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Decisione

12.2007.143

Contratto d'assicurazione - disdetta - appello irricevibile

7 luglio 2008Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

9.1. Esaminando nel

dettaglio l'appello si constata in effetti che i punti da 1 a 6 “in fatto”,

pagine da 2 a 4 dell'appello corrispondono integralmente ai punti da 1 a 6 “in

fatto”, pagine da 2 a 3 delle conclusioni. I punti 1 e 2 “in diritto”, pagine

da 4 (in basso) a 6 (in alto) dell'appello corrispondono integralmente ai punti

1 e 2 “in diritto”, pagine da 3 (in basso) a 5 (in alto) delle conclusioni. Il

punto 3 “in diritto”, pagina 6 dell'appello – fatta eccezione per il 1°

paragrafo e le prime due frasi del 3° paragrafo – corrisponde al punto 6 “in

diritto”, pagina 6 delle conclusioni. Il punto 4 “in diritto”, pagine da 6 (in

basso) a 7 (verso l'alto) dell'appello – fatta eccezione per la prima frase – corrisponde

al punto 5 “in diritto”, pagina 6 in alto (a partire dalla seconda frase) delle

conclusioni.

9.2 Non resta dunque

che esaminare il contenuto delle pochissime frasi dell'appello che non

costituiscono una pedissequa ricopiatura delle conclusioni o di parti di esse.

Il punto 7 “in fatto” non

è di alcun rilievo. Trattasi in effetti di un brevissimo riassunto di alcuni

contenuti della sentenza del Pretore, con l'esplicitazione della volontà di

ricorrere.

Il 1° capoverso del punto

3 “in diritto” è pure privo di rilevanza. In esso l'appellante si limita

infatti a rilevare che “l'appellata sostiene che l'invio della corrispondenza

alla __________ sarebbe conforme al contratto di mandato concluso tra

quest'ultima e l'appellante nonché alle circostanze”. Con questa affermazione

l'appellante non si confronta con una precisa argomentazione del Pretore. Si limita

ad introdurre il discorso, che poi affronta ripetendo quanto già detto nelle

conclusioni, anzi, riproducendo integralmente un passaggio delle medesime. Su

questo punto il gravame si rivela ancora una volta inammissibile.

Nelle prime due frasi

del 3° paragrafo del punto 3 “in diritto”, __________ rileva che, a suo dire,

“contrariamente a quanto sostenuto dal Pretore, il fatto che la K__________

fosse autorizzata ad intrattenere, nell'interesse del mandante, tutti i

rapporti con le Compagnie di Assicurazioni, non significa ancora che la stessa

avesse la facoltà di ricevere validamente una diffida per il pagamento di un

premio o una comunicazione di rescissione del contratto assicurativo”. Egli

ribadisce che “la K__________ era autorizzata ad intrattenere rapporti con le compagnie

assicurative volti a negoziare una copertura assicurativa o un'eventuale

modifica della copertura già esistente” e che “è unicamente in tale ambito che

la K__________ era autorizzata ad intrattenere, nell'interesse del mandante,

tutti i rapporti con le Compagnie di Assicurazioni”. L'appellante si limita a

riproporre il proprio punto di vista senza confrontarsi seriamente con le

considerazioni con le quali il primo giudice aveva ritenuto pacifico che il

conferimento d'incarico 24 gennaio 2000 – che aveva, tra le altre cose,

autorizzato K__________ __________ “ad intrattenere, nell'interesse del

mandante, tutti i rapporti con le Compagnie di assicurazioni” – comprendeva

anche la facoltà di ricevere validamente una diffida per il mancato pagamento

di un premio. Il Pretore aveva in effetti pure rettamente evidenziato – ma

l'appellante è palesemente silente su ciò – che “tutti i rapporti con le

compagnie di Assicurazioni” è un'espressione che non lascia adito ad

interpretazioni diverse e che, a conferma di questa tesi, vi è anche il fatto

che nella stipula tra AP 1 e K__________ __________ era previsto espressamente

il “trasferimento della gestione di tutti i contratti assicurativi”. Il primo

giudice ne aveva giustamente concluso che non si capisce cosa avrebbe dovuto

significare il “trasferimento della gestione”, se non che il mandatario avrebbe

dovuto diventare il nuovo interlocutore, di fronte alle compagnie di

assicurazioni, per tutto ciò che riguardava il rapporto assicuratore-assicurato.

L'appello cade dunque nuovamente nel vuoto.

Nella prima frase del punto

4 “in diritto”, AP 1 sostiene che “neppure il fatto che l'appellata avesse già

trasmesso all'appellante una moltitudine di comunicazioni (cfr. sentenza

impugnata pag. 8) per il tramite della K__________ permette di concludere che

la Zurigo Assicurazioni potesse validamente notificare una diffida di pagamento

al signor AP 1 inviandola unicamente alla K__________”. L'appellante omette

nuovamente di confrontarsi puntualmente con le considerazioni del Pretore, che

tra la menzionata moltitudine di comuninazioni aveva annoverato anche due

diffide uguali a quella in oggetto. Il primo giudice aveva rettamente ritenuto

– e l'appellante è ancora una volta silente al riguardo – che AP 1, non

intervenendo per cambiare questa prassi (e meglio dando seguito alle

comunicazioni, con il pagamento dei premi e le reazioni alle diffide) aveva

confermato – se mai ve ne fosse ancora bisogno – l'autorizzazione della K__________

__________ a ricevere dette comunicazioni a suo nome. L'appello si rivela

pertanto, ancora una volta, privo di consistenza.

Al punto 5 “in diritto”,

AP 1 si limita dipoi a concludere che “la K__________ __________ non era

autorizzata a ricevere le comunicazioni oggetto della presente causa” e che “di

conseguenza, la rescissione del contratto di assicurazione non è avvenuta in

modo corretto e giuridicamente valido”. L'appello non merita dunque su questo

punto di una specifica disamina.

10. Per questi motivi,

l’appello, manifestamente infondato, deve essere respinto. Gli oneri

processuali seguono la soccombenza (art. 148 CPC) e sono calcolati su un valore

litigioso di fr. 825'000.– (fr. 33'000.–x 25 anni). Alla parte appellata viene

riconosciuta un’equa indennità a titolo di ripetibili di seconda istanza (art.

150 CPC). L’istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria formulata

dall'attore in appello, pur essendo pacifico il suo stato d'indigenza, non può

essere accolta, atteso che per le sue pretese, già evase con argomentazioni

convincenti dal primo giudice, non era sin dall'inizio dato il requisito della

probabilità di esito favorevole ("fumus boni iuris", cfr. art. 3 e 14

LAG; Cocchi/Trezzini, op. cit.,

m. 2 e 8 ad art. 157).

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148

CPC e la LTG,

dichiara e

pronuncia:

1. L’appello

6 giugno 2007 di AP 1 è respinto.

Considerandi

2.

L'istanza

di ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria per la procedura

d'appello presentata da AP 1 è respinta.

3.

Gli oneri processuali dell’appello, consistenti in :

a)

tassa di giustizia fr. 4'000.-

b)

spese fr. 50.-

fr.

4'050.-

da

anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere a

AO 1 sulla Vita fr. 6'000.– per ripetibili di appello.

4.

Intimazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Blenio

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il

segretario

Rimedi

giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia

civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il

ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle

vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli

altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia

concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge

federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non

sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, ricorso

sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La legittimazione a

ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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