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Decisione

12.2004.19

architetto - legittimazione passiva - rappresentanza

19 aprile 2005Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nel

corso del 1999 AO 1(in seguito AO 1), con sede in __________, è stata

contattata e incaricata dall’arch. AP 1 di __________ per l’allestimento di una

relazione geologica e geotecnica in vista dell’ampliamento dell’autosilo __________

in prossimità dell’__________ di __________. Dopo aver inviato il preventivo di

spesa, tale relazione è stata consegnata al mandante il 27 dicembre 1999. Il

giorno successivo, AO 1 ha trasmesso la propria nota d’onorario di Fr.

23'403.80, di cui Fr. 8'616.10 per la consulenza e i calcoli geotecnici effettuati

dallo studio __________ di Zurigo, indirizzandola alla __________.

B. Malgrado

diversi solleciti inviati direttamente all’arch. AP 1, la nota è rimasta senza

seguito e di conseguenza, il 21 marzo 2002, AO 1 ha fatto spiccare nei

confronti dell’arch. AP 1 un precetto esecutivo di Fr. 23'403.80 oltre a interessi

di mora al 5% dal 18 febbraio 2002 (PE n__________ dell’Ufficio esecuzione e

fallimenti di Locarno), al quale il debitore ha interposto opposizione.

Il 15

aprile 2002 l’arch. AP 1 ha inviato uno scritto a AO 1 rammentando che, secondo

quanto concordato con il geologo __________ della AO 1, l’onorario in questione

sarebbe stato pagato solo quando l’opera, a quel momento “congelata in attesa

di sviluppi e di trattative”, sarebbe stata realizzata.

C. Il 3

giugno 2002 AO 1 ha convenuto in giudizio l’arch. __________ dinanzi al

Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna chiedendo la sua condanna al

pagamento dell’importo di Fr. 23'403.80 oltre a interessi al 5% dal 18 febbraio

2002 e il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al precetto esecutivo

di medesimo importo fatto spiccare nei suoi confronti.

Il

convenuto, in risposta, ha preliminarmente contestato la sua legittimazione

passiva, in quanto, a suo dire, egli avrebbe agito unicamente in rappresentanza

e in nome e per conto della società __________, essendo da questa stato

incaricato di realizzare il progetto per l’ampliamento dell’autosilo __________.

Nel merito, il convenuto ha contestato l’esigibilità del credito, dal momento

che le parti avrebbero concordato che i costi della relazione geologica

sarebbero stati onorati solo al momento della realizzazione del nuovo autosilo.

D. Con

sentenza del 18 dicembre 2003 il Pretore ha accolto integralmente la petizione,

condannando il convenuto al pagamento dell’importo di Fr. 23'403.80 oltre che

delle spese processuali e delle ripetibili di Fr. 3’500.- all’attrice.

In sunto,

il Pretore ha considerato che il convenuto non aveva dato a riconoscere di

fronte all’attrice di agire in rappresentanza di __________, per cui ha

respinto l’eccezione di carenza di legittimazione passiva. Il giudice di prime

cure ha ritenuto poi come non provata la pattuizione tra le parti di una dilazione

di pagamento, come sostenuto dal convenuto. Le prestazioni fatturate erano

quindi dovute, dal momento che il convenuto nemmeno aveva contestato il lavoro

svolto dall’attrice e la corrispondente nota d’onorario.

E. Avverso

questa decisione il 20 gennaio 2004 l’arch. AP 1 ha presentato appello con cui

chiede di annullare la sentenza dedotta in giudizio e postula in riforma di respingere

integralmente la petizione, con protesta di spese e ripetibili della prima e

della seconda istanza.

Dei

motivi si dirà nei considerandi.

Con

osservazioni del 2 marzo 2004 l’appellata condivide per contro le conclusioni

del Pretore e chiede la reiezione dell’appello.

Considerandi

in diritto:

1.

L’appello

è stato presentato tempestivamente (art. 308 cpv. 1 CPC) e la legittimazione

dell’appellante è pacifica. Essendo adempiute anche le altre condizioni

formali, l’appello è quindi ammissibile e può essere esaminato nel merito.

2.1

L’appellante

chiede a questo Tribunale, giusta l’art. 322 lett. b CPC, di assumere quale

prova la testimonianza __________, azionista e responsabile delle questioni

amministrative alla __________, prova che era stata offerta con istanza di

assunzione suppletoria di prove giusta l’art. 192 CPC e rifiutata dal Pretore

con ordinanza del 20 febbraio 2003.

La

richiesta deve essere respinta anche in questa sede. Questo Tribunale non

ritiene utile la prova offerta per il suo convincimento (art. 322 CPC, in

ingresso): come si vedrà in seguito, e come del resto già correttamente

illustrato dal Pretore, il motivo per il quale l’appellante non avrebbe onorato

una fattura di un terzo – lo studio di ingegneria __________ – è irrilevante ai

fini del presente procedimento.

2.2

Si

rileva ancora che lo scritto del 19.01.2004 della __________, Ascona, non può

essere considerato in sede di appello, vigente il divieto di addurre nuove

prove in questa sede (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).

3.

L’appellante

ritiene che egli avrebbe agito esclusivamente in rappresentanza della __________

e non a titolo personale e che di questo fatto sarebbe stata al corrente

l’appellata, dal momento che ha indirizzato la fattura per le proprie

prestazioni direttamente alla società citata. A questo proposito irrilevanti

oltre che contraddittorie sarebbero le affermazioni dell’amministratrice unica

della società, __________ e dei testi __________ e ____________________.

Significativo sarebbe per contro lo scritto di data 19.01.2004 della società __________,

successore in diritto della __________, secondo cui essa avrebbe da tempo

instaurato rapporti con l’appellata per l’allestimento di una relazione

geologica per la nuova edificazione dell’autosilo e vi sarebbe la possibilità

per la società di acquisire i referti tecnici a suo tempo approntati

dall’appellata, oggetto del presente contendere, e di assumerne i relativi

costi.

3.1

Un’obbligazione può

sorgere fra due persone per tramite di una terza la quale agisce in

rappresentanza dell’uno o dell’altro contraente (art. 32 CO). La rappresentanza

diretta presuppone l’adempimento di due requisiti: occorre da una parte che il

rappresentante si sia assunto un obbligo a nome di un’altra persona, e

dall’altra che egli fosse a ciò autorizzato dal rappresentato (art. 33 CO; Watter, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 3.a edizione, Basilea 2003, n. 12 e segg. ad

art. 32 e riferimenti). Se al momento della conclusione

del contratto il rappresentante non si è fatto riconoscere come tale, il

rappresentato diventa direttamente creditore o debitore nel solo caso in cui

l’altro contraente dovesse inferire dalle circostanze la sussistenza di un rapporto

di rappresentanza o gli fosse indifferente la persona con cui stipulava (art.

32.

cpv. 2 CO).

Per

quanto attiene alla facoltà di compiere atti di rappresentanza, siccome quest’ultima

non esige il requisito di una forma speciale, essa può essere conferita

verbalmente o anche tacitamente (Watter,

op. cit., n. 14 e seg. ad art. 33). In altri termini, il rapporto di

rappresentanza può risultare anche da atti concludenti prima, durante e dopo la

conclusione degli accordi fra il terzo e l’asserito rappresentante dell’altro

contraente, in quest’ultimo caso più che di atti di manifestazione di mandato

si parla di ratifica dell’operato del rappresentante da parte della persona nel

cui interesse questi ha agito (art. 38 CO). Basta la ricorrenza di una

“circostanza” sufficiente ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 CO per ritenere che una

parte contraente non agisce in nome proprio ma in rappresentanza di una terza

persona (Rep. 1971 pag. 83 e 84).

Come

correttamente rilevato nella sentenza impugnata, giusta l’art. 8 CC colui che

pretende di aver agito quale rappresentante deve come prima cosa provare

d’essere stato incaricato di agire come tale dal terzo che pretende di

rappresentare, sussistendo tuttavia la presunzione in favore della conclusione

di affari in proprio nome e per proprio conto (Zäch, Berner Kommentar, Obligationenrecht, n. 186 ad art.

32).

3.2

In

concreto, già la condizione dell’esistenza della facoltà di rappresentare fa

difetto.

Infatti,

l’amministratrice unica della __________ ha negato di aver dato procura

all’appellante per rappresentarla come pure di aver incaricato direttamente

l’appellata per l’esecu-zione della relazione geologica. Pur non potendo

escludere che il marito dell’amministratrice unica “abbia forse discusso con

qualcuno di qualche affare” per conto della società __________ (cfr. verbale

audizione teste __________), l’amministratrice ha tuttavia confermato in

istruttoria di non avergli mai dato procure, né tantomeno il marito l’avrebbe

informata a seguito della conclusione di un qualsiasi contratto con

l’appellante, per cui nemmeno è ravvisabile in concreto una ratifica a

posteriori del contratto secondo quanto previsto dall’art. 38 CO.

3.3

Per

il resto, dall’istruttoria è emerso che l’appellante non si è fatto riconoscere

quale rappresentante dell’__________. A questo proposito il geologo __________,

azionista di minoranza nonché dipendente dell’attrice e persona che ha trattato

di persona la questione che qui ci occupa con l’appellante, ha negato che quest’ultimo

gli abbia detto di agire in rappresentanza di altre persone, limitandosi

l’appellante ad affermare che si stava occupando di quel grosso complesso

immobiliare (cfr. verbale audizione teste __________, pag. 1).

Del

resto, a prescindere dal fatto che si tratta di rapporti tra il convenuto e

terzi estranei al presente processo, nemmeno le altre persone interessate al

progetto hanno saputo confermare che il convenuto, nei rispettivi rapporti, si

era fatto riconoscere come rappresentante della __________ (cfr. a questo

proposito il verbale del teste avv. __________, il quale ha dichiarato che il

convenuto agiva in nome e per conto di futuri acquirenti confederati e

stranieri e quello del teste __________, il quale afferma che non vi è mai stato

nessun contatto con la __________).

3.4

Certo,

la fattura relativa alla relazione geologica è stata inviata alla __________.

Ciò non può tuttavia bastare per ritenere la società quale debitrice della

stessa: infatti, pur prescindendo dal fatto che l’amministratrice unica non

ricorda di aver mai visto la fattura, si osserva che i successivi richiami

(doc. G, H e I) sono stati inviati direttamente all’appellante il quale mai ha

sollevato obiezioni di nessun genere. Né del resto nella sua presa di posizione

del 15 aprile 2002 (doc. M) susseguente l’invio del precetto esecutivo egli ha

contestato di essere debitore dell’importo richiestogli: egli si limita infatti

a contestare la fattura quanto ai termini e alle condizioni di pagamento. Unicamente

in corso di causa egli ha sollevato l’eccezione di carenza di legittimazione

passiva. Da questo suo comportamento preprocessuale, valutato secondo i canoni

della buona fede, nonché dalle convergenti prove di cui si è detto sopra, ne

consegue che avendo il convenuto fallito, come era suo onere, nella prova

dell’esistenza di un rapporto di rappresentanza tra lui e la __________, e non

essendosi fatto riconoscere quale rappresentante di quest’ultima, egli diventa

direttamente debitore della mercede richiesta dall’attrice.

Su questo

punto l’appello è dunque privo di ogni fondamento.

4.

L’appellante

critica inoltre le conclusioni pretorili secondo cui egli non avrebbe

dimostrato che per il pagamento della relazione geologica commissionata

all’appellata fossero state poste delle condizioni temporali, ossia che la

mercede sarebbe divenuta esigibile solo al compimento dell’opera. A mente sua

il giudice di prime cure avrebbe erroneamente apprezzato le dichiarazioni dei

due dipendenti dell’appellata, dichiarazioni che risulterebbero contraddittorie

sotto più aspetti, per cui il peso di entrambe le testimonianze sarebbe

decisamente inferiore a quello attribuitogli dal Pretore. Sostiene a questo

proposito per contro che analogamente a quanto concordato con l’avv. __________,

anche nel caso che ci occupa le parti avrebbero pattuito il pagamento della

mercede solo in caso di realizzazione dell’opera. A torto.

4.1

Anzitutto

si rileva che l’appellante non contesta l’estensione del lavoro eseguito

dall’attrice né avanza pretese interenti la sua esecuzione né tantomeno la

relativa fattura è stata oggetto di contestazione. Occorre pertanto a questo

punto verificare unicamente se egli possa o no appellarsi alla presunta

condizione secondo cui il pagamento della mercede sarebbe avvenuto solo al

momento della realizzazione del progetto di costruzione e ampliamento

dell’autosilo di __________, come da sempre sostenuto dall’appellante. Su

questo punto l’onere probatorio è a carico dell’appellante stesso, secondo

l’art. 8 CC, rispettivamente la mancata prova di questa condizione andrà a

sfavore della parte alla quale incombeva l’obbligo di provarne l’esistenza.

4.2

Il

teste __________, geologo alle dipendenze dell’appellata, ha affermato che “(…)

il signor AP 1 proponeva di pagare la nostra fattura una volta conclusa

l’opera. Il collega __________ però aveva espresso un’opinione negativa perché

totalmente in contrasto con la nostra prassi (…)”. Dal canto suo, il

geologo __________, che ha trattato in prima persona la questione con

l’appellante ha dichiarato in istruttoria – pur senza delazione di giuramento –

di escludere con certezza di aver concordato il pagamento dell’onorario alla

condizione che l’opera fosse realizzata. Egli ha pure negato che l’appellante

gli abbia formulato simile proposta (cfr. verbale teste __________, pag. 2).

Queste

due testimonianze potrebbero di primo acchito sembrare contraddittorie in

quanto dettate da motivazioni almeno in parte differenti. Tuttavia, esse

concludono concordemente e chiaramente per la mancanza di un accordo circa la

condizione di pagamento della mercede. Le rilevate divergenze non sono atte ad

inficiare, come vorrebbe l’appellante, la corretta conclusione del Pretore, che

ha fondato le ragioni apprezzando tutte le prove secondo il suo libero

convincimento (art. 90 CPC; cfr. anche Cocchi/Trezzini,

Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, m. 2 e

n. 722 ad art. 229). A questo proposito si osserva che qualora l’attendibilità

di un testimone possa apparire dubbia sotto un profilo soggettivo per

l’esistenza di un rapporto diretto di dipendenza e di subordinazione con una

delle parti, la credibilità delle sue dichiarazioni può essere intaccata

unicamente se è accertata una grave discordanza dei fatti tessuti sul contenuto

testimoniale al cospetto degli elementi di fatto deducibili da altre prove. Il

giudice può infatti fare astrazione dal contenuto di una testimonianza solo

quando la stessa risulti inveritiera o poco credibile (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 34 ad art. 90). Evenienza che

non si realizza in concreto.

A titolo abbondanziale

si rileva comunque che quand’anche si volessero ritenere contraddittorie le

testimonianze Pozzorini e Colombi e quindi non rilevanti ai fini della

valutazione delle prove, nulla muterebbe al fatto che l’appellante non ha

saputo dimostrare in modo sufficiente l’esistenza di un accordo circa il

pagamento dell’onorario alla condizione della realizzazione dell’opera: la sola

testimonianza dell’avv. __________, terzo estraneo alla presente fattispecie,

costituirebbe al più un – unico – indizio, nella sua sostanza

tuttavia insufficiente a provare l’asserita condizione di pagamento.

4.3

Né la

testimonianza dell’avv. __________ può portare a conclusioni opposte come vorrebbe

l’appellante: a questo proposito il teste ha infatti dichiarato unicamente che

l’appellante gli ha comunicato di aver “discusso” con le altre persone

coinvolte nel progetto immobiliare del pagamento dei rispettivi onorari al momento

della realizzazione dell’opera, ma non di aver pure “concordato” tale modalità

di pagamento. Vero è invece, come sostenuto dal Pretore, che l’appellante ha

fallito nella prova a lui incombente dell’esistenza di una condizione

sospensiva per il pagamento degli onorari. Anzi, è stato dimostrato il

contrario, ossia la non pattuizione di tale condizione.

5.

Discende

dalle considerazioni sopra esposte che l’appello deve essere integralmente

respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 148 CPC) ed

all’appellata va riconosciuta un’indennità per ripetibili d’appello.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati

gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia:

1. L'appello

20 gennaio 2004 di Ewald Mühlebach, è respinto.

2. Gli oneri processuali della procedura di appello, consistenti in:

a)

tassa di giustizia Fr. 450.-

b)

spese Fr. 50.-

Fr. 500.-

già

anticipate dall'appellante, rimangono a suo carico. Egli rifonderà

all’appellata Fr. 1’200.- a titolo di ripetibili.

3. Intimazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna

terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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