Lexipedia

Decisione

12.2007.195

Compravendita di autoveicolo, mora di venditore e di acquirente, ripresa di altro autoveicolo

7 ottobre 2008Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

i precedenti richiami, non era mai stata consegnata e che, di conseguenza, il

suo cliente recedeva dal contratto (doc. C). Il punto è però senza rilievo,

giacché dal comportamento concludente in causa della convenuta, costei ha

ammesso che il contratto andava considerato risolto e che all’attore andava

riconosciuto un credito derivante dalla vendita della sua Opel Astra. È quindi

doveroso esaminare questo aspetto nel senso desiderato dai contraenti e

ritenere che il contratto di compravendita è stato risolto. L'art. 6.1 CGV non

disciplina le conseguenze economiche della risoluzione del contratto di

compravendita per mora del venditore. Secondo la giurisprudenza del Tribunale

federale la caducità del contratto comporta la liquidazione delle prestazioni

già effettuate, le quali devono essere restituite in natura o in denaro,

tenendo conto che i contraenti devono essere posti, nella misura del possibile,

nella situazione patrimoniale che esisteva fra loro prima della conclusione

del contratto (DTF 132 III 233 consid. 3.1; 123 II 16 consid.

4b). La dottrina, unanime, concorda sul fatto che la

liquidazione del rapporto

contrattuale deve essere riferita alla situazione patrimoniale delle parti

prima della conclusione del

contratto. Le modalità della liquidazione dei rapporti sono però controverse in

dottrina, anche per coloro che hanno abbracciato le tendenze dottrinali e

giurisprudenziali più recenti sulla “Umwandlungstheorie” mutuata dalla dottrina

germanica (DTF 114 II 157).

In

passato la dottrina classica, che ha prevalso a lungo, sosteneva che la

risoluzione del contratto aveva lo scopo di ristabilire lo stato anteriore la

conclusione del contratto e le prestazioni già eseguite apparivano senza causa

ed erano suscettibili di essere ripetute in conformità delle norme che

governano l'indebito arricchimento: condictio ob causam finitam (fra

altri von Thur/Escher, Allgemeiner Teil des Schweizerisches Obligationenrechts, Bd. II, pag. 155/156; Engel, Traité des obligations en droit suisse, 2a ed. pag. 734; Oser/Schönenberger, Zürcher Kommentar, N. 4 all'art. 109; Becker, Berner Kommentar, N. 5 all'art.

109). Secondo i partigiani della Umwandlungstheorie, le

obbligazioni che formano l'oggetto della restituzione hanno natura contrattuale

e continuano a sussistere anche dopo la risoluzione del contratto, ma con un

contenuto modificato di rapporto di liquidazione, volto a ristabilire la

situazione antecedente il contratto (DTF 4C.286/2005 del 18 gennaio 2006

consid. 2.3; 126 III 122; 114 II 157; Wiegand, Basler Kommentar, N. 4 all'art. 109

con numerosi rif.; Weber, Berner Kommentar, Nri. 46 segg.). Fra questi autori che

condividono le tesi dottrinali più recenti, ve ne sono alcuni che sostengono

che se l'oggetto della restituzione è stato venduto a terzi come in concreto, e

la surrogazione reale non è più possibile, la liquidazione del rapporto avviene

ancora in forza dei principi che governano l'indebito arricchimento sul valore

sostitutivo e segnatamente in conformità degli art. 64 e 65 CO, applicati

quantomeno per analogia, perché sono quelli che meglio tengono conto della

particolare situazione, ove senza colpa alcuna delle parti non è più possibile

la restituzione in natura (Alfred

Koller, Schweizerisches Obligationenrecht, AT, ed.

