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Decisione

12.2006.215

Contratto d'assicurazione - diritto al libero passaggio dall'assicurazione collettiva a quella individuale

8 novembre 2007Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

12.2006.215

Data decisione, Autorità:

08.11.2007, IICCA

Titolo:

Contratto d'assicurazione - diritto al libero passaggio dall'assicurazione collettiva a quella individuale

ASSICURAZIONE COMPLEMENTARE MALATTIA

CONDIZIONI GENERALI DI ASSICURAZIONE

art. 18 cpv. 3 LCA

art. 87 LCA

Incarto n.

12.2006.215

Lugano

8 novembre

2007/rgc

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale

d'appello

composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente,

Walser e Lardelli

segretario:

Bettelini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2004.9

della Pretura del Distretto di Vallemaggia promossa con petizione 27 maggio

2004 da

AP 1,

RA 1

contro

AO

1

RA 2

con cui l’attore ha chiesto di accertare il suo diritto al libero

passaggio – dall'assicurazione collettiva a quella individuale e alle medesime

condizioni – per l'assicurazione di cui alla polizza KTG __________ conclusa

tra la __________ (cui è poi subentrata “__________” Società di assicurazioni

contro gli infortuni e, nel seguito, la convenuta) e la ditta __________,

nonché di condannare la controparte al pagamento di fr. 116'127.45 oltre

interessi (ridotti in sede di conclusioni a fr. 73'855.90 oltre interessi), a

titolo di indennità giornaliere per perdita di guadagno;

domande avversate dalla convenuta che ha postulato la reiezione della

petizione e che il Pretore ha respinto con sentenza 7 novembre 2006;

appellante l'attore, con atto di appello 30 novembre 2006, con cui

chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione

con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi;

mentre la convenuta con osservazioni 10 aprile 2007 postula la

reiezione del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

ritenuto

in fatto e in diritto:

1. AP

1 ha lavorato, dal 1° aprile 1998 al 28 febbraio 2003, alle dipendenze della

ditta __________, __________, quale falegname qualificato; detto rapporto di

lavoro è stato rescisso dal datore di lavoro con lettera 27 gennaio 2003 per

carenza di lavoro. __________ aveva stipulato con la __________ – alla quale è

poi subentrata “__________” Società di assicurazioni contro gli infortuni e, in

seguito, la AO 1 – un'assicurazione collettiva di indennità giornaliera in

caso di malattia a favore dei dipendenti [Polizza n. KTG 114047, alla quale

sono state integrate le Condizioni Generali D'Assicurazione (CGA) 2002 (in

seguito CGA)].

Considerandi

2.

In

data 1° marzo 2003 AP 1 è stato assunto dalla falegnameria __________ di

__________, la quale, impossibilitata a disporre di una polizza collettiva per

perdita di guadagno, assicurava i propri dipendenti con polizze individuali.

Essa ha in particolare tentato di assicurare AP 1 presso la __________, ma la

Compagnia assicurativa ha rifiutato di sottoscrivere il contratto in ragione

delle condizioni di salute del dipendente e del rischio ritenuto “nettamente

troppo elevato” (doc. D). Con scritto 12 maggio 2003 la falegnameria __________

ha notificato AP 1 alla __________, nella sua qualità di

assicuratore del precedente datore di lavoro, chiedendo la continuazione

dell'assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia nella

forma individuale (doc. 1). Con lettera 19 maggio 2003 la __________ ha tuttavia comunicato di non poter prendere in considerazione la

richiesta, essendo il diritto di AP 1 di chiedere la continuazione

dell'assicurazione nella forma individuale ormai “estinto”, non avendo egli

formulato richiesta “entro 30 giorni dall'uscita dalla cerchia delle persone

assicurate” come prescritto dall'art. 29 cpv. 3 CGA (doc. E). Tramite il

medesimo scritto la __________ ha invitato la datrice di lavoro a verificare se

la sua assicurazione aveva “aderito alle disposizioni di libero passaggio

vigenti tra gli assicuratori”, in quanto avrebbe permesso di assicurare AP 1

alle precedenti condizioni. Ciò però non risulta essere avvenuto e la

falegnameria __________ ha quindi comunicato il 27 giugno 2003 ad AP 1 che, essendo “impossibile concludere una copertura assicurativa

perdita di guadagno in caso di malattia a causa del suo stato di salute” nel

suo caso tornava “applicabile l'art. 324a cpv. 2 CO” (doc. G).

Il

14.

ottobre 2003 ad AP 1 è stata certificata un'incapacità lavorativa della durata

di quattro giorni (doc. I), alla quale ha fatto seguito il licenziamento “per

motivi interni” a far tempo dal 30 novembre 2003 (doc. V). Dal 4 novembre 2003

l'inabilità al lavoro dell'attore è diventata permanente, a causa di una

“malattia di lunga durata”, che ha poi determinato l'attribuzione di una

rendita d'invalidità a partire dal 1° novembre 2004 (doc. CCC).

3.

Con

petizione 27 maggio 2004 AP 1 si è rivolto alla Pretura di Vallemaggia per

chiedere l'accertamento del suo diritto al libero passaggio –

dall'assicurazione collettiva a quella individuale e alle medesime condizioni –

per l'assicurazione di cui alla polizza KTG 114047 conclusa tra la __________

(cui è poi subentrata “__________” Società di assicurazioni contro gli infortuni

e, in seguito, la AO 1) e la ditta __________, come pure la condanna della AO 1 al pagamento di fr. 116'127.45 oltre

interessi, a titolo di indennità giornaliere per perdita di guadagno. Egli ha

sostenuto che, secondo le condizioni generali della polizza assicurativa conclusa

quando era dipendente della ditta __________, avrebbe maturato il diritto al

“libero passaggio”, che gli consentirebbe di rimanere tra i beneficiari della

polizza conclusa da __________ con la convenuta, ciò nonostante il cambiamento

del datore di lavoro. AP 1 ammette che la sua richiesta avrebbe dovuto

intervenire entro 30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro; ritiene tuttavia

irrilevante una simile circostanza in quanto la convenuta non avrebbe

debitamente informato il contraente beneficiario “del suo precipuo diritto” di

ottenere il libero passaggio”. Da ciò la sua richiesta di vedersi riconoscere

il diritto al libero passaggio, alle medesime condizioni, dall'assicurazione

collettiva a quella individuale e di condannare la convenuta al pagamento di un

importo pari alle indennità giornaliere alle quali avrebbe avuto diritto

durante il periodo d'invalidità lavorativa. AP 1 ha pure denunciato la lite

alla falegnameria __________, che il 21 giugno 2004 ha comunicato

di rinunciare ad intervenire. Con risposta 15 settembre 2004 la convenuta si è

opposta alle richieste dell'attore. Con gli allegati di replica e di duplica e

così con le conclusioni – dove l'attore ha comunque ridotto a

fr. 73'855.90 oltre interessi le proprie pretese per le indennità giornaliere –

ambo le parti hanno confermato le rispettive domande.

4.

Statuendo

il 7 novembre 2006 il Pretore ha respinto la petizione e ha posto la tassa di

giustizia di fr. 2'200.– e le spese a carico dell'attore, con obbligo di

rifondere alla controparte fr. 6'900.– a titolo di ripetibili. Il primo giudice

si è dipartito dalla constatazione che quello venuto in essere tra la convenuta

ed __________ è un contratto d'assicurazione ai sensi della LCA, come a suo

dire per altro indicato dalle condizioni generali integrate al contratto

d'assicurazione (art. 1 cpv. 3 CGA). Egli ha poi rilevato che nel caso in esame

la disposizione di riferimento è l'art. 29 CGA, secondo la quale il diritto di

proseguire nella copertura assicurativa può (e deve) essere esercitato entro 30

giorni dall'estinzione del contratto di lavoro, rispettivamente dall'uscita

dalla cerchia delle persone assicurate, dopodiché si estingue; disposizione che

prevede pure l'obbligo per il contraente “di informare per tempo le persone

uscenti circa questa possibilità e circa il termine per l'esercizio del loro

diritto”. Nella fattispecie, prosegue il Pretore, l'attore ha esercitato il

proprio diritto con scritto del 12 maggio 2003, mentre il rapporto di lavoro è

terminato alla fine del mese di febbraio 2003, per cui la notifica in questione

è oggettivamente tardiva. Secondo il primo giudice la predetta norma delle CGA

è a tal punto chiara ed inequivocabile che non vi è spazio per una diversa

interpretazione; non si può pertanto, a suo dire, interpretare la norma tenendo

conto della buona fede del lavoratore, che non avrebbe mai saputo del termine

di 30 giorni contenuto nelle CGA. La validità delle CGA non può neppure essere

contestata in quanto lesiva dei principi generali oppure perché contiene delle

clausole illecite, immorali o insolite; secondo il Pretore le CGA fissano

infatti l'usuale termine per il libero passaggio previsto nelle polizze

assicurative per perdita di guadagno, circostanza che fa apparire quanto

pattuito tutt'altro che insolito e il cui scopo è quello di evitare che il

beneficiario uscito dalla cerchia degli assicurati si trovi sine die

nella condizione di poter richiedere la sua riassicurazione.

5.

AP

1.

è insorto con appello 30 novembre 2006, con cui chiede di riformare il giudizio

impugnato nel senso di accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili

di entrambe le sedi; la pretesa di indennità giornaliere è stata cifrata in

sede d'appello a fr. 75'886.– oltre interessi. Nelle osservazioni del 10 aprile

2007.

AO 1 postula la reiezione del gravame, con protesta di spese e

ripetibili.

6.

L'appellante

sostiene rettamente che il contratto d'assicurazione concluso tra

l'assicurazione convenuta, da una parte, e __________

dall'altra parte (cfr. doc. richiamati dalla __________ e doc. P), costituisce

una stipulazione a favore di terzi (art. 18 cpv. 3 LCA). Egli fa dunque

valere il suo diritto d'azione diretta contro la compagnia d'assicurazione garantito

dall'art. 87 LCA. Detto articolo stabilisce in effetti che l'assicurazione collettiva

contro gli infortuni e le malattie conferisce al beneficiario, tosto che

l'infortunio sia accaduto o la malattia sopraggiunta, un diritto proprio contro

l'assicurazione. AP 1 – che per sua esplicita ammissione

(appello, n. 2 pag. 4 verso il basso) riveste il ruolo di assicurato non

vincolato da una relazione contrattuale con l'assicurazione – nell'ambito di

questa azione può prevalersi tuttavia solamente delle condizioni particolari (CPA)

e generali (CGA) dell'assicurazione; non può per contro far valere la

violazione delle disposizioni del Codice delle obbligazioni o la mancata

conformità del contratto assicurativo al Contratto collettivo di lavoro o alla

LAMal (Carré, Loi fédérale sur le

contrat d'assurance, ad. art. 87 LCA pag. 437). E' dunque a torto che

l'appellante fa valere che “il diritto al libero passaggio” permarrebbe

“indipendentemente dalla perenzione contrattualmente pattuita delle parti”

(appello, n. 2 pag. 5 verso l'alto), in quanto sarebbe, a suo dire, garantito

dalla LAMal e dalla LCAMal. D'altro canto, non essendo l'attore parte al

contratto, le norme della CGA – segnatamente il termine di perenzione dell'art.

29.

CGA – sono a lui opponibili indipendentemente dal fatto che le stesse siano

o meno state portate a sua conoscenza da parte del datore di lavoro; per lo

stesso motivo – l'estraneità dell'attore al contratto – la teoria della

clausola insolita (per rapporto in particolare alla LAMal) a cui accenna

l'appellante (appello, n. 3.6 pag. 7 verso il basso) non ha alcuna valenza

pratica per il caso ora in esame (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A.179/2007

del 12 settembre 2007, consid. 4.2). Le argomentazioni d'appello cadono dunque

nel vuoto.

7.

Neppure

entra in considerazione la necessità di interpretare il contratto e le norme

delle CGA – come erroneamente preteso dall'appellante (appello, n. 3 pag. 5-8) –

alla luce del Contratto collettivo di lavoro (CCL) e delle norme della LAMal.

Se è pur vero che le CGA evocano nel titolo la “conformità alle disposizioni

relative al Contratto collettivo di lavoro”, i contraenti – __________ e __________

(ora AO 1) – hanno in realtà concluso un contratto di

assicurazione collettiva ai sensi della LCA; nell'art. 1 cpv. 3 CGA appare in

effetti chiara ed inequivocabile la volontà delle parti di ritenere il

contratto disciplinato dalla “legge federale sul contratto d'assicurazione

(LCA) del 2 aprile 1908”. Del resto in nessuno degli articoli delle CGA (tanto

meno nel titolo) o del contratto d'assicurazione viene fatto riferimento agli

articoli 67 e segg. LAMal e l'appellante medesimo ammette che “in specie non ci

troviamo in regime LAMal, bensì in regime LCA” (cfr. appello n. 3.5 pag. 7

verso l'alto). Il rinvio al CCL fatto dal titolo delle CGA appare pertanto

privo di portata pratica in relazione alle norme del libero passaggio. Il

termine di 30 giorni (dall'estinzione del contratto, rispettivamente

dall'uscita dalla cerchia delle persone assicurate) stabilito dall'art. 29 cpv.

3.

CGA – entro il quale il lavoratore assicurato deve esercitare il diritto di

proseguire a titolo individuale nella copertura assicurativa – non può dunque

essere altrimenti interpretato o sostituito dal termine di 3 mesi previsto

dall'art. 71 cpv. 2 LAMal. La mancata notifica entro il termine di 30 giorni

previsto dall'art 29 cpv. 3 CGA comporta quindi la perenzione del diritto di AP

1.

di passare dall'assicurazione collettiva a quella individuale. L'appello, a

tratti visibilmente confuso nella misura in cui sovrappone concetti della LAMal

a quelli della LCA, risulta nuovamente senza consistenza.

8.

L'appellante

parrebbe aggravarsi pure per il fatto che il datore di lavoro __________ non lo

avrebbe informato “circa il suo diritto al libero passaggio e circa il termine

per l'esercizio dello stesso (cfr. art. 3 e 29 cpv. 3 CGA)”. Egli sostiene che

“la convenzione che vuole il dies a quo al momento dell'uscita del

beneficiario dalla cerchia degli assicurati” deve “essere intesa esclusivamente

nei confronti del datore di lavoro contraente in relazione e quale sanzione al suo

obbligo di informare tempestivamente (obbligo che ha espressamente ed

esclusivamente assunto), la cui violazione” permetterebbe, a suo dire,

“all'assicuratore, qualora per il tardivo esercizio di sifatto diritto dovesse

patire un danno, di rifarsi nei suoi confronti, in quanto controparte

contrattuale”; in altri termini “il contratto qui analizzato” dovrebbe “essere

interpretato nel senso che il termine di perenzione e l'obbligo di informare

sono strettamente legati e possono valere solo nei confronti del datore di

lavoro negligente, nei confronti del quale l'assicuratore potrà agire in via di

risarcimento” (appello, n. 3.7 pag. 7 verso il basso e 8 verso l'alto).

Il

ricorso appare nuovamente molto confuso dal profilo concettuale e in relazione

alla responsabilità delle due parti vincolate dal contratto d'assicurazione. L'appellante

sembra in effetti sostenere la responsabilità dell'ex datore di lavoro per

giustificare la propria azione nei confronti dell'assicurazione. E' quindi

opportuno ricordare al ricorrente che l'art. 29 cpv. 3 seconda frase CGA

dispone che “il contraente è tenuto ad informare per tempo le persone uscenti”

circa la possibilità di passare dall'assicurazione collettiva all'assicurazione

individuale e “circa il termine per l'esercizio del loro diritto”. Questa norma

non instaura un obbligo per l'assicuratore, quanto piuttosto per il

“contraente”, vale a dire per il datore di lavoro __________. Solo a

quest'ultimo incombeva pertanto l'obbligo di informare il dipendente dei

diritti che gli derivavano dal contratto di assicurazione concluso in base alla

LCA (Geiser,

Lohnfortzahlungspflicht bei Krankheit, in AJP 3/2003, pag. 332 n. 2.59; Meier/Fingerhuth, Plädoyer 3/1999 n.

4.2.2

pag. 32; sentenza del Tribunale federale 4A.179/2007 del 12 settembre

2007, consid. 5.2). Ne consegue che, nella misura in cui il datore di lavoro __________

– che non solo non è parte al presente procedimento, ma neppure è stato sentito

quale testimone – non avesse effettivamente informato il dipendente dei suoi diritti,

dovrebbe lui solo essere convenuto in giudizio dal lavoratore, in applicazione

dell'art. 97 CO, per il mancato adempimento dell'obbligazione in relazione, se

del caso, anche a quanto disposto dall'art. 15 del CCL (II CCA 8 gennaio 2007

inc. 12.2006.3, 7 febbraio 2007 inc. 12.2006.55). Le argomentazioni d'appello,

pretestuose e confuse, non meritano per il resto ulteriore disamina.

Ritenuta

la perenzione del diritto di AP 1 di passare dall'assicurazione collettiva a

quella individuale, come pure l'assenza di una qualsivoglia responsabilità della

convenuta nei confronti del lavoratore, le pretese d'indennizzo fatte valere

dall'appellante (appello, n. 4 pag. 8-10) si avverano palesemente infondate.

9.

In

conclusione, l'appello in oggetto, infondato su ogni punto, deve essere

respinto e la decisione del Pretore confermata. Gli oneri processuali seguono

la soccombenza (art. 148 CPC) e restano dunque a carico dell’appellante, tenuto

inoltre a rifondere alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili di

appello. Nella commisurazione della tassa di giustizia si è tenuto conto del

valore di causa di fr. 75'886.–.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati per le spese

l'art. 148 CPC e la TOA,

pronuncia:

1. L'appello

30 novembre 2006 di AP 1 è respinto.

2. Gli oneri processuali, consistenti

in

a)

tassa di giustizia fr. 1'100.–

b)

spese fr. 50.–

fr.

1'150.–

già

anticipati dall'appellante, sono posti a suo carico, con l’obbligo di rifondere

a controparte fr. 2'800.- di ripetibili.

3. Intimazione:

-;

-.

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Vallemaggia.

terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il

segretario

Rimedi

giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile

al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il

ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle

vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli

altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia

concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge

federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non

sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini

ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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