Lexipedia

Decisione

11.2010.81

Accesso necessario

13 gennaio 2012Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

G. A. Bernasconi, presidente,

Giani e Celio

segretaria:

Billia, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa OA.2000.656 (accesso

necessario) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2, promossa con petizione

del 13 novembre 2000 da

AP 1

contro

AO 1

(patrocinata dall'avv. PA 1 );

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti

di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello

(“ricorso di revisione”) del 15 giugno 2010 presentato da AP 1contro la

sentenza emessa il 21 maggio 2010 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione

2;

2.

Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. AP

1 è proprietaria della particella n. 1173 RFD di __________ (4747 m²), sulla quale sorge una casa d'abitazione. Tra il fondo e la strada cantonale si trova una

striscia di terreno (particella n. 566 RFD di __________) su cui corrono i

binari della ferrovia __________, appartenente alle __________. Per accedere al

proprio stabile dalla pubblica via AP 1 deve attraversare a piedi la linea

ferroviaria e percorrere una lunga scalinata in salita sul suo fondo, in quel

punto la strada ferrata non potendo essere attraversata in automobile. Essa

lascia così la vettura su uno spiazzo situato lungo il lato opposto della

strada, anch'esso di sua proprietà (particella n. 600 RFD di __________, 553 m²).

B. Il 13

novembre 2000 AP 1 ha convenuto davanti al Pretore del Distretto di Lugano,

sezione 2, AO 1, proprietaria delle vicine particelle n. 1169 e 1170 RFD di __________,

per ottenere – previo versamento di un'indennità da

definire – un “passo carraio necessario” largo 3 m lungo i due fondi appena citati, in modo da raggiungere la particella n. 1173 dalla strada

cantonale in automobile. Nella sua risposta del 31 gennaio

2001 la convenuta ha proposto di respingere la petizione. Replicando il 23

febbraio 2001, l'attrice ha ribadito la domanda. Con duplica del 28 marzo 2001 AO

1 ha riaffermato il suo punto di vista. L'udienza preliminare si è tenuta il 9

maggio 2001. Esperita l'istruttoria, durante la quale è stata assunta una perizia

(seguita da una delucidazione scritta), al dibattimento finale dell'8 luglio

2009 le parti hanno confermato le loro richieste. Statuendo con sentenza

del 21 maggio 2010, il Pretore ha respinto la petizione e ha posto la tassa di giustizia di fr. 2800.– con le spese a carico dell'attrice,

tenuta a rifondere alla convenuta fr. 7500.– per ripetibili.

C. Contro

la sentenza predetta AP 1 è insorta a questa Camera mediante un “ricorso di

revisione” del 15 giugno 2010 in cui chiede di “accettare la revisione della

sentenza ex art. 340 d”, di “annullare la perizia ing. __________ e le spese

rimborsate”, di riaprire il “passo usufruito ininterrottamente dal 1948 dai

miei dante causa, da me, dai miei locatari”, di riconoscerle “i diritti di

passo menzionati nella risposta della __________ del 14 giugno 2007 al

Tribunale amministrativo per la sentenza dello stesso Tribunale del 10 dicembre

2007 o, alternativamente, di riaprirle “il passo preesistente”, di ridurre le

spese processuali e le ripetibili”, non senza instare perché la “__________.

valuti un'adeguata transazione economica, tale da indennizzare tutti coloro che

a seguito di atti illegali a suo tempo (...) compiuti abbiano avuto danni da

questa procedura”. Il memoriale non è stato notificato per osservazioni.

Considerandi

in diritto: 1. La

causa è stata trattata con la procedura ordinaria degli art. 165 segg. CPC

ticinese. A quest'ultimo soggiacevano tutte le decisio­ni comunicate entro il

31.

dicembre 2010 (art. 405 cpv. 1 CPC). Nella

fattispecie la sentenza del Pretore è stata intimata il 26 mag­gio 2010

ed è pervenuta all'attrice il 31 maggio successivo. Intro­dotto entro venti

giorni (art. 308 cpv. 1 CPC ticinese), il 15 giugno 2010, l'appello in esame è quindi

tempestivo.