2006, Vol. 2, § 55 n. 142, con rinvio al § 54 n. 21 e § 55 nri 144 e 146; Thévenaux,

op. cit. N. 10 e N. 7 con critica della dottrina che si sta imponendo all'art. 109; Thier, Kurzkommentar OR, N. 3 all'art. 109 CO; Weber, op.

cit. N. 68 e N. 79 all'art. 109). Ciò significa che se

il bene oggetto della restituzione è stato venduto e colui che si trova

arricchito era in buona fede – come in concreto al momento della vendita

dell'Opel Astra nell'aprile 2005; circostanza non contestata dall'attore -, è

il valore sostitutivo che è entrato nel patrimonio della persona arricchita che

forma l'oggetto della restituzione (Petitpierre, Commentaire Romand, CO I, N. 22

all'art. 64), ovvero fr. 12'800.-, che è il prezzo pagato dall’acquirente alla

convenuta per l'Opel Astra (doc. 3 e teste F__________, verbale di udienza 3

maggio 2007), senza tener conto del valore delle prestazioni che le parti hanno

fissato convenzionalmente in vista dell'esecuzione del contratto che è stato

risolto (Engel, Traité des obligations en droit suisse, 2a ed., pag. 599). Colui che si trova

arricchito non può essere posto in una situazione patrimoniale più sfavorevole

rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se il trasferimento del bene

oggetto della lite non fosse stato venduto a terzi. Il credito del contraente

impoverito verso l'arricchito non può essere superiore all'importo del danno

che risulta dal trasferimento (von Thur/Peter, Allgemeiner Teil des

Schweizerischen Obligationenrechts, Bd. I, pag. 509/510; Engel, op. cit.,

pag. 598; Petitpierre, op. cit. N. 9 all'art. 62).

Altri autori per contro sostengono che se il diritto alla ripetizione

prescritto dall'art. 109 cpv. 1 CO ha natura contrattuale (DTF 126 III 122) “ein

vertraglicher Rückerstattungsanspruch” e l'azione si prescrive in un

termine di 10 anni ai sensi dell'art. 127 CO (DTF 114 II 159), le norme

sull'indebito arricchimento non possono trovare applicazione (Gauch,

Werkvertrag, 4a ed. n.

541 e 687). Come l'azione di risarcimento del danno, quella in restituzione

deriva indirettamente dal fatto che il debitore non ha adempito ai suoi

obblighi contrattuali, e che la sua inadempienza ha condotto alla risoluzione

del contratto da parte del creditore (DTF 114 II 157/158). In queste evenienze, il

debitore che non è più in grado di dar corso alla restituzione in natura, è

tenuto a restituire il valore di questa obbligazione in conformità dell'art. 97

cpv. 1 CO (Gauch/Schluep/Schmid/Rey, Schweizerisches Obligationenrecht, AT, Band II, 7a ed. 1998, N. 3087; Wiegand,

op. cit. N. 7 all'art. 109; Schwenzer, Obligationenrecht, AT, 3a ed. 2003, n. 66.33). Stando a questi ultimi orientamenti, che sono

coerentemente in linea con la giurisprudenza del Tribunale federale e che

questa Camera non può ignorare, il valore della restituzione non è quello

corrispondente all'arricchimento del venditore come per l'art. 64 CO, ma quello

risultante dalla prestazione che era stata convenuta al momento della

conclusione del contratto, ossia il valore di ripresa dell'Opel Astra, che è

stato fissato contrattualmente in base alla differenza fra il prezzo

complessivo di vendita dell'automobile comprensivo degli accessori di fr.

60'750.- e il saldo da pagare di fr. 44'500.-, ossia fr. 16'250.- IVA inclusa.

A questo valore occorre nondimeno togliere l'IVA del 7,6% che nessuno dei

contraenti avrebbe dovuto pagare prima della conclusione del contratto. Col che

la pretesa di restituzione in denaro è pari a fr. 15'015.-.

6.2 Occorre

ora stabilire se la convenuta aveva diritto alla rifusione delle spese per il

collaudo della Opel Astra, di fr. 1'130.- (doc. 4), nonché delle spese per la

concessione di una garanzia all'acquirente ed ammontanti in fr. 518,70 (doc.

