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Decisione

11.2009.65

Divorzio: metodo di calcolo per accertare la disponibilità economica di un coniuge che, risposatosi, deve continuare a versare contributi alimentari per l'ex moglie e i figli del primo matrimonio

3 marzo 2010Italiano36 min

Source ti.ch

Fatti

i lavori domestici più pesanti (doc. H e V), ma non risulta – né l'appellante

asserisce – che abbisogni di un'assistenza permanente per svolgere le usuali

attività giornaliere come vestirsi, svestirsi, alzarsi, sedersi, mangiare ecc.

(si veda l'opuscolo n. 4.04 Rendita di invalidità e assegni per grandi

invalidi dell'AI del 1° gennaio 2009, pag. 9 n. 39, in: www3.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/Approfondimenti_Assicurazione.htm).

Il suo medico curante ha dichiarato anzi che essa può svolgere “funzioni

manuali” (deposizione del dott. __________, verbale del 23 giugno 2008,

pag. 4). Il convenuto pretende che spettasse all'attrice dimostrare di non

poter riscuotere assegni per grandi invalidi. La tesi non è seria. Chi afferma

un fatto deve anche recarne la prova. In concreto nulla impediva al convenuto

di chiedere una perizia volta a far accertare il presunto stato di grande

invalido dell'attrice. Al proposito non giova dilungarsi.

6. Secondo l'appellante l'attrice potrebbe esercitare almeno un'attività

lucrativa al 30%, essa medesima riconoscendo di poter lavorare fino a due ore e

mezzo giornaliere. AO 1

avrebbe modo così di guadagnare fr. 1000.–

mensili, se appena avesse cercato sollecitamente un impiego e non avesse

rifiutato ogni riqualificazione professionale. Ora, per imputare all'attrice un

reddito ipotetico occorre valutare se, dando prova di

buona volontà, essa avrebbe potuto continuare a lavorare anche dopo il 1996,

quando ha cessato la professione di grafico. Già a quel momento però, con un grado invalidante del 66⅔%, AO 1 ha ottenuto una

rendita AI intera. In seguito la sua situazione è peggiorata, tant'è che nel 2004 il grado

d'invalidità ha raggiunto il 100% (deposizione

di __________: ver­bale del 21 luglio 2008, pag. 1; interrogatorio formale,

verbale del 28 agosto 2008, risposta n. 2) e che per spostarsi ormai

essa deve ricorrere saltuariamente alla sedia a rotelle e alle grucce (deposizione

del dott. __________, verbale del 23 giugno 2008, pag. 4). Per di più, la

malattia muscolare di cui l'attrice soffre è progressiva, sicché nem­meno l'AI ha

preteso da lei una riqualificazione professionale (deposizione del dott. __________:

verbale del 23 giugno 2008, pag. 4).

Nelle circostanze descritte mal si intravede quale capacità lucrativa

residua conservasse l'attrice allorché si è estinto il “contributo

straordinario” pattuito in suo favore nella convenzione sugli effetti accessori

del divorzio (5 luglio 2007). Certo, teoricamente essa potrebbe lavorare due

ore e mezzo giornaliere. Nemmeno l'appellante spende una parola tuttavia per

indicare quale attività essa potrebbe concretamente esercitare con un grado

invalidante del 100%. Sostiene che AO 1 potrebbe impiegarsi al 30% e guadagnare

fr. 1000.– netti mensili, ma non dice come né tanto meno accenna quale

riqualificazione professionale essa avrebbe mai potuto intraprendere. Imputare

all'attrice un reddito ipotetico in simili condizioni non entra in linea di conto.

Si aggiun­ga (e il Pretore ha trascurato l'accertamento) che la rendita AI di

fr. 1547.– mensili percepita da AO 1 comprende una rendita completiva

per figli (art. 35 LAI) di fr. 442.– in favore di

V__________ (deposizione di __________: verbale del 21 luglio 2008, pag.

2). Il reddito determinante dell'attrice non eccede quindi fr. 1105.–

mensili. L'obbligato al mantenimento che per motivi d'età o d'invalidità riceve

rendite delle assicurazioni sociali o analoghe prestazioni destinate al mantenimento

del figlio, le quali sostituiscono reddito da attività lucrativa, deve pagare infatti

tali importi al figlio (art. 285 cpv. 2bis prima frase CC). L'attrice non può quindi adoperare

per sé la rendita complementare in favore di V__________.

7. Al Pretore l'appellante

rimprovera di non avere calcolato il fabbisogno minimo dell'attrice, il che giustificherebbe di dare

per acquisito l'importo di fr. 2522.40 mensili da lui riconosciuto nel memoriale

di risposta (pag. 4). In realtà il Pretore non ha omesso qualsiasi

accertamento. Ha rilevato che “in

tutti i casi, anche solo considerando il minimo di base (fr. 1250.–), le spese per l'alloggio (fr. 830.–), la cassa malati e le spese mediche (fr.

