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Decisione

11.2020.47

Eccezione d'arbitrato: potere cognitivo del giudice statale

18 marzo 2021Italiano22 min

Fra il gennaio del 2000 e il gennaio del 2002 esso ha costituito su tale particella

Source ti.ch

giudicando sull'appello

del 25 maggio 2020 presentato dal AP 1 contro la decisione incidentale del 24

aprile 2020 con cui il Pretore ha respinto un'eccezione d'arbitrato;

Ritenuto

in fatto:

Fatti

A. Il AP 1 è

proprietario della particella n. 132 RFD di __________, un vasto appezzamento

di 9829 m²

situato in località __________.

Fra il gennaio del 2000 e il gennaio del 2002 esso ha costituito su tale particella

12 diritti di superficie intavolati nel registro fondiario come diritti per sé stanti e permanenti (dal n. __________ al

n. __________). In virtù di tali diritti sono state edificate sul fondo altrettante

case unifamiliari.

Sotto le 12 case

d'abitazione è stata costruita un'ampia autorimes­sa sotterranea con ingresso comune

dalla pubblica via. Da tale autorimessa è possibile risalire, per mezzo di

scale, alle varie abitazio­ni. Sopra l'autorimes­sa corre una strada

carrozzabile, raccordata alla pubblica via, che consente di raggiungere le case

a livello del terreno. L'accesso alle case è garantito da servitù “di passo

veicolare al livello terra e sotterraneo” lungo l'autorimessa e la strada

soprastante in favore dei singoli diritti di superficie per sé stanti e

permanenti.

B. Ogni contratto stipulato

fra il AP 1 e i 12 superficiari comprende disposizioni sul diritto di

superficie per sé stante e permanente (clausole dalla n. 1 alla n. 13), sulla

costituzione di una servitù prediale “di passo veicolare al livello terra e

sotterraneo” (clausola n. 14) e “condizioni generali” (clausole dalla n. 15 alla

n. 18). La clausola n. 14 precisa, in specie, che le spe­se di manutenzione

relative alla servitù di pas­so sa-rebbero andate a carico dei superficiari in

ragione di 1/12

ciascu­no. Alla clausola n. 15 figura infine quanto segue:

Controversie tra proprietario del fondo e superficiari

relativamente all'interpretazione del presente atto verranno decise

definitivamente da un tribunale arbitrale composto da tre membri con sede a __________.

Ogni parte nomina il proprio

arbitro; questi nominano un terzo arbitro quale presidente. In caso di mancato

accordo decide il presidente del Tribunale di appello del Cantone Ticino.

Il tribunale arbitrale decide

da sé la procedura applicabile.

Un

identico patto d'arbitrato figura al punto n. 10 di un “regolamento concernente

l'edificazione di 12 case d'abitazione sulla particella 132 RFD di __________ a

seguito della costituzione di 12 diritti di superficie”, accluso come inserto a

ognuno dei 12 atti notarili. Quel regolamento prevede che ogni superficiario

avrebbe corrisposto fr. 35 000.– al AP 1

per la costruzione del “passo veicolare al livel­lo terra e sotterraneo”. Non

contiene disposizioni invece sui relativi costi di manutenzione.

C. Successivamente, il

29 gennaio 2009, il AP 1, rappresentato dal presidente e dal vicepresidente del

Consiglio parrocchiale di __________, ha adottato, con l'approvazione dei

superficiari, un “regolamento per l'uso e la manutenzione del mappale 132 RFD

di __________”, che è stato menzionato nel registro fondiario. Riguardo all'autorimessa

sotterranea tale regolamen­to pone a carico del Beneficio cappellanico

“eventuali manchevolezze che dovessero

sorgere con il tempo” (punto n. 9), così come le spese di manutenzione

ordinaria e straordinaria del “tunnel” e della strada soprastante (punti n. 10

e 17), oltre ai “lavori di manutenzione straordinaria sulle parti comuni” (punto

n. 24). Il punto n. 43 (“modifiche del regolamento”) stabilisce:

(…) Il Beneficio

cappellanico, rispettivamente il Consiglio parrocchiale, non hanno l'autorità

di modificare il presente regolamento senza la convocazione di un'assemblea

straordinaria (…). I superficiari possono rigettare una proposta di modifica da

parte del Beneficio cappellanico. Eventuali controversie saranno regolate in

modo amichevole nel corso di una seconda assemblea straordinaria, se del caso

con l'ausilio di un mediatore che potrà essere designato di comune accordo. Nel

caso non si dovesse raggiungere una soluzio­ne, è data la possibilità ad

entrambe le parti di avviare una procedura legale, per la quale il foro è __________.

In

seguito alla necessità di eseguire lavori di manutenzione straordinaria al manufatto

sotterraneo (“tunnel”) e alla strada soprastante, nel 2017 sono sorti attriti fra

il Beneficio cappellanico e i superficiari circa l'assunzione dei costi. Il AP

1 ha contestato anche, in tale circostanza, che il presidente e il

vicepresidente del Consiglio parrocchiale di __________ potessero sottoscrivere

nel 2009 un regolamento in suo nome senza l'avallo dell'intero Consiglio

parrocchiale e della Curia vescovile.

D. Il 21 giugno 2018 i

superficiari AO 1 (diritto per sé stante e permanente n. 819), AO 9 e AO 10 (n.

820), AO 3 e AO 2 (n. 821), AO 19 e AO 20 (n. 822), AO 13 (n. 823), AO 16

e AO 17 (n. 824), AO

6 e AO 7 (n. 825), AO 14 e AO 15 (n. 826), AO 4 e AO 5 (n. 827), PI 1 e AO 11 (n. 828), AO 18 (n.

829) e AO 8 (n. 830) hanno convenuto il AP 1 per un tentativo di conciliazione

davanti al Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione

2, con la richiesta di discutere “la manutenzione della galleria ad esclusiva

competenza e onere” del Beneficio medesimo. Decaduto infruttuoso il tentativo

di conciliazione, il Segretario assessore ha rilasciato agli istanti

l'autorizzazione ad agire “che consente loro di inoltrare la causa”. Le spese

di fr. 1800.– sono state poste a carico degli istanti, “ritenu­to che in caso

d'inoltro della causa le stesse verranno rinviate al giudizio di merito” (inc.

CM.2018.410).

E. Con petizione del 22

febbraio 2019 i superficiari citati hanno promosso causa dinanzi al Pretore

perché il AP 1 fosse condannato a versar loro “per la manutenzione della galleria”

l'importo di fr. 363 217.80 con interessi,

riservata una diversa quantificazione della somma in corso di procedura. Nella

sua risposta del 5 aprile 2019 il AP 1 ha proposto di respingere la

petizione, contestando anzitutto la giurisdizione statale e invocando “la

clausola d'arbitrato presente in tutti i rogiti di costituzione del diritto di

superficie e di servitù prediale”, come pure nel regolamento annesso come inserto agli atti costitutivi dei diritti di

superficie e di servitù di passo.

F. Preso atto di ciò, il

Pretore ha deciso il giorno stesso di limitare in un primo tempo il processo

all'esame dell'eccezione d'arbitra­to. Ha assegnato così agli attori un termine

di 15 giorni per formulare osservazioni scritte. Gli attori hanno presentato il

9 maggio 2019 un memoriale in cui hanno chiesto di respingere l'eccezione

e di accertare la competenza a decidere del giudice stata­le. Il AP 1 ha

ribadito il 13 maggio 2019 la propria eccezione. I superficiari non hanno

duplicato. Il Pretore ha interpellato le parti il 20 febbraio 2020 per sapere se desiderassero

un dibattimento. Gli attori vi hanno rinunciato il 4 marzo 2020, mentre il AP 1

non ha reagito. Statuendo il 24 aprile 2020, il Pretore ha respinto l'eccezio­ne

d'arbitrato e ha posto le spese processuali di fr. 1500.– a carico del AP 1,

tenuto a rifondere agli attori fr. 3500.– complessivi per ripetibili.

G. Contro la decisione

appena citata il AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 25 maggio 2020

in cui chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di accogliere l'eccezione

d'arbitrato e di respingere in ordine la petizione dei superficiari. Constatato

che AO 11 era deceduto il 31 maggio 2019 durante il processo di primo grado,

con decreto del 29 maggio 2020 il presidente della Camera ha invitato il

patrocinatore degli attori a documentare chi gli fosse subentrato nella causa.

Il legale ha dato seguito all'invito il 2 luglio 2020, producendo copia di

un certificato ereditario in cui figurano come eredi la vedova PI 1 insieme con

i figli PI 2 e PI 3. Il 6 luglio 2020 l'appello è stato quindi intimato a tutti

gli attori, che nelle loro osservazioni del 2 settembre 2020 propongono di

respingerlo e di confermare la sentenza impugnata.

Considerando

Considerandi

in diritto:

1.

La decisione con cui un giudice, dopo avere limitato il

procedimento a una singola questione (art. 125 lett. a CPC), statuisce al proposito è “incidentale” nel

senso dell'art. 237 cpv. 1 CPC se un diverso giudizio dell'autorità giudiziaria

superiore può portare im­mediatamente all'emanazione di una decisione finale e

con ciò si può conseguire un importante risparmio di tempo o di spese (RtiD I-2016 pag. 717 n. 39c consid. 2). La decisione

incidentale emanata nell'ambito di una procedura ordinaria è impugnabile a

titolo indipendente (art. 237 cpv. 2 CPC) entro 30 giorni (art. 311

cpv. 1 CPC; RtiD I-2016 pag. 716 n. 39c

consid. 1b), sempre che, ove si tratti di una controversia patrimoniale, il valore

litigio­so raggiungesse fr. 10 000.– secondo

l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2

CPC). Nella fattispecie il valore litigioso è sicuramente dato,

ove si pensi al­l'ammontare della pretesa avanzata dagli attori (fr. 363 217.80, riservata una maggiorazione della somma).

L'accoglimento

del-

l'eccezione

d'arbitrato inoltre mettereb­be subito fine alla causa, con ragguardevole

risparmio di tempo e di spese. Quan­to alla tempestività dell'appello, la

decisione impugnata è stata notifi-cata al patrocinatore del convenuto il 27

aprile 2020 (traccia-mento dell'invio n. __________, agli atti). Depositato il

25.

maggio 2020, l'appel­lo in esame è pertanto ricevibile.

2.

Il AP 1 è un ente

autonomo del diritto civile ecclesiastico dotato di personalità giuridica

propria, distinto rispetto alla Parrocchia (RDAT I-2000 pag. 356 n. 8). Secondo

l'art. 19 cpv. 1 della legge sulla Chiesa cattolica, del 16 dicembre 2002 (LCC;

RL 191.100), sono beni parrocchiali i beni mobili e immobili attualmente

intestati al beneficio o alla preben­da parrocchiale o di appartenenza della

chiesa parrocchiale, come pu­re i proventi da donazioni, lasciti e liberalità

pubbliche o private in favore della Parrocchia e delle sue attività. La

diposizione ha inteso riprendere la “soppressione dei Benefici parrocchiali da

parte del diritto canonico del 1983” (Messaggio del Consiglio di Stato n. 5159

del 18 settembre 2001 concernente tale legge, ad art. 19). L'art. 24 cpv. 3 LCC

prevede così, come nor­ma transitoria, che l'amministrazione di tutti i Benefici

parrocchiali è conglobata in quella della Parrocchia entro cinque anni

dall'entrata in vigore della legge. Restano tuttavia riservati – fra l'altro – “i

diritti dei beni cappellanici e di iuspatronato fino a definizione della loro

destinazione da parte dei Patroni e dell'Ordinario” (art. 24 cpv. 3 lett. b

LCC). Il convenuto, Beneficio cappellanico (doc. 32 e 33), rientra in tale

eccezione. Continua perciò a sussistere come ente autonomo (art. 21 LCC; cfr.

Commissione indipendente di ricorso contro

le decisioni degli organi parrocchiali, decisione inc. 02/2019 del

28.

settembre 2020 consid. 1). È data perciò la sua legittimazione ad appellare.

3.

Nella sentenza

impugnata il Pretore ha rilevato in primo luogo che l'eccezione d'arbitrato è

stata sollevata dal Beneficio cappellanico tempestivamente, la comparsa

all'udienza di conciliazione non valendo come costituzione in giudizio. Ciò

premesso, egli ha ritenuto che nella fattispecie le clausole compromissorie contenute

nei rogiti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo si

riferisco­no “al­l'interpretazione del presente atto”, rispettivamente

“all'interpretazione del presente regolamento”, mentre l'attuale lite riguar­da

la validità e le conseguenze del successivo regolamen­to, del 29 gennaio 2009,

ed esula perciò dall'applicazio­ne di quelle clausole. Né – ha soggiunto il

Pretore – l'odierna controversia riguarda i diritti di superficie come tali. Concerne

“la strada di accesso per l'utilizzo della quale ciascun superficiario

beneficia di una servitù prediale di passo carrabile che grava il fondo di

proprietà del convenuto”. Sapere se gli accordi presi dalle parti nel quadro

del regolamen­to del 2009 sulla manutenzione di tale accesso siano validi e

quali siano i relativi effetti è una questione che – argomenta il Pretore – esula

dalle clausole arbitrali. La finalità del regolamen­to adottato nel 2009 – egli

soggiunge – “era sostanzialmente quella di disciplinare le questioni specifiche

ai diritti di superficie e non quelle legate alla servitù prediale gravante il

tunnel, che invece sarebbero state regolate in un secon­do momento”. Onde, a

suo parere, l'infondatezza dell'eccezione sollevata dal AP 1.

4.

Il convenuto fa

valere nell'appello che in concreto la causa non verte – come reputa il Pretore

– sulla validità e sulle conseguen­ze del “regolamento per l'uso e la

manutenzione del mappale 132 RFD di __________” adottato nel gennaio del 2009,

bensì sull'accertamento dei costi inerenti alla manutenzione del manufatto gravato

del diritto di passo e sul problema di sapere chi debba assumere tali costi. Per

determinare l'estensione di una servitù – prosegue il convenuto – fa stato

l'iscrizione nel registro fondiario, sicché occorre riferirsi all'atto

costitutivo della medesima, il quale nella fattispecie contempla una clausola compromissoria,

mentre nel registro fondiario il successivo regolamento del 2009 è semplicemente

menzionato, non avendo carattere costitutivo. Il patto d'arbitrato inserito fra

le condizioni generali degli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle

servitù di passo – allega l'appellante – copre anche litigi legati all'accesso veicolare,

e in particolare sulla relativa manutenzione. Nulla muta il rinvio a un successivo

regolamento per l'uso e l'amministrazione della via di collegamento prospettato

in quegli atti costitutivi. Anzi, assume il convenuto, dato che gli attori

sostengono la validità del regolamento del 2009 sulla base di tale

disposizione, anche l'interpretazione del medesimo soggiace alla clausola

arbitrale. Del resto, esso epiloga, il regolamento del 2009 prevede il foro di __________

unicamente per la modifica del regolamento medesimo, eventualità estranea alla

presente causa, mentre tutte le altre questioni che attengono al diritto di

passo sono coperte dalle clausole compromissorie.

5.

Conformemente all'art.

61.

CPC se le parti hanno pattuito di sottoporre ad arbitrato (con sede in

Svizzera) una controversia compromettibile, il giudice statale adito declina la

propria competen­za, eccetto che il convenuto si sia incondizionatamente costituito

in giudizio (lett. a) oppure che il patto d'arbitrato risulti manifestamente

nullo o inadempibile (lett. b) oppure che il tribunale arbitrale non possa

essere costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento

arbitrale (lett. c). Il giudice statale verifica con pieno potere cognitivo se un

patto d'arbitrato esiste e riguarda una controversia compromettibile. Esamina solo

sommariamente, per contro, se tale patto sia nullo o manifestamente

inadempibile oppure se il tribunale arbitrale non possa essere costituito per

motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale. Con potere

cognitivo meramen­te sommario egli esamina altresì se il patto d'arbitrato copra

le pretese litigiose, così come esamina con potere sommario se le disposizioni del

patto d'arbitrato siano incomplete, poco chiare o contraddittorie (DTF 140 III

369.

consid. 2.2.3 con richiamo a DTF 138 III 684 consid. 3.2 e 3.3;

analogamente: sentenza del Tribunale federale 5A_824/2018 del 5 marzo 2019

consid. 3.4).

La limitazione del potere

cognitivo cui deve attenersi il giudice ordinario a questo stadio del

procedimento si giustifica per la circostan­za che più tardi l'autorità statale

adita su ricorso contro il lodo arbitrale potrà essere chiamata a giudicare con

pieno potere cognitivo se il tribunale arbitrale si sarà dichiarato competente

o incompeten­te a ragio­ne o a torto (art. 393 lett. b CPC). Applicando l'art.

61.

CPC il giudice statale non deve pregiudicare la futura decisione del

tribunale arbitrale. Di conseguenza, nel dubbio egli declina la propria

competenza in favore del tribunale arbitrale. In altri termini, sindacando

un'eccezione d'arbitrato il giudice ordinario può dichiararsi competente solo

se non esiste manifestamente un valido patto d'arbitrato fra le parti. Se un

valido patto esiste, egli può accertare la propria competenza solo se il patto

d'arbitrato è manifestamente inadempibile o se il tribunale arbitrale non può

esse­re costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel

procedimento arbitrale (DTF 138 III 684 consid. 3.2 e 3.3 con rimandi).

6.

Nella fattispecie la

lite verte sull'addebito di spe­se dovute alla manutenzione di opere necessarie

per l'esercizio di una servitù, controversia che è pacificamente compromettibile

nel senso del­l'art. 354 CPC. I contratti di costituzione dei diritti di

superficie e delle servitù di passo fra il AP 1 e i 12 superficiari prevedono

inoltre alla clausola n. 15 un patto d'arbitra­to, alla stessa stregua del

regolamento inserito negli atti notarili (sopra, lett. B). E quel patto vincola

anche i successori in diritto dei superficiari originali (cfr. DTF 142 III 227

consid. 3.4.3 riguardante una clausola arbitrale contenuta in un regolamento

per l'uso e l'amministrazione di una proprietà per piani). È poi fuori dubbio

che – come rileva il Pretore – la partecipazione sen-za riserve a un'udienza di

conciliazione non raffigura incondizionata

costituzione in giudizio nell'accezione dell'art. 61 lett. a CPC (Stacher in: Brunner/Gasser/Schwander, Schweizerische ZPO, Kommentar,

2ª edizione, n. 17 e 23 ad art. 61 con riferimenti; Göksu in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021, n. 10

ad art. 61). Posto ciò, la questione è di sapere se la

pretesa fatta valere in concreto dagli attori dinanzi al giudice statale

rientri, a un som-mario esame, nel campo d'applicazione del patto d'arbitrato

previsto alla clausola n. 15 degli atti costitutivi dei diritti di superficie e

delle servitù di passo, rispettivamente al pun­to 10 del regolamento inserito

in quegli atti notarili.

7.

La clausola n. 15 contenuta

negli atti costitutivi dei diritti di superficie e delle servitù di passo, stipulati

fra il gennaio del 2000 e il gennaio del 2002, prevede (sopra, lett. B):

Controversie tra proprietario del

fondo e superficiari relativamente all'interpretazione del presente atto

verranno decise definitivamente da un tribunale arbitrale composto da tre

membri con sede a __________.

La seguente clausola,

identica, figura nel regolamento annesso a ogni singolo contratto (punto 10):

Controversie tra proprietario

del fondo e superficiari relativamente all'interpretazione del presente

regolamento verranno decise definitivamente da un tribunale arbitrale composto

da tre membri con sede a __________.

Gli atti notarili in

questione regolano non solo i diritti di superficie per sé stanti e permanenti,

ma anche – contrariamente all'opinio­ne del Pretore (sentenza impugnata,

consid. 4) – le “spese complessive relative alla manutenzione” del­le “servitù

di passo veicolare al livello terra e sotterraneo”, spese che sarebbero andate

a carico dei superficiari in ragione di 1/12 ciascu­no (clausola n. 14: “Le spese

complessi­ve relative alla manutenzione saranno a carico dei superficiari in

ragione di un dodicesimo ciascuno dell'integralità dei relativi costi”).

8.

In seguito, il 29

gennaio 2009, il AP 1 ha emanato, con l'approvazione dei comproprietari, un

“regolamento per l'uso e la manutenzione del mappale 132 RFD di __________”. Riguardo

all'autorimessa sotterranea tale regolamento, menzionato nel registro

fondiario, dispone – tra l'altro – al pun­to 9:

Il Beneficio cappellanico (rappresentato dal Consiglio

parrocchiale di __________) è responsabile che il tunnel sia perfettamente funzionante

e che non presenti problemi di infiltrazioni o altri problemi, rispettivamente

difetti di costruzione o di progettazione che dovessero insorgere nel corso

dell'intera durata del diritto di superficie. (…) Eventuali manchevolezze che

dovessero sorgere con il tempo sono a carico del Beneficio cappellanico.

Per

quanto riguarda la strada soprastante, il punto 10 di quel regolamento prevede:

“Le relative spese di manutenzione (ordina-

ria o straordinaria) che

ne derivano sono di spettanza del Beneficio cappellanico”. “Di esclusiva

competenza del Beneficio cappellanico” sono altresì eventuali lavori di

manutenzione straordi-naria sulle “parti comuni” segnate su una planimetria

allegata al regolamento (punto n. 24). Infine il punto n. 43 del regolamento (“modifiche

del regolamento”) stabilisce:

(…) Eventuali controversie

saranno regolate in modo amichevole nel corso di una (…) assemblea

straordinaria [del Beneficio cappellanico], se del caso con l'ausilio di un

mediatore che potrà essere designato di comune accordo. Nel caso non si dovesse

raggiungere una soluzio­ne, è data la possibilità ad entrambe le parti di avviare

una procedura legale, per la quale il foro è __________.

9.

Nella petizione del

22.

febbraio 2019 gli attori fondano le loro pretese sul regolamento del 29

gennaio 2009, il quale non compren­de clausole compromissorie, ma prevede solo l'intervento

di un mediatore per comporre eventuali divergenze. Una chiara clausola compromissoria

figurava tuttavia – si è visto – negli atti costitutivi dei diritti di

superficie e delle servitù di pas­so stipulati fra il gennaio del 2000 e il

gennaio del 2002. Una identica clausola figurava inoltre al punto n. 10 del

“regolamento concernente l'edificazione di 12 case d'abitazione sulla

particella 132 RFD di __________ a seguito della costituzione di 12 diritti di

superficie”, annesso co­me inserto a ognuno dei 12 atti notarili. E il punto 8

di tale regolamento stabiliva:

L'amministrazione e il

controllo dell'intera edificazione spetta al Consiglio parrocchiale di __________,

che ha la facoltà di nominare terze persone o società in sua vece e che emanerà

un regolamento per l'uso e l'amministrazione della strada di

collegamento-galleria.

Rimane il problema di

sapere se la clausola compromissoria contenuta negli atti costitutivi dei

diritti di superficie e delle servitù di passo, come pure nel regolamento

accluso agli atti notarili, copra anche pretese fondate sul regolamento del 29 gennaio

2009.

promulgato in virtù del regolamento precedente. Ora, si è spiegato che statuendo

su un'eccezione d'arbitrato il giudice ordinario può dichiararsi competente

solo se non esiste manifestamente un valido patto d'arbitrato fra le parti

(sopra, consid. 5), mentre nella fattispecie la validità del patto d'arbitrato in

sé è fuori discussione. Il giudice ordinario può dichiararsi incompetente

altresì ove il patto d'arbitrato sia manifestamente inadempibile o il tribunale

arbitrale non possa esse­re costituito per motivi manifestamente imputabili al

convenuto nel procedimento arbitrale. Nessuna delle due ipotesi concerne tuttavia

al caso specifico. Infine il giudice ordinario può esaminare sommariamente se il

patto d'arbitrato copra le pretese litigiose, così come esamina sommariamente

se le disposizioni del patto d'arbitrato siano – eventualmente – incomplete,

poco chiare o contraddittorie. Quest'ultima eventualità è estranea alla

fattispecie, la formulazione della clausola compromissoria essendo chiara.

Quanto al pro-blema – decisivo – di sapere se tale clausola copra anche pretese

fondate sul regolamento del 29 gennaio 2009, simile possibilità non può essere

scartata già a un sommario esame. Tanto meno ove si consideri che, accertata

l'esistenza di un valido patto d'arbitrato, al proposito non v'è motivo di

applicare criteri di interpretazione restrittivi. Bisogna dipartirsi dal

presupposto, anzi, che le parti mirassero a una competenza del tribunale

arbitrale ampia ed estesa (DTF 140 III 138 consid. 3.2 con numerosi rimandi;

analogamente: sentenza del Tribunale federale 5A_907/2017 del 4 aprile 2018

consid. 5.1.2).

10.

Ne discende che in

concreto, esaminando con pieno potere cognitivo (anziché con cognizione

sommaria) la propria competen­za (analogamente: DTF 138 III 686 consid. 3.3), per

di più sulla scor­ta di criteri non pertinenti (come quello secondo cui gli

atti costitutivi non regolerebbero le “spese complessive relative alla

manutenzione” del­le “servitù di passo veicolare al livel­lo terra e

sotterraneo”: sopra, consid. 7), la decisione del Pretore non resiste alla

critica. Non si può dire, in sintesi, che nella fattispecie una controversia riguardante

l'assunzione delle spese di manutenzione per opere necessarie all'esercizio delle

servitù esuli manifestamente dal campo d'applicazione della clausola

arbitrale contenuta nei citati atti pubblici. Il Pretore cita una sentenza in

cui la seconda Camera civile del Tribunale d'appello ha accertato la competenza

del giudice statale nonostante una chiara clausola d'arbitrato contenuta in un

contratto di mutuo. Se non che, in quella decisione la lite è stata ritenuta dalla

Camera esulare dall'interpretazione e dall'applicazione del contratto (sentenza

inc. 12.2019.142 del 17 febbraio 2020 consid. 9), onde la manifesta competenza

del giudice statale. La situazione non è dunque “analoga” a quella del caso odierno,

contrariamente a quanto reputa il Pretore.

11.

Se ne conclude che per

finire l'eccezione d'arbitrato opposta ai superficiari dal AP 1 merita

accoglimento, di modo che la petizione va dichiarata irricevibile. Le spese dell'attuale

decisione seguono la soccombenza solidale degli attori (art. 106 cpv. 1 e cpv.

3.

CPC), i quali rifonderanno all'appellante, patrocinato da un legale,

un'adeguata indennità per ripetibili. L'esito del presente giudizio comporta la

corrispondente modifica del dispositivo sulle spese e ripetibili di primo

grado.

12.

Circa i rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro la

presente sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d

LTF), ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF il valore litigioso raggiunge ampiamente anche la so-glia di

fr. 30 000.– per un eventuale ricorso in materia civile

(sopra, consid. 1).

Dispositivo

Per questi motivi,

decide: I. L'appello è accolto e la sentenza

impugnata è cosi riformata:

1.

L'eccezione d'arbitrato è accolta e la petizione è

dichiarata irricevibile.

2. Le spese processuali

di complessivi fr. 1500.–, da anticipare dal convenuto, sono poste solidalmente

a carico degli attori, che rifonderanno al convenuto, sempre con vincolo di

solidarietà, fr. 3500.– complessivi per ripetibili

II. Le spese di appello

di fr. 1500.–, da anticipare dall'appellante, sono poste a carico degli attori

in solido, i quali rifonderanno all'appellante,

sempre con vincolo solidale, fr. 2500.– complessivi per ripetibili.

III. Notificazione:

avv. ;

avv. .

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi

giuridici

Nelle

cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,

pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi

enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della

decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso

in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad

almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il

ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116

LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso

durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto

sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).