2.

L'azione intesa all'ottenimento di un

accesso necessario (art. 694 CC) ha carattere

pecuniario. Il valore litigioso è, come in tutte le cause relative a servitù,

quello che l'accesso ha per il fondo dominante o quello della svalutazione

causata al fondo serviente, se essa è maggiore (art. 9 cpv. 3 CPC ticinese; Poudret, Commentaire à

la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, n. 9.5 ad art. 36 pag. 284 con rinvii di giurisprudenza). Nella fattispecie il Pretore ha fissato il

valore litigioso, sulla scorta di una perizia, in fr. 110 000.– (sentenza

impugnata, pag. 3), importo che appare verosimile e che non è contestato dalle

parti. La soglia del valore appellabile è pertanto

raggiunta (art. 36 cpv. 1 vLOG).

3.

AP

1.

chiede che sia “accettata la revisione della sentenza ex art. 340 d)”. Ora, secondo l'art. 340 lett. d CPC ticinese la revisione di una sentenza poteva

essere postulata qualora il giudizio fosse “l'effetto di un errore di fatto

risultante dagli atti o documenti della causa”. Il rimedio permetteva di riparare

a palesi inavvertenze, a documenti del processo che per svista manifesta fossero

sfuggiti alla cognizione del giudice, o perché letti male o perché trascritti

in modo inesatto oppure incompleto (Anastasi, Il sistema dei mezzi d'impugnazione

del CPC ticinese, Zurigo 1981, pag. 220 segg.). Nel

caso in esame non è dato di capire in quale svista sia

incorso il Pretore, tanto meno ove si pensi che le

decisioni del Tribunale cantonale amministrativo e del Tribunale federale sui

ricorsi di AO 1 contro l'ordine impartitole dal Municipio di __________ per il ripristino del fondo allo stato anteriore non

sono state assunte agli atti ed erano del tutto ignote al primo giudice. Già a

prima vista non soccorrono dunque i presupposti per una revisione. L'interessata

essendo sprovvista di cognizioni giuridiche, v'è da domandarsi nondimeno se il

memoriale non debba essere trattato come appello. In realtà, si volesse anche procedere

a tale disamina, l'impugnazione sarebbe destinata all'insuccesso per le ragioni

che seguono.

4.

Nella

sentenza impugnata il Pretore ha accertato, in sintesi, che la

particella n. 1173 è inserita nella zona agricola del piano regolatore

comunale, che lo stabile posto su quel fondo è usato come casa di vacanza solo

qualche settimana l'anno e che l'attrice dispone di adeguati posteggi sullo

spiazzo lungo il lato opposto della strada cantonale, ad appena un minuto a

piedi. Secondo il Pretore inoltre la fattibilità dell'accesso litigioso è del

tutto incerta sotto il profilo del diritto amministrativo e arrecherebbe un danno

importante alla convenuta, pregiudizio che non sarebbe verosimilmente compensato

dall'indennità stabilita dal perito giudiziario di fr. 35 875.–. Del resto, a mente del Pretore, in una

situazione ipotetica di grave necessità la convenuta non negherebbe presumibilmente

il suo consenso al transito veicolare lungo la pista sterrata già esistente sui

suoi fondi, com'è avvenuto in passato, quando l'attrice aveva eseguito lavori

edili al suo stabile. Infine, per il Pretore, la situazione è destinata a

risolversi al più tardi con il previsto interramento della ferrovia e la soppressione

della strada ferrata in superficie, onde l'inesistenza di uno stato di necessità

tale da giustificare la concessione di un accesso veicolare necessario a norma

dell'art. 694 CC.

5.

L'appellante

chiede preliminarmente di annullare la perizia dell'ing. __________ poiché

“questi non poteva progettare un tracciato di strada che interferiva sulla strada

inficiata da tali decisioni giudiziarie e ne consegue che non può essere tenuta

in considerazione perché irrealizzabile e non congrua dal punto di vista

tecnico e soprattutto per la conseguente valutazione econo­mica derivante”.

Ora, non si disconosce che sull'effettiva fattibilità della strada tracciata dal

perito sussistono dubbi, la decisio­ne con cui il Municipio di __________ ha

rifiutato a AO 1 il permesso di sistemare la “pista di cantiere che era stata

autorizzata per costruire alcuni muri di sostegno e riattare dei manufatti

annessi alla sua casa d'abitazione” essendo stata confermata dal Tribunale

cantonale amministrativo (sentenza inc. 52.2000.57 del 25 aprile 2000). Anche i

ricorsi interposti da AO 1 contro l'ordine impartitole dal Comune di smantellare

la pista e di ripristinare il fondo nello stato anteriore sono stati respinti

dal Consiglio di Stato prima, il 15 maggio 2007, dal Tribunale cantonale amministrativo

poi (sentenza inc. 52.2007.183 del 10 dicembre 2007) e dal Tribunale federale infine

(sentenza inc.1C_49/2008 del 30 maggio 2008). Sta di fatto che il perito ha

risposto alle richieste dell'attrice medesima, la quale ha sempre postulato un

accesso necessario attraverso le particelle n. 1169 e 1170. Che altre vie d'accesso

siano prospettabili è possibile, ma ciò non rende nulla la perizia. Al

proposito l'appello è destinato all'insuccesso.

6.

L'interessata

rivendica “la riapertura del passo usufruito ininterrottamente dal 1948 dai

miei danti causa, da me e dai miei locatari”. La richiesta è totalmente

difforme da quella formulata davanti al Pretore, volta a ottenere ”un passo carraio necessario sulla superficie di terreno avente una

larghezza di 3 m seguente il percorso segnato in colore rosso sul doc. C, e

meglio come figura nella planimetria che verrà annessa alla sentenza”. In prima

sede l'attrice ha chiesto quindi che le fosse

riconosciuto un accesso necessario (art. 694 CC), non una servitù di passo usucapita

per prescrizione acquisitiva. E in appello non è lecito

proporre nuove domande (art. 321 cpv. 1 lett. a CPC ticinese).

Per di

più, quanto l'attrice chiede è un passo completamente diverso rispetto all'accesso

necessario (si tratta del percorso segnato in giallo sulla planimetria doc. B,

che dalla strada cantonale attraversa la sola particella n. 1170, accanto alle “enclavi”

costituite dalle particelle n. 1171 e 1172). Può darsi che dal 1948 in poi gli abitanti della casa situata sul fondo dell'attrice abbiano fruito di tale via d'accesso

(deposizione di __________, dell'11 settembre 2001: verbali, pag. 3). Sta di

fatto che nessuna servitù è iscritta nel registro

fondiario (art. 731 cpv. 1 CC). Quanto alla circostanza che la proprietaria

della particella n. 1170 abbia tollerato per lungo tempo il passaggio

attraverso la particella n. 1170, essa non conferisce il diritto all'iscrizione

di una servitù, la quale può essere acquisita per prescrizione solo alle

condizioni degli art. 661 a 663

CC, applicabili in virtù dell'art. 731 cpv. 2 CC (Steinauer, Les droits réels, vol. II,

3ª edizione, pag. 371, n. 2240).

Si

aggiunga che un'eventuale acquisizione tabulare della servitù

(art. 661 CC) è manifestamente esclusa, nessuna indebita iscrizione figurando nel registro fondiario (Petitpierre

in: Basler Kommentar, ZGB I, 3ª edizione, n. 26 ad

art. 661), mentre un'ac­quisizione per prescrizione extratabulare

(art. 662 CC) è ormai inammissibile dopo il 1912 (DTF 114 II 322 consid. 4a; per

il Cantone Ticino: Rep. 1993 pag. 178). Né, per avventura, si ravvisa una

servitù acquisita per stato di fatto immemorabile (esercizio ininterrotto e

pacifico per 80 anni: Rep. 1993 pag. 178 consid. 4) o di una servitù

preesistente all'introduzione del Codice civile svizzero, ovvero sotto l'egida

del diritto civile ticinese (Rep. 1993 pag. 180 consid. 5). Ciò posto, foss'anche

ricevibile, su questo punto l'appello si rivela privo di consistenza.

7.

L'attrice

chiede che le siano riconosciuti “i diritti di passo menzionati nella risposta

della __________. del 14 giugno 2007 al Tribunale amministrativo per la

sentenza dello stesso Tribunale del 10 dicembre 2007, o alternativamente che

sia aperto il passo preesistente”. Nella misura in cui rivendica il passo segnato

in rosa sulla planimetria doc. C (quello dell'accesso necessario), la richiesta

è ricevibile, ancorché il fondamento giuridico sia diverso.

a) Dagli

atti risulta che nella primavera del 1983 la __________ (ora __________) ha

chiuso il passaggio a livello posto al chilometro 11.568, che permetteva di attraversare

la strada ferrata accedendo direttamente alla particella n. 1170 (tracciato in colore

giallo sulla planimetria doc. B). A __________, allora proprietario della

particella n. 1170, è stato concesso a titolo precario un accesso veicolare al

chilometro 11.528, presso il passaggio a livello “alla __________”, a condizione

che questo fosse venisse segnalato con la debita luce intermittente (doc. 4).

Il 29 agosto 1994 __________, marito dell'attrice, si è rivolto alle __________,

chiedendo l'apertura di un accesso alla particella n. 1173, poiché “il passo

che esiste sulla proprietà della mia vicina, AO 1 (…), ultimamente mi è stato

negato” (doc. H). Nella loro risposta del 30 settembre 2004 le __________ hanno

rifiutato l'apertura del passo richiesto per motivi di sicurezza e disposizioni

federali, allegando copia dell'opposizione inoltrata al Municipio di __________

contro la richiesta di AO 1, che intendeva sistemare definitivamente la “pista

di cantiere” (doc. I). In quel memoriale le __________ sostenevano, tra

l'altro, che un accordo alla sistemazione avrebbe dovuto “essere subordinato a

completamento della segnaletica acustico-luminosa (a spese del richiedente) e

alla concessione del diritto di passo anche a favore dei confinanti, in

particolare del proprietario del mappale n. 1159 [ora 1173], che reclama pure

che un diritto di accesso, che gli sarebbe stato negato dalla signora AO 1

(vedi fotocopia allegata lettera dott. __________ del 29.8.1994 alla __________)”

(doc. L). Il 2 dicembre 1997 le __________ hanno ribadito all'__________,

presidente della Commissione di ricorso di prima istanza in materia di raggruppamento

terreni a __________, la loro posizione, ovvero di essersi “sempre opposti alla

concessione di un diritto di passo, salvo tollerare l'accesso di cantiere alla

proprietà AO 1 (…) alla condizione che la signora AO 1 tollerasse a sua volta

il passaggio del signor __________ (mapp. 1159 [ora 1173]) e dei proprietari”

(doc. S).

b) Che

le intenzioni delle __________ fossero di garantire un accesso anche alla

particella n. 1173 è verosimile. Non risulta però che l'accesso veicolare conferito

nel 1983 al dante causa di AO 1 fosse subordinato alla concessione, da parte di

quest'ultimo, di un accesso veicolare al­l'odierna particella n. 1173. Né un'eventuale

assicurazione delle __________ all'attrice consta avere vincolato la convenuta,

la quale si è limitata a tollerare il passaggio della vicina e degli artigiani

intervenuti per la sistemazione dell'edifico posto sul fondo di lei. Un'autorizzazione

precaria tuttavia, che per sua natura può essere sempre revocata (DTF 136 III

138.

consid, 5.2 con riferimenti), non fonda alcun diritto a un diritto di passo

necessario (Meier-Hayoz in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 31 ad art. 694 CC; Caroni

Rudolf, Der Not­weg, Berna 1969, pag. 96 a metà).

c) Resta

il fatto che in esito alla sentenza del Pretore il fondo dell'attrice, pur edificato,

rimane sprovvisto di un accesso veicolare. E non si può certo convenire con il

Pretore che la situazione sia destinata a risolversi con l'interramento della linea

ferroviaria lungo quel troncone. Anzi, per tacere dei tempi di realizzazione, sulla

scorta dello “studio di fattibilità e opportunità” per l'attraversamento

stradale __________ e l'estensione della __________ fino al confine con __________,

consegnato il 23 dicembre 2010 dalla Commissione regionale __________, il

Consiglio di Stato ha adottato recentemente la variante __________, che prevede

sì la realizzazione di due gallerie stradali (tra il __________ e la __________

e tra la __________ e la __________), ma la sistemazione della __________ con

tracciato di tipo tranviario in superficie tra __________ e l'attuale fermata

di __________, con prolungamento fino alla __________ (bollettino

stampa informativo della seduta del Consiglio di Stato, del 19 gennaio

2011). Non si vede quindi come l'attrice possa seriamente contare sull'interramento

della linea ferroviaria in corrispondenza del suo fondo per accedere in

automobile alla particella.

d) Il

problema per l'attrice, a ben vedere, è un altro. Che in linea di principio l'accesso

a una casa d'abitazione, anche secondaria, debba essere veicolare è fuori dubbio

(DTF 136 III 136 consid. 3.3.3). In concreto però, pur edificata e situata

all'interno di una località, la particella n. 1173 si trova secondo il piano regolatore comunale in zona

agricola (ispezione al Municipio di __________ del 10 ottobre 2002: act. XII). È

vero che l'uso razionale di una stalla, di un fienile o di un altro stabile

destinato a scopi agricoli richiede, di norma, un accesso carrabile (Rep. 1981

pag. 341 con riferimenti). Ed è altrettanto vero che nella fattispecie la

particella n. 1173 è coltivata – almeno in parte – a vigneto, frutteto, prato e

castagneto (appello, pag. 2). Per ottenere un accesso veicolare necessario la

proprietaria dovrebbe pertanto dimostrare che un passo carrabile è ragionevolmente

indispensabile per un uso del fondo conforme alla sua destinazione, ovvero che lo

sfruttamento razionale del suolo richiede non solo un accesso pedonale, ma

anche veicolare, quanto meno per mezzi agricoli. L'attrice non ha postulato però

un accesso necessario a fini agricoli. La questione non dev'essere quindi

approfondita oltre.

8.

L'appellante

sollecita infine una riduzione delle spese processuali e delle ripetibili. La giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire però che in caso di

contestazioni pecuniarie, anche in materia di spese e ripetibili, un appellante

non può limitarsi a richieste inde­ter­minate, ma deve cifrare le sue pretese (RtiD

I-2004 pag. 483 consid.9 con riferimenti). Nel caso specifico l'appellante non

allude ad alcuna somma, neppure per ordine di grandezza. La domanda va quindi

dichiarata irricevibile.

9.

Gli oneri del presente giudizio seguono la soccombenza (art. 148

cpv. 1 CPC ticinese). L'appellante rifonderà inoltre alla controparte, che ha

presentato osservazioni per il tramite di un patrocinatore, un'adeguata

indennità per ripetibili.

10.

Circa i rimedi giuridici esperibili contro il pronunciato odierno

sul piano federale (art.

112.

cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai

fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera la soglia di fr. 30 000.–

per un eventuale ricorso in materia civile.

Dispositivo

Per questi motivi,

pronuncia: 1. Nella

misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

2. Gli oneri

processuali, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 1400.–

b)

spese fr. 50.–

fr.

1450.–

sono

poste a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 2000.– per ripetibili.

3. Intimazione

a:

– ;

– .

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere

pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,

è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100

cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il

ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile

se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale

(art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF.

Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster