11.2021.101
Contributo di mantenimento del figlio per spese straordinarie
8 settembre 2022Italiano38 min
mantenimento in favore del figlio. La procedura è attualmente in fase d'istruttoria
Source ti.ch
Incarto n.
11.2021.101
11.2021.105
11.2021.106
Lugano
8 settembre 2022/jh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La prima Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Giani,
vicepresidente,
Giamboni
e Grisanti
vicecancelliera:
Chietti
Soldati
sedente
per statuire nella causa SO.2021.272 (filiazione: spese straordinarie per il figlio) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord
promossa con istanza del 30 marzo
2021 da
AO
1 (2006),
(rappresentato
dalla madre D__________ ,
e patrocinato dall'avv. PA 1 )
contro
AP
1 (Sondrio)
(patrocinato
dall'avv. PA 2 ),
giudicando sull'appello
del 16 luglio 2021 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il
5 luglio 2021 (inc. 11.2021.101),
come pure sull'appello
del 22 luglio 2021 presentato da AO 1 contro la medesima sentenza (inc.
11.2021.105) e sulla contestuale istanza di gratuito patrocinio (inc.
11.2021.106);
Ritenuto
in fatto:
Fatti
A. Il 24 febbraio 2006 D__________
(1979), cittadina italiana, ha dato alla luce a __________ un figlio, AO 1, che
è stato riconosciuto da AP 1 (1967), anch'egli cittadino italiano. In esito a
un tentativo di conciliazione tenutosi il 16 maggio 2007 davanti al presidente
del Tribunale ordinario di Sondrio, AP 1 si è impegnato a versare un contributo
alimentare per il figlio di € 1000.00 mensili, ridotti a € 800.00 mensili
dal mese successivo all'inizio della scuola elementare, e a partecipare nella
misura del 50% alle spese straordinarie per il suo mantenimento. Con decisione
del 25 novembre 2010 il Tribunale per i minorenni di Milano ha poi
affidato in via esclusiva AO 1 alla madre e ha disposto quanto segue:
che il padre versi per il mantenimento del figlio
la somma di 1035.00 € mensili, da rivalutarsi annualmente secondo gli indici
ISTAT (1° aumento a marzo 2010), somma comprensiva delle spese straordinarie
fino al compimento della scuola primaria;
che
dopo la conclusione della scuola primaria il padre sarà tenuto a rimborsare
alla madre, oltre alla somma mensile sopra indicata, anche il 50% delle sole
spese scolastiche, previo invio dei giustificativi di spesa.
Per effetto
dell'adeguamento al rincaro AP 1 ha iniziato a versare dal dicembre 2018
contributi rivalutati in € 1103.61 mensili.
B. Trasferitasi in
Ticino, D__________ ha convenuto il 3 luglio 2019 AP 1 davanti al Pretore
della giurisdizione di Mendrisio Nord per ottenere l'aumento del contributo di
mantenimento in favore del figlio. La procedura è attualmente in fase d'istruttoria
(inc. SE.2019.32). Il 30 marzo 2021 AO 1 si è rivolto al medesimo Pretore
perché ordinasse al padre di versargli, già in via cautelare, fr. 11 169.08 quale partecipazione alle spese
straordinarie sostenute dalla madre. Con decisione dell'indomani il Pretore ha
respinto l'istanza cautelare (inc. CA.2021.29). Adita con appello del 9 aprile
2021 da AO 1, con sentenza del 12 luglio 2021 questa Camera ha confermato la
decisione pretorile (inc. 11.2021.46).
C. Nel frattempo, nelle
sue osservazioni dell'11 maggio 2021, AP 1 ha proposto di respingere l'istanza
di merito. In una replica spontanea del 25 maggio 2021 AO 1 ha ribadito la sua
domanda chiedendo inoltre la rifusione di ulteriori fr. 1898.50 per la
partecipazione a un corso di lingue estivo e di fr. 2000.– per una psicoterapia.
Contestualmente egli ha instato per il gratuito patrocinio in favore della
madre. Il convenuto ha duplicato spontaneamente il 2 giugno 2021 avversando
le nuove richieste. Con disposizione ordinatoria del 18 giugno 2021 il Pretore,
dopo avere respinto le prove offerte dalle parti nei loro allegati, ha preannunciato
l'emanazione della decisione.
D. Statuendo con sentenza
del 5 luglio 2021 il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza condannando AP 1
a versare per il figlio le somme di € 2864.94 e di fr. 1300.– quale contributo
“speciale” secondo le seguenti modalità:
– cinque
rate mensili di € 500.–, la prima volta “alla crescita in giudicato della
presente decisione”;
– una rata di € 364.94 e fr. 200.–,
– due rate mensili di fr. 550.–.
Le
spese processuali di fr. 300.– sono state poste per due terzi a carico dell'istante
e per il resto a carico del convenuto al quale
l'istante è stato tenuto a
rifondere fr. 150.– per ripetibili ridotte. La richiesta di gratuito patrocinio
formulata da D__________ è stata
respinta.
E. Contro la sentenza
appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 16 luglio 2021 per
ottenere che il contributo speciale chiesto dal figlio sia respinto riformando
di conseguenza la decisione impugnata (inc. 11.2021.101). Con decreto del 21
luglio 2021 il presidente di questa Camera ha dichiarato priva di portata
pratica la richiesta di effetto sospensivo contestuale all'appello. Il 22
luglio 2021 AO 1 ha appellato a sua
volta la decisione del Pretore chiedendo di riformare il giudizio
impugnato nel senso di accogliere integralmente la sua istanza, o quanto meno
di annullarlo e di rinviare gli atti al Pretore per un nuovo giudizio previo istruttoria
(inc. 11.2021.105). Contestualmente egli ha instato per il beneficio del
gratuito patrocinio per sé e per la madre in quanto sua rappresentante legale “in
primo grado, limitatamente all'attività svolta” dall'avv. PA 1 e “in sede di
appello per tutta la procedura” (inc. 11.2021.106). I ricorsi non sono stati notificati per osservazioni.
Considerando
Considerandi
in diritto:
1.
I rimedi giuridici in esame sono diretti contro la
stessa decisione e si fondano sul medesimo complesso di fatti. Si giustifica
così di congiungere le procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125
lett. c CPC).
2.
Le decisioni dei Pretori in materia di versamento di
contributi speciali per bisogni straordinari e imprevisti del figlio (art. 286
cpv. 3 CC) sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 302 cpv. 1 lett. a CPC), entro dieci giorni
dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che il valore
litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella
decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è
dato, ove appena si consideri l'ammontare del contributo speciale in
discussione davanti al Pretore (oltre fr. 15 000.–). Quanto alla tempestività dei due rimedi giuridici, la decisione
impugnata è stata notificata al legale del convenuto il 6 luglio 2021 e a quello dell'istante
il 12 luglio 2021 (tracciamenti
degli invii n. 98.__________, agli atti). Cominciati per ognuno a
decorrere l'indomani, i termini di ricorso sarebbero scaduti così il 16 luglio
2021.
per il primo e il 22 luglio successivo per il secondo. Introdotti entrambi
il rispettivo ultimo giorno utile (timbro postale sulle buste d'invio), gli
appelli in esame sono pertanto ricevibili.
3.
Al
proprio appello AO 1 acclude un'attestazione del 31 maggio 2021
concernente lo svolgimento di un periodo di pratica legale svolta dalla madre,
il di lei conteggio di stipendio del giugno 2021, una schermata di un cellulare
relativa a movimenti di un conto bancario in Italia intestato alla madre e
l'attestazione dei saldi di altri suoi tre conti bancari in Svizzera, una
lettera 6 maggio 2021 indirizzata alla medesima concernente due canoni di
locazione e un conguaglio spese accessori scoperti e la fattura per un suo soggiorno
e corso di lingue in Inghilterra dell'8 luglio 2021 con la conferma del
relativo ordine bancario di pagamento (doc. D-H). Egli postula altresì il
richiamo degli incarti SE.2019.32, SO.2021.272 e CA.2021.21 della Pretura, come
pure i fascicoli n. 11.2021.46 e 11.2021.101 di questa Camera, proponendo
inoltre di sentire il dentista L__________ T__________ e il
dott. N__________ M__________. Nelle motivazioni del suo rimedio, inoltre, egli
lamenta il rifiuto del Pretore di esperire determinate prove peritali “nella
procedura di merito” (da parte della Guardia di finanza italiana o dell'Agenzia
delle entrate italiane volta a verificare la contabilità di due “società di
famiglia del convenuto”, sul valore di mercato e di reddito di due immobili delle
medesime, sulla “sostenibilità della contabilità” delle due ditte e sulla
sostenibilità dell'utile derivante al convenuto da tali imprese), chiedendo di assumerle
d'ufficio in questa sede, rispettivamente di annullare il giudizio impugnato e
rinviare gli atti al primo giudice affinché assuma tali prove ed emani un nuovo
giudizio.
In
un secondo tempo – il 2 agosto 2021, il 16 novembre 2021 e il
13.
aprile 2022 – egli ha trasmesso a questa Camera una lettera 26 luglio
2021.
dello psichiatra e psicoterapeuta D__________ B__________, una e-mail 15 novembre 2021 indirizzato al suo
legale dal prof. G__________ C__________,
una nota d'onorario 20 settembre emessa dallo psicologo e psicoterapeuta
dott. A__________ F__________ di __________,
una fattura emessa il 10 novembre 2021 dal Servizio naturalizzazioni di
Bellinzona, due avvisi di parcella della psicologa psicoterapeuta M__________ C__________
S__________ di __________ e una lettera 19 novembre
2021.
del suo patrocinatore a quello del convenuto con documentate spese
scolastiche per complessivi fr. 9335.95. Il 27 aprile 2022 AP 1 ha
contestato la ricevibilità di quei documenti.
La
documentazione testé descritta è ammissibile, controverse in concreto essendo
questioni riguardanti un minorenne. Nuovi documenti sono proponibili in tal
caso senza riguardo ai presupposti dell'art. 317 cpv. 1 CPC in forza del
principio inquisitorio che governa il diritto di filiazione e vanno considerati
nella misura in cui appaiono utili per il giudizio (DTF 144 III 352 consid.
4.2). Quanto al richiamo dei carteggi
delle procedure pendenti davanti al Pretore, tali
atti sono già stati trasmessi d'ufficio alla Camera di modo che il
loro richiamo si rivela superfluo. Relativamente al richiamo dei fascicoli di questa
Camera, a parte il fatto che procedimenti svoltisi
davanti a un determinato tribunale sono
notori per
il tribunale stesso (art. 151 CPC; I CCA, sentenza inc. 11.2019.142 del 2
ottobre 2020 consid. 3 con rinvii), l'incarto relativo all'appello di AP 1 (11.2021.101)
è stato congiunto ai fini del presente giudizio (sopra, consid. 1). Come si
vedrà in appresso (consid. 11 e 12), poi, l'assunzione degli altri mezzi di
prova invocati (testimoni e perizia) non è di rilievo ai fini
del giudizio. In proposito non è il caso perciò di attardarsi oltre.
4.
Nella
decisione impugnata il Pretore ha precisato anzitutto che l'assenza di un interpello
previo al padre sulla partecipazione alle spese straordinarie del figlio, per
quanto deplorevole, non giustifica di per sé il rifiuto di ogni partecipazione
da parte del convenuto al contributo speciale chiesto dall'istante. Premesso
ciò, egli ha valutato che il contributo di mantenimento stabilito il 25 novembre
2010.
dal Tribunale per i minorenni di Milano già comprende un certo margine per
consentire alla madre di far fronte alle spese straordinarie del figlio ma non
esenta il padre dal partecipare a quelle importanti, imprevedibili e necessarie
per la sua salute e il suo sviluppo. Il primo giudice ha così riconosciuto la
rifusione di complessivi € 2864.94 a copertura di spese per cure ortodontiche
e di fr. 1300.– per un corso di formazione alla cittadinanza, compresa la tassa
per la concessione dell'attinenza comunale. Egli ha invece negato il rimborso
dei costi per le attività sportive, di alcune spese mediche, degli esborsi per ottenere
la licenza di condurre per ciclomotore e il pagamento della tassa di
circolazione del medesimo così come dei costi per corsi linguistici, sia perché
già compresi nel contributo ordinario sia perché non provati o non necessari e
decisi unilateralmente dalla madre. Ciò posto, il Pretore dopo avere appurato
che la madre non ha mezzi per far fronte alle spese straordinarie, ha ricordato
che il padre già in passato era stato in grado di versare € 500.00 mensili in
aggiunta al contributo alimentare a copertura di arretrati per mancato
adeguamento al rincaro del contributo. In tali circostanze, per il primo
giudice, risulta pertanto sostenibile per il convenuto provvedere “con analoga
modalità” a contribuire ai bisogni straordinari del figlio. In definitiva egli ha
così messo a carico di AP 1 la totalità delle spese speciali ammesse
disponendone il pagamento rateale.
5.
I criteri che
disciplinano la rifusione di spese straordinarie per un figlio sulla base
dell'art. 286 cpv. 3 CC sono già stati esposti dal Pretore (sentenza impugnata,
consid. 1 e 2). Al proposito basti ricordare che tali costi devono riferirsi a
esigenze specifiche, limitate nel tempo, esigenze che non sono state
preventivate quando è stato fissato (o è stato modificato l'ultima volta) il
contributo alimentare ordinario e che tale contributo non permette di coprire
(sentenza del Tribunale federale 5A_364/2020 del 14 giugno 2021 consid. 8.2.2).
Se l'esigenza è già nota o prevista al momento in cui è fissato il contributo
alimentare ordinario, essa rientra in quell'ambito. Inoltre un genitore
affidatario non può affrontare spese per i figli a piacimento e pretenderne poi
automaticamente il rimborso dall'altro. Al contrario: dandosi una spesa
straordinaria, egli deve avvertire l'altro genitore e, incontrando opposizioni,
rivolgersi di volta in volta al giudice, il quale stabilisce una somma precisa
a copertura di esigenze documentate e quantificate, determinando la chiave di
riparto secondo le concrete possibilità dei genitori (I CCA, sentenza inc. 11.2019.4/ 11.2020.84 del 12 agosto 2020 consid. 8a con
rimando).
I. Sull'appello di AP 1
6.
L'appellante rimprovera
anzitutto al Pretore di avere ignorato la portata della decisione
25.
novembre 2010 del Tribunale per i minorenni di Milano, sostenendo – in
sintesi – che il contributo alimentare ivi fissato è comprensivo di tutte le
spese straordinarie con l'unica eccezione di quelle scolastiche da ripartirsi a
metà fra i genitori. Ciò risulta, a suo parere, dall'interpretazione letterale della
decisione (in ragione del riferimento alle “sole” spese scolastiche e
dell'esclusione di ogni partecipazione per il periodo fino al completamento
della scuola primaria), da quella storica (data la richiesta di giudizio della
madre volta a ottenere la partecipazione anche a spese sanitarie e di svago) e da
quella teleologica (visto lo scopo di evitare futuri diatribe fra le parti). Egli
assevera poi che il concetto di “prevedibilità” della spesa straordinaria è
proprio del diritto svizzero e che non è quindi stato considerato dall'autorità
italiana. Per l'appellante l'attuale regolamentazione delle spese straordinarie
può essere riesaminata solo nell'ambito della procedura di modifica del
contributo ordinario, sicché fino a quel momento il Pretore è vincolato dalla
disciplina prevista dalla decisione italiana.
a) In
realtà, contrariamente a quanto sostiene l'interessato, anche nel diritto
italiano le spese straordinarie sono definite come quelle spese che “per la
loro rilevanza, la loro imprevedibilità e la loro imponderabilità esulano
dall'ordinario regime di vita dei figli” (Ordinanza n. 40281 del 15 dicembre
2021.
della Corte Suprema di Cassazione, Prima Sezione civile). Non è quindi dato
a divedere come il Tribunale per i minorenni di Milano potesse escludere a
priori una partecipazione del padre a futuri e imprevisti bisogni del
figlio. Che la decisione del 25 novembre 2010 vada interpretata nel senso
preteso dall'interessato appare pertanto più che dubbio. Sia come sia, la
questione è che – come correttamente
esposto dal Pretore – alla fattispecie è applicabile il diritto svizzero
(art. 4 par. 1 della Convenzione dell'Aia del 2 ottobre 1973 sulla legge
applicabile alle obbligazioni alimentari: RS 0.211.213.01). E come si è detto,
un contributo speciale si giustifica in caso di necessità transitorie e
imprevedibili del figlio al momento in cui è fissato il contributo di
mantenimento mentre cambiamenti sostanziali
e duraturi delle circostanze giustificano tutt'al più una modifica del
contributo ordinario (art. 286 cpv. 2 CC; cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_364/2020
del 14 giugno 2021 consid. 8.2.2; v. anche Meier/Stettler,
Droit de la filiation, 6ª edizione, pag. 963 n. 1457 con rinvii alla nota 3414).
Le due azioni non si confondono.
b)
Anzi, trattandosi di spese straordinarie è possibile richiedere solo il
versamento di una determinata somma a copertura di esigenze specifiche documentate
e quantificate (I CCA, sentenza inc. 11.2020.129 del 28 ottobre 2020
consid. 8 con rinvio). Una preventiva azione di modifica della disciplina
stabilita nella decisione del 25 novembre 2010, peraltro in concreto già
pendente, non solo non era necessaria, ma il figlio non avrebbe potuto ottenere
– nel quadro di tale procedura – una regolamentazione anticipata della partecipazione
alle spese straordinarie. Ciò avrebbe costituito un'inammissibile autorizzazione
generale ad affrontare – secondo beneplacito – spese per il figlio di cui
esigere poi il rimborso (integrale o parziale) dall'altro genitore (loc. cit.).
In definitiva quanto stabilito dal Tribunale per i minorenni di Milano non osta
alla richiesta di rimborso delle spese straordinarie fatte valere in Svizzera.
7.
L'appellante obietta
altresì che, ad ogni modo, le spese per cure dentarie riconosciute dal primo
giudice non hanno carattere straordinario giacché erano prevedibili ed erano
già state previste al momento della fissazione del contributo ordinario. A
sostegno della sua tesi egli assevera che quale contropartita per l'aumento del
contributo alimentare ordinario deciso nel 2010 era stata decisa la
soppressione della partecipazione alle spese straordinarie prevista nella
regolamentazione precedente. Tanto più, egli soggiunge, che D__________ medesima
aveva chiesto invano al Tribunale di Milano una partecipazione alle spese
sanitarie “a dimostrazione che esse erano prevedibili”. Sottolineato che le
cure dentarie sono state eseguite in Italia, egli contesta infine che i
relativi costi siano stati provati o che sia stata dimostrata la loro
necessità, lamentando di non essere stato previamente interpellato.
a) Ora
che tra le “spese sanitarie” rivendicate dalla madre davanti al Tribunale di
Milano figurassero anche costi per cure ortodontiche non appare verosimile ove
si pensi che la necessità e rilevanza delle stesse non può essere prevista in
astratto tanto meno in concreto se si considera che a quel momento il figlio
aveva quattro anni. Per il resto, come ricordato anche dal Pretore, le spese
per correzioni dentarie sogliono
essere imprevedibili e temporanee e costituiscono tipiche spese
straordinarie (cfr. messaggio del Consiglio federale, in: FF 1996 I pag. 177; Meier/Stettler, op. cit., pag. 963 alle
note 3413 e 3414; v. anche I CCA, sentenza inc. 11.2016.36 del 28 febbraio
2018.
consid. 12b con rinvio). Il fatto che gli interventi siano stati eseguiti
all'estero non ne muta evidentemente la natura e decisivo sotto questo profilo non è tanto il fornitore della
prestazione, quanto il fatto che la cura fosse già nota o prevista al momento
in cui è stato fissato il contributo alimentare ordinario e che tale contributo
permetta di coprirla. Ciò che, come si è visto, non è il caso in concreto.
Per di più, l'appellante non pretende che qualora siffatte cure fossero state
prestate in Ticino l'assicurazione malattia le avrebbe rimborsate.
b) Quanto
alla necessità della cura e all'ammontare dei costi, l'appellante non si
confronta con gli accertamenti del Pretore, il quale dopo avere esaminato i
preventivi, le note d'onorario e i bollettini di pagamento prodotti dall'istante
ha riconosciuto l'esigenza per un adolescente di simili cure ammettendone il
rimborso per complessivi € 2864.94. Del tutto generica, la censura si rivela finanche
irricevibile (art. 311 cpv. 1 CC). Si aggiunga ad ogni modo che la necessità
dell'intervento è resa verosimile, oltre che dalle indicazioni di due dentisti,
dalla natura della cura medesima cui non sarebbe immaginabile sottoporsi senza
motivi (“apparecchio fisso superiore e inferiore per grave affollamento su
entrambe le arcate”: doc. G 1° foglio). I costi della cura, poi, risultano dai
preventivi e dalle note d'onorario dei dentisti L__________ T__________ e A__________ S__________, così come dai relativi bollettini di pagamento (doc.
G, pagine da 5 a10 e doc. H). Certo, a ragione il padre lamenta di non essere stato previamente interpellato
sull'entità dei costi. Egli non pretende tuttavia che, alla luce delle
indicazioni mediche, non avrebbe acconsentito a tali interventi. Per quanto
deplorevole possa apparire la mancata informazione da parte di D__________, ciò non giustifica dunque un rifiuto a
detrimento del ragazzo (nel medesimo senso: I CCA, sentenza inc. 11.2016.36
del 28 febbraio 2018 consid. 12b).
8.
In merito al
rimborso dei costi, di complessivi fr. 1300.–, per il corso di formazione
alla cittadinanza e la tassa di concessione dell'attinenza comunale, il Pretore
li ha ammessi poiché la cittadinanza svizzera comporterà per il figlio vantaggi
in ambito sportivo e un miglior accesso al mercato del lavoro (sentenza impugnata,
consid. 5.4.2). Secondo l'appellante “anche volendo ammettere che l'ottenimento
della cittadinanza rientri nell'interesse del minore”, l'onere è coperto dal
contributo ordinario e non costituisce una spesa scolastica, cui in ogni modo
egli deve partecipare unicamente per la metà. Egli ribadisce inoltre che
spettava semmai alla madre chiedere la modifica della decisione del Tribunale
di Milano. Ora, che tali costi fossero già noti e prevedibili al momento in cui è stato fissato il contributo
alimentare ordinario non può seriamente essere affermato. Si tratta di
un'esigenza specifica che denota
carattere straordinario. Quanto alla necessità della spesa, a
prescindere dal fatto che l'appellante non pare contestare che essa sia stata
affrontata nell'interesse del minore, egli non si confronta in ogni caso con la
motivazione del Pretore né spiega perché si dovrebbe negare al ragazzo la
facoltà di partecipare alla vita democratica del luogo in cui abita. Al
proposito non occorre dilungarsi.
9.
AP 1 contesta infine
gli accertamenti del Pretore sulla situazione economica dei due genitori e, di
conseguenza, la chiave di riparto delle spese straordinarie. Al proposito, il primo
giudice dopo avere accertato innanzitutto che D__________ non è in grado di contribuire
alle spese straordinarie del figlio, ha preso atto che in passato il convenuto oltre
al contributo alimentare ordinario aveva corrisposto arretrati per il suo mancato
adeguamento al rincaro con pagamenti rateali di € 500.00 mensili. A suo avviso,
quindi, è “sostenibile per il padre provvedere con analoga modalità” a
contribuire ai bisogni straordinari del figlio.
a) Relativamente
alla capacità contributiva di D__________ l'appellante fa valere che vi è una
manifesta discordanza fra l'asserito stato d'indigenza e le scelte di lei per
il ragazzo, che è stato iscritto a un “prestigioso” liceo privato e a una “costosa”
squadra di calcio oltre a svolgere “lussuosi” soggiorni linguistici all'estero.
Se non che, per essere ricevibili pretese e contestazioni pecuniarie vanno sempre
cifrate (DTF 143 III 112 consid. 1.2; 142
III 107 consid. 5.3.1 con rimandi; più recentemente: sentenza del
Tribunale federale 5A_96/2021 del 3 agosto 2021 consid. 3.1). E ciò vale anche nelle cause rette dal
principio inquisitorio illimitato preposto al diritto di filiazione
(DTF 137 III 621 consid. 4.5.4; RtiD
I-2014 pag. 805 consid. 3d). Le perplessità dell'appellante circa le scelte della madre per
il figlio sono senz'altro comprensibili, ma per finire, i suoi dubbi si
esauriscono in recriminazioni di carattere generale non indicando nemmeno per ordine di grandezza a quanto
ammonterebbero le entrate di lei o quantificando un eventuale reddito
ipotetico. Per il resto, l'impossibilità per la madre di far fronte alle spese
straordinarie del figlio è stata accertata dal Pretore sulla scorta della
documentazione presentata in relazione alla richiesta di gratuito patrocinio,
che il convenuto non rimette in discussione.
b) In
merito alla propria situazione economica, l'appellante rimprovera al primo
giudice di non avere considerato che il versamento del contributo alimentare
ordinario e dell'arretrato per mancato adeguamento al rincaro è stato possibile
solo grazie all'aiuto dei propri genitori rispettivamente a un prestito del padre.
Egli ribadisce di non essere in grado, con il suo reddito e il suo fabbisogno, di
far fronte alle spese straordinarie senza contrarre ulteriori debiti. Se non
che, una volta di più, egli omette di cifrare il proprio reddito e quantificare
il proprio fabbisogno minimo, limitandosi a rinviare a documenti di causa e a
quanto esposto davanti al Pretore, ciò che in appello è tuttavia inammissibile
(DTF 141 III 576 consid. 2.3.3; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2020.171
dell'8 febbraio 2022 consid. 10c). In
proposito l'argomentazione sfugge così a ulteriore disamina.
c) Per
il resto è vero che il conto da cui il convenuto ha versato i contributi di
mantenimento ordinari e le rate di € 500.00 mensili a conguaglio degli
arretrati risulta essere alimentato, anche, da due bonifici di € 2500.00 riconducibili
al di lui padre (doc. 7 nell'inc. SE.2019.32). Dagli atti risulta nondimeno che
AP 1, oltre al reddito di € 2000.00 mensili netti percepito quale
amministratore unico dalla T__________ S.R.L (doc. R), può contare sulla sua
quota di utili della medesima società, di cui detiene il 20% del capitale
sociale, e sulla sua quota degli utili della L__________ S.R.L., di cui detiene
il 25% del capitale sociale (doc. T e S, pag. 25). E solo la prima società ha
generato un utile di € 45 052.00 nel 2018 e di € 39 205.00 nel 2019 (doc.
S, pag. 3). Non si trascura che per il 2019 i soci hanno deliberato di non distribuire
dividendi (doc. S, pag. 26), ma l'appellante
non accenna a spiegazioni sui motivi di tale decisione. Una simile
rinuncia non appare dunque giustificabile, tantomeno alla luce delle pretese
fatte valere dal figlio già nel corso di quell'anno. Non vi sono motivi di
dubitare che, destinando anche solo una parte di utile annuo ricavato mediamente
da quella società, egli sarà verosimilmente in grado di finanziare a rate le spese
straordinarie di complessivi € 2864.94 e fr. 1300.–. Ne segue che, in
definitiva, l'appello di AP 1 vede la sua sorte segnata.
II. Sull'appello di AO 1
10.
L'istante, ripercorsi
diffusamente gli antefatti e i procedimenti giudiziari fra le parti, lamenta –
in sintesi – che il Pretore avrebbe dovuto accertare d'ufficio la situazione
economica del convenuto e se del caso imputargli un reddito ipotetico. A suo
parere, poi, dato il suo affidamento esclusivo alla madre e visto il pessimo rapporto
con il padre, non gli si può rimproverare di non aver richiesto l'accordo di
quest'ultimo prima di affrontare le spese litigiose. Egli ribadisce inoltre che
il contributo stabilito nel 2010 dal Tribunale per i minorenni di Milano comprende
unicamente una partecipazione alle usuali spese per attività sportive,
culturali, ricreative o mediche, ma non quelle straordinarie ad eccezione di
quelle scolastiche. Passate puntualmente in rassegna le poste di spesa
rifiutate dal primo giudice, egli chiede che gli siano riconosciuti complessivi
fr. 11 169.08 quale rimborso per
spese già sostenute, fr. 3884.– quale partecipazione alle spese di un corso
estivo in Inghilterra nel 2021 e fr. 2000.– per le spese di una psicoterapia.
11.
Visto l'esito
dell'appello di AP 1, sulla possibilità di lui di rimborsare le spese
straordinarie per il figlio riconosciute dal Pretore non occorre dilungarsi. Giovi
pertanto esaminare previamente se in esito al rimedio giuridico di AO 1 altri
costi speciali vanno posti a carico del padre. Solo in questa evenienza si pone
la questione della capacità di quest'ultimo di provvedervi. Premesso ciò, non resta
che vagliare le singole poste di spesa ancora litigiose.
a) In
relazione al rimborso delle spese per cure dentarie, che il primo giudice ha
ammesso nella misura di € 2864.94 in luogo di fr. 4099.68 richiesti,
l'appellante fa valere che la riduzione dell'importo è dovuta a “una
valutazione circa le prove documentali presentate e […] chiede a questa Camera
di verificare a sua volta”. Egli afferma che in Svizzera i costi
dell'intervento sarebbero stati più alti, che per motivi fiscali in Italia non
vengono emesse fatture se non dopo pagamento e che le prestazioni, anche se non
fatturate, restano dovute. Al riguardo egli postula l'audizione del dentista
curante “a conferma di quanto segue”. Se non che, un appellante deve spiegare
perché il primo giudice sarebbe caduto in errore e confrontarsi a tal fine con
la motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando dove e in che cosa
consisterebbe lo sbaglio (DTF 141 III 576 consid. 2.3.3; 138 III 375 consid.
4.3.1). Nella fattispecie l'interessato neppure indica quali poste della spesa
non ammesse dal primo giudice sarebbero state rese verosimili dalla
documentazione agli atti né spiega come egli giunga al totale di
fr. 4099.68. Chiedere una “verifica” da parte di questa Camera non
adempie, e da lungi, ai requisiti minimi di motivazione. L'appello sfuggendo
pertanto a ogni esame di merito (art. 311 cpv. 1 CPC), l'assunzione di nuove
prove su tale aspetto non entra in linea di conto.
b) Per
quel che è del rimborso di complessivi fr. 1850.– per i costi sostenuti in
relazione all'attività sportiva (tasse sociali di
fr. 850.– del __________ per la stagione 2019/20 e di fr. 1000.– del __________
del __________ per la stagione 2020/21), il Pretore non l'ha ammesso poiché tali
spese sono già incluse nel contributo ordinario, non si tratta di un esborso
necessario, il padre non era stato interpellato e perché le società sportive
assumono i costi di ragazzi particolarmente talentuosi in difficoltà economiche
(sentenza impugnata, consid. 5.2). L'appellante obietta che il suo talento
sportivo non poteva essere stato previsto quando aveva 4 anni e che non si
giustifica di imporgli di rinunciare a giocare in una selezione di élite
accontentandosi di una squadra locale. Contesta altresì che vi siano concrete
possibilità di ottenere l'esenzione dalla tassa sociale. Spiega che la spesa di
fr. 154.– mensili gli consente di praticare uno sport che giova alla sua
salute fisica e mentale, aiutandolo ad integrarsi e a canalizzare in modo
positivo la rabbia e il dolore causato dal rifiuto paterno come attestato dai
rapporti dei suoi terapisti. Dato il reale reddito del padre, epiloga, la spesa
non è un lusso.
Da
quest'ultimo argomento giova sgombrare subito il campo, giacché anche un'agiata
situazione finanziaria del genitore non affidatario non giustifica di per sé una
qualsiasi spesa straordinaria. Premesso ciò, questa Camera ha già avuto modo di
stabilire che l'ordinaria quota di
iscrizione a sodalizi sportivi o a organizzazioni analoghe costituiva un costo
compreso nella posta “altre spese” prevista dalle raccomandazioni pubblicate
dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton
Zurigo (I CCA, sentenza inc. 11.2014.48 dell'11 agosto 2015 consid. 6c).
Non v'è ragione per ritenere che un esborso simile non rientri nell'importo di
base del minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo, da cui ci si diparte
ora per determinare il fabbisogno di un figlio (DTF 147 III 277 consid. 6.4;
analogamente: I CCA, sentenza 11.2020.173 del 9 maggio 2022 consid. 8), che
comprende appunto spese per svago, tempo libero, attività culturali. Non si disconosce che l'ammontare delle
quote sia superiore a quelle usualmente percepite dalle associazioni sportive. Si
tratta fors'anche di un costo imprevisto ma non può tuttavia ritenersi straordinario.
Ciò avrebbe quindi potuto giustificare semmai una modifica del contributo
ordinario.
c) Relativamente
alle spese mediche di complessivi fr. 1359.40, il Pretore ha accertato che le note
dei medici sono assunte dalla cassa malati (fr. 591.50 e fr. 88.05) e che la franchigia
e la partecipazione ai costi, per prestazioni di cui tutto si ignora, data la
loro entità (fr. 767.90 complessivi su due anni) rientrano nel contributo
ordinario. Quanto ai costi di una psicoterapia di € 2000.00 egli ha
rimproverato all'istante di non averli resi verosimili.
L'appellante
ribadisce che la nota di fr. 591.50 emessa dal dottor N__________ M__________ riferita
alla cura di una falange rotta durante una partita di calcio (doc. L) non è
stata assunta dalla cassa malati. Ora i costi per cure consecutive a un infortunio
prestate da un medico FMH specialista in medicina interna e reumatologia sono
notoriamente assunti dall'assicurazione malattia di base, tanto più in concreto
ove l'interessato risulta essere coperto dal rischio infortuni (cfr. polizza
assicurativa del 2019; doc. C6 nell'inc. SE.2019.32). Che l'assicuratore
malattia non abbia assunto tale costo non è quindi verosimile. Nel caso in cui
il paziente si fosse rivolto a uno specialista senza passare dal medico di
famiglia “come primo interlocutore” (come prevede la sua copertura assicurativa:
doc. C6 nell'inc. SE.2019.32), con conseguente rifiuto dell'assicuratore di coprire
il caso, spetterebbe comunque all'interessato assumersene le conseguenze senza
far ricadere sul padre il mancato rispetto degli obblighi contrattuali. In
entrambe le ipotesi l'esborso non può pertanto essere riconosciuto. E la
testimonianza dello specialista non è quindi di rilievo ai fini del giudizio.
Sul mancato riconoscimento della spesa attestata dalla nota d'onorario di
fr. 88.05 emessa dal dottor M__________ M__________, specialista nelle
malattie degli occhi (doc. M, 3° foglio), l'appellante non spende una parola sicché
al riguardo l'appello è finanche irricevibile per difetto di motivazione (art. 311
cpv. 1 CPC).
d) Per
quel che è dei costi della salute effettivamente sopportati in forma di
franchigia annua o di partecipazione alle spese non coperte dalla cassa malati,
fr. 286.20 nel 2019 e
fr.
393.65
nel 2020 (doc. M 1° e 2° foglio), essi fanno di regola parte del fabbisogno minimo di un assicurato, sempre
che siano riconducibili a trattamenti indispensabili e ricorrenti (RtiD II-2017
pag. 779 consid. 6e). Trattandosi di costi riferiti a regolari controlli medici
dello sviluppo di un adolescente (cfr. doc. M 1° e 2° foglio), essi non costituiscono una spesa straordinaria
e la loro copertura va chiesta nell'ambito della determinazione (o
modifica) del contributo alimentare ordinario.
e) Per
quanto attiene ai costi della psicoterapia rivendicati con la replica spontanea
del 25 maggio 2021 è pacifico che davanti al Pretore l'esborso di € 2000.00 non
è stato reso verosimile. In questa sede AO 1 ha per contro prodotto una nota
d'onorario di € 2040.00 emessa il 20 settembre 2021 dallo psicologo e
psicoterapeuta A__________ F__________ di __________, una comunicazione email
15.
novembre 2021 in cui lo psicologo G__________ C__________ ha indicato “le
proprie competenze” in € 800.00, e due “avvisi di parcella” per
complessivi € 4247.20 trasmessi a D__________ il 13 febbraio e 3 marzo 2022 dalla
dottoressa M__________ C__________ S__________, psicologa e psicoterapeuta a __________.
Tale
documentazione rende fors'anche verosimile i costi delle prestazioni di
psicologi e psicoterapeuti. La questione è che l'appellante non spiega perché
fosse necessario rivolgersi a tre diversi specialisti all'estero, il cui
intervento non è verosimilmente riconosciuto dalla cassa malati, allorquando
egli è già seguito in Ticino dallo psichiatra e psicoterapeuta D__________ B__________
di __________ (cfr. lettera 26 luglio 2021 prodotta in appello il 2 agosto
2021). Dal profilo terapeutico, in mancanza di ogni giustificazione, la scelta di
rivolgersi a specialisti all'estero non può essere tutelata. Né basta
l'accenno, vago, formulato nella lettera del 13 aprile 2022 a questa Camera, in
merito a prestazioni specialistiche svolte nell'ambito di una consulenza
tecnica d'ufficio (CTU) nel corso di un procedimento giudiziario in Italia avente
per oggetto “le relazioni personali fra padre e minore”. Per tacere del fatto
che l'appellante non ha modificato la domanda di giudizio di
€ 2000.00 formulata in seconda sede, egli non spiega minimamente i contorni di
tale vertenza, né perché in tale procedimento non possa chiedere la rifusione
di tali spese al padre. Senza dimenticare che la competenza del giudice
italiano appare più che dubbia visto che la Svizzera e l'Italia hanno ratificato entrambe la Convenzione dell'Aia sulla
competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la
cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione
dei minori, del 19 ottobre 1996 (RS 0.211.231.011), la quale prevede la competenza del
giudice alla residenza abituale del minore per tutto quanto attiene
all'affidamento e al diritto di visita (art. 3 lett. b in relazione con
l'art. 5 n. 1; cfr. RtiD II-2018 pag. 682 consid. 3). Anche da tale
profilo la necessità dell'esborso non è dunque stata resa verosimile.
12.
Per quel che è delle
spese di formazione, il Pretore ha riconosciuto unicamente l'esborso per il corso
di preparazione alla cittadinanza svizzera e quello della tassa per la concessione
dell'attinenza comunale di complessivi fr. 1300.–. Per contro, egli ha ritenuto
che, data la loro esiguità, i costi per l'ottenimento della licenza di condurre
per il ciclomotore e per la tassa di circolazione (fr. 130.– complessivi) erano
coperti dal contributo ordinario, che i costi per i corsi estivi “lingue e
sport” (fr. 2430.– complessivi) costituiscono in parte spese di formazione, la
cui necessità non è stata resa verosimile dato il buon rendimento scolastico in
tali materie e in parte spese per vitto, alloggio e svago che rientrano nel
contributo ordinario, e che non possono essere ammessi senza l'accordo del
padre. Analoghe considerazioni egli ha espresso anche per i costi del soggiorno
linguistico in Inghilterra, ritenendo in ogni modo la domanda di giudizio
formulata con la replica spontanea inammissibile. L'appellante chiede di
riconoscere integralmente tali spese di fr. 3860.– oltre a quelle di fr. 3884.–
per un corso estivo in Inghilterra.
a) Sull'esborso
di fr. 130.– versato per ottenere la nota licenza di condurre e pagare la tassa
di circolazione, l'appellante “si rimette al giudizio di questa Camera”
sostenendo nondimeno che l'esiguità dell'importo non è un criterio pertinente. A
prescindere dalla dubbia ricevibilità di una siffatta domanda di giudizio, la
concessione di un contributo straordinario presuppone (anche) spese che
comportano un onere finanziario che il contributo ordinario non consente di
coprire (Meier/ Stettler, op.
cit., pag. 963 n. 1457). Ora, agli atti figurano una fattura di fr. 20.–
per il rilascio della licenza di circolazione ciclomotore, una di fr. 20.–
quale “tassa apertura incarto” e una polizza di versamento per fr. 90.–
intestata alla Sezione della circolazione senza alcuna causale (doc. O). Posto che il contributo ordinario
comprende anche i costi di trasporto, si può ritenere che le spese in esame
rientrino nella norma e possano reputarsi comprese in tale posta.
b) In
relazioni ai costi per i corsi estivi, l'appellante ribadisce l'ammissibilità
della domanda volta alla copertura delle spese del soggiorno linguistico in
Inghilterra formulata con la replica spontanea. Egli sostiene inoltre di aver
previamente interpellato il padre per la partecipazione ai costi ottenendo un
rifiuto, deducendone che egli avrebbe reagito in modo analogo per i corsi di
“lingua e sport” frequentati negli anni precedenti. A suo avviso, simili spese
sono motivate non tanto da finalità scolastiche ma sono volte a “migliorare la
sua autostima scalfita dal rifiuto paterno e a favorire l'integrazione fra
coetanei” tanto più che il padre consegue risparmi dal mancato esercizio del
diritto di visita.
Ora,
che i costi per attività extrascolastiche, come la partecipazione a corsi
estivi, possano ritenersi straordinari è vero (I CCA, sentenza inc.
11.2018.62
del 29 gennaio 2020 consid. 13b con rinvio). Premesso ciò, già si è
detto che nemmeno un'agiata situazione finanziaria del genitore non affidatario
giustifica, per ciò solo, di ammettere spese straordinarie imposte unilateralmente
dall'altro genitore senza essere motivate da esigenze specifiche del minore. ll
pagamento di specifici costi deve ispirarsi a principi educativi e non
dipendere da sfizi del figlio o da impulsi dei genitori. E in concreto, l'appellante
non ha addotto alcuna reale necessità, limitandosi a sostenere di trarre
giovamento da tali corsi che lo aiutano “a non isolarsi e chiudersi in casa”
(cfr. lettera 26 luglio 2021 dottor B__________ prodotta in appello il 2 agosto
2021). Il che sarà anche possibile, ma un mero desiderio del figlio, foss'anche
comprensibile, non giustifica tuttavia l'iscrizione a un oneroso corso di
lingue all'estero. Nulla, per altro, rende verosimile che un simile obiettivo
non potesse essere raggiunto con attività meno dispendiose in Svizzera. Né
l'interessato discute la motivazione del Pretore secondo cui i corsi non erano
dettati da necessità di rendimento scolastico. Che AP 1 non eserciti il diritto
di visita non è, infine, un criterio per riconoscere un contributo
straordinario. In definitiva anche da tale profilo il giudizio impugnato
resiste alla critica, ciò che esime dall'esaminare la capacità contributiva di AP
1.
13.
L'appellante postula infine
una diversa ripartizione degli oneri processuali di primo grado “in base anche
all'esito del presente gravame”. Per tacere del fatto che la domanda non è cifrata
e quindi di dubbia ricevibilità, essa non ha tuttavia portata autonoma, ma è
subordinata all'accoglimento dell'appello. L'ipotesi non verificandosi in
concreto, la richiesta si rivela così senza oggetto.
14.
AO 1 insorge altresì
contro il rifiuto del gratuito patrocinio. Nella sentenza impugnata il Pretore
ha negato tale beneficio poiché D__________, giurista e praticante legale
dall'aprile del 2019, quale rappresentante legale del figlio ha redatto
autonomamente l'istanza del 30 marzo 2021 (di 17 pagine), rispettandone i
requisiti di forma, facendo ampio riferimento a giurisprudenza e dottrina pertinente,
producendo la relativa documentazione e notificando i mezzi di prova ritenuti
idonei. A suo parere, pertanto, essa ha dimostrato di essere capace di
rappresentare il figlio senza l'assistenza di un altro legale, il quale del
resto nel suo successivo intervento si è limitato a redigere una replica
spontanea (di 5 pagine) in cui si è sostanzialmente limitato a confermare le
precedenti argomentazioni. L'istante, oltre a far valere un peggioramento della
situazione finanziaria della madre, sostiene che quest'ultima è emotivamente troppo
coinvolta nella vertenza giudiziaria per svolgere adeguatamente i compiti di
patrocinio. Per di più, egli soggiunge, la madre dispone di una licenza italiana
ma non ha ancora conseguito il brevetto di avvocato ragione per cui necessita
dell'assistenza di un legale svizzero per trattare una vertenza con
connotazioni internazionali e in cui occorre distinguere fra “contributi ordinari,
straordinari e speciali”.
a) Ha
diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari per
affrontare le spese di un procedimento giudiziario (art. 117 lett. a CPC) e la
cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (art. 117 lett. b CPC).
Tale pretesa ha natura altamente personale, sicché ha diritto al beneficio
esclusivamente la parte al processo che ne adempie i presupposti (sulla natura
altamente personale del gratuito patrocinio: RtiD II-2006 pag. 614 in basso con
numerosi rinvii; più recentemente: sentenza del Tribunale federale 9C_852/2017
del 25 giugno 2018 consid. 3.1 con richiami). Nella misura in cui
l'istante postula l'ammissione al gratuito patrocinio in favore della madre,
sua rappresentante legale, la sua domanda è quindi destinata all'insuccesso.
b)
Ciò premesso, l'obbligo di mantenimento verso un figlio minorenne comprende
– per principio – anche le spese processuali, in particolare il costo di una
causa volta a ottenere lo stanziamento di contributi alimentari, compresa
quella volta alla copertura di eventuali spese straordinarie. La protezione
giuridica del figlio in effetti va finanziata anzitutto dai genitori, sempre
che sia necessaria e non appaia senza possibilità di buon esito. Il ruolo dello
Stato è meramente sussidiario (DTF 127 I 206 consid. 3d in fine; più
recentemente: sentenza 5A_52/2021 del 25 ottobre 2021 consid.
9.3). Il Cantone interviene anticipando i costi del processo, in altri
termini, solo qualora i genitori siano sprovvisti dei mezzi indispensabili per affrontare
le spese di causa (cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2020.120 del 14 settembre 2020
consid. 2).
c) Nella
fattispecie l'istante fa valere che la madre, genitore affidatario, è priva di
mezzi, non pretende tuttavia che il padre sia sprovvisto delle risorse necessarie
per finanziare i costi della presente procedura. Anzi, afferma che egli ha
grandi disponibilità. Inoltre dagli atti appare verosimile che il padre disponga
quantomeno di risorse sufficienti a garantire non solo i costi straordinari
riconosciuti in questa sede ma anche quelli della procedura avviata per
ottenerne la copertura (sopra, consid. 9c). In simili circostanze, foss'anche D__________
sfornita di risorse indispensabili e incapace – dal profilo psicologico o
professionale – di condurre la causa senza l'ausilio di un altro legale, nulla impediva all'istante di chiedere la
condanna del padre a elargire una congrua indennità che gli consentisse di
finanziare le spese di patrocinio. Ciò preclude, già di primo acchito, il
conferimento del beneficio richiesto (art. 117 lett. a CPC). La
decisione del Pretore merita dunque conferma.
III. Sulle spese, le
ripetibili e il gratuito patrocinio in appello
15.
Gli oneri di entrambi
gli appelli seguono la rispettiva soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si
assegnano ripetibili, i rimedi non essendo stati oggetto di notificazione. Per quanto riguarda il gratuito patrocinio
chiesto da AO 1 per la procedura di appello, esso non può entrare in considerazione. Versasse
anche il richiedente in gravi ristrettezze, il suo appello appariva fin
dall'inizio senza probabilità di successo (nel senso dell'art. 117 lett. b
CPC), tanto da non essere stato notificato alla controparte. Inoltre, come
spiegato poc'anzi (consid. 14c), simile beneficio non entra in considerazione
quando – come in concreto – un genitore è in grado di sovvenzionare le spese
del processo del figlio. Delle condizioni economiche verosimilmente difficili
in cui il richiedente si trova si tiene conto, ad ogni modo, rinunciando – del
tutto eccezionalmente – al prelievo di spese.
IV. Sui rimedi giuridici a
livello federale
16.
Per quanto riguarda i
rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art.
112.
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett.
b LTF davanti a questa Camera non raggiunge manifestamente la soglia di
fr. 30 000.– per il ricorso in
materia civile. L'impugnabilità dei dispositivi sul gratuito patrocinio – di
natura incidentale – segue quella del procedimento principale (art. 51
cpv. 1 lett. c LTF).
Dispositivo
Per questi motivi,
decide: 1. Le cause 11.2021.101,
11.2021.105 e 11.2021.106 sono congiunte.
2. Nella misura in cui sono
ricevibili gli appelli sono respinti e la sentenza impugnata confermata.
3. Le spese dell'appello di AP
1 di fr. 750.– sono poste a carico dell'appellante.
4. Non si riscuotono spese per
l'appello di AO 1.
5. La richiesta di gratuito
presentata da AO 1 in appello è respinta.
6. Notificazione a:
–
;
–
.
Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio Nord.
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il
vicepresidente La
vicecancelliera
Rimedi
giuridici
Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).