11.2004.66
Azione di mantenimento: contributo alimentare per un figlio residente in Brasile.
16 aprile 2007Italiano28 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
11.2004.66
Data decisione, Autorità:
16.04.2007, ICCA
Titolo:
Azione di mantenimento: contributo alimentare per un figlio residente in Brasile.
CONTRIBUTO DI MANTENIMENTO
MANTENIMENTO DA PARTE DEI GENITORI
art. 83 cpv. 1 LDIP
Incarto n.
11.2004.66
Lugano,
16 aprile
2007/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
G. A. Bernasconi, presidente,
Giani ed Ermotti
segretaria:
Verda, vicecancelliera
sedente per statuire nella causa OA.2000.404 (azione
di paternità e di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
6, promossa con petizione del 3 luglio 2000 da
AO 1
(rappresentato dall'attuale
curatore , ,
e patrocinato dall' PA
2 )
contro
AP 1
(ora patrocinato dall' PA
1 );
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti
di questione: 1. Se dev'essere accolto
l'appello del 7 giugno 2004 presentato da AP
1 contro la sentenza emessa il 14 maggio 2004 in luogo e vece del
Pretore dal Segretario assessore del Distretto di Lugano, sezione 6;
2. Se
dev'essere accolta la domanda
di assistenza giudiziaria formulata il 9 luglio 2004 da AO 1 con le
osservazioni all'appello;
3. Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. Il 14 febbraio 1994 __________ (1969), cittadina brasiliana, ha
dato alla luce a __________ (__________, Brasile), dopo un soggiorno turistico
trascorso in Svizzera, il figlio AO 1. La Delegazione tutoria di __________,
cui essa ha indicato come padre del bambino AP 1, ha designato a AO 1, il
19 ottobre 1999, un curatore nella persona del tutore ufficiale __________
(poi sostituito, il 27 agosto 2001, da __________), incaricato di accertarne la
paternità e salvaguardarne il diritto al mantenimento. Il curatore ha affidato
il 14 gennaio 2000 all'avv. PA
2 il mandato di promuovere azione di paternità e di mantenimento nei confronti
di AP 1.
B. Il 3
luglio 2000 AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, perché
– conferitagli l'assistenza
giudiziaria – fosse accertata la paternità di AP 1 (1960), con obbligo per
quest'ultimo di versargli un
contributo alimentare indicizzato di fr. 1011.50 mensili retroattivamente dal 7
dicembre 1998 al 14 febbraio 2000, di fr. 1139.– mensili dal 15 febbraio 2000
al 14 febbraio 2006 e di fr. 1377.– mensili dal 15 febbraio 2006 al 14 febbraio
2012. In via provvisionale egli ha postulato un contributo alimentare immediato
di fr. 1139.– mensili. Con decreto cautelare del 16 ottobre 2000 il Pretore ha omologato
un accordo in cui il convenuto si impegnava a versare un contributo provvisionale
di fr. 300.– mensili (inc. DI.2000.453).
C. Nella
sua risposta del 7 novembre 2000 AP 1 ha riconosciuto la propria paternità e ha
offerto per il bambino un contributo alimentare indicizzato di fr. 300.–
mensili dal 7 dicembre 1998. Con replica del 7 dicembre 2000 l'attore ha ribadito le sue richieste di giudizio.
AP 1 ha duplicato il 3 gennaio 2001, confermando le proprie offerte. Esperita l'istruttoria, al dibattimento finale del 7
gennaio 2002 è comparso il solo convenuto, che ha riconfermato la propria
posizione.
D. Statuendo
il 14 maggio 2004 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha
stralciato la causa di paternità dai ruoli e in parziale accoglimento
dell'azione di mantenimento ha obbligato AP 1 a versare al figlio un contributo
indicizzato di fr. 600.–
mensili dal 7 dicembre 1998 fino al 6° compleanno, di
fr. 700.– mensili dal 6° fino al 12° compleanno e di fr. 800.– mensili dal
12° compleanno fino alla maggiore età (inclusi gli eventuali assegni
familiari). Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 500.–, sono state
poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
L'attore è stato ammesso al
beneficio dell'assistenza giudiziaria.
E. Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 7 giugno 2004 per
ottenere che il contributo alimentare a suo carico sia ridotto a fr. 300.–
mensili e che il giudizio impugnato sia riformato di conseguenza. Nelle sue
osservazioni del 9 luglio 2004 AO 1 ha proposto di respingere l'appello, instando per il beneficio dell'assistenza giudiziaria. Il 1° marzo 2007 egli
ha chiesto inoltre che il contributo provvisionale sia aumentato a fr. 800.–
mensili con effetto immediato. Quest'ultima richiesta non ha formato oggetto di
intimazione.
in diritto: 1. Gli art. 425 segg. CPC dispongono per le azioni di mantenimento una
procedura “semplice e rapida” (art. 280 cpv. 1 CC), con termini di
appello ridotti da 20 a 10 giorni (art. 428 cpv. 2 CPC). Tale procedura non è
applicabile tuttavia qualora l'azione di mantenimento sia combinata – come nel
caso in esame – con un'azione di paternità (Hegnauer in: Berner Kommentar, edizione 1997,
n. 95 ad art. 279/280 CC; Breitschmid
in: Basler Kommentar, ZGB I, 3ª
edizione, n. 2 ad art. 280; cfr. anche Poudret,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, Berna 1990, n. 1.3.2
ad art. 44 e n. 1.2 ad art. 46). Che in concreto l'azione di paternità sia stata
stralciata dai ruoli, nel frattempo, per intervenuta acquiescenza nulla muta.
Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. Nella
fattispecie il Segretario assessore ha calcolato i contributi alimentari dopo avere
accertato che AP 1, commerciante di automobili usate per una società di cui
possiede parte delle azioni, guadagna fr. 3300.– netti mensili e ha un
fabbisogno minimo di fr. 2200.– (minimo esistenziale del diritto esecutivo
fr. 1100.–, interessi ipotecari sulla casa fr. 400.–, premio della cassa
malati fr. 200.– stimati,
premio dell'assicurazione sulla vita __________
fr. 300.–, imposte fr. 200.– stimati). Quanto alla
madre del bambino, egli ha reputato poco attendibili le dichiarazioni di lei,
stando alle quali essa aveva lavorato solo dal 1996 al 1999 a tempo parziale come
venditrice di cosmetici, cessando poi ogni attività lucrativa e viaggiando in
Europa come ospite di conoscenti. Egli ha ritenuto in ogni modo che questa
dovrà adoperarsi per sussidiare a sua volta il mantenimento del figlio, “riprendendo se del caso il lavoro a tempo
parziale da lei stessa indicato e che essa non pretende di non poter riattivare” (sentenza, pag. 4 in alto).
Per quel
che è del fabbisogno in denaro del bambino, il primo giudice si è dipartito
dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (edizione 2000), togliendo
la posta per cura e educazione (che la madre deve prestare in natura) e decurtando
del 50% gli importi complessivi per tenere conto sia del modesto reddito conseguito
da AP 1 (30%) sia del minor costo della vita in Brasile (20%). In simili condizioni egli ha fissato il contributo alimentare per
AO 1 in fr. 600.– mensili retroattivamente dal 7 dicembre 1998 fino al 6°
compleanno, in fr. 700.– mensili “dall'inizio dei 7 anni” fino al 12° compleanno e in fr. 800.– mensili “dall'inizio
dei 13 anni” fino alla maggiore
età, inclusi gli eventuali assegni familiari percepiti
dal padre. Tali importi sono stati indicizzati.
3. In concreto l'attore risiede con la madre in
Brasile. Il suo diritto al mantenimento è regolato perciò, giusta l'art. 83
cpv. 1 LDIP, dalla Convenzione dell'Aia del 2 ottobre 1973 sulla legge
applicabile alle obbligazioni alimentari. Questa assoggetta l'obbligo di mantenimento
alla “legge interna della
dimora abituale del creditore di alimenti” (art. 4 par.
1). La Svizzera e il Brasile hanno ratificato anche la
Convenzione di Nuova York sull'esazione delle prestazioni alimentari all'estero
(RS 0.274.15), ma quel trattato non prevede altre norme di collegamento. Ne
segue che il diritto al mantenimento dell'attore – non litigioso
come tale – è disciplinato dagli art. 1694 segg. e in
particolare dall'art. 1705 del Codice civile brasiliano (testi tradotti
in: Bergmann/Ferid, Internationales
Ehe- und Kindschaftsrecht, Francoforte sul Meno, rubrica “Brasilien”, pag. 34
seg. e 64 seg.).
Ciò premesso, l'appellante
non asserisce che la sentenza impugnata violi in qualche modo la legge brasiliana.