5). Questi costi non sono connessi con quelli della vendita della Chrysler, ma

sono da ricondurre alla rivendita dell’Opel Astra. Stando ai principi

dottrinali e giurisprudenziali richiamati qui sopra, se l'art. 64 CO non è

applicabile – neanche per analogia -, nemmeno l'art. 65 CO lo può essere. Si

potrebbe ipotizzare di applicare le norme sulla responsabilità del possessore

in buona fede, e segnatamente dell'art. 939 cpv. 1 CC ma, stante la natura

contrattuale della pretesa, nemmeno questo disposto può utilmente essere invocato

dalla convenuta (Wiegand, op. cit. N. 6 lett. bb all'art. 109).

6.3 La

convenuta ha altresì preteso la rifusione delle spese di fr. 1'017,45

concernenti l'autonoleggio di una Chrysler Voyager (doc. 2), che è stata messa

a disposizione all'attore per consentirgli di recarsi in Sardegna in vacanza

con la famiglia in attesa della consegna della Chrysler oggetto del contendere

(risposta pag. 2 e replica pag. 3). Il Pretore ha accolto questa richiesta,

precisando che si trattava di una prestazione accessoria al contratto di

compravendita che è stato risolto e che essa poteva rimanere a carico della

convenuta solo nell'ipotesi in cui il contratto fosse stato adempito dalle

parti. L'attore rimprovera al Pretore di non aver considerato che al momento in

cui l'automobile sostitutiva fu messa a disposizione, il contratto di

compravendita era ancora in essere fra le parti. L'assunto dell'attore non è di

alcun rilievo, giacché il contendere verte sulla liquidazione dei reciproci

rapporti del contratto di compravendita avente per oggetto la Chrysler e,

quindi, anche dell'auto sostitutiva che è stata messa a disposizione

dell'attore in attesa della consegna del veicolo nuovo. Si tratta di una

prestazione accessoria al contratto principale che è stata offerta dalla convenuta

e accettata dell'attore. In questi casi la risoluzione del contratto lascia

sussistere gli obblighi accessori assunti dalle parti in buona fede, che

rientrano nel novero dei rapporti che devono essere liquidati (Wiegand,

op. cit. N. 6c all'art. 109; Thévenaux, op. cit. N. 13

all'art. 109; Schwenzer, op. cit., n. 66.33; Thier, op. cit. N. 2 all'art. 109). In questa

evenienza è l'attore che si è trovato nella posizione di chi ha fruito di una

prestazione di servizio - l'uso di un veicolo sostitutivo -. Il valore della

prestazione che sta alla base della richiesta di risarcimento (art. 97 cpv. 1

CO) è il canone di locazione che è stato sborsato dalla convenuta alla Hertz di

fr. 1'017,45 (doc. 2) per il noleggio dell'automobile. Ne deriva che questa posizione,

nell'ambito della liquidazione del contratto, merita di essere presa in conto.

7. Nel

suo appello la convenuta ritiene che il Pretore le ha negato a torto il

risarcimento del danno pari al 15% del prezzo di compravendita della Chrysler,

ossia fr. 9'112,50, giacché il contratto è stato rescisso dall'acquirente e, di

conseguenza, diventava irrilevante sapere se le condizioni poste dall'art. 6.2

delle CGV fossero o meno rispettate. Orbene, per quanto traspare dagli atti, la

convenuta con scritto 25 ottobre 2005 ha diffidato l'acquirente a voler

adempiere il contratto ritirando il veicolo comperato nel termine di soli 8 giorni,

anziché dei 30 previsti (doc. D). A quell'epoca il contratto di compravendita

poteva comunque ritenersi risolto validamente per i motivi che sono stati

ricordati qui sopra al considerando 6.1. Dagli atti non risulta neppure che

l’acquirente fu diffidato a ritirare l’automobile prima dell’11 ottobre 2005 (doc.

C). Parimenti, dal comportamento concludente in causa della convenuta, che ha

ammesso la risoluzione del contratto, essa non poteva ragionevolmente avanzare

delle pretese di risarcimento che discendevano dall'inadempimento del

contratto. Il Pretore ha quindi correttamente respinto la richiesta della

convenuta.

8. La

convenuta ha da ultimo chiesto che le fosse riconosciuta la commissione di

vendita dell'Opel Astra, pari a fr. 1'021,95 (cfr. appello pag. 3 e 4). Orbene,

una simile richiesta non può trovare accoglimento nell'ambito di una

liquidazione di un rapporto contrattuale discendente dall'art. 109 cpv. 2 CO,

perché solo il danno risultante dall'”interesse negativo “ del contratto può

essere risarcito, ovvero possono essere indennizzati solo quei pregiudizi che

possono ricollocare i contraenti nella stessa situazione patrimoniale prima

della conclusione del contratto (Thier, op. cit. N. 4 all'art. 109; Thévenoz,

op. cit. N. 14 all'art. 109). La convenuta non avrebbe avuto alcun diritto a

questa pretesa se il contratto di compravendita avente per oggetto la Chrysler

non fosse stato concluso. Il mancato guadagno esorbita dal novero dei danni che

possono essere risarciti ai sensi dell'art. art. 109 cpv. 2 CO (Thier, op.

cit., loc. cit. con rif.). Del pari non v'è traccia di un accordo fra le parti,

dal quale risulta che fu prevista una provvigione per la convenuta (art. 412

segg. CO) discendente dalla vendita della Opel Astra, né la convenuta lo

pretende. Costei apoditticamente sostiene che la sua richiesta deriva da un uso

fra commercianti in materia di compravendita di automobili. Per completezza di

motivazione va soggiunto che a questa Camera non risulta che la Confederazione

abbia autorizzato i Cantoni a legiferare in materia, né tantomeno sono noti

questi usi nel Cantone Ticino (art. 5 cpv. 1 e 2 CC). Spettava semmai alla convenuta

recare la prova di questi accordi e di questo uso locale, ciò che non è

avvenuto.

9. In

conclusione la convenuta, in adempimento della liquidazione dei rapporti

contrattuali di compravendita, dovrà rifondere all'attore fr. 13'997,55 (fr.

15'015.- ./. fr. 1'017,45). L'appello dell'attore viene quindi accolto

parzialmente entro questi limiti, mentre quello della convenuta, rivelatosi infondato, deve essere respinto. Le spese e

le ripetibili del giudizio di prima istanza seguono la reciproca soccombenza.

Per il giudizio sull'appello della convenuta, le spese e le tasse vanno

completamente poste a suo carico, mentre non vanno riconosciute ripetibili all'attore,

che non ha presentato osservazioni al gravame. In ordine all'appello

dell'attore, le spese e le ripetibili, seguono la reciproca soccombenza (art.

148 CPC).

Per i quali motivi

richiamati per le spese l’art. 148 CPC, la LTG e

la TOA

pronuncia:

I. L’appello

13 settembre 2007 di AP 1, __________, è respinto.

Considerandi

II. Le

spese della procedura di appello consistenti in:

a) tassa

di giustizia fr. 400.-

b) spese fr.

50.

-

totale fr.

450.

-

sono poste a carico di AP 1. Non si assegnano ripetibili.

III. L’appello 13 settembre 2007 di AO

1.

è parzialmente accolto. Di conseguenza la sentenza 22 agosto 2007 del Pretore

della Giurisdizione di Mendrisio-Nord è così riformata:

1.

La

petizione è parzialmente accolta. Di conseguenza, AP 1, __________ è tenuta a

versare a AO 1 l'importo di fr. 13'997,55, oltre interessi al 5% dal 29 agosto

2005.

2.

Le

spesse di fr. 150.- e la tassa di giustizia di fr. 800.-, sono poste a carico

di AO 1 nella misura di 1/10, mentre per 9/10 vengono assunte da AP 1, che

rifonderà all'attore fr. 1'200.- per ripetibili ridotte.

IV. Le spese della procedura di appello

consistenti in:

a) tassa

di giustizia fr. 400.-

b) spese fr.

50.

-

totale fr.

450.

-

già

anticipate dall’appellante AO 1 restano a suo carico nella misura di 2/5, e a

carico di 3/5 per la parte appellata AP 1. Quest’ultima rifonderà alla parte

appellante fr. 300.- a titolo di ripetibili ridotte di appello.

V. Intimazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il

segretario

Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore

litigioso inferiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al

Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del

testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia

concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2

LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre

negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117

LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario

sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi

con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster