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Decisione

12.2003.114

distinzione tra garanzia, fideiussione e assunzione cumulativa di debito

29 settembre 2004Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

i lavori di sua competenza, AP 1inviò tre richieste d'acconto alla __________,

la quale gli versò fr. 100'000.- il 27.10.1994, fr. 200'000.- il 27.12.1994 e

fr. 85'200.- il 6.3.1995, per un totale di fr. 385'200.-.

Dando

seguito alla domanda di costruzione del 24 febbraio 1995, il 30 giugno dello

stesso anno il Municipio di __________rilasciò alla __________la licenza

edilizia per l'edificazione di un complesso alberghiero-abitativo al mappale no

__________.

Il

7 luglio 1995, AP 1inviò una quarta richiesta d'acconto di fr. 213'000.- alla____________________

la quale non vi diede seguito per mancanza di liquidità, la linea di credito

presso la __________essendo ormai esaurita.

3. Per

il pagamento di tale acconto, AO 1 consegnò a AP 1 una cambiale di fr.

213'000.- che egli scontò il 22 novembre 1995 presso la __________. Nonostante

alcune proroghe, la cambiale non fu però onorata e la banca riaddebitò il conto

dellAP 1 AP 1 dell'importo versatogli, retrocedendogli in un secondo tempo i

diritti nei confronti dei signori AO 1. A garanzia del pagamento della predetta

cambiale, AO 1 sottoscrisse cinque vaglia cambiari di nominali fr. 50'000.-

cadauno, avallati dal marito, con scadenza scalare al 15 marzo, 1 aprile, 15

aprile, 1 maggio e 15 maggio 1996, consegnandole a AP 1 unitamente ad alcuni

gioielli e ad una cartella ipotecaria di fr. 500'000.-. Pagate le prime due

cambiali per complessivi fr. 100'000.-, le successive non furono più onorate.

Dopo

aver inoltrato, il 22 aprile 1996, le proprie dimissioni dalla carica di

amministratore della __________, AP 1 escusse quindi gli attori con i precetti

esecutivi ni 510706-01 e 510706-02 dell'UE di Lugano del 4 novembre 1996, per

l'importo di fr. 150'000.- indicando quale titolo di credito "saldo IV

acconto del 7.7 1995, dichiarazione del 19.2.1996, 3 vaglia cambiari del

15.12.1995 da fr. 50'000.-". L'opposizione interpostavi dai precettati è stata

rigettata in via provvisoria dalla Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d'appello con sentenze del 30 ottobre 1997.

4. Con

petizione 20 novembre 1997, AO 1 hanno chiesto che sia dichiarato inesistente

il credito di fr. 150'000.- vantato nei loro confronti dallAP 1. e la sua

condanna al pagamento di fr. 100'000.- oltre interessi al 5% dal 1 maggio 1996.

Inoltre gli attori hanno postulato la restituzione dei 3 vaglia cambiari di fr.

50'000.-, dei gioielli e della cartella ipotecaria di nominali fr. 500'000.- a

suo tempo datigli in garanzia. Gli attori sostengono che il credito fatto

valere dal convenuto, per il quale essi hanno effettuato il pagamento e fornito

le garanzie, è inesistente perché le prestazioni fatturate non sono in realtà

state eseguite e difettano comunque dei necessari giustificativi.

5. Con

risposta 4 maggio 1998, il convenuto ha chiesto la reiezione integrale della

petizione, rilevando che, gli attori, in quanto debitori dell'importo richiesto

in virtù di un contratto a favore di terzi da essi stipulato quali soci

correntisti con la __________, sarebbe preclusa la facoltà di sollevare

eccezioni attinenti agli accordi intervenuti tra la__________ e AP 1AP 1 Nel

merito egli ha ritenuto comunque giustificato l'importo fatturato, lo stesso

essendo confacente alle prestazioni fornite. Per quanto riguarda invece la

domanda di pagamento dell'importo di fr. 100'000.-, ha negato che vi sia

arricchimento da parte sua ed ha eccepito che la richiesta di restituzione

dell'indebito è ormai prescritta.

6. Con

replica 5 giugno 1998, parte attrice ha rilevato di essere intervenuta in

qualità di garante della __________ per gli onorari che essa - in buona fede -

credeva fossero dovuti al convenuto. Non avendo però egli fatto i lavori per i

quali chiede il compenso, non v'è alcun debito della__________ nei suoi

confronti e quindi la garanzia prestata è senza oggetto. Essa ha poi contestato

l'eccezione di prescrizione, rilevando di aver effettuato il pagamento

nell'ambito di un rapporto contrattuale in seguito non rispettato dallAP 1. AP

1 sicché è applicabile il termine di prescrizione ordinario decennale, non già

quello annuale dell'arricchimento indebito.

7. Con la duplica 29 marzo 1999, il convenuto ha ribadito le

proprie domande ed eccezioni, rilevando che il rapporto esistente tra __________

e AP 1 è stato assunto in modo cumulativo ed astratto dagli attori, i quali

sono quindi tenuti a pagare integralmente le prestazioni effettuate dal

convenuto.

In

occasione del dibattimento finale, parte attrice ha confermato integralmente le

proprie domande, evidenziando che per le proprie prestazioni il convenuto può

chiedere al massimo fr. 295'500.-, somma a fronte della quale egli ha invece

già percepito fr. 385'200.- dalla __________ e fr. 100'000.- dagli stessi

attori. Le pretese di cui alle esecuzioni di cui trattasi sono quindi

inesistenti, per cui egli è anche obbligato a restituire quanto ricevuto in

eccesso.

Il

convenuto ha confermato la propria opposizione alla petizione, rilevando che la

perizia ha quantificato l'onorario per il lavoro da lui svolto in fr.

623'904.-, integralmente dovutogli. Inoltre ha asserito di aver svolto

un'importante attività accessoria per la quale gli dev'essere riconosciuto un

onorario di almeno fr. 200'000.-.

8. Con sentenza 18 giugno 2003 il Pretore ha accolto la petizione.

Egli ha dapprima esaminato i rapporti contrattuali alla base della

sottoscrizione dei vaglia cambiari, concludendo che gli attori non hanno solo

inteso garantire il debito della __________ nei confronti del convenuto, ma

sono andati oltre, assumendo il debito medesimo. Rilevato poi come nel

contratto d'assunzione del debito l'assuntore dispone di tutte le eccezioni

afferenti al debito assunto, ha verificato la consistenza del credito fatto valere

dal convenuto. Sulla scorta delle risultanze della perizia giudiziaria ha

quantificato l'onorario dovutogli per l'opera da lui svolta in fr. 562'045.-,

oltre a fr. 27'000.- per prestazioni supplementari, per un totale di fr.

589'045.-. Ha poi suddiviso la remunerazione conformemente alla ripartizione

prevista in fr. 268'500.- quale onorario fatturato secondo il piano dei

pagamenti e fr. 293'545.- quale partecipazione sino a realizzo dell'operazione

immobiliare, quest'ultima esigibile però solo al momento della realizzazione

dei ricavi della vendita. Poiché a fronte di un importo dovuto di fr. 268'500.-

vi sono pagamenti della __________ di complessivi fr. 382'500.-, il Pretore ha

concluso che il debito che gli attori intendevano assumersi, corrispondente

alla parte di onorario richiesto con l'ultima domanda di anticipo, era

inesistente. Di conseguenza pure era inesistente la parte di debito di fr.

37'000.- per spese di ritardo, trattandosi di obbligo accessorio al debito

principale che cade con quello.

In

merito alla domanda di restituzione della somma di fr. 100'000.-, il primo

giudice ha poi considerato che, per i motivi già esposti, era stato versato

senza causa. Esclusa l'applicabilità della prescrizione decennale dell'art. 127

CO - perché l'assunzione di debito presuppone l'esistenza del debito al momento

in cui viene ripreso, debito inesistente nel caso concreto - ha poi ritenuto

che gli attori hanno potuto disporre dei giustificativi necessari solo

contestualmente alla denuncia penale presentata nei confronti del convenuto,

vale a dire nel mese di agosto del 1997, sicché al momento della presentazione

della petizione - avvenuta il 27 novembre successivo - il termine di

prescrizione annuale non era ancora decorso. Da qui l'obbligo di restituire l'importo

reclamato unitamente ai pegni forniti a garanzia del debito - inesistente - e

dei tre vaglia cambiari.

9. Appella

il convenuto, sostenendo cheAP 1 non ha assunto il debito di cui trattasi ma è

intervenuta unicamente per garantire la prestazione della__________, per cui

essa non dispone delle eccezioni appartenenti al debitore garantito. Per quanto

concerne invece la mercede, sostiene che quella accertata dal perito era

interamente esigibile. Asserisce poi di aver diritto anche ad un ulteriore

importo - variabile tra fr. 100'000.- e 200'000.- - per l'attività accessoria

svolta, oltre a fr. 66'473,40 pari al 10% dell'onorario corrispondente alla

parte di mandato non ancora eseguita al momento della revoca. Il credito

vantato dall'appellante con le procedure esecutive di cui trattasi sarebbe

dunque chiaramente esistente. Per quel che ne è invece della richiesta fondata

sull'indebito arricchimento, afferma che controparte conosceva gli elementi

necessari per valutare la pretesa infondatezza del pagamento già nel 1995,

sicché l'azione sarebbe prescritta.

Con

osservazioni 12 agosto 2003 parte appellata ha postulato la reiezione del

gravame.

considerato

in diritto 10. Il

Pretore, esaminato il materiale probatorio, è giunto alla conclusione che gli

attori hanno assunto il debito della __________ nei confronti del convenuto.

L'appellante contesta questa deduzione, sostenendo che essi sono intervenuti

unicamente per garantire le prestazioni della __________ e non dispongono

quindi delle eccezioni appartenenti al debitore garantito.

a) Dottrina

e giurisprudenza hanno da tempo riconosciuto la difficoltà nello stabilire se

una determinata pattuizione costituisca una semplice garanzia, una fideiussione

o un’assunzione cumulativa di debito. Non essendo evidente optare per l’una o

l’altra delle 3 varianti - e non essendo per altro nemmeno determinanti le

espressioni utilizzate dalle parti (art. 18 CO) - tale questione impone spesso

di dover interpretare l’accordo in base al principio dell’affidamento (Honsell/Vogt/Wiegand, Kommentar zum

schweizerischen Privatrecht, OR I, 3. ed. Basilea 2003, N. 24 e 32 ad art. 111

CO; Gauch/Schluep,

Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner Teil, 7. ed., Zurigo 1998, N.

4082; IICCA 3 dicembre 1996 in re R./I.): in definitiva, determinante per

stabilire l’esatta qualificazione giuridica dell’accordo è unicamente lo scopo

economico e giuridico che viene perseguito con quell’impegno (Honsell/Vogt/Wiegand, op. cit., N. 32

ad art. 111 CO; DTF 81 II 525 e seg.).

b) Nel caso concreto, AO 1 ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"dichiaro di aver consegnato in data odierna all'AP 1. AP 1i miei

gioielli, e meglio come alla lista allegata, quale pegno e garanzia per il

pagamento della somma di fr. 213'000.- …, garantito da cambiale scaduta il 15

c.m., somma di cui sono solidalmente debitrice con mio marito AO 1…" (doc.

O4), dove la somma di fr. 213'000.- corrisponde al IV acconto richiesto dall'AP

1h. AO 1 alla __________ quale quota parte di onorario il cui pagamento era

previsto in corso di progettazione. Così facendo essa ha comunicato in modo

chiaro ed esplicito di aver assunto un impegno autonomo accanto a quello

esistente della __________, impegno che va ben oltre la semplice garanzia,

assumendosi il debito in prima persona.

c) Esaminando la situazione in prospettiva economica, va ricordato che

gli appellati avevano il compito di provvedere a reperire i capitali necessarie

all'operazione immobiliare. Essi hanno dapprima finanziato l'aumento del

capitale sociale della __________ ed in seguito hanno ottenuto i mezzi

necessari per permettere alla società l'acquisto del fondo edificando. Inoltre,

l'utile dell'intera operazione sarebbe poi stato distribuito in proporzione ai

finanziamenti apportati - e non alla partecipazione azionaria - sicché sarebbe

verosimilmente pertoccata loro una fetta consistente del guadagno. In caso di

fallimento invece, essi avrebbero dovuto sopportare da soli i costi di

rifinanziamento della __________ (teste__________, verbale 2 giugno 1999, pag.

6). È quindi chiaro che gli appellati avevano un interesse personale diretto

alla buona riuscita dell'operazione. A parte l'esplicita dichiarazione di

essere "solidalmente debitrice con mio marito", di per se

sufficientemente chiara, anche la situazione economica impone quindi di

considerare la dichiarazione doc. O4 non quale semplice intenzione degli

appellati di garantire l'adempimento degli obblighi della____________________

nei confronti dell'appellante, ma quale vera e propria assunzione cumulativa

del debito.

d) L'appellante vorrebbe dedurre la natura di garanzia dell'impegno

assunto dagli appellati dal verbale dell'assemblea straordinaria degli

azionisti della __________ tenutasi il 28 settembre 1995 (doc. V). Ebbene, il

verbale della menzionata assemblea indica che "8. AO 1AO 1provvederà nei

prossimi giorni a finanziare la __________affinché vengano effettuati i

seguenti pagamenti….Fr. 100'000.- AP 1… .AO 1è pure d'accordo di garantire il

pagamento dell'interesse ipotecario di fr. 300'000.- che dovrà avvenire entro

la fine del prossimo mese di novembre." Se non che, tale dichiarazione era

diretta all'assemblea degli azionisti, alla quale l'appellante presenziava

quale azionista e amministratore della società. Egli non può quindi sostenere

che, impegnandosi a finanziare la società, la signora AO 1abbia nello stesso

tempo promesso a lui, in qualità di creditore della stessa società,

l'esecuzione da parte della __________ del pagamento di fr. 100'000.-,

portandosene garante. Tale verbale è poi comunque stato superato dalla già

menzionata dichiarazione del 19 febbraio 1996 (doc. O4).

e) Una prima, parziale conclusione è che gli attori non si sono

portati garanti, bensì hanno assunto un debito della__________ nei confronti di

AO 2. Trattasi inoltre di un debito ben preciso, e meglio dell'importo di fr.

250'000.-, corrispondente al IV acconto di fr. 213'000.- e fr. 37'000.- di

spese. E a questo debito erano pure riferite le garanzie prestate. Essi non

hanno invece assunto l'intera posizione debitoria della __________,

segnatamente non la parte di onorario il cui pagamento era stato differito al

termine dell'operazione. Di conseguenza, laddove gli argomenti dell'appellante

si rifanno genericamente al rapporto creditorio____________________AP 1, essi

sono inconferenti nella misura in cui travalicano il debito assunto daiAO 1.

11. Il

Pretore ha ritenuto provate prestazioni del convenuto per complessivi fr.

589'045.-, L'appellante non contesta quest'importo, ma asserisce di aver

effettuato prestazioni accessorie per un importo non precisato ma variabile tra

fr. 100'000.- e fr. 200'000.-.

In

merito agli onorari per siffatte prestazioni accessorie, a prescindere dal

fatto che, per i motivi già esposti al considerando precedente, non sono stati

assunti dagli attori, la domanda appare manifestamente tardiva e il preteso

credito neppure è stato provato. Negli allegati introduttivi il convenuto si è

sempre riferito al lavoro svolto in esecuzione del contratto, senza mai

sostenere di aver svolto lavori esulanti dal medesimo. Solo in sede di

conclusioni - dopo che il perito giudiziario aveva rilevato come talune

prestazioni esulavano dalle usuali mansioni dell'architetto - egli ha inserito

per la prima volta nelle proprie spettanze una pretesa di fr. 200'000.- a titolo

di onorari per attività accessoria. La richiesta appare pertanto manifestamente

tardiva. Non solo, ma la stessa neppure è stata resa verosimile perché il

convenuto ha omesso di quantificare nei propri allegati introduttivi tale

pretesa e di fornire gli elementi atti a stabilire l'entità di tali lavori.

Invano egli si richiama qui all'art. 42 cpv. 2 CO: questa norma riveste,

infatti, carattere eccezionale ed è applicabile unicamente quando un danno non

possa essere dimostrato nel suo ammontare per mancanza di prove sull'esatta

entità del pregiudizio o per l'impossibilità di esigere ragionevolmente

l'assunzione delle prove necessarie (Rep. 1988, pag. 274; Brehm, Berner Kommentar, n. 47 ad art.

42 CO). Nel caso concreto ben si poteva pretendere che il convenuto

quantificasse natura e entità dell'attività accessoria, dopo di che non sarebbe

certo stato impossibile dimostrare il compenso dovuto.

12. Il

Pretore, considerato che il convenuto ha effettuato prestazioni del valore

complessivo di fr. 589'045.-, ha ritenuto che solo parte di quest'importo, e

meglio fr. 268'500.- gli era dovuta perché, sulla scorta degli accordi

intercorsi tra le parti, la rimanenza costituisce la sua partecipazione sino a

realizzo dell'operazione immobiliare. L'appellante contesta questa conclusione,

affermando che l'avvenuta rescissione del contratto d'architetto rende

esigibili tutte le prestazioni già eseguite, comprese quelle la cui esigibilità

era stata differita.

Neppure

su questo punto l'appello merita protezione. Già si è detto che gli appellati

avevano assunto un debito ben preciso della __________ nei confronti dell'arch.

AP 1, corrispondente alla parte di onorario il cui pagamento era stato previsto

in corso di progettazione. Non è invece mai stata considerata la parte di

onorario il cui pagamento era stato differito fino al termine dell'operazione.

Di quest'importo sarebbe peraltro lecito chiedersi se, essendo considerato

quale immissione di mezzi propri di AP 1 nell'operazione, il suo pagamento non

fosse in qualche modo dipendente anche dall'esito dell'operazione.

DI

conseguenza la decisione impugnata merita conferma nella misura in cui accerta

l'inesistenza del debito di fr. 150'000.-.

13. Il

Pretore ha accolto la domanda di restituzione della somma di fr. 100'000.- -

versata dagli attori a valere quale parziale pagamento del quarto acconto

chiesto dal convenuto alla __________ - respingendo l'eccezione di prescrizione

sollevata dal convenuto, argomentando che gli attori hanno avuto conoscenza del

diritto di ripetizione solo nel corso dell'agosto 1997, perché in precedenza

non avevano a disposizione la documentazione relativa all'attività svolta dal

convenuto.

L'appellante

sostiene innanzitutto che non v'è arricchimento indebito perché il pagamento è

avvenuto ad estinzione di un credito effettivo; contesta poi l'accertamento del

primo giudice in merito alla conoscenza della situazione, rilevando che gli

appellati conoscevano i piani e la documentazione elaborata, avendoli firmati

per poter presentare la domanda di costruzione ed inoltre perché erano comunque

sempre stati informati nell'ambito delle riunioni perlomeno settimanali tra le

parti. Rileva poi che controparte era a conoscenza perlomeno dal 28 settembre

1995 sia della fattura emessa dall'appellante, sia degli importi sino ad allora

da lui fatturati e percepiti e quindi avevano tutti gli elementi necessari per

valutare la fondatezza delle sue pretese.

a) Già si è detto che la parte di onorario esigibile dall'appellante

per le sue prestazioni è di fr. 268'500.-, a fronte della quale vi sono

pagamenti della __________ di complessivi fr. 382'500.-. La quarta richiesta

d'acconto, di fr. 213'000.- non era pertanto giustificata. Ne discende che

l'importo di fr. 100'000.- ricevuto dall'appellante senza che tale somma gli

fosse dovuta costituisce un suo indebito arricchimento di cui, per principio,

controparte - che tale somma ha versato nell'erronea convinzione che a fronte

della richiesta di acconto dell'appellante vi fosse del lavoro effettivamente

svolto - può chiedere la restituzione.

b) Per quanto concerne l'eccezione di prescrizione, gli argomenti

sollevati dall'appellante non sono atti a scalfire gli accertamenti del primo

giudice. Vero è cheAO 1 ha firmato la documentazione per la domanda di

costruzione ed era pure a conoscenza delle fatture emesse dall'architetto e

degli anticipi da esso ricevuti, così come non è contestato che durante le

riunioni era pure tenuta al corrente di quanto accadeva. Ciò tuttavia non

implica che essa fosse anche in grado di verificare la congruità degli onorari

esposti dall'AP 1.AP 1, le cui note non erano per nulla dettagliate e facevano

solo generico riferimento alle varie fasi del progetto. Quando esattamente gli

appellati abbiano avuto in mano sufficienti elementi non è dato a sapere con

certezza. Risulta però dagli atti che, alcuni mesi dopo che __________aveva

assunto, il 26 aprile 1996, la carica di amministratore della____________________

gli attori chiesero all'AP 1. AP 1di rendere conto di quanto fatto, ottenendone

solo una reazione stizzita. Ad ogni modo, al momento delle dimissioni dell'__________v.

__________ quale amministratore - avvenuta il 13 dicembre 1996 - la

documentazione non era ancora stata messa a disposizione della __________

(teste__________ verbale 27 settembre 1999, pag. 3 e verbale 14 luglio 1997,

pag. 2, inc. LA.97.2), né risulta, e neppure è stato asserito, che fosse stata

consegnata agli appellati. Mancando in particolare un rendiconto e i

giustificativi, non v'erano sufficienti elementi per procedere ad una

quantificazione corretta dell'onorario dovuto e quindi neppure per una corretta

valutazione della situazione per fondare un'azione giudiziaria. La mancanza di

una chiara percezione della situazione è dimostrata dal fatto che, per

determinare l'onorario dovuto, si è dovuto ricorrere alla perizia giudiziaria;

perizia che ha poi evidenziato come l'onorario dovuto corrispondesse a circa

metà di quanto fatturato, le fasi indicate essendo state eseguite solo

parzialmente. In mancanza di altri elementi, l'apprezzamento del Pretore, il

quale ha ritenuto che gli appellati disponevano di elementi sufficienti a

fondare l'azione giudiziaria al momento dell'introduzione della denuncia penale

dell'11 agosto 1997, merita quindi conferma.

14. Per

quanto riguarda la domanda di restituzione delle garanzie, nessuna critica è

stata mossa alla motivazione del Pretore. Comunque, per ammissione dello stesso

appellante le medesime dovevano garantire il "..corretto ed integrale

rimborso dell'effetto di fr. 213'000.- e spese maturate" (doc. O2). Poiché

il debito a garanzia del cui pagamento era stata emessa la cambiale è risultato

inesistente, anche la garanzia non ha ragione di essere ed è quindi a ragione

che il primo giudice ha disposto che gli oggetti consegnati - cambiali,

cartella ipotecaria, gioielli - vanno restituiti.

Ne

discende che l'appello infondato, dev'essere respinto, con il carico di spese

ripetibili alla parte soccombente.

Per

i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG,

pronuncia: 1. L’appello

8 luglio 2003 di AP 1è respinto.

Considerandi

2.

Le

spese della procedura d'appello consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 3'400.-

b)

spese fr. 100.-

fr. 3'500.-

sono

posti a carico dell'appellante, il quale rifonderà all'appellata fr. 6'000.-

per ripetibili d'appello.

3.

Intimazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

Terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale

d’appello

Il presidente

Il segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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