Anzi, l'art. 1694 del citato Codice civile prevede che i contributi alimentari vanno
commisurati alle necessità del richiedente, tenuto calcolo del suo livello di
vita sociale, per rapporto ai mezzi di cui dispone il debitore. A tali principi
il Segretario assessore si è attenuto. Per di più, secondo l'art. 11 par. 2
della citata Convenzione dell'Aia (RS 0.211.213.01) “anche se la legge
applicabile dispone altrimenti, nella determinazione dell'ammontare della
prestazione alimentare deve essere tenuto conto dei bisogni del creditore e
delle risorse del debitore”. Sui criteri che presiedono all'adeguatezza del
contributo, incontestati, non giova pertanto attardarsi.
4. L'appellante non censura né l'ammontare del
proprio reddito accertato dal Segretario assessore né quello del proprio fabbisogno
minimo (memoriale, punto 6a). Sottolinea che __________ deve contribuire
anch'essa al mantenimento del figlio (memoriale, punto 6b), ma non indica
minimamente in che misura. Del resto egli non si confronta neppure con
l'argomentazione del Segretario assessore, il quale ha obbligato la madre a fornire
al bambino cura e educazione in natura (detraendo la relativa posta, come si è
visto, dal fabbisogno in denaro del figlio: sopra, consid. 2), pur dovendo questa
esercitare un'attività lucrativa per sostentare sé medesima. Insufficientemente
motivato, al riguardo l'appello si dimostra dunque irricevibile (art. 309 cpv. 2
lett. f CPC combinato con il cpv. 5).
5. Sostiene
l'appellante che il fabbisogno in denaro del figlio, stimato dal Segretario
assessore nel 50% (già dedotta la posta per cura e educazione) di quello
previsto dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (tabella del 2000), è ancora
troppo alto. A suo parere esso andrebbe ridotto già in funzione dei modesti redditi
dei genitori (fr. 3300.– netti mensili lui, fr. 750.– mensili la madre del
bambino). Inoltre la deduzione applicata dal primo giudice sarebbe irrisoria
rispetto al costo effettivo della vita in una zona discosta del Brasile come
quella di __________, ove il livello dei prezzi è di almeno il 60% inferiore a
quello svizzero. L'adeguatezza del contributo alimentare da lui offerto risulterebbe
altresì dalle testimonianze agli atti, secondo cui fr. 300.– mensili corrispondono
allo stipendio medio di buona parte dei brasiliani. Infine dal fabbisogno in
denaro del figlio va defalcata – soggiunge il convenuto – la quota che la madre
di AO 1 è tenuta a fornire (memoriale, punti 7 a 13).
a) Dall'ultima
argomentazione va subito sgombrato il campo, giacché il fabbisogno in denaro di
un figlio va calcolato secondo il suo valore effettivo.
Altra è la questione di sapere in che misura tale fabbisogno vada finanziato dall'uno
e in che misura dall'altro genitore. Per quel che è di __________, già si è
detto che l'appellante neppure indica quale importo essa potrebbe concretamente
destinare al mantenimento del figlio. Anzi, come si è visto, egli neppure
pretende che il fatto di prestare cura e educazione al bambino pur dovendo esercitare
un'attività lucrativa a tempo pieno per assicurare il proprio sostentamento non
sia un contributo idoneo. Al proposito l'appello dimostra, una volta ancora, la
sua inconsistenza.
b) Che
il fabbisogno medio in denaro di un figlio in Svizzera vada stimato sulla base
delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si ispira per giurisprudenza
costante (Rep. 1994 pag. 301 consid. 5), non è – giustamente – revocato in
dubbio. Si aggiunga che le cifre indicate nelle tabelle delle raccomandazioni sono
commisurate ormai, dal 2000 in poi, al costo delle economie domestiche su scala
nazionale in base a valori statisticamente medio-bassi, nel senso che tre
quarti delle economie domestiche dispongono a livello svizzero di un reddito
familiare superiore rispetto a quello su cui si fondano le raccomandazioni (Empfehlungen
zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo
2000, pag. 10 in basso). I fabbisogni riportati corrispondono, in altri
termini, a quelli di ragazzi appartenenti a famiglie di reddito relativamente
modesto (op. cit., pag. 11 in alto). Dal 2000 in poi il reddito familiare di
riferimento cui allude il Segretario assessore per stimare il fabbisogno in
denaro del figlio (sentenza impugnata, pag. 4 a metà) è quindi un criterio obsoleto.
