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Decisione

12.2003.138

pretesa derivante da un'assicurazione rendita d'incapacità al guadagno

15 settembre 2004Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

i dubbi sollevati dall'attore nelle sue osservazioni, l'appello principale, che

reca la data del 5 settembre 2003, è senz'altro tempestivo. Come risulta dal

timbro postale apposto sulla busta contenente il gravame, esso è stato in

effetti dato alla posta alle ore 18.39 del 4 settembre 2003, ultimo termine

utile per il suo inoltro. Di qui la sua ricevibilità in ordine.

7. Passando

ad esaminare il merito dell'appello principale, è innanzitutto opportuno rammentare

che entrambe le pretese fatte valere dall'attore, quella volta all'ottenimento

di una rendita annua di fr. 30'000.- e quella tendente alla liberazione

dall'obbligo di pagamento dei premi, presuppongono l'esistenza di un'incapacità

di guadagno (cfr. art. 2.1 delle Condizioni complementari dell'assicurazione

rendita d'incapacità di guadagno e art. 2 delle Condizioni complementari

relative alla liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi futuri nel caso

d'incapacità di guadagno), che contrattualmente è data "quando, per

causa di malattia o d'infortunio, in base a costatazioni obbiettive e

medicalmente accertabili, l'assicurato non può più esercitare la propria

professione od ogni altra attività conforme alla sua posizione sociale, alle

sue conoscenze ed attitudini, e subisce di conseguenza una perdita di guadagno

od un altro pregiudizio pecuniario equivalente" (art. 1.1 delle

Condizioni complementari dell'assicurazione rendita d'incapacità di guadagno e

art. 1 delle Condizioni complementari relative alla liberazione dall'obbligo

del pagamento dei premi futuri nel caso d'incapacità di guadagno). Sempre in

base alle condizioni contrattuali, il versamento della rendita annua e la

liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi sono dovuti integralmente non

solo in caso d'incapacità di guadagno totale dell'assicurato, ma anche in caso

di una sua incapacità di guadagno parziale, nella misura in cui la stessa sia

almeno del 66 2/3% (cfr. art. 2.2 delle Condizioni complementari

dell'assicurazione rendita d'incapacità di guadagno e art. 3.1 delle Condizioni

complementari relative alla liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi

futuri nel caso d'incapacità di guadagno).

8. Nel

caso di specie, pacifico che l'attore sia affetto dalle patologie di cui già si

è detto e che le stesse da un punto di vista medico-teorico comportino

un'incapacità lavorativa totale, si tratta in primo luogo di esaminare se ed

eventualmente in quale misura esse abbiano concretamente impedito all'attore di

svolgere le mansioni di cui si occupava prima della loro insorgenza.

L'istruttoria

di causa ha innanzitutto permesso di accertare che l'attore, prima di

ammalarsi, non si era mai occupato della gestione vera e propria della ditta

individuale né delle questioni amministrative o d'ufficio, che aveva delegato

ad altri (cfr. teste __________ e __________), ma svolgeva prevalentemente

l'attività di panettiere-pasticcere, si occupava del controllo della qualità

dei prodotti e teneva i contatti con la clientela (teste __________; cfr. pure

la perizia allestita dal Tribunale cantonale delle assicurazioni e la sentenza

di cui al doc. B p. 14). Dopo l'insorgenza delle menzionate patologie egli non

ha più lavorato nella ditta (teste __________) e le sue mansioni, in

particolare quella di tenere i contatti con i clienti e quella riguardante la

produzione, sono state assunte da altri, ancorché l'attore ne veniva tenuto al

corrente verbalmente e aveva modo di discuterne (teste __________). Tanto basta

per ammettere concretamente l'esistenza di una sua incapacità lavorativa totale

o comunque superiore al 66 2/3%.

A

giudizio della scrivente Camera, le constatazioni effettuate da alcuni detectives

privati, assoldati dalla convenuta, nell'ambito di una sorveglianza di 5 giorni

sull'arco di 2 settimane (dall'11 al 25 maggio 1999), non sono tali da

modificare questo stato di fatto. Essi hanno sostanzialmente riferito di aver

visto l'attore recarsi ogni giorno, anche se in modo irregolare, nel fabbricato

ove era situata la ditta, più volte andare e venire dalla stessa, muoversi qua

e là all'interno della stessa tenendo in mano fogli di carta rispettivamente

dei sacchetti di plastica, discutere con alcuni dipendenti, prendere appunti

seduto alla scrivania dell'ufficio e rispondere ad almeno due telefonate (cfr. doc.

P e 1 e testi __________ e __________). Ciò non consente tuttavia ancora di

ritenere che egli a quel momento stesse lavorando: i detectives non

hanno in effetti saputo indicare quale fosse il tenore dei colloqui avuti con i

dipendenti, con chi e a che proposito l'attore avesse parlato al telefono,

quale fosse il contenuto dei sacchetti di plastica, dei fogli di carta e degli

appunti in questione, per cui non sono stati in definitiva in grado di

confermare, nonostante l'impressione che essi ne avevano tratto -circostanza

quest'ultima che di per sé non ha alcuna valenza probatoria (cfr. II CCA

25 novembre 1997 inc. n. 12.96.175, 22 luglio 1998 inc. n. 12.98.39)-, che egli

a quel momento stesse svolgendo l'attività di panettiere-pasticcere o si stesse

occupando del controllo della qualità dei prodotti o ancora stesse tenendo i

contatti con la clientela; l'istruttoria di causa ha del resto provato che la

presenza dell'attore in ditta, oltre al fatto che egli ne era pur sempre il

titolare e proprietario, poteva anche essere dovuta al fatto che egli in quello

stabile disponeva di un locale ove praticava i suoi hobby (testi

__________ e __________) e soprattutto al fatto che egli in quel periodo si

stava adoperando per la vendita della ditta (cfr. il verbale d'interrogatorio

27 gennaio 2000 dell'attore, p. 3, inc. penale rich. II°), andata in porto nel

febbraio 2000 (doc. Q e S). La circostanza che essi, oltretutto in un'unica

occasione, abbiano visto l'attore consegnare della merce a un cliente (cfr. doc.

P e 1 e testi __________ e __________) non basta evidentemente per ammettere

una sua capacità lavorativa superiore al 33 1/3%, tale cioè da ostare

all'ottenimento della rendita annua di fr. 30'000.- e all'integrale liberazione

dall'obbligo del pagamento dei premi, mentre il fatto che un operaio possa aver

indicato a uno di loro di rivolgersi all'attore per un'eventuale assunzione

(cfr. doc. 1 e teste __________) è tutto sommato irrilevante, visto e

considerato che il teste __________ ha in ogni caso dichiarato che competente

per le assunzioni era in realtà la figlia dell'attore, per cui l'informazione

ricevuta a quel momento poteva essere semplicemente dovuta al fatto che

quest'ultima era già occupata o non era presente in ditta.

9. La

convenuta ritiene infine che la petizione doveva già essere respinta in quanto

l'attore non aveva assolutamente provato di aver subito una perdita di

guadagno, visto in particolare come la situazione della ditta fosse migliorata

dopo l'insorgere della sua malattia e meglio a far tempo dal 1995. La censura è

infondata.

Il

Pretore ha giustamente osservato, con un'argomentazione giuridica del tutto

pertinente -a cui si può tranquillamente rinviare-, che nel caso di specie, in

presenza cioè di una ditta individuale con una ventina di collaboratori,

soggetta a concorrenza e ad importanti fluttuazioni di mercato, non si potevano

trarre conclusioni affidabili in punto alla perdita di guadagno dell'attore dal

semplice raffronto tra l'utile realizzato dalla ditta prima e dopo l'insorgere

della sua malattia (cfr. DTF 104 V 135) e che determinante sarebbe stato

piuttosto sapere in che misura questi poteva ancora assumere certe funzioni e

l'importanza di queste in relazione al prodotto globale della ditta

rispettivamente effettuare un confronto dei redditi ipotetici che egli avrebbe

potuto conseguire (cfr. DTF 105 V 151). Ritenuto che la perizia

giudiziaria ha stabilito che l'attore era completamente inabile ad esercitare

non solo le mansioni che svolgeva in precedenza, ma qualsiasi attività

lavorativa (referto p. 23 ad 5.2 e p. 24 ad 6.2), compresi quindi eventuali

compiti amministrativi o dirigenziali, si può senz'altro concludere per

l'esistenza di una perdita di guadagno a suo carico.

A

prescindere da quanto precede, va in ogni caso rammentato che la rendita e la

liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi potevano essere concesse non

solo in presenza di una perdita di guadagno ma anche di un altro

pregiudizio pecuniario equivalente. Nel caso di specie quest'ultimo requisito

risulta senz'altro dato, visto e considerato che il teste __________ ha

pacificamente riferito che dopo la malattia dell'attore le mansioni di

quest'ultimo, inizialmente ripartite tra gli altri dipendenti rimasti, erano

state successivamente affidate ad altri impiegati assunti appositamente, ciò

che evidentemente, oltre alla mancata retribuzione dell'attore per le sue

attività, ha comportato un ulteriore esborso a carico della ditta e quindi,

trattandosi della ditta individuale dell'attore, di un pregiudizio patrimoniale

a carico di quest'ultimo.

10. Ne

discende la reiezione dell'appello principale, ritenuto che la tassa giustizia,

le spese e le ripetibili di secondo grado seguono la soccombenza (art. 148

CPC).

11. L'appello

adesivo si riferisce, come detto, al solo dispositivo su spese e ripetibili

della prima sede, che l'attore vorrebbe riformare tenendo conto di una

soccombenza integrale della convenuta e non solo del 95%, come stabilito dal

Pretore. A torto.

Per

giurisprudenza invalsa, per altro nota all'attore, nella fissazione della tassa

di giustizia e delle ripetibili il giudice gode di un ampio potere di

apprezzamento censurabile unicamente in caso di eccesso o di abuso, ciò che non

è il caso se gli importi attribuiti rientrano tra i minimi ed i massimi della

tariffa applicabile (II CCA 7 ottobre 2003 inc. n. 12.2003.36; cfr. pure

Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 51 ad art. 148 e m. 19 ad art.

150). Nel caso di specie il giudice di prime cure non ha certamente abusato del

suo potere di apprezzamento, laddove ha ritenuto che l'attore, vincente in

punto alle richieste in capitale e parzialmente soccombente nella questione

della decorrenza degli interessi di mora -che sono stati attribuiti mediamente

con una differenza di circa 5 anni rispetto a quanto postulato nella petizione,

ciò che di fatto ha ridotto il credito dell'attore di circa fr. 50'000.-, somma

che, nonostante quanto preteso nel gravame, non costituisce evidentemente una

semplice quisquilia- potesse essere considerato complessivamente vincente nella

lite solo in misura del 95% e non del 100%.

L'appello

adesivo, del tutto infondato, deve pertanto essere respinto con accollo

all'attore della tassa di giustizia e delle spese (art. 148 CPC), ma senza

assegnazione di un'indennità ripetibile alla controparte, che non ha presentato

le sue osservazioni.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia

I. L’appello 5 settembre 2003 di APPE1 è respinto.

Considerandi

II. Le spese della procedura d’appello consistenti in:

a) tassa

di giustizia fr. 3'450.-

b) spese fr.

50.

-

Totale fr.

3'500.-

da

anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere

alla parte appellata fr. 3'500.- per ripetibili.

III. L’appello adesivo 15 ottobre 2003 di __________ AADE1è respinto.

IV. Le spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:

a) tassa

di giustizia fr. 180.-

b) spese fr.

20.

-

Totale fr.

200.

-

sono

poste a carico dell'appellante adesivamente.

V. Intimazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord

terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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