12.2004.209
rappresentanza - carenza di legittimazione passiva - onere della prova
31 agosto 2005Italiano8 min
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Numero d'incarto:
12.2004.209
Data decisione, Autorità:
31.08.2005, IICCA
Titolo:
rappresentanza - carenza di legittimazione passiva - onere della prova
LEGITTIMAZIONE PASSIVA
ONERE DELLA PROVA
RAPPRESENTANZA CON AUTORIZZAZIONE
art. 8 CC
art. 32 CO
art. 97 CPC-TI
Incarto n.
12.2004.209
Lugano
31 agosto
2005/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente,
Epiney-Colombo e Walser
segretario:
Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2001.119
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2 promossa, con petizione 21
febbraio 2001, da
AP 1
rappr. dall’ RA
2
contro
AO 1
rappr. dall’ RA
1
con la quale l’attrice ha chiesto la condanna dei
convenuti al pagamento dell’importo di Fr. 9'153.65 oltre interessi al 5% dal
30.11.1999 che il Pretore, con sentenza 9 novembre 2004 ha integralmente
respinto.
Appellante l’attrice la quale, con atto d’appello 1
dicembre 2004, chiede la riforma del primo giudizio nel senso di accogliere la
domanda di petizione, mentre la controparte, con osservazioni 17 gennaio 2005,
ne postula la reiezione.
Letti ed esaminati gli atti ed i documenti di
causa
Considerato
in fatto ed in diritto:
1. AP 1 afferma, nella sua petizione, di aver ricevuto, nel novembre 1999,
l’ordinazione, dalla ditta __________ che agiva per conto di diversi suoi
committenti tra i quali i convenuti, per la fornitura di caldaie con
bruciatore, termoregolazione, bollitore e gruppo di partenza prefabbricato
riguardanti l’edificazione delle case di cui alla Residenza __________ a __________.
Chiede la
condanna dei convenuti al pagamento della fattura del 22 gennaio 2001 di complessivi
Fr. 9'153.65.
AO 1 si
oppongono al pagamento eccependo la loro carenza di legittimazione passiva
poiché non hanno mai commissionato nulla all’attrice né hanno dato incarico
alla __________, alla quale avevano affidato l’incarico di progettista e direttore
dei lavori per la costruzione della loro casa a __________, di farlo ed alla
quale avevano già pagato interamente l’impianto di riscaldamento.
2. Il
Pretore, con la sentenza impugnata, ha respinto la petizione argomentando che
la parte attrice, cui incombeva l’onere della prova, non aveva assolutamente
provato di aver concluso un contratto per la fornitura delle apparecchiature
per l’installazione dell’impianto di riscaldamento con i convenuti, vuoi in via
diretta o in via indiretta per il tramite della __________.
Delle
argomentazioni dell’appellante a sostegno della riforma del primo giudizio e di
quelle, contrarie, della controparte si dirà, per quanto necessario, nei
considerandi che seguono.
Fatti
3. AP 1 3.1. AP
1 afferma e conferma che AO 1 sono sua controparte contrattuale poiché la
fornitura le è stata commissionata dalla __________ che agiva quale loro
rappresentante.
L’art. 32
cpv. 1 CO dispone che i diritti e gli obblighi discendenti da un contratto
perfezionato a nome di un’altra persona da un rappresentante autorizzato
passano al rappresentato. Il rappresentante non è vincolato dall’atto che è
stato compiuto. Gli effetti della rappresentanza sorgono solo se il
rappresentante dispone di un potere di rappresentanza, vale a dire se egli è
stato autorizzato a far nascere i diritti e gli obblighi direttamente in favore
e a carico del rappresentato. Il rappresentante deve altresì aver avuto la
volontà di agire in questa veste. La rappresentanza diretta presuppone che il
rappresentante agisca espressamente o tacitamente a nome del rappresentato. Per
contro, allorché una persona agisce in suo nome, ma per conto di un altro
soggetto, la rappresentanza sarà indiretta. Poco importa che il terzo sia o
meno a conoscenza che il suo contraente agisca per conto altrui. Il contratto
in questa evenienza vincola le parti e non spiega alcun effetto nei riguardi
del rappresentato. Agire in nome del rappresentato significa che il
rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far nascere
nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti del negozio giuridico in
questione. Questo può ad esempio avvenire comunicando esplicitamente al terzo
la propria qualità di rappresentante. Non si tratta di un precetto imperativo:
in determinati casi la volontà di fungere quale rappresentante, pur se non
esplicita, è desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner
contrattuale in buona fede, di modo che la rappresentanza si verifica
ugualmente. Se questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del
rappresentante e della controparte contrattuale secondo il principio
dell’affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte era
riconoscibile al momento della stipulazione (II CCA 5 settembre 1996 inc. n.
12.96.00098, 22 dicembre 1993 in re F. G. SA; Zäch, Berner
Kommentar, N. 45 ad art. 32; von Thur/Peter, Allgemeiner Teil des
Schweizerischen OR, IIIa ed., Vol. I, pag. 386 seg.; Engel, Traité des
obligations en droit suisse, IIa ed., pag. 377).
L’onere
della prova dell’esistenza di un rapporto di rappresentanza, ossia
dell’incarico di agire come tale da parte del rappresentato, e di una
rappresentanza diretta, ossia dell’agire, verso il terzo, come tale da parte
del rappresentante, incombe al terzo che se ne prevale (BSK OR I-Watter, ad
art. 32 n. 35).
3.2. Per
l’appellante la prova che AO 1 hanno incaricato la __________ di rappresentarli,
nei suoi confronti, per l’ordinazione delle apparecchiature necessarie
all’installazione dell’impianto di riscaldamento, risiede nel contratto
d’architetto sottoscritto dagli appellati e da quest’ultima ditta, nel quale è
stata conferita procura, dai primi alla seconda, per rappresentarli e
sottoscrivere a loro nome tutti i contratti d’appalto e di mandato necessari
per l’edificazione della casa (cfr. contratto d’architetto doc. 7 punto 1b).
Ora
proprio questo documento sembra escludere una facoltà di rappresentanza della __________
nei confronti della AP 1. Infatti la facoltà di rappresentare si estende ai
contratti d’appalto e di mandato e non, come per quello in oggetto, di acquisto
di materiale, ma soprattutto, dalla stessa clausola contrattuale (punto 1b,
doc. 7) si evince che i committenti avevano ratificato il contratto d’appalto
per le opere da sanitario e riscaldamento (comprensive delle apparecchiature
della AP 1 come al punto 8 dello stesso contratto) già affidate alla ditta __________
(cfr. allegato C al contratto d’architetto doc. 7).
Non è
quindi possibile, senza altri contrari e diversi indizi probatori, ritenere,
con certezza, che la __________ fosse autorizzata a validamente rappresentare AO
1 nei confronti della AP 1.
3.3. La __________
quindi - se avesse anche esternato alla AP 1 la sua posizione di rappresentante
dei convenuti, rispettivamente quest’ultima avesse potuto inferirlo dalle
circostanze, come può accadere quando un architetto incarica un imprenditore
(SJ 1960, 554) – avrebbe agito in qualità di falsus procurator con la
conseguenza che il rappresentato diventa debitore solo se ratifica successivamente
il contratto (art. 38 cpv. 1 CO), ciò che non è preteso e nemmeno dimostrato
essere avvenuto.
3.4. Ma nemmeno esiste, agli atti di causa, la prova che __________ abbia
esternato a AP 1 la sua qualità di rappresentante dei convenuti poiché quell’ordinazione
comprendeva la fornitura, avvenuta contemporaneamente (fattura per il trasporto
della ditta __________, doc. A), anche per altre costruzioni e per altri
diversi committenti, di quello stesso cantiere, come ammette l’attrice
(petizione, punto 1). Con il che le circostanze, ossia la fornitura di
apparecchiature su di un cantiere in cui si edificavano più case la cui
realizzazione era promossa da __________, nel cui statuto (cfr. estratto dal
Registro di Commercio, ispezionato d’ufficio da questa Camera) del resto
appariva quale scopo anche “l’acquisto
e la vendita di materiali e attrezzature per l'edilizia”, nemmeno permettevano all’attrice di ritenere per certo che
quest’ultima agisse per terze persone.
Inoltre
appare estremamente strano che l’attrice abbia atteso più di un anno per
fatturare ai convenuti le sue forniture evocando così il sospetto che abbia
tentato di incassarne il controvalore altrove per poi, rimasta insoddisfatta (__________
è poi fallita nel maggio 2002), rivolgersi ai convenuti.
4. Mancando
agli atti di causa qualsiasi prova convincente che i convenuti avessero
incaricato la __________ di rappresentarli nei confronti dell’attrice,
rispettivamente che quest’ultima si sia presentata come tale quando ha ordinato
le apparecchiature presso l’attrice, l’appello, a conferma della sentenza del
Pretore, va respinto.
Tasse,
spese e ripetibili seguono l’integrale soccombenza dell’appellante.
Per i quali motivi
visti, per le spese, gli art. 147 e seg. CPC e la
vigente TG
dichiara e pronuncia
1. L’appello 1 dicembre 2004 di AP 1 è respinto.
Considerandi
2.
La
tassa di giudizio di Fr. 380.- e le spese di Fr. 45.-, già anticipate
dall’appellante, rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere a
controparte Fr. 600.- per ripetibili.
3.
Intimazione:
- ;
- .
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.
terzi implicati
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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