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Decisione

12.2004.180

rappresentanza - onere della prova

21 dicembre 2005Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il

1. settembre 1992 AO 1, (in seguito detta AO 1) ha concluso con P__________

SA, un contratto denominato di appalto avente per oggetto la fornitura e la

posa di pavimenti in pietra naturale al ristorante M__________, a Monaco di

Baviera, per un importo di DM 356’436.50 (doc. 3, 4 e 5). Il giorno seguente, P__________

SA ha ordinato il materiale necessario all’esecuzione dei pavimenti in

questione alla B__________ SA, Lugano, precisando che le fatture avrebbero

dovuto essere indirizzate a AO 1, che avrebbe provveduto anche allo sdoganamento

e al pagamento dell’IVA all’importazione (doc. P).

Sulla

base del contratto stipulato tra AO 1 e P__________ SA, quest’ultima ha emesso

alcune richieste di acconto nonché una nota finale il 21 dicembre 1992 (doc. 6,

7, 8 e 14), debitamente saldate da AO 1 con versamenti sul conto indicato da P__________

SA alla __________ a __________ (doc. 9, 10, 15 e 21).

Nel

frattempo, B__________ SA dopo aver fornito il materiale richiesto da P__________

SA, ha a sua volta emesso delle fatture recanti l’indirizzo di AO 1 (doc. C-L),

che tuttavia quest’ultima contesta di aver ricevuto. L’11 febbraio 1993 B__________

SA ha quindi trasmesso a AO 1 un richiamo di pagamento per un importo

complessivo totale di Fr. 13'565.-, ossia Fr. 182'365.- dedotto un presunto

acconto di Fr. 168'800.- (doc. 16), al quale AO 1 non ha dato alcun seguito. AO

1 è stata in seguito nuovamente richiamata da B__________ SA (doc. M e N), affinché

provvedesse al pagamento di Fr. 182'365.- corrispondente alla somma complessiva

di tutte le fatture scoperte. Questo importo è stato contestato da AO 1, la

quale ha eccepito la mancanza di rapporto contrattuale tra le parti e non ha

corrisposto alcunché a B__________ SA (doc. Q, 18 e 19).

B. Il 9

ottobre 1996 B__________ SA ha convenuto in giudizio AO 1 davanti al Pretore

del distretto di Lugano chiedendo il pagamento dell’importo di Fr. 182'365.-

oltre a interessi al 5% dal 30 aprile 1993, richiesta alla quale si è opposta

la convenuta. Nel frattempo, nei confronti dell’attrice è stato dichiarato il

fallimento e la pretesa avanzata in sede giudiziaria è stata ceduta ai sensi

dell’art. 260 LEF a AP 1, Lugano, che è subentrata alla fallita nel processo da

essa a suo tempo iniziato.

Con

decisione del 22 settembre 2004 il Giudice di prime cure ha integralmente

respinto la petizione, condannando l’attrice al pagamento delle spese

processuali di complessivi Fr. 2'850.- e al versamento alla convenuta di Fr.

15'000.- a titolo di ripetibili.

In

sintesi, il Pretore ha dapprima considerato come provato il versamento

dell’importo di Fr. 168'800.- da parte di P__________ SA a B__________ SA, per

cui la pretesa avanzata sarebbe in ogni caso stata ridotta di questo importo.

Negando tuttavia l’esistenza di un rapporto contrattuale tra le parti in causa,

il Pretore ha quindi respinto anche il residuo di Fr. 13'565. -.

C. Con

atto del 13 ottobre 2004 AP 1 ha dedotto in appello la decisione pretorile. In

via principale ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di

accogliere le domande presentate con la petizione e in via subordinata ha

postulato l’accoglimento della stessa nella misura di Fr. 13'565.- oltre ad

accessori, con protesta di tasse, spese e ripetibili della prima e seconda istanza.

Dei

motivi si dirà nei considerandi.

Con

osservazioni del 5 novembre 2004 AO 1 ha richiesto che l’appello venga

respinto.

Considerandi

in diritto:

1.

L’appello

è stato presentato tempestivamente (art. 308 cpv. 1 CPC) e la legittimazione

dell’appellante è data. Essendo adempiute anche le altre condizioni formali,

l’appello è quindi ammissibile e può essere esaminato nel merito.

2.

Occorre

dapprima esaminare l’esistenza, sostenuta dall’appel-lante e negata dal

Pretore, di un rapporto contrattuale tra le parti, dove per attrice, nei

considerandi che seguono, si intende sempre quella originaria, ora fallita,

ossia la B__________ SA.

2.1

L’appellante

ritiene che - con la richiesta di P__________ SA di indirizzare le fatture del

materiale ordinato direttamente a AO 1, la quale avrebbe proceduto di persona

allo sdoganamento e al pagamento dell’IVA all’importazione (doc. P) - avrebbe

dimostrato, anche sulla base del principio dell’affida-mento, l’esistenza di un

rapporto contrattuale venuto in essere tra B__________ SA e la convenuta. Le

fatture dell’attrice alla convenuta (doc. A-L), così come la mancanza di ogni

prova relativa all’esistenza di un “sub-contratto” tra attrice e P__________ SA

e di relativi pagamenti di quest’ultima alla prima, rafforzerebbero ulteriormente

la tesi secondo cui il contratto sarebbe sorto direttamente tra attrice e

convenuta. I bollettini di sdoganamento prodotti rappresenterebbero inoltre la

prova della semplice rappresentanza di P__________ SA nei confronti della

convenuta e non già dell’esistenza di un contratto.

2.2

Contrariamente a

quanto sostenuto dall’appellante, a questo proposito il Pretore ha ritenuto che

tra l’attrice e P__________ SA sarebbe sorto un contratto per la fornitura di

materiale da far pervenire direttamente alla convenuta. P__________ SA in

quell’occasione non avrebbe quindi agito quale rappresentante, come sostenuto dall’attrice,

bensì a titolo personale, mancando agli atti ogni prova in senso contrario. A

ragione.

2.3

Un’obbligazione può

sorgere fra due persone per tramite di una terza la quale agisce in

rappresentanza dell’uno o dell’altro contraente (art. 32 CO). La rappresentanza

diretta presuppone l’adempimento di due requisiti: occorre da una parte che il

rappresentante si sia assunto un obbligo a nome di un’altra persona, e

dall’altra che egli fosse a ciò autorizzato dal rappresentato (art. 33 CO; Watter, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 3.a edizione, Basilea 2003, n. 12 e segg. ad

art. 32 e riferimenti). Se al momento della conclusione

del contratto il rappresentante non si è fatto riconoscere come tale, il

rappresentato diventa direttamente creditore o debitore nel solo caso in cui

l’altro contraente dovesse inferire dalle circostanze la sussistenza di un rapporto

di rappresentanza o gli fosse indifferente la persona con cui stipulava (art.

32.

cpv. 2 CO).

Per

quanto attiene alla facoltà di compiere atti di rappresentanza, siccome

quest’ultima non esige il requisito di una forma speciale, essa può

essere conferita verbalmente o anche tacitamente (Watter, op. cit., n. 14 e seg. ad art. 33). In altri termini,

il rapporto di rappresentanza può risultare anche da atti concludenti prima, durante

e dopo la conclusione degli accordi fra il terzo e l’asserito rappresentante

dell’altro contraente, in quest’ultimo caso più che di atti di manifestazione

di mandato si parla di ratifica dell’operato del rappresentante da parte della

persona nel cui interesse questi ha agito (art. 38 CO). Basta la ricorrenza di

una “circostanza” sufficiente ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 CO per ritenere che

una parte contraente non agisce in nome proprio ma in rappresentanza di una terza

persona (Rep. 1971 pag. 83 e 84).

Giusta l’art. 8 CC colui che sostiene

l’esistenza di un rapporto di rappresentanza deve provare che il rappresentante

è stato incaricato di agire come tale dal terzo che pretende di rappresentare,

sussistendo tuttavia la presunzione in favore della conclusione di affari in

proprio nome e per proprio conto (Zäch,

Berner Kommentar, Obligationenrecht, n. 186 ad art. 32).

2.4

In

concreto, già la condizione dell’esistenza della facoltà di rappresentare fa

difetto.

Infatti,

agli atti vi è il contratto di appalto stipulato in forma scritta tra la convenuta

e P__________ SA relativo alla fornitura e alla posa di pietra naturale per il

cantiere della convenuta (doc. 3). Sulla base di tale rapporto contrattuale,

confermato anche dal teste __________, P__________ SA ha quindi emesso acconti

e fattura finale a conclusione dell’opera e la convenuta ha onorato le

richieste secondo gli accordi intercorsi e sul conto indicato da P__________ SA

e ad essa intestato. Si rileva di transenna che la conclusione di questo contratto

è stata la conseguenza dell’aggiudicazione dell’opera a seguito di un concorso

privato indetto dalla convenuta al quale era stata invitata a partecipare e

aveva partecipato non già l’attrice, bensì proprio P__________ SA (cfr. doc.

2).

Dagli

atti dell’incarto non risulta per contro alcuna prova o indizio secondo cui la

convenuta avrebbe investito P__________ SA di un “solo” incarico di

rappresentanza, contrariamente a quanto sostenuto dall’attrice, la quale su

questo punto ha fallito nel suo onere probatorio.

Per il

resto, dall’istruttoria non è emerso né che P__________ SA si sarebbe fatta

riconoscere quale rappresentante della convenuta, né tantomeno è ravvisabile,

per la mancanza di indizi in tal senso, una ratifica a posteriori del contratto

secondo quanto previsto dall’art. 38 CO, ritenuto come la convenuta, anche in

tempi non sospetti, ha sempre eccepito la mancanza di rapporto contrattuale con

l’attrice (cfr. doc. 18 e 19).

Per tutti

questi motivi vi è pertanto da ritenere che il contratto sia stato stipulato

tra la convenuta e P__________ SA (doc. 3), la quale non ha agito in rappresentanza

della convenuta ma in suo nome e per suo conto.

Certo, il

doc. P menziona quale destinatario del materiale ordinato da parte di P__________

SA all’attrice la convenuta stessa e l’assunzione da parte di quest’ultima

delle spese doganali e dell’IVA all’importazione. In questo ambito occorre

tuttavia considerare che, contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, la

convenuta ha validamente contestato l’invio e la ricezione delle fatture per la

merce fornita dall’appellante, la quale, dal canto suo, non ha saputo

dimostrare come era suo onere (art. 8 CC), quanto da essa sostenuto. Si rileva

inoltre che il fatto di aver pagato le spese di trasporto e le tasse non può

certo sovvertire il giudizio, in considerazione del contesto internazionale

della presente fattispecie e della prassi commerciale vigente, a cui giustamente

si accenna nella sentenza impugnata. Su questo punto l’attrice si diffonde in

considerazioni meramente generiche, senza prendere in considerazione le

puntuali argomentazioni contenute nella sentenza impugnata, per cui di per sé

l’appello sarebbe pure inammissibile (art. 309 cpv. 1 lett. f CPC).

Di

conseguenza, data la presunzione della conclusione di affari in nome proprio,

l’appellante non ha assolutamente dimostrato l’esistenza di un rapporto di

rappresentanza tra la convenuta e P__________ SA e il suo appello va quindi

integralmente respinto.

3.

Vista

l’inesistenza di qualsiasi rapporto contrattuale tra attrice e convenuta e

quindi la reiezione integrale della pretesa dell’appellante, la questione di

sapere se l’attrice abbia o no ricevuto da P__________ SA l’importo di Fr.

168'800.- diventa ininfluente ai fini del presente giudizio e può essere

lasciata indecisa.

4.

Dato

l’esito dell’appello, le spese processuali sono a carico dell’appellante (art.

148.

CPC), la quale rifonderà alla convenuta, patrocinata da un legale,

un’indennità per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati

gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia:

1. L’appello

13 ottobre 2004 di AP 1 è respinto.

2. Gli oneri processuali della procedura di appello, consistenti in:

a)

tassa di giustizia Fr. 1’350.-

b)

spese Fr. 50.-

totale Fr. 1’400.-

già

anticipate dall'appellante, rimangono a suo carico. Essa rifonderà a AO 1

un’indennità di Fr. 4'500.- a titolo di ripetibili.

3. Intimazione:

-;

-.

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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