500.–), ai quali vanno ancora

aggiunti almeno i costi per gli spostamenti, le imposte e i contributi

personali AVS, il totale delle entrate non permette di coprire i costi minimi” (sentenza impugnata, consid. 6 in

fine). Con tale motivazione l'interessato non si confronta neppure di scorcio,

ciò che rende l'appello irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con

il cpv. 5). Quanto occorre dare per accertato non è dunque il fabbisogno minimo

ammesso dal convenuto, ma in difetto di contestazione quello fissato dal Pretore

(fr. 2580.– mensili). E che un

simile fabbisogno risulti largamente scoperto rispetto al reddito proprio (fr.

1105.– mensili, come si è appena visto) non fa dubbio. Anche

dopo l'ottobre del 2007 pertanto, “nonostante ogni ragionevole sforzo”, l'attrice si è continuata a trovare “in condizioni di comprovata indigenza”, che il contributo alimentare di fr. 1000.– indicizzati (circa fr. 1075.–

al momento in cui è stata promossa causa) può alleviare, ma non rimediare. Un

importo inferiore a fr. 1000.– mensili indicizzati non potrebbe quindi trovare

giustificazione oggettiva, se non nell'indisponibilità finanziaria del

convenuto. Occorre vagliare, di conseguenza, la situazione economica di lui.

8. Per quanto riguarda

il suo proprio reddito, AP 1 non discute gli introiti accertati dal primo

giudice fino al marzo del 2008 (fr. 11 267.90

mensili nel novembre e dicembre del 2007, più gli assegni familiari, fr. 10 288.70 mensili dal 1° gennaio 2008 in poi). Fa valere però che dall'aprile del 2008 il suo stipendio è diminuito a fr. 10 065.– mensili, assegni familiari inclusi. Dagli

atti si evince in effetti che nell'aprile del 2008 il convenuto, responsabile

commerciale e membro del consiglio di amministrazione della __________ SA di __________,

si è visto ridurre lo stipendio per misure di risanamento aziendale indipendenti

dalla sua volontà (deposizione di __________: verbale del 23

giugno 2008, pag. 2). Non subito tuttavia nella misura pretesa. Dal 1° aprile

al 31 agosto 2008 egli risulta avere percepito ancora fr. 10 490.45 netti

mensili, tredicesima e assegni familiari compresi (richiamo

atti dal convenuto, conteggi di salario di aprile e maggio 2008 e doc. 14). Dal 1° settembre 2008 invece il suo stipendio è effettivamente

calato a fr. 10 065.35 netti mensili, tredicesima e assegni familiari inclusi (doc.

21 allegato alle conclusio­ni). Entro tali limiti l'appello si rivela provvisto

di buon diritto.

9. Relativamente al fabbisogno della propria famiglia, l'appellante fa valere un totale fr. 11 095.95 mensili

rispetto ai fr. 9070.50 calcolati dal Pretore, in entrambi i casi comprendenti il

contributo alimentare per V__________ (fr. 1395.–) e le spese scolastiche

di lei (fr. 250.–). Le sue contestazioni vertono sul

costo dell'alloggio, su quello

del riscaldamento, sull'ammortamento ipotecario, sulle spese per la seconda automobile,

sugli oneri di trasferta, sulle spese di trasporto e di refezione di F__________

e G__________, come pure sul compenso del giardiniere e

sul carico fiscale.

a) Il Pretore ha riconosciuto nel fabbisogno della nuova famiglia interessi

ipotecari per fr. 1239.50 mensili: fr. 962.50 mensili per la prima

ipoteca, di fr. 300 000.–, e fr. 277.–

mensili per la seconda, limitatamente a fr. 95 000.–

usati per l'abitazione, il resto di fr. 72 000.–

dovendosi presumere tuttora a disposizione del convenuto su conti bancari a suo

nome (sentenza impugnata, consid. 5). L'appellante obietta che dai dati fiscali cui si è ispirato il Pretore

risultano solo le deduzioni ammesse dall'autorità tributaria, ma non tutte le spese di manutenzione e di miglioria

da lui sostenute. Definisce arbitrario inoltre imputargli un accantonamento di

fr. 72 000.–

ottenuto con la seconda ipoteca, tanto più che fr. 33 940.– sono stati

da lui usati nel 2007 per tacitare artigiani. Si duole infine che il Pretore ha

dimenticato di annoverare, tra le uscite, l'ammortamento ipotecario.

