Lexipedia

Decisione

11.2004.92

Diritto di risposta

23 aprile 2007Italiano27 min

Source ti.ch

Fatti

i miei?›” (doc. 9).

– __________

del 15 gennaio 2003 (pag. 3): “‹Nessun cenno è per contro sintomaticamente fatto al proposito delle

già documentate gravi responsabilità della Direzione generale, segnatamente del

direttor __________ esperto di prodotti derivati› (…). Ed altra accusa: i periti non si soffermano sulle carenze

evidenziate dall'audit della __________ (…). Da noi interpellato il legale di AO 1 __________ conferma la

propria posizione già espressa in occasione di precedenti attacchi di AP 1 e

della sua difesa” (doc. 10).

– __________ del 21 gennaio 2003 (pag. 7): “‹Molte informazioni possono fare presagire

che anche attualmente, i vertici di AO 1 vi informino in modo lacunoso (…)›. L'AP 1 si pone alcuni interrogativi sul

comportamento di AO 1 i cui vertici nella primavera scorsa ‹pur avendo gli esperti della __________ in

casa, non hanno preteso anche un rapporto sui responsabili di queste perdite›. (…) AP 1 si chiede anche come mai al

contrario hanno esplicitamente chiesto alla __________ di non occuparsi del

caso? (…) ‹Nella scomposta

reazione dell'attuale

presidente e dell'attuale

direzione generale di AO 1, peraltro sedata immediatamente dalla __________,

non una sola riga ha potuto essere redatta a contestazione della accuse mosse

da __________› (…). ‹Troppo facilmente l'attuale Direzione generale e l'attuale presidenza si trincerano dietro al buon nome di AO 1›” (doc. BB).

– __________

del 15 febbraio 2003: “L'ex vicepresidente di AO 1 spara ancora una volta sui

vertici dell'AO 1. Con un esordio perlomeno sconcertante: ‹Non è il momento di fare polemica›, cui

seguono due bordate: ‹Bisogna scindere con cura gli interessi di AO 1 dagli

interessi› del vertice contestato, cioè direttore e presidente. ‹La regola

‛soldi agli editori in cambio di silenzio stampa’ e l'odier­no intervento

nella campagna elettorale per eliminare un can­didato e influenzare il gioco

democratico, costituiscono un fatto grave, che non ha precedenti nella tradizione

di AO 1. Il tempismo e il modo adottato› dai vertici ‹per erogare certi crediti

è suscettibile di ingenerare nel pubblico illazioni che i vertici della AO 1

applichino la corruzione privata, e di suscitare sentimenti di ingiustizia da

parte del cittadino normale, la cui casa viene mandata all'asta non appena la

sua situazione economica peggiora. ciò giova forse agli attuali dirigenti, meno

all'immagine di AO 1›” (doc. 11).

– __________

dello stesso giorno: “AP 1 attacca ed è denunciato” con il sottotitolo “L'ex

vice-presidente dell'AO 1 parla di corruzione” (doc. 12).

– __________

dell'11 settembre 2003: “In un

comunicato stampa del 14 febbraio 2003 l'AP 1 accusava apertamente gli attuali vertici della AO 1 di immischiarsi

nella politica e nel gioco elettorale e di fare opera di corruzione passiva” (doc. M).

Al

lettore medio era chiaro pertanto, nell'aprile del 2004, che un contenzioso personale

opponeva l'istante alla AO 1 e che ai dirigenti dell'AO 1 l'AP 1 imputava pesanti

responsabilità. Fatto notorio e risaputo, ciò non meritava altre pubblicazioni.

Quanto al merito della disputa, __________ non accennava

alla posizione concretamente assunta dai vertici del­l'AO 1. Non poteva quindi

pretendere, l'istante, di contrapporre la propria.

7. L'appellante fa valere che su __________ sono

già state diramate due volte, in precedenti edizioni (n. 3 e 4, anno I), “falsità” destinate a tutelare la gestione dell'AO 2 e ad “attaccare gratuitamente il ricorrente”, compresa “una falsa-inter­vi­sta all'ex direttore __________”. Tant'è che il __________ ha riportato l'intervista credendola vera, salvo

dover pub­blicare poi una sua risposta (memoriale, pag. 13 punti 12 a 14, pag.

