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Decisione

11.2006.51

Misure a tutela dell'unione coniugale: contributi di mantenimento per la moglie

9 settembre 2011Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

G. A. Bernasconi, presidente,

Giani e Cerutti, supplente straordinario

segretaria:

Chietti Soldati, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa DI.2005.42 (protezione

dell'unione coniugale) della Pretura della giurisdizione di

Locarno Città promossa con istanza del 4 marzo 2005 da

AO 1 , ora

in

(patrocinata da PA 2)

contro

AP 1

(ora patrocinato da PA 3);

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti

di questione: 1. Se

dev'essere accolto l'appello

del 19 maggio 2006 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa l'8 maggio 2006 dal Pretore della

giurisdizione di Locarno Città;

2. Se

dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

3. Il

giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. AP 1 (1957) e AO 1 (1954), cittadini macedoni, si sono sposati a __________

(Macedonia) il 10 maggio 1976. Dal matrimonio sono nate __________ (1977), __________

(1981) e __________ a (1986). Di professione muratore, dal gennaio del 2005 AP

1 riceve prestazioni dell'Assicurazione Invalidità per un'incapacità lucrativa

del 45% e non svolge più alcuna occupazione. AO 1 ha lavorato come custode del condominio in cui risiedeva con il marito a __________. Il 2 gennaio 2005, in seguito a un violento litigio, essa ha lasciato l'abitazione coniugale per trasferirsi da una delle

figlie e fino al 6 dicembre 2005 è rimasta inabile al

lavoro, riscuotendo indennità giornaliere dalla __________ Assicurazioni. Nel febbraio del 2005 anche il marito ha lasciato l'alloggio coniugale

per sistemarsi in un altro appartamento, sempre a __________.

B. Il 4

marzo 2005 AO 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Città

con un'istanza a protezione

dell'unione coniugale, chiedendo

– previa concessione dell'assistenza

giudiziaria – un contributo alimentare di fr. 2500.– mensili. Identica richiesta

essa ha avanzato già in via cautelare, postulando inoltre una provvigione ad

litem di fr. 2500.–. Il marito ha instato a sua volta, il 16 marzo

2005, per ottenere informazioni dalla moglie circa la di lei situazione economica

e, in via provvisionale, per una provvigione ad litem di fr. 3000.–.

Anch'egli ha sollecitato il beneficio dell'assistenza giudiziaria. La discussione delle due istanze si è tenuta

il 13 aprile 2005. In tale occasione le parti hanno sostanzialmente confermato

le loro domande, il convenuto postulando anche un contributo alimentare

indeterminato in proprio favore. Dal 1° giugno 2005 AO

1 vive sola in un appartamento a

__________. L'istruttoria di entrambe le istanze è terminata il 24 ottobre 2005.

C. Il

19 dicembre 2005 AO 1 si è nuovamente rivolta al Pretore della giurisdizione di

Locarno Città con un'istanza

cautelare, postulando – previo conferimento dell'assistenza giudiziaria – un contributo alimentare di fr. 1000.–

mensili. All'udienza del 15 febbraio

2006, indetta per il contraddittorio, le parti hanno proceduto al dibattimento

finale relativo alle istanze del 4 e del 16 marzo 2005, rinunciando a discutere

ulteriormente l'istanza cautelare del 19 dicembre 2005. AO 1 ha ridotto allora la sua pretesa alimentare a fr. 1500.– mensili, senza più sollecitare una

provvigione ad litem. AP 1 si è opposto al versamento di qualsiasi contributo

alimentare, ha confermato la sua richiesta di provvigione ad litem e ha

rivendicato un contributo ali­mentare indeterminato per sé.

D. Con

sentenza del 6 maggio 2006 il Pretore ha statuito su tutte le istanze, condannando

il marito a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 635.– mensili

dal 4 marzo al 31 dicembre 2005 e di fr. 548.– dopo di allora, respingendo ogni

altra domanda. La tassa di giustizia di fr. 800.–

e le spese di fr. 185.– sono state addebitate per un terzo a AP 1 e per il

resto a AO 1ka, tenuta a versare al marito fr. 500.– per ripetibili

ridotte. Entrambe le richieste di assistenza giudiziaria sono state respinte.

E. Contro

la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 19

maggio 2006 nel quale postula – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – la riforma del giudizio impugnato nel senso

di annullare il contributo alimentare a suo carico. Con decreto del 23 maggio

2006 il presidente della Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo

contenuta nel memoriale. L'appello non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

F. In

pendenza di appello, il 30 giugno 2009, il Pretore ha poi pronunciato il

divorzio e ne ha disciplinato le conseguenze, deciden­do in particolare che

ogni coniuge avrebbe provveduto da sé al proprio mantenimento. Un appello

presentato da AO 1 contro tale sentenza è stato stralciato dai ruoli da questa

Camera per mancato versamento dell'anticipo con decreto del 17 novembre 2009 (inc.

11.2009.121). Un ricorso in materia civile presentato da AO 1 contro tale

decreto di stralcio è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale il

12 gennaio 2010 (sentenza 5A_848/2009).

Considerandi

in diritto: 1. Le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC)

erano emanate fino al 31 dicembre 2010 con la procedura

sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5

e art. 5 vLAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC ticinese). L'esame dei

fatti era limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 432 consid. 4a) e

la sentenza del Pretore era impugnabile entro dieci giorni (art. 370

cpv. 2 CPC ticinese). Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame

è ricevibile.

2.

Litigioso rimane, in concreto, il contributo alimentare per la moglie.

A tal fine il primo giudice ha calcolato il reddito del marito in

fr. 2469.– mensili e il fabbisogno minimo di lui in

fr. 1834.60 (minimo esistenziale del diritto

esecutivo fr. 1100.–, pigione con spese accessorie fr. 550.–, premio

della cassa malati fr. 184.60). Alla moglie il Pretore

ha imputato un reddito di fr. 1345.– mensili nel 2005 (indennità assicurative per infortunio) e

di fr. 1600.– mensili dopo di allora, a fronte di un fabbisogno

minimo di fr. 2060.– (minimo

esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, costo dell'alloggio fr. 800.–, premio della cassa

malati fr. 160.–). Constato un am­man­co nel bilancio familiare dal

4.

marzo 2005 al 31 dicembre 2005, egli ha obbligato il marito – cui

ha garantito il fabbisogno minimo – a

versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 635.– mensili.

Dal 1° gennaio 2006 in poi il Pretore ha accertato invece un'eccedenza, che ha suddiviso

a metà, condannando il marito a versare alla moglie un contributo alimentare di

fr. 548.– mensili.

3.

L'appellante esordisce asserendo che la

moglie potrebbe far fronte al proprio sostentamento attingendo ai propri

risparmi e che, non sussistendo più speranze di riconciliazione, in base al

principio del clean break (art. 125 CC) nessun contributo le è più dovuto.

La tesi non è pertinente. Intanto sui pretesi risparmi della moglie manca

qualsiasi dato. In una procedura a tutela dell'unione coniugale inoltre vanno

conservati per principio i ruoli assunti dai coniugi durante la comunione

domestica. Tale assetto non va sovvertito, poiché altrimenti si precorrerebbe

la sentenza di divorzio. Anzi, proprio per stabilizzare la situazione, se non

per salvare il matrimonio, le misure a tutela dell'unione coniugale devono

orientarsi al modo in cui era organizzata la vita in comune (RtiD II-2005 pag.

706.

consid. 4c con rinvio). Solo qualora non ci si debba più attendere una

ripresa della comunione domestica è lecito far capo per analogia, in materia di

contributi alimentari, ai parametri dell'art. 125 CC che regolano il

contributo di mantenimento dopo il divorzio (DTF 128 III 67 consid. 4a con riferimenti).

E una riconciliazione delle parti può ragionevolmente escludersi dopo due anni

di vita separata, allorché ogni coniuge può

chiedere il divorzio (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2007.45

del 2 ago­sto 2010, consid. 4 destinato a pubblicazione). Prima di allora

occorrono elementi che rendano verosimile una disunione definitiva.

In

concreto l'appellante non adduce alcun indizio che al momento in cui ha

statuito il Pretore (un anno e mezzo dopo la separazione di fatto) escludesse

ogni ipotesi di riconciliazione. Semplicemente egli dà per scontato che la

comunione domestica sia definitivamente cessata il 2 gennaio 2004 (appello, pag. 7 a metà), quando in realtà è cessata

il 2 gennaio 2005. Certo, egli afferma che la moglie stessa ammetteva

l'impossibilità di un riavvicinamento (loc. cit.), ma non indica da quale atto

processuale

egli

tragga l'assunto, il quale non figura nella sentenza impugnata. Sia come sia, indipendentemente

da quanto precede, all'atto pratico il Pretore ha già applicato – anticipatamente

– i parametri dell'art. 125 cpv. 2 CC, tant'è che nella fattispecie ha imputato

alla moglie un red­dito potenziale. La questione è di sapere pertanto, se mai, se

tale reddito sia adeguato. Circa il metodo per il calcolo dei contributi

alimentari dovuti da un coniuge all'altro in protezione dell'unione coniugale,

esso continua a essere quello fondato sulla divisione a metà dell'eccedenza una

volta dedotto dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni loro e dei

figli minorenni (RtiD I-2007 pag. 737 consid. 4a).

L'applicazione anticipata dell'art. 125 CC in una procedura a tutela

dell'unione coniugale nulla muta al proposito, tanto me­no ove si pensi che

fino al divorzio continua a sussistere fra coniugi il dovere di mutua

assistenza derivante dall'art. 163 CC (RtiD I-2005 pag. 773 consid. 12).

4.

In

primo luogo l'appellante

contesta il reddito imputatogli dal Pretore, asserendo di non poter più lavorare

come muratore sia per ragioni di età (49 anni al momento in cui ha statuito il

Pretore), sia per stato di salute (invalido al 45%) sia perché il mercato del

lavoro gli precluderebbe ormai ogni reinserimento professionale. Determinante

sarebbe così, a suo parere, la rendita di fr. 219.– mensili percepita dall'Assicurazione Invalidità, mentre il computo

di un reddito ipotetico avrebbe carattere meramente punitivo.

Egli reputa

inoltre “paradossale” che alla moglie, chiamata a lavorare a tempo pieno, sia

stato imputato un reddito inferiore al suo. L'argomentazione non può essere

condivisa. Il Pretore ha accertato che nel 2003 l'interessato guadagnava fr. 4198.–

netti mensili e che non era stato possibile appurare come mai egli

avesse

interrotto il rapporto di lavoro. Accertato poi un grado d'invalidità del 45%

dal 1° gennaio 2005, egli ha aggiunto alle prestazioni assicurative da lui percepite

(fr. 196.– mensili dal 1° gennaio al 30 novembre 2005, fr. 219.– dopo

di allora), un reddito ipotetico di fr. 2250.– netti mensili, equivalente

a quanto egli avrebbe potuto guadagnare impiegandosi a metà tempo (sentenza impugnata,

consid. 12b).

In

concreto è pacifico che l'appellante sia invalido al 45% (decisioni dell'Ufficio dell'Assicurazione Invalidità del 22 luglio 2005, del 28 luglio 2005 e

del 30 novembre 2005: doc. 10 a 12). Controversa è la sua capacità lucrativa

residua. L'interessato allega

di non poter più svolgere l'attività

di muratore, ma non ha confortato l'affermazione con nulla di concreto

(“Il signor AP 1 ha utilizzato i suoi risparmi per mantenersi siccome il suo

stato di salute non gli permette di lavorare”: conclusioni pag. 5), tanto meno

con una seria ricerca d'impiego. Eppure egli ha cumulato anni di esperienza nel

settore dell'edilizia, riuscendo a conseguire redditi superiori a

fr. 4000.– netti mensili (sentenza impugnata, consid. 12b). Come mai l'invalidità

parziale avrebbe vanificato completa­mente la sua rimanente capacità di

guadagno non è dato di comprendere. A ragione dunque il Pretore gli ha

computato il provento che, dando prova di buona volontà, egli avrebbe verosimilmente

potuto ritrarre se si fosse attivato con metodo e impegno nella ricerca di un'occupazione.

E nelle condizioni descritte il guadagno potenziale di fr. 2250.– netti

mensili appare tutt'altro che inverosimile. Quanto al

confronto con il reddito (ipotetico) della moglie, il Pretore ha accertato che la

capacità lucrativa di AO 1 è sensibilmente inferiore a quella del marito, come

si vedrà in appresso. Invano l'appellante definisce quindi “paradossale” il divario.

5.

L'appellante

assevera che la moglie potrebbe guadagnare ben più di fr.

1600.

– mensili, poiché come custode del condominio essa

aveva entrate di fr. 3000.– mensili e potrebbe tuttora procacciarsi

almeno fr. 2800.–. Anche dal 4 marzo al 31 dicembre 2005, tenendo conto

delle indennità assicurative da essa ricevute, l'introito mensile andava

stabilito in almeno fr. 2545.– netti mensili. Il Pretore non ha mancato di

distinguere. Ha accertato che come portinaia del condominio AO 1 riceveva nel

2004.

fr. 1800.– lordi mensili e alloggiava gratuitamente in un appartamento il

cui controvalore era di fr. 1200.– mensili, ma che il 2 gennaio 2005 essa si è

trasferita dalla figlia e che da allora essa è rimasta inabile al lavoro fino

al 6 dicembre successivo, ricevendo indennità assicurative di fr. 1345.–

mensili. Dal 7 dicembre 2005 in poi essa ha ricuperato la completa capacità di

guadagno, ragione per cui il Pretore le ha imputato lo stesso reddito di fr.

1600.

– mensili (fr. 1800.– lordi) che essa conseguiva come portinaia dell'immobile

(sentenza impugnata, consid. 12a).

Per

quanto riguarda il 2005 (il Pretore ha fatto decorrere i contributi di

mantenimento dal 4 marzo 2005, data dell'introduzione dell'istanza a protezione

dell'unione coniugale, come chiedeva l'interessata), la contestazione

dell'appellante è fuori luogo. Dagli atti risulta che tutto quanto AO 1 ha ricevuto durante il periodo di inabilità lavorativa è l'indennità erogata dalla __________ Assicurazioni,

di fr. 1345.– mensili (sentenza impugnata, loc. cit.). Il controvalore

dell'appartamento condominiale in via __________ a __________ (fr. 1200.– mensili)

non le può essere imputato, contrariamente a quanto pretende AP 1, poiché dal 2

gennaio 2005 essa abitava altrove (nell'appartamento è rimasto il solo marito

fino al febbraio successivo) e la fruibilità dell'alloggio era vincolata alla

funzione di custode (doc. B accluso all'istanza del 19 dicembre 2005).

Più

delicata è la capacità lucrativa di AO 1 dopo il

6.

dicembre

2005, che lo stesso Pretore ha accertato nel 100% (sentenza impugnata, consid.

12a). La valutazione del primo giudice (fr. 1600.– mensili) appare invero opinabile,

ove si pensi che come custode l'istante riceveva dalla __________. a titolo di

retribuzione non solo fr. 1800.– lordi mensili, ma anche l'uso gratuito

dell'appartamento condominiale, per un controvalore di altri fr. 1200.–

mensili. Non occupando più tale appartamento (e nel fabbisogno minimo

dell'interessata il Pretore ha inserito fr. 800.– mensili per il costo del

nuovo alloggio a __________) l'interessata poteva quindi aspirare a un compenso

nettamente maggiore. È anche vero, d'altro lato, che il Pretore non ha stimato

il reddito potenziale di fr. 1600.– netti mensili riferendolo all'attività di custode,

ma in modo generico, senza indicare quale occupazione l'interessata avrebbe

concretamente potuto svolgere. L'appellante sembra partire dal presupposto che AO

1.

potesse ritrovare un'attività di portinaia, guadagnando fr. 2800.– netti

mensili. L'ipotesi però è aleatoria, niente essendo dato di conoscere sulla disponibilità

di simili impieghi. Gli atti sono del tutto silenti al riguardo. Quanto ad

altre attività che l'istante avrebbe potuto intraprendere a 52 anni (momento in

cui ha statuito il Pretore), l'appellante non ne prospetta alcuna. Nelle

circostanze descritte non rimane quindi che fondarsi, a un giudizio sommario come

quello che governa l'emanazione di misure a tutela de­l'unione coniugale, sul

reddito potenziale stimato dal Pretore.

6.

Relativamente

al fabbisogno minimo della moglie l'appellante censura il costo dell'alloggio (fr. 800.– mensili) siccome

non documentato e dichiara di riconoscere al limite la stessa cifra inserita

dal Pretore nel fabbisogno minimo di lui (fr. 550.– mensili), AO 1 non

potendo mirare a un trattamento preferenziale. Ora, che l'importo di fr. 800.–

mensili esposto dall'istante nel me­moriale conclusivo per il nuovo appartamento

a __________ sia stato ritenuto adeguato dal Pretore “per la sistemazione

abitativa di una persona sola” (sentenza impugnata, consid. 11a) senza riferimento

a prove documentali è un dato di fatto. Per

tacere della circostanza tuttavia che al dibattimento finale del 15 febbraio

2006.

AP 1 nulla ha eccepito in proposito, ciò non significa che il primo

giudice sia caduto in una disparità di trattamento. L'uguaglianza fra coniugi

non si rispetta necessariamente riconoscendo a entrambi lo stesso costo

dell'alloggio, bensì riconoscendo a entrambi abitazioni per quanto possibile equivalenti dal profilo qualitativo (I CCA, sentenza

inc. 11.2007.24 del 2 dicembre 2008, consid. 9a con richiamo).

L'appellante nulla adduce al riguardo. Sull'appartamento preso in locazione da AO

1.

in via __________ a __________ nulla è dato di sapere. E la sola differenza

di pigione non permette di desumere che quest'ultimo sia di uno standard

nettamente più elevato o di dimensioni apprezzabilmente maggiori rispetto a

quello di un vano e mezzo nel quale abita l'appellante in via __________ a __________.

Anche su quest'ultimo punto l'appello si rivela pertanto destinato all'insuccesso.

7.

Gli

oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese).

La richiesta di assistenza giudiziaria formulata dall'appellante non può essere

accolta, dato che al rimedio giuridico mancava sin dall'inizio ogni possibilità

di buon esito (art. 14 cpv. 1 lett. a lag del 2002), tanto da non essere stato

intimato per osservazioni. Delle condizioni economiche verosimilmente difficili

in cui versa AP 1 si tiene conto, in ogni modo, rinunciando al prelievo di

tasse o spese, la cui riscossione si tradurrebbe con ogni probabilità

in un costo aggiuntivo per l'ente pubblico, l'istante risultando beneficiare di

prestazioni della pubblica assistenza (doc. 6). Non si pone invece problema di

ripetibili all'attrice, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni.

8.

Per

quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro l'odierna

sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF

il valore litigioso supera la soglia di fr. 30

000.

– per un eventuale ricorso in materia civile, ove si consideri il

contributo alimentare per la moglie di fr. 635.– mensili dal 4 marzo al 31 dicembre

2005.

e quello di fr. 548.– dal 1° gennaio 2006 fino al passaggio in giudicato

del divorzio (sopra, lett. F).

Dispositivo

Per questi motivi,

pronuncia: 1. L'appello è respinto e la sentenza impugnata

è confermata.

2. Non si riscuotono tasse o

spese né si assegnano ripetibili.

3. La richiesta di assistenza

giudiziaria è respinta.

4. Intimazione

a:

–.,;

–.,.

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere

pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,

è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100

cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il

ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta

ad almeno 30

000

franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in

materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di

diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre

è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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