Ora,
il Segretario assessore ha statuito nel maggio del 2004. Applicando le raccomandazioni
dell'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo
egli avrebbe dovuto perciò far capo alla tabella del 2003 (valida anche per il
2004), non a quella del 2000. E secondo la tabella del 2003 il fabbisogno in
denaro di un figlio unico ammontava a fr. 1230.– mensili per i primi sei anni di
età (cui si aggiungevano fr. 680.– mensili per cura e educazione), a fr. 1385.–
mensili per i successivi sei anni (più fr. 435.– mensili per cura e educazione)
e a fr. 1670.– mensili per i rimanenti sei anni fino alla maggiore età (più fr.
310.– mensili per cura e educazione). Contrariamente all'opinione del primo
giudice (e dell'appellante), nulla giustificava una riduzione di tali importi.
Il taglio lineare del 30% operato dal Segretario assessore con riferimento alla
menzionata fascia di reddito familiare è, come detto, un criterio non più
pertinente. Questa Camera del resto ha già avuto modo di ribadire tale circostanza
a più riprese, motivandola e spiegando a quali presupposti – che non constano verificarsi
nella fattispecie – una riduzione del fabbisogno può, se mai, entrare in linea
di conto (da ultimo: RtiD I-2006 pag. 675 consid. 3c con richiami).
c) Ciò
posto, se il figlio vivesse in Svizzera gli importi predetti terrebbero già equamente
conto sia delle necessità di lui (riconoscendo il fabbisogno medio in denaro stimato
dalle raccomandazioni) sia delle limitate risorse del padre (il fabbisogno in
denaro delle raccomandazioni garantisce un tenore di vita medio-basso). Il
problema è che in concreto il figlio vive all'estero e che occorre pertanto rapportare
il fabbisogno in denaro citato dianzi al fabbisogno in denaro nel Paese di residenza
(principio applicabile anche nel diritto svizzero: Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB, 3ª edizione, n. 25 ad art. 285). Per quanto
riguarda il Brasile, tre
indici sono a disposizione
(‹www.swissemigration.ch/themen/laenderinfos›):
– Il primo (attualmente di 90.9) è quello fissato dal Dipartimento
federale degli affari esteri, il quale compie rilevamenti dei prezzi in 170
capitali per calcolare il reddito del personale diplomatico. Tali risultati
sono applicabili a persone chiamate a o desiderose di mantenere uno stile di
vita rappresentativo (prodotti di marca, viaggi ecc.). I rilevamenti avvengono
in marzo e in settembre. Non comprendono le pigioni. Il termine di confronto è
la città di Berna.
– Il secondo (attualmente di 60.3) è quello eseguito da un gruppo
di ricerca della UBS, il quale compie rilevamenti in 70 città caratterizzate da
una forte attività nel settore degli affari. I costi sono calcolati per una
famiglia con livello di vita paragonabile a quello dell'Europa occidentale (122
beni e prestazioni, offerenti del Paese, livello medio dei prezzi). I risultati
della UBS sono applicabili a persone abituate a uno stile di vita urbano. I
dati non considerano il costo delle pigioni. Il termine di paragone è dato
dalla città di Zurigo.
– Il terzo (attualmente di 72.0), chiamato E&P, è elaborato
dall'Ufficio federale della migrazione ricavando una media dei due valori
appena citati, con indicazione della tendenza per un anno (nella fattispecie:
+1.0). È un riferimento realistico per nuovi arrivati e persone che vivono il
loro primo anno nel paese ospite.
Nella
prospettiva dell'attuale giudizio il primo indice è di poco ausilio, AO 1 non potendo
seriamente aspirare a un tenore di vita pari a quello del personale diplomatico
svizzero (né il padre né la madre hanno simili livelli di reddito). Il terzo
indice non è molto più significativo (salvo per l'indicazione della tendenza), giacché
in concreto il figlio vive in Brasile sin dalla nascita e non può ritenersi un
nuovo arrivato. Il secondo indice potrebbe invece rivelarsi utile, salvo che, escludendo
il costo delle pigioni, non considera un parametro di rilievo ai fini del mantenimento.
