12.2008.19
Mandato d'avvocato - onorario - appello
19 febbraio 2009Italiano10 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
12.2008.19
Data decisione, Autorità:
19.02.2009, IICCA
Ricorso:
TF,4D_52/2009, 28.07.2009
Titolo:
Mandato d'avvocato - onorario - appello
APPELLO
AVVOCATO
REMUNERAZIONE
art. 394 CO
art. 309 cpv. 1 let. e CPC-TI
art. 309 cpv. 1 let. f CPC-TI
Incarto n.
12.2008.19
Lugano
19 febbraio
2009/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo, presidente,
Walser e Lardelli
segretario:
Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2006.248
della Pretura del Distretto di __________ promossa con petizione 28 dicembre
2006 da
AO 1
RA 1
contro
AP 1
con la
quale l'attore ha chiesto la condanna del convenuto al versamento di fr. 12'370.60 oltre interessi al 5% dal 23
febbraio 2004 su fr. 5'000.– e dal 14 gennaio 2006 su fr. 7'370.60 e spese
esecutive, come pure il rigetto definitivo dell'opposizione interposta al PE n.
__________ dell'UEF di __________, domande alle quali si è opposto il
convenuto, e che il Pretore ha accolto con sentenza 10 dicembre 2007;
appellante
il convenuto con atto di appello 21 gennaio 2008, con cui chiede di dichiarare
nulla la decisione del Pretore, protestando spese e ripetibili di entrambe le
sedi;
mentre
l'attore propone nelle sue osservazioni del 3 marzo 2008 di respingere
l'appello, con protesta di ripetibili;
letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti,
ritenuto
in fatto e in diritto:
1. Il
24 giugno 2003 AP 1 si era rivolto allo studio legale dell'AO 1 per farsi
patrocinare in una procedura di promozione dell'accusa conseguente ad un
decreto di non luogo a procedere emanato il 30 maggio 2003 dalla Procuratrice
Pubblica __________ (cfr. NPL 1869/2003 e inc. 60.2003.192 della CRP) e in ogni
altra questione ad essa connessa. La relativa procura è stata sottoscritta da AP
1 il 26 giugno 2003 (doc. A). Lo studio legale in questione si è poi incaricato
di tutelare gli interessi di AP 1 in ulteriori procedure (doc. B, C, D, E, F).
Il 22 gennaio 2004 l’AO 1 ha inviato a AP 1 una nota professionale intermedia
relativa alle prestazioni effettuate dal 10 luglio 2003 al 22 gennaio 2004 per
un importo di fr. 10'756.80 (doc. H). AP 1 ha versato un acconto per fr. 5'756.80. Il 7 dicembre 2005 l'AO 1 ha rinunciato al mandato in seguito a divergenze
con AP 1 (doc. G). Essendo rimasti senza seguito da parte di quest'ultimo i
solleciti di pagamento della nota professionale intermedia e definitiva (doc.
L, N, O, P, Q), nel mese di agosto 2006 l'AO 1 ha fatto spiccare nei confronti di AP 1 il PE n. __________ dell'UEF di __________, per fr. 12'370.60 oltre
accessori, al quale l'escusso ha interposto opposizione (doc. R).
2. Con petizione del 28 dicembre 2006 l'AO 1 si è rivolto alla Pretura del Distretto di __________ per chiedere la condanna di AP 1 al
pagamento dell'importo di fr. 12'370.60, come pure il rigetto definitivo
dell'opposizione interposta al PE n. __________ dell'UEF di __________. Alla
medesima si è opposto il convenuto con risposta del 2 febbraio 2007. Sono
seguite la replica dell'8 marzo 2007 e la duplica del 20 aprile 2007. Esperita
l'istruttoria, le parti non sono comparse alla discussione finale,
confermandosi nei rispettivi memoriali conclusivi.
3. Con
sentenza 10 dicembre 2007 il Pretore ha accolto la petizione, condannando il
convenuto a pagare all'attore fr. 12'370.60 oltre interessi al 5% dal 23 febbraio 2004 su fr. 5'000.– e dal
14 gennaio 2006 su fr. 7'370.60 e spese esecutive, rigettando l'opposizione
interposta al PE n. __________ dell'UEF di __________ e imponendo al convenuto
di pagare la tassa di giustizia (fr. 600.–) e le spese (fr. 100.–) e di
rifondere all'attore fr. 200.– a titolo di ripetibili. AP 1 impugna la decisione
del primo giudice con appello 21 gennaio 2008 steso da lui personalmente,
mentre l'AO 1 chiede la reiezione del gravame per i motivi dei quali si dirà,
se del caso, nel seguito.
