11.2012.49
Competenza per modificare o sopprimere provvedimenti cautelari dopo l'emanazione della sentenza finale di primo grado
12 luglio 2012Italiano15 min
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Numero d'incarto:
11.2012.49
Data decisione, Autorità:
12.07.2012, ICCA
Titolo:
Competenza per modificare o sopprimere provvedimenti cautelari dopo l'emanazione della sentenza finale di primo grado
PROVVEDIMENTI CAUTELARI
art. 268 CPC
Incarto n.
11.2012.49
Lugano,
12 luglio
2012/mc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La prima Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Fatti
G. A. Bernasconi, presidente,
Giani e Celio
vicecancelliera:
Billia
sedente per statuire nella causa OA.2009.10 (modifica di sentenza di
divorzio) della Pretura del
Distretto di Blenio promossa con petizione del 18 giugno 2009 da
AP 2 ora in
(patrocinato
dall'avv. PA 1)
contro
AO 1 ora in (, USA)
(patrocinata dall'avv. PA 2),
giudicando
sull'appello del 14 maggio 2012 presentato da AP 2 contro il decreto cautelare
emesso dal Pretore il 26 aprile 2012 e sull'appello dello stesso 14 maggio 2012
presentato da
AP
1 (2002), ora in __________
(già
patrocinato dall'avv. dott. __________, __________,
e
ora rappresentato da __________, __________)
contro
il medesimo decreto cautelare;
Ritenuto
in fatto: A. Con sentenza del 3 novembre 2008 il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra AP 2 (1972) e AO 1
nata AO 1 (1978), cittadina statunitense, omologando una convenzione in cui i
coniugi pattuivano l'affidamento del figlio AP 1 (2002) alla madre e regolavano
il diritto di visita del padre, quest'ultimo impegnandosi a versare un
contributo alimentare per il figlio di fr. 800.– mensili indicizzati fino al
12° compleanno e di fr. 850.– mensili indicizzati fino alla maggiore età
(clausole n. 3 e 4). Tale sentenza è passata in giudicato.
B. Il
18 giugno 2009 AP 2, allora domiciliato a __________, si è rivolto al Pretore
del Distretto di Blenio perché modificasse la sentenza di divorzio nel senso di
affidargli il figlio e disciplinasse il diritto di visita della madre,
subordinatamente regolasse altrimenti il suo proprio diritto di visita. Con
decreto cautelare del
12 marzo 2010 il Pretore ha omologato un accordo provvisionale raggiunto
dagli ex coniugi in virtù del quale AP 1 sarebbe stato affidato al padre dal 15
gennaio 2010, il contributo alimentare per il figlio sarebbe stato soppresso e
alla madre sarebbe stato garantito “il più ampio diritto di visita, da
concordarsi tra le parti e da esercitarsi durante le ferie scolastiche”. Il 7
dicembre 2011 AO 1, trasferitasi in __________ e risposatasi con __________, ha
postulato la revoca del provvedimento cautelare. Nelle sue osservazioni del 28
dicembre 2011 AP 2 ha proposto di respingere la richiesta.
C. Statuendo
nel merito con sentenza del 26 aprile 2012, il Pretore ha parzialmente accolto la
petizione, nel senso che ha modificato il diritto di visita di AP 2, ne ha regolato
l'esercizio e ha ridotto il contributo alimentare per il figlio a fr. 500.–
mensili indicizzati fino alla maggiore età, assegni familiari non compresi. AO
1 è stata autorizzata a trasferire AP 1
in __________.
La tassa di giustizia di fr. 4300.– e le spese di
fr. 12 500.– sono state poste per due terzi a carico dell'attore e per il
resto a carico della convenuta, cui l'attore è stato condannato a rifondere fr.
3000.– per ripetibili ridotte. Entrambe le parti sono state ammesse al
beneficio dell'assistenza giudiziaria. La sentenza è stata intimata per posta il
giorno stesso della sua emanazione.
D. Con
decreto cautelare di quello stesso 26 aprile 2012 il Pretore ha poi accolto l'istanza
con cui AO 1 postulava la revoca del decreto cautelare 12 marzo 2010. Ha affidato così il figlio alla madre, autorizzata a trasferire AP 1 in __________, ha condannato AP 2 a versare un contributo alimentare di fr. 500.– mensili indicizzati
per AP 1 (assegni familiari non compresi) e ha regolato il diritto di visita di
lui. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr. 100.– sono state
poste a carico di AP 2, tenuto a rifondere a AO 1 un'indennità di fr. 500.– per
ripetibili. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio dell'assistenza
giudiziaria. Il decreto è stata intimato per posta il giorno dopo la sua
emanazione.
E. Contro
il decreto cautelare appena citato AP 2 è insorto il 14 maggio 2012 a questa Camera per ottenere che – conferitogli il beneficio dell'assistenza giudiziaria e accordato
all'appello effetto sospensivo – la decisione impugnata sia annullata per incompetenza
del giudice adito, subordinatamente sia riformata nel senso di respingere
l'istanza di revoca presentata dall'ex moglie il 7 dicembre 2011 o, in via
ancor più subordinata, nel senso di respingerla almeno per quanto riguarda
l'affidamento del figlio, offrendo egli in tal caso un contributo alimentare per
AP 1 di fr. 500.– mensili, assegni familiari non compresi. Contestualmente AP 2
sollecita l'emanazione di provvedimenti cautelari in appello. Invitata a
esprimersi sulla richiesta di effetto sospensivo e sulla censura di
incompetenza per materia sollevata nell'appello, nelle sue osservazioni dell'11
giugno 2012 AO 1 propone di respingere l'una e l'altra, instando a sua volta
per il beneficio dell'assistenza giudiziaria.
F. Contro
il decreto cautelare del 26 aprile 2012 è insorto a questa Camera anche AP 1,
patrocinato da un legale, per ottenere a sua volta che – conferitogli il
beneficio dell'assistenza giudiziaria e accordato all'appello effetto
sospensivo – la decisione impugnata sia riformata nel senso di respingere
l'istanza di revoca presentata dalla madre il 7 dicembre 2011. Invitata a
esprimersi sulla richiesta di effetto sospensivo, con osservazioni
dell'11 giugno 2012 AO 1 propone di respingerla, instando per il beneficio
dell'assistenza giudiziaria.
G. Il
13 giugno 2012 AO 1 ha introdotto a questa Camera un'istanza di provvedimenti
cautelari, che ha ritirato il 19 giugno successivo siccome divenuta priva
d'oggetto. In seguito AP 2 ha replicato spontaneamente il 18 giugno 2012 alle
osservazioni presentate da AO 1 all'appello, confermando il proprio punto di
vista. AO 1 ha duplicato di sua iniziativa il 27 giugno 2012, ribadendo la propria
posizione.
Considerandi
in diritto: I. Sull'appello
di AP 2
1.
AP 1 ha promosso il 18 giugno 2009 un'azione intesa alla modifica
della sentenza di divorzio (art. 134 CC), retta dalla procedura ordinaria degli
art. 165 segg. CPC ticinese (art. 404 cpv. 1 CPC con rinvio all'art. 419 cpv. 3
CPC ticinese). Quanto all'emanazione di decreti cautelari, essa era regolata dalla
procedura sommaria degli art. 376 segg. CPC ticinese. Ora, alle impugnazioni si
applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione
(art. 405 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie il decreto cautelare
è stato notificato alla legale di AP 2 il 4 maggio 2012. L'appello è disciplinato così dagli art. 308 segg. CPC. E una decisione pronunciata in
procedura sommaria è appellabile, secondo l'art. 314 cpv. 1 CPC, entro dieci
giorni. Introdotto il 14 maggio 2012, ultimo termine utile, l'appello in esame
è pertanto ricevibile.
2.
L'art.
384.
CPC ticinese stabiliva – come ha ricordato il Pretore – che, dandosi cessazione
del pericolo o cambiamento delle condizioni determinanti, un provvedimento
cautelare poteva essere modificato o revocato dal giudice “in ogni tempo”. La
norma non precisava se ciò valesse anche per il tempo successivo all'emanazione
della sentenza finale. Nel caso specifico invero il Pretore ha statuito sulla
modifica dell'assetto cautelare dopo avere giudicato nel merito, come egli medesimo
riconosce nel decreto impugnato (“con sentenza di merito odierna questo Pretore
ha così deciso”: consid. 5), tant'è che il decreto è stato intimato il giorno
dopo la sentenza finale. L'interrogativo può ad ogni modo rimanere aperto,
poiché alle impugnazioni si applica – come detto – il diritto in vigore al
momento della comunicazione della decisione (sopra, consid. 1). E secondo il
diritto nuovo solo l'autorità di appello può modificare, sospendere o revocare
provvedimenti cautelari dopo l'emanazione della sentenza finale di primo grado
(Bohnet in: Code de procédure
civile commenté, Basilea 2011, n. 10 ad art. 268). Una volta giudicato nel
merito, pertanto, in concreto il Pretore
non aveva più alcuna competenza al riguardo.
3.
Nelle
osservazioni all'appello AO 1 sottolinea che, secondo Sprecher (in: Basler Kommentar, ZPO, Basilea 2010, n. 10 ad
art. 268), il primo giudice conserva la facoltà di modificare, sospendere o
revocare provvedimenti cautelari anche dopo l'introduzione di un eventuale appello
ove occorra agire senza indugio. Il problema è che, si condividesse pure tale
opinione, mal si intravede quale particolare urgenza lasciasse
supporre in concreto il pericolo di un ritardo nel caso in cui l'assetto
cautelare andasse disciplinato da questa Camera. L'istanza di revoca presentata
da AO 1 risaliva al 7 dicembre 2011. Si fosse data particolare urgenza, non
occorreva attendere fino al 26 aprile 2012 per decidere né si imponeva,
tanto meno, di statuire dopo la decisione finale. Ne segue che, al momento in
cui ha pronunciato il decreto impugnato, il Pretore non era più abilitato a
modificare l'assetto cautelare da lui omologato il 12 marzo 2010. La decisione
appellata incorre di conseguenza nell'annullamento.
4.
L'emanazione
del presente giudizio fa diventare senza oggetto la richiesta di effetto
sospensivo contenuta nell'appello, come pure le prove offerte e i provvedimenti
cautelari postulati dall'appellante dinanzi a questa Camera.
5.
Le
spese giudiziarie seguono la soccombenza di AO 1, che ha proposto a torto di
respingere l'appello (art. 106 cpv. 1 CPC). Ciò renderebbe caduca l'istanza di gratuito
patrocinio avanzata da AP 2, ma l'incasso di ripetibili appare difficile, se
non impossibile, il che giustifica di concedere sin d'ora all'interessato il
beneficio richiesto (DTF 122 I 322). L'indigenza di lui è invero documentata e l'intenzione
di ricorrere contro il decreto cautelare appariva legittima (art. 117 CPC).
Per quel
che è dell'indennità spettante alla patrocinatrice d'ufficio, in mancanza di
una nota professionale (che incombeva alla rappresentante produrre: sentenza
del Tribunale federale 2C_421/2011 del 9 gennaio 2012, consid. 9.3), occorre
procedere per apprezzamento. In concreto la legale ha redatto il memoriale di appello
(41 pagine), una lettera di due righe a questa Camera e una replica spontanea
(3 pagine). Anche considerando un paio di verosimili colloqui con il cliente e
con il legale della controparte, un avvocato ragionevolmente speditivo non avrebbe
verosimilmente profuso nell'assolvimento di un simile mandato più di una
dozzina d'ore di lavoro (retribuite fr. 180.– l'una: art. 4 cpv. 1 del
regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza
giudiziaria: RL 3.1.1.7.1), cui si aggiungono le spese (10%: art. 6 cpv. 1 del
regolamento citato) e l'IVA (8%). Non si deve trascurare in effetti che
l'indennità per la stesura dell'appello va commisurata a quanto sarebbe stato
oggettivamente necessario per censurare la competenza del primo giudice, senza
motivazioni aggiuntive di prolissità incompatibile con la natura sommaria di un
procedimento cautelare e senza repliche spontanee destituite di utilità pratica.
L'indennità di patrocinio va fissata dunque in fr. 2600.– complessivi.
AO 1 risulta
a sua volta indigente. Invitata a esprimersi sull'effetto sospensivo chiesto
dall'appellante e sulla competenza del Pretore a emanare il decreto cautelare
impugnato, essa ha dovuto far capo a un legale per formulare osservazioni. Si
giustifica così di ammettere anch'essa al beneficio del gratuito patrocinio. Quanto
all'indennità che spetta al patrocinatore d'ufficio, occorre procedere una
volta ancora per apprezzamento. Nella fattispecie il legale ha redatto le
citate osservazioni (8 pagine) e la duplica spontanea (6 pagine), mentre non può
essere considerata la richiesta di provvedimenti cautelari del 13 giugno
2012, ritirata ancora prima dell'attuale giudizio. Anche presumendo un paio di
colloqui con il cliente e con la legale della controparte, un avvocato
ragionevolmente speditivo non avrebbe verosimilmente profuso nell'assolvimento
del mandato più di cinque d'ore di lavoro (retribuite fr. 180.– l'una:
art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio
e di assistenza giudiziaria: RL 3.1.1.7.1), cui si aggiungono le spese (10%:
art. 6 cpv. 1 del regolamento citato) e l'IVA (8%). Anche a questo proposito
non si deve trascurare che l'indennità va commisurata a quanto sarebbe stato
oggettivamente necessario per la difesa della cliente, senza dupliche
superflue. L'indennità di patrocinio va fissata così in fr. 1100.– complessivi.
II. Sull'appello
di AP 1
6.
L'accoglimento
dell'appello interposto da AP 2 rende senza oggetto quello di AP 1, la cui
legittimazione a ricorrere era a dir poco verosimile (art. 300 lett. a e b
CPC). In circostanze del genere rimane da statuire “secondo equità” sulle spese
giudiziarie di quest'ultimo appello (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC). A tal fine occorre
tenere conto che esso sarebbe stato presumibilmente accolto, ma per motivi estranei
a quelli addotti nel memoriale, in cui l'appellante nemmeno discuteva la
competenza del Pretore a modificare l'assetto cautelare dopo l'emanazione della
sentenza finale. Equitativamente si sarebbe giustificato così di non riscuotere
spese e nemmeno sarebbe entrata in linea di conto l'attribuzione di ripetibili,
l'appello essendo divenuto senza oggetto prima ancora che AO 1 fosse invitata a
esprimersi sul suo contenuto. Ne segue che l'appellante, la cui indigenza appare
manifesta, va ammesso al beneficio del gratuito patrocinio (art. 117 CPC).
Quanto all'indennità
che spetta al patrocinatore d'ufficio, occorre procedere una volta di più per
apprezzamento. Nel caso in rassegna il legale ha redatto l'appello (9 pagine) e
una lettera di poche righe a questa Camera. Anche considerando un paio di verosimili
colloqui, un avvocato ragionevolmente speditivo non
avrebbe
verosimilmente profuso nell'assolvimento del mandato più di otto d'ore di
lavoro (retribuite fr. 180.– l'una: art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa
per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria: RL 3.1.1.7.1),
cui si aggiungono le spese (10%: art. 6 cpv. 1 del regolamento citato) e l'IVA
(8%). L'indennità di patrocinio va fissata dunque in fr. 1700.– complessivi.
AO 1 è
stata invitata a esprimersi sulla richiesta di effetto sospensivo, ormai superata
dagli eventi. Senza disponibilità finanziaria per retribuire il proprio legale,
essa va ammessa – come si è appena visto – al beneficio del gratuito patrocinio.
Non si deve disconoscere tuttavia che per esprimersi su una domanda di effetto
sospensivo nell'ambito di una fattispecie a lui nota da anni un legale solerte e
diligente non avrebbe profuso più di tre ore di lavoro (retribuite fr. 180.–
l'una: art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio
d'ufficio e di assistenza giudiziaria: RL 3.1.1.7.1). Considerate le spese
(10%: art. 6 cpv. 1 del regolamento citato) e l'IVA (8%), l'indennità di
patrocinio va fissata pertanto in fr. 650.– complessivi.
III. Sui
rimedi giuridici a livello federale
7.
Circa i rimedi esperibili contro la
presente decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
l'attribuzione della custodia parentale non dipende da questioni di valore
litigioso e può formare oggetto di ricorso in materia civile senza
riguardo all'art. 74 LTF. L'impugnabilità
dei dispositivi sull'assistenza giudiziaria – di natura incidentale – segue
quella dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF), fermo restando che
lo Stato non è abilitato a impugnare concessioni di gratuito patrocinio (Tappy in: Code de procédure civile
commenté, op. cit., n. 17 ad art. 121 CPC).
Dispositivo
Per questi motivi,
decide: 1. L'appello
di AP 2 è accolto e il decreto cautelare impugnato è annullato.
2. Le spese di
fr. 500.– sono poste a carico di AO 1, che rifonderà all'appellante fr. 2600.–
per ripetibili.
3. AP 2 è
ammesso al beneficio del gratuito patrocinio da parte dell'avv. PA 1. Lo Stato
del Cantone Ticino verserà per l'appellante alla patrocinatrice d'ufficio
un'indennità di fr. 2600.–.
4. AO 1 è
ammessa al beneficio del gratuito patrocinio da parte dell'avv. PA 2. Lo Stato
del Cantone Ticino verserà per l'appellante al patrocinatore d'ufficio
un'indennità
di fr. 1100.–.
5. L'appello
di AP 1 è dichiarato senza oggetto e la causa è stralciata dai ruoli.
6. Non si
riscuotono spese per tale appello né si attribuiscono ripetibili.
7. AP 1 è
ammesso al beneficio del gratuito patrocinio da parte dell'avv. dott. __________.
Lo Stato del Cantone Ticino verserà per l'appellante al patrocinatore d'ufficio
un'indennità di fr. 1700.–.
8. AO 1 è
ammessa per tale appello al beneficio del gratuito patrocinio da parte dell'avv.
PA 2. Lo Stato del Cantone Ticino verserà per l'appellante al patrocinatore d'ufficio
un'indennità di fr. 650.–.
9. Notificazione:
–;
–;
–;
–.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Blenio.
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il presidente La
vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100
cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta
ad almeno 30
000
franchi; quando il valore
litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.
76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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