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Decisione

11.2013.14

Modifica di sentenza di divorzio su contributi per figli oltre la maggiore età

31 agosto 2015Italiano29 min

Source ti.ch

Fatti

i rapporti potevano ulteriormente peggiorare”, verosimilmente dopo il violento

alterco fra il padre e il figlio maggiore P__________, avvenuto il 28 aprile

2008 (interrogatorio formale: loc. cit. pag. 2, risposta n. 4). Relativamente

al rifiuto di colloqui telefonici e alle lettere lasciate sen­za risposta, egli

ha dichiarato – invero non senza contraddirsi – che avrebbe preferito discutere

con il padre di persona (loc. cit., pag. 2, risposta n. 6). Tale affermazione è

ancora meno verosimile ove si consideri che, dopo il violento alterco fra il

padre e P__________, i due figli si sono introdotti nell'abitazione paterna e

hanno portato via i loro effetti personali (loc. cit., pag. 2, risposte n.

6 e n. 7). Se dall'estate del 2009 le relazio­ni tra padre e figlio si sono

interrotte, di conseguenza, ciò si deve anche al figlio.

b) Quanto

precede nulla muta all'evidenza, nondimeno, che la rottura delle relazioni si

deve principalmente – se non in misura determinante – ai rapporti personali che

l'attore intende imporre ai figli con la sua attuale compagna. Lo stesso appellante

riconosce di non voler incontrare i figli senza di lei (appello, pag. 13 a

metà; doc. 3, pag. 3 a metà) e non contesta di avere rifiutato – come ha accertato

il Pretore – ogni riavvicinamento che non la coinvolgesse. Anche nell'ambito della

conciliazione tentata pendente causa egli ha preteso che si affrontasse prima

di tutto il problema legato all'incompatibilità fra i figli e la sua compagna, dettando

tale condizione prima di accettare nuovi incontri con i ragazzi (doc. 6). Sarà

anche legittima l'aspirazione sua di costruirsi una relazione affettiva con la nuova

partner e il desiderio di coinvolgere i figli in tale nucleo affettivo, ma

l'inflessibilità e la rigidezza da lui dimostrata di fronte alla renitenza dei

figli (che non sono tenuti a confrontarsi con __________ S__________) lo rende largamente

responsabile del degrado in cui versano le relazioni personali con il convenuto.

Non si trascura un concorso di colpa da parte di AO 1, la cui refrattarietà ai

conati di approccio paterno si giustifica solo entro certi limiti. Non si

tratta però di una colpa preponderante né tanto meno esclusiva, come richiede

la giurisprudenza. Il deterioramento delle relazioni fra le parti non legittima

pertanto la soppressione del contributo alimentare per il figlio.

8. Nell'appello l'attore fa

valere altresì che AO 1 ha impegni scolastici di un solo giorno la settimana,

sicché mettendo a profitto la sua capacità lucrativa all'80% in lavori meglio

retribuiti rispetto a quelli svolti per l'__________ o in aiuto alla madre

potrebbe sovvenire a sé medesimo. Senza dimenticare – egli allega – che il

figlio avrebbe dovuto usare per il proprio sostentamento la somma di fr. 20 000.– donatagli nel 2002/2003 dal nonno materno

e depositata su un conto bancario (deposizione del nonno __________ B__________:

verbale del 20 giugno 2011 nel fascicolo cautelare inc. DI. 2009.1782, pag. 3

in fondo). Quest'ultima argomentazione è superata dagli eventi, ove appena si

pensi che l'attore ha smesso di versare il contributo di mantenimento per il

figlio nel novembre del 2010. Non può sorprendere perciò che nel frattempo quel

denaro sia stato consumato.

Riguardo al fatto che il figlio

sia libero quattro giorni su cinque la settimana e potrebbe guadagnare più dei

fr. 300.– mensili circa percepiti dall'__________ e dei fr. 100.– mensili percepiti

lavorando per la madre (interrogatorio formale: verbale del 7 settembre 2011,

pag. 2, risposta n. 11), tale stato di fatto si riferiva al tempo in cui AO 1

frequentava la Scuola commerciale di __________, intenzionato a conseguire nel

giugno del 2012 la maturità professionale (loc. cit., pag. 2, risposta n. 9).

Fino al giugno del 2010, quando ha conseguito il diploma di impiegato

qualificato, egli frequentava la Scuola media di commercio, la quale richie­deva

notoriamente un impegno a tempo pieno, pur con una parte di pratica

professionale. Dal settembre del 2012, poi, il figlio è iscritto alla __________,

senza che sia dato di sapere quanto tempo libero gli rimanga. Comunque sia, ai

tempi in cui frequentava la Scuola commerciale di __________ il convenuto ha

dichiarato di avere svolto taluni stages nel quadro della propria formazione,

ma che nessun datore di lavoro lo ha assunto in pianta stabile (interrogatorio

formale: loc. cit., pag. 2, risposta n. 10). Quanto abbia guadagnato assolvendo

quei periodi di praticantato non gli è stato chiesto né risulta dagli atti.

Quanto avrebbe potuto guadagnare concretamente impiegandosi in altro modo è un

interrogativo che resta tale (nemmeno l'appellante prospetta una cifra). Tanto

meno è possibile concludere perciò che quel reddito avrebbe giustificato di

sopprimere o di ridurre – per lo meno tran­sitoriamente – il contributo in suo

favore fissato nella convenzione sugli effetti del divorzio.

9. L'appellante adduce infine

che rispetto ai tempi del divorzio le sue condizioni economiche sono assai

peggiorate, sia perché egli si è trasferito da __________ a __________ sia

perché il suo carico fiscale è aumentato, non potendo egli dedurre dal reddito i

contributi alimentari versati ai figli maggiorenni, ciò che lo ha costretto a

indebitarsi per circa fr. 30 000.–. Egli

sostiene che a torto il Pretore gli ha rimproverato di non avere comprovato

tale stato di cose, giacché le sue ristrettezze si evincono dalla

documentazione prodotta a sostegno della richiesta di assistenza giudiziaria,

mentre la buona situazione dell'ex moglie emerge dalla tassazione 2007 agli

atti. Così argomentando egli perde di vista, nondimeno, che la causa da lui

promossa è un'azione intesa alla modifica di una sentenza di divorzio (art. 134

cpv. 2 CC). Decisivo è sapere perciò che cosa sia cambiato rispetto al momento

in cui il Pretore ha omologato la convenzione sottoscritta dai coniugi il 2

aprile 1998 e se gli eventuali mutamenti giustifichino una modifica della

sentenza emanata il 5 giugno 1998. Invano si cercherebbero dati a tal fine

Considerandi

nella documentazione da lui prodotta in prima sede a sostegno della richiesta

di assistenza giudiziaria (nel parallelo inc. OA.2009.761) o nella tassazione

2007.

dell'ex moglie.

Certo, l'appellante invoca la

propria indigenza e i debiti accumulati nei confronti del fisco, che hanno

portato addirittura al rilascio di attestati di carenza di beni nei suoi

confronti. Non rende minimamente verosimile però che tali ristrettezze siano

dovute – come egli pretende – al trasloco da __________ a __________ o al

maggior carico tributario (di cui si ignora finanche l'ammontare) riconducibile

all'impossibilità di dedurre dal reddito imponibile i contributi alimentari per

i figli maggiorenni. Nulla dimostra, ciò posto, che il peggioramento delle

condizioni economiche in cui egli versa si ricolleghi a circostanze non

previste al momento del divorzio e non soltanto a un tenore di vita – o, eventualmente,

a un'assunzione di oneri – incompatibile con gli obblighi derivanti dal diritto

di famiglia. Se ne conclude che, una volta ancora, l'appello vede la sua sorte

segnata.

III. Sul diniego del gratuito

patrocinio

10.

Una decisione che rifiuti il

gratuito patrocino è impugnabile mediante reclamo (art. 121 CPC), a meno che

intervenga nel quadro della decisione finale e che il richiedente ricorra anche

contro la decisione finale, nel qual caso il rifiuto del gratuito patrocinio è

impu­gnabile con il rimedio giuridico dato contro quest'ultima decisione (art.

110.

CPC per analogia; Tappy in: CPC com­menté, Basilea 2011, n. 13 ad

art. 121 con richiami). Nella fattispecie AP 1 ha appellato il merito della

decisione finale. Il suo reclamo va trattato quindi come parte integrante dell'appello.

a) Il

Pretore ha rifiutato all'attore il beneficio dell'assistenza giudiziaria, nel

caso specifico, sia perché il richiedente non aveva dimostrato la propria

indigenza sia perché “neppure si realizza il presup­posto del fumus boni

iuris” (sentenza impugnata, pag. 7 a metà). L'interessato oppone che il suo

stato d'indigenza risulta dalla documentazione prodotta a sostegno della

richiesta di assistenza giudiziaria, al cui riguardo il Municipio di __________

ha espresso parere favorevole il 7 dicembre 2009. Quanto alla parvenza di buon

diritto insita nell'azio­ne di merito, egli ripete che la petizione non era

sprovvista di fondamento, l'obbligo di erogare contributi di mantenimento dopo

la maggiore età dei figli fondandosi su una clausola convenzionale formalmente inefficace,

ingiustificata per l'inesistenza di adeguate relazioni personali con i beneficiari,

per la possibilità che questi ultimi hanno di mantenersi da sé soli, per le

precarie condizioni economiche in cui versa egli medesimo e per il mancato

coinvolgimento suo nelle scelte dei figli di intraprendere studi superiori.

b) Secondo la procedura ticinese ancora applicabile

in primo grado (art. 404 cpv. 1 CPC), il beneficio dell'assistenza

giudiziaria era subordinato all'indigenza del richiedente (art. 3 cpv. 1 vLag),

all'incapacità da parte sua di procedere in lite con atti propri (art. 14 cpv.

2.

Lag), al requisito che una persona di condizioni

agiate, posta nella medesima situazione, non avrebbe rinunciato

ragionevolmente a ricorrere solo per i costi della procedura (art. 14 cpv. 1

lett. b Lag; sulla nozione: Corboz,

Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in: SJ 125/ 2003 II 81 in

basso con rinvii) e, non da ultimo, alla condizione che l'appel­lo avesse possibilità

di esito favorevole (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag). Analoghi presupposti prevede

ora l'art. 117 CPC, stando al quale ha diritto al gratuito patrocinio chiunque

sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a) e la cui domanda non appaia priva

di probabilità di successo (lett. b). Che nella fattispecie si applichi la

vecchia o la nuova procedura, di conseguenza, poco o punto sussidia ai fini del

giudizio.

c) Nella

misura in cui reputa che nel caso in rassegna AP 1 non abbia reso verosimile la

propria indigenza, il Pretore non può essere seguito. Nel parallelo fascicolo

processuale inc. OA.2009.761 figura infatti l'intera documentazione da lui prodotta

a sostegno della richiesta (rubrica “AG”), compreso il parere favorevole

espresso dal Municipio di __________ il 7 dicembre 2009. Che l'attore si

trovi in gravi ristrettezze, di conseguenza, non può seriamente essere revocato

in dubbio. Quanto in concreto faceva difetto sin dall'inizio alla petizione – e

al riguardo la valutazione del Pretore resiste alla critica – era la parvenza

di buon diritto. Già a un sommario esame invero l'asserita inefficacia della nota

clausola figurante nella convenzione sugli effetti del divorzio appariva

destituita di consistenza, mentre l'esclusiva responsabilità del figlio nella

rottura delle relazioni personali riusciva poco verosimile già di primo acchito.

Il deterioramento delle condizioni econo­miche dell'attore per il solo

trasferimento da __________ a __________ e per il maggior onere tributario non

denotava poi grande attendibilità, né la circostanza che AP 1 fosse rimasto

estraneo alle scelte professionali del figlio sembrava poter giustificare la soppressione

del contributo alimentare, non risultando che si fossero pretesi ragguagli sulle

intenzioni di AO 1 in materia di formazione professionale fino al mo­mento di

promuovere cau­sa. Le probabilità che l'azione potesse essere accolta

apparivano, in sintesi, di gran lunga inferiori a quelle che l'azione potesse

trovare accoglimento, fosse solo in parte. Il rifiuto dell'assistenza

giudiziaria in prima sede si rivela così sorretto da ragioni pertinenti e oggettive.

Anche su quest'ultimo punto l'appello si rivela destinato alla reiezione.

IV. Sulle spese, le ripetibili e il

gratuito patrocinio in appello

11.

Le spese del giudizio

odierno seguono la soccombenza dell'appellante (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si

attribuiscono ripetibili al convenuto, che non è stato chiamato a esprimersi

sull'appello. Quanto al gratuito patrocinio, esso non può entrare in linea di

conto già per il fatto che il ricorso appariva sin dall'inizio senza

probabilità di successo (art. 117 lett. b CPC), tanto da non essere stato notificato

per osservazioni alla controparte. Delle difficili condizioni economiche in cui

versa l'appellante si tiene calcolo, in ogni modo, riducendo al minimo la

riscossione di spese processuali.

V. Sui rimedi giuridici a livello

federale

12.

Circa i rimedi esperibili contro il presente giudizio sul piano federale

(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30 000.– sotto il profilo dall'art. 74 cpv. 1 lett. b

LTF (sui criteri di calcolo: sopra, consid. 1). L'impugnabilità

della decisione sul gratuito patrocinio, di natura incidentale, segue la via

giudiziaria data contro la decisione di merito (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF).

Dispositivo

Per questi motivi,

decide: 1. L'appello

è respinto e la sentenza impugnata con il decreto di stralcio sono confermati.

2. Le spese processuali di fr. 500.–

sono poste a carico dell'appellante.

3. La richiesta di gratuito

patrocinio è respinta.

4. Notificazione:

avv.;

avv..

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi

giuridici

Nelle

cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,

pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della

decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in

materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad

almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il

ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per

i

motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al

Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei

procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali

(art. 46 cpv. 2 LTF).