4. AP 1
nelle domande di giudizio richiama le ragioni esposte nella sua “importante
premessa per cui per legittima difesa” non può “far capo ad un altro
patrocinatore”, chiedendone l'accettazione (domanda n. 1), chiede di “essere
sentito personalmente” (domanda n. 2) e la concessione dell'effetto sospensivo
(domanda n. 3). Trattasi di richieste irricevibili (domanda n. 1 e 2), ritenuto
per altro che il diritto di essere sentito è già garantito dalla presentazione
dell'atto d'appello, e superflue (domanda n. 3), considerato che l'appello ha
già effetto sospensivo (art. 310 cpv. 1 CPC).
Il
ricorrente chiede inoltre di dichiarare “nulla” la decisione del Pretore “ai
sensi dell'art. 285 cpv. 2 lett. d) ed e) CPC” (domanda n. 4). La sentenza non
risponderebbe, a suo dire, “a tutte le domande ed alle richieste poste” nei
suoi atti di causa (risposta, replica e conclusioni). Giova ricordare
all'appellante che, per giurisprudenza costante, la motivazione di una sentenza
può essere ritenuta sufficiente quando vengono menzionati, almeno brevemente, i
motivi che hanno indotto il giudice a decidere in un senso piuttosto che in un
altro e pone l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del
giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione. Il giudice non deve
quindi pronunciarsi su tutti gli argomenti che gli vengono sottoposti né su
tutte le eccezioni sollevate, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti
per il giudizio (Cocchi/Trezzini,
CPC TI-App, m. 26 ad art. 285). Diversamente da quanto sostenuto dal
ricorrente, la decisione del Pretore risulta più che sufficientemente motivata
in fatto e in diritto. Per altro l'appellante non spiega quali domande il primo
giudice non avrebbe preso in considerazione. Il gravame su questo punto, per
quanto ricevibile, va dunque respinto.
Il
ricorrente chiede poi “l'emissione di una sentenza equa, conforme all'art. 285
CPC, rispondente a tutte le domande e le richieste formulate, che tenga conto
oggettivamente di tutti i documenti agli atti (letti ed esaminati) e di tutti i
danni (morali oltre a quelli pecuniari) realmente subìti a causa
dell'intempestivo abbandono del patrocinio da parte dello studio legale AO 1
considerato che allo stesso avvocato sono già stati versati acconti per una
somma di oltre 11'000.– franchi e più precisamente fr. 11'214.30, riservata la
richiesta di congrui risarcimenti da stabilire dopo un più ampio dibattito
istruttorio” (domanda n. 5). L'appellato eccepisce l'irricevibilità di una
simile domanda d'appello a norma dell'art. 309 cpv. 2 CPC, in relazione con il
cpv. 5. A ragione.
La
formulazione chiara delle domande è importante, in quanto esse delimitano la
portata dell'appello e quindi la competenza dell'autorità adita (Cocchi/Trezzini, CPC TI, m. 7 ad art.
309). Se è pur vero che, trattandosi della situazione in cui l'appellante non è
patrocinato, il Tribunale federale ha avuto occasione di pronunciare che erano
sufficienti delle conclusioni tendenti all'annullamento della sentenza di primo
grado (Cocchi/Trezzini, CPC
TI-App, m. 35 ad art. 309), ciò non è il caso nella vertenza ora in esame. Con
la domanda n. 5, l'appellante, senza postulare la reiezione della petizione,
sembrerebbe chiedere il riesame della sentenza di primo grado senza cifrare in
modo chiaro i limiti della sua domanda. Non è in effetti chiaro se l'appellante
pretenda semplicemente l'integrale respingimento della petizione oppure la
deduzione dalla richiesta dell'attore (fr. 12'370.60 oltre interessi) dell'importo di fr. 11'214.30 che egli indica
come acconti già versati. La mancata indicazione precisa in cifre della
modificazione proposta è certamente motivo di irricevibilità del gravame (Cocchi/Trezzini, CPC TI, m. 9 ad art.
309). Già per questo motivo l'appello, in relazione a questa domanda, va
dichiarato irricevibile.
5. A
titolo abbondanziale si rileva che – indipendentemente dall'irricevibilità
delle domande – la conclusione di infondatezza del gravame emerge anche dall'esame
dell'enunciazione delle motivazioni “in fatto e in diritto”, per altro di
difficile comprensione.
Il
ricorrente lamenta che il Pretore avrebbe “occultato” dei fatti e meglio non
avrebbe tenuto conto della circostanza che “esisteva già una procura valida a
tutti gli effetti”, in relazione con il decreto di non luogo a procedere
emenato il 30 maggio 2003 dalla Procuratrice Pubblica __________ e che in data
7 dicembre 2005 aveva lui stesso “presentato una procura all'AO 1, il quale
senza nemmeno leggerla, l'ha rifiutata”. Come detto (sopra, consid. 4), il
Pretore non deve pronunciarsi su tutti gli argomenti che gli vengono
sottoposti. Per altro l'appellante adducendo la sua lamentela non si confronta
con una precisa considerazione del primo giudice, né tantomeno trae conclusioni
dal suo dire. L'irricevibilità di una simile motivazione ricorsale è palese.
L'appellante
adduce poi che le motivazioni della sentenza sarebbero “contraddittorie tra di
loro”. Riproduce uno stralcio della decisione impugnata rilevando che se il
Pretore avesse “letto ed esaminato gli atti”, non avrebbe “sicuramente
azzardato” altre affermazioni che pure menziona senza ulteriore commento.
L'irricevibilità dell'argomentazione è nuovamente palese. Egli fa in seguito
riferimento ad alcuni considerandi della sentenza 29 ottobre 2003 della CRP
(inc. 60.2003.192), deducendone che dagli atti emergerebbe “chiaramente che
almeno uno dei motivi per cui l'istanza di promozione dell'accusa è stata
respinta” sarebbe “il fatto di non aver fornito le nuove prove” come da lui
“abbondantemente richiesto ” al suo patrocinatore. Anche per questo motivo –
aggiunge – “in seguito, per cercare di rifarsi, lo studio legale __________”
avrebbe deciso di “inoltrare ricorso al Tribunale federale”. Dagli atti non
risulta tuttavia che AP 1 abbia fornito al patrocinatore prove la cui mancata
produzione abbia determinato il respingimento dell'istanza di promozione dell'accusa.
La doglianza cade ancora nel vuoto.
Il
ricorrente riproduce poi altri stralci della decisione impugnata rilevando che
conterrebbero “affermazioni fuorvianti ed in parte inveritiere”. Egli sembra
dissentire in particolare dalla considerazione del Pretore secondo cui “invano
si cercherebbe nel fascicolo processuale qualsivoglia elemento a comprova di un
danno cagionato dalla rescissione del mandato; tantomeno se si pensa che il
convenuto ha ricevuto il giorno stesso delle rescissione del mandato, il 7
dicembre 2005, un esemplare del progetto di reclamo alla Camera di esecuzione e
fallimenti, già allestito dall'attore, con lettera accompagnatoria in cui il
convenuto veniva reso edotto dello scadere del termine d'impugnativa (doc. G)”.
Secondo il ricorrente, nel documento G vi sarebbero invece “le prove del fatto
che … il citato esemplare del progetto di reclamo” oltre “ad essere
perfettamente inutile, era principalmente finalizzato alla sospensione della
procedura di esecuzione per evitare gravissimi danni difficilmente
rimediabili”. Il doc. G è invero semplicemente la lettera di trasmissione del
menzionato progetto, da cui non si desumono “le prove” a cui si appella il
ricorrente. Anche su questo punto l'appello cade nel vuoto.
6 Ne
discende, per i motivi che precedono, la reiezione del gravame e la conseguente
conferma del giudizio impugnato.
La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili della procedura d’appello, calcolate su
un valore litigioso di fr. 12'370.60, seguono la soccombenza (art. 148 CPC).
Per i quali motivi,
richiamati l’art. 148 CPC e la TG
dichiara e pronuncia:
1. L’appello 21 gennaio 2008 di AP 1 è respinto, nella misura
in cui è ricevibile.
2. Gli
oneri processuali di appello, consistenti in:
a) tassa
di giustizia fr. 300.-
b) spese fr.
50.-
fr.
400.-
già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con obbligo di rifondere all'
AO 1 fr. 200.- per ripetibili di appello.
3. Intimazione:
-
-
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente Il
segretario
Rimedi
giuridici
Nelle cause a carattere pecuniario con un valore
litigioso inferiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
Fatti
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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