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Decisione

11.2010.21

Contributo di mantenimento di un figlio nato fuori dal matrimonio

17 aprile 2012Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

i principi applicabili in materia di divorzio (come pure, per analogia, in materia

di filiazione: RtiD II-2004 pag. 624 consid.

7a con riferimenti) un genitore non va tenuto di regola a esercitare

un'attività lucrativa – nemmeno a tempo parziale – finché il figlio a lui

affidato non abbia compiuto i 10 anni (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2008.124

del 26 agosto 2010, consid. 7h; v. anche DTF 137 III 109 consid. 4.2.2.2). In

concreto, sebbene debba accudire alla figlia di quattro anni, Y__________ esercita

un'attività

lucrativa al 50% che le frutta fr. 2000.– mensili lordi. Non si può ragionevolmente

imporle, di conseguenza, un grado di occupazione maggiore né un guadagno più

alto di quello accertato dal Pretore.

Comunque sia, si volesse anche imputare all'interessata un

reddito virtuale attorno ai fr. 2250.– mensili, corrispondenti alla metà di

quello previsto dal contratto collettivo di lavoro per dipendenti che hanno superato l'esame professionale (gerente o cameriera

qualificata), nulla muterebbe ai fini del giudizio.

Con un fabbisogno minimo di fr. 2258.– mensili, non contestato dall'appellante,

l'interessata nemmeno è in grado di finanziare il proprio mantenimento. E quand'anche

si volesse imputarle un guadagno di fr. 3300.–

mensili, pari all'ultimo stipendio percepito prima della nascita della figlia, il

margine disponibile di fr. 1042.– mensili risulta ad ogni modo insufficiente

per integrare il mantenimento della figlia, di fr. 1560.– mensili (fr. 2040.–

./. fr. 480.–). Su questo punto l'appello è destinato già di primo acchito all'insuccesso.

b) Per

quanto attiene all'assegno di prima infanzia e a quello integrativo riscossi da Y__________, di complessivi fr. 1404.–

mensili (doc. F), essi non rientrano nella nozione di reddito per il calcolo

del contributo alimentare (RtiD I-2005 pag. 781 consid. 4; da ultimo: I CCA,

sentenza inc. 11.2007.192 del 31 luglio 2009, consid. 5g). Si tratta in

effetti di prestazioni sussidiarie, ovvero stanziate alle condizioni poste

dalla legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali

(Laps: RL 6.4.1.2). Di principio, quindi, il giudice fissa

prima il contributo di mantenimento per il figlio e poi l'autorità

amministrativa decide se soccorrono i presupposti per erogare assegni

integrativi. Al riguardo la legge sugli assegni di famiglia, del 18 dicembre

2008 (entrata in vigore il 1° gennaio 2009), non ha comportato modifiche di

rilievo (messaggio del Consiglio di Stato n. 6078 del 27 maggio 2008, n. 5.2.1

e 5.2.2).

5. Quanto

al proprio reddito, l'appellante contesta quello ipotetico di fr. 4500.– mensili

imputatogli dal Pretore come cameriere qualificato o gerente. Assevera di non

avere percepito alcuna indennità di disoccupazione e che la gestione della “__________”

a __________, iniziata il 1° aprile 2009, è deficitaria, tant'è che non riesce

a “erogarsi uno stipendio”. Egli non ritiene inoltre corretto imputargli un

reddito di fr. 4500.– mensili quando alla madre dell'istante, beneficiaria di

titoli lavorativi equivalenti se non superiori, è stato considerato unicamente

un reddito di fr. 2000.– mensili. Per di più, egli soggiunge, i fr. 4500.–

mensili previsti dal contratto collettivo del settore sono lordi, sicché

andrebbero dedotti gli oneri sociali di fr. 800.–, onde un reddito di fr.

3700.– mensili netti che corrisponde pressoché all'ultimo stipendio percepito dalla

__________.

a) Di

norma il reddito di un genitore è quello effettivo. Se tuttavia, dando prova di

buona volontà, quel genitore avrebbe la ragionevole possibilità di guadagnare

di più, fa stato il reddito ipotetico. Ciò vale tanto per un debitore quanto

per un creditore di contributi alimentari. Un guadagno ipotetico non va però

determinato in astratto. Dev'essere alla concreta portata dell'interessato, considerata

la sua età, la formazione professionale e lo stato di salute, oltre che la

situazione sul mercato del lavoro. La fissazione di un reddito potenziale non

ha, in altri termini, carattere di penalità (RtiD II-2006 pag. 690 n. 5a con

richiami). Il giudice deve decidere così, in primo luogo, se si può ragionevolmente esigere dal genitore

in questione che eserciti un'attività lucrativa o la estenda, tenendo conto appunto

della sua età, della formazione professionale e dello stato di

salute. In seguito egli esamina se quel genitore abbia l'effettiva

possibilità di esercitare simile attività e quale sia il reddito conseguibile,

tenendo calcolo – una volta di più – dell'età, della

formazione professionale e dello stato di salute, oltre che della situazione

sul mercato del lavoro (DTF 137 III 120 consid. 2.3, 109 consid. 4.2.2.2).

b) In

concreto AP 1 ha avviato nell'aprile del 2009 un'attività indipendente come gestore

della “__________” a __________. Ora, trattandosi di lavoratori indipendenti il reddito determinante è quello medio, calcolato sull'arco di più

anni, di regola tre (sentenza del Tribunale federale 5A_ 171/2011 del 1°luglio

2011, consid. 2.3.2 con riferimenti; I CCA, sentenza inc. 11.2007.1 del 30

gennaio 2012, consid. 9c). Il calcolo del reddito deve ancorarsi al bilancio e

al conto perdite e profitti dell'azienda oppure, non esistendo contabilità, ai

dati che risultano dalle dichiarazioni fiscali, tenendo conto di eventuali

detrazioni straordinarie, deduzioni ingiustificate e consumi privati (RtiD

II-2004 pag. 617 consid. 3 con rinvii).

c) Nella

fattispecie l'attività indipendente è cominciata solo nell'aprile del 2009, di

modo che tutto si ignora sulle potenzialità e sulla

redditività della medesima. Certo, agli atti figura il bilancio provvisorio dell'azienda

dall'aprile al giugno del 2009, che chiude in perdita (doc. 38), ma sulla base

di questo solo documento non è possibile formulare una prognosi affidabile a

medio-lungo termine. Resta il fatto che AP 1 ha maturato adeguate esperienze

nel settore della ristorazione per almeno un ventennio (è stato anche cuoco

Considerandi

della __________), oltre che come gerente di esercizi pubblici. Tant'è che,

dopo avere cessato l'attività con la __________ alla fine del 2008 (doc. 31), ditta dichiarata in fallimento

il 26 marzo 2009 (doc. 40), dopo quattro mesi egli è stato in grado di

avviare una nuova attività in proprio. Ciò premesso, nulla rende verosimile che

mettendo opportunamente a profitto le sue capacità e la sua esperienza egli non

possa guadagnare almeno fr. 4500.– mensili come prevede il contratto collettivo

dei settori alberghiero e ristorazione per lavoratori che hanno superato

l'esame professionale. Dovesse la prognosi del Pretore dimostrarsi inesatta, ad

ogni modo, l'appellante potrà sempre chiedere la modifica del contributo

litigioso (art. 286 cpv. 1 CC).

d) È

vero che i salari minimi previsti dal contratto collettivo di lavoro sono lordi

e che l'ultimo stipendio percepito da AP 1 come dipendente ammontava a 3500.–

mensili (doc. 29). Per tacere del fatto nondimeno che secondo il contratto

medesimo il lavoratore ha diritto alla tredicesima (art. 12 n. 1 CCNL), ci si

dipartisse da un reddito di tale entità la situazione dell'appellante non muterebbe.

Il Pretore ha riconosciuto nel fabbisogno minimo della coppia, in effetti, una

locazione di fr. 1800.– mensili. Ciò non è corretto, poiché dandosi figli minorenni

la quota di un terzo va inclusa nel fabbisogno in denaro del primo figlio e quella

di un quarto nel fabbisogno in denaro del secondo (Rep. 1998 pag. 176; da ultimo; I CCA, sentenza inc. 11.2010.120 del

17.

febbraio 2012, consid. 4). Nel caso in esame, quindi, nel fabbisogno in

denaro dei figli andrebbero inseriti complessivi fr. 1050.– mensili e a carico

dei genitori rimarrebbe la differenza di fr. 750.– mensili. La disponibilità

di AP 1 per far fronte al pagamento dei contributi alimentari per i figli rimane così sostanzialmente invariata.

6.

Per

quanto attiene al fabbisogno minimo della coppia, l'appellante si duole del

fatto che il Pretore ha riconosciuto una locazione di soli fr. 1800.– mensili mentre

fino all'aprile del 2009 egli pagava una pigione di fr. 2800.– mensili. Per di

più, dopo di allora egli non può più permettersi un appartamento, tanto che occupa

con la famiglia quattro camere della "__________". Ora, che fino

all'aprile 2009 l'appellante versasse una pigione di fr. 2800.– mensili per

un appartamento a __________ è pacifico (doc. 6). Resta il fatto che, si

volesse pure riconoscere una pigione di fr. 2800.– mensili fino all'aprile del 2009,

nel fabbisogno minimo della coppia andrebbero inseriti non più di fr. 1167.–

mensili, dal momento che – come detto – un terzo e un quarto del costo effettivo

rientrano nel fabbisogno in denaro dei figli (sopra, consid. 5d). Nelle

condizioni descritte la spesa di fr. 1800.– mensili riconosciuta dal Pretore

appare finanche favorevole all'appellante.

Circa la

situazione dopo il 1° aprile 2009, l'appellante sostiene che andrebbero conteggiati

fr. 2800.– mensili. Viste le ristrettezze finanziarie della famiglia, tuttavia,

una spesa del genere non entra in linea di conto. Nulla rende verosimile, per altro,

che l'importo riconosciuto dal primo giudice non sia adeguato per le necessità

di una famiglia di quattro persone nel __________. Tanto meno se si pensa che

l'interessato ammette di non avere al momento alcun costo dell'alloggio,

occupando con la famiglia alcune camere nell'esercizio pubblico da lui gestito.

7.

L'appellante

contesta infine il reddito ipotetico di fr. 1500.– mensili imputato dal Pretore

ad A__________ come cameriera non qualificata a metà tempo. Afferma che la

moglie contribuisce compatibilmente con il suo stato di salute alla gestione

del ristorante, ma che alla luce della deficitaria gestione dell'attività nel

2009.

nulla le può essere imputato. Per l'appellante, poi, il precario stato di

salute impedisce alla consorte di assumere un'occupazione esterna.

a) Che

A__________ abbia il dovere di assistere – sussidiariamente – il marito nel sostentamento

della figlia nata fuori dal matrimonio, tanto da poter essere obbligata a

ripren­dere o ad aumentare la sua attività lucrativa, non è contestato dall'appellante.

A ragione (cfr. art. 159 cpv. 3 CC; DTF 129 III 421 consid. 2.2, 127 III 71 consid. 3; Rep. 1999 pag. 60; Meier/Stettler,

Droit civil suisse, Droit de la filiation, vol. II:

Effets de la filiation, 4ª

edizione, pag. 549 n. 955 con riferimenti). AP 1 eccepisce

che la moglie ha problemi di salute. Dagli atti si evince in effetti che essa è

rimasta completamente inabile al lavoro dal 15 luglio al 31 agosto 2009 per un'operazione

al ginocchio e dal 16 novembre 2009 al 28 febbraio 2010 per problemi di depressione.

Lo stesso convenuto dà atto però che attualmente essa collabora fattivamente alla

gestione della “__________”, aperta nel­l'aprile 2009 (appello, pag. 6), né

risultano accertamenti medici di patologie che le cagionino un'inabilità

lucrativa durevole. In simili circostanze non è dato a divedere perché

l'interessata non potrebbe conseguire fr. 1500.– mensili, come reputa il

Pretore, per un'attività di cameriera non qualificata al 50%. Contrariamente a Y__________,

essa deve accudire ai figli già adolescenti (di 9 e 11 anni) e può occuparsi al

50% (sopra, consid. 4a).

b) Si

aggiunga che, secondo la giurisprudenza più recente del Tribunale federale sulla

commisurazione di contributi alimentari a norma dell'art. 285 CC, il debitore

che si è risposato può invocare unicamente la garanzia del proprio minimo esistenziale

del diritto esecutivo, non di quello della sua intera seconda famiglia (DTF 137

III 62 consid. 4.2.1). Se si rapporta tale principio per analogia al caso in

esame, il minimo esistenziale dell'appellante ammonta alla metà di quello previsto

per coniugi, la locazione corrisponde a un'adeguata quota del costo effettivo

calcolata in funzione delle capacità econo­miche degli occupanti dell'abitazione

e gli usuali supplementi previsti dal diritto esecutivo sono quelli riferiti

alla sua sola persona (DTF 137 III 63 consid. 4.2.2). In concreto, quindi, non

si riconoscesse un reddito ipotetico di fr. 1500.– mensili ad A__________, il

fabbisogno minimo dell'appellante andrebbe ricalcolato togliendo dal fabbisogno

della coppia la metà del minimo esistenziale previsto per coniugi (fr. 850.–

mensili) e riconoscendo un'adeguata locazione di fr. 1150.– mensili (fr. 1800.–

./. fr. 650.–). All'appellante rimane così una disponibilità sufficiente per versare

fr. 480.– mensili alla figlia. Ne discende che, infondato, l'appello vede la

sua sorte segnata.

8.

Le spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 2

CPC ticinese), ma le condizioni economiche presumibilmente difficili in cui

versa l'appellante inducono a prescindere – eccezionalmente – da ogni prelievo,

il quale rischierebbe di tradursi per altro in oneri infruttuosi d'incasso per

l'ente pubblico. Non si attribuiscono ripetibili all'istante, cui l'appello non

è stato notificato per osservazioni. Quanto alla richiesta di assistenza

giudiziaria, essa non può trovare accoglimento, già per il fatto che il ricorso

appariva destituito di possibilità di successo fin dall'inizio (art. 14 cpv. 1

lett. a vLag), tanto da non essere stato intimato alla controparte.

9.

Relativamente ai rimedi

giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112

cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF raggiunge la soglia di fr. 30 000.– per un ricorso in materia civile. La decisione sull'assistenza

giudiziaria, di natura incidentale, segue la via giudiziaria dell'azione principale

(art. 51 cpv. 1 lett. c LTF).

Dispositivo

Per questi motivi,

pronuncia: 1. L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

2. Non si riscuotono

tasse o spese né si assegnano ripetibili.

3. La

richiesta di assistenza giudiziaria è respinta.

4. Notificazione

a:

–;

–,.

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere

pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,

è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100

cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il

ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile

se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale

(art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF.

Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione

a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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