Quest'ultima allegazione manca di consistenza già

per il fatto che l'appellante, oltre a non indicare a quanto si cifrerebbe l'asserito

rimborso, non risulta avere eseguito ammortamento di sorta. Le attestazioni del

18 gennaio e del 4 aprile 2008 da lui invocate concernono solo il versamento di

interessi (doc. 1 e 20). Dal fascicolo fiscale si desume altresì che l'ammontare

della prima ipoteca è invariato dal 31 dicembre 2004 (fr. 300 000.–). Quanto

alla destinazione della seconda ipoteca, di fr. 167 000.– (e che genera interessi pas­sivi per fr.

487.– mensili: doc. 20, 2° foglio), la situazione è

tutt'altro che chiara. Il Pretore ha reputato, come detto, che fr. 72 000.– non risultano

essere stati usati per lavori di costruzione, desumendo ciò dagli atti fiscali.

L'appellante eccepisce che gli atti fiscali non sono esaurienti e che

fr. 33 940.– sono stati da lui usati nel 2007 per tacitare artigiani, ma

l'elenco è privo

di

qualsiasi riscontro probatorio, mentre sulla differenza tra fr. 72 000.– e fr. 33 940.– l'appello è

silente. Ove si consideri poi che, per ammissione del convenuto, fr. 15 963.– del secondo

mutuo ipotecario sono stati accreditati su un suo conto di risparmio (incarto

fiscale richiamato 2006, scheda “lavori di manutenzione anno 2006”) e che al conto di costruzio­ne egli ha fatto capo anche per pagare l'assicurazione dello stabile, come pure una “tassa immobiliare”, una

quota degli interessi ipotecari 2006, una quota degli interessi ipotecari 2007

e una quota degli interessi ipotecari 2008 (incarto fiscale 2006 richiamato,

loc. cit.), il quadro è a dir poco confuso.

L'appellante

sottolinea che, comunque sia, le due ipoteche “fruttano degli interessi perfettamente consoni ad una famiglia di

due adulti e due minorenni” (memoriale,

pag. 7). L'assunto poco giova, non potendosi riconoscere come costo

dell'abitazione il pagamento di interessi ipotecari riferiti a un capitale che

non consta essere stato adoperato per la costruzione dell'alloggio. Ne segue

che, in ultima analisi, la somma di fr. 1239.50 mensili riconosciuta dal

Pretore resiste alla

critica. Di tale cifra la quota un terzo (fr. 413.15

mensili), rispettivamente un quarto (fr. 309.90 mensili), va inserita nei

fabbisogni in denaro di F__________ e G__________ (Amt für Jugend und

Berufsberatung des Kantons Zürich, Empfeh­lungen zur Bemessung von

Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000, pag. 13 in alto).

b) Per

“le spese accessorie e

assicurative” il Pretore ha

inserito nel fabbisogno minimo della nuova famiglia un ammontare fisso di fr.

500.– mensili “stimato secondo

i dati rilevabili dalla documentazione prodotta, in particolare non potendosi

consi­derare che gli interi importi delle fatture per la fornitura di olio

combustibile siano stati utilizzati sull'arco di un solo anno” (sentenza impugnata, consid. 5). L'appellante

oppone che le due fatture per la fornitura di olio da riscaldamento sono dell'agosto

2006 (4000 litri, fr. 3333.45) e del novembre 2006 (1330 litri, fr. 973.90), “per cui la supposizione del

Pretore è erronea” e

l'ammontare di fr. 500.– va portato a fr. 606.95 mensili, “così come risulta realmente dai documenti

di causa”. A quali documenti di

causa egli si riferisca, tuttavia, non è dato di capire. Nell'indennità di

fr. 500.– mensili il Pretore parrebbe avere incluso, oltre alle spese di

riscaldamento, il premio per l'assicurazione

dello stabile (fr. 77.–: doc. 11), quello per l'assicurazione dell'economia domestica e contro la responsabilità civile (fr. 68.10: doc. 9), come pure, se si esamina il memoriale di risposta (pag. 5),

la tassa per i rifiuti (fr. 22.–: doc. 9) e quella per la depurazione

(fr. 14.85: doc. 10). Ne

deriva che per il riscaldamento egli ha riconosciuto una spesa di fr. 318.05

mensili. L'appellante chiede dunque, all'atto pratico, che si aumenti tale

importo a fr. 358.95 mensili (fr. 3333.45 più fr. 973.90, ripartiti su 12

mesi: doc. 3). La richiesta è legittima, un consumo di olio da riscaldamento di

5330 litri annui per una casa occupata da quattro persone non risultando inverosimile.

D'altro lato la riduzione del Pretore è avvenuta a mero beneplacito. L'importo

fisso cifrato dal Pretore in fr. 500.– va rivalutato così a fr. 540.90 mensili.

c) Nel fabbisogno della nuova famiglia il Pretore ha riconosciuto

l'imposta di circolazione e l'assicurazione di un'automo­bile (fr. 200.–

mensili), mediando il costo dei due mezzi in dotazione ai coniugi (un'Audi “A6 Allroad” e una VW “Passat Variant

4Motion”). L'appellante

eccepisce che “la famiglia ha e

ha sempre avuto due autovetture”, ma non ciò non basta con ogni evidenza per creare diritti acquisiti.

Egli fa valere altresì che la sua seconda moglie, pur non esercitando un'attività

lucrativa, “deve potere essere

autonoma nella gestione della cura dei figli” (memoriale, pag. 8 in alto). Se non che, F__________ e G__________

fruiscono del servizio di trasporto comunale per recarsi a scuola e non risultano necessitare di altri

spostamenti particolari. In proposito la sentenza del

Pretore sfugge dunque a censura.

d) Il primo giudice non ha inserito nel fabbisogno della nuova

famiglia la spesa per il giardiniere, il cui intervento per lavori di potatura

può – stando al Pretore – essere eseguito dal convenuto stesso, “eventualmente con un minimo di formazione” (sentenza impugnata, consid. 5).

L'appellante assevera che il giardino “necessita di un'importante manutenzione”, ma non ne indica il costo, ciò che basterebbe per dichiarare

l'asserto irricevibile. Ci si volesse dipartire dalla spesa di fr. 125.–

mensili indicata nel memoriale di risposta (pag. 5), il testimone __________ ha

dichiarato – come ha ricordato il Pretore – che “l'importo complessivo annuo delle sue prestazioni è inferiore di

circa un terzo rispetto a quello esposto dal convenuto” (verbale del 21 luglio 2008, pag. 2: da fr. 1000.– a

fr. 1300.– annui effettivi). Quale somma insista l'appellante per vedersi

riconoscere dopo tale accertamento non è chiaro. Per di più, l'appellante

adduce che la manutenzione del giardino non si esaurisce in “piccoli lavoretti”, ma non indica né quali piante occorra potare né quante esse siano

né quante ore di lavoro ciò richieda. Riformare la sentenza del Pretore sulla

base di affermazioni tanto generiche non è possibile.

e) L'appellante

sostiene che al fabbisogno in denaro di F__________ e G__________ va aggiunto,

contrariamente all'opinione del Pretore, il costo di trasporto e refezione a

scuola (fr. 81.– mensili complessivi). L'assunto non può essere condiviso. Le spese di trasporto sono comprese negli “altri costi” previsti

dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e del­l'orientamento

professionale del Canton Zurigo (“Verkehrs­ausga­ben”: Amt

für Jugend und Berufsberatung des Kantons Zürich, Empfeh­lungen zur Bemessung

von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 11), a meno che nel caso

specifico risultino più elevate (ipotesi estranea alla fattispecie). Quanto al

vitto, il costo della mensa scolastica si presume compensare il risparmio sui

pasti preparati a casa (il cui costo è stimato dalle citate raccomandazioni),

salvo prova del contrario (non recata in concreto). Al proposito l'appello è

destinato così all'insuccesso.

Questa

Camera deve intervenire d'ufficio per contro, in ossequio al principio inquisitorio

illimitato che governa il diritto di filiazione, nel calcolo dei fabbisogni in

denaro dei due fratelli, che non è quello stabilito dal Pretore (fr. 955.–

mensili per F__________ e fr. 795.– mensili per G__________). Già al momento in

cui la causa è stata promossa, in effetti, F__________ si trovava nella seconda

fascia d'età prevista dalle citate raccomandazioni del Canton Zurigo (aveva sei

anni compiuti), sicché il suo fabbisogno in denaro (senza cura e educazione,

prestate in natura dalla madre) ascendeva, secondo la tabella 2008 correlata

alle raccomandazioni, a fr. 1285.– mensili. Sostituito il costo dell'alloggio

previsto dalla tabella (fr. 330.– mensili) con quello effettivo (fr. 413.15 mensili),

il suo fabbisogno in denaro risultava così di fr. 1370.– mensili (arrotondati).

