12.2007.90
Incidente della circolazione - onere della prova
31 marzo 2008Italiano20 min
Source ti.ch
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Numero d'incarto:
12.2007.90
Data decisione, Autorità:
31.03.2008, IICCA
Titolo:
Incidente della circolazione - onere della prova
AUTOMOBILE / VEICOLO A MOTORE / AUTO
INCIDENTE
art. 61 cpv. 2 LCSTR
Incarto n.
12.2007.90
Lugano
31 marzo 2008/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo, presidente,
Walser e Lardelli
segretario:
Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2003.286
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 promossa con petizione 13
maggio 2003 da
AP 1
RA 2
contro
AO 1
AO 2
RA 1
con la quale l’attore ha chiesto la condanna delle
controparti al pagamento di fr. 21'800.– oltre interessi, domanda aumentata in
sede di conclusioni a fr. 23'595.90;
domanda avversata dai convenuti e che il Pretore, con
sentenza 12 marzo 2007, ha respinto, condannando l'attore a pagare la tassa di
giustizia di fr. 1'400.– e le spese, ivi comprese quelle peritali e a rifondere
alle controparti fr. 2'400.– per ripetibili;
appellante l'attore che con atto di appello 17 aprile
2007 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la
petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;
mentre i convenuti con osservazioni 10 maggio 2007
postulano la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata, con
protesta di spese e ripetibili;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto: 1. Il 12 aprile 2002, alle ore 15.20, AP 1 circolava alla guida del suo
autoveicolo BMW 318 in territorio di __________ sulla corsia destra di via __________
in direzione dell'autostrada. Pochi metri dopo aver superato il semaforo sito
in zona “C__________”, all'intersezione tra via __________ e via __________,
entrava in collisione con il veicolo Toyota Corolla condotto da AO 2, il quale
stava circolando da __________ in direzione di __________. Al momento della
collisione, pure quest'ultimo veicolo aveva superato il semaforo posto sulla
sua direzione di marcia. A seguito della predetta collisione nel sinistro è
rimasto coinvolto un terzo veicolo, marca Renault Clio, guidato da __________ B__________
– che in quel momento era fermo al semaforo sulla corsia che da __________ si
dirige verso __________ – urtato dalla vettura Toyota Corolla di AO 2, dopo che
questa aveva colliso con il veicolo BMW 318 di __________.
2. Con
petizione 13 maggio 2003 AP 1 ha chiesto la condanna di AO 2AP 2 al pagamento
di fr. 21'800.– oltre interessi – poi aumentati a fr. 23'595.90 in sede di
conclusioni – per il risarcimento del danno subìto. Egli ha sostenuto che
l'intera responsabilità dell'incidente era imputabile a AO 2, in quanto
quest'ultimo, provenendo da Savosa e dirigendosi verso Massagno, si sarebbe a
suo dire immesso nell'intersezione “C__________” nonostante la luce semaforica
rossa. AP 1 sostiene dal canto suo di aver affrontato l'attraversamento
dell'incrocio con luce semaforica verde, nell'intenzione – provenendo da via __________
– di continuare la corsa in direzione dell'autostrada. I convenuti si sono
opposti alla petizione contestando qualsiasi addebito fatto dalla controparte a
AO 2 e adducendo che quest'ultimo era regolarmente passato all'incrocio “C__________”
a luce semaforica verde. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al
dibattimento finale, confermando le loro richieste nei propri allegati
conclusivi.
3. Con
sentenza 12 marzo 2007 il Pretore ha ritenuto che l'istruttoria di causa ha
permesso di escludere che i semafori potessero essere contemporaneamente verdi
per entrambi i conducenti AP 1 e AO 2. Secondo il primo giudice la versione di
quest'ultimo, sulla base di tutti gli elementi istruttori, è da considerare la
più attendibile e fedefacente, cioè quella con la maggiore probabilità di
essersi prodotta. Ai fini della causa, rileva il Pretore, non è stato
comprovato che il convenuto AO 2 sia transitato nell'area dell'incrocio “C__________”
quando il suo semaforo era commutato sul rosso causando di conseguenza la
collisione. Egli ha dunque respinto la petizione, condannando l'attore a pagare
la tassa di giustizia di fr. 1'400.– e le spese, ivi comprese quelle peritali e
a rifondere alle controperti fr. 2'400.– per ripetibili.
4. Con
appello 17 aprile 2007 AP 1 chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso
di accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.
Con osservazioni 10 maggio 2007 le parti appellate postulano la
reiezione del gravame con argomenti di cui si dirà, se del caso, nel seguito.
e
considerato
in diritto: 5. Come rilevato nella sentenza impugnata, nel caso di incidenti
stradali fra più detentori di veicoli e con richiesta di indennizzo per soli
danni materiali, l’art. 61 cpv. 2 LCStr prevede che un detentore risponde verso
l’altro esclusivamente se la parte lesa prova che il danno è stato cagionato
dalla colpa o dalla temporanea incapacità di discernimento dell’altro
detentore, di una persona per la quale questi è responsabile oppure da un
difetto del suo veicolo (cfr. Bussy/Rusconi,
Code Suisse de la circulation routière, ad art. 61 n. 2.1 e 2.3). Spetta quindi
all'attore AP 1 provare la responsabilità del conducente AO 2, segnatamente che
quest'ultimo si sarebbe immesso nell'intersezione a luce semaforica rossa,
ostacolando così il suo diritto di precedenza.
5.1 Per escludere che l'attore abbia provato la responsabilità del
convenuto AO 2, il Pretore si è dipartito dal fatto che dall'istruttoria è
emerso che al momento dello scontro tra le due vetture delle parti in causa il
teste B__________ era fermo già da una ventina di secondi al semaforo rosso in
attesa che passasse al verde. Il primo giudice aggiunge che dalle perizie
giudiziarie emerge che i semafori di AP 1 e B__________ hanno fasi semaforiche
piuttosto simili (cfr. perizia S__________ e perizia D__________ pag. 13), con
la sola differenza che il semaforo AP 1 diventa verde circa 5 secondi prima di
quello di B__________, mentre entrambi commutano sul rosso allo stesso secondo;
il primo semaforo del protagonista AO 2 diventa invece verde allo stesso
istante in cui diventano rossi quelli di AP 1 e B__________ e il secondo
semaforo, quello all'intersezione in cui è avvenuto lo scontro, diventa verde
tre secondi dopo da quando quelli di AP 1 e B__________ si sono commutati sul
rosso, mentre quello di AP 1 diventa verde 27 secondi dopo che è diventato
rosso il semaforo di AO 2.
5.2 Il
Pretore ha pure evidenziato che dalla perizia D__________ è emerso che la
velocità delle due vetture, al momento dell'impatto, risultava essere di circa
53 km/h per la BMW di AP 1 e di circa 45 km/h per la Toyota di AO 2, come pure
che il semaforo di AP 1 diviene visibile quando ci si trova a 70/80 metri dalla
linea di attesa, ciò che porta a ritenere – aggiunge il primo giudice – che
l'attore può aver visto il semaforo almeno 6-7 secondi prima della collisione.
Il primo giudice soggiunge che l'attore e sua moglie S__________ C__________
hanno dichiarato che in tale frangente il semaforo era verde; in particolare
quest'ultima – che circolava dietro il marito ad una distanza di 1.5-2 auto –
nelle sue deposizioni in polizia e davanti al Pretore, ha sostenuto che il
semaforo era sempre rimasto verde e che lei non lo aveva mai visto né rosso né
arancione.
5.3 Il
primo giudice rileva ancora che il teste B__________, sia nella sua deposizione
in polizia che il Pretura, ha dichiarato che al momento della collisione tra le
due vetture delle parti in causa egli si trovava in prima fila fermo
all'impianto semaforico posto all'intersezione con via __________ – via __________,
poiché dava segnale rosso e che era già rosso quando egli vi era giunto;
semaforo che era ancora rosso quando – mentre era fermo da un tempo che egli
stima in circa 20 secondi – l'automobile di AO 2 è venuta a collidere contro la
sua. Il Pretore precisa pure che dalla perizia D__________ emerge che il
semaforo di B__________ rimane commutato sul rosso per 60 secondi.
5.4 Il
primo giudice ha poi rilevato che il perito, analizzando la dinamica
dell'incidente ed i tabulati relativi al nodo semaforico, ritiene che la
versione fornita dai coniugi C__________ non trovi conferma nei fatti: difatti
secondo la loro descrizione, pur ammettendo che il semaforo relativo a AP 1
fosse diventato verde un istante prima che egli lo potesse vedere, la Renault
di B__________ sarebbe stata colpita quando il semaforo di quest'ultimo doveva
forzatamente essere commutato sul verde già da alcuni secondi; ciò che però non
coincide con quanto dichiarato dal teste B__________, secondo il quale la
collisione tra la Toyota e la Renault è avvenuta quando egli era ancora fermo
al semaforo ancora rosso. Il Pretore ha inoltre ritenuto che il perito ha
considerato la deposizione di AO 2 tecnicamente attendibile – e meglio di aver
passato sia il primo che il secondo semaforo dell'incrocio “C__________” con il
verde – poiché la sua versione trova conferma nella testimonianza di B__________,
ciò in quanto la collisione avrebbe avuto luogo pressappoco 10/18 secondi dopo
che il semaforo di B__________ si era commutato sul rosso.
5.5 Il
primo giudice rileva ancora che il perito giudiziario, in sede di complemento
peritale, analizzando la dinamica dell'incidente sulla base di un'ipotesi
formulata dall'attore – ossia che la vettura del teste B__________ sia stata
urtata nell'ultimo secondo durante il quale il semaforo era ancora rosso – ha
considerato che l'attore AP 1 sarebbe allora transitato dal suo semaforo quando
questo aveva acceso la luce arancione contemporaneamente alla luce rossa prima
di commutare sul verde. Questa ipotesi, prosegue il Pretore, è tecnicamente
sostenibile, ma non trova riscontro nella deposizione della teste S__________ C__________
quando essa afferma di aver più volte osservato il semaforo e di averlo sempre
visto verde; secondo questa ipotesi l'attore AP 1 sarebbe quindi passato dal
semaforo mentre stava commutando dalla luce arancione/rossa a quella verde,
mentre la moglie S__________ C__________ sarebbe transitata quando la luce era
verde da circa un secondo. La lettura dell'ipotesi formulata da parte attrice –
conclude il primo giudice – evidenzia che una simile ricostruzione si fonda su
un ipotetico scenario possibile, ma non su dati tecnici certi.
5.6 Il
Pretore per finire ha ritenuto che l'istruttoria di causa ha permesso di
escludere che i semafori potessero essere contemporaneamente verdi per entrambi
Fatti
i conducenti AP 1 e AO 2; dalla lettura dei tabulati risulta in effetti che se AO
2 è passato quando il semaforo per lui era verde – versione che trova riscontro
nella testimonianza B__________ – AP 1 deve forzatamente essere transitato alla
medesima intersezione con il semaforo rosso. Tutto ciò ha permesso al primo
giudice di considerare la versione di AO 2 più attendibile e fedefacente.
6. L'appellante
rimprovera al Pretore di essersi “limitato a riportare e a condividere le
conclusioni del perito” venendo meno “all'obbligo di motivare scrupolosamente
la propria decisione, nonostante vi fossero agli atti due referti peritali
(perizia e complemento) che giungono”, a suo dire, “a conclusioni
diametralmente opposte” (appello, pag. 8 verso l'alto).
6.1 Va
ricordato che la giurisprudenza non impone al giudice di pronunciarsi su tutti
gli argomenti sottopostigli né su tutte le eccezioni sollevate, ma unicamente
di occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., Lugano 2005, m. 26 ad art. 285). Nel caso concreto la
sentenza in esame adempie manifestamente a questi requisiti, visto e
considerato che nella stessa sono stati riassunti i fatti essenziali e sono
state indicate in modo chiaro e dettagliato le ragioni che hanno indotto il
Pretore a determinarsi come indicato in ingresso.
6.2 Per
altro, diversamente da quanto sostenuto dall'appellante, la perizia (act. XVII)
e il complemento peritale (act. XXII), allestiti dall'ing. M__________ D__________,
non giungono affatto a conclusioni opposte. Come evidenziato dal Pretore, il
complemento peritale analizza la dinamica dell'incidente sulla base di
un'ipotesi formulata dall'attore – ossia che la vettura del teste B__________
sia stata urtata nell'ultimo secondo durante il quale il semaforo era ancora
rosso – ritenendo che in tal caso l'attore AP 1 sarebbe transitato dal suo semaforo
quando questo aveva acceso la luce arancione contemporaneamente alla luce rossa
prima di commutare al verde. Questa ipotesi – ha aggiunto il Pretore – secondo
il perito è tecnicamente sostenibile, ma non trova riscontro nella deposizione
della teste S__________ C__________ quando essa afferma di aver più volte
osservato il semaforo e di averlo sempre visto verde; secondo questa ipotesi
l'attore AP 1 sarebbe quindi passato dal semaforo mentre stava commutando dalla
luce arancione/rossa a quella verde, mentre la moglie S__________ C__________
sarebbe transitata quando la luce era verde da circa un secondo. La lettura
dell'ipotesi formulata da parte attrice – conclude il primo giudice – evidenzia
che una simile ricostruzione si fonda su un ipotetico scenario possibile, ma
non su dati tecnici certi. L'appellante neppur si confronta con queste
considerazioni del primo giudice, limitandosi a contestare in modo generico che
il Pretore avrebbe “dato seguito al giudizio del perito” (appello, pag. 8 verso
il mezzo). Egli ripropone inoltre in questa sede la propria versione e analisi
dei fatti (appello, da pag. 8 nel mezzo a pag. 10 in fondo), così come già
esposta nelle conclusioni di causa (act. XXVI, da pag. 5 in basso a pag. 7
verso il basso). La giurisprudenza ha però già avuto modo di stabilire
ripetutamente che la trascrizione, nell'appello, delle conclusioni di causa e
la riproduzione, nell'appello, di ampi stralci delle conclusioni di causa
comporta la sanzione dell'irricevibilità del gravame. Il contenuto delle
conclusioni deve infatti servire a convincere il giudice della bontà delle
argomentazioni della parte alla luce delle risultanze istruttorie e non vi si
trovano, nelle medesime, critiche ad un giudizio – che del resto non è ancora
stato emanato – che invece è la finalità della procedura d'appello (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 36 ad art. 309; II CCA 24 luglio 2007 inc.
12.2007.22; II CCA 20 gennaio 2003 inc. 12.2001.160, in NRCP 2003
p. 415; II CCA 30 ottobre 2002 inc. n. 12.2002.92; II
CCA 6 marzo 2001 inc. 12.2000.193; II CCA 2 maggio 2000 inc. n. 12.2000.38).
Ne
discende che nella fattispecie le considerazioni dell'appello di cui alle
pagine menzionate devono in concreto anche essere dichiarate inammissibili.
6.3 Analoga
dichiarazione di inammissibilità va fatta per le considerazioni d'appello da
pagina 5 verso il mezzo a pagina 7 verso il basso. L'appellante ha infatti,
anche in questo caso, riprodotto integralmente le considerazioni fatte nelle
conclusioni da pagina 4 verso il basso a pag. 6 verso il basso (act. XXVI,
pagine menzionate).
7. L'appellante
si aggrava pure per il fatto che il Pretore avrebbe ritenuto più fedefacente la
versione di AO 2, “riprendendo”, a suo dire, “tali e quali le considerazioni
effettuate dal perito e partendo da una falsa premessa”, ossia, “che la signora
C__________ avesse visto il semaforo commutato sul verde già ad una distanza di
70-80 metri dalla linea di attesa” (appello, pag. 5 verso il mezzo). Il
ricorrente sostiene per contro che la teste S__________ C__________ “non
avrebbe mai affermato”, contrariamente a quanto ritenuto dal perito e dal
Pretore, “di aver visto il semaforo già verde o in fase di avvicinamento”
(appello, pag. 9 nel mezzo). La conseguenza di ciò sarebbe un arbìtrio da parte
del Pretore, le cui conclusioni non troverebbero conferma nella testimonianza
resa dalla stessa C__________. A torto.
7.1 Per
tacere del fatto che il primo giudice non ha ritenuto che la signora C__________
abbia visto il semaforo commutato sul verde già ad una distanza di 70-80 metri
dalla linea di attesa, quanto piuttosto che dalla perizia risulta che il
semaforo diviene visibile quando ci si trova alla predetta distanza e che
l'attore può aver visto il semaforo almeno 6-7 secondi prima della collisione,
l'attore non contesta l'accertamento tecnico del perito e meglio la possibilità
Considerandi
da parte sua – e di conseguenza della testimone (sua moglie S__________ C__________),
che lo seguiva alla guida di un altro veicolo alla distanza di 1.5-2 automobili
– di vedere il semaforo già ad una distanza di 70-80 metri dalla linea di
attesa e quindi 6-7 secondi prima della collisione. L'argomento determinante,
che ha permesso di fatto al Pretore di escludere la credibilità della
deposizione di S__________ C__________, non è tuttavia la circostanza che la
testimone abbia o meno visto il semaforo verde già ad una distanza di 70-80
metri dalla linea di attesa – argomento che per altro il primo giudice neppure
ha preso in considerazione – quanto piuttosto cosa avrebbero potuto vedere l'attore
e sua moglie nell'ipotesi (sottoposta dall'attore al perito ing. D__________)
in cui la vettura del teste B__________ sia stata urtata nell'ultimo secondo
durante il quale il suo semaforo era ancora rosso (sentenza impugnata, pag. 6).
Questa ipotesi parte in effetti dalla circostanza di fatto, non contestata, che
al momento in cui la Renault del teste B__________ è stata urtata dalla Toyota
del convenuto __________, il semaforo di B__________ – come asserito dal teste
– era ancora rosso. In detta ipotesi, se trattatavasi per B__________
dell'ultimo secondo di rosso, conformemente all'accertamento tecnico del perito
D__________, non contestato, il semaforo di AP 1 era verde da 3 secondi,
essendo stato preceduto da 2 secondi di giallo contemporaneamente al rosso
(prima di commutare al verde) [cfr. tabella colorata, act. XVII, pag. 13 verso
il basso e act. XXII, pag. 3 verso il mezzo]. Il perito D__________ ha pure
accertato – e anche questi accertamenti non sono contestati – che il punto di
collisione tra la BMW di AP 1 e la Toyota di AO 2 si trova a 24 metri dalla
linea di arresto, rispettivamente 17 metri dal semaforo, e che il tempo
necessario per coprire dette distanze è di 1.6 secondi dalla linea di arresto e
1.1
secondi dal semaforo (act. XVII pag. 33 nel mezzo); la collisione tra la
Toyota di AO 2 e la Renault di B__________ avviene invece 2 secondi dopo l'urto
primario (act. XVII, pag. 27). Secondo l'accertamento del perito Dalessi, da
quando AP 1 si trovava in corrispondenza della propria linea di arresto al
momento in cui la Renault di B__________ è stata urtata dalla Toyota di AO 2
sono passati 3.6 secondi; da quando AP 1 si trovava in corrispondenza del
semaforo fino alla collisione __________/B__________ sono invece passati 3.1
secondi. Pur ritenendo possibile dal profilo tecnico che un incidente potesse
avvenire nei tre secondi tra quando AP 1 era all'altezza del semaforo e il
semaforo in quell'istante passava dall’arancione/rosso al verde e quando B__________
era all'ultimo secondo di rosso, lo stesso perito ha segnalato l'incongruenza –
in tale ipotesi – della versione fornita dai coniugi C__________, in
particolare della teste S__________ C__________, nell'aver visto il semaforo
sempre verde (act. XXII, pag. 8). Questa incongruenza è stata evidenziata anche
dal Pretore, con esclusione dell'attendibilità della deposizione della teste S__________
C__________ e non gli si può dar torto.
In
effetti la moglie dell'attore ha deposto che circolava su un'altra vettura ad
una distanza “corrispondente a 1.5-2 auto” ad una velocità di “circa 50 km/h” e
che il suo semaforo “è sempre stato verde” e non l'ha “visto né rosso, né
arancione”, aggiungendo di avere “controllato più di una volta” (act. VI, pag.
2). Ciò appare tuttavia incompatibile con i predetti accertamenti peritali.
L'immagine n. 19 della perizia D__________ (act. XVII, pag. 25 verso l'alto),
che riporta la posizione delle vetture 1 secondo prima della collisione
primaria, rende infatti bene l'incongruenza della deposizione di S__________ C__________,
là dove, dopo aver dichiarato di aver già visto il semaforo verde, dice di aver
avuto il tempo – mentre viaggiava a 50 km/h – di notare alla sua destra la
vettura di AO 2 che proseguiva in direzione perpendicolare alla sua e di aver a
quel “punto ricontrollato l'impianto semaforico, constatandolo verde” e di
essersi detta “quell'auto si deve fermare” (act. VI, pag. 2 verso l'alto).
Stante l'ipotesi ora in esame, quanto meno al momento del primo controllo, la
teste non poteva non constatare che quando il marito era all'altezza del
semaforo, questi era arancione/rosso commutante al verde. La teste del resto
non specifica a quale distanza dalla linea di arresto e dal semaforo ha
eseguito i ripetuti “controlli”, il che – ritenuto che l'onere della prova
spetta comunque all'attore – non rende possibile una diversa interpretazione
della situazione. D'altronde la velocità di marcia, che la teste dichiara di
aver avuto in quel frangente (50 km/h), neppure si concilia con la situazione
per lei di semaforo rosso, che sta commutando al verde con una fase di 2
secondi di arancione/rosso. Questo ad ulteriore conferma dell'inattendibilità
della deposizione della moglie dell'attore.
Certo
se l'attore, con la deposizione della moglie, avesse comprovato che il suo
semaforo in quel frangente era verde – visto che l'istruttoria ha permesso di
escludere che i semafori dei conducenti AP 1 e AO 2 possano essere
contemporaneamente verdi – se ne sarebbe ricavato che il convenuto AO 2 è
passato con il semaforo rosso. Ma così non è.
7.2
D'altro
canto nessun teste ha dichiarato di aver visto il convenuto passare con il
semaforo rosso. La perizia Siemens permette anzi di rilevare che i semafori di
B__________ e di AO 2 non possono neppure essere entrambi verdi contemporaneamente,
in quanto in conflitto tra loro; per contro la situazione di semaforo di AO 2
verde e semaforo di B__________ rosso si verifica per 23 secondi (act. XIV,
risposta n.9). L'affermazione del convenuto di essere passato con il verde è
dunque ampiamente compatibile con l'impatto della sua Toyota con la Renault di
B__________, mentre quest'ultimo era fermo al rosso.
A
titolo abbondanziale va detto che le considerazioni che il ricorrente ricava da
alcune conclusioni del perito D__________ (act. XVII, pag. 35) e che sono
fondate sulle risposte date dal perito, a specifiche domande di complemento
formulate dall'attore al perito (act. XXII) – ancorché inammissibili per quanto
detto sopra (consid. 6.2 e 6.3) – risultano pure irrilevanti. Trattasi in
effetti di ipotesi dell'attore, non fondate su dati certi, ma, tra l'altro,
come afferma anche il perito (act. XXII, pag. 5 verso l'alto) sulla
“soggettività nella stima di un intervallo di tempo non effettivamente
misurato”; ciò con particolare riferimento all'affermazione del teste B__________,
secondo il quale sarebbe rimasto “fermo un attimo al rosso prima
dell'incidente”, per un tempo nel quale “forse” avrebbe, a suo dire, “potuto
contare fino a 20” (act. VI, pag. 3).
Non
è dunque comprovato che il convenuto sia transitato nell'area d'incrocio
“Cappella delle due mani” quando il suo semaforo era commutato sul rosso.
8.
Ne
discende la reiezione del gravame, del tutto infondato. Gli oneri processuali e
le ripetibili, calcolati su un valore litigioso di fr. 23'595.90, seguono la
soccombenza (art. 148 CPC).
Dispositivo
Per questi motivi,
pronuncia:
1. L'appello
17 aprile 2007 di AP 1 è respinto.
2. Gli oneri processuali, consistenti in
a)
tassa di giustizia fr. 800.–
b) spese fr.
50.–
fr.
850.–
già
anticipati dall'appellante, sono posti a suo carico, con l’obbligo di rifondere
alla controparte complessivi fr. 1'400.- di ripetibili.
3. Intimazione:
-
-
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente Il
segretario
Rimedi
giuridici
Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere
pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr.
15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr.
30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se
una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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