d) Nella rassegna comparativa Preise
und Löhne/Prix
et salaires, pubblicata
dalla UBS, il citato gruppo di ricerca fornisce anche
un indice di riferimento che comprende il costo delle pigioni. Fra i 70 rilevamenti
mondiali annoverati dall'edizione 2003 di tale pubblicazione (quella che era consultabile
al momento del giudizio) figuravano anche le due maggiori città del Brasile: San
Paolo (10 milioni di abitanti), con un indice del 41.5, e Rio de Janeiro (5.5 milioni
di abitanti), con un indice del 38.4. Nel caso specifico
il figlio risultava abitare con la madre a __________, circa trenta di
chilometri a sud di __________ (“__________”). In una lettera del 30 maggio 2005 diretta a questa Camera __________
precisa di risiedere a __________, un lungomare a soli 8 km dal centro città. Comunque
sia, contrariamente a quanto asserisce il convenuto, __________ non è un luogo
discosto, bensì una città costiera del nord-est, il cui agglomerato conta 2.8
milioni di abitanti. Capitale dello Stato del __________, quarta capitale del Brasile, è il secondo agglomerato più
importante della regione dopo __________. Trattandosi di una rinomata meta turistica
nazionale e internazionale, il costo della vita è di poco inferiore a quello
nel sud del Paese (“le coût de la vie est presque aussi cher que dans le Sud”: doc. U [UFDS, oggi Ufficio federale della migrazione, Vivre
et travailler au Brésil, Berna 1998, pag. 23]). Resta il fatto che il costo
della vita nelle due maggiori città al sud del Paese era, nel 2003, circa il 40% di quello rilevato a Zurigo. Il livello dei prezzi a __________
doveva quindi essere più basso. Ci si attenesse a questi soli dati, la
decisione del Segretario assessore, che ha stimato nel 50% il costo della vita
a __________ per rapporto a quello svizzero, apparirebbe poco difendibile.
e) In
realtà a un esame più attento la questione non si esaurisce in questi soli termini.
Come si è accennato, nelle azioni di mantenimento che riguardano minorenni residenti
in Svizzera il giudice ticinese fissa i contributi alimentari (art. 285 cpv. 1
CC) facendo capo alle raccomandazioni dell'Ufficio
della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo in vigore
al momento del giudizio (sopra, consid. b). Nel caso in cui occorra statuire
anche su contributi pregressi, poco muta in genere applicare le raccomandazioni
degli anni precedenti. Dal 2000 in poi i criteri in base ai quali l'Ufficio
della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo definisce il
fabbisogno medio in denaro di figli minorenni sono rimasti invariati (Empfehlungen
zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000). Cambiano le
tabelle di riferimento, adeguate periodicamente al rincaro e adattate sull'uno
o sull'altro punto, ma gli aggiornamenti rimangono contenuti. La tabella del
2000, ad esempio, è stata sostituita solo nel 2003 e quella del 2003 è
continuata a valere anche per il 2004. Ciò presuppone nondimeno una certa
stabilità monetaria e un tasso d'inflazione moderato a livello nazionale.
Per
quanto concerne le due maggiori città del Brasile, nel corso degli anni la citata
pubblicazione Preise
und Löhne/Prix
et salaires fornisce
gli indici seguenti:
San Paolo Rio de Janeiro
edizione
2006, pag. 8 61.4 63.2
“update”
2005, pag. 4 51.8 46.0
edizione 2003, pag. 6 41.5 38.4
edizione
2000, pag. 6 62.8 72.4
edizione
1997, pag. 6 85.6 88.6
Date
simili oscillazioni, il primo giudice non avrebbe seriamente potuto statuire su
contributi alimentari retroattivamente dal dicembre del 1998 (la decorrenza è pacifica)
fondandosi unicamente sui dati del 2003 (gli ultimi disponibili al momento della
sentenza). L'ampiezza delle fluttuazioni impone di considerare – da un lato – anche
gli indici pregressi (nettamente più alti) e – dall'altro – gli indici successivi,
pubblicati in pendenza di appello (che denotano una forte risalita dei prezzi).