Il fabbisogno in denaro di G__________ ammontava invece, sempre senza

cura e educazione, a fr. 1125.– mensili. Sostituito il costo dell'alloggio

previsto dalla tabella (fr. 330.– mensili) con quello effettivo (fr. 309.90

mensili), il suo fabbisogno in denaro risultava di fr. 1105.– mensili

(arrotondati). Il 12 luglio 2009 è entrato anche G__________ nella seconda

fascia d'età delle raccomandazioni (6° anno d'età) e il suo fabbisogno in

denaro, calcolato secondo i criteri appena enunciati, è lievitato a fr. 1265.–

mensili. Di ciò occorre tenere conto ai fini del giudizio.

f) All'appellante

il Pretore ha riconosciuto spese di trasferta per fr. 204.– mensili (17 km a fr. –.60/km per 20 giorni lavorativi in media: sentenza impugnata, consid. 5). L'interessato

chiede l'aumento dell'indennità a fr. 300.– mensili con l'argomento che “il calcolo del Pretore è errato, mentre è

corretto quello dell'appellante” (memoriale, pag. 8 in fondo). Invano si cercherebbe di sapere

tuttavia quale sarebbe il calcolo dell'appellante. La distanza di 17 km tra __________ e __________ corrisponde a quanto il convenuto medesimo ha indicato (doc. 21).

L'indennità di fr. –.60/km è quella riconosciuta anche dall'autorità fiscale

ticinese per l'uso dell'automobile a scopi professionali. La media di 20 giorni

lavorativi mensili appare sostenibile. Privo di adeguata motivazione, al riguar­do

l'appello va dichiarato finanche irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC

combinato con il cpv. 5).

g) Nel

fabbisogno della nuova famiglia il Pretore ha incluso un onere di

fr. 920.– mensili per le imposte. L'appellante non contesta tale cifra, ma

soggiunge che qualora il contributo

alimentare

per l'attrice fosse soppresso il suo carico fiscale aumenterà a fr. 1300.– mensili “come indicato negli atti di causa”. A quali

“atti di causa” egli alluda non è dato di sapere. D'altro lato la motivazione

di un appello deve figurare, sotto pena di nullità, nell'allegato medesimo (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5). Non incombe pertanto a questa Camera

cimentarsi nella ricerca di eventuali motivazioni figuranti in allegati di

prima sede.

Considerandi

h) Dandosi i correttivi che precedono, il fabbisogno della famiglia del

convenuto risulta il seguente: minimo esistenziale del diritto esecutivo

per coppia fr. 1550.–, fabbisogno in denaro di F__________ fr. 1370.–,

fabbisogno in denaro di G__________ fr. 1105.– (dal 12 lu­glio 2009: fr.

1265.

–), costo dell'alloggio (senza le quote già comprese nel fabbisogno in

denaro dei due figli) fr. 516.45, spese

accessorie fr. 540.90, premi della cassa malati dei coniugi

fr. 842.–, spese d'automobile fr. 200.–, spese di trasferta e pasti fuori

casa fr. 424.–, imposte fr. 920.–, per complessivi fr. 7468.35 mensili (fr.

7628.35

mensili dal 12 luglio 2009).

10.

Tutto ciò premesso, la

questione è di determinare la disponibilità finanziaria del convenuto, a

cominciare dal momento in cui AO 1 ha esaurito il diritto al “contributo

straordinario” (31 ottobre 2007). Ora, per principio la disponibilità economica

di una persona sposata si determina in base al metodo di calcolo abitualmente adottato

da que­sta Camera, il quale consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei

coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo l'eccedenza a

metà (RtiD I-2007 pag. 737 consid. 4a con richiami). Così facendo, si

otterrebbe in concreto quanto segue:

reddito

del convenuto nel 2007 (non contestato:

sentenza

impugnata, consid. 4) fr. 11 267.90 mensili

reddito da attività lucrativa

della moglie fr. -.—

fabbisogno familiare, compreso

il fabbisogno in

denaro

dei figli comuni (sopra, consid. 9) fr. 7 468.35 mensili

eccedenza fr.

3.

799.55 mensili

metà eccedenza fr.

1.

899.80 mensili.

L'appellante

risulterebbe disporre così di una mezza eccedenza di fr. 1900.– mensili

(arrotondati) da destinare al mantenimento della figlia V__________ e della

prima moglie. Il problema è che un simile ragionamento non sarebbe conforme al

diritto federale, poiché privilegerebbe la copertura del fabbisogno in denaro

dei figli comuni, mentre nei confronti di un medesimo genitore il fabbisogno di

figli comuni non è prioritario rispetto a quello di figli non comuni. Anzi, in ossequio alla giurisprudenza del Tribunale federale i figli

minorenni che hanno un padre (o una madre) comune hanno diritto nei confronti

di lui (o di lei) a un identico livello di vita e a contributi di mantenimento

proporzionalmente uguali per rapporto ai loro bisogni oggettivi (DTF 120 II 291

consid. 3b/bb, 116 II 114 consid. 4a).

