________: “Als 1985 der milliardenschwere __________

mit Einlagen von 75 000 italienischen Sparern ins Schleudern

kam und mangels flüssiger Mittel die Liquidation be­schlossen wurde, bot

eine gewisse __________ ihr Dienste als Liquidato­rin an” e “Die

Bankenkommission lehnte das allzu freundliche Angebot ab, denn es machte den Anschein,

dass die __________ in Wirklichkeit ein verlängerter Arm der ‛__________ war”.

2. AO 2, AO 1, AO 4 e AO 3 sono tenuti solidalmente a versare a AP 1 fr. 50 000.– con interessi al 5% dal 1° luglio 1990 a titolo

di risarcimento danni.

3. È ordinato a AO 2 e alla AO 1 di pubblicare

a loro spese sulla rivista __________, entro trenta giorni dal passaggio in

giudicato della presente sentenza, nella medesima o in un'analoga rubrica di

quella originaria, menzionando ciò nel sommario, il testo che segue a tutta

pagina:

Die erste

Zivilkammer des Tribunale d'appello des Kantons Tessin

hat mit Urteil

vom 22. Mai 2007

in Sachen

AP 1, __________

gegen

AO 2, __________,

AO 1, __________,

AO 4, __________,

und

AO 3, __________

betreffend

Persönlichkeitsschutz

erkannt:

1. Es wird

festgestellt, dass AO 2, AO 1, AO 4 und AO 3 mittels den folgenden nicht

erwiesenen Äusserungen, welche in der Monatszeitschrift __________ vom Mai 1986

unter dem Titel “Will (schon lange) nach oben” (S. 59, 60, 63 und 64)

erschienen sind, die Persönlichkeit von AP 1 widerrechtlich verletzt haben:

– In

Bezug auf die Opposition seitens AP 1 zum soge­nannten “Erdölleitung-Projekt

auf dem Rhein” (“Oleodotto sul Reno”):

“Es stellte sich dann heraus, dass er die Interessen jener grossen

Erdölgesellschaften vertrat,

die es nicht gerne sahen, dass die halbstaatliche italienische __________ mit

dieser Pipiline ihr Business in den Norden Europas ausdehnen wollte”;

– In Bezug auf die Position der __________,

Töchtergesellschaft der __________ (deren Verwaltungsratpräsident AP 1 war), im

Konkursverfahren des __________: “Als 1985 der milliardenschwere __________

mit Einlagen von 75 000 italienischen Sparern ins Schleudern kam und

mangels flüssiger Mittel die Liquidation beschlossen wurde, bot eine gewis­se

__________ ihr Dienste als Liquidatorin an” und “Die Bankenkom­mis­sion

lehnte das allzu freundliche Angebot ab, denn es machte den Anschein, dass die __________

in Wirklichkeit ein verlängerter Arm der ‛__________’ war”.

2. Als

Schadenersatz zugunsten AP 1 werden AO 2, AO 1, AO 4 und AO 3 als Solidar­schuldner

aufgefordert, die Summe in der Höhe von Fr. 50 000.– zuzüglich 5% Zinsen

ab 1. Juli 1990 zu bezahlen.

4. L'ingiunzione

è impartita con la comminatoria dell'art. 292 CP, secondo cui chiunque non ottemperi

a una decisione a lui intimata da un'autorità competente o da un funzionario

competente è punito con l'arresto o con la multa.

5. La tassa di

giustizia e le spese di complessivi fr. 1500.– sono posti per metà a carico

dell'attore e per l'altra metà a carico dei convenuti in solido, compensate le

ripetibili.

II. Gli oneri

processuali, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 3000.–

b) spese fr. 50.–

fr. 3050.–

da

anticipare dall'appellante, sono posti per metà a carico di quest'ultimo e per

l'altra metà a carico delle controparti in solido, compensate le ripetibili.

III. Intimazione

a:

–;

–.

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

terzi implicati

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza

carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle

decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95

a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in

materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il

ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La

legittimazione a ricor­rere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre

è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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