6. Nel dicembre del 1998
il fabbisogno medio in denaro di un figlio unico fino ai 6 anni ammontava,
secondo le raccomandazioni allora applicabili, a fr. 705.– mensili arrotondati
(RSC 51/1996 pag. 33), senza cura né educazione (fr. 700.– del novembre 1995
con indice nazionale dei prezzi al consumo = 102.8, passato nel dicembre del 1998 a 103.8). Tali raccomandazioni, risalenti
al 1988, erano ancora riferite ai prezzi nell'area urbana di Zurigo, ma
nel caso di genitori con redditi particolarmente modesti il fabbisogno in denaro del figlio poteva essere ridotto anche
del 25% (Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen
für Kinder, Zurigo 1988, pag. 8 punto 3). Questa Camera ha sempre fatto uso
di tale possibilità con estrema cautela. Nella fattispecie poi il contributo
alimentare deve già essere ridotto per il minor costo della vita in Brasile, di
modo che un doppio fattore di riduzione non si giustificherebbe. Per converso,
tutto ponderato, visti gli
indici di San Paolo (85.6) e di Rio de Janeiro (88.6), per un Comune nella zona
suburbana di __________ non si sarebbe potuto presumere un livello di vita
oltre il 70% di quello zurighese. Tutto ponderato, un contributo alimentare di
fr. 495.– mensili per il figlio dal 7 dicembre 1998 al 14 febbraio 2000
sarebbe dunque risultato equo.
Il 14
febbraio 2000 l'attore ha compiuto 6 anni e proprio nel 2000 sono state pubblicate le nuove
raccomandazioni dell'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo, commisurate al costo delle
economie domestiche su scala nazionale (sopra, consid. 5a). Il fabbisogno medio
in denaro di un figlio unico dal 6° al 12° compleanno sarebbe risultato così di
fr. 1340.– mensili, senza cura né educazione. Fattori oggettivi che
giustificassero una decurtazione di tale fabbisogno non se ne ravvisavano
(sopra, consid. 5a). Tenuto calcolo del fatto inoltre che gli indici di San
Paolo (62.8) e Rio de Janeiro (72.4) si rapportavano al costo della vita nella
città di Zurigo (e non a quello medio svizzero), il livello dei prezzi nella
zona suburbana di __________ si sarebbe potuto presumere attorno al 55-60%. Tutto
ponderato, un contributo alimentare di fr. 770.– mensili dal 6° al 9°
compleanno sarebbe in definitiva risultato equo.
Nel 2003 gli indici relativi
a San Paolo e Rio de Janeiro sono scesi al 41.5 e al 38.4. A quel momento non
si sarebbe più potuto presumere, a __________, un livello di vita che costasse oltre
il 30% di quello svizzero. Parallelamente l'edizione 2003 della tabella
correlata alle raccomandazioni dell'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo ha rivalutato il fabbisogno
in denaro di un figlio unico dal 6° al 12° compleanno in fr. 1385.– mensili,
senza cura né educazione. Ciò avrebbe giustificato un contributo alimentare
di fr. 415.– mensili dal 9° all'11° compleanno (14 febbraio 2003). Nel 2005 i
due indici sono cominciati a risalire: 51.8 per San Paolo e 46.0 per Rio de
Janeiro. L'edizione 2005 della tabella relativa alle raccomandazioni dell'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del
Canton Zurigo stimando il fabbisogno in denaro di un figlio unico tra il 6° e il
12° compleanno in fr. 1410.– mensili, senza cura né educazione, equamente
il livello di vita a __________ si sarebbe potuto valutare intorno al 35-40% di
quello svizzero, onde un contributo alimentare di fr. 530.– mensili fino al 12°
compleanno del figlio (14 febbraio 2006).
Nel 2006 gli indici di San
Paolo e Rio de Janeiro sono balzati a 61.4 e 63.2. L'edizione 2005 delle note
raccomandazioni valendo anche per il 2006, il fabbisogno in denaro di un figlio
unico dal 12° compleanno alla maggiore età risulta di fr. 1705.– mensili, senza
cura né educazione. Non v'è ragione per valutare il costo della vita a __________
meno del 50-55% di quello svizzero, la tendenza essendo per altro al rialzo
(sopra, consid. 5e). Equamente commisurato, il contributo alimentare per il figlio
risulta così di fr. 895.– mensili. La tabella 2005 delle
note raccomandazioni essendo calibrata sull'indice nazionale dei prezzi al consumo
del novembre 2004, il contributo va ancorato al rincaro di conseguenza, riservata
per AP 1 la possibilità di dimostrare che i suoi redditi non sono stati
adeguati al rincaro nella stessa misura.
7. L'appellante invoca la dichiarazione del Console generale di
Svizzera a Rio de Janeiro (doc. P), __________, ma in quello scritto il
diplomatico ammetteva di non avere dati concreti per stimare il costo medio
della vita in Brasile e si limitava a qualche informazione frammentaria,
rinviando per il resto alle informazioni che avrebbe rilasciato l'odierno
Ufficio federale della migrazione (sito sopra menzionato al consid. 5c). Egli
accennava – invero vagamente – al livello medio degli stipendi, ma tale dato si
evince
anche dalla citata pubblicazione Preise und Löhne/Prix et salaires,
senza che ciò contraddica gli indici sul costo della vita. Rispetto alle
retribuzioni rilevate a Zurigo dalla UBS nelle varie categorie professionali,
in effetti, nella città di San Paolo il livello dei salari netti era del 29.1%
nel 1997, del 21.2% nel 2000, l'11.9% nel 2003, del 15.1% nel 2005 e del 23.4%
nel 2006. Rio de Janeiro non si discostava molto: 24.5% nel 1997, 20.0% nel
2000, 9.2% nel 2003, 11.7% nel 2005 e 17.1% nel 2006. Ciò non toglie che il livello
medio dei prezzi sia quello esposto dianzi (consid. 5e).
Nell'appello
il convenuto si vale altresì della testimonianza rilasciata da __________, il
quale ha risieduto a __________ quasi cinque anni lavorando per una ditta svizzera
d'arredamenti interni (verbale del 27 settembre 2001, pag. 1 seg.). Con uno stipendio
pari a fr. 2000.–/2500.– mensili egli ha dichiarato che riusciva a sostentare adeguatamente
la famiglia (moglie e due figlie). A parte il fatto però ch'egli non aveva
spese di alloggio, abitando in una casa propria, poco o nulla di preciso si desume
concretamente sul tenore di vita condotto dalla famiglia in Brasile, tranne che
le figlie frequentavano una scuola privata pagando una retta di fr. 70.–/80.–
mensili ognuna e che il premio dell'assicurazione malattia privata era di circa
fr. 50.– mensili per figlia. Quanto sarebbe costato lo stesso tenore di vita in
Svizzera, quindi, non è dato di sapere, sicché tracciare paralleli e confronti
si rivelerebbe impossibile. Che poi operai di ceto basso siano retribuiti in Brasile
l'equivalente di US$ 100 o 200 mensili poco sussidia. Intanto perché il livello
tra le rimunerazioni e il costo della vita non è – come si è appena visto –
lontanamente equiparabile a quello svizzero. In secondo luogo perché nel caso
specifico l'attore ha diritto a un tenore di vita analogo a quello del padre e
non solo al fabbisogno minimo.
8. Se
ne conclude che, in parziale accoglimento dell'appello, il contributo
alimentare a carico del convenuto va fissato in fr. 495.– mensili dal dicembre del
1998 fino al 6° compleanno del figlio, in fr. 770.– mensili dal 6° al 9° compleanno,
in fr. 415.– dal 9° al 11° compleanno, in fr. 530.– mensili dall'11° al 12°
compleanno e in fr. 895.– mensili dal 12° fino al 18° compleanno. In due fasce
d'età il contributo risulta più alto di quello fissato dal Segretario
assessore, ma ciò è dovuto all'applicazione del principio inquisitorio
illimitato che governa il diritto di filiazione (DTF 128 III 413 in alto). Il
giudice non è vincolato pertanto né alle richieste di giudizio delle parti né
agli importi da loro riconosciuti. Per quanto riguarda gli assegni familiari che
il padre riscuotesse, essi sono compresi nel contributo, dato che le cifre dei
fabbisogni in denaro stimate secondo le raccomandazioni dell'Ufficio della
gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo già comprendono le eventuali prestazioni di terzi in favore dei
minorenni (assegni familiari, rendite complementari AVS o AI, rendite da casse
pensioni, da assicurazioni contro gli infortuni o contro la responsabilità
civile: Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 9 in alto e 15 in alto; RtiD
I-2005 pag. 772 consid. 7c).
9. L'emanazione del presente giudizio rende senza oggetto la richiesta dell'attore volta all'ottenimento di un
contributo provvisionale in pendenza di appello, tanto più che un ricorso in
materia civile al Tribunale federale non avrebbe effetto sospensivo (art. 103
cpv. 1 LTF).
10. Gli
oneri del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv.
1 CPC). L'appellante ottiene causa parzialmente vinta per quel che è del
contributo alimentare relativo ai primi sei anni del figlio (fr. 495.–, più dei
fr. 300.– offerti, ma meno dei fr. 600.– stabiliti dal Segretario assessore) e al
contributo dovuto tra il 9° e il 12° anno (fr. 415.–, rispettivamente fr.
530.–, più dei fr. 300.– offerti, ma meno dei fr. 700.– stabiliti dal Segretario
assessore). Esce sconfitto invece (anzi, vede riformare la sentenza impugnata a
suo sfavore) relativamente al contributo dai 6 ai 9 anni (fr. 770.–, più dei
fr. 300.– offerti e più dei fr. 700.– fissati dal Segretario assessore) e al
contributo dopo i 12 anni del figlio (fr. 895.–, più dei fr. 300.– offerti e ben
più dei fr. 800.– fissati dal Segretario assessore). Nonostante la parziale
vittoria, nel complesso il saldo finale è negativo e non v'è ragione per cui il
figlio sia chiamato a sopportare una quota della tassa di giustizia e delle
spese o una compensazione di ripetibili. L'esito dell'attuale giudizio non
incide per contro in misura apprezzabile né sull'ammontare né sul riparto degli
oneri processuali (metà ciascuno) e delle ripetibili di primo grado
(compensate), il cui dispositivo può rimanere invariato.
11. La
richiesta di assistenza giudiziaria presentata dal figlio merita accoglimento,
come in prima sede. Che il ragazzo non abbia i mezzi per finanziare i costi del
processo (art. 3 cpv. 1 Lag) è manifesto e che la madre non possa soccorrerlo
economicamente è verosimile, dovendo essa già sovvenire a sé stessa (senza alcuna
particolare qualifica professionale) prestandogli nel contempo cura e
educazione. D'altro lato non si poteva ragionevolmente pretendere che __________
difendesse personalmente il figlio in appello (art. 14 cpv. 2 Lag), il suo
italiano essendo ai limiti dell'incomprensibilità (si veda il fax per conoscenza
del 21 febbraio 2007 nel fascicolo di questa Camera). La resistenza all'appello
non era infine sprovvista di buon esito, al punto che impugnando
la sentenza del Segretario assessore l'appellante
ha – in ultima analisi – danneggiato sé stesso (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag). È vero che la corresponsione di un'adeguata indennità
per ripetibili renderebbe di per sé la domanda di assistenza giudiziaria senza
oggetto, ma è altrettanto vero che l'arretrato contributivo accumulato
dall'appellante renderebbe ogni ulteriore incasso difficile, se non illusorio.
Il beneficio postulato dall'attore va dunque concesso (DTF 122 I 322).
12. In
merito ai rimedi giuridici contro l'attuale sentenza sul piano federale (art.
112 cpv. 1 lett. d LTF) giovi rilevare che il valore litigioso ai fini
dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (la differenza capitalizzata tra i fr. 300.–
mensili offerti al figlio dal dicembre del 1998 fino alla maggiore età e gli
importi scalari fissati dal primo giudice da fr. 600.– a fr. 800.– mensili) supera
di gran lunga la soglia dei fr. 30 000.– per un eventuale ricorso in materia
civile al Tribunale federale.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa
giudiziaria,
pronuncia: 1. L'appello
è parzialmente accolto, nel senso che il dispositivo n. 2 della sentenza impugnata
è riformato come segue:
AP 1 è tenuto
a versare ogni mese anticipatamente ad __________ o al rappresentante da essa indicato
Fatti
i seguenti contributi di mantenimento per il figlio AO 1, assegni familiari
compresi:
fr. 495.– dal
7 dicembre 1998 fino al 14 febbraio 2000,
fr.
770.– dal 15 febbraio 2000 fino al 14 febbraio 2003,
fr.
415.– dal 15 febbraio 2003 fino al 14 febbraio 2005,
fr.
530.– dal 15 febbraio 2005 fino al 14 febbraio 2006 e
fr.
895.– dal 15 febbraio 2006 fino al 14 febbraio 2012.
I contributi vanno
adeguati ogni anno all'indice nazionale svizzero dei prezzi al consumo, la
prima volta il 1° gennaio 2008 in base all'indice del novembre 2004, riservata
a AP 1 la possibilità di dimostrare che le sue rendite non sono state adeguate
al rincaro nella stessa misura.
Per
il resto l'appello è respinto nella misura in cui è ricevibile e la sentenza impugnata
è confermata.
2. Gli oneri di appello, consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 250.–
b) spese fr. 50.–
fr.
300.–
sono
Considerandi
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1500.– per
ripetibili.
3.
AO 1
è ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio
dell'avv. PA 2.
4.
Intimazione:
– ;
– .
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.
terzi implicati
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il presidente La
segretaria
Rimedi giuridici
Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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