18 punto 34). In realtà l'assunto nulla sussidia, il diritto di risposta chiesto

dall'istante non potendo

trovare giustificazione in precedenti articoli pubblicati da __________ Basti

pensare che, si am­mettesse ciò, i termini per agire stabiliti dall'art. 28i

cpv. 1 CC risulterebbero del tutto vanificati.

8. Nel

suo esposto l'appellante sottolinea altresì che la __________ “non ha mai messo

in causa negativamente” il suo

operato (memoriale, pag. 13 punto 15). A parte il fatto però che nessuno

risulta affacciare il contrario, mal si comprende in che modo tale affermazione

possa legittimare una risposta in virtù dell'art. 28g cpv. 1 CC all'affermazione proferita dall'AO 2.

9. L'istante

torna sul principio della ponderazione d'interessi tra la libertà di stampa e

il diritto del cittadino a vedersi diffondere la propria versione dei fatti,

asserendo che in concreto la pubblicazione della risposta costerebbe poco alla AO

1 e non ne intralcerebbe minimamente l'attività. Egli ribadisce che __________

Considerandi

non gode della libertà di stampa e che l'AO 2 determinava il contenuto della

rivista con “poteri assoluti”, tanto da far redigere l'articolo alla stregua di

un'intervista per conferire al servizio “un alone di spontaneità e di maggiore

credibilità”. L'appellante soggiunge che nella ponderazione degli interessi

occorre tenere conto anche della “reiterata perversità del ripetuto uso

spregiudicato” del periodico non per commerciare prodotti della AO 1, bensì per

attaccare la sua persona, la quale “non dispone di mezzi per replicare alle

calunnie dell'ex presidente” (memoriale, pag. 14 segg., punti 19 a 25). Tali

esternazioni possono senz'altro essere capite come uno sfogo, ma non si vede

quale nesso abbiano con l'uni­co fatto su cui poteva vertere il diritto

di risposta, ovvero quello secondo cui a un certo momento l'appellante aveva

“cominciato a lanciare accuse” contro la AO 1, la Direzione generale e l'AO 2. Affermare

che qualcuno “lancia accuse” contro un terzo non è di per sé lesivo della

personalità, men che meno ove l'esistenza dei rimproveri – per altro pesanti – sia

notoria. Un'altra questione è sapere se le “accuse” (lan­cia­te, mosse, rivolte

o formulate poco importa) fossero legitti­me e prov­viste di buon fondamento.

Al proposito però l'articolo era del tutto silente. Non giustificava dunque una

risposta di merito. Che poi il testo fosse o non fosse conciso, co­me prescrive

l'art. 28h cpv. 1 CC (memoriale, pag. 17 seg. punto 30 seg.), nulla muta

sotto questo profilo.

10.

L'appellante

si duole che il Pretore abbia respinto la risposta, definendola “polemica già

nel titolo” (”La strategia della bugia”). A mente sua, “non può essere polemico

ciò che risponde in modo vero all'attacco e si riferisce al suo contesto”,

sicché in concreto ci si troverebbe di fronte all'affermazione di un fatto autentico

(memoriale, pag. 19 seg. punti 35 a 38). L'asserto è una volta ancora inconferente.

Come si è appena visto, la dichiarazione circa il lancio di “accuse” non può ritenersi – per lo meno nelle contingenze descritte

– un attacco alla personalità dell'istante. Non giova analizzare oltre, perciò,

l'indole del titolo.

11.

Epiloga

l'appellante che, non avendo risposto alla sua domanda di pubblicazione, l'editore

ha violato nella fattispecie l'art. 28i

cpv. 2 CC, che obbliga “l'impresa” a comunicare “senza indugio all'interessato

quando diffonderà la risposta o perché la rifiuta”. Avendo ignorato tale

prescritto, la AO 1 non poteva più – secondo l'istante – opporsi alla

pubblicazione (memoriale, pag. 20 seg. punti 39 a 41). L'argomento è infondato.

Il silenzio di un'“im­presa”

cui è diretta una domanda di pubblicazione va interpretato, se mai, come rifiuto (Schwaibold in: Basler Kommentar, ZGB I, 3ª edizione, n. 9 seg. ad art. 28i; v. anche Deschenaux/Steinauer, op. cit., pag. 253 n. 705c; Tercier, op. cit., pag. 207 n. 1549 con rinvii). L'istante si

vale di Rodondi (Le droit de réponse

dans les médias, Losanna 1991), ma quell'autore non gli è lontanamente di

sussidio, nemmeno nel passaggio menzionato dall'appello (pag. 242 seg.). Anche

al proposito il rimedio giuridico denota quindi la sua inconsistenza.

12.

Le alternative di risposta avanzate dall'appellante in subordine

(memoriale, pag. 21 punti 42 a 44) non entrano in linea di conto per le ragioni

già esposte. Sebbene l'istante li definisca “cortissi­mi”, quei

testi continuano per vero a investire questioni di merito che non formavano

oggetto dell'articolo apparso in __________. Trascendono di conseguenza i limiti dell'art. 28g

cpv. 1 CC.

13.

Infine

l'appellante contesta l'addebito degli oneri processuali e delle

ripetibili deciso dal Pretore, rilevando che il silenzio dell'editore al testo di risposta da lui inviato

e l'impossibilità di conoscere i motivi della mancata pubblicazione lo hanno

costretto “a estendere gli argomenti di causa e a accrescere i costi”. La AO 1 deve quindi essere chiamata –

egli conclude – a sopportare la tassa di giustizia, le spese e le ripetibili (appello,

pag. 21 seg. punti 45 a 47). La tesi non è priva di pertinenza, nel senso che

un tribunale chiamato a statuire su spese e ripetibili nel quadro di una sentenza

in materia di diritto di risposta deve considerare non solo il grado di soccombenza,

ma anche il comportamento tenuto dall'“impresa responsabile del mezzo di comunicazione” (Schwaibold, op. cit., n.

15.

in fine ad art. 28l CC). Se questa ha

complicato inutilmente la procedura, ad esempio ometten­do di comunicare al richiedente

le ragioni per cui rifiutava la pubblicazione della risposta, il giudice può

addebitarle parte degli oneri processuali e delle ripetibili (Tercier,

op. cit., pag. 225 n. 1707).

Nella

fattispecie è pacifico che la AO 1 non ha comunicato all'istante perché la risposta

non sarebbe stata pubblicata. E a torto la AO 1 rivendica la correttezza del

proprio comportamento, prevalendosi – invero non senza sicumera – dei rapporti

ormai “compromessi” con l'istante (verbale del 21 giugno 2004 davanti al

Pretore, riassunto scritto, pag. 2 in alto). Sta di fatto però che l'istante

non ha mai formalmente interpellato la AO 1. Ha chiesto la pubblicazione della

risposta, il 27 aprile 2004, all'“AO 2, __________”. Non consta tuttavia che

costui fosse abilitato a decidere. Editore responsabile del periodico era ed è “AO

1, __________”, come risultava dall'impressum (pag. 2 del numero di

aprile 2004). All'AO 2 il Pretore ha denegato finanche la legittimazione

passiva, senza che su tal punto l'istante abbia appellato la sentenza. Certo,

il presidente del consiglio di amministrazione avrebbe potuto trasmettere la richiesta ai responsabili di AO 1, ma tale atto di cortesia non è prescritto dalla legge. Avvocato di

professione, l'istante avrebbe dovuto sapere a

chi rivolgersi. Ne segue che, contrariamente all'opinione dell'appellante, in

concreto non soccorrono gli estremi per derogare al principio della soccombenza.

14.

Gli

oneri e le ripetibili del giudizio odierno seguono, a loro volta, il precetto

dell'art. 148 cpv. 1 CPC.

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa

giudiziaria,

pronuncia: 1. L'appello

è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

2. Gli oneri processuali, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 300.–

b) spese fr. 50.–

fr.

350.–

sono

posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1500.– per

ripetibili.

3. Intimazione:

– ;

– .

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

terzi implicati

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza

carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle

decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95

a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in

materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il

ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi

previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è

disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster