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Decisione

12.2007.90

Incidente della circolazione - onere della prova

31 marzo 2008Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

i conducenti AP 1 e AO 2; dalla lettura dei tabulati risulta in effetti che se AO

2 è passato quando il semaforo per lui era verde – versione che trova riscontro

nella testimonianza B__________ – AP 1 deve forzatamente essere transitato alla

medesima intersezione con il semaforo rosso. Tutto ciò ha permesso al primo

giudice di considerare la versione di AO 2 più attendibile e fedefacente.

6. L'appellante

rimprovera al Pretore di essersi “limitato a riportare e a condividere le

conclusioni del perito” venendo meno “all'obbligo di motivare scrupolosamente

la propria decisione, nonostante vi fossero agli atti due referti peritali

(perizia e complemento) che giungono”, a suo dire, “a conclusioni

diametralmente opposte” (appello, pag. 8 verso l'alto).

6.1 Va

ricordato che la giurisprudenza non impone al giudice di pronunciarsi su tutti

gli argomenti sottopostigli né su tutte le eccezioni sollevate, ma unicamente

di occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., Lugano 2005, m. 26 ad art. 285). Nel caso concreto la

sentenza in esame adempie manifestamente a questi requisiti, visto e

considerato che nella stessa sono stati riassunti i fatti essenziali e sono

state indicate in modo chiaro e dettagliato le ragioni che hanno indotto il

Pretore a determinarsi come indicato in ingresso.

6.2 Per

altro, diversamente da quanto sostenuto dall'appellante, la perizia (act. XVII)

e il complemento peritale (act. XXII), allestiti dall'ing. M__________ D__________,

non giungono affatto a conclusioni opposte. Come evidenziato dal Pretore, il

complemento peritale analizza la dinamica dell'incidente sulla base di

un'ipotesi formulata dall'attore – ossia che la vettura del teste B__________

sia stata urtata nell'ultimo secondo durante il quale il semaforo era ancora

rosso – ritenendo che in tal caso l'attore AP 1 sarebbe transitato dal suo semaforo

quando questo aveva acceso la luce arancione contemporaneamente alla luce rossa

prima di commutare al verde. Questa ipotesi – ha aggiunto il Pretore – secondo

il perito è tecnicamente sostenibile, ma non trova riscontro nella deposizione

della teste S__________ C__________ quando essa afferma di aver più volte

osservato il semaforo e di averlo sempre visto verde; secondo questa ipotesi

l'attore AP 1 sarebbe quindi passato dal semaforo mentre stava commutando dalla

luce arancione/rossa a quella verde, mentre la moglie S__________ C__________

sarebbe transitata quando la luce era verde da circa un secondo. La lettura

dell'ipotesi formulata da parte attrice – conclude il primo giudice – evidenzia

che una simile ricostruzione si fonda su un ipotetico scenario possibile, ma

non su dati tecnici certi. L'appellante neppur si confronta con queste

considerazioni del primo giudice, limitandosi a contestare in modo generico che

il Pretore avrebbe “dato seguito al giudizio del perito” (appello, pag. 8 verso

il mezzo). Egli ripropone inoltre in questa sede la propria versione e analisi

dei fatti (appello, da pag. 8 nel mezzo a pag. 10 in fondo), così come già

esposta nelle conclusioni di causa (act. XXVI, da pag. 5 in basso a pag. 7

verso il basso). La giurisprudenza ha però già avuto modo di stabilire

ripetutamente che la trascrizione, nell'appello, delle conclusioni di causa e

la riproduzione, nell'appello, di ampi stralci delle conclusioni di causa

comporta la sanzione dell'irricevibilità del gravame. Il contenuto delle

conclusioni deve infatti servire a convincere il giudice della bontà delle

argomentazioni della parte alla luce delle risultanze istruttorie e non vi si

trovano, nelle medesime, critiche ad un giudizio – che del resto non è ancora

stato emanato – che invece è la finalità della procedura d'appello (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 36 ad art. 309; II CCA 24 luglio 2007 inc.

12.2007.22; II CCA 20 gennaio 2003 inc. 12.2001.160, in NRCP 2003

p. 415; II CCA 30 ottobre 2002 inc. n. 12.2002.92; II

CCA 6 marzo 2001 inc. 12.2000.193; II CCA 2 maggio 2000 inc. n. 12.2000.38).

Ne

discende che nella fattispecie le considerazioni dell'appello di cui alle

pagine menzionate devono in concreto anche essere dichiarate inammissibili.

6.3 Analoga

dichiarazione di inammissibilità va fatta per le considerazioni d'appello da

pagina 5 verso il mezzo a pagina 7 verso il basso. L'appellante ha infatti,

anche in questo caso, riprodotto integralmente le considerazioni fatte nelle

conclusioni da pagina 4 verso il basso a pag. 6 verso il basso (act. XXVI,

pagine menzionate).

7. L'appellante

si aggrava pure per il fatto che il Pretore avrebbe ritenuto più fedefacente la

versione di AO 2, “riprendendo”, a suo dire, “tali e quali le considerazioni

effettuate dal perito e partendo da una falsa premessa”, ossia, “che la signora

C__________ avesse visto il semaforo commutato sul verde già ad una distanza di

70-80 metri dalla linea di attesa” (appello, pag. 5 verso il mezzo). Il

ricorrente sostiene per contro che la teste S__________ C__________ “non

avrebbe mai affermato”, contrariamente a quanto ritenuto dal perito e dal

Pretore, “di aver visto il semaforo già verde o in fase di avvicinamento”

(appello, pag. 9 nel mezzo). La conseguenza di ciò sarebbe un arbìtrio da parte

del Pretore, le cui conclusioni non troverebbero conferma nella testimonianza

resa dalla stessa C__________. A torto.

7.1 Per

tacere del fatto che il primo giudice non ha ritenuto che la signora C__________

abbia visto il semaforo commutato sul verde già ad una distanza di 70-80 metri

dalla linea di attesa, quanto piuttosto che dalla perizia risulta che il

semaforo diviene visibile quando ci si trova alla predetta distanza e che

l'attore può aver visto il semaforo almeno 6-7 secondi prima della collisione,

l'attore non contesta l'accertamento tecnico del perito e meglio la possibilità

Considerandi

da parte sua – e di conseguenza della testimone (sua moglie S__________ C__________),

che lo seguiva alla guida di un altro veicolo alla distanza di 1.5-2 automobili

– di vedere il semaforo già ad una distanza di 70-80 metri dalla linea di

attesa e quindi 6-7 secondi prima della collisione. L'argomento determinante,

che ha permesso di fatto al Pretore di escludere la credibilità della

deposizione di S__________ C__________, non è tuttavia la circostanza che la

testimone abbia o meno visto il semaforo verde già ad una distanza di 70-80

metri dalla linea di attesa – argomento che per altro il primo giudice neppure

ha preso in considerazione – quanto piuttosto cosa avrebbero potuto vedere l'attore

e sua moglie nell'ipotesi (sottoposta dall'attore al perito ing. D__________)

in cui la vettura del teste B__________ sia stata urtata nell'ultimo secondo

durante il quale il suo semaforo era ancora rosso (sentenza impugnata, pag. 6).

Questa ipotesi parte in effetti dalla circostanza di fatto, non contestata, che

al momento in cui la Renault del teste B__________ è stata urtata dalla Toyota

del convenuto __________, il semaforo di B__________ – come asserito dal teste

– era ancora rosso. In detta ipotesi, se trattatavasi per B__________

dell'ultimo secondo di rosso, conformemente all'accertamento tecnico del perito

D__________, non contestato, il semaforo di AP 1 era verde da 3 secondi,

essendo stato preceduto da 2 secondi di giallo contemporaneamente al rosso

(prima di commutare al verde) [cfr. tabella colorata, act. XVII, pag. 13 verso

il basso e act. XXII, pag. 3 verso il mezzo]. Il perito D__________ ha pure

accertato – e anche questi accertamenti non sono contestati – che il punto di

collisione tra la BMW di AP 1 e la Toyota di AO 2 si trova a 24 metri dalla

linea di arresto, rispettivamente 17 metri dal semaforo, e che il tempo

necessario per coprire dette distanze è di 1.6 secondi dalla linea di arresto e

1.1

secondi dal semaforo (act. XVII pag. 33 nel mezzo); la collisione tra la

Toyota di AO 2 e la Renault di B__________ avviene invece 2 secondi dopo l'urto

primario (act. XVII, pag. 27). Secondo l'accertamento del perito Dalessi, da

quando AP 1 si trovava in corrispondenza della propria linea di arresto al

momento in cui la Renault di B__________ è stata urtata dalla Toyota di AO 2

sono passati 3.6 secondi; da quando AP 1 si trovava in corrispondenza del

semaforo fino alla collisione __________/B__________ sono invece passati 3.1

secondi. Pur ritenendo possibile dal profilo tecnico che un incidente potesse

avvenire nei tre secondi tra quando AP 1 era all'altezza del semaforo e il

semaforo in quell'istante passava dall’arancione/rosso al verde e quando B__________

era all'ultimo secondo di rosso, lo stesso perito ha segnalato l'incongruenza –

in tale ipotesi – della versione fornita dai coniugi C__________, in

particolare della teste S__________ C__________, nell'aver visto il semaforo

sempre verde (act. XXII, pag. 8). Questa incongruenza è stata evidenziata anche

dal Pretore, con esclusione dell'attendibilità della deposizione della teste S__________

C__________ e non gli si può dar torto.

In

effetti la moglie dell'attore ha deposto che circolava su un'altra vettura ad

una distanza “corrispondente a 1.5-2 auto” ad una velocità di “circa 50 km/h” e

che il suo semaforo “è sempre stato verde” e non l'ha “visto né rosso, né

arancione”, aggiungendo di avere “controllato più di una volta” (act. VI, pag.

2). Ciò appare tuttavia incompatibile con i predetti accertamenti peritali.

L'immagine n. 19 della perizia D__________ (act. XVII, pag. 25 verso l'alto),

che riporta la posizione delle vetture 1 secondo prima della collisione

primaria, rende infatti bene l'incongruenza della deposizione di S__________ C__________,

là dove, dopo aver dichiarato di aver già visto il semaforo verde, dice di aver

avuto il tempo – mentre viaggiava a 50 km/h – di notare alla sua destra la

vettura di AO 2 che proseguiva in direzione perpendicolare alla sua e di aver a

quel “punto ricontrollato l'impianto semaforico, constatandolo verde” e di

essersi detta “quell'auto si deve fermare” (act. VI, pag. 2 verso l'alto).

Stante l'ipotesi ora in esame, quanto meno al momento del primo controllo, la

teste non poteva non constatare che quando il marito era all'altezza del

semaforo, questi era arancione/rosso commutante al verde. La teste del resto

non specifica a quale distanza dalla linea di arresto e dal semaforo ha

eseguito i ripetuti “controlli”, il che – ritenuto che l'onere della prova

spetta comunque all'attore – non rende possibile una diversa interpretazione

della situazione. D'altronde la velocità di marcia, che la teste dichiara di

aver avuto in quel frangente (50 km/h), neppure si concilia con la situazione

per lei di semaforo rosso, che sta commutando al verde con una fase di 2

secondi di arancione/rosso. Questo ad ulteriore conferma dell'inattendibilità

della deposizione della moglie dell'attore.

Certo

se l'attore, con la deposizione della moglie, avesse comprovato che il suo

semaforo in quel frangente era verde – visto che l'istruttoria ha permesso di

escludere che i semafori dei conducenti AP 1 e AO 2 possano essere

contemporaneamente verdi – se ne sarebbe ricavato che il convenuto AO 2 è

passato con il semaforo rosso. Ma così non è.

7.2

D'altro

canto nessun teste ha dichiarato di aver visto il convenuto passare con il

semaforo rosso. La perizia Siemens permette anzi di rilevare che i semafori di

B__________ e di AO 2 non possono neppure essere entrambi verdi contemporaneamente,

in quanto in conflitto tra loro; per contro la situazione di semaforo di AO 2

verde e semaforo di B__________ rosso si verifica per 23 secondi (act. XIV,

risposta n.9). L'affermazione del convenuto di essere passato con il verde è

dunque ampiamente compatibile con l'impatto della sua Toyota con la Renault di

B__________, mentre quest'ultimo era fermo al rosso.

A

titolo abbondanziale va detto che le considerazioni che il ricorrente ricava da

alcune conclusioni del perito D__________ (act. XVII, pag. 35) e che sono

fondate sulle risposte date dal perito, a specifiche domande di complemento

formulate dall'attore al perito (act. XXII) – ancorché inammissibili per quanto

detto sopra (consid. 6.2 e 6.3) – risultano pure irrilevanti. Trattasi in

effetti di ipotesi dell'attore, non fondate su dati certi, ma, tra l'altro,

come afferma anche il perito (act. XXII, pag. 5 verso l'alto) sulla

“soggettività nella stima di un intervallo di tempo non effettivamente

misurato”; ciò con particolare riferimento all'affermazione del teste B__________,

secondo il quale sarebbe rimasto “fermo un attimo al rosso prima

dell'incidente”, per un tempo nel quale “forse” avrebbe, a suo dire, “potuto

contare fino a 20” (act. VI, pag. 3).

Non

è dunque comprovato che il convenuto sia transitato nell'area d'incrocio

“Cappella delle due mani” quando il suo semaforo era commutato sul rosso.

8.

Ne

discende la reiezione del gravame, del tutto infondato. Gli oneri processuali e

le ripetibili, calcolati su un valore litigioso di fr. 23'595.90, seguono la

soccombenza (art. 148 CPC).

Dispositivo

Per questi motivi,

pronuncia:

1. L'appello

17 aprile 2007 di AP 1 è respinto.

2. Gli oneri processuali, consistenti in

a)

tassa di giustizia fr. 800.–

b) spese fr.

50.–

fr.

850.–

già

anticipati dall'appellante, sono posti a suo carico, con l’obbligo di rifondere

alla controparte complessivi fr. 1'400.- di ripetibili.

3. Intimazione:

-

-

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il

segretario

Rimedi

giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia

civile al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo

integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere

pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr.

15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr.

30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la

controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se

una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF).

Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli

stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117

LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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