Questa Camera ha già avuto

modo di rilevare pertanto che, dovendosi accertare la disponibilità economica

di un genitore nei confronti di figli avuti da matrimoni diversi (o di figli

avuti dal matrimonio e fuori dal matrimonio), il metodo di calcolo predetto va

adattato, mettendo sullo stesso piano tutti i figli minorenni di quel genitore

(sentenza inc. 11.2005.12 dell'8 settembre 2005, consid. 11; inc. 11.2008.66

del 23 dicembre 2009, consid. 12 e 13). Non solo: sul medesimo piano va posto

anche – dandosene il caso – l'ex coniuge, il cui contributo alimentare non va

postergato a quello per i figli minorenni (DTF 128 III 415 in alto). D'altro lato, dovendosi evitare commistioni, vanno tenute distinte le rendite di

assicurazioni sociali o analoghe prestazioni (nel senso dell'art. 285 cpv. 2bis CC), tra cui gli assegni

familiari, destinate al mantenimento di figli comuni e non comuni. I contributi

alimentari per figli maggiorenni vanno posposti di contro, in ogni caso, a

quelli per figli minorenni (comuni o non comuni) e per l'ex coniuge (DTF 132

III 211 consid. 2.3; v. altresì Meier/Stettler,

Droit civil suisse, Droit de la filiation, vol. II: Effets de la

filiation, 3ª edizione, pag. 285 n. 522).

a) Applicando

al caso specifico i principi testé riassunti, la disponibilità finanziaria del

convenuto al momento in cui AO 1 ha esaurito il diritto al “contributo straordinario”

(31 ottobre 2007) risulta la seguente:

reddito del convenuto

(senza

gli assegni familiari di fr. 250.–

per V__________,

di fr. 200.– per F__________

e di

fr. 200.– per G__________) fr. 10 617.90 mensili

reddito

da attività lucrativa della moglie fr. -.—

fabbisogno

dei coniugi (senza i fabbisogni

in

denaro di F__________ e G__________) fr. 4 993.35 mensili

eccedenza fr.

5.

624.55 mensili

metà

eccedenza fr. 2 812.30

mensili.

Con

la sua mezza eccedenza l'appellante doveva provvedere così al fabbisogno in

denaro di V__________ (fr. 1145.– mensili già indicizzati, senza l'assegno

familiare, più fr. 250.– versati per le spese scolastiche), a metà del

fabbisogno in denaro di F__________ (fr. 585.– mensili, senza l'assegno

familiare), a metà del fabbisogno in denaro di G__________ (fr. 455.– mensili,

senza l'assegno familiare) e al contributo alimentare in favore dell'ex moglie

(fr. 1075.– già indicizzati), per complessivi fr. 3510.– mensili. La

seconda moglie del convenuto, da parte sua, doveva provvedere con la sua mezza

eccedenza a metà del fabbisogno in denaro di F__________ e a metà del fabbisogno

in denaro di G__________.

Il

convenuto non avendo risorse sufficienti per onorare tutti gli obblighi di mantenimento,

la somma a disposizione di lui andava ripartita proporzionalmente fra i

beneficiari (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2005.12 dell'8 settembre 2005, consid. 11 e riferimenti;

inc. 11.2008.66 del 23 dicembre 2009, consid. 13), con l'esito in

appresso:

contributo alimentare per

V__________

(compresi fr. 250.–

per le

spese scolastiche) fr. 1120.– mensili più l'assegno familiare

contributo

per F__________ fr. 470.– mensili più

l'assegno familiare

contributo

per G__________ fr. 365.– mensili più

l'assegno familiare

contributo

per l'attrice fr. 860.– mensili.

b) Lo

stipendio di AP 1 è calato il 1° aprile 2008, come si è visto (consid. 8), a

fr. 10 490.45. La sua disponibilità si è ridotta così a:

reddito del convenuto

(senza

gli assegni familiari di fr. 250.–

per V__________,

di fr. 200.– per F__________

e di

fr. 200.– per G__________) fr. 9840.45 mensili

reddito

da attività lucrativa della moglie fr. -.—

fabbisogno

dei coniugi (senza i fabbisogni

in

denaro di F__________ e G__________) fr. 4993.35 mensili

eccedenza fr.

4847.10

mensili

metà

eccedenza fr. 2423.55

mensili.

Il

convenuto non disponendo di fr. 3510.– mensili, la somma a disposizione di lui

andava ripartita proporzionalmente fra i beneficiari, con l'esito in appresso:

contributo alimentare per

V__________

(compresi fr. 250.–

per le

spese scolastiche) fr. 965.– mensili più l'assegno familiare

contributo

per F__________ fr. 405.– mensili più

l'assegno familiare

contributo

per G__________ fr. 315.– mensili più

l'assegno familiare

contributo

per l'attrice fr. 740.– mensili.

c) Lo

stipendio di AP 1 è ulteriormente calato il 1° settembre 2008, come si è visto

(consid. 8), a fr. 10 065.35. La sua disponibilità si è

ulteriormente ridotta così a:

reddito del convenuto

(senza

gli assegni familiari di fr. 250.–

per V__________,

di fr. 200.– per F__________

e di

fr. 200.– per G__________) fr. 9415.35 mensili

reddito

da attività lucrativa della moglie fr. -.—

fabbisogno

dei coniugi (senza i fabbisogni

in

denaro di F__________ e G__________) fr. 4993.35 mensili

eccedenza fr.

4422.

— mensili

metà

eccedenza fr. 2211.— mensili.

Il

convenuto non disponendo di fr. 3510.– mensili, la somma a disposizione di lui

andava ripartita proporzionalmente fra i beneficiari, con l'esito in appresso:

contributo alimentare per

V__________

(compresi fr. 250.–

per le

spese scolastiche) fr. 880.– mensili più l'assegno familiare

contributo

per F__________ fr. 370.– mensili più

l'assegno familiare

contributo

per G__________ fr. 285.– mensili più l'assegno

familiare

contributo

per l'attrice fr. 675.– mensili.

d) Il 12 luglio 2009 G__________ è entrato nella seconda fascia

d'età e il suo fabbisogno in denaro è lievitato a fr. 1265.– mensili (consid.

9e). La situazione della famiglia è così mutata:

reddito

del convenuto

(senza

gli assegni familiari di fr. 250.–

per V__________,

di fr. 200.– per F__________

e di

fr. 200.– per G__________) fr. 9415.35 mensili

reddito

da attività lucrativa della moglie fr. -.—

fabbisogno

dei coniugi (senza i fabbisogni

in

denaro di F__________ e G__________) fr. 4993.35 mensili

eccedenza fr.

4422.

— mensili

metà

eccedenza fr. 2211.— mensili.

Con la sua mezza eccedenza l'appellante doveva

provvedere al fabbisogno in denaro di V__________ (fr. 1145.– mensili, senza

l'assegno familiare, più fr. 250.– versati per le spese scolastiche), a metà

del fabbisogno in denaro di F__________ (fr. 585.– mensili, senza

l'assegno familiare), a metà del fabbisogno in denaro di G__________ (fr. 535.–

mensili, senza l'assegno familiare) e al contributo alimentare in favore

dell'ex moglie (fr. 1075.–), per complessivi fr. 3590.– mensili.

Il

convenuto non disponendo di fr. 3590.– mensili, la somma a disposizione di lui

andava ripartita proporzionalmente fra i beneficiari, con l'esito in appresso:

contributo alimentare per

V__________

(compresi fr. 250.–

per le

spese scolastiche) fr. 860.– mensili più l'assegno familiare

contributo

per F__________ fr. 360.– mensili più

l'assegno familiare

contributo

per G__________ fr. 330.– mensili più l'assegno

familiare

contributo

per l'attrice fr. 660.– mensili.

e) Il

5.

ottobre 2009 V__________ è diventata maggiorenne, sicché il contributo

alimentare per lei ha dovuto cedere il passo a quello per gli altri. Con la sua

mezza eccedenza di fr. 2211.– mensili l'appellante poteva coprire così:

il contributo per F__________ fr. 585.– mensili più l'assegno

familiare,

il contributo

G__________ fr. 535.– mensili più l'assegno

familiare

e il

contributo per l'attrice fr. 1075.– mensili.

11.

Se ne

conclude che al momento in cui l'attrice ha esaurito il diritto al contributo

alimentare (31 ottobre 2007) il convenuto non poteva erogarle più di fr. 860.–

mensili, ridottisi a fr. 740.– mensili dal 1° aprile 2008, diminuiti

ulteriormente a fr. 675.– mensili dal 1° settembre 2008 e calati infine a

fr. 660.– mensili dal 12 luglio 2009. Il 5 ottobre 2009 AP 1 ha riacquistato invece la disponibilità economica per erogare all'ex moglie il contributo

alimentare originale. Certo, il convenuto non ha risorse sufficienti per erogare

anche l'intero contributo di mantenimento alla figlia maggiorenne V__________,

ma tale prestazione non forma oggetto dell'attuale causa. Incomberà se mai al

convenuto, ove la figlia dovesse opporre resistenza, adire il giudice per

chiederne

un'adeguata riduzione, sempre che nel frattempo le sue condizioni

finanziarie non siano migliorate.

12.

Il

Pretore ha condannato AP 1 a versare all'attrice la rendita d'indigenza “con le modalità e l'indicizzazione previste

dalla convenzione sugli effetti accessori del divorzio”

(dispositivo n. 1.1). L'appellante contesta ogni

adeguamento al rincaro. A suo avviso “la clausola dove

viene indicata la possibilità di continuazione del versamento del contributo

alimentare prevede che lo stesso sarà al massimo di fr. 1000.– mensili e non

fr. 1000.– indicizzati” (memoriale, pag. 10 in alto). La tesi è ai limiti del pretesto. La convenzione sugli effetti accessori del divorzio

disciplinava al punto 3 il contributo alimentare per V__________ e al punto 4

il “contributo straordinario” per l'attrice (fino all'ottobre del 2007,

eccezionalmente oltre). Seguiva il punto 5, così formulato:

I suddetti importi saranno adeguati al

costo della vita all'inizio di ogni anno, la prima volta con il mese di gennaio

2000, indice base quello del gennaio 1999.

Perché la

clausola al punto 5 dovesse riferirsi al solo contributo alimentare per la figlia

(punto 3), escludendo il contributo alimentare per l'ex moglie (punto 4), il

convenuto non spiega. Finanche carente di motivazione, su questo punto

l'appello non merita altra disamina.

13.

Nella sentenza impugnata AP 1 è stato

condannato a ver­sare il noto importo mensile all'ex moglie “con effetto a

partire dalla mensilità di novembre 2007” (dispositivo n. 1.1). L'appellante osserva che gli effetti di

un'azione volta alla modifica di una sentenza di divorzio decorrono, al più

presto, dall'introduzione della causa, ma la critica cade nel vuoto. Come si è

rilevato (consid. 2), contrariamente alle apparenze la causa promossa da AO 1

non era un'azione volta alla modifica della sentenza di divorzio, bensì

un'azione intesa a far sì che, adempiendone essa i

requisiti, AP 1 le elargisse anche dopo l'ottobre del 2007 il “contributo straordinario” previsto nella convenzione sugli effetti

accessori del divorzio. Ciò posto, non si vede per quale ragione l'attrice non

potesse chiedere il versamento dei contributi alimentari maturati dal novembre

del 2007 in poi.

14.

Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la vicendevole soccombenza

(art. 148 cpv. 2 CPC). L'appellante esce sostanzialmente sconfitto, anche se

ottiene qualche riduzione del contributo alimentare nel periodo intercorso dal

1° novembre 2007 al 12 luglio 2009. Nel complesso tuttavia il suo

grado di vittoria risulta di poco momento, onde l'opportunità di riscuotere una

tassa di giustizia ridotta e di rinunciare al prelievo dell'esigua quota di oneri

che andrebbe a carico dell'attrice. Non è il caso invece di assegnare

ripetibili, l'attrice avendo rinunciato a formulare osservazioni in appello.

L'esito dell'attuale sentenza, infine, non incide apprezzabilmente sul dispositivo

riguardante gli oneri processuali e le ripetibili di primo grado, che può

rimanere invariato.

15.

Quanto ai rimedi esperibili contro

la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il

valore litigioso sotto il profilo dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera

ampiamente la soglia di fr. 30 000.– ai fini di un eventuale ricorso in

materia civile.

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. Nella

misura in cui è ricevibile, l'appello è parzialmente accolto, nel senso che i dispositivi

n. 1 e 1.1 della sentenza impugnata sono così riformati:

L'azione è parzialmente accolta, nel senso

che AP 1 è tenuto a versare a AO 1, in virtù della clausola n. 4 contenuta

nella convenzione sugli effetti accessori del divorzio omologata in luogo e

vece del Pretore il 29 settembre 1999 dal Segretario assessore della giurisdizione

di Mendrisio Sud, la seguente rendita d'indigenza:

fr. 860.–

mensili dal 1° novembre 2007 al 31 marzo 2008,

fr. 740.–

mensili dal 1° aprile al 31 agosto 2008,

fr. 675.–

mensili dal 1° settembre 2008 all'11 luglio 2009,

fr. 660.–

mensili dal 12 luglio al 5 ottobre 2009 e

fr. 1000.–

mensili dal 6 ottobre 2009 in poi, da adeguare ogni anno all'indice nazionale

dei prezzi al consumo in base all'indice del gennaio 1999, fino al

raggiungimento dell'indipendenza economica da parte della figlia V__________.

Per il

resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

2. Gli oneri di

appello, consistenti in:

a)

tassa di giustizia ridotta fr. 950.–

b) spese fr.

50.–

fr.

1000.–

sono

posti a carico dell'appellante.

Non si assegnano ripetibili.

3. Intimazione:

–;

–.

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art.

100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il

ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta

ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non

raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia

concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La

legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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