11.2012.2
Modifica di sentenza di divorzio: presa in considerazione della sostanza immobiliare al momento della modifica del contributo di mantenimento dopo il divorzio
9 settembre 2013Italiano17 min
Source ti.ch
Incarto n.
11.2012.2
Lugano
9 settembre 2013/mc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La prima Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
G.
A. Bernasconi, presidente,
Giani
e Jaques
vicecancelliera:
F.
Bernasconi
sedente per statuire nella causa OA.2010.31 (modifica di sentenza di
divorzio) della Pretura della
giurisdizione di Locarno Città promossa con petizione del 23 marzo 2010 da
AP 1
(patrocinato
dall'avv. PA 1)
contro
AO 1
(patrocinata
dall'avv. PA 2),
giudicando sull'appello
del 5 gennaio 2012 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il 2
dicembre 2011;
Ritenuto
in fatto: A. AP 1 (1950) e AO 1 (1952) si
sono sposati a __________ il 9 aprile 1975. Dal matrimonio è nata C__________
(1982). Con sentenza del 27 settembre 2000 il Tribunale civile di Basilea Città
ha pronunciato il divorzio, disciplinandone le conseguenze. Adito da entrambi i
coniugi, con sentenza del 20 dicembre 2002 il Tribunale d'appello del Cantone
di Basilea Città ha omologato una convenzione sulle conseguenze del divorzio
che prevedeva la seguente clausola:
2. Der Ehemann zahlt der Ehefrau gemäss Art. 125 ZGB monatlich im voraus:
Fr. 6000.– ab
Rechtskraft des ganzen Scheidungsurteils bis zum Eintritt der Ehefrau in das
ordentliche AHV-Alter, wobei ihr sonstiges monatliches Einkommen ab dem Betrag
von Fr. 2000.– zur Hälfte an den Unterhaltsbeitrag angerechnet wird;
Fr. 2500.– ab
dem Eintritt der Ehefrau in das ordentliche AHV-Alter, wobei ihr sonstiges
monatliches Einkommen ab dem Betrag von Fr. 6000.– zur Hälfte an den Unterhaltsbeitrag
angerechnet wird;
[…] Die
Basiseinkommen beträgt für den Unterhaltsbeitrag von Fr. 6000.– Fr. 20 800.–, für denjenigen von Fr. 2500.– Fr. 12 500.–. […].
Das Recht des
Ehemannes, bei erheblicher und dauernder Veränderung der Verhältnisse die
Herabsetzung oder Aufhebung der Rente durch zuständigen Richter zu verlangen,
bleibt vorbehalten, wobei unerheblich ist, ob eine dauernde und erhebliche
Veränderung im Zeitpunkt der Urteilsfällung insbesondere im Hinblick auf die
erwerblichen Auswirkungen der vom Ehemann erlittenen Unfälle bereits
vorhersehbar ist. Dabei versteht sich von selbst, dass die Pensionierung des
Ehemannes nicht unter diese Formulierung fällt.
Tale
sentenza è passata in giudicato. A quel momento il marito era dentista in
proprio, mentre la moglie non esercitava attività lucrativa. Il 12 marzo 2003 l'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone di Basilea Campagna ha riconosciuto AP 1
inabile al lavoro, assegnandogli una rendita d'invalidità al 100% dal 1° novembre
2001. Quest'ultimo ha continuato l'attività dello studio dentistico ad __________
affidandosi ad assistenti sino alla fine del 2008. Risposatosi con __________,
nell'agosto del 2009 egli si è si è trasferito a __________.
B. Il
23 marzo 2010 AP 1 ha convenuto l'ex moglie davanti
al Pretore della giurisdizione di Locarno Città per
ottenere la riduzione del contributo alimentare in favore di lei a
fr. 3756.– mensili dal 23 marzo 2010 fino al 1° gennaio 2015, a fr. 2306.– mensili dal
1° gennaio al 1° settembre 2015, a fr. 1701.– nel settembre del 2015, a fr. 661.– mensili dal 1° ottobre 2015 al 1° maggio 2016 e a fr. 456.– mensili dopo di allora, dedotte le
eventuali quote di reddito della convenuta in proporzione con quanto stabilito
dalla sentenza di divorzio. Nella sua risposta del 4 giugno 2010 la
convenuta ha proposto di respingere l'azione. In sede di replica e duplica le
parti hanno mantenuto i rispettivi punti di vista. L'udienza preliminare si è
tenuta il 26 ottobre 2010 e l'istruttoria si è chiusa il 23 agosto 2011. Al
dibattimento finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni
scritte. Nel suo allegato dell'8 novembre 2011 l'attore ha riaffermato le proprie domande. Nel proprio, del 2 novembre 2011, la convenuta ha
proposto una volta ancora di respingere la petizione.
C. Statuendo il 2 dicembre 2011,
il Pretore ha parzialmente accolto l'azione nel senso che ha ridotto il contributo
alimentare per AO 1 a fr. 5200.– mensili dal 23 marzo 2010 al 30 aprile 2016, “ritenuto
che l'eventuale quota di reddito della convenuta eccedente fr. 1733.– mensili
andrà dedotta dal contributo in ragione di un mezzo”, e a fr. 2500.–
mensili in seguito, “ritenuto che l'eventuale quota di reddito della convenuta
eccedente fr. 5200.– andrà dedotta dal contributo in ragione di un mezzo”. Le
spese processuali di fr. 6000.– sono state poste a carico dell'istante,
tenuto a rifondere alla convenuta fr. 13 000.–
per ripetibili.
D. Contro la sentenza appena
citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 5 gennaio 2012 nel
quale chiede di riformare la decisione impugnata nel senso di accogliere integralmente
la sua petizione. Con osservazioni del 20 febbraio 2012 AO 1 propone di
respingere l'appello.
in diritto: 1. Alle impugnazioni si applica il
diritto in vigore al momento della
comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Le sentenze
intimate dai Pretori dopo il 1° gennaio 2011 in azioni volte alla modifica di sentenze
di divorzio, rette fino al 31 dicembre 2010 dalla procedura ordinaria dell'art.
419 cpv. 3 CPC ticinese, sono appellabili pertanto entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che – dandosi controversie esclusivamente
patrimoniali – il valore litigioso raggiunga fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è dato, il
Pretore
avendo fissato il valore litigioso
in fr. 450 000.–. Quanto alla tempestività
dell'appello, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore dell'attore
il 14 dicembre 2011. Tenuto conto delle ferie intercorse dal 18 dicembre 2011 al 2 gennaio 2012 (art.
145 cpv. 1 lett. c CPC), l'appello presentato il 5 gennaio 2012 è
tempestivo.
2. Alle sue osservazioni del
20 febbraio 2012 AO 1 acclude due documenti nuovi: un estratto del registro di
commercio della __________ e uno della __________. Le
iscrizioni a registro di
commercio sono tuttavia notorie (DTF 138 II 564, consid. 6.2). Per di più – e come
si vedrà in appresso – tali documenti non sono di rilievo ai fini del giudizio.
3. AO 1 chiede che sia
esperita una perizia sulle aspettative ereditarie di AP 1, prova rifiutata dal
Pretore con ordinanza del 27 maggio 2011 siccome non necessaria e, “per le ragioni
che verranno all'occorrenza esposte in sede di sentenza finale, ininfluente ai
fini di causa”. Nella decisione impugnata il primo giudice ha poi soggiunto di
avere respinto il mezzo di prova perché le aspettative ereditarie non rientrano
nella valutazione della potenzialità economica del debitore (consid. 5).
Nell'appello la convenuta reitera l'offerta, ma non spiega perché l'opinione
del Pretore sarebbe erronea. Sfornito di motivazione, in proposito l'appello
sfugge a ulteriore disamina.
4. Nella sentenza impugnata il
Pretore, riassunti i presupposti per la modifica di una sentenza di divorzio,
ha accertato che il reddito dell'attore ammontava il 20 dicembre 2002 a fr. 20 800.– mensili, mentre nulla era dato di sapere
sul suo fabbisogno minimo, le sentenze basilesi non contenendo alcuna
precisazione. Egli ha rilevato dipoi che nella fattispecie la
convenzione stipulata dai coniugi sugli effetti del divorzio si prefiggeva di
garantire alla moglie il precedente tenore di vita (determinato in fr. 6000.–
mensili), permettendo a AO 1 di stipulare una copertura assicurativa sulla
vita dell'ex marito (ciò che essa ha fatto con la polizza “__________”) e di costituirsi
un'adeguata previdenza di vecchiaia (di cui però non v'era traccia). Ciò
posto, il Pretore ha aggiornato la situazione economica della convenuta, giungendo
alla conclusione che non era “subentrato un mutamento dell'importo
necessario alla convenuta per coprire il suo fabbisogno”.
Quanto alla
situazione dell'attore, egli ha appurato che dal 1° novembre 2001 AP 1
percepisce una rendita intera d'invalidità, che nel 2007 egli si è risposato e che
fino al 1° gennaio 2015 le sue entrate ammonteranno a fr. 14 880.– mensili complessivi (rendita AI fr. 2280.–, rendite da assicurazioni private
fr. 10 666.–, reddito ipotetico della
sostanza mobiliare fr. 1934.–), mentre nulla risulta circa il suo
fabbisogno. Nessun elemento permette dunque di affermare – ha epilogato il
Pretore – che con un reddito di fr. 14 880.– mensili egli non sia in grado di continuare
a erogare il contributo alimentare di fr. 6000.– per l'ex moglie. Mensilmente
gli rimane una disponibilità di fr. 8880.–, cui appare corretto aggiungere un importo
di fr. 700.– conseguibile dalla nuova moglie come estetista (per un totale di
fr. 9580.– mensili). Inoltre l'onere ipotecario dell'appartamento a __________
è sensibilmente inferiore rispetto a quello della precedente abitazione di __________
e dal 2007 AP 1 non deve più provvedere
al mantenimento della figlia C__________, stimato in fr. 1500.– mensili.
Nelle circostanze descritte il Pretore
ha tenuto conto nondimeno, per ragioni
equitative, del fatto che il reddito dell'attore è in ogni modo
diminuito, sicché ha ridotto di fr. 800.– mensili il contributo alimentare, togliendo
il presumibile supplemento (20%) cumulato al fabbisogno della moglie nella
sentenza del 20 dicembre 2002, onde una riduzione del contributo alimentare a
fr. 5200.– mensili fino al 31 dicembre 2014. Per il seguito il primo giudice ha
reputato che la scadenza delle varie polizze assicurative, ancorché non imprevedibile,
poteva costituire un motivo di riduzione, ma che l'attore continuava a disporre
di mezzi sufficienti per versare il contributo di fr. 5200.– mensili. Dopo il pensionamento
ordinario della convenuta, il 1° maggio 2016, il Pretore ha accertato che l'attore
percepirà fr. 4954.– mensili, ovvero il 60% meno del reddito di riferimento (fr. 12 500.– mensili), ma che la considerevole
sostanza mobiliare (fr. 1 547 265.–), la sua aspettativa di vita e la
prevedibilità della diminuzione delle sue entrate dovute al pensionamento giustificava
che quest'ultimo intaccasse la sostanza per far fronte al versamento di fr. 2500.–
mensili in favore della convenuta. Ne è conseguito, su questo punto, il rigetto
dell'azione.
5. Secondo l'appellante la
sentenza di divorzio non può essere rettificata, sicché occorre mantenere
immutato il rapporto originario fra reddito del debitore alimentare fissato
nella sentenza e l'entità del contributo alimentare. Egli rimprovera al Pretore
di avere considerato altri elementi di valutazione (fabbisogni, reddito e
ammontare della sostanza), scostandosi dall'unica base di calcolo posto a
fondamento della sentenza di divorzio, ovvero “la rispondenza tra la
disponibilità economica, in termini di entrate, del debitore di alimenti e
l'importo del contributo alimentare”. Per l'appellante, quand'anche si potesse
tenere conto dell'intera situazione finanziaria, il ragionamento del primo
giudice sarebbe incoerente, poiché si dovrebbe tenere calcolo, in tal caso, anche
della sostanza immobiliare. E sotto questo aspetto la sua situazione è
senz'altro peggiorata, avendo egli alienato nel frattempo lo studio dentistico,
la casa di __________ e un appartamento in Florida di cui era proprietario al
momento del divorzio.
L'appellante contesta altresì il
reddito virtuale che il Pretore ha imputato alla sua seconda moglie, la quale
solo nel 2010 ha iniziato l'attività di estetista, lamentando che il Pretore
non ha apprezzato correttamente nemmeno la sua situazione dopo il pensionamento,
giacché in seguito alla cessazione dell'attività professionale nel 2001 il suo
patrimonio non può contare sull'accumulo dei risparmi di almeno 15 anni di
attività lucrativa. Di ciò – soggiunge – occorre tenere conto nella
determinazione della quota di sostanza da intaccare. In conclusione egli chiede
che il contributo alimentare sia diminuito nella stessa misura in cui si è
ridotto il suo reddito, ossia del 40%.
6. Secondo l'art. 129 cpv. 1
prima frase CC se la situazione muta in maniera rilevante e durevole, la
rendita fissata in una sentenza di divorzio può essere ridotta, soppressa o
temporaneamente sospesa. I presupposti per la riduzione o la soppressione di un
contributo di mantenimento sono già stati riassunti dal Pretore (sentenza
impugnata, consid. 1 e 2). Al riguardo basti rammentare che la modifica non ha
lo scopo di correggere la decisione precedente, ma di adattarla alla nuova
situazione delle parti (DTF 138 III 292 consid. 11.1.1). Decisivo per il
giudizio è il raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano costoro
al momento in cui il contributo è stato stabilito – rispettivamente al momento
in cui è stato modificato l'ultima volta – e la situazione al momento della
decisione. Il giudice non deve fissare il contributo ex novo, ma
valutare equitativamente in che modo il cambiamento invocato si ripercuota
sulla sentenza originaria o su quella in cui il contributo
litigioso è stato modificato l'ultima volta. Il giudizio non è solo di diritto,
ma anche di equità (RtiD I-2009 pag. 617 consid. 3c, 3d e 4; da ultimo: I CCA,
sentenza inc. 11.2008.169 del 7 agosto 2012, consid. 4; cfr. nel vecchio
diritto: RtiD I-2006 pag. 666 consid. 4).
Ora, una
contrazione delle entrate non basta – da sé sola – per rendere verosimile un
peggioramento finanziario. Decisivo è, come detto, il raffronto tra la
situazione economica di AP 1 (reddito e fabbisogno) il 20 dicembre 2002, al momento
in cui è stata omologata la convenzione sugli effetti del divorzio, e la situazione
di lui il 23 marzo 2010 (reddito e fabbisogno), quando ha intentato causa per
ottenere la riduzione del contributo alimentare (Pichonnaz in: Commentaire romand, CC I, n. 20 e 21 ad
art. 169; Spycher/Gloor in: Basler
Kommentar, ZGB I, 3ª edizione, n. 6 ad art. 169). Spettava all'attore, il
quale chiede la riduzione del contributo, dimostrare i presupposti dell'art.
129 cpv. 1 CC, recando i dati necessari (Pichonnaz,
op. cit., n. 94 ad art. 169 CC). In concreto però, come ha rilevato il Pretore,
tutto si ignora sul fabbisogno minimo di lui. Che tale dato sia mutato è verosimile,
ove appena si pensi che nel 2007 l'attore si è risposato e che nel 2009 si è
trasferito da __________ a __________. Mancano tuttavia gli elementi essenziali
per definirlo, ciò che rende un paragone con la situazione anteriore del tutto
impossibile. L'appello andrebbe respinto così già per tale motivo.
7. Ci si potrebbe domandare
invero se, nella sentenza di divorzio essendosi fissato il contributo
alimentare per AO 1 solo in funzione del reddito del marito, il raffronto non
vada operato solo in relazione a tale elemento. E sotto questo profilo è
indubbio che, rispetto al momento del divorzio, il reddito di AP 1 (allora di
fr. 20 800.– mensili) si è contratto in
maniera rilevante e duratura, essendo diminuito a fr. 14 880.– mensili. La risposta è negativa. Un confronto in termini percentuali
dei redditi costituisce un mero indizio e non esime il giudice da un'analisi
del caso concreto (sentenza del Tribunale federale 5C.197/2003 del 30 aprile
2004, consid. 3), ove si pensi che il paragone non si esaurisce in termini
aritmetici, ma implica anche – come si è visto – una valutazione di equità.
Non si disconosce che, l'attore
essendo divenuto totalmente inabile al lavoro con diritto a una rendita
d'invalidità intera (doc. C), una modifica della sentenza di divorzio entrava
in linea di conto nella fattispecie già in tale prospettiva. Ciò non impediva
al Pretore, in ogni modo, di tenere conto della sostanza e, a maggior ragione,
dei redditi acquisiti dall'attore dopo il divorzio. Né l'appellante
contesta di disporre attualmente di un capitale di almeno fr. 1 547 265.– che può fruttargli fr. 1934.–
mensili. Si limita a sostenere che i redditi e il consumo della
sostanza non vanno considerati, ma non si confronta con la motivazione del
Pretore sull'ammontare del reddito ipotetico del capitale (consid. 8), sulla
percezione di rendite assicurative private (consid. 13, 14.1 e 14.2), sul ricavo
di un'altra polizza assicurativa (consid. 14.4) né sulle quote di capitale da
consumare dopo il pensionamento (consid. 17). Al proposito l'appello si rivela finanche
sprovvisto di adeguata motivazione.
8. L'appellante contesta che alla
seconda moglie si possa imputare un reddito. Egli stesso ammette però che dal
novembre del 2010 costei lavora come estetista (interrogatorio formale del 24
maggio 2011). Sia come sia, pur ignorando il
reddito potenziale di fr. 700.– mensili stimato dal Pretore,
l'appellante non pretende che con una disponibilità di fr. 9680.– mensili
(reddito complessivo di fr. 14 880.– meno
il contributo per l'ex moglie di fr. 5200.–) il fabbisogno minimo del nuovo
nucleo familiare – di cui tutto si ignora – non sia garantito. Poco giova
d'altronde che il Pretore non abbia esaminato la possibilità per la convenuta
di estendere l'attività lucrativa. A prescindere dal fatto che l'appellante non
trae conclusioni da tale doglianza, né indica il reddito conseguibile dalla
convenuta (oggi sessantenne), una riduzione del contributo alimentare si sarebbe
giustificata solo nell'ipotesi di reddito superiore a fr. 2000.– mensili (fr.
6000.– mensili dopo il pensionamento di lei). E in concreto nemmeno l'appellante
pretende che ciò sia il caso. Su questo punto l'appello si rivela destituito di
fondamento.
9. Da ultimo l'appellante
lamenta che la tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di primo grado
siano state poste interamente a suo carico ancorché egli abbia ottenuto una riduzione
del contributo alimentare da fr. 6000.– a fr. 5200.– mensili dal 23 marzo 2010
al 30 aprile 2016. Chiede così che gli oneri processuali e le ripetibili siano
suddivisi tenendo calcolo del suo grado di vittoria per il 35%. In realtà non è
dato di capire come egli giunga a tale risultato. Se la percentuale proposta fosse
determinata unicamente in base al periodo per cui il Pretore ha operato una modifica
del contributo alimentare bisognerebbe considerare altresì che l'attore ha
postulato una riduzione del contributo alimentare anche dopo il 1° maggio 2016,
risultando del tutto soccombente. Comunque sia, la tassa di giustizia di fr.
6000.– fissata dal primo giudice per una causa avente un valore litigioso di
fr. 450 000.– si situa al limite inferiore
della tariffa, l'art. 17 cpv. 1 vLTG prevedendo per valori compresi tra fr. 200 000.– e fr. 500 000.–
(come l'attuale art. 7 cpv. 1 LTG) un emolumento variante da fr. 5000.– a fr.
20 000.–. Anche tenendo calcolo del
(modesto) grado di vittoria conseguito da AP 1, la tassa di giustizia di fr.
6000.– posta dal Pretore a carico di quest'ultimo si giustifica perciò nel
risultato. Una volta ancora l'appello è destinato quindi all'insuccesso.
10. Le spese del giudizio
odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). AP 1 rifonderà inoltre
alla controparte, che ha presentato osservazioni per il tramite di un
patrocinatore, un'adeguata indennità per ripetibili.
11. Circa i rimedi esperibili
sul piano federale contro l'odierna sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il
valore litigioso raggiunge sicuramente la soglia di 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.
Per questi motivi,
decide: 1. Nella misura in cui è
ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.
2. Le spese processuali di fr. 2000.–
sono poste a carico dell'appellante, che rifonderà alla
controparte fr. 3000.– per ripetibili.
3. Notificazione a:
–;
–.
Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il
presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati
dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione
impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per
Fatti
